Foi publicado há dias na Italia e ofereço aos interessados. Sairá no Brasil dentro de dias LBoff

“Abitare la terra”. Quale via per la fraternità universale?

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L’epoca della pandemia seguita a porci sfida ormai esistenziali e un grande teologo, dall’America Latina ci avverte: “Di fronte a questo drammatico scenario in cui è in ballo il destino comune della Terra e dell’umanità sono stati prodotti tre documenti seminali: la Carta della Terra (2003), nata da un’ampia consultazione e approvata dall’UNESCO, e le encicliche di Papa Francesco Laudato si’. Enciclica sulla cura della Casa Comune (2015) e Fratelli tutti (2020). Tutti questi testi, coscienti della grave situazione del pianeta e della vita su di esso, propongono alternative paradigmatiche, capaci di proiettarci verso un percorso diverso e salvifico. Come mai prima d’ora nella storia siamo obbligati a prenderci carico della nostra sopravvivenza e decidere se vogliamo prolungarla o se porvi drammaticamente fine”.

La storia della teologia della liberazione non può prescindere dalla storia dei cristiani marxisti, che Papa Francesco ha ricordato magnificamente dicendo di loro che pensavo di essere gli ultimi cristiani e invece erano gli ultimi marxisti. Ma la storia della teologia della liberazione non prescindere neanche dalla domanda se esista una teologia che non è di liberazione. Purtroppo abbiamo viste molte teologie smarrire questa necessità di liberazione dell’uomo. Per questo uno dei più grandi teologi viventi, Leonardo Boff, padre della teologia della liberazione, si è compromesso per tutta la sua con i poveri: “si è compromesso, secondo il paradigma centrale della teologia della liberazione, con i poveri e gli ultimi”. Eppure i teocon hanno diffuso un cattocapitalismo che legittima non solo il liberismo economico, ma anche il privilegiare i ricchi, perché così si creerebbe una ricaduta di benessere sui poveri. La fermezza della presa di distanza di Papa Francesco da queste visioni è divenuta esplicita con le sue ultime due encicliche, Laudato si’ e Fratelli tutti, citate da Boff come due dei tre documenti che ci indicano la strada della liberazione dalle secche in cui ci troviamo. In particolare a queste due encicliche e soprattutto a Fratelli tutti è dedicato il nuovo volume, pubblicato in Italia da Castelvecchi, di Leonardo Boff, “Abitare la terra”, aperta da una bellissima dedica al collega di Rainews Pierluigi Mele che ne ha scritto la prefazione.

Mele presenta con sintesi e visione il lavoro di Boff, indicandoci da subito il legame tra l’autore e i citati testi di Francesco, in una importante citazione del grande teologo brasiliano: “Ora l’ecologia integrale e la teologia della liberazione hanno qualcosa in comune: entrambe partono da un grido. L’ecologia nasce dal grido degli esseri viventi, delle foreste, delle acque […] specialmente dal grido della Terra. […] E all’interno della categoria dei poveri deve essere incluso il Grande Povero che è la Terra, nostra Madre, la Terra torturata e crocifissa che dobbiamo far scendere dalla croce”. E’ vero, tanto che Mele può concludere così la sua prefazione: “ Per questa loro capacità di ascolto dei poveri e degli ultimi, Papa Francesco e Leonardo Boff sono diventati fratelli di tutti, fratelli universali”. Non è la tesi di un “bergoglista”, tanto è vero che l’umanista planetario Edgar Morin, compiendo un un secolo di vita, ha detto: “Rendo omaggio a Papa Francesco, perché è il solo ad avere la coscienza di tutta l’umanità. Serve un cambio di rotta al mondo”. Che questo cambio di rotta serva lo percepiamo tutti, ma è Francesco che sa esprimerlo con la forza della sua visione radicalmente evangelica e quindi la sua piena accettazione dell’altro. La digressione è fratelli tutti, mentre l’economia attuale o ci rende con il consumismo “clienti tutti” o ci fa con la finanza soci tutti, ma mai ci fa fratelli. Il racconto evangelico del buon samaritano è un po’ la bussola narrativa di questo rieorientamento nell’enciclica di Francesco. Scrive al riguardo Leonardo Boff: “Attraverso i personaggi che popolano la parabola del buon samaritano, Papa Francesco sferza un ulteriore attacco all’economia politica che si traduce in una domanda cruda, diretta e determinante: “Con chi ti identifichi?”. Il racconto è noto. Un viandante viene piccato per strada e lasciato così, sanguinante. Passano degli uomini di Dio, dei sacerdoti, ma non si ferma. Si ferma invece un samaritano, l’eretico del tempo. E soccorre il malcapitato. Il senso è forte, evidente: il buon samaritano diventa così il modello dell’amore sociale e politico e della solidarietà illimitata.

