L’emergere della spiritualità naturale

     Leonardo Boff

Sono molti quelli che sono stufi dei beni materiali e del consumismo della nostra cultura. In contrappunto a questa situazione cogliamo l’emergere del mondo spirituale, della cosiddetta spiritualità naturale e ne verifichiamo l’urgente attualità di fronte alle tante crisi che affliggono l’intera umanità.

In momenti così critici, l’essere umano s’immerge nel suo Profondo e si pone domande fondamentali: Cosa stiamo facendo in questo mondo? Qual è il nostro posto nell’insieme degli esseri? Come agire per garantirci un futuro che sia speranzoso per tutti e per la nostra Casa Comune?

Questa preoccupazione per il mondo spirituale non è un monopolio delle religioni. Si verifica anche nell’ambito delle attività umane sia dei giovani che degli intellettuali, degli scienziati famosi e – con nostra sorpresa -, dei grandi imprenditori che hanno mostrato interesse per l’argomento.

Il fatto che mostrino interesse per il mondo spirituale, cioè per la spiritualità, testimonia le dimensioni della crisi che ci colpisce. Significa che i beni materiali che loro producono, le logiche produttivistiche e competitive che praticano, l’universo dei valori commerciali (tutto è diventato merce e guadagna il suo prezzo) che ispira le loro pratiche non affrontano le questioni serie della vita umana. C’è un vuoto profondo, un buco immenso dentro il suo essere. Sono convinto che il mondo spirituale, o la spiritualità naturale, insita nella nostra natura, abbia la capacità di riempirlo.

È importante, tuttavia, essere critici, perché ci sono vere e proprie aziende che gestiscono discorsi di spiritualità che, non raramente, parlano più alle loro tasche che al loro cuore. Ci sono leader religiosi che sono espressione del mercato con la loro predicazione del vangelo della prosperità materiale e, recentemente, del dominio. Conquistano molti credenti in buona fede, per i propri interessi monetari come pastori.

Ciò nonostante, i portatori permanenti del mondo spirituale sono generalmente persone comuni che vivono la rettitudine della vita, il senso di solidarietà e coltivano lo spazio del Sacro, sia nelle loro religioni e chiese, sia nel modo in cui pensano, agiscono, interpretano la vita e si prendono cura dell’ambiente.

Quello che importa, però, è riconoscere che mondialmente esiste una domanda di valori non materiali, perché quelli materiali si mostrano insufficienti a placare l’ansia dell’essere umano per qualcosa di più elevato e migliore. Dappertutto troviamo persone, specialmente giovani, indignate per il destino precedentemente definito per il sistema dominante in termini economici, quando si dice che “non c’è alternativa” (TINA = There is no Alternative). Si rifiutano di accettare i percorsi che i potenti definiscono affinché l’umanità li segua. Questi giovani dicono: “Non permetteremo che ci venga rubato il futuro. Meritiamo un destino migliore, dobbiamo attingere ad altre fonti per trovare una nuova strada”.

Per questo, risulta importante, fin dall’inizio, introdurre una distinzione – senza separare, ma distinguendo – tra mondo religioso e mondo spirituale, tra la spiritualità naturale e la religione. In effetti, il Dalai Lama lo ha fatto brillantemente nel libro Etica per il nuovo millennio (1999). Mi permetto di citare un argomento del libro della cui comprensione partecipo e faccio mio.

“Credo che la religione (mondo religioso) sia legata alla credenza nel diritto alla salvezza predicato da qualsiasi tradizione di fede, credenza che ha come uno dei suoi aspetti principali l’accettazione di una qualche forma di realtà metafisica o soprannaturale, inclusa eventualmente un’idea del paradiso o del nirvana. A questo sono associati insegnamenti o dogmi religiosi, rituali, preghiere e così via”.

“Considero che la spiritualità (mondo spirituale) sia correlata a quelle qualità dello spirito umano – tali come amore e compassione, pazienza e tolleranza, capacità di perdonare, contentezza, nozione di responsabilità, nozione di armonia – che portano felicità tanto alla propria persona quanto per gli altri”.

“Il rituale e la preghiera, insieme alle questioni del nirvana e della salvezza, sono direttamente collegati alla fede religiosa, ma non è necessario che lo siano queste qualità interiori. Non vi è quindi alcuna ragione per cui un individuo non possa svilupparli, anche in misura elevata, senza ricorrere ad alcun sistema religioso o metafisico”.

