Fascismo contro democrazia in Brasile e nel mondo

Leonardo Boff

Innegabilmente, nel mondo e anche in Brasile, si sta verificando una tendenza crescente a comportamenti politici autoritari, dalla destra classica all’estrema destra, con chiari segni di fascismo. L’icona di questa ascesa autoritaria e fascistoide è senza dubbio il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, con il suo sciovinismo MAGA (Make America Great Again). Trump adotta metodi violenti, come dimostra il suo sostegno alla guerra genocida di Netanyahu contro i palestinesi nella Striscia di Gaza, i bombardamenti dell’Iran e l’attacco al Venezuela con il rapimento del presidente Maduro e di sua moglie, ponendo il paese sotto l’amministrazione statunitense, come se fosse un protettorato.

Il fascismo è nato e nasce in un contesto specifico di anomia, disordine sociale e crisi generalizzata, come abbiamo visto in Brasile sotto il governo di Jair Bolsonaro e, in una certa misura, in tutte le parti dell mondo. È un dato di fatto che l’egemonia degli Stati Uniti si sta sgretolando (mondo unipolare), con l’emergere di altri forti centri di potere (mondo multipolare). Il mondo con regole sta scomparendo, le certezze consolidate si stanno indebolendo. Nessuno può vivere in pace in una situazione del genere.

Sociologi e storici come Eric Vögelin (Order and History, 1956); L. Götz, Entstehung der Ordnung 1954; Peter Berger, Rumor of Angels: Modern Society and the Rediscovery of the Supernatural, 1973), hanno dimostrato che gli esseri umani hanno una naturale tendenza all’ordine. Ovunque si stabiliscano, creano rapidamente un ordine e il loro habitat. Un chiaro esempio ce lo fornisce il Movimento dei Lavoratori Senza Terra (MST): ovunque occupino terre, stabiliscono, in primo luogo, un certo ordine, preservando le fonti d’acqua, conservando la foresta esistente, costruendo un centro comunitario e distribuendo appezzamenti di terreno per abitazioni e produzione.

Quando questo ordine scompare, si usa comunemente la violenza per imporre l’ordine. L’opera di Thomas Hobbes del 1651, “Leviatano”, ha elaborato il quadro teorico di questa esigenza di ordine creata dall’uso della forza. Tutti gli imperi, da quello romano a quello russo e all’attuale impero americano, soprattutto sotto Trump, non nascondono la loro eccezionalità e si avvicinano allo Stato descritto da Hobbes, citando sempre ragioni di sicurezza.

La nicchia del fascismo, quindi, trova la sua origine in questo disordine. Così, la fine della Prima Guerra Mondiale generò il caos sociale, soprattutto in Germania e in Italia. Il suo superamento fu l’istituzione di un sistema autoritario di dominio che ha catturato la rappresentanza politica attraverso un unico partito di massa, organizzato gerarchicamente, inquadrando tutte le istanze – politiche, economiche e culturali – in un’unica direzione. Ciò fu possibile solo attraverso un capo (il Duce in Italia e il hrer in Germania) che organizzò uno Stato corporativo autoritario e fondato sul terrore.

Come forma di legittimazione simbolica, si sono coltivati i miti nazionali, gli eroi del passato e le antiche tradizioni, generalmente all’interno di un contesto di grandi liturgie politiche che inculcavano l’idea di una rigenerazione nazionale. Questa visione era così tentatrice che catturò, per un certo tempo, il più grande filosofo del XX secolo, Martin Heidegger, che divenne rettore dell’Università di Friburgo in Brisgovia. Soprattutto in Germania, i seguaci di Hitler abbracciarono la convinzione che la razza bianca tedesca fosse “superiore” alle altre, con il diritto di sottomettere e persino eliminare le razze inferiori.

Attualmente negli Stati Uniti, il suprematismo della razza bianca trova in questa visione la sua base pratica. In Brasile, la strategia del governo Bolsonaro è stata perversa: distruggere un intero passato, sia nella cultura e nella legislazione sociale e ambientale, sia nei costumi, e attuare un regime con chiari indicatori di pensiero pre-illuminista, ispirato dal lato oscuro della storia.

Il termine fascismo fu usato per la prima volta da Benito Mussolini nel 1915, quando creò il gruppo “Fasci d’Azione Rivoluzionaria“. Il termine fascismo deriva dal fascio di verghe (fasci), strettamente legate tra loro, con un’ascia attaccata a un lato. Una verga può essere spezzata, un fascio, è quasi impossibile. Nel 1922/23 fondò il Partito Nazionale Fascista, che durò fino alla sua sconfitta nel 1945. In Germania, fu fondato nel 1933 con Adolf Hitler che, una volta diventato cancelliere, creò il Nazionalsocialismo, il partito nazista che impose al paese una dura disciplina, sorveglianza e terrore.