Per questo l’amicizia sociale è al centro del libro e della riflessione cosmica di Boff, che prima di arrivare ai rapporti con il creato setaccia quelli dell’umano, di noi uomini, per poi affermare che il reset che ci occorre è quella di una cosmologia, abbandonando quella del dominio, con gli altri e con la natura. Non può che essere una la cosmologia opposta, quella che ci serve. Ma Mele ci riporta ancora all’economia, alla concretezza del fare, tanto cara a uomo post-ideologico come Francesco. E così riproduce i 12 punti scaturiti dall’incontro mondiale di giovani economisti The Economy of Francis: è una tabella di marcia per il nuovo presente: “1.Le grandi potenze mondiali e le grandi istituzioni economico-finanziarie rallentino la loro corsa per lasciare respirare la Terra. Il Covid ci ha fatto rallentare, senza averlo scelto. Quando il Covid sarà passato, dobbiamo scegliere di rallentare la corsa sfrenata che sta asfissiando la Terra e i più deboli;

2. venga attivata una comunione mondiale delle tecnologie più avanzate perché anche nei Paesi a basso reddito si possano realizzare produzioni sostenibili; si superi la povertà energetica – fonte di disparità economica, sociale e culturale – per realizzare la giustizia climatica;

3. il tema della custodia dei beni comuni (specialmente quelli globali quali l’atmosfera, le foreste, gli oceani, la Terra, le risorse naturali, gli ecosistemi tutti, la biodiversità, le sementi) sia posto al centro delle agende dei governi e degli insegnamenti nelle scuole, università, business school di tutto il mondo;

4. mai più si usino le ideologie economiche per offendere e scartare i poveri, gli ammalati, le minoranze e svantaggiati di ogni tipo, perché il primo aiuto alla loro indigenza è il rispetto e la stima delle loro persone: la povertà non è maledizione, è solo sventura, e responsabilità di chi povero non è;

5. che il diritto al lavoro dignitoso per tutti, i diritti della famiglia e tutti i diritti umani vengano rispettati nella vita di ogni azienda, per ciascuna lavoratrice e ciascun lavoratore, garantiti dalle politiche sociali di ogni Paese e riconosciuti a livello mondiale con una carta condivisa che scoraggi scelte aziendali dovute al solo profitto e basate sullo sfruttamento dei minori e dei più svantaggiati;

6. vengano immediatamente aboliti i paradisi fiscali in tutto il mondo perché il denaro depositato in un paradiso fiscale è denaro sottratto al nostro presente e al nostro futuro e perché un nuovo patto fiscale sarà la prima risposta al mondo post-Covid;

si dia vita a nuove istituzioni finanziarie mondiali e si riformino, in senso democratico e inclusivo, quelle esistenti (Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale) perché aiutino il mondo a risollevarsi dalle povertà, dagli squilibri prodotti dalla pandemia; si premi e si incoraggi la finanza sostenibile ed etica, e si scoraggi con apposita tassazione la finanza altamente speculativa e predatoria; le imprese e le banche, soprattutto le grandi e globalizzate, introducano un comitato etico indipendente nella loro governance con veto in materia di ambiente, giustizia e impatto sui più poveri;

