Cina-Brasile oltre l’economia

Leonardo Boff

La Cina è uno dei principali partner commerciali del Brasile. Con la chiara deriva del predominio/dominazione occidentale, emerge come la principale potenza del XXI secolo. Lo stile cinese è notevolmente diverso da quello occidentale. Non solo quest’ultimo si ritiene il migliore e il più forte, ma deve anche essere promosso in tutto il mondo. I cinesi sono riservati e apprezzano il silenzio, i medi  e i lunghi periodi. Sanno aspettare che il tempo maturi. Il grande ideale proposto da Xi Jinping è: Una comunità con un Futuro Condiviso per l’Umanità, tradotto anche come Comunità di Destino Comune. Ecco un ideale generoso da realizzare.

Si dice spesso tra gli analisti di geopolitica globale che dopo una guerra economica, come quella condotta da Trump principalmente contro la Cina, segue una guerra militare. Non è improbabile. L’asse anglo-sassone occidentale non rinuncerà mai a essere l’unico polo a guidare il corso del mondo e ad avere il dollaro come unica moneta di riferimento del valore. È bastata la decisione arrogante di Trump di stanziare 500 miliardi di dollari per la produzione di nuovi chip di intelligenza artificiale, i più potenti possibili, perché la Cina rompesse il silenzio e annunciasse la piattaforma Deep Seek, con i suoi trilioni e trilioni di algoritmi, più economica e accessibile a tutti. Ha messo in ginocchio gli orgogliosi padroni delle grandi piattaforme conosciute che, a causa dell’immensa superiorità cinese, hanno perso, complessivamente, in un solo giorno, un trilione di dollari di valore di mercato. Se alla fine scoppiasse una guerra, la Cina ne uscirebbe vincitrice, utilizzando solo l’intelligenza artificiale o addirittura armi nucleari tattiche, non quelle strategiche che significherebbero la fine della specie umana.

È chiaro che le relazioni tra Cina e Brasile hanno un significato strategico che va oltre gli scambi commerciali essenziali. Il Brasile non può che guadagnarci se si apre agli antichi valori culturali e alla saggezza ancestrale della Cina. Ciò è caratterizzato dall’insaziabile ricerca dell’integrazione degli opposti e dell’armonizzazione delle forze cosmiche e psichiche. In un paese tanto diviso come il nostro, questo sarebbe un rimedio.

Noi occidentali siamo eredi di un pensiero lineare che opera costantemente con il principio di identità e contraddizione, tardivamente arricchito dal pensiero dialettico. La nostra posizione antropologica ci ha resi imperialisti e dominatori di tutti i popoli e distruttori di tutte le differenze. O loro vengono incorporate nell’uniformità occidentale oppure vengono subalternizzate e persino distrutte. È la tragedia dell’Occidente, ormai al tramonto. Consultata la Deep Seek ha denunciato “l’insostenibilità umana e l’obsolescenza storica del neoliberismo del modello economico occidentale”. Esso è destinato a scomparire. Ciò indebolisce l’attuale unipolarismo occidentale.

La saggezza cinese cerca sempre di includere gli opposti. Questa postura è espressa dal famoso tai-ki, il cerchio all’interno del quale si intrecciano tra loro due teste di pesce. È la presenza delle due forze universali – ying e yang – (cielo e terra, luce e ombra, maschile e femminile) che entrano nella composizione di tutti gli esseri. Ying e yang incarnano Shi, l’energia primordiale e misteriosa che sostiene tutto, chiamata anche Tao. Il Tao è interpretato in mille modi. Ma per me il più suggestivo è quello del cammino convenzionale. Il Tao sarebbe l’energia attraverso la quale costruiamo il cammino e che sta alla base di ogni singola realtà. Il Tao si trova in tutto, come dice Chung-tzu, dallo sterco del campo fino alla testa dell’Imperatore. Il taoismo non è una religione, ma un cammino di saggezza. Le religioni esistenti sono una delle risposte alla percezione del Tao, così come la cucina, l’arte, la politica e l’etica.