Come si comprende, qualcuno può essere religioso senza necessariamente essere spirituale. Così come può essere spirituale senza essere religioso. L’ideale sarebbe essere religiosi e allo stesso tempo spirituali. Ma non necessariamente.

C’è tutta una serie di ricerche, svolte soprattutto negli USA, che coinvolgono psicologi, educatori e la nuova scienza, che hanno approfondito la spiritualità naturale, cioè la spiritualità come fatto oggettivo della natura umana. È restato famoso il “Manuale di Psicologia e Spiritualità” del Prof. Miller in cui riunisce i principali studi sulla psicologia e sulla spiritualità naturale. Lí si sottolinea che, indipendentemente dalla religione, “ogni bambino nasce con la capacità innata per uno sviluppo spirituale, capacità che deve essere intesa come una dimensione naturale, dell’integralità dell’essere umano; essa garantisce un supporto importante e vitale per la resilienza, fornisce significato e finalità allo sviluppo della cognizione emotiva, sociale e morale della persona; questa capacità innata può maturare sia all’interno che all’esterno della religione istituzionale”. Sulla base di questi studi, Steven Rockefeller, filosofo e uno dei principali estensori della Carta della Terra, propone una “democrazia spirituale”, quindi un dato originale che dovrebbe essere presente nella democrazia, fin dalla più tenera infanzia e nei programmi scolastici (Spiritual Democracy, New York 2022).

Vivere la spiritualità naturale, dato della nostra natura umana, con i valori sopra menzionati, che sono anche gli stessi del Gesù storico, potranno segnalare percorsi che ci indirizzano verso un’eventuale uscita di successo dalle numerose crisi dei tempi attuali. L’invisibile dello spirito fa parte del visibile.

Leonardo Boff ha scritto Saudade de Deus, Vozes 2020; con Frei Betto, Mistica e espiritualidade, Vozes 2010.

(traduzione dal portoghese di Gianni Alioti)

El surgir de la espiritualidad natural

Leonardo Boff*

Hay muchos que están hartos de bienes materiales y del consumismo de nuestra cultura. Como contrapunto a esta situación estamos captando la aparición del mundo espiritual, de la  espiritualidad natural, y verificamos su urgente actualidad frente a las numerosas crisis que asolan a toda la humanidad.

En momentos así de críticos, el ser humano se sumerge en su Profundo y se hace preguntas básicas: ¿Qué estamos haciendo en este mundo? ¿Cuál es nuestro sitio en el conjunto de los seres? ¿Cómo actuar para garantizar un futuro que sea esperanzador para todos y para nuestra Casa Común?

Esa preocupación por el mundo espiritual no es monopolio de las religiones. Se da también en el ámbito de las búsquedas humanas tanto de los jóvenes como de los intelectuales, de famosos científicos y –para sorpresa nuestra– de grandes empresarios que se mostraron interesados en el tema y me han invitidado a hablar especialmente para banqueros suizos.

Que ellos muestren interés sobre el mundo espiritual, es decir, por la espiritualidad, atestigua las dimensiones de la crisis que nos afecta. Significa que los bienes materiales que ellos producen, las lógicas productivistas y competitivas que practican, el universo de valores comerciales (todo se vuelve mercancía y tiene su precio) que inspira sus prácticas no explican los interrogantes serios de la vida humana. Hay un vacío profundo, un agujero inmenso dentro de su ser. Estoy convencido de que el mundo espiritual, o la espiritualidad natural, inherente a nuestra naturaleza, tiene la capacidad de llenarlo.

Sin embargo, es importante ser críticos, porque hay verdaderas empresas que manejan los discursos de la espiritualidad de tal manera que a veces hablan más a los bolsillos que a los corazones. Hay líderes religiosos que son expresión del mercado con su predicación del evangelio de la prosperidad material y, recientemente, del dominio. Conquistan a muchos fieles de buena fe para sus intereses monetarios como pastores.

Generalmente, los portadores permanentes del mundo espiritual son personas corrientes que viven la vida con rectitud, sentido de solidaridad y cultivan el espacio de lo Sagrado, ya sea en sus religiones e iglesias, ya sea en el modo como piensan, actúan, interpretan la vida y cuidan del medio ambiente.