le istituzioni nazionali e internazionali prevedano premi a sostegno degli imprenditori innovatori nell’ambito della sostenibilità ambientale, sociale, spirituale e, non ultima, manageriale, perché solo ripensando la gestione delle persone dentro le imprese, sarà possibile una sostenibilità globale dell’economia;

gli Stati, le grandi imprese e le istituzioni internazionali si prendano cura di una istruzione di qualità per ogni bambina e bambino del mondo, perché il capitale umano è il primo capitale di ogni umanesimo;

le organizzazioni economiche e le istituzioni civili non si diano pace finché le lavoratrici non abbiano le stesse opportunità dei lavoratori, perché imprese e luoghi di lavoro senza una adeguata presenza del talento femminile non sono luoghi pienamente e autenticamente umani e felici;

chiediamo infine l’impegno di tutti perché si avvicini il tempo profetizzato da Isaia: «Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra» (Is 2, 4). Noi giovani non tolleriamo più che si sottraggano risorse alla scuola, alla sanità, al nostro presente e futuro per costruire armi e per alimentare le guerre necessarie a venderle. Vorremmo raccontare ai nostri figli che il mondo in guerra è finito per sempre.” Punti che Leonardo Boff sa ricapitolare culturalmente così: “ Il paradigma del potere e la pretesa dell’essere umano di apparire come un dominus (signore e padrone) su tutto ciò che esiste e vive – piuttosto che essere frater (fratello) di tutti e con tutti – non rispondono ai gravi problemi che l’uomo stesso ha creato. Dobbiamo necessariamente cambiare e cercare un altro cammino, poiché questo ci porta su una strada senza ritorno.

Sia la Carta della Terra che le due encicliche di ecologia integrale di Papa Francesco si sforzano di presentare altri principi e nuovi valori che possono illuminarci a intraprendere un percorso di salvezza. […] L’ultima enciclica sociale Fratelli tutti rappresenta un appello di Papa Francesco angosciato e speranzoso al tempo stesso. Angosciato dalla chiara consapevolezza che siamo tutti «sulla stessa barca e che o ci salviamo tutti insieme o nessuno si salva». Speranzoso nella fiducia verso la creatività umana che può progettare un altro tipo di mondo non ancora conosciuto, basato cioè su quanto di più umano c’è nell’uomo: l’amore, la solidarietà, la cura, il senso di una fratellanza universale non solo tra gli esseri umani, ma anche con tutti gli altri esseri della natura e una totale apertura all’Infinito, al Dio che si è presentato come un appassionato «amante della vita» che abita dentro di noi”.

O pior está ainda por chegar

As grandes enchentes ocorridas na Alemanha e na Bélgica em julho. mês do verão europeu, causando centenas de vítimas, associadas a um aquecimento abrupto que chegou em alguns lugares a mais de 50 graus, nos obriga a pensar e a tomar decisões em vista do equilíbrio da Terra. Alguns analistas chegaram a dizer: a Terra não se aqueceu; ela se tornou, em alguns lugares, uma fornalha.

Isso significa que dezenas de organismos vivos não conseguem se adaptar e acabam morrendo. Atualmente com o atual aquecimento que no último século cresceu em mais de um grau Celsius, e se chegar, como previsto, a dois graus cerca de um milhão de espécies vivas estarão à borda de seu desaparecimento depois de milhões de anos vivendo neste planeta.

Entendemos a resignação e o ceticismo de muitos meteórologos e cosmólogos que afirmam termos chegado tarde demais no combate ao aquecimento global. Não estamos indo ao encontro dele. Estamos gravemente dentro dele. Argumentam, desolados, temos pouco que fazer, pois o dióxido de carbono já está excessivamente acumulado, pois, permanece na atmosfera entre 100 a 120 anos, agravado pelo metano,20 vezes mais tóxico, embora fique por pouco tempo no ar. Por surpresa geral, ele irrompeu, devido  ao degelo das calotas polares e do parmafrost que vai do Canadá e atravessa toda a Sibéria.E fez crescer o aquecimento global.

