La politica dell’odio e l’omicidio dell’indigenista Bruno e del giornalista Dom

Leonardo Boff

L’omicidio del noto indigenista Bruno Pereira e del giornalista inglese Dom Phillips ha commosso il Paese e il mondo. Questo crimine è comprensibile solo nel quadro di una politica di odio e persecuzione che l’attuale governo ha stabilito come una politica normale, che colpisce principalmente i popoli autoctoni, i neri, quelli di altre opzioni sessuali e i poveri in generale. Solo al tempo del nazi-fascismo si è imposta tale pratica politica. È un’espressione di barbarie, quando si ignora il contratto sociale che inaugura relazioni civili tra i cittadini.

Questo omicidio deve essere indagato fino in fondo e tenere conto dell’atmosfera di odio, di violenza stimolata dall’alto che si è impadronita del Paese. Chi ha affermato che la rivoluzione del ’64 (ndr il colpo di Stato militare contro il presidente democraticamente eletto João Goulart) ha sbagliato a torturare in quanto avrebbe dovuto ammazzare, che dichiara esplicitamente che dovrebbero fucilare 30.000 persone di sinistra e fa apertamente apologia di un noto torturatore, non è esente dall’atmosfera che ha propiziato il barbaro crimine commesso nella valle amazzonica di Javari. Perché la Polizia Federale ha sospeso le indagini? Per volere di chi? Le istituzioni giuridiche brasiliane sono sottoposte alla prova. Devono agire.

Nonostante questa vera disgrazia nazionale, non vogliamo perdere la speranza che tutto venga alla luce e che i colpevoli diretti e indiretti vengano puniti. Il Paese troverà il suo vero destino. Ci ispiriamo all’eredità di uno dei più grandi pensatori dell’Occidente, il sant’Agostino africano (354-430). Ha detto: non dobbiamo mai perdere la speranza perché l’alternativa è il suicidio. Ma fidati di lei perché ha due bellissime sorelle: la sorella Indignazione e la sorella Coraggio. L’indignazione per rifiutare tutto ciò che è malvagio e perverso. Il coraggio di trasformare questa situazione in benefica. In questo momento buio della nostra storia, dobbiamo innamorarci della sorella Indignazione e della sorella Coraggio.

La sorella indignazione

Siamo indignati contro un governo che si è posto il compito di distruggere tutto il nostro passato culturale e di imporre un altro modello che intende condurci nei tempi bui di un tempo. Sottomesso agli interessi nordamericani, si è alleato con i più arretrati e reazionari presenti in quel paese.

Siamo indignati per un capo di Stato, che, per la sua alta funzione, dovrebbe vivere valori e virtù che dovrebbe volere che anche il popolo vivesse. Al contrario, eccede nei cattivi esempi. Si è diffusa dall’alto un’ondata di odio, di bugie, di violenza e fai ake news come politica dello Stato. Un tale atteggiamento ha instillato nella società e negli organismi di polizia situazioni di barbarie con l’uso indiscriminato della violenza diretta contro i più svantaggiati. Si è dimostrato assolutamente irresponsabile sulle questioni ambientali, in particolare rispetto all’Amazzonia e al Pantanal.

Siamo indignati per essersi alleati con il Covid-19, negandone l’importanza, cercando di imporre l’immunizzazione di gregge, sacrificando così centinaia di persone e prescrivendo farmaci senza alcun effetto immunizzante. Negò l’efficacia dei vaccini al punto che, col tempo, si rifiutò di acquistarli. È responsabile di gran parte delle oltre 660.000 vittime di Covid-19 quando avrebbe potuto evitarlo. Raramente, in modo rituale, ha mostrato empatia e solidarietà con le famiglie in lutto.

Siamo indignati per il disprezzo delle leggi e della Costituzione, per gli attacchi al’STF e al TSE, per minacciare un colpo di stato e affermare chiaramente che riconosce alle elezioni un solo risultato, la sua rielezione. Altrimenti ci saranno sconvolgimenti sociali, manipolando la sua base fanatica e armata.