Quando, su invito ufficiale, ho visitato la Cina insieme ad altri, ciò che più mi ha impressionato è stata questa visione olistica diventata cultura generale. Essa è penetrata nel popolo e permea la vita quotidiana, facendo si che la persona comune cinese sia pragmatica, laboriosa e minuziosa, come nei dipinti, e contemporaneamente contemplativa, seria e serena, come nelle figure dei maestri. Questa convergenza degli opposti ha introdotto una cultura della cura, fondamentale per l’ethos cinese. La cura cerca sempre l’equilibrio delle energie, anche opposte. Ciò che ne consegue è un atteggiamento di rispetto, quasi sacro, verso ogni essere, in quanto portatore dell’energia del Tao. La medicina cinese dei tè, dell’agopuntura e dei massaggi rappresenta l’attivazione di questa energia. La salute è essere in sintonia con le energie e con il Tao.

Il valore più importante nella tradizione cinese e anche nella politica risiede nell’amicizia. Non è tanto un sentimento soggettivo quanto l’accettazione della differenza in modo riverente. L’amicizia si dimostra attraverso la condivisione e la solidarietà. “Condividere è giusto” afferma una massima dell’etica cinese. Per noi condividere appartiene all’ordine della “gratuità, di ciò che può essere o non essere”. Sempre che in Cina si accoglie un gruppo, gli si offre un ricco banchetto, espressione di amicizia. Per i cinesi condividere appartiene all’ordine oggettivo dell’essere. Condividere e mostrare solidarietà significa far coesistere lo ying con lo yang. Allora il diritto di ciascuno è rispettato e c’è giustizia.

Un altro valore importante è il consenso, a differenza della nostra cultura politica che cerca prima di tutto l’egemonia. Il consenso non implica la riduzione di tutte le differenze a un’unica posizione. È la coesistenza accettata della loro ricchezza che, insieme, costruiscono una convergenza più elevata e migliore per tutte le parti.

Infine, la patria costituisce un altissimo concetto. Essa è la rappresentazione archetipica del cielo e della terra, è la tenda del Tao, la realizzazione sociale dello ying e dello yang. La patria sono gli antenati, le cui ceneri accompagnano le famiglie per secoli. La Cina è una, i governi possono essere divisi e passare. Ma la Cina resta sempre, si dice.

Infine, grandioso è il motto della proclamazione della Repubblica nel 1911 da parte del cristiano Sun Yat Sen, che si può trovare sui bottoni: “L’amore è universale e il paradiso appartiene a tutti“. Ora, con l’ascesa della Cina sulla scena mondiale, il Brasile avrebbe molto da imparare dalla sua saggezza ancestrale, attraverso l’interscambio, per arricchire la nostra propria cultura.

(traduzione dal portoghese di Gianni Alioti)

“Gentileza-Gefälichkeit- ist das Heilmittel gegen alle Übel“

Leonardo Boff

Wir leben in Zeiten allgemeiner Gewalt und Brutalität in persönlichen, sozialen und internationalen Beziehungen, die durch die neuen Formen der digitalen Kommunikation noch verstärkt werden. Es scheint, dass sich Unmenschlichkeit eingebürgert hat, wenn wir Verbrechen gegen die Menschlichkeit und regelrechten Völkermord, wie sie im Gazastreifen im Konflikt zwischen der Hamas und der israelischen Regierung stattfinden, als Referenz nehmen. Sie werden in den Zeitungen und verschiedenen Medien kaum noch erwähnt. Das ist nichts Neues: Das Leben spielt keine Rolle.

Das Verhalten von US-Präsident Donald Trump läutet eine Zeit der Verrohung und Arroganz ein, die sich in der ganzen Welt ausbreitet.  Es ist zu Recht gesagt worden, dass er sich wie ein umgekehrter Pfadfinder verhält. Der Pfadfinder hat sich vorgenommen, jeden Tag eine gute Tat zu tun. Trump vollbringt jeden Tag eine neue schlechte Tat gegen die Welt. Er stellt nicht nur Amerika „an die erste Stelle“, sondern „nur Amerika zählt“. Es scheint, dass die Welt sich seinen Träumen von unbegrenzter Macht unterordnen muss, einschließlich der Tötung aller.