A intrusão do Covid-19, por ser planetário. nos obriga a pensar e a agir de modo diferente. É notório que a pandemia é consequência do antropoceno, quer dizer, do excessivo avanço agressivo do sistema imperante, baseado no lucro ilimitado. Ele ultrapassou os limites suportáveis pela Terra. Pelo desmatamento à la Ricardo Salles/Bolsonaro, pelo cultivo de monoculturas e pela  geral poluição do meio ambiente, chegou-se a destruir o habitat dos vírus. Sem saber para onde ir, saltaram para outros animais, imunes dos vírus e deles passaram a nós que não possuímos esta imunidade.

Vale pensar o que significa o fato de que o inteiro planeta foi afetado, por um lado igualando a todos, e por outro aumentando as desigualdades porque a grande maioria não consegue viver o isolamento social, evitar as conglomerações, especialmente, no transporte coletivo e nas lojas. Não afetou os demais seres vivos, nossos animais domésticos.

Devemos reconhecer: os visados fomos nós humanos. A Mãe Terra,desde os anos 70 do século passado,. reconhecida como um organismo vivo, Gaia, e pela ONU (no dia 22 de abril de 2009) aprovada verdadeiramente como Mãe-Terra, nos enviou um sinal e uma advertência: “parem de agredir todos os ecossistemas que me compõem; já não me concedem o tempo suficiente para repor o que me tiram durante um ano e de me regenerar”.

Como o paradigma vigente considera a Terra ainda como um mero meio de produção, num sentido utilitarista, não estão prestando atenção a suas advertências. Ela, como super-orgnismo vivo, nos dá sinais inequívocos, como agora,, com as grandes enchentes na Europa, o excessivo frio no hemisfério sul e a gama de vírus já enviados (zica, ebola, chikungunya e outros).

Como somos cabeças duras e vige uma clamorosa ausência de consciência ecológica, podemos ir ao encontro de um caminho sem retorno.

Curiosamente, como já foi comentado por outros, “os profetas do neoliberalismo estão se transformando em promotores da economia social  porque concebem, diante da catástrofe atual, que já não será possível fazer o mesmo que antes e que será necessário voltar aos imperativos sociais”. O pior que nos poderia acontecer é voltar ao antes, cheio de contradições perversas, inimigo da vida da natureza e indiferente ao destino das grandes maioria pobres e se armando até os dentes com armas de destruição em massa, absolutamente inúteis face aos vírus.

Temos que forçosamente mudar, superar os velhos soberanismos que tornava os outros países  até hostis ou submetidos à feroz competição. O vírus mostrou que não contam para nada os limites das nações. O que, realmente, conta é a solidariedade entre todos e o cuidado de uns com os outros e para com a natureza, para que, preservada, não nos envie vírus ainda piores. Agora é da nova era da Casa Comum dentro da qual estão as nações.

David Quamen, o grande especialista em vírus, deixou esta advertência: ou mudamos nossa relação para com a natureza sendo respeitosos, sinergéticos e cuidadosos, caso contrário ela nos enviará outros vírus, quem sabe um tão letal que nossas vacinas não poderão ataca-los e levarão grande parte da humanidade.

Ao não determos o aquecimento global e ao não mudarmos de paradigma para com a natureza, conheceremos dias piores. Se não podemos mais deter o aumento do aquecimento global, com a ciência e a técnica que possuímos, podemos pelo menos mitigar seus efeitos deletérios e salvar o máximo da imensa biodiversidade do planeta.

Como nunca antes na história, o destino comum está em nossas mãos: devemos escolher entre seguir a mesma rota que nos leva a um abismo ou mudar forçosamente e garantir um futuro para todos, mais frugal, mais solidário e mais cuidadoso para com a natureza e a Casa Comum.