Siamo indignati per aver tradito se stesso e il popolo brasiliano, riprendendo senza scrupoli la vecchia politica che voleva superare, alleandosi con gruppi politici opportunisti e conservatori con i quali coordinava spudoratamente un bilancio segreto, fonte di alta corruzione.

Infine, siamo indignati per aver corrotto nel senso originario di artisti e attrici, l’uso della parola: avere un cuore (cor) corrotto (corruptus). Peggio della corruzione monetaria che esiste nell’attuale governo, ma che non può essere indagata o tenuta nascosta, è la corruzione della sua mente e del suo cuore. È visibilmente preso dalla pulsione di morte, dalla noncuranza che mostra nei confronti della vita delle persone e della natura. È da questa corruzione fondamentale che nascono il suo odio, la sua stupidità, le sue parolacce, le sue menzogne e la distorsione della realtà. Come può ancora dire di avere Dio nel cuore?

La sorella coraggio

Siamo incoraggiati dall’opposizione e dalla resistenza di politici legati agli interessi generali della nazione, in particolare dei movimenti sociali popolari delle campagne e della città e di vari strati maltrattati dal loro governo come artisti e attrici, i coltivatori della cultura, i neri , i quilombolas, gli indigeni e i poveri.

Siamo incoraggiati da mezzi alternativi di informazione e opinione, stampati o virtuali, che mantengono viva la coscienza critica e denunciano gli eccessi del governo e del parlamento.

Ci incoraggiano i vari manifesti di professori, intellettuali, artisti, persone dei movimenti sociali e del popolo organizzato contro le riforme che hanno smantellato le conquiste storiche dei diritti dei lavoratori e dei pensionati, tra gli altri.

Siamo incoraggiati dalla coscienza nazionale e collettiva a difesa della nostra democrazia rappresentativa che, seppur di intensità non elevata, appare come il grande strumento politico per il mantenimento di uno stato di diritto, della validità e rispetto della costituzione e delle leggi, essendo lo spazio libertà di opinione e costruzione del consenso.

Ci incoraggiano le iniziative popolari e dei movimenti sociali, nonostante la mancanza di sostegno degli organismi ufficiali, nel vivere concretamente l’etica della solidarietà in tempo di pandemia, offrendo tonnellate di alimenti biologici e milioni di cibi caldi a migliaia e migliaia di disoccupati e persone colpite dal Covid-19.

Ci incoraggiano le centinaia di incontri virtuali, tramite LIVE, promossi da gruppi o organizzazioni su temi di attualità, rafforzando l’impegno e la speranza. Vale la pena sottolineare l’alto valore civilizzante dell’Instituto Conhecimento Liberta (ICL) fondato dall’ex banchiere Eduardo Moreira e dal suo gruppo, che offre virtualmente 145 corsi, tenuti dai migliori esperti nazionali e internazionali, raggiungendo oltre 60mila studenti al prezzo di un panino (42-49 reais), potendo per quel prezzo seguire tutti i corsi.

Ci incoraggia la possibilità di eleggere rappresentanti politici nelle assemblee statali e nel parlamento, che potranno sostenere un eventuale governo di riscatto della democrazia, dei diritti perduti e di una sovranità attiva e orgogliosa con ripercussioni internazionali.

Siamo incoraggiati dal sostegno internazionale alle nostre forze democratiche contro l’autoritarismo, la barbarie sociale e riscattando la nostra importanza conquistata nelle relazioni internazionali, in particolare per le politiche per combattere la fame e per altre politiche di inclusione sociale, tecnica e universitaria.

Infine, siamo incoraggiati dall’importanza che riveste il nostro Paese, per la sua situazione ecologica privilegiata, negli equilibri climatici, nel mantenimento del sistema-vita e del sistema-Terra a beneficio nostro e dell’intera umanità.

Siamo convinti che nessuna società si costruisce sull’odio o sulla pulsione di morte, ma sulla pacifica convivenza tra tutti, nel prendersi cura gli uni degli altri e della grande Casa Comune, compresa la natura, in particolare l’Amazzonia, bene comune dell’umanità.