In diesem düsteren Kontext kommt uns der Prophet Gentileza in den Sinn. Anlässlich des Brandes des nordamerikanischen Zirkus in Niterói am 17. November 1961, bei dem 500 Menschen ums Leben kamen, hatte er ein spirituelles Erlebnis. Pedro da Trino, so sein Name, musste seine Arbeit als Lastwagenfahrer und seine ganze Familie verlassen und zum Brandort gehen, um die Menschen zu trösten. Er machte das Gelände platt und verwandelte es in einen Blumengarten. Er schlief in seinem Lastwagen. Vier Jahre lang tröstete er alle, die zum Ort des Geschehens kamen, um ihre Toten zu betrauern, indem er ihnen sagte: „Ihre Körper sind tot, aber ihre Geister sind in Gott“.

Nach vier Jahren begann er, sich in einen weißen Mantel voller Applikationen zu kleiden, mit einem Stab, einem langen Banner mit seinen Botschaften, gekrönt von Blumen, die ihn an den Garten Eden erinnern sollten. Er reiste durch das Land, in den Nordosten und Norden, und verkündete seine Botschaft: „Freundlichkeit erzeugt Freundlichkeit“. Schließlich ließ er sich in Rio nieder und reiste wie ein skurriler Don Quijote mit seinem Evangelium der Freundlichkeit durch die Stadt. Er gewann die Sympathie vieler, wurde von Musikern besungen und von Künstlern zitiert. Er starb 1996 in Mirandópolis, São Paulo. Es waren 35 Jahre konsequenter prophetischer Mission. Diese Zahl regt zu einigen aktuellen Überlegungen an.

            Der Prophet Gentileza zeigt eine in der christlichen Geschichte seltene trinitarische Mystik des Vaters, des Sohnes und des Heiligen Geistes. Er fügt immer ein viertes weibliches Element hinzu, die Natur oder Maria. Der Psychoanalytiker C.G. Jung hat gezeigt, dass 3 und 4 nicht als Zahlen, sondern als Archetypen betrachtet werden sollten: 3 symbolisiert eine innere Totalität (die Trinität selbst) und 4 eine äußere Totalität (die Trinität), die die Schöpfung und das Weibliche einschließt. Oder die Summe von 3 und 4, die 7 ergibt, würde die Gesamtheit des Geheimnisses des dreifaltigen Gottes zusammen mit seiner Schöpfung darstellen. 

Wie jeder Prophet, prangert Gentileza an und verkündet. Er prangert diese Welt an, die „vom Kapital des Teufels regiert wird, der alles verkauft und alles zerstört“. Er sieht den zerstörten Zirkus als Metapher für den Weltzirkus, der ebenfalls zerstört werden wird. Aber er verkündet die „Freundlichkeit, die das Heilmittel gegen alle Übel ist“. Gott ist „Güte, denn er ist Schönheit, Vollkommenheit, Güte, Reichtum, Natur, unser Schöpfervater“.

Ein Refrain taucht immer wieder auf, vor allem auf den 56 Säulen mit Inschriften am Eingang des Busbahnhofs Novo Rio in Caju: „Freundlichkeit erzeugt Freundlichkeit, Liebe“. Auf der Eco 92, dem Gipfeltreffen der Völker zum Thema Entwicklung und Ökologie, rief er den Staatsoberhäuptern zu: „Freundlichkeit erzeugt Freundlichkeit“ und forderte alle auf, freundlich und dankbar zu sein. In der Tat kündigte er ein Gegenmittel gegen die Brutalität unseres Beziehungssystems an. In der Sprache des Volkes und der Religion ist dies der Vorläufer eines neuen Zivilisationsparadigmas, das die gesamte Menschheit dringend braucht und das nicht auf der Gier nach Bereicherung, sondern auf dem Geist der Freundlichkeit und der Feinheit beruht. Dies erinnert uns an Blaise Pascal (1623-1662), den großen Mathematiker und Denker, der in den Fragmenten seiner Pensées zwischen dem „Geist der Geometrie“ (esprit de géometrie) und dem „Geist der Finesse“ (esprit de finesse) unterscheidet. Ersterer, der „Geist der Geometrie“, der für die aufkommende Moderne typisch ist, konzentriert sich auf das Kalkül und das Interesse, während letzterer, der „Geist der Finesse“ und der menschlichen Sensibilität, die freien und uneigennützigen Beziehungen zwischen den Menschen kennzeichnet. Er sagte voraus, dass der erstere in der Geschichte vorherrschen würde, und das hat er auch getan.