Já há 30 anos repito esta lição e sinto-me um profeta no deserto. Mas cumpro o meu dever que é de todos os que despertaram um dia.Devemos  falar e agora já gritar.

Leonardo Boff ecofilósofo e escreveu Habitar a Terra: a via para a fraternidade universal a sair pela Vozes dentro de pouco; Covid-19, a Mãe Terra contra-ataque a Humanidade, Vozes 2020.

Die Unersättlichkeit des Kapitalismus brachte uns Covid-19

Ich habe die These vertreten, dass Covid-19 ein Gegenangriff von Mutter Erde gegen das System des Kapitals und dessen politischen Ausdruck, den Neoliberalismus, ist. Er hat die militaristischen Mächte, die mit ihren Massenvernichtungswaffen das Leben auf dem Planeten vernichten könnten, in die Knie gezwungen, gedemütigt. Wenn der Krieg gegen den Planeten weitergeht, will dieser uns vielleicht nicht mehr. Ein tödlicheres Virus, das gegen jeden Impfstoff immun ist, könnte einen großen Teil der menschlichen Spezies zu seinem Ende führen.

Eine solche Eventualität ist nicht unmöglich, weil dieses für Natur und Menschen Tod bringende System laut den Worten von Papst Franziskus eine selbstmörderische Tendenz hat. Es würde eher den Tod riskieren, als auf seine Gefräßigkeit zu verzichten.

Die folgende Kurzgeschichte von Leo Tolstoi (1828-1910), die er den Bauern seines Hofes Isnaya Poliana unter dem Titel “Wie viel Erde braucht der Mensch” erzählt, mag uns zum Nachdenken anregen.

“Es war einmal ein Bauer, der ein Stück Land bearbeitete, das nicht sehr fruchtbar war. Er arbeitete hart, aber ohne reiche Ernte. Er beneidete seine Nachbarn, die größeres Land und üppigere Ernten hatten. Er ärgerte sich sehr über die hohen Steuern, die er für das kleine Land und den mageren Verdienst noch zu zahlen hatte.

Eines Tages dachte er viel nach und beschloss: “Ich werde mit meiner Gefährtin weit weg von hier gehen, um besseres Land zu suchen.  Er erfuhr, dass es viele Meilen von seinem Zuhause entfernt Zigeuner gab, die Land sehr billig und sogar zu lächerlich niedrigen Preisen verkauften, wenn sie jemanden sahen, der bedürftiger und arbeitswilliger war.

Dieser Bauer, begierig darauf, mehr und mehr Land zu besitzen, um es zu bewirtschaften und reich zu werden, dachte: “Ich werde einen Pakt mit dem Teufel schließen. Dieser wird mir Glück bringen”, sagte er zu seiner Frau, die die Nase rümpfte. Sie warnte ihn:

“Mein Mann, hüte dich vor dem Teufel, es bringt nie etwas Gutes, einen Pakt mit ihm zu schließen.

Doch auf Drängen ihres Mannes beschloss sie, ihn bei der Verwirklichung seines ehrgeizigen Projekts zu begleiten. Damit machten sie sich auf den Weg, wobei sie nur wenige Habseligkeiten mitnahmen.

Als sie bei den Zigeunern ankamen, war der Teufel schon da, schön herausgeputzt und machte den Eindruck eines einflussreichen Landhändlers. Der Bauer und seine Frau begrüßten die Zigeuner höflich. Als sie gerade ihren Wunsch äußern wollten, Land zu erwerben, trat der Teufel kurzerhand vor und sagte:

“Guter Herr, ich sehe, dass Sie einen langen Weg hinter sich haben und von dem großen Wunsch ergriffen sind, gutes Land zu besitzen, um es zu bepflanzen und ein Vermögen zu machen. Ich habe einen ausgezeichneten Vorschlag für Sie. Das Land ist billig und erschwinglich für Sie. Ich mache Ihnen folgenden Vorschlag: Sie lassen einen angemessenen Geldbetrag in einer Tasche hier neben mir liegen. Wenn Sie einen ganzen Tag lang, vom Sonnenaufgang bis zum Sonnenuntergang, durch das Gebiet wandern und zurück sind, bevor die Sonne untergeht, gehört das ganze Land, das Sie durchwandern, Ihnen. Andernfalls verlieren Sie das Geld im Beutel.