(Traduzione dal Portoghese di Gianni Alioti)

A política de ódio e o assassinato do indigenista Bruno e do jornalista Dom

                                           Leonardo Boff

O assassinato do conhecido indigenista Bruno Pereira e do jornalista inglês Dom Phillips comoveram o país e o mundo. Esse crime  só é compreensível no quadro de uma política de ódio e perseguição que o atual governo estabeleceu como política normal, atingindo principalmente os povos originários, os negros, os de outra opção sexual e os pobres em geral.Só no tempo no nazifascismo se instalou tal prática política. Ela é expressão de barbárie, quando se passa por cima do contrato social que inaugura relações civilizadas entre os cidadãos.

Esse assassinato precisa ser investigado até o fundo e ter em conta a atmosfera de ódio e de violência estimulada de cima que tomou conta do país.Quem tem afirmado que a revolução de 64 errou em torturar pois deveria ter matado, quem explicitamente declara que se precisaria fuzilar 30 mil esquerdistas e faz aberta apologia de um notório torturador, não está isento da atmosfera que propiciou o bárbaro crime cometido no Vale do Javari amazônico. Por que a PF suspendeu as investigações? A mando de quem? As instituições jurídicas estão submetidas à prova.Devem atuar.

Apesar desta verdadeira desgraça nacional não queremos perder a esperança de que tudo virá à luz e os culpados diretos e indiretos sejam punidos. O país irá encontrar o seu verdadeiro destino. Inspira-nos o legado de um dos maiores pensadores do Ocidente,o africano Santo Agostinho (354-430). Dizia: jamais percam a esperança porque sua alternativa é o suicídio. Mas confiem nela pois ela possui duas formosas irmãs: a irmã Indignação e a irmã Coragem. A indignação para rejeitar tudo que é mau e perverso. A coragem para mudar  esta situação em benéfica. Nesse momento sombrio de nossa história temos que enamorarmo-nos da irmã indignação e da irmã coragem.

              A irmã indignação

Indignam-nos contra um governo que se propôs como tarefa destruir todo nosso passado cultural e impor outro modelo que  pretende nos conduzir a tempos obscuros de outrora. Subserviente  aos interesses norte-americanos, aliou-se ao  mais atrasado e reacionário existente naquele país.

Indignamo-nos por um chefe de estado, que por sua alta função, deveria  viver valores e virtudes que gostaria que o povo também vivesse. Ao contrário, se excede nos maus exemplos. Tem difundido a partir de cima uma onda de ódio, de mentiras, de violências e de fake news como política de estado. Tal atitude insuflou na sociedade e nos órgãos policiais  situações de barbárie com uso indiscriminado da violência dirigida contra os mais desvalidos. Mostrou-se absolutamente irresponsável em questões ambientais,de modo particular quanto à Amazônia e ao Pantanal.

Indignamo-nos por ter-se aliado ao Covid-19,negando sua importância, tentando impor a imunização de rebanho,sacrificando com isso centenas de pessoas, e prescrever medicinas sem qualquer efeito imunizador. Negou a eficácia das vacinas a ponto de, a seu tempo, recusar  a sua aquisição. Ele é responsável de parte dos mais de  660 mil vitimados pelo Covid-19 quando poderia tê-lo evitado. Nunca mostrou empatia e solidariedade com as famílias enlutadas.

Indignamo-nos por desprezar as leis e a Constituição, atacar o STF e o TSE, ameaçar com um golpe de estado e claramente afirmar que reconhece nas eleições apenas um único resultado, a sua reeleição. Caso contrário haverá convulsão social, manipulando sua base fanatizada e armada.

Indignamo-nos por ter traído a si mesmo e ao povo brasileiro, retomando inescrupulosamente a velha política que queria superar, aliando-se a grupos políticos oportunistas e conservadores com os quais articulou vergonhosamente um orçamento secreto,fonte de alta corrupção.

Indignamo-nos, por fim, por ser corrupto no sentido originário da palavra: ter um coração (cor) corrupto (corruptus). Pior que a corrupção monetária existente no atual governo mas impedida de ser investigada ou colocada sob sigilo, é a corrupção de sua mente e de seu coração. Ele é visivelmente tomado pela pulsão de morte, pelo descuido que mostra da vida das pessoas e da natureza. É desta corrupção fundamental que nasce seu ódio, sua boçalidade, as palavras de baixo calão, as mentiras  e a distorção da realidade. Como pode dizer que tem Deus no coração?

