Passi per sconfiggere in Brasile il fascismo e la politica dell’odio

Leonardo Boff

Pubblichiamo queste riflessioni, del famoso teologo Leonardo Boff, sulle prossime elezioni presidenziali. Infatti, nel 2022, si svolgeranno, in Brasile, oltre alle elezioni presidenziali anche quelle politiche per il rinnovo del Parlamento. L’articolo va collocato in questo contesto politico.

Questo articolo è dedicato a coloro che combattono in Brasile per una
democrazia ferita e per il riscatto della nazione devastata.

Le forze politiche, nemiche della vita, si sono alleate con il Coronavirus e stanno favorendo la decimazione di oltre 600.000 vite. Il loro obiettivo è condurci ai tempi premoderni, smantellando la nostra cultura e scienza, sopprimendo i diritti del lavoro e della sicurezza sociale, diffondendo menzogne e un odio codardo per i poveri, le popolazioni indigene, i quilombola, gli afro-discendenti, gli omosessuali e le persone LGBTI.

Ideologicamente tali forze sono ultraconservatrici con un profilo spiccatamente fascista. Sono salite al più alto potere della repubblica. Il principale rappresentante di queste forze vuole, con ogni mezzo, anche contro la legge, essere rieletto. Come parlamentare ha magnificato i torturatori e ha difeso le dittature. Come capo di stato, è stato indulgente con i grandi incendi nella foresta amazzonica, con i taglialegna e con l’insediamento di imprese minerarie e garimpos, anche nelle terre indigene. Ha commesso crimini contro l’umanità per il suo negazionismo nei confronti degli immunizzanti al Covid-19 e si è mostrato insensibile e senza alcuna empatia verso la sofferenza di migliaia di famiglie in lutto e milioni di disoccupati e affamati.

Purtroppo constatiamo la fragilità, fino all’omissione, delle nostre istituzioni ufficiali o giuridiche e la bassa intensità della nostra democrazia. Niente o poco è stato fatto per allontanare questa figura sinistra, autoritaria e fascistoide. Non possiamo assistere, impassibili, alla disgregazione demografica, culturale, politica e spirituale del nostro Paese.

Di fronte a questa tragedia storica, abbiamo bisogno, attraverso i mezzi elettorali, di frenare la pulsione di morte, presente nel potere esecutivo e nei suoi ausiliari. È necessario infliggere una clamorosa sconfitta elettorale a colui che si è dimostrato pazzo, indegno, malevolo e incapace di governare il popolo brasiliano. Merita di essere allontanato, legalmente, dalla scena politica e pagare per i suoi crimini, in modo che, alla fine, si possa vivere con un minimo di sviluppo equo e sostenibile, con pace sociale, con gioia schietta e con felicità collettiva.

Per realizzare questo passo politico ed etico, nei limiti della Costituzione e dell’ordinamento giuridico democratico, è importante, a mio avviso, compiere i seguenti passi:

Primo, garantire, se possibile al primo turno, la vittoria per la presidenza, da parte di qualcuno dotato di carisma, con la fiducia della grande maggioranza e con la capacità di tirarci fuori dal baratro oscuro in cui siamo stati gettati. In precedenza ha dimostrato di essere in grado di realizzare questa redenzione.
Non c’è bisogno di rivelare il suo nome perché è già emerso dai sondaggi
elettorali.

Secondo, non basta eleggere un presidente con tali caratteristiche. È fondamentale garantirgli un’ampia rappresentanza parlamentare affinché il presidenzialismo di coalizione non comprometta gli ideali e le finalità, presenti in origine e applicabili, come l’opzione per politiche sociali che vadano incontro alle grandi maggioranze impoverite e oppresse, con trasparenza, con l’etica di solidarietà a partire dai più vulnerabili e con un’attiva e fiera sovranità.
Altrettanto importante è garantire l’elezione dei governatori e, a tempo debito, di sindaci e consiglieri che, nei territori e alla base, diano sostegno al governo centrale con senso di giustizia sociale e cura della vita delle persone e della natura.