Die Augen des Bauern leuchteten vor Rührung und er sagte:

“Ich finde, das ist ein ausgezeichneter Vorschlag. Ich habe starke Beine und nehme den Vorschlag an. Morgen früh, bei Sonnenaufgang, werde ich laufen, und das ganze Gebiet, das meine Beine erreichen können, wird mein sein.

 Der Teufel, bösartig wie immer, lächelte breit.

In der Tat, sehr früh am Morgen, sobald die Sonne über den Horizont schien, begann der Bauer zu laufen. Er sprang über Zäune, überquerte Bäche und hielt, noch nicht zufrieden, nicht einmal an, um sich auszuruhen. Er sah vor sich eine lachende grüne Ebene und dachte sofort: “Hier werde ich Weizen in Hülle und Fülle pflanzen. Als er nach links schaute, tat sich ein sehr flaches Tal auf, und er dachte: “Hier kann ich eine ganze Plantage mit Leinen für feine Kleider anlegen.

 Etwas atemlos stieg er einen kleinen Hügel hinauf, und siehe da, am Fuße erschien ein Feld mit unberührtem Land. Da dachte er: “Dieses Land will ich auch haben. Dort werde ich Rinder und Schafe züchten und meinen Esel mit Geld füllen.

Und so reiste er viele Kilometer, nicht zufrieden mit dem, was er erobert hatte, denn die Orte, die er sah, waren attraktiv und fruchtbar und nährten sein unbändiges Verlangen, sie ebenfalls zu besitzen.

Plötzlich schaute er zum Himmel hinauf und erkannte, dass die Sonne hinter dem Berg unterging. Er sagte zu sich selbst:

“Wir haben keine Zeit zu verlieren. Ich muss schnell zurück, sonst verliere ich das ganze Land, das ich durchquert habe, und das Geld obendrein. Ein Tag des Schmerzes, ein Leben der Liebe”, dachte er, wie sein Großvater zu sagen pflegte.

Er begann mit einer Geschwindigkeit zu rennen, die zu schnell für seine müden Beine war, aber er musste rennen, ohne die Grenzen seiner angespannten Muskeln zu bemerken. Er zog sogar sein Hemd aus und ließ die Tasche mit etwas Essen darin fallen. Er schaute immer wieder auf den Stand der Sonne, die sich bereits dem Horizont näherte, riesig und rot wie Blut. Aber sie war noch nicht ganz untergegangen.  Obwohl er sehr müde war, lief er immer weiter und konnte seine Beine vor lauter Anstrengung nicht mehr spüren. Traurig dachte er: “Vielleicht bin ich zu weit gelaufen und könnte alles verlieren. Aber ich will weitermachen”.

Doch als er den Teufel feierlich in der Ferne stehen sah, mit seinem Geldsack neben sich, fasste er wieder Mut und war sicher, dass er ankommen würde, bevor die Sonne unterging. Er sammelte alle Energie, die er hatte, und unternahm eine letzte Anstrengung. Er rannte, ohne an die Grenzen seiner Beine zu denken, als ob er fliegen würde. Nicht weit von der Ziellinie entfernt, warf er sich nach vorne und verlor dabei fast das Gleichgewicht.

Dann brach er erschöpft und ohne jede Kraft auf dem Boden zusammen. Und er starb. Sein Mund blutete und sein ganzer Körper war mit Kratzern und Schweiß bedeckt.