Lo que importa es reconocer que mundialmente hay una demanda de valores no materiales, porque los materiales se muestran insuficientes para apaciguar el ansia del ser humano por algo mayor y mejor. En todas partes encontramos gente, especialmente jóvenes, indignados con el destino previamente definido en términos de economía, cuando se dice que “no hay  alternativa” (TINA=There is no Alternative). Ellos se niegan a aceptar los caminos que los poderosos definen para que los siga la humanidad. Esos jóvenes dicen: “No permitiremos que nos roben el futuro. Merecemos un destino mejor, necesitamos beber de otras fuentes para encontrar un nuevo camino”.

Por eso resulta importante introducir desde el inicio una distinción  –sin separar, pero distinguiendo– entre el mundo religioso y el mundo espiritual, entre la espiritualidad natural y la religión. De hecho, el Dalai Lama lo ha hecho brillantemente en su libro El arte de vivir en el Nuevo Milenio (2002). Me permito citar una parte del libro de cuya comprensión participo y hago mía.

“Juzgo que la religión (mundo religioso) está relacionada con la creencia en el derecho a la salvación predicada por cualquier tradición de fe, creencia que tiene como uno de sus aspectos principales la aceptación de alguna forma de realidad metafísica o sobrenatural, incluyendo posiblemente una idea de paraíso o nirvana. Asociadas a esto hay enseñanzas o dogmas religiosos, rituales, oraciones, etc”.

“Considero que la espiritualidad (mundo espiritual) está relacionada con aquellas cualidades del espíritu humano –tales como amor y compasión, paciencia y tolerancia, capacidad de perdonar, contento, noción de responsabilidad, noción de armonía– que traen felicidad tanto a la propia persona como a los demás”.

“Ritual y oración, junto con las cuestiones del nirvana y de la salvación, están directamente vinculados con la fe religiosa, pero estas cualidades interiores no tienen por qué ser intrínsecas a ella. No existe ninguna razón por la cual un individuo no pueda desarrollarlas, incluso en alto grado, sin recurrir a un sistema religioso o metafísico” (p.32-33).

Como se deduce, alguien puede ser religioso sin ser necesariamente espiritual. Así como puede ser espiritual sin ser religioso. Lo ideal sería ser religioso y simultáneamente espiritual. Pero no necesariamente.

Hay toda una investigación hecha, especialmente en USA, que incluye a psicólogos, educadores y a la new science, que ha profundizado la espiritualidad natural, es decir, la espiritualidad como un rasgo objetivo de la naturaleza humana. Se hizo famoso el “Manual de Psicología y de Espiritualidad” del Prof. Miller en el cual reúne los principales estudios sobre la psicología y la espiritualidad natural. Ahí se enfatiza que, independientemente de la religión, “cada niño nace con una capacidad innata para el desarrollo espiritual, capacidad que debe ser entendida como una dimensión natural, de la integralidad del ser humano; ella garantiza un soporte importante y vital para la resiliencia, prevé de significado y propósito para el desarrollo de la cognición emocional, social y moral de la persona; esa capacidad innata puede madurar tanto dentro como fuera de la religión institucional”. En base a estos estudios, Steven Rockefeller, filósofo y uno de los principales redactores de la Carta de la Tierra, propone una “democracia espiritual”, por tanto un rasgo originario que debería estar presente en la democracia, desde la más tierna infancia y en el currículum escolar (Spiritual Democracy,N.Y. 2022).

Vivir la espiritualidad natural, característica de nuestra naturaleza humana,  con los valores antes mencionados, que son también los mismos del Jesús histórico, podrá indicar caminos que nos orienten hacia una salida exitosa de las muchas crisis de los tiempos actuales. Lo invisible forma parte de lo visible.

*Leonardo Boff ha escrito Saudade de Dios, Vozes 2020; con frei Betto, Mística y espiritualidad, Trotta.

Traducción de María José Gavito Milano

Das Aufkommen der natürlichen Spiritualität

Leonardo Boff

Es gibt viele, die die materiellen Güter und den Konsumismus unserer Kultur satthaben. Als Gegenpol zu dieser Situation erleben wir das Aufkommen der spirituellen Welt, der so genannten natürlichen Spiritualität, und wir erkennen, wie dringend sie angesichts der vielen Krisen ist, die die gesamte Menschheit plagen.

In solchen kritischen Momenten taucht der Mensch in sein Innerstes ein und stellt sich grundlegende Fragen: Was tun wir in dieser Welt? Was ist unser Platz in der Gesamtheit aller Wesen? Wie können wir handeln, um eine Zukunft zu garantieren, die für alle und für unser gemeinsames Haus hoffnungsvoll ist?