Terzo, – il più importante – rafforzare e, ove necessario, riprendere il lavoro di base, organizzando comitati popolari di ogni tipo, in modo che partecipino e si articolino con le organizzazioni già esistenti e attive nei campi della salute, istruzione, uguaglianza di genere e in altri ambiti, creando una coscienza di cittadinanza. Non basta garantire l’inserimento nel sistema attuale, perverso e antipopolare, ma creare una coscienza di cambiamento, puntando a un altro
tipo di società con democrazia partecipativa, ecologica e sociale.

Questo lavoro di base è imperativo se vogliamo creare le condizioni per una trasformazione che viene dal basso e creare movimenti progressisti e libertari, che traducano i sogni in pratiche fattibili e quotidiane. È a questo livello, al pianterreno, che inizia la prova del nuovo e si alimenta l’energia necessaria per continuare la rifondazione di un nuovo Brasile, contro il prolungamento della dipendenza storica, contro il gira-volta presente nella élite dell’arretratezza e contro l’oligopolio dei media, braccio ideologico della classe dominante, erede della cultura schiavista.

Siamo convinti che questo sofferente caos distruttivo passerà e si trasformerà nel promettente caos generativo di un ordine nuovo, più alto, più giusto, fraterno e premuroso per tutta la vita. Infine, di un Brasile nel quale avremo la gioia di vivere e convivere, dove sarà più facile l’amorevolezza e la giovialità che caratterizzano il meglio che è in noi.

*Leonardo Boff eco-teologo, filosofo e scrittore. Ha scritto: Brasil: concluir a refundação ou prolongar a dependência, Vozes 2018; Abitare la Terra:quale via per la fraternità universale,Castelvecchi,Roma 2121.

(Traduzione dal porrtoghese di Gianni Alioti)

Das “stahlharte Gehäuse” des Kapital

Im Rahmen der Quantenperspektive der neuen Kosmologie kann das Unerwartete eintreten: Das derzeitige Leiden aufgrund der Systemkrise wird nicht umsonst sein; es sammelt gutartige Energien an, die einen Sprung zu einer anderen, höheren Ordnung machen werden.

Wir befinden uns immer noch im Jahr 2021, einem Jahr, das nicht zu Ende ging, weil Covid-19 die Zählung der Zeit aufgehoben hat, indem es sein tödliches Werk fortsetzte. Das Jahr 2022 konnte vorerst nicht eingeläutet werden. Tatsache ist, dass das Virus alle Mächte, vor allem die militaristischen, in die Knie gezwungen hat, da ihr Arsenal des Todes völlig wirkungslos geworden ist.

Die Genialität des Kapitalismus in Bezug auf die Pandemie hat die transnationalisierte Kapitalistenklasse jedoch dazu veranlasst, sich durch den Großen Reset neu zu strukturieren und die neue digitale Wirtschaft durch die Integration der Giganten zu erweitern: Microsoft, Facebook, Apple, Amazon, Google, Zoom, und andere mit dem militärisch-industriellen Sicherheitskomplex.

Ein solches Ereignis stellt die Entstehung einer immensen Macht dar, wie es sie noch nie gegeben hat. Es handelt sich dabei um eine kapitalistische Wirtschaftsmacht, die ihr wesentliches Ziel, die unbegrenzte Gewinnmaximierung unter rücksichtsloser Ausbeutung von Mensch und Natur, verwirklicht. Die Akkumulation ist kein Mittel für ein gutes Leben, sondern ein Selbstzweck, d. h. Akkumulation um der Akkumulation willen, was irrational ist.