Heute müssen wir gegen die vorherrschende Barbarei, Grobheit und Dummheit die Werte der Freundlichkeit, der Sensibilität gegenüber anderen, des Respekts vor Unterschieden und des allgemeinen Wohlwollens verteidigen. Pascal erkannte im Geist der Finesse die Qualität des „honnête homme“ des „guten Menschen“. Heutzutage sind „gute Menschen“ Menschen, die sich selbst als „Patrioten“ bezeichnen, aber Lügen, Verleumdungen und die Verbreitung von Fehlinformationen nutzen, um ihr autoritäres und altmodisches Machtprojekt durchzusetzen. Für diese Menschen ist das „Evangelium der Güte“ mehr wert als für andere.

Wir glauben mit dem Propheten Gentileza, dass „Sanftmut“, wie er verkündete, „das Heilmittel gegen alle Übel ist“. Denn hinter dem Wort „Freundlichkeit“ verbirgt sich das Vornehmste und Edelste im Menschen, die Freundlichkeit/Gefälichkeit, die in den schlechten Tagen, in denen wir leben, so fehlt und so notwendig ist.

Leonardo Boff   schrieb  Das Recht des Herzens, Herder 2024

Überzetzung von Bettina Goldhartnack

“A GENTILEZA é o remédio para todos os males: A gentileza gera Gentileza”

Leonardo Boff

Vivemos tempos de violência e de brutalidade generalizadas nas relações pessoais, sociais e internacionais, potencializadas pelas novas formas de comunicação digital. Parece que a desumanidade se naturalizou se tomarmos como referência os crimes contra a humanidade e o verdadeiro genocídio, a céu aberto, como estão ocorrendo na Faixa de Gaza no conflito entre o Hamas e o governo de Israel. Já quase não aparecem mais nos jornais e nas várias mídias. Não é novidade: a vida pouco conta (Live no matter).

 As atitudes o presidente Donald Trump dos USA  inaugura tempos de brutalização e de arrogância, difundidos por todo o mundo.  Já se disse com razão: ele se comporta como um escoteiro às avessas. O escoteiro se propunha fazer uma boa ação cada dia. Trump faz cada dia uma nova má ação contra o mundo. Não apenas coloca a América “em primeiro lugar” mas a “só a América é que conta”. Parece que o mundo deve se submeter a seus devaneios de poder ilimitado, inclusive de matar todo mundo.

É neste contexto desolador que me vem à mente o Profeta Gentileza. Por ocasião do incêndio do Circo Norte-americano em Niterói no dia 17 de novembro de 1961, no qual 500 pessoas foram vitimadas, ele teve como que uma experiência espiritual. Pedro da Trino, esse era seu nome, deveria deixar seu trabalho de caminhoneiro e toda a sua família e dirigir-se ao local do sinistro para consolar as pessoas. Aplainou o lugar transformando-o num jardim florido. Por quatro anos consolou a todos que iam ao local chorar de seus mortos dizendo-lhes: “o corpo está morto mas o espírito deles está em Deus”.

Decorridos  quatro anos, passou a vestir-se com uma bata branca cheia de apliques, com um bastão, um longo estandarte com suas mensagens, encimado por flores para lembrar o jardim do Eden. Percorreu o pais, o nordeste e o norte, pregando suma mensagem:”Gentileza gera Gentileza”. Por fim fixou-se no Rio percorrendo a cidade com seu evangelho da gentileza, como um Dom Quixote bizarro mas que conquistou a simpatia de muitos, cantado por músicos e artistas, até morrer em 1996 em Mirandópolis, São Paulo. Foram 35 anos de coerente missão profética. Esta figura nos sugere algumas reflexões.