Die Beschäftigung mit der spirituellen Welt ist nicht das Monopol der Religionen. Es findet sich auch in der menschlichen Suche von jungen Menschen, Intellektuellen, berühmten Wissenschaftlern und – zu unserer Überraschung – großen Geschäftsleuten, die sich für dieses Thema interessiert haben, welche ich persönlich getroffen habe.

Die Tatsache, dass sie sich für die geistige Welt, also für die Spiritualität, interessieren, zeugt von den Dimensionen der Krise, von der wir betroffen sind. Es bedeutet, dass die materiellen Güter, die sie produzieren, die Logik der Produktion und des Wettbewerbs, die sie praktizieren, das Universum der kommerziellen Werte (alles ist zu einer Ware geworden und hat einen Preis), das ihre Praktiken inspiriert, nicht auf die ernsten Fragen des menschlichen Lebens eingehen. Es gibt eine tiefe Leere, ein riesiges Loch in ihrem Wesen. Ich bin überzeugt, dass die spirituelle Welt oder die natürliche Spiritualität, die unserer Natur innewohnt, in der Lage ist, diese Lücke zu füllen.

Die ständigen Träger der spirituellen Welt sind jedoch in der Regel die einfachen Menschen, die die Rechtschaffenheit des Lebens und den Sinn für Solidarität leben und den Raum des Heiligen kultivieren, sei es in ihren Religionen und Kirchen oder in der Art und Weise, wie sie denken, handeln, das Leben interpretieren und sich um die Umwelt kümmern.

Wichtig ist jedoch die Erkenntnis, dass es weltweit eine Nachfrage nach nicht-materiellen Werten gibt, weil die materiellen Werte sich als unzureichend erweisen, um die Sehnsucht der Menschen nach etwas Höherem und Besserem zu stillen. Überall finden wir Menschen, vor allem junge Leute, die sich über das Schicksal empören, das in der Wirtschaft bereits festgeschrieben ist, wenn es heißt, dass es „keine Alternative gibt“ (TINA=There is no Alternative). Sie weigern sich, die Wege zu akzeptieren, die die Mächtigen für die Menschheit vorgesehen haben. Diese jungen Menschen sagen: „Wir lassen nicht zu, dass sie unsere Zukunft stehlen. Wir verdienen ein besseres Schicksal, wir müssen aus anderen Quellen trinken, um einen neuen Weg zu finden“.

Deshalb ist es wichtig, von Anfang an eine Unterscheidung – ohne zu trennen, sondern zu unterscheiden – zwischen der religiösen Welt und der spirituellen Welt, zwischen natürlicher Spiritualität und Religion einzuführen. Tatsächlich hat der Dalai Lama dies in dem Buch „Das Buch der Menschlichkeit: Eine neue Ethik für unsere Zeit“ (Lübbe, 2002) hervorragend getan. Ich erlaube mir, ein Topic aus dem Buch zu zitieren, an dessen Verständnis ich teilnehme, und es mir zu eigen zu machen.

„Ich glaube, dass Religion (religiöse Welt) mit dem Glauben an das Recht auf Erlösung zusammenhängt, der von jeder Glaubenstradition gepredigt wird, ein Glaube, dessen Hauptaspekt die Akzeptanz irgendeiner Form metaphysischer oder übernatürlicher Realität, möglicherweise einschließlich einer Idee, ist.“ vom Paradies oder Nirvana. Damit verbunden sind religiöse Lehren bzw. Dogmen, Rituale, Gebete usw.“

„Ich betrachte Spiritualität (spirituelle Welt) als mit jenen Qualitäten des menschlichen Geistes verbunden – wie Liebe und Mitgefühl, Geduld und Toleranz, Fähigkeit zur Vergebung, Zufriedenheit, Vorstellung von Verantwortung, Vorstellung von Harmonie – die dem Menschen Glück bringen.“ sich selbst und anderen.“

„Rituale und Gebete sowie Fragen nach Nirvana und Erlösung sind direkt mit dem religiösen Glauben verbunden, aber diese inneren Qualitäten müssen nicht so sein. Es gibt daher keinen Grund, warum ein Individuum sie nicht selbst in hohem Maße entwickeln kann, ohne auf ein religiöses oder metaphysisches System zurückzugreifen“ (S. 32-33).

Wie man sieht, kann jemand religiös sein, ohne unbedingt spirituell zu sein. Genauso wie es spirituell sein kann, ohne religiös zu sein. Das Ideal wäre, religiös und gleichzeitig spirituell zu sein. Aber nicht unbedingt.