Il fascismo si presentò come anti-comunista, anti-capitalista, come una corporazione che trascende le classi e crea una totalità sociale chiusa. La sorveglianza, la violenza diretta, il terrore e lo sterminio degli oppositori sono caratteristiche del fascismo storico di Mussolini e di Hitler e, nel nostro caso, di Pinochet in Cile, di Videla in Argentina e nel governo di Figueiredo e Medici in Brasile.

Il fascismo non è mai scomparso del tutto, poiché ci sono sempre stati gruppi che, spinti dall’archetipo fondamentale dell’ordine, vogliono imporlo, anche con la violenza. In nome di quest’ordine, il governo Bolsonaro ha fatto emergere il lato oscuro della nostra anima brasiliana, usando la violenza simbolica (fake news) e reale, difendendo la tortura e i torturatori, l’omofobia e altre forme di distorsioni sociali.

Il fascismo è sempre stato criminale. Ha creato la Schoah (eliminazione di milioni di ebrei e altri). Ha usato la violenza come mezzo per relazionarsi con la società, motivo per cui non ha mai potuto e non potrà mai consolidarsi a lungo. È la più grande perversione della socialità che appartiene all’essenza dell’essere umano sociale. In Brasile, ha assunto una forma tragica: il governo di Jair Bolsonaro si è opposto al vaccino contro il Covid-19, ha incoraggiato gli assembramenti di persone, ha ridicolizzato l’uso delle mascherine e non ha mostrato alcuna empatia per i familiari, lasciando morire più di 300 mila delle 716.626 vittime.

Volendo perpetuare il suo potere, Bolsonaro ha forgiato un’organizzazione criminosa con alti ufficiali militari e altri, tentando un colpo di stato con l’eventuale assassinio delle massime autorità per imporre la sua cruda visione del mondo. Ma furono denunciati, processati e condannati dalla Corte Suprema Federale, e così ci siamo liberati da un periodo di oscurità e crimini efferati.

Nelle elezioni generali del 2026, probabilmente emergerà il fascismo che sussiste. Questo fascismo si combatte con più democrazia e con il popolo in piazza. Dobbiamo affrontare le ragioni dei fascisti con una ragione sensata e con il coraggio di riaffermare i rischi che tutti corriamo. Dobbiamo lottare duramente contro coloro che usano la libertà per eliminare la libertà. Dobbiamo unirci per preservare le vite e la democrazia.

Leonardo Boff: articolo pubblicato sulla rivista LIBERTÀ dell’Instituto Conhecimento Libertà – San Paolo.

(Traduzione dal portoghese di Gianni Alioti)

Hat die Menschheit noch eine Zukunft?

Leonardo Boff  

Es ist üblich, am Ende eines jeden Jahres Bilanz zu ziehen – eine Art oberflächliche Betrachtung, die nur das Wesentliche erfasst. Es gäbe zu viele Dinge, an die man sich erinnern müsste. Wir stellen lediglich fest, dass sich unsere Art, die Erde zu bewohnen, langsam, aber unaufhaltsam verschlechtert. Die globale Erwärmung nimmt jährlich zu und zeigt bereits weltweit ihre katastrophalen Auswirkungen in Form von schweren Überschwemmungen, Taifunen und verheerenden Waldbränden. In Rio Grande do Sul erlebten wir eine verheerende Flut, die Teile ganzer Städte zerstörte und zudem die Landwirtschaft schwer schädigte.

Es heißt, wir seien in ein neues geologisches Zeitalter eingetreten, das Anthropozän. Das bedeutet, der Meteor, der die Natur zerstört, sei niemand anderes als die Menschheit selbst. Andere gehen noch weiter und sprechen vom Nekrozän, dem Zeitalter des massenhaften Artensterbens, in dem laut dem bekannten Biologen Edward Wilson 70.000 bis 100.000 Arten aussterben. In letzter Zeit hat die Zahl der Brände weltweit so stark zugenommen, dass bereits vom Pyrozän (griechisch: pyros = Feuer) die Rede ist, der fortgeschrittensten und gefährlichsten Phase des Anthropozäns. Hinzu kommt die perverse soziale Ungleichheit: Das reichste Prozent der Bevölkerung besitzt mehr Vermögen als mehr als die Hälfte der Menschheit (4,7 Milliarden Menschen) – eine Schande und eine Verhöhnung der Menschlichkeit.