Bösartig wie er war, lächelte der Teufel nur. Gleichgültig gegenüber dem toten Mann und gierig betrachtete er den Beutel mit Geld. Er machte sich sogar die Mühe, ein Grab von der Größe des Bauern zu machen und vergrub ihn darin. Es waren nur sechs Ellen Erde, der kleinste Teil, der ihm von all dem Land, das er durchwanderte, passte. Er brauchte nicht mehr als das. Die Frau sah dem Ganzen wie versteinert zu und weinte sehr.”

In dieser Erzählung klingen die Worte von João Cabral de Melo Neto (1920-1999) in seinem Werk Morte e Vida Severina (1995) nach. Bei der Beerdigung des Bauern sagt der Dichter: “Dieses Grab, in dem du liegst, gemessen nach Zentimetern, ist der kleinste Schein, den du im Leben genommen hast; es ist dein Anteil an diesem Latifundium”.

Von all den attraktiven Grundstücken, die er sah und besitzen wollte, blieben dem eifrigen Bauern am Ende nur die sechs Ellen für sein Grab.

Ist das nicht das Schicksal des Kapitalismus und des Neoliberalismus?

Leonardo Boff Autor von: Covid-19: Mother Earth Strikes Back at Humanity: Warnings from the Pandemic, Vozes 2020. 

Übersetzt von Bettina Goldharnackt

Water: source of life or source of profit? Against the privatization of water

                                        Leonardo Boff

Today there are two major issues that affect all of humanity: global warming and the growing scarcity of drinking water. Both require profound changes in the way we live, because they can produce a collapse of our civilization and deeply affect the system of life.

Let’s focus on the issue of water, which is coveted by big corporations in order to privatize it and make huge profits. It can be a reason for wars as well as a reason for social solidarity and cooperation among peoples. It has already been said that if the wars of the 20th century were over oil, the wars of the 21st century will be over drinking water. Nevertheless, it can be a central reference for a new world social pact between peoples and governments for the survival of all.

Let us consider the basic facts about water. It is extremely abundant and at the same time scarce.

There are about one billion, 360 million cubic kilometers of water on Earth. If we were to take all this water that is in the oceans, lakes, rivers, aquifers and polar ice caps and distribute it equally over a flat land surface, the whole earth would be submerged in water three kilometers deep. 97% is salt water and 3% is fresh water. But only 0.7% of this is directly accessible for human use. Of this 0.7 percent, 70 percent goes to agriculture, 22 percent to industry, and the rest for human and animal use.

The renewal of water is on the order of 43,000 cubic km per year, while total consumption is estimated at 6,000 cubic km per year. There is, therefore, an overabundance of water, but it is unevenly distributed: 60% is found in only 9 countries, while 80 others face scarcity. Just under a billion people consume 86% of the existing water, while for 1.4 billion it is insufficient (by 2020 it will be 3 billion), and for 2 billion it is untreated, which generates 85% of the observable diseases. It is assumed that by 2032 about 5 billion people will be affected by the water crisis.

The problem is not the scarcity of water, but its poor management and distribution to meet the demands of humans and other living beings.

Brazil is the natural water power, with 13% of all fresh water on the planet, amounting to 5.4 trillion cubic meters. Despite the abundance, 46% of it is wasted, which would be enough to supply the whole of France, Belgium, Switzerland, and Northern Italy.

Because it is scarce, fresh water has become an asset of high economic value. As we have moved from a market economy to a market society, everything becomes a commodity. Because of this “great transformation” (Karl Polaniy) there is now an unrestrained global race to privatize water and make big profits. This is how multinational companies such as the French Vivendi and Suez-Lyonnaise, the German RWE, the English Thames Water, and the American Bechtel, among others, have emerged. A water market involving more than 100 billion dollars was created. Nestlé and Coca-Cola have a strong presence here, seeking to buy sources everywhere in the world.