Die Konsequenz dieser Radikalisierung des Kapitalismus bestätigt, was ein Soziologe der Universität von Kalifornien in Santa Barbara, William I. Robinson, in einem kürzlich erschienenen Artikel gut beobachtet hat (ALAI 20/12/2021): “Nach der Pandemie wird es mehr Ungleichheit, Konflikte, Militarismus und Autoritarismus geben, da die sozialen Umwälzungen und Bürgerkriege eskalieren. Die herrschenden Gruppen werden den globalen Polizeistaat ausweiten, um die Unzufriedenheit der Massen von unten einzudämmen“. Tatsächlich wird die künstliche Intelligenz mit ihren Abermilliarden von Algorithmen eingesetzt werden, um jeden einzelnen Menschen und die gesamte Gesellschaft zu kontrollieren. Wohin wird diese brutale Macht die Menschheit führen?

Im Wissen um die unerbittliche Logik des kapitalistischen Systems behauptete Max Weber, einer derjenigen, die es am besten kritisch analysiert haben, kurz vor seinem Tod: “Was uns erwartet, ist nicht die Blüte des Herbstes, sondern eine polare, eisige, dunkle und mühsame Nacht“ (Le Savant et le Politique, Paris 1990, S. 194). Er prägte einen starken Ausdruck, der den Kern des Kapitalismus trifft: Er ist ein “stahlhartes Gehäuse“, das nicht aufgebrochen werden kann und uns daher in eine große Katastrophe führen kann (vgl. die einschlägige Analyse von M. Löwy, La jaula de hierro: Max Weber y el marxismo weberiana, México 2017). Diese Meinung wird von großen Namen wie Thomas Mann, Oswald Spengler, Ferdinand Tönnies, Eric Hobsbawm und anderen geteilt.

Es werden verschiedene Weltgesellschaftsmodelle für die Zeit nach der Pandemie diskutiert. Die wichtigsten sind, neben dem Großen Reset der Milliardäre, der grüne Kapitalismus, der Ökosozialismus, das andine buen vivir und convivir, die Biozivilisation verschiedener Gruppen und Papst Franziskus, um nur einige zu nennen. Es ist hier nicht meine Aufgabe, diese Projekte im Einzelnen zu beschreiben, was ich in dem Buch „Covid-19: A Mãe Terra contra-ataca a Humanidade“ (Vozes 2020) getan habe. Ich möchte nur sagen: Entweder wir ändern das Paradigma der Produktion, des Konsums, des Zusammenlebens und vor allem der Beziehung zur Natur mit Respekt und Fürsorge, indem wir uns als Teil von ihr fühlen und nicht als Besitzer und Herren über sie, oder Max Webers Prognose wird sich bewahrheiten: Wir könnten von 2030 bis höchstens 2050 ein ökologisch-soziales Armageddon erleben, das dem Leben und der Erde extrem schadet.

In diesem Sinne sagt mir mein Gefühl für die Welt, dass derjenige, der die Ordnung des Kapitals mit seiner Wirtschaft, Politik und Kultur zerstören wird, nicht irgendeine Mühle oder Schule des kritischen Denkens sein wird. Es wäre die Erde selbst, ein begrenzter Planet, der ein Projekt des unbegrenzten Wachstums nicht mehr tragen kann. Der sichtbare Klimawandel, der auf den letzten COPs der Vereinten Nationen Gegenstand von Diskussionen und Entscheidungen (praktisch keine) war, die zunehmende Erschöpfung der natürlichen Güter und Dienstleistungen, die für das Leben grundlegend sind (The Earth Overshoot), und die drohende Überschreitung der neun wichtigsten Grenzen der Entwicklung, die nicht um den Preis des Zusammenbruchs der Zivilisation überschritten werden können, sind einige Indikatoren für eine bevorstehende Tragödie.

Viele Klimaexperten sagen, dass wir zu spät dran sind. Mit den bereits angesammelten Treibhausgasen werden wir nicht in der Lage sein, die Katastrophe einzudämmen, sondern nur mit Hilfe von Wissenschaft und Technologie ihre katastrophalen Auswirkungen zu mildern. Aber die große unumkehrbare Krise wird kommen. Deshalb sind sie zu Skeptikern und sogar Techno-Fatalisten geworden.