       No Profeta Gentileza aparece uma mística trinitária, rara na história cristã, do Pai, do Filho e do Espírito Santo.Ela está,misteriosamente, presente no próprio nome Pedro Da Trino.Ele sempre acrescenta uma quarto elemento feminino, a natureza ou Maria. O psicanalista C.G. Jung mostrou que o 3 e o 4 não devem ser vistos como números mas como arquétipos: o 3 simboliza uma totalidade para dentro(a Trindade em si) e o 4 de uma totalidade (a Trindade para fora) fora de si que inclui a criação e o feminino. Ou a soma do 3 com o 4 resultando o 7 representaria a totalidade do mistério do Deus trino junto com sua criação.  

Como todo profeta, Gentileza denuncia e anuncia. Denuncia este mundo, regido “pelo capeta capital que vende tudo e destrói tudo”. Vê no circo destruido uma metáfora do circo-mundo que também será destruído. Mas anuncia a “gentileza que é o remédio para todos os males”. Deus é “Gentileza porque é Beleza, Perfeição, Bondade, Riqueza, a Natureza, nosso Pai Criador”.

Um refrão sempre volta, especialmente nas 56 pilastras com inscrições na entrada da rodoviária Novo Rio no Caju: “Gentileza gera gentileza, amor”. Na Eco 92 a cúpula dos povos para tratar de desenvolvimento e ecologia, gritava aos chefes de Estado: “Gentileza gera Gentileza”. Convidava a todos a serem gentis e agradecidos. Na verdade, anuncia um antídoto à brutalidade de nosso sistema de relações. É precursor, sob a linguagem popular e religiosa, de um novo paradigma civilizatório urgente em toda a humanidade, baseado não na cobiça do enriquecimento mas no espírito de gentileza e de fineza. Isso nos faz lembrar Blaise Pascal (1623-1662), grande matemático e pensador que nos fragmentos 511,512 de seus Pensées distinguia o “espírito de geometria” do “espírito de fineza”. O primeiro,”espírito de geometria”(esprit de géomtrie) próprio da modernidade nascente, se concentra no cálculo e no interesse enquanto o segundo, “espírito de fineza”(esprit de finesse) e de sensibilidade humana caracteriza as relações gratuitas e desinteressadas entre as pessoas. Previa que o primeiro iria predominar na história, o que de fato ocorreu.

Hoje temos que resgatar, contra a barbárie, a grosseria e a estupidez dominantes, o valor da gentileza, da sensibilidade para com o outro, do respeito às diferenças e a benquerença geral. Pascal via no espírito de fineza a qualidade do honnête homme” do “homem de bem”. Hoje o “homem de bem” são pessoas que se proclamam “patriotas”mas  se utilizam da mentira, da calúnia e da difusão de desinformação para realizar seu projeto de poder autoritário e velhista. Para esses vale mais que a outros o “evangelho da gentileza”.

Cremos sim, com o Profeta Gentileza que a “gentileza”, como proclamava, “é o remédio para todos os males: Gentileza gera Gentileza” Pois sob a palavra “Gentileza” se esconde o que há de mais fino e nobre no ser humano,a Gentileza tão ausente e tão necessária para os dias maus que vivemos.

Die Hälfte der Menschheit kann in einigen Jahrzenten sterbem:die nicht Nachhaltigkeit der Erde

  Leonardo Boff

Wenn wir uns die Häufigkeit der Umwälzungen auf der Erde ansehen, insbesondere bei zunehmender globaler Erwärmung, und dazu noch die Tatsache, dass die Leugner so mächtig sind wie der amerikanische Präsident Trump, lohnt es sich, ernsthaft zu fragen, ob der Planet noch zukunftsfähig ist oder auf eine phänomenale Tragödie zusteuert.

Nehmen wir als Warnung die vom Institute and Faculty of Actuaries der Universität Exeter (UK) veröffentlichten Daten, die für ihre Seriosität bekannt sind: Sie besagen, dass bei Temperaturen, die 3°C über dem vorindustriellen Niveau liegen, die Hälfte der Menschheit, etwa vier Milliarden Menschen, sterben könnten“, und zwar nicht in ferner Zukunft, sondern in einigen Jahrzehnten.