              A irmã coragem

Encorajam-nos a oposição e a resistência de políticos ligados aos interesses gerais da nação, especialmente dos movimentos sociais populares do campo e da cidade e de vários estratos maltratados por seu governo como os artistas e atrizes, cultores da cultura,  os negros,os quilombolas,os indígenas e os pobres.

Encorajam-nos os meios de informação e de opinião alternativos seja impressos, seja pelas mídias virtuais que mantém viva a consciência crítica e denunciam os desmandos governamentais e parlamentares.

Encorajam-nos os vários manifestos de professores e professoras, de intelectuais, artistas, gente dos movimentos sociais e do povo organizado contra as reformas que desmontaram conquistas históricas de direitos dos trabalhadores e de aposentados, entre outros.

Encoraja-nos a consciência nacional e coletiva em defesa de  nossa democracia representativa que embora não seja de alta intensidade, comparece com o grande instrumento político para a manutenção de um estado de direito, da vigência e respeito à constituição e às leis, sendo o  espaço das liberdades de opinião e da elaboração dos consensos.

Encorajam-nos  as iniciativas populares e dos movimentos sociais, a despeito da falta de apoio dos órgãos oficiais, de viverem concretamente a ética da solidariedade em tempos de pandemia, ofecendo toneladas de alimentos orgânicos e milhões de quentinhas aos milhares e milhares de desempregados e afetados pelo Covid-19.

Encorajam-nos os centenas de encontros virtuais, via LIVES, promovidos por grupos ou organizações sobre temas atuais, reforçando o engajamento e a esperança. Cabe enfatizar o alto valor civilizatório do Instituto Conhecimento Liberta (ICL) fundado pelo ex-banqueiro Eduardo Moreira e seu grupo,oferecendo, virtualmente, 145 cursos, ministrados pelas melhoras cabeças nacionais e internacionais, atingindo mais de 60 mil alunos a preço se um sanduíche (42-49 reais) podendo  por esse preço seguir todos os cursos. Centenas recebem bolsas gratuitas de estudo.

Encoraja-nos a possibilidade de elegermos representantes políticos desde as assembleias estaduais e do parlamento que poderão dar sustentação a um eventual governo de resgate da democracia, dos direitos perdidos e de uma soberania ativa e altiva com repercussão internacional.

Encoraja-nos  o apoio internacional às nossas forças democráticas, contra o autoritarismo, a barbárie social e resgatando nossa importância conquistada nas relações internacionais, especialmente pelas políticas de combate à fome e pelas demais políticas de inclusão social, técnica e universitária.

Encoraja-nos, por fim, a relevância que nosso país possuí, devido à sua privilegiada situação ecológica, no equilíbrio dos climas, na manutenção do sistema-vida e do sistema-Terra em beneficio nosso e de toda a humanidade.

Estamos convencidos de que nenhuma sociedade se constrói sobre o ódio ou sobre a pulsão de morte,mas sobre a convivência pacífica entre todos, no cuidado de uns para com os outros e da  grande Casa Comum,a natureza incluída, especialmente a Amazônia, bem comum da humanidade.

Leonardo Boff é teólogo,filósofo e escreveu O pecador ambicioso e o peixe encantado: a busca da justa medida, Vozes 2022.

Pela Vida e pela Democracia

Este texto, Pela Vida e pela Democracia, nasceu como expressão de amor à pátria, ao povo brasileiro, especialmente, aos milhões de empobrecidos e marginalizados e às famílias que choram as mais de 660 mil vítimas do Coronavírus, a maioria delas, evitáveis.

Nasceu também como protestação contra os verdadeiros crimes cometidos pelo atual presidente contra o povo, os pobres, os povos indígenas, negros, mulheres e jovens, contra a natureza e a própria humanidade. 

O grande desafio consiste na reconstrução do que foi literalmente destruído e na criação de uma atmosfera de civilidade, de dignidade e de irmandade entre todas as pessoas. 
Esse é o sentido desta conclamação Pela Vida e pela Democracia.