Sind wir resignierte Pessimisten oder, im Sinne Nietzsches, Anhänger der “heroischen Resignation”? Ich denke, wie ein Vorsokratiker sagte: Wir sollten das Unerwartete erwarten, denn wenn wir es nicht erwarten, werden wir es, wenn es kommt, nicht wahrnehmen. Das Unerwartete kann in der Quantenperspektive der neuen Kosmologie eintreten: Das derzeitige Leiden aufgrund der Systemkrise wird nicht umsonst sein; es sammelt gutartige Energien an, die bei Erreichen eines bestimmten Niveaus der Komplexität und Akkumulation einen Sprung zu einer anderen, höheren Ordnung mit einem neuen Horizont der Hoffnung für das Leben und für den lebenden Planeten Gaia, Mutter Erde, machen werden. Paulo Freire hat den Ausdruck “hoffen” geprägt: nicht darauf zu hoffen, dass sich die Situation eines Tages verbessert, sondern die Voraussetzungen dafür zu schaffen, dass die Hoffnung nicht leer ist, sondern dass sie durch unsere Anstrengungen wirksam wird.

Ich glaube, dass dieser Sprung mit unserer Beteiligung, insbesondere der Opfer der Ausbeutung durch den Kapitalismus, möglich ist und im Rahmen der Möglichkeiten der Geschichte des Universums und der Erde liegt: Vom derzeitigen zerstörerischen Chaos können wir zu einem generativen Chaos einer neuen Art des Seins und der Bewohnung des Planeten Erde übergehen.

Das ist es, woran ich glaube und worauf ich hoffe, bestärkt durch das Wort der Offenbarung, in dem es heißt: “Gott hat alles aus Liebe geschaffen, denn er ist der leidenschaftliche Liebhaber des Lebens” (Weisheit 11,26). Wir werden weiterhin unter dem wohlwollenden Licht der Sonne leben.

Leonardo Boff, Befreiungstheologe und Schrifsteller.  

Die Zukunft des menschlichen Lebens auf der Erde hängt von uns ab      

Leonardo Boff*

Covid-19 hat uns, indem es alle Menschen betrifft, ein Signal gegeben, das interpretiert werden muss. Nichts in der Natur ist zufällig. Die mechanistische Auffassung, dass die Natur und die Erde keinen Zweck haben, ist überholt. Als Lebewesen sind sie Träger von Bedeutung und Teil des Gesamtbildes des kosmogenen Prozesses, der mittlerweile 13,7 Milliarden Jahre alt ist. Hätten sich all diese Elemente nicht über Milliarden von Jahren auf subtile Weise herausgebildet, wären wir nicht hier, um über diese Dinge zu schreiben.

Was ist der unmittelbarste Sinn, den uns die Natur mit dem Angriff des Coronavirus offenbart? Die Bedeutung wird uns in Form einer Ermahnung vermittelt:

“Stoppen Sie den systematischen und verwerflichen Angriff auf Ökosysteme, auf Wälder und Dschungel, auf Böden, auf Gewässer, auf die biologische Vielfalt. Ihre industriellen und extraktivistischen Megakonzerne, Ihre Bergbauunternehmen, die Agrarkonzerne in Partnerschaft mit der Agro-Toxin-Industrie, die Gigatonnen von Treibhausgasen in die Atmosphäre ausstoßen, die Ursachen für die Erosion der biologischen Vielfalt, Sie zerstören die Grundlagen, die Ihr eigenes Leben erhalten; Sie schaufeln sich in absehbarer Zeit Ihr eigenes Grab; nicht die Familienbauern, die Armen der Erde, sondern Sie zerstören die Lebensräume von Tausenden von Viren, die in Tieren vorkommen; um zu überleben, haben Sie im Menschen einen Wirt für ihr Überleben gefunden, auf Kosten Ihres Lebens. Das falsche Projekt des unbegrenzten Wachstums/Entwicklung eurer konsumistischen Kultur kann von der Natur und der Erde, dem alten und begrenzten Planeten, nicht mehr mit Waren und Dienstleistungen unterstützt werden; als Reaktion auf die Gewalt gegen mich – die Natur und Mutter Erde – habe ich euch bereits mehrere Viren geschickt, die euch angegriffen haben, aber ihr habt in ihnen kein Zeichen gesehen, ihr habt nicht gelernt, sie zu lesen, noch habt ihr die Lektion gezogen, die sie enthalten. Ihr denkt nur daran, zur alten und perversen Normalität zurückzukehren; deshalb sage ich euch: Entweder ihr ändert euer Verhältnis zur Natur und zu Mutter Erde, ein Verhältnis der Achtsamkeit, des Respekts vor ihren Grenzen, der Selbstbeschränkung eurer eigenen Gefräßigkeit, indem ihr euch tatsächlich als Teil der Natur und nicht als ihre angeblichen Besitzer fühlt, oder ihr werdet von noch tödlicheren Viren heimgesucht; ich warne euch: Einer von ihnen kann so resistent sein, dass er die völlige Unwirksamkeit der derzeitigen Impfstoffe zeigen würde, und ein großer Teil der Menschheit würde vom nächsten großen Virus, dem letzten und tödlichen, verschlungen werden. Die Erde und das Leben auf ihr, insbesondere das mikroskopische Leben, werden nicht untergehen. Die lebendige Erde wird weiterhin um die Sonne kreisen und sich regenerieren, aber ohne dich. Seid also auf der Hut, denn wir befinden uns in der Zeit des Countdowns. Die Natur ist eine Schule, aber ihr wolltet euch nicht einschreiben, und so ebnet ihr irrationalerweise den Weg, der zu eurer eigenen Zerstörung führt. Es ist trauroig zu erfahren, dass ich,  die Natur, rede, aber der Mensch hört mich nicht.  Ich sage nichts mehr.

Die Pandemie hat die Menschheit weltweit erfasst. Da es sich um ein globales Problem handelt, sollte die Lösung natürlich auch global sein, d. h. global diskutiert und entschieden werden. Wo gibt es ein pluralistisches und globales Zentrum für das Denken und die Suche nach Lösungen für globale Probleme?

Die UNO wird ihren Gründungszielen nicht gerecht, da sie sich in eine Organisation verwandelt hat, die die Interessen mächtiger Nationen vertritt, die insbesondere der Sicherheitsrat ein Vetorecht haben. Wir sind Geiseln der überholten Vision der nationalen Souveränität, die die neue Phase der Menschheitsgeschichte, die Planarisierung, noch nicht realisiert hat, die alle Nationen miteinander verbindet und sie alle ein gemeinsames Schicksal haben lässt.

Wir sitzen alle im selben Boot: Entweder sind wir alle gerettet oder niemand ist gerettet, wie Papst Franziskus warnte. Das ist die wahre Bedeutung von Globalisierung oder Planarisierung. Die Zeit der Nationen ist vorbei. Wir müssen ein gemeinsames Haus bauen, in das die verschiedenen Kulturnationen passen, die immer miteinander verflochten sind und ein einziges gemeinsames Haus bilden, einschließlich der Natur.

Die Pandemie hat deutlich gemacht, wie unmenschlich und grausam wir sein können: Die Reichen haben die Situation ausgenutzt und sind viel reicher geworden, während die Armen viel ärmer geworden sind. Die derzeitige Kultur ist wettbewerbsorientiert und sehr unkooperativ. Der Profit zählt mehr als das Leben.