 Wir brauchen ein breiteres Konzept der Nachhaltigkeit als das berühmte des Brundland-Berichts (1987), das sich nur auf den Menschen konzentrierte und die Natur aussparte. Ich schlage ein umfassenderes Konzept vor: „Nachhaltige Entwicklung ist jede Maßnahme, die darauf abzielt, die energetischen, informationellen, physikalischen und chemischen Bedingungen zu erhalten, die alle Lebewesen, insbesondere die lebende Erde, die Natur und das menschliche Leben, im Hinblick auf ihren Fortbestand und auch auf die Befriedigung der Bedürfnisse der gegenwärtigen und der künftigen Generationen in einer Weise unterstützen, dass das Naturkapital in seiner Fähigkeit zur Regeneration, Reproduktion und Koevolution erhalten und bereichert wird“.

 Was kann getan werden, um diese Art von Nachhaltigkeit zu gewährleisten? Ich bin davon überzeugt, dass die Narrative der Vergangenheit uns nicht mehr in eine hoffnungsvolle Zukunft führen. Das heißt aber nicht, dass wir aufgeben, die Situation zu verbessern. Das Prinzip der Hoffnung, das in uns brennt, kann minimalistische Utopien entwerfen, die das Leben erleichtern und die Natur erhalten. Dazu müssen wir von unten anfangen, vom Territorium, wo Nachhaltigkeit im Rahmen der ökologischen Bedingungen aufgebaut werden kann, die die Natur mit ihren Wäldern, ihren Flüssen, ihren Menschen und ihren religiösen Traditionen vorgibt.

   Es liegt an uns, ob wir uns ändern oder auf demselben Weg weitergehen wollen. Es kommt der Zeitpunkt, an dem wir keine andere Wahl haben, als an uns selbst zu glauben, zu vertrauen und zu hoffen. Wir müssen aus unserer eigenen Quelle trinken. Darin liegen die Grundsätze und Werte, die, wenn sie aktiviert werden, uns retten können.     Hier sind einige der wichtigsten davon.

Erstens: die Fürsorge. Wir wissen aus der Antike (Hyginus’ Mythos der Fürsorge) und aus der Neuzeit (Heidegger), dass das Wesen des Menschen in der Fürsorge liegt, der Voraussetzung für das Leben und Überleben. Hätten nicht alle Elemente der Evolution eine subtile Fürsorge füreinander, würde der Mensch nicht entstehen. Da er keine spezialisierten Organe hat, braucht er Pflege, um zu leben und zu überleben. Genauso verkümmert die Natur, wenn man sich nicht um sie kümmert.

Wie die Biologen (Watson/Krick) gezeigt haben, gehört die Liebe zur menschlichen DNA. Zu lieben bedeutet, eine Beziehung der Gemeinschaft, der Gegenseitigkeit, mit allen Dingen herzustellen und impliziert, eine emotionale Bindung zu ihnen aufzubauen.

Von grundlegender Bedeutung ist die Solidarität. Die Bioanthropologie hat gezeigt, dass die Suche nach Nahrung, die gemeinschaftlich konsumiert wird, den Sprung von der Tierwelt zum Menschen ermöglicht hat. Was in der Vergangenheit galt, gilt heute umso mehr.

Wir sind auch Wesen des Mitgefühls: Wir können uns in die Lage des anderen hineinversetzen, mit ihm weinen, seinen Kummer teilen und ihn nie allein lassen. Das ist eine der Tugenden, an denen es heutzutage am meisten mangelt.

Wir sind immer noch schöpferische Wesen: Wir erfinden ständig Dinge, um unsere Probleme zu lösen. Heute ist Innovation dringender denn je, wenn wir beim Schutz des Lebens und der Natur nicht ins Hintertreffen geraten wollen.

Seit den Anfängen unserer Vorfahren, als das limbische Gehirn vor 200 Millionen Jahren entstand, sind wir Wesen des Herzens, der Zuneigung und der Sensibilität. Das empfindsame Herz ist das Zentrum des Gefühls, der Spiritualität und der Ethik. Heute müssen wir mehr denn je Verstand und Herz, Rationalität und Sensibilität vereinen, denn das gesamte wissenschaftliche Gebäude wurde errichtet, indem die Zuneigung unter Verdacht gestellt wurde. Aus humanitärem Einfühlungsvermögen heraus verurteilen wir heute den perversen Völkermord unter freiem Himmel im Gazastreifen an mehr als 13.000 unschuldigen Kