Membros participantes das grandes religiões no mundo atual:muçulmanos são maioria

O prof.dr Fernando Altenmeyer Jr, professor na PUC-SP é seguramente o maior pesquisador no Brasil de assuntos ligados à Igreja Católica, às religiões, às ordens religiosas, e assuntos assemelhados, sempre com estatísticas tiradas das melhores fontes. Aqui nos oferece um panorama de como mundialmente se encontram as religiões. Note-se que os muçulmanos sunitas ultrapassam os cristãos; constituem 20% da humanidade com 1,5 bilhão de seguidores enquanto os católicos ocidentais e orientais constituem 17% da humanidade com 1,3 bilhões de professantes. Agradecemos a esse persistente pesquisador e colega na teologia comprometida com os injustiçados, por seu trabalho indispensável para se ter uma visão objetiva de como andam as religiões. No fundo, constatamos que a humanidade é fundamentalmente religiosa, enquanto a secularização é antes um fenômeno ocidental e limitado, sendo cada vez mais questionado por sociólogos, historiadores e pelos próprios teólogos ecumênicos. LBoff

  • Muçulmanos sunitas (20% da humanidade), ou seja, 1,5 bilhão de seguidores. 
  • Católicos ocidentais e orientais somam todos 1,3 bilhão de fiéis, ou seja, 59% dos cristãos e representam 17% da humanidade. 
  • Hinduístas somam 1,1 bilhão de membros, ou seja, 15% da humanidade. 
  • Budistas (7,1% da população mundial), ou seja, 525 milhões de adeptos.  
  • Protestantes: 500 milhões de membros, 6,7% da população mundial e, 22% dos cristãos em mais de 300 grandes confissões e cerca de 20 mil pequenas igrejas autóctones particularmente presentes na África e na América Latina. Das igrejas pentecostais contamos 150 milhões, metodistas 70 milhões, luteranos 65 milhões e reformados 30 milhões, Congregacionais 3 milhões. Há ainda valdenses (45 mil), morávios (800 mil) e dezenas de igrejas livres com 250 milhões de membros. Podemos dizer que existam 30 grandes famílias confessionais e centenas de ramificações no mundo evangélico protestante.  
  • Religiões tradicionais africanas, asiáticas e americanas – RTA (6% da pop. mundial), somando 400 milhões de adeptos.  
  • Ortodoxos 300 milhões, ou 4% da população mundial, em 15 Igrejas ou acefalias, somando 13,6% dos cristãos. 
  • Xiitas muçulmanos são estimados em 170 milhões, um décimo de todos os muçulmanos. São a maioria no Irã, Iraque, Bahrein, Azerbaijão e Iêmen. 
  • Anglicanos 85 milhões em igrejas autônomas com o primaz de Canterbury na Inglaterra, articulados por três ramos internos na Comunhão anglicana: High Church, Low Church e Broad Church.  
  • Grupos autônomos somam 3% dos cristãos, entre eles Mórmons com 10 milhões, Ciência Cristã e Testemunhas de Jeová (14 milhões), adventistas de sétimo dia com 12 milhões. Há também Batistas (35 milhões), Exército da Salvação (4 milhões), Amigos do Homem (110 mil), Quakers (500 mil), Menonitas (1,5 milhão), Milenaristas, Ciência Crista (1,5 milhão) Armênios gregorianos (5 milhões), Arminianos (40 mil), veterocatólicos (90 mil), nestorianos (170 mil) e mandeanos no Iraque e Irã (31 mil) . Na República Democrática do Congo há a denominação kimbanguista com quatro milhões de simpatizantes.  
  • Novas religiões orientais do Japão, Coreia do Sul e China (0,8% da população mundial). Particularmente destacamos a Perfect Liberty, Messiânica, Tenrikio, Seicho-no-ie, Caodaistas, Seita Moon (850 mil) e grupos budistas sincréticos. 
  • Judeus (0,2%), ou seja, de 14 a 20 milhões de membros. 
  • Sikhs – 16 milhões essencialmente presentes na India e Grã-Bretanha.    
  • 10 milhões de muçulmanos de diversas denominações: Karijitas (1,1 milhão), drusos (500 mil), yezidis (450 mil), sufis, alaouitas ou nusayris (1 milhão), ahmadis ou qakiyanis, com 4,5 milhões. 
  • Seguidores da Fé Bahaí são estimados em 7,3 milhões em 2010 espalhados em 218 países do planeta.  
  • Espiritismo com cinco milhões de seguidores, na maioria, brasileiros. 
  • Samaritanos presentes em Holon, Israel e Naplouse, na Cisjordania somam 500 pessoas.

La Madre Terra riserva spiacevoli sorprese

                  Leonardo Boff

Fin dalla più remota antichità la Terra è sempre stata considerata una Madre che, insieme alle altre energie cosmiche, ci fornisce tutto ciò di cui la vita sul pianeta ha bisogno. I greci la chiamavano Gaia o Demetra, i romani Magna Mater, gli orientali Nana, gli andini Pachamama. Tutte le culture la consideravano un’entità super vivente che, per essere viva, produce e riproduce la vita.

Solo nella modernità europea, a partire dal XVII secolo, la Terra venne considerata come una “mera cosa estensiva”, senza scopo. La natura che la ricopre non ha valore in sé, ma solo quando è utile all’essere umano. L’essere umano non si considera parte della natura, ma il suo “signore e padrone”. E ha fatto di tutto con essa, senza alcun rispetto, alcune cose buone e altre letali. Questa audace modernità ha creato il principio della propria autodistruzione con armi che possono distruggere totalmente se stessi e la vita.

Lasciamo da parte questo modo funereo di abitare la Terra ecocida e geocida, per quanto minaccioso possa essere in qualsiasi momento. Lasciamoci sfidare (senza la pretesa di spiegare) gli ultimi eventi estremi accaduti: le grandi inondazioni nel sud del Brasile e in Libia, il devastante terremoto in Marocco, gli incendi indomabili in Canada, nelle Filippine e altrove.

In larga misura, nella comunità scientifica si sta creando un consenso (ad eccezione della politica e dei grandi oligopoli economici dominanti) sul fatto che la causa principale, non l’unica, è dovuta al cambiamento del regime climatico della Terra e ai limiti d’insostenibilità del pianeta. È il famoso Earth Overshoot Day: consumiamo più di quanto la Terra possa offrirci. E non si scalda nemmeno più.

Essendo un Super Essere vivente, reagisce inviandoci il riscaldamento globale, ondate di eventi estremi, terremoti, uragani, virus letali ecc. Siamo arrivati ​​a un punto in cui, se non invertiamo il processo devastante degli ecosistemi, potremmo andare incontro al nostro sterminio come specie umana. Gli ultimi fatti sono premonitori.

Da tutto bisogna trarre lezioni. Oggi sappiamo ciò che era negato alle generazioni precedenti, come funzionano le placche tettoniche che compongono il suolo della Terra. Conosciamo le sue pericolose crepe, quali placche possono essere in movimento. La conseguenza è che se costruiamo le nostre città e case su queste crepe, potrebbe arrivare un giorno in cui si verificherà uno spostamento o uno scontro delle crepe, producendo un terremoto con incalcolabili sacrifici umani e culturali. Eccole qui le opere del genio umano. La conseguenza che dobbiamo trarre oggi è che non possiamo costruire le nostre case e le nostre città su questi luoghi. Oppure dovremmo sviluppare tecnologie, come hanno fatto i giapponesi, che costruiscano edifici basati su metalli in grado di bilanciare l’intero edificio al punto da resistere ai movimenti sismici.

Qualcosa di simile vale per le grandi inondazioni di magnitudo travolgente. Sappiamo che tutti i fiumi hanno il loro letto dove scorre l’acqua. Ma la natura ha previsto che ai suoi bordi debbano esserci spazi abbastanza ampi da resistere alle inondazioni. Questi spazi fanno parte del letto esteso. Su di essi invano si costruiscono edifici e intere città. Quando arriva il diluvio, le acque reclamano il loro spazio in cui scorrono. Allora sopraggiungono le calamità. Consapevoli di questi dati, si impongono misure di contenimento o semplicemente di non consentire che in questi luoghi si costruiscano case, fabbriche e quartieri. In termini più radicali, queste parti della città devono trovare un altro luogo sicuro per evitare di essere danneggiate o distrutte.

Si tratta di conoscenze di cui i funzionari governativi e le autorità pubbliche devono tenere conto. Altrimenti, a causa di una mancanza di conoscenza che rasenta l’irresponsabilità si troveranno, di tanto in tanto, ad affrontare catastrofi che uccidono persone, distruggono case e rendono inabitabile una determinata regione.

Queste catastrofi appartengono alla storia della Terra. Siamo arrivati a conoscere 15 grandi estinzioni di massa. Una delle più importanti avvenne 245 milioni di anni fa quando si formarono i continenti (dall’unica Pangea). In quella occasione scomparve il 90% delle specie animali, marine e terrestri. La Terra ebbe bisogno di alcuni milioni di anni per ricostruire la sua biodiversità. La seconda maggiore estinzione di massa si verificò 65 milioni di anni fa, quando un asteroide lungo quasi 10 chilometri cadde nello Yucatan, nel sud del Messico. Ciò causò un immenso maremoto, con un grande volume di gas velenoso e una tenebre immensa che oscurò il sole impedendo così la fotosintesi e il 50% di tutte le specie morì. Le principali vittime furono i dinosauri che per 130 milioni di anni popolavano parte della Terra.

È curioso notare che, dopo ogni estinzione di massa, la Terra ha sperimentato una fantastica fioritura di nuove specie. Dopo quest’ultima apparvero soprattutto i mammiferi, dai quali noi stessi discendiamo. Ma misteriosamente iniziò anche una terza estinzione di massa. Quella attuale non è come le due precedenti avvenute di colpo. Essa avviene lentamente, attraverso diverse fasi, a partire dall’era glaciale 2,5 milioni di anni fa. Negli ultimi tempi si è constatata un’accelerazione di questa estinzione. Il regime di crisi climatica aumenta di giorno in giorno e gli eventi estremi si moltiplicano come abbiamo descritto. Siamo entrati in un allarme ecologico, pertanto, come ha detto severamente il Papa nella Fratelli Tutti: Siamo sulla stessa barca, o ci salviamo tutti o non si salva nessuno”.

Come dice Peter Ward, nel suo libro [pubblicato in Brasile] O fim da evolução” (Campus 1997): 100mila anni fa, un altro grande asteroide colpì la Terra, questa volta in Africa. Questo asteroide si chiama homo sapiens. In altre parole, è l’essere umano moderno che ha inaugurato l’antropocene, il necrocene e il pirocene. Se il rischio è grande, diceva un poeta tedesco, grande è anche la possibilità di salvezza. È in questo che spero e confido, nonostante le calamità sopra descritte.

Leonardo Boff, ha scritto “O doloroso parto da Terra, Vozes  2021” e “Abitare la Terra”, Castelvecchi 2022.

traduzione dal portoghese di Gianni Alioti

Como enfrentar o novo regime climático da Terra?

Leonardo Boff

Ultimamente muitos me tem perguntado pelas razões de tantos eventos extremos que estão ocorrendo por todo o planeta: por que tantos tufões, ciclones, enchentes, nevascas, secas prolongadas e ondas de calor com cerca de 40C ou mais, seja na Europa e mesmo em grande parte de nosso país? Até alguns anos atrás os grandes centros científicos e mesmo o Painel Intergovernamental sobre Mudanças Climáticas (IPCC) não tinham certeza sobre seu caráter, se era algo natural ou consequência da atividade humana. Lentamente a frequência dos eventos extremos  foi crescendo até a ciência reconhecer que se tratava de um fato antropogênico, quer dizer, resultado da ação humana devastadora da natureza.

Alguns cientistas projetaram a hipótese que depois se confirmou como teoria (verdade em ciência enquanto não for refutada) de que uma nova era geológica havia se instaurado. Chamaram-na com razão de antropoceno que seguiu o holoceno de onde vínhamos já há mais de dez mil anos. Significa que o meteoro rasante que destrói a natureza e compromete o equilíbrio do planeta é o ser humano,especialmente, o processo produtivo explorador.Hoje esta compreensão se naturalizou nos discursos científicos e também no meios de comunicação.

Alguns biólogos vendo o extermínio de espécies vivas em razão da mudança climática começaram a falar do necroceno vale dizer, da morte (necro em grego), em grande escala, de vidas; seria um subcapítulo do antropoceno.A situação tornou-se muito mais grave com a irrupção de grandes incêndios em muitas regiões do planeta, inclusive naquelas que se imaginava as mais únidas como a Amazônia e a Sibéria. Para tal evento, extremamente perigoso para a continuidade da vida na Terra, criou-se a expressão piroceno (em grego piros é fogo).

Estaríamos neste momento no interior de várias manifestações de desequilíbrios no sistema-Terra e no sistema-Vida que nos obrigam a a  colocar a pergunta: como será daqui por diante o curso de nossa história? A não se fazer mudanças corajosas e seguir pelo caminho percorrido até o momento, poderemos conhecer  verdadeiras tragédias ecológico-sociais. António Guterrez, secretário geral da ONU tem usado expressões duras, afirmando: “ou reduziremos drasticamente a emisssão de gases de efeito estufa ou iremos ao encontro de um suicídio coletivo. Mais direto foi ainda o Papa Francisco, na encíclica Fratelli tutti: “estamos no mesmo barco,ou nos salvamos todos ou ninguém se salvará”(n.32).

O fato é que a Terra não é mais a mesma. O sistema de sua auto-sustentação em todas as esferas que compõe um planeta vivo, Grande Mãe ou Gaia, corre risco de entrar em colapso Os que anualmente calculam a Sobrecarga da Terra (The Earth Overshoot),  vale dizer, a redução crescente dos elementos mantenedores da vida, ocorreu  neste ano no dia 2 de agosto.Eles nos advertem, que  não podemos chegar a novembro porque aí todo o sistema planetário entraria em colapso.

Se tudo mudou, nós que somos parte  da Terra ou, mais corretamente,aquela porção consciente dela, também teremos que mudar  e incorporar aquelas adaptações que nos permitirão continuar sobre este planeta. Em que se basear para esta adaptação?

Seguramente a tecno-ciência é indispensável. Mas nela não se encontra a solução. Ela se ocupa com os meios. Mas meios para que fins? Estes fins constituem  aquele conjunto de princípios e valores que fundam uma sociedade humana e permitem um convivência minimamente pacífica, pois, largados aos seus próprios impulsos,os seres humanos podem se entre-devorar (superação da barbárie).

A fonte destes valores e princípios não se encontram em utopias conhecidas e superadas, em ideologias ou religiões. Para serem humanos, tais valores e princípios devem ser buscados na própria existência humana,quando observada com atenção e profundidade.

O primeiro dado:pertence ao DNA do ser humano como o mostrou um dos decifradores do genoma humano (J.Watson, DNA:o segredo da vida, 1953) o amor social. Por causa dele nos sentimos parentes com todos os portadores deste código, também nos seres vivos da natureza. Este amor social funda uma fraternidade sem fronteiras,constituindo a comunidade biótica e a sociabilidade humana. O cuidado essencial: desde a mais alta antiguidade  (a fábula 22 de Higino do tempo de César Augusto)  foi visto como a essência do ser humano e de todo e qualquer vivente. Se não for cuidado,garantido-lhe os nutrientes necessários, fenece e morre. A isso pertence manter as florestas em pé e reflorestar as áreas devastadas. Está também em nosso DNA o sentido da interdependência entre todos. Todos estamos dentro de uma rede de relações e nada existe e subsiste fora deste complexo de relações Ele constitui a matriz relacional, perdida no modo de produção capitalista que privilegia a competição e não a cooperação e dá  a centralidade ao indivíduo, apartado de sua relação para com a natureza. Cabe também ao nosso substrato humano, a percepção da corresponsabilidade coletiva e universal, pois, ou todos se unem e se salvam ou se dilacera a realidade com o risco de tragédias ecológico-sociais sem fim. Esse senso de corresponsabilidade coletiva sustenta o projeto social mais promissor, capaz de salvaguardar a vida que ganhou forma no ecosocialismo (cf. Michael Löwy). Seria a humanidade junto com a comunidade de vida vivendo dentro da mesma Casa Comum de forma colaborativa e acolhedora das diferenças. Dentro desta Casa Comum coexistem os vários mundos culturais com seus valores e e tradições, como o mundo cultural chinês, indiano, europeu,americano e dos povos originários  entre outros. A  espiritualidade pertence também à existência humana originária que se compõe pela valorização da vida, pela compaixão pelos mais fracos, pelo cuidado por  tudo o que existe e vive e pela total abertura ao infinito, já que somos um projeto de infinitas possibilidades a serem realizadas.Esta espiritualidade não se identifica com a religião, embora esta nasça da espiritualidade,mas nos valores acima referidos.

Para alcançar essa forma de habitar a Terra, os humanos deverão reunciar a muitas coisas, especialmente ao individualismo, ao consumismo,à busca insaciável de bens materiais e de poder sobre outros. São adaptações obrigatórias, se decidirmos continuar neste pequeno e belo planeta  ou então enfrentaremos o conjunto das crise acima referidas que poderão, no seu termo, liquidar com a espécie humana.

Nesse sentido podemos falar de uma recriação do ser humano que se adaptou à nova fase da Terra aquecida e equilibrada num nível mais alto de aquecimento (entre 38-40C?). Ela colocará a vida em seu centro e tudo o mais a serviço dela. Como já foi dito, será a Terra da Boa Esperança, finalmente, a antecipação do mito dos povos originários: a Terra sem Males.

Leonardo Boff é ecoteólogo e escreveu: Dignitas Terra: ecologa, grito da Terra-grito do pobre 1999; O doloroso parto da Mãe Terra: uma sociedade de fraternidade sem fronteiras e de amizade social, Vozes, 2021: Habitar a Terra:qual o caminho para a fraternidade universal, Vozes 2022.

Cambios climáticos: aprender a hacer las conexiones

Leonardo Boff*

No vamos al encuentro del calentamiento global; estamos ya dentro de él, posiblemente de manera irreversible. En la COP 15 de París en 2015 se firmó el acuerdo de invertir mil millones de dólares anuales para contener el calentamiento y ayudar a los países que no poseen medios suficientes para ello. La perspectiva era evitar que el clima aumentase 1,5°C hasta 2030, teniendo como referencia el comienzo de la era industrial. El hecho es que casi nadie cumplió  lo prometido. Como el calentamiento crece día a día, llegamos al punto en el que el último informe del IPCC del año 2023 y otras fuentes oficiales nos revelan que este calentamiento nos llegará anticipado, entre 2025 y 2027. Podrá aumentar 2 grados Celsius.

En este año de 2023 hemos verificado un aumento del calentamiento angustioso, que ha alcanzado prácticamente a todo el mundo, llegando en muchos sitios por encima de 40°C o más. Ya no podemos hablar simplemente de calentamiento global sino de cambio del régimen climático de la Tierra. Hemos inaugurado una nueva era, con niveles climáticos variables según las regiones, pero posiblemente estabilizándose planetariamente en 38-40°C.

En este año ya se han hecho notar las consecuencias funestas de este cambio de régimen  climático: el gran deshielo de los cascos polares, incendios devastadores en muchas regiones del mundo, como en Canadá y en Filipinas que quemó una isla entera con casas, automóviles y todo lo que compone una ciudad. En el Sur de Brasil ha ocurrido un ciclón devastador e inundaciones en muchas ciudades, algunas de ellas prácticamente destruidas.

Andando por aquellos lugares a finales de septiembre y reflexionando en varios centros con numerosos grupos sobre ese fenómeno, surgía siempre de nuevo la pregunta: ¿por qué está ocurriendo esta devastación con muertes y miles de damnificados?

Me esforcé todo lo que pude para concientizarles de que estos fenómenos no son naturales, incluso con la confluencia de dos factores: el del Niño y el calentamiento global. Estos fenómenos son innaturales. Obedecen a la nueva lógica de los cambios del régimen  climático. Debemos prepararnos todos porque tales devastaciones serán cada vez más frecuentes y más dañinas.

Muchos de los más notables climatólogos afirman que hemos llegado atrasados con nuestra ciencia y nuestra técnica.  En las condiciones actuales de la investigación, ellas poco pueden hacer, solo  avisarnos de la llegada de los ciclones, los huracanes y las   tempestades y  aminorar los efectos dañinos. Pero estos vendrán fatalmente. Lo quieran o no los negacionistas, los dirigentes de grandes corporaciones planetarias y de gobiernos enteros, el hecho innegable es que entramos en un nuevo estadio de la historia de la Tierra. Muchas personas, especialmente niños y personas mayores, tendrán dificultades de adaptación y morirán.  Igual devastación sucederá en la propia naturaleza con la fauna y la flora.

En lo que se refiere a las inundaciones, he explicado que cada río tiene dos lechos: el normal por el cual corre normalmente y un segundo, ampliado, que es el espacio que le pertenece y que acoge las aguas de las crecidas. En este espacio del lecho ampliado no podemos hacer construcciones ni levantar barrios enteros.  Tenemos que respetar lo que  le pertenece y reforzar la mata ciliar que orillea su lecho principal. De lo contrario, enfrentaremos  destrucciones importantes con muchas víctimas de personas y de animales que pertenecen a nuestra comunidad de vida.

Aprendemos por la ecología, no meramente verde y ambiental, sino por la ecología integral (urbana, social, política, cultural y espiritual) aquello que es la tesis fundamental de la física cuántica y de todo discurso ecológico: todos los seres están interligados. Todo es relación y no existe nada fuera de la relación.  Esto nos lleva a una comprensión que identifica las conexiones de todos los fenómenos. El terremoto de Marruecos, las inundaciones en Libia, los incendios en Canadá y la ola casi insoportable de calor que se apoderó de Europa y de casi todo nuestro país, tienen que ver con las inundaciones del Sur de Brasil. Ya que el problema es sistémico, afecta a todo el planeta.

Hay que hacer una  “conversión ecológica fundamental” como dice la encíclica del Papa “como cuidar de la Casa Común”.

Los grandes conglomerados y la pequeñísima porción de personas que controla el sistema de producción y los flujos financieros de donde sacan sus  fabulosos lucros, jamás aceptan tal cambio. Perderían sus ganancias, sus privilegios, su poder económico y político.  Sin embargo,  de seguir por este camino volveremos la Tierra cada vez más inhabitable, con millones de refugiados climáticos y migrantes que ya no pueden vivir en sus lugares queridos. Engrosaremos el cortejo de los que caminan hacia su propia sepultura. Si queremos evitar este destino tragico, tenemos que cambiar.

¿Cuál es la alternativa necesaria? No es aquí  el espacio para detallar esta compleja respuesta. Voy a mencionar solo dos palabras clave: pasar del ser  humano hoy dominante, como “dominus”, amo y señor de la naturaleza, que no se siente parte de ella y la explota sin límites,  al ser humano como “frater”, hermano y hermana entre todos los humanos y también con los demás seres de la naturaleza, de la cual es la parte consciente, porque tenemos con ellos la  misma base biológica y  cuidamos de ella. Somos de hecho hermanos y hermanas por un dato de la ciencia más que por la  mística cósmica de San Francisco.  Pero el hecho es que no nos tratamos como hermanos y hermanas; somos más bien insensibles y crueles.

Sobre estos temas remito a mis escritos que tratan de detallar este nuevo rumbo en la linea de un ecosocialismo planetario y solidario con todos los humenos y con los demás seres de la naturaleza.

*Leonardo Boff ha escrito El doloroso parto de la Madre Tierra: una sociedad de fraternidad sin fronteras y de amistad social, Vozes 2021; Habitar la Tierra: el  camino para la fraternidad universal, Vozes, 2021; Cuidar la Tierra y proteger la vida: cómo escapar del fin del mundo, Record 2014; La búsqueda de la justa medida como factor para el equilibrio de la Tierra, Vozes 2023.

Traducción de María  José Gavito Milano