Es gibt eine ganze Reihe von Forschungsarbeiten, insbesondere in den USA, an denen Psychologen, Pädagogen und die neue Wissenschaft (new science) beteiligt sind, die sich mit der natürlichen Spiritualität, d. h. mit der Spiritualität als objektiver Tatsache der menschlichen Natur, befasst haben. Das „Handbook of Psychology and Spirituality“ von Prof. Miller ist dafür bekannt, dass es die wichtigsten Studien über Psychologie und natürliche Spiritualität zusammenfasst. Darin wird hervorgehoben, dass unabhängig von der Religion „jedes Kind mit einer angeborenen Fähigkeit zur spirituellen Entwicklung geboren wird, einer Fähigkeit, die als natürliche Dimension der Ganzheit des Menschen verstanden werden muss; sie garantiert eine wichtige und lebenswichtige Unterstützung der Resilienz, gibt der Entwicklung der emotionalen, sozialen und moralischen Wahrnehmung eines Menschen Sinn und Zweck; diese angeborene Fähigkeit kann sowohl innerhalb als auch außerhalb der institutionellen Religion reifen“. Auf der Grundlage dieser Studien schlägt Steven Rockefeller, Philosoph und einer der Hauptverfasser der Erd-Charta, eine „spirituelle Demokratie“ vor, also eine ursprüngliche Tatsache, die in der Demokratie von der frühen Kindheit an und im Lehrplan der Schulen präsent sein sollte (Spiritual Democracy, N.Y. 2022).Gemeint mit der natürlichen Spiritualität ist die Festellung, dass sie unserer Natur gehört und zugleich eine innere Verbindung mit der Natur innehat.

Wenn wir unsere natürliche Spiritualität, die Teil unserer menschlichen Natur ist, mit den oben genannten Werten leben, die auch mit denen des historischen Jesus übereinstimmen, können wir die richtige Richtung einschlagen, um die vielen Krisen unserer Zeit erfolgreich zu überwinden: Das Unsichtbare des Geistes ist Teil des Sichtbaren.

Leonardo Boff  schrieb Sehnsucht nach dem Unendlichen:spirituell leben Butzon & Bercker 2011; Nachfolge Jesu auf den Wegen des Lebens, Topos 2018.

Übersezt von Bettina Goldhartnack

Razones para el pesimismo esperanzado

Leonardo Boff*

San Francisco de Asís, “el fraile siempre alegre” como le llamaron sus biógrafos, decía a sus cofrades que no debían tener demasiado en cuenta los males del mundo para no tener razones para quejarse a Dios. Actualmente la acumulación de males que afectan a la naturaleza, tan amada por Francisco de Asís y defendida por Francisco de Roma, y a la humanidad, especialmente a los millones y millones de pobres y  marginados, hace difícil seguir la enseñanza del “Sol de Asís”, como lo llama Dante Alighieri en la Divina Comedia.

Tenemos nuestro momento de Job, el inconformista, y nos situamos ante de Dios con dolorosas preguntas: ¿dónde estaba Dios cuando miles de niños inocentes de la Franja de Gaza fueron asesinados por las bombas de un demente Primer Ministro israelí, un representante del pueblo de la Alianza? ¿Por qué calló en esos momentos tan trágicos? ¿No está lleno de amor y es “el apasionado amante de la vida” como dice el libro de la Sabiduría? Aunque sufrimos con este silencio de Dios, seguimos, como Job, creyendo en él, pues él puede ser aquello que nuestra inteligencia limitada no alcanza.

         Mirando el escenario nacional, especialmente el internacional y la suerte trágica de tantas víctimas, nos vienen a la mente las palabras del salmo 44: “Tú nos enviaste al lugar de los chacales y extendiste sobre nosotros la sombra de la muerte; somos tratados como ganado de matadero; levántate, ¿por qué duermes, Señor? Ven en nuestra ayuda y rescátanos por tu misericordia” (44, 20-27).

         Ante tales tragedias irrumpe en nosotros la iracundia sagrada de los profetas. ¿Por qué los jefes de Estado de países cristianos europeos, por qué un presidente católico como el de Estados Unidos han apoyado y siguen apoyando esta guerra de exterminio que se ha transformado en un genocidio? Nos sentimos impotentes ante esta guerra con relaciones totalmente desproporcionadas, y ante la guerra otros lugares de guerra como en Ucrania y genocidio como en Sudán.

