APPEAPPRTLLO AL PRESIDENTE LULA, PERCHE’ ASSUMA UNA CARICA DI MINISTRO NEL GOVERNO DILMA

Caro amico-fratello Lula,

ti scrivo sotto la pressione della situazione politica attuale e a richiesta di molti amici comuni. Dirò poche parole.

C’è il rischio che le conquiste sociali ottenute per i più vulnerabili del nostro paese, grazie alle tue politiche di inclusione sociale produttiva, siano annullate e si perdano. Il progetto di macroeconomia sociale sotto la pressione dei gruppi neo-liberali nazionali e internazionali, può portare al potere quelli per i quali le grandi masse sono un peso morto della storia e per le quali esistono soltanto politiche povere per poveri. Questo progetto sociale del PT, dei suoi alleati e anche della Chiesa della liberazione, appoggiata all’amore per i poveri di Papa Francesco, deve essere salvato come punto di onore, come imperativo etico come un sentire della più alta umanità.

Per questo, sono del parere che tu, caro amico-fratelllo Lula devi assumere la carica di Ministro della Repubblica. L’interesse della nazione sta sopra alla tua traiettoria politica personale. Con te alla guida dei negoziati politici, avremo certezza che lì c’è qualcuno che, con autorità e forza di persuasione aiuterà a governare verso una soluzione politica e sociale che salvi la nostra fragile democrazia e garantisca la continuità delle misure sociali umanizzatrici.

Inoltre, eviterà quello che io temo realmente, spargimento di sangue nelle strade in una guerra sociale per bande. Questo sarebbe un argomento in più per gli oppositori per avanzare richiesta di misure drastiche che richiederebbero l’allontanamento della presidentessa Dilma. E quel che è peggio potremmo vedere minacciata la pace sociale che tanto desideriamo.

Se per disgrazia niente andasse a segno, tu cadresti come un albero immenso con dignità e nobiltà.

Con una supplica a Colui che conosce tutti i destini dei popoli e del nostro popolo, rinnovo la mia richiesta mentre invio i miei voti a te, a Marisa e a tutta la tua famiglia da parte mia e di Marcia che molto ti amiamo e ti ammiriamo.

Leonardo Boff e Marcia Miranda.

Traduzione di Romano Baraglia e Arato Lidia

Pedido al ex presidente Lula para que asuma un ministerio en el gobierno Dilma

Estimado amigo-hermano Lula:

Te escribo bajo la presión de la situación política actual y a petición de muchos amigos comunes. Seré breve.

Existe el riesgo de que las conquistas sociales conseguidas para los más vulnerables de nuestro país, gracias a tus políticas de inclusión social productiva, se anulen y se pierdan. El proyecto de la macroeconomía mundial bajo la presión de los grupos neoliberales nacionales e internacionales puede llevar al poder a aquellos para los cuales las grandes mayorías son peso muerto de la historia, y para la cuales sólo hay políticas pobres para los pobres. Este proyecto social del PT, de sus aliados y también de la Iglesia de la liberación, que se apoya en el amor a los pobres del Papa Francisco, tiene que ser salvado como punto de honor, como imperativo ético y como sentido de la más alta humanidad.

Por tanto, soy de la opinión de que tú, mi querido amigo-hermano Lula, debes asumir un cargo de Ministro de la República. El interés de la nación está por encima de la carrera política personal. Contigo en la conducción de las negociaciones políticas estaremos seguros de que allí habrá alguien que, con autoridad y fuerza de convicción, ayudará a conseguir una solución política y social que salve nuestra frágil democracia y garantice la continuidad de las medidas sociales humanizadoras.

Y evitará además, lo que realmente temo, un derramamiento de sangre en las calles entre grupos enfrentados. Esto sería un argumento de tus oponentes para tomar medidas drásticas que implicarían la destitución de la presidenta Dilma. Y lo que es peor, veríamos amenazada la paz social que tanto anhelamos.

Si por desgracia esto no diera resultado, tú caerías como un árbol inmenso, con dignidad y nobleza.

Con una súplica a Aquel que conoce todos los destinos de los pueblos y del nuestro, te renuevo mi pedido con mis mejores deseos para ti, para Marisa y para toda tu familia de parte mía y de Marcia, que mucho te amamos y admiramos

Leonardo Boff y Marcia Miranda

QUATTRO MINACCE ALLA MADRE TERRA COME AFFRONTARLE

Quattro sono le minacce che pesano sulla nostra Casa Comune e che esigono da noi un’attenzione speciale.

La prima è la vista della Terra impoverita e senza certezze dei tempi moderni. Lei è stata condannata a impietoso sfruttamento per aumentare la ricchezza. Sotto questo aspetto ci ha procurato benefici innegabili, ma ha portato con sé anche uno squilibrio in tutti gli ecosistemi, che hanno scatenato l’attuale crisi ecologica generalizzata. In questa ricerca forsennata, intere popolazioni come in America Latina sono state eliminate, devastata la foresta atlantica e, in parte, la savana.

Nel gennaio del 2015, 18 scienziati hanno pubblicato sulla famosa rivista “Science”,, uno studio sopra “I limiti planetari: una guida per lo sviluppo umano in un mondo in cambiamento”. Hanno elencato 9 dati fondamentali per la continuità della vita. Tra questi stava l’equilibrio dei climi il mantenimento della biodiversità, difesa dello strato di ozono, controllo dell’acidificazione degli oceani, e altri ancora. Tutti gli item sono in stato di erosione. Ma i due più degradati, sono classificati come “limiti fondamentali”: cambiamento climatico e estinzione delle specie. La rottura di queste due frontiere basilari può condurre la civiltà al collasso.

Aver cura della Terra in questo contesto vuol dire che al paradigma della conquista che devasta la natura dobbiamo opporre il paradigma della cura che difende la natura. Dobbiamo certo produrre quello che ci occorre per vivere, ma con attenzione ed entro limiti sopportabili di ogni regione e con la ricchezza di ciascun ecosistema.

La seconda minaccia è la macchina di morte, le armi di distruzione di massa: armi chimiche, biologiche e nucleari. Esse sono già pronte sulle rampe di lancio e possono distruggere tutta la vita del pianeta in 25 forme differenti. Siccome la sicurezza non è mai totale, dobbiamo fare attenzione che non siano usate in guerra e che i meccanismi di sicurezza siano sempre più efficaci.

A questa minaccia dobbiamo opporre una cultura di pace, di rispetto dei diritti della vita, della Natura e della Madre Terra, di distensione e dialogo tra i popoli. Invece di vinci-perdi, vivere il vinci-vinci, cercando convergenze nelle diversità. Questo significa creare equilibrio e generare cura.

La terza minaccia è la scarsità di acqua potabile. Di tutta l’acqua che esiste sulla Terra solo il 3% è dolce, Il resto, salata. Di questi 3%, il 70% viene impiegato in agricoltura, il 20% all’industria e solo il 10% di questo 3% è destinato agli usi domestici. Volume irrisorio che significa che più di un miliardo di persone vivono con quantità insufficienti di acqua potabile.

Aver cura della Terra vuol dire aver cura delle foreste, perché sono la protezione naturale di tutte le acque. Aver cura dell’acqua significa darsi da fare perché le sorgenti siano circondate da alberi, che i fiumi abbiano la loro vegetazione cigliare, perché sono loro che alimentano le sorgenti. Purtroppo più di metà delle foreste umide è stata distrutta, alterando i climi, lasciando i fiumi a secco, o diminuendo l’acqua delle falde acquifere. La cosa migliore che possiamo fare è sempre riforestare.

La quarta grande minaccia è rappresentata dal progressivo riscaldamento della Terra. Fa parte della geofisica del pianeta che conosca fasi alterne di freddo e caldo. La realtà è che questo rito naturale è stato alterato per l’eccesso di intervento umano su tutti i fronti della natura e della Terra. L’anidride carbonica, il metano e altri gas del processo industriale hanno creato una nube che circonda tutta la Terra e mantiene il calore qui in basso. Siamo vicini ai 2 gradi Celsius. Con questa temperatura, si può ancora amministrare i cicli della vita.

La COP 21 di Parigi, sul finire del 2015 ha creato un consenso tra 192 nazioni che si sono impegnate a fare di tutto per non arrivare a 2C, anzi con la tendenza all’1,5, il livello della società preindustriale. Superato tale livello, la specie umana sarà pericolosamente minacciata.

Non senza ragione gli scienziati hanno creato una parola nuova per qualificare il nostro tempo: l’antropocene. Questo configurerebbe una nuova era geologica, nella quale la grande minaccia per la vita, il vero Satana della Terra, è proprio l’essere umano con la sua irresponsabilità, mancanza di attenzione e cura.

C’è chi azzarda l’ipotesi secondo cui la Madre Terra non ci vorrebbe più in casa sua. Troverebbe un modo per eliminarci, o con un disastro ecologico di proporzioni apocalittiche, oppure un super-batterio potentissimo e inattaccabile, che permetterebbe alle altre specie di prosperare, assente la minaccia umana, e il processo di evoluzione.

Contro il riscaldamento globale dobbiamo cercare fonti alternative di energia, quella solare e quella eolica, visto che quella fossile, il petrolio, motore della nostra civiltà industriale, produce la gran parte dell’anidride carbonica. Dobbiamo vivere i vari ‘r’ della Carta della Terra:

Ridurre, Riusare, Riciclare, Riforestare, Rispettare, Rifiutare ogni appello al consumo. Tutto quello che possa inquinare l’aria deve essere evitato per impedire il riscaldamento globale.

*Leonardo Boff, columnist del JB on line e ecoteologo, autore con Mark Hathaway de Il Tao della liberazione, Campo dei Fiori 2014.

Traduzione di Romano Baraglia e Lidia Arato

Los derrotados en las urnas quieren ganar por el poder y no por las vías legales

En la maraña de las discusiones actuales relativas a la corrupción hay que desvelar lo que está oculto y pasa desapercibido a los ojos poco críticos. ¿Qué es lo que está oculto? La voluntad persistente de los grupos dominantes que no aceptan la ascensión de las masas populares a los bienes mínimos de la ciudadanía y quieren mantenerlas donde siempre fueron mantenidas: al margen, como ejército de reserva barato para su servicio.

La investigación jurídico-policial de los delitos de Petrobras implica a grandes empresas, al PT y también a muchos otros partidos, el PPS, el PMDB y el PSDB, beneficiados con subsidios y propinas para sus campañas. ¿Por qué está siendo llevada de manera que se centra únicamente en los miembros del PT? El objetivo principal parece no ser la condena de los delitos, que obviamente deben ser investigados, juzgados y castigados. Pero el PT no está solo en este embrollo, la mayoría de los grandes partidos están metidos en él. ¿Cuál de ellos no recibió millones de Petrobras y de las empresas para sus campañas? ¿Por qué el Ministerio Público, la Policía Federal y el juez Sergio Moro no los investiga, ya que pretende limpiar el país? ¿Alguno de esos candidatos vendió su casa de campo, su sitio o alguno de sus bienes para financiar su campaña millonaria? Se financiaron por la caja B, ilegal, considerada práctica corriente en nuestra democracia de bajísima intensidad.

Es ingenuo y engañoso pensar que estos cuerpos, incluyendo los diversos niveles de la justicia hasta los más altos, no están imbuidos de intenciones y de ideología. Que nos lo digan los clásicos de la ideología como Jürgen Habermas y Michel Foucault que demostraron que no hay ningún espacio social inmune a intereses, y por eso al discurso de la ideología, y que no se mueva por algún propósito. Es propio del discurso ocultador de los golpistas enfatizar la completa independencia de estas instancias y su carácter de imparcialidad. La realidad del pasado y del presente revela otra cosa muy distinta.

Un determinado propósito ideológico de los órganos de poder vinculados al poder policial, jurídico y de las supremas cortes articulados con medios de comunicación privados de ámbito nacional, de reconocido carácter conservador cuando no reaccionario y antipopular, serviría de nexo de unión entre todos ellos con la intención de garantizar cierto tipo de orden que siempre los benefició y que ahora con el PT y aliados ha sido puesto en jaque.

¿Por qué el intento sistemático de desmontar la figura de Lula, llevado bajo coerción a declarar en la Policía Federal, después de haberlo hecho tres veces antes? Es el deseo perverso de destruirlo como referencia para todos aquellos que ven en él el político venido de lo más profundo de nuestro país, sobreviviente del hambre, que finalmente, con su carisma, llegó al centro del poder. El consiguió la cosa más importante para una persona: su dignidad. El pueblo siempre había sido considerado por los dueños del poder como un bueno para nada, plebe ignorante y sobrante. Sufrido, se cansó de ver frustrada su esperanza de mejorías mínimas. La conciliación entre las clases, tónica de nuestra sociedad política, siempre se hizo para allanar el camino de los grupos poderosos y negar beneficios al pueblo. Con el PT hubo una inflexión en esta lógica excluyente.

Ahora se hace visible el propósito de las clases que no aceptan haber sido un día apeadas del poder. Quieren volver a cualquier coste. Se dan cuenta de que por la vía electoral no lo van a conseguir debido a la mediocridad de sus líderes y a la falta de un proyecto que devuelva esperanza al pueblo, lacayos que son del poder imperial globalizado. Quieren conseguirlo manipulando las leyes, suscitando odio e intolerancia como nunca antes ha habido en esta proporción en nuestra historia. Es la lucha de clases, sí. Este tema no es pasado. No es invención. Es un dato de la realidad. Basta ver lo que se dice en los medios sociales. Parece que se abrió la boca del infierno para las palabrotas, la falta de respeto, la voluntad de demonizar al otro.

La política no está hecha de confrontación de ideas, de proyectos políticos y de lecturas diferentes de nuestra situación de crisis, que no es solo nuestra sino del mundo. Es algo más perverso: es la voluntad de destruir a Lula, de liquidar al PT y ponerlo contra el pueblo. Temen que Lula vuelva para completar las políticas que fueron buenas para las grandes mayorías y que les dieron conciencia y dignidad. Lo que los dueños del poder temen más es un pueblo que piensa. Lo quieren ignorante para poder dominarlo ideológica y políticamente y asegurar así sus privilegios.

Pero no lo conseguirán. Son tan obtusos y carentes de creatividad en su hambre de poder que utilizan las mismas tácticas de 1954 contra Vargas o de 1964 contra Jango (João Goulart). Se trataba siempre de detener las demandas del pueblo por más derechos, lo que suponía reducción de los privilegios y una mejora de la democracia. Pero los tiempos han cambiado. No van a prosperar porque ya hay una acumulación de conciencia y de presión popular que los llevará al ridículo, a pesar de sus portavoces mediáticos, verdaderos “escarabajos peloteros” que recogen lo peor que encuentran para seguir mintiendo, distorsionando, inventando escenarios dramáticos para desfigurar la esperanza popular y así lograr su retorno por la fuerza y no por los derechos democráticos.

Pero, “No, no pasarán…”

Leonardo Boff no está afiliado al PT, pero se interesa por el destino de los más sufridos de nuestra patria que el PT ayudó a sacar de la miseria.

Traducción de MJ Gavito Milano