Angesichts dieses Ausmaßes an allgemeiner Degradierung, das vor dem Auftreten des Menschen im Evolutionsprozess noch nie zuvor gesehen wurde, fragen sich viele, darunter auch große Namen der Wissenschaft, ob wir nicht kurz vor dem möglichen Ende der menschlichen Spezies stehen. Und das zu Recht, denn es handelt sich nicht um Hirngespinste, sondern um beunruhigende Anzeichen. Der Nobelpreisträger für Biologie von 1974, Christian de Duve, behauptet in seinem ausführlichen Buch „Poeira Vital, a vida como imperativo cósmico” (Campus 1997), dass heutzutage „die biologische Evolution in rasantem Tempo auf eine gravierende Instabilität zusteuert; In gewisser Weise erinnert unsere Zeit an einen dieser bedeutenden Brüche in der Evolution, die durch Massensterben gekennzeichnet sind.” Der Wissenschaftler Norman Myers hat berechnet, dass allein in Brasilien in den letzten 35 Jahren täglich vier Arten ausgestorben sind. Théodore Monod, ein bedeutender Naturforscher, hinterließ als Vermächtnis einen Text mit dem Titel „Et si l’aventure humaine devait échouer” (2000)? Er behauptet: „Wir sind zu sinnlosem und wahnsinnigem Verhalten fähig; von nun an kann man alles befürchten, wirklich alles, sogar die Auslöschung der Menschheit”.

Seitdem der Mensch vor über zwei Millionen Jahren als Homo habilis auftrat, hat er sein Verhältnis zur Natur gestört. Bis vor 40.000 Jahren waren die ökologischen Schäden geringfügig. Doch ab diesem Zeitpunkt begann ein systematischer Angriff auf die Biosphäre. Innerhalb weniger Jahrhunderte rotteten Jäger Mammuts, Riesenfaultiere und andere prähistorische Säugetiere aus. Im Industriezeitalter (ab 1850) wurden Instrumente entwickelt, die die Beherrschung und Zerstörung der Natur ermöglichten. Heute hat sich dieser Prozess so weit verschärft, dass die neun Elemente (planetaren Grenzen), die das Leben erhalten, rapide zusammenbrechen und die Zivilisation letztlich unmöglich machen.

Seit 2 Millionen Jahren befinden wir uns in der Eiszeit. Die aktuelle Warmzeit begann vor 11.400 Jahren (Holozän). Nach den Mustern der Vergangenheit sollten wir nun in eine neue Kaltzeit eintreten. Allerdings hat unsere Spezies die Beschaffenheit der Atmosphäre tiefgreifend verändert. Verschiedene Treibhausgase wie CO2, Methan und andere wichtige Gase erwärmen den gesamten Planeten. Bis 2030 dürften wir zwei Grad nicht erreichen, da dies für einen Großteil der Menschheit und für die Natur katastrophal wäre. Bereits 2025 haben wir 1,77 °C erreicht.

Zu diesen Problemen kommt der Mangel an Trinkwasser (nur 3 % sind Süßwasser) und die Überbevölkerung der Menschheit hinzu, die bereits 83 % des Planeten besiedelt und ihn ausbeutet. Können Menschen in einem gemeinsamen Zuhause zusammenleben? Wir sind keine friedlichen Wesen, sondern extrem aggressiv, unfähig zu Kooperation und Rücksichtnahme. Der britische Astronom Sir Martin Rees schätzt in seinem Buch „Die letzte Stunde: Umweltkatastrophen bedrohen die Zukunft der Menschheit“ (2005), dass wir, wenn sich die Dinge nicht ändern, in diesem Jahrhundert ausgelöscht werden könnten.

Trotz dieser düsteren Aussichten Ende 2025 bewahre ich die Hoffnung, dass die Menschheit mit ihrer Intelligenz, ihrem mitfühlenden Verstand und ihrem Überlebensinstinkt sich für den Fortbestand des Lebens auf diesem Planeten und nicht für den kollektiven Selbstmord entscheiden wird.