         Si tenemos también en cuenta la alarma ecológica, el creciente calentamiento global, la devastación sin piedad de la naturaleza y la degradación ética y moral de la mayoría de las sociedades mundiales, nos invade el desaliento. Nos volvemos pesimistas, no sin razón, sino porque la realidad es pésima, según la expresión del escritor José Saramago.

         ¿Cómo enfrentar ese pesimismo objetivo? Veo, entre outros, dos caminos estando todavía dentro del sistema imperante: aprovechar todas las legislaciones ambientales conseguidas por las luchas sociales y ecológicas, consignadas en la ley. Exigir al estado y a todas las instituciones que sean observadas. Ellas son siempre referencias oficiales mediante las cuales podemos presionar a aquellos que las violan.

         En segundo lugar, buscar sjempre utopías mínimas y viables, o sea, mejoras dentro del sistema. Ninguno es tan cerrado que no presente brechas por las cuales, como cuñas, podemos presentar mejorías, como el salario por encima de la inflación, destino de los productos de la agricultura familiar y de la agroecológica para la merienda escolar, acceso de estudiantes de bajos ingresos y de afrodescendientes a la enseñanza superior, disponibilidad de los medias virtuales para las escuelas y para los pobres, entre tantas.

         Tales medidas, todavía dentro del sistema inicuo pueden hacer soportar el pesimismo y permitir por lo menos un pequeño resquicio de esperanza.

         Ahora vamos a lo “esperanzado”. Lo que nos da todavía esperanza es el “principio esperanza”, ese impulso interior propio de la naturaleza humana, que nos hace proyectar un paradigma alternativo al sistema actual y creer en las posibilidades presentes en nosotros. Somos un proyecto infinito, un ser de virtualidades sin límites, ni el cielo es límite porque también lo deseamos. Mojar nuestras raíces en esa fuente inagotable nos da esperanza. Por eso rechazamos el mantra del sistema imperante “no hay alternativa” (There is no Alternative: Tina). Respondemos: “hay nuevas alternativas”, hay un paradigma alternativo, capaz de otro mundo.

         La experiencia mundial ha mostrado que trabajando el territorio, el llamado biorregionalismo, pueden crearse sociedades viables y sostenibles. El gran sistema mundializado no posee sostenibilidad, pues siguiendo su lógica de acumulación ilimitada vamos hacia un precipicio colectivo. Se asume la región, no aquella circunscrita artificialmente por los municipios, sino la diseñada por la naturaleza misma. En la región están los ríos, las selvas, las montañas, las tierras agricultivables, la fauna y la flora, las poblaciones que en ella habitan con su historia, su cultura, sus tradiciones, sus figuras notables. En ese espacio pueden crearse sociedades integradas, democracias participativas, un desarrollo regional con pequeñas y medianas empresas que produzcan en conformidad con los ritmos de la naturaleza, primero para la subsistencia y solo después para el mercado, una verdadera justicia social y ecológica. Es posibe imaginar vastas regiones, tal vez al planeta entero como un inmenso tapete de biorregiones autónomas y, al mismo tiempo, relacionadas unas con otras. Esto está dentro de las posibilidades humanas y su efecto es hacer que el “pesimismo” sea “esperanzado”.

         Finalmente, mantener vivo el conocimiento de que el proceso evolutivo de la Tierra y del universo posee una flecha del tiempo que apunta hacia delante, superando crisis sistémicas. No es un proceso lineal. El caos no es solo  destructivo sino también generativo, pues dentro de él está madurando un nuevo orden que forcejea para irrumpir. El es objetivo y se reverbera también en nuestra conciencia, en la medida en que más y más personas se dan cuenta de que tenemos que inaugurar un camino nuevo. Tenemos dos piernas: una dentro del sistema buscando mejorías y la otra en lo nuevo por construir.

         De esta forma podemos ser “pesimistas” frente a la realidad actual que es pésima pero “esperanzados” porque como dijo una vez Keynes: “lo que sucede nunca es lo inevitable; es siempre lo imprevisible”. En ese imprevisible esperamos. Estamos desafiados a abrir valientemente tales caminos y así vivir una esperanza imprevisible y dar buenas razones para el pesimismo esperanzado.

*Leonardo Boff ha escrito El doloroso parto de la Madre Tierra, Vozes 2022; Habitar la Tierra: la fratenidad posible, Vozes 2023.

Traducción de MªJosé Gavito Milano