The great debate today is in these terms: Is water a source of life or a source of profit? Is water a natural, vital, common, and irreplaceable good or an economic good to be treated as a water resource and a commodity?

It is important to recognize that water is not an economic good like any other. It is so closely linked to life that it must be understood as something vital and sacred. Life cannot be turned into a commodity. It is one of the most excellent goods in the process of evolution and one of the greatest divine gifts. Moreover, water is linked to other cultural, symbolic, and spiritual dimensions that make it precious and charged with values that are priceless in themselves.

To understand the richness of water that transcends its economic dimension, we need to break with the dictatorship of the instrumental-analytical and utilitarian reason imposed on society as a whole. The latter sees water as a mere water resource with which one can do business. It only serves purposes and utilities. But the human being has other exercises of his reason. There is a more ancestral, sensitive, emotional, cordial, and spiritual reason, which goes beyond purposes and utilities, and is linked to the meaning of life, to values, to the symbolic, ethical, and spiritual character of water.

From this perspective, water appears as a natural common good, as the source and niche from which life on Earth emerged 3.8 billion years ago. Water is a global public common good.  It is the heritage of the biosphere and vital to all life forms. Life cannot exist without water.

Obviously, the dimensions of water as a source of life and as a water resource need not be mutually exclusive, but must be correctly related. Fundamentally, water belongs to the right to life. The UN declared on July 28, 2010 that clean and safe water and sanitation is a fundamental human right.

But it does demand a complex structure of collection, conservation, treatment, and distribution, which implies an undeniable economic dimension. This, however, should not prevail over the other, the right, but should make water accessible to all.

Everyone should be guaranteed at least 50 liters of safe drinking water free of charge. It is up to the public authorities, together with organized society, to create public funding to cover the costs necessary to guarantee this right for everyone. The tariffs for the services must contemplate the various uses of water, whether domestic, industrial, agricultural or recreational. For industrial and agricultural uses, of course, water is subject to price.

The predominant market vision distorts the straight relationship between water as a source of life and water as a water resource. This is fundamentally due to the exacerbation of private property that causes water to be treated without a sense of sharing and consideration of the demands of others and of the whole community of life. The principle of social solidarity and community of interest and respect for watersheds that transcend the limits of nations is still very weak, as it occurs, for example, between Turkey on one side and Syria and Iraq on the other, or between Israel on one side and Jordan and Palestine on the other, or even between the US and Mexico around the Rio Grande and Colorado rivers.

To discuss all these vital issues, the World Alternative Water Forum was created in 2003 in Florence, Italy. There, the creation of a World Water Authority was proposed.  It would be a public, cooperative and plural government body to deal with water at the level of large international water basins and its more equitable distribution according to regional demands.

At the same time, an international articulation was formed in view of a World Water Contract, which, since a world social contract does not exist, could be built around what effectively unites us all, which is water, on which the lives of people and other living beings depend. Similarly, now with the intrusion of Covid-19, a world contract to safeguard human life beyond any sovereignty, seen as something outdated, from another historical time, is urgently needed.

An important role is to put pressure on governments and companies so that water is not taken to the markets or considered a commodity. It is important to encourage public-private cooperation in order to prevent so many people from dying as a result of a lack of water or as a result of mistreated water.

Every day 6,000 children die of thirst and about 18 million boys/girls miss school because they are forced to fetch water 5-10 km away

It is very important to preserve standing forests and reforest as much as possible, as they guarantee the permanence of water, feed the aquifers, and mitigate global warming by sequestering carbon dioxide and producing vital oxygen.

Zero world hunger, as advocated for years by the UN Millennium Goals, must include zero thirst, because water is food and nothing can live and be consumed without water.

Finally, water is life, the generator of life, and one of the most powerful symbols of eternal life, since God appears as alive, the generator of all life, and the infinite source of life.

Leonardo Boff, ecotheologist and wrote The painful birth of mother Earth: a society of fraternity without borders and social friendship, Vozes , 2021.