Natürlich müssen wir Geduld mit der Menschheit haben. Sie ist noch nicht so weit. Sie hat noch viel zu lernen. Im Verhältnis zur kosmischen Zeit (13,7 bilionen Jahre) hat sie weniger als eine Minute zu leben. Doch mit ihr hat die Evolution einen Sprung vom Unbewussten zum Bewussten gemacht. Und mit dem Bewusstsein kann sie über ihr eigenes Schicksal entscheiden. Aus dieser Perspektive stellt die gegenwärtige Situation eher eine Herausforderung als eine Katastrophe dar, eine Reise zu einer höheren Ebene und kein Sturz in die Selbstzerstörung.

Nun liegt es an uns, die Liebe zum Leben in seiner majestätischen Vielfalt zu zeigen, Mitgefühl für alle Leidenden zu haben, rasch für soziale Gerechtigkeit zu sorgen und die Große Mutter Erde zu lieben. Die jüdisch-christlichen Schriften ermutigen uns: „Wähle das Leben, so wirst du leben“ (5. Mose 30,28). Lasst uns schnell handeln, denn wir haben nicht viel Zeit zu verlieren.

Leonardo Boff
29.12.2025
Autor von: Homem: satã ou anjo bom, Record 2008;Cuidar da Casa Comum:pistas para protelar o fim do mundo, Vozes 2024.

O ser humano tem ainda futuro?

Leonardo Boff  

       É de praxe em cada final de ano se fazer um balanço,uma espécie de leitura de cego que capta apenas o que é relevante. Seriam demasiadas  coisas a serem lembradas. Apenas observamos que há uma lenta e irrefreável degradação do nosso modo de habitar a Terra. O aquecimento global está crescendo cada ano e já mostra seus efeitos catastróficos no mundo todo com grandes inundações, tufões e queimadas fenomenais. Assistimos no Rio Grande do Sul uma enchente desastrosa, destruindo partes de inteiras cidades, além dos danos na agricultura.

Fala-se que entramos numa era geológica nova, o antropoceno, vale dizer, o meteoro  rasante, destruidor da natureza não é outro senão o próprio ser humano. Outros vão mais longe e acrescentam que estamos na era do necroceno, quer dizer, a maciça morte (necro) de espécies, na ordem de 70-100 mil  segundo o conhecido biólogo Edward Wilson. Ultimamente o número de incêndios cresceram tanto no mundo inteiro que já se fala do piroceno (piros em grego é fogo), a fase mais avançada e perigosa do antropoceno. Acresce ainda a perversa desigualdade social, pois 1% de ricos possuem mais riqueza que mais da metade da humanidade (4,7 bilhões),o que é uma infâmia e uma negação de humanidade.

Face a tal nível de degradação  generalizada, nunca vista antes da presença do ser humano no processo de evolução, muitos, entre eles grande nomes da ciência se perguntam se não estamos próximos do fim possível da espécie humana. E com razão, pois não se trata de fantasmas mas de sinais perturbadores. O prêmio Nobel de biologia de 1974, Christian de Duve em seu minucioso livro Poeira Vital, a vida como imperativo cósmico (Campus 1997) afirma que nos dias de hoje “a evolução biológica marcha em ritmo acelerado para uma grave instabilidade; de certa forma, o nosso tempo lembra uma daquelas importantes rupturas na evolução, assinaladas por extinções em massa”. O cientista Norman Myers calculou que somente no Brasil, se estão extinguindo nos últimos 35 anos quatro espécies por dia. Théodore Monod, um notável naturalista, deixou como testamento um texto de reflexão com esse título: “E se a aventura humana vier a falhar”(2000)? Assevera: “somos capazes de uma conduta insensata e demente; pode-se a partir de agora temer tudo, tudo mesmo, inclusive a aniquilação da raça humana”.

Desde que surgiu como homo habilis há mais de dois milhões de anos vem desequilibrando sua relação para com a natureza. Até quarenta mil anos atrás os danos ecológicos eram insignificantes. Mas a  partir desta data começou um assalto sistemático à biosfera. Em poucos centenas de anos, os caçadores extinguiram os mamutes, as preguiças-gigantes e outros mamíferos pré-históricos. Na era industrial (1850) foram desenvolvidos instrumentos que tornaram bem sucedida a dominação/devastação da natureza. Nos dias atuais, este processo se agravou a ponto de que os noves itens (planetary bounderies)que sustentam a vida estão celeramente caindo, no termo,  tornando impossível a civilização.

Já há 2 milhões de anos que estamos  dentro da Idade do Gelo. A atual fase interglacial quente começou há 11.400 anos (período do Holoceno). Conforme os padrões do passado deveríamos ingressar num novo período de resfriamento. Entretanto nossa espécie alterou profundamente a natureza da atmosfera. Vários gases de efeito estufa como o CO2,o metano e outros importantes estão aquecendo todo o planeta. Até 2030 não poderia alcançar dois graus, pois seria desastroso para grande parte da humanidade e para a natureza. Já agora em 2025 atingimos 1,77ºC.