Die Impfstoffe sind ungleich verteilt, so dass die Armen der Ansteckung und dem Tod ausgesetzt sind. Ein ganzer Kontinent mit mehr als einer Milliarde Menschen, Afrika, ist in Vergessenheit geraten. Kaum 10 % der Bevölkerung sind geimpft worden. Der Tod ist weit verbreitet, insbesondere bei Kindern, was auf die Gefühllosigkeit und Unmenschlichkeit unserer globalisierten Zivilisation zurückzuführen ist. Es ist die Herrschaft der Barbarei, die jeden Sinn für menschliche Zivilisation leugnet.

Kein Wunder, dass einige Analysten, insbesondere Biologen, fragen: Haben wir noch das Recht, auf diesem Planeten zu leben? Unsere Art zu sein, zu produzieren und zu consumieren bedrohen alle anderen Arten durch ihren Verzehr. Wir haben ein neues geologisches Zeitalter eingeläutet, das Anthropozän und sogar das Nekrozän, d. h. die große tödliche Bedrohung für das Leben auf diesem Planeten geht nicht von einem vorbeifliegenden Meteor aus, sondern von den barbarisierten Menschen, insbesondere in den wohlhabenderen Bevölkerungsschichten.

 Unter den Armen und Ausgegrenzten gibt es noch Menschlichkeit, Solidarität, gegenseitige Hilfe und die Sorge um das Gemeinwohl, wie sich in dieser Zeit der weltweiten Pandemie gezeigt hat.

Der Ausbruch von Covid-19 lädt zum Nachdenken ein: Warum sind wir an diesem Punkt angelangt, bedroht von einem unsichtbaren Virus, der die militaristischen Mächte und ihren phantasievollen imperialen Impuls in die Knie gezwungen hat? Wohin gehen wir? Was müssen wir ändern, wenn wir uns und unseren Nachkommen eine Zukunft sichern wollen?

Die globalen Billionäre (die 0,1 % der Menschheit) träumen von einer totalen Radikalisierung der Ordnung des Kapitals, die allen eine kybernetische Despotie aufzwingt, die alle Gegner überwacht und unterdrückt und ihren Reichtum garantiert. Der Magen von Mutter Erde wird eine solche Ungeheuerlichkeit nicht verdauen. Zusammen mit dem unverzichtbaren menschlichen Widerstand wird er ihre Ansprüche umstoßen und ihnen die ökologischen Grundlagen für dieses perverse Projekt entziehen, die sie nicht kontrollieren können.

Wie nie zuvor in der Geschichte hängt das Schicksal unseres Lebens von den Entscheidungen ab, die wir gemeinsam treffen müssen. Andernfalls werden wir den Weg kennen, den schon die Dinosaurier beschritten haben. Das wollen wir nicht. Aber wir befinden uns an einem Scheideweg.

*Leonardo Boff hat geschrieben: Cuidar la Tierra – proteger la vida: cómo escapar del fin del mundo, Record, Rio de Janeiro 2010; mit J. Moltmann, ¿Hay esperanza para la creación amenazada? Stimmen 2013.

The future of human life on Earth depends on us

Covid-19, by affecting all humans, has given us a signal that can be interpreted. Nothing in nature is random. The mechanistic view that nature and the Earth have no purpose is outdated. Being living beings, they are bearers of meaning and form part of the general picture of the cosmogenic process that is already 13.7 billion years old.

If all the elements had not been subtly articulated, over billions of years, we would not be here to write about these things. What is the most immediate meaning that nature is revealing to us with the attack of the coronavirus? The meaning comes to us in the form of an exhortation:

                                                   