************

Vivemos tempos dramáticos, como mundo e como país, tempos que nos obrigam a fazer uma opção. Por imperativo humano, ético e também espiritual afirmamos:

Somos pela vida, em toda a sua diversidade, especialmente pela vida humana a partir daqueles que menos vida têm, condenados a morrer antes do tempo.

Somos contra a morte produzida pela violência secularmente praticada contra pobres, negros, indígenas, mulheres e LGBTIQ+, e hoje agravada, poisinsuflada a partir de cima e naturalizada. Nos insurgimos contra a morte das mais de 660 mil pessoas vitimadas pela Covid-19 que, em grande parte, poderia ter sido evitada se não fosse a irresponsabilidade do governo.

Somos pelo ato de amar que move o céu, as estrelas e nossos corações.

Somos contra armar a população, o que fez disparar o número de mortes violentas na rua, no trânsito e nas casas.

Somos contra o ódio, a difamação, os maus hábitos e a violência simbólica, difundidos pelas redes sociais, Rádios, TVs e imprensa.

Somos pela verdade contra toda a mentira, as fake news e o ocultamento da realidade, como políticas de estado.

Somos pelo cuidado e pela preservação de nossas riquezas naturais, de nossas florestas e biomas, Amazônia, Mata Atlântica, Cerrado, Caatinga e Pantanal, cada vez mais agredidos e devastados; de nossas águas e solos contaminados pelo excesso de adubação química e dos agrotóxicos.

Somos contra a sistemática devastação de nossos ecossistemas, via mineração, garimpos ilegais em terras indígenas, madeireiras, avanço das pastagens e do gado, da soja, algodão e outras monoculturas do agronegócio, voltadas para a exportação em detrimento da produção de alimentos para a população. Com a disparada dos preços, a fome voltou a rondar a mesa das famílias.

Somos pela defesa de nosso rico patrimônio cultural, pelo incentivo à educação de qualidade para todos, à ciência e à tecnologia para estarmos à altura da complexidade e das demandas de nossa sociedade.

Por esta razão, somos contra e condenamos veementemente o desmonte oficialmente conduzido de nosso sistema educacional, de nossas instituições científico-técnicas, das universidades públicas e do menosprezo de nossas tradições populares, afro e indígenas.

Somos contra a privatização dos bens que pertencem a todo o povo, como a água, as terras públicas, as áreas de proteção ambiental, a energia, a Eletrobrás, a Petrobrás.

Somos contra um chefe de estado que não pratica as virtudes que deveriam ser abraçadas pelos cidadãos e pelas cidadãs, que é deseducado, usa palavras de baixo calão, exalta a violência e até mesmo a tortura e está permanentemente em conflito com as instituições que regem um estado democrático de direito.

Somos contra as constantes ameaças de uma ruptura institucional, por parte do chefe de estado, ao arrepio da constituição e no desrespeito às leis.

Somos pela democracia como valor universal a ser vivido em todas as instâncias e como forma de organização social, que busca representar os interesses gerais da população e não os interesses dos poderosos, com privilégios acobertados pelo orçamento secreto. Toda destinação de dinheiro público deve ser transparente, acompanhada pelos cidadãos, e auditada pelos Tribunais de Conta e controlada pelo parlamento e por uma imprensa livre.

Somos pela plena liberdade democrática na manifestação das opiniões, no direito de frequentar todos os espaços públicos e de ter acesso aos bens comuns.

Cultivamos a esperança de que a verdade triunfará sobre a falsidade e de que a convivência pacífica entre todos e todas corresponda ao anelo mais profundo do nosso ser.

Estimamos que a democracia representa uma das melhores formas de as pessoas participarem na construção do bem comum e construir relações que propiciem uma vida mais humana e espiritual e que torne mais fácil o amor, a solidariedade e o cuidado recíproco de uns pelos outros e pela Mãe Terra.

Estamos, finalmente, seguros de que a Vida seguirá abrindo uma senda de esperança no caminhar de nossa atribulada sociedade.

Petrópolis, 30 de maio de 2022.