A estes problemas acresce a carência de água potável (só 3% é doce) e a super população da espécie humana que já ocupou 83% do planeta depredando-o. Poderão os seres humanos viver juntos numa única Casa Comum? Não somos seres pacíficos, mas extremamente agressivos, faltos de cooperação e de cuidado. O astrônomo real Sir Martin Rees da Inglaterra em seu livro “Hora Final: o desastre ambiental ameaça o futuro da humanidade”(2005) estima que, a correrem as coisas como correm, podemos nos liquidar ainda neste século.

Apesar deste quadro sombrio neste final de 2025 mantenho a esperança de que o ser humano,com sua inteligência, razão cordial e sentido de sobrevivência  decidirá pela continuidade da vida neste planeta e não pelo suicídio coletivo.

Lógico,  precisamos ter paciência para com o ser humano. Ele não está pronto ainda. Tem muito a aprender. Em relação ao tempo cósmico  possui menos de um minuto de vida no planeta. Mas com ele, a evolução deu um salto, de inconsciente se fêz consciente. E com a consciência pode decidir que destino quer para si. Nesta perspectiva, a situação atual representa antes um desafio que um desastre, a travessia para um patamar mais alto e não um mergulho na auto-destruição.

Agora cabe-nos mostrar amor à vida em sua majestática diversidade, ter com-paixão para com todos os que sofrem, realizar rapidamente a justiça social necessária e amar a Grande Mãe, a Terra. Incentivam-nos as Escrituras judaico-cristãs: “Escolha a vida e viverás (Deut 30,28)”. Andemos depressa, pois não temos muito tempo a perder.

Leonardo Boff escreveu: Homem: satã ou anjo bom, Record 2008;Cuidar da Casa Comum:pistas para protelar o fim do mundo, Vozes 2024.

Weihnachten: die Menschwerdung Gottes

   Leonardo Boff

Die theologische Tradition hat die Bedeutung der Menschwerdung des Sohnes Gottes, die an Weihnachten gefeiert wird, als Vergöttlichung des Menschen besonders hervorgehoben. Tatsächlich möchte man theologisch eine noch größere Tatsache betonen: Die Menschwerdung ist die Vermenschlichung Gottes. Alle Schriften bekräftigen wie das Evangeliun des Johannes: „Niemand hat Gott jemals gesehen. Der einzige Sohn des Vaters hat ihn uns offenbart“ (1,18). Gott hat durch Jesus von Nazareth unsere Menschlichkeit zu seiner eigenen gemacht, was wirklich unerhört ist. Es gibt also etwas Göttliches in unserem menschlichen Wesen, Mann und Frau, das niemals zerstört werden kann. Es ist unsere höchste Würde: Träger und Trägerinnen Gottes zu sein. Deshalb kann es keine Traurigkeit geben, wenn das göttliche Leben in uns geboren wird.

Weihnachten ist die Feier dieses gesegneten Ereignisses. Die Evangelien nennen Jesus die Sonne der Gerechtigkeit. Die Geburt Jesu fiel genau mit dem römischen Festtag des Unbesiegbaren Sonnengottes (sol invictus) zusammen. Dieser Tag ist für die nördliche Hemisphäre der kürzeste Tag des Jahres und die längste Nacht. Die Menschen in der Antike hatten Angst, dass die Sonne nicht wieder aufgehen würde. Als sie wieder aufging, feierten sie ihren Sieg über die Dunkelheit. Jesus wird als die unbesiegbare Sonne dargestellt, die alle Dunkelheit des Lebens besiegen wird. 

Wenn Jesus Gott ist, der Mensch wurde, könnten wir uns vorstellen, dass er an einem entsprechend vorbereiteten Ort geboren wurde, etwa in einem Palast, einer prächtigen Villa oder einem renommierten Krankenhaus. Letztendlich wäre es eine Ehrerbietung gegenüber Gott, so wie wir es auch bei wichtigen Persönlichkeiten tun, die uns besuchen, wie Präsidenten, berühmten Persönlichkeiten oder dem Papst selbst.