 “Stop the systematic and depraved assault on ecosystems, forests and jungles, soils, waters, biodiversity. Your industrialist and extractivist mega-corporations, your mining companies, corporate agribusiness in association with the agrochemical industry, the ejectors of giga-tons of greenhouse gases into the atmosphere, the causes of the erosion of biodiversity, you are destroying the bases that sustain their own life; they are digging their own grave within a predictable time frame; not the peasant families, the poor of the land, but you are destroying the habitats of thousands of viruses present in animals; seeking to survive, they found in humans a host for their survival at the cost of your life. The false project of unlimited growth/development of its consumerist culture can no longer be supported by nature and the Earth, an old planet limited in goods and services; As a reaction to the violence against me – nature and Mother Earth – I have already sent them several viruses that attacked them, but they have not seen a sign in them, they have not learned to read them, nor have they drawn the lesson they contain. You only think about going back to the old and perverse normality; That is why I tell you: either you change your relationship with nature and with Mother Earth, a relationship of care, of respect for its limits, of self-limitation of your voracity, feeling effectively part of nature and not its alleged owners, or they will be ravaged by even deadlier viruses; I warn you: one of them may be so resistant that it would show the total ineffectiveness of current vaccines and a large part of humanity would be consumed by the Next Big One, the last and fatal one. The Earth and life on it, especially microscopic life, will not perish. The living Earth will continue to revolve around the Sun and regenerate itself, but without you. Therefore, take care as we are in the time of the countdown. Nature is a school, but you have not wanted to enroll in it and therefore, irrationally, you are paving the way that will lead you to your own destruction. And I say no more.”

The pandemic has affected humanity globally. Since the form is global, the solution should obviously also be global: discussed and decided globally. Where is there a plural and global center to think and seek solutions to global problems? The UN does not meet its founding objectives, as it has become an agency that defends the interests of powerful nations, which have the right to veto, particularly in the larger body that is the Security Council.

We are hostages of the obsolete vision of national sovereignty, which has not yet realized the new phase of human history, planetization, which makes all nations interconnected and all of them together have a common destiny. We are all in the same boat: either we are all saved or no one is saved, as Pope Francis warned.

This is the true meaning of globalization or planetization. The time of the nations passed. We have to build the Common Home within which the different cultural nations fit, always intertwined, forming a single Common Home, including nature. The pandemic has made it clear how inhuman and cruel we can be: the rich took advantage of the situation and have become much richer while the poor have become much poorer. The current culture is competitive and very uncooperative. Profit counts more than life.

Vaccines have been unevenly distributed, leaving the poor exposed to contagion and death. An entire continent, with more than a billion people, such as Africa, has been forgotten. Barely 10% of its population has been vaccinated. Death is rampant especially among children due to the insensitivity and inhumanity of our globalized civilization. It is the empire of barbarism, which denies any sense of human civilization. No wonder there are analysts, especially biologists, who ask themselves: do we still have the right to live on this planet? Our ways of being, producing and consuming threaten all other species.

We have inaugurated a new geological era, the Anthropocene and even the Necrocene, that is to say: the great mortal threat to life on this planet does not come from a grazing meteor but from the barbarized human being, especially among the most opulent strata of the population. Among the poor and marginalized, humanity, solidarity, mutual help, care for common things are still preserved, as has been proven during this time of global pandemic.

The outbreak of Covid-19 is an invitation to reflection: why have we reached the current point, threatened by an invisible virus that has brought the militaristic powers and their fanciful imperial drive to their knees? Where are we going? What changes must we make if we want to guarantee a future for ourselves and for our descendants? The global trillionaires (0.1% of humanity) dream of a total radicalization of the order of capital, imposing on everyone a cybernetic despotism that will monitor and repress all opponents and guarantee their fortunes.

The stomach of Mother Earth will not digest such a monstrosity. Together with the indispensable human resistance, it will annul their pretensions, denying them the ecological bases, uncontrollable by them, for this perverse project.

As never before in history, the fate of our lives depends on the decisions we must make collectively. Otherwise, we will know the path already traveled by the dinosaurs. We don’t want that. But we are at a crossroads.

 

*Leonardo Boff has written Caring for the Earth – protecting life: how to escape the end of the world, Record, Rio de Janeiro 2010; with J.Moltmann, Is there hope for the threatened creation? Vozes, Petrópolis 2013.