Leonardo Boff – Membro da Iniciativa Internacional da Carta da Terra, do Centro de Defesa dos Direitos Humanos/CDDH de Petrópolis e membro do grupo Emaús.

Márcia Maria Monteiro de Miranda – Educadora popular, Teóloga, Co-fundadora do CDDH de Petrópolis e membro do grupo Emaús.

José Oscar Beozzo – Historiador, Coordenador Geral do Centro Ecumênico de Serviços à Evangelização e Educação Popular/CESEEPe membro do grupo Emaús.

Maria Helena Arrochellas – Diretora do Centro Alceu Amoroso Lima para a Liberdade/CAALL, Coordenadora Editorial do Boletim REDE de Cristãose membro do grupo Emaús.

Outras subscrições seguirão. Informações para bolrede@terra.com.br

Eine andere (Welt-)Agenda: freies Leben oder ein anderes zivilisatorisches Paradigma?

Leonardo Bolff

Vorbemerkung: Eine internationale Gruppe wurde organisiert, die eine “andere Weltagenda zur Befreiung des Lebens” vorschlug. Die erste Sitzung fand am 5.5.2022 statt. Jeder Teilnehmer (insgesamt etwa 20, aber nicht alle haben teilgenommen) hatte 10-15 Minuten Zeit, um seine Vision des Themas vorzustellen. Grundsätzlich geht es darum, wie die wissenschaftlichen Erkenntnisse, die die Suche nach einer Agenda zur Befreiung des Lebens unterstützen, demokratisiert werden können. Ich stelle hier meine kurze Präsentation in französischer Sprache vor, mit den Ideen, die ich in anderen Schriften vorgeschlagen und verteidigt habe. Bislang, so scheint es, bewegt sich die neue Agenda noch innerhalb des alten Paradigmas (der vorherrschenden Blase), und die Frage nach der tiefen Krise, die dieses Paradigma, das der technisch-wissenschaftlichen Moderne, ausgelöst hat und die die Zukunft unseres Lebens und unserer Zivilisation gefährdet, wurde nicht gestellt. Daher die Gelegenheit, eine kritische und völlig ungläubige Position gegenüber der Virtualität dieses Paradigmas der Lebensbefreiung, die es schnell zerstört, deutlich zu machen.

Leonardo Boff

*************

Lassen Sie mich gleich zur Sache kommen: Ist innerhalb des gegenwärtigen zivilisatorischen Paradigmas der Moderne eine andere Agenda möglich, oder sind wir an seine unüberwindlichen Grenzen gestoßen und müssen wir ein anderes zivilisatorisches Paradigma suchen, wenn wir weiterhin auf diesem Planeten leben wollen?

Inspiriert durch drei Aussagen von großer Autorität.

Die erste stammt aus der Erdcharta, die 2003 von der UNESCO verabschiedet wurde. Ihr erster Satz hat apokalyptische Züge: “Wir stehen vor einem kritischen Moment in der Geschichte der Erde, in einer Zeit, in der die Menschheit über ihre Zukunft entscheiden muss… Wir haben die Wahl: Entweder wir bilden eine globale Allianz, um für die Erde und für einander zu sorgen, oder wir riskieren unsere eigene Zerstörung und die Zerstörung der Vielfalt des Lebens” (Präambel).

Die zweite ernste Aussage stammt von Papst Franziskus in der Enzyklika Fratelli tutti (2020): “Wir sitzen alle im selben Boot, niemand wird von sich aus gerettet, entweder wir retten uns alle oder niemand wird gerettet” (Nr. 32).

Die dritte Aussage stammt von dem großen Historiker Eric Hobsbawn in seinem bekannten Werk The Age of Extremes (1994), und zwar in seinem letzten Satz: “Wir wissen nicht, wohin wir gehen. Eines ist jedoch sicher. Wenn die Menschheit eine annehmbare Zukunft haben will, kann dies nicht durch die Verlängerung der Vergangenheit oder der Gegenwart geschehen. Wenn wir versuchen, das dritte Jahrtausend auf dieser Grundlage aufzubauen, werden wir scheitern. Und der Preis des Scheiterns, d.h. die Alternative zur Veränderung der Gesellschaft, ist die Finsternis” (S.562).