Gott wollte all dies nicht. Wir müssen den Weg, den Gott für seinen Eintritt in diese Welt gewählt hat, respektieren und lieben: verborgen, im Schicksal derer, die nachts in der Kälte an die Tür klopfen, bei einer schwangeren Frau, die ihr ungeborenes Kind im Bauch hält und diese harten Worte hören muss: „Für dich ist kein Platz.“

So verließen Joseph und Maria ihre Heimat und suchten in ihrer Not einen nahegelegenen Stall auf. Dort gab es Stroh, eine Krippe, einen Ochsen und einen Esel, dessen Atem den zarten, zitternden Körper des Neugeborenen wärmte.

Gott betrat also still und leise diese Welt durch die Hintertüren. Die Bewohner der Hauptstadt Rom oder Jerusalem und andere wichtige Persönlichkeiten bekamen davon nichts mit.

Daraus lässt sich eine Lehre ziehen: Wenn Gott sich offenbaren will, bedient er sich nicht großartiger Spektakel, sondern der schlichten Stille der kleinen Dinge. So müssen wir verstehen, dass er für alle gekommen ist, aber in besonderer Weise für die Armen und Einfachen, denn er war arm und blieb sein ganzes Leben lang arm, in Einfachheit und Bescheidenheit. Wäre er unter Reichen geboren worden, hätte er die Armen ausgeschlossen. Da er unter den Armen geboren wurde, ist er ihnen immer nahe und kann von ihnen aus auch die Bessergestellten in der Gesellschaft erreichen. Auf diese Weise wird niemand davon ausgeschlossen, von der Gegenwart Gottes berührt zu werden.

Bei der Geburt des Jesuskindes waren nicht nur einfache Leute wie Hirten anwesend, die wegen ihres ständigen Kontakts mit Tieren als verachtenswert galten. Die Evangelien berichten, dass die Heiligen Drei Könige aus dem Orient kamen. Die frühen Christen kamen zu dem Schluss, dass die Magier Weise waren, deren Namen erhalten blieben: Balthasar, Melchior und Kaspar. Melchior war weißer Hautfarbe, Kaspar gelber Hautfarbe und Balthasar schwarzer Hautfarbe. So repräsentierten sie die gesamte Menschheit.

Die Geschenke, die sie ihm darbringen, sind symbolisch. Das Gold bedeutet, dass sie Jesus als König anerkennen. Der Weihrauch bedeutet, dass Jesus göttlich ist. Die Myrrhe drückt Schmerz und Leid aus. Die Bedeutung ist folgende: Jesus ist ein wahrer König, aber nicht wie die Könige dieser Welt, die über die Menschen herrschen. Jesus hingegen kümmert sich um sie. Jesus ist eine göttliche Person, die nicht so sehr verehrt und gepriesen werden soll, dass sie sich von uns entfernt. Im Gegenteil, er ist ein Gott mit uns – Immanuel –, der mit jedem Menschen zusammenleben und seinen Weg gehen möchte.

Die bittere Myrrhe drückt aus, wie Jesus als König sein Leben für das Volk gab und wie er seine Göttlichkeit lebte, indem er aus Liebe zu allen Menschen den Tod am Kreuz auf sich nahm.

Der große Dichter Manuel Bandeira hat diese Logik von Weihnachten in seinem Gedicht treffend zum Ausdruck gebracht

Weihnachtsgeschichte:

Unser Kind

Wurde in Bethlehem geboren

Es wurde geboren, um nichts anderes zu wollen,

Als Gutes zu tun.

Es wurde auf Stroh geboren,

Unser Kind,

Aber die Mutter wusste,

Dass es göttlich war.

Es kommt, um zu leiden,

Den Tod am Kreuz.

Unser Kind

Sein Name ist Jesus.

Für uns nimmt er

Das menschliche Schicksal an:

Loben wir die Herrlichkeit

Des Jesuskindes.

An Weihnachten haben wir das Recht, uns mit Freude zu erfüllen, denn wir sind nicht mehr allein. Gott geht mit uns, leidet mit uns und freut sich mit uns. Er ist das größte Geschenk, das Gott Vater uns machen konnte. Deshalb tauschen wir Geschenke untereinander aus, um uns immer an dieses Geschenk zu erinnern, das der himmlische Vater uns gemacht hat, indem er uns Jesus, seinen geliebten Sohn, geschenkt hat.

Leonardo Boff, Theologe und Autor von:O Sol da Esperança:Natal, Histórias, Poesias e Símbolos, Rio 2007; Natal: a humanidade e a jovialidade de nosso Deus, Petrópolis 1976.“Mensch geworden – Das Evangelium von Weihnachten“, Herder Verlag 1986.