Mit anderen Worten: Unsere Art, die Erde zu bewohnen, die uns unbestreitbare Vorteile gebracht hat, ist an ihre Grenzen gestoßen. Alle Ampeln sind auf Rot geschaltet. Wir haben das Prinzip der Selbstzerstörung entwickelt und sind in der Lage, alles Leben mit chemischen, biologischen und nuklearen Waffen auf vielfältige Weise auszulöschen. Die Technik, die uns an die äußerste Grenze der Tragfähigkeit des Planeten Erde gebracht hat (The Earth Overshoot), ist nicht in der Lage, uns allein zu retten, wie Covid-19 gezeigt hat. Wir können die Zähne des Wolfes abfeilen, weil wir denken, dass wir ihm seine Gefräßigkeit nehmen. Aber diese liegt nicht in den Zähnen, sondern in seiner Natur.

Deshalb müssen wir unser Boot verlassen und über eine neue Weltagenda hinausgehen. Wir haben das Ende des Weges erreicht. Wir müssen einen anderen Weg einschlagen. Andernfalls werden wir uns, wie Sigmunt Bauman in seinem letzten Interview vor seinem Tod sagte, “in den Zug derer einreihen, die auf ihr eigenes Grab zusteuern”. Wenn wir leben wollen, sind wir gezwungen, uns neu zu erschaffen und ein neues Paradigma der Zivilisation zu erfinden.

Zwei Paradigmen: das des dominus und das des frater

Ich sehe in diesem Moment die Konfrontation zwischen zwei Paradigmen, die von der Enzyklika Fratelli tutti gut herausgestellt wurden: das dominus-Paradigma und das frater-Paradigma. Mit anderen Worten: das Paradigma der Eroberung, Ausdruck des Willens zur Macht als Herrschaft, formuliert von den Gründervätern der Moderne mit Descartes, Newton, Francis Bacon, Herrschaft über alles, über die Völker, wie in Amerika, Afrika und Asien, Herrschaft über die Klassen, über die Natur, über das Leben, und Herrschaft über die Materie bis zu ihrem letzten energetischen Ausdruck durch das Higgs-Boson.

Der Mensch (Descartes’ maître et possesseur) fühlt sich nicht als Teil der Natur, sondern als ihr Herr und Meister (dominus), der nach den Worten von Francis Bacon “die Natur foltern muss, wie der Folterknecht sein Opfer, bis sie alle ihre Geheimnisse preisgibt”, dem Begründer der modernen wissenschaftlichen Methode, die bis heute vorherrscht.

Dieses Paradigma versteht die Erde als eine bloße res extensa und zwecklos, die in eine Truhe mit Ressourcen verwandelt wurde, die als unerschöpflich angesehen werden und ein unendliches Wachstum/eine unendliche Entwicklung ermöglichen. Heute wissen wir jedoch wissenschaftlich, dass ein endlicher Planet kein unendliches Projekt tragen kann, was die große Krise des Kapitalsystems als Produktionsweise und des Neoliberalismus als dessen politischer Ausdruck ist.

Alle Lebewesen haben, wie Dawson und Crick in den 50er Jahren gezeigt haben, dieselben 20 Aminosäuren und vier Stickstoffbasen, die von der ursprünglichsten Zelle, die vor 3,8 Milliarden Jahren entstand, über die Dinosaurier bis hin zu uns Menschen reichen. Deshalb sagt die Erd-Charta, und Papst Franziskus unterstreicht dies in seinen beiden Öko-Enzykliken Laudato Si’ über die Sorge für das gemeinsame Haus (2015) und Fratelli tutti (2020): Ein Band der Geschwisterlichkeit verbindet uns alle, “zum Bruder Sonne, zur Schwester Mond, zum Bruder Fluss und zur Mutter Erde” (LS Nr. 92; CT-Präambel). Der Mensch fühlt sich als Teil der Natur und hat denselben Ursprung wie alle anderen Lebewesen, den “Humus” (die fruchtbare Erde), aus dem der homo als männlich und weiblich, als Mann und Frau hervorgeht.

Während das erste Paradigma von Eroberung und Herrschaft geprägt ist (das Paradigma von Alexander dem Großen und Hernan Cortes), zeigt das zweite die Fürsorge und Mitverantwortung aller für alle (das Paradigma von Franz von Assisi und Mutter Teresa von Kalkutta).

Bildlich gesprochen können wir sagen: Das Paradigma des dominus ist die geballte Faust, die sich unterwirft und dominiert. Das Paradigma des frater ist die ausgestreckte Hand, die sich mit anderen Händen verschränkt, um alle Dinge zu streicheln und zu pflegen.

Das Paradigma des dominus ist dominant und ist der Ursprung unserer vielen Krisen und in allen Bereichen. Das Paradigma der Geschwisterlichkeit ist im Entstehen begriffen und stellt die größte Sehnsucht der Menschheit dar, insbesondere jener großen Mehrheiten, die gnadenlos beherrscht, ausgegrenzt und dazu verurteilt sind, vor ihrer Zeit zu sterben.

Aber sie hat die Kraft eines Samenkorns. Wie jedes Samenkorn enthält es die Wurzeln, den Stamm, die Zweige, die Blätter, die Blüten und die Früchte. Deshalb geht die Hoffnung durch es hindurch, als ein Prinzip, das mehr ist als eine Tugend, als jene unbezwingbare Energie, die immer neue Träume, neue Utopien und neue Welten projiziert, das heißt, die uns dazu bringt, neue Wege zu beschreiten, um die Erde zu bewohnen, um zu produzieren, um die Früchte der Natur und der Arbeit zu verteilen, um zu konsumieren und um brüderliche und schwesterliche Beziehungen zwischen den Menschen und mit den anderen Wesen der Natur zu organisieren.

Der Übergang vom dominus-Paradigma zum frater-Paradigma

Ich weiß, dass sich hier das dornige Problem des Übergangs von einem Paradigma zum anderen stellt. Er wird prozesshaft erfolgen, mit einem Fuß im alten Paradigma des dominus/der Eroberung, weil wir unseren Fortbestand sichern müssen, und mit dem anderen Fuß im neuen Paradigma des frater/der Fürsorge, um es von unten her einzuleiten. Hier sollten mehrere Annahmen erörtert werden, aber dies ist nicht der richtige Zeitpunkt, um dies zu tun. Aber in einem Punkt können wir vorankommen: Durch die Arbeit im Territorium, den Bioregionalismus, kann das neue Paradigma der Geschwisterlichkeit/Pflege regional auf nachhaltige Weise umgesetzt werden, weil es die Fähigkeit hat, alle einzubeziehen und mehr soziale Gleichheit und ökologisches Gleichgewicht zu schaffen.

Unsere große Herausforderung besteht darin, von einer kapitalistischen Gesellschaft der Überproduktion materieller Güter zu einer Gesellschaft überzugehen, die alles Leben erhält, mit menschlich-geistigen, immateriellen Werten wie Liebe, Solidarität, Mitgefühl, Gerechtigkeit, Respekt und Fürsorge insbesondere für die Schwächsten.

Das Aufkommen einer Bio-Zivilisation

Diese neue Zivilisation hat einen Namen: Sie ist eine Biozivilisation, in der das Leben in seiner ganzen Vielfalt, vor allem aber das persönliche und kollektive menschliche Leben, im Mittelpunkt steht. Wirtschaft, Politik und Kultur stehen im Dienst der Aufrechterhaltung und Erweiterung der in allen Lebensformen vorhandenen Virtualität.

Die Zukunft des Lebens auf der Erde und das Schicksal unserer Zivilisation liegen in unserer Hand. Wir haben wenig Zeit, um die notwendigen Veränderungen vorzunehmen, denn wir sind bereits in die neue Phase der Erde eingetreten, in die Phase der zunehmenden Erwärmung. Die Staatsoberhäupter sind sich der ökologischen Notlage nicht ausreichend bewusst, und die gesamte Menschheit ist sich dessen noch sehr wenig bewusst.


Leonardo Boff, Ekotheologie, schrieb mit Mark Hathaway:The Tao of Liberation:exploring the Ecology os Transformation, Orbis Books, N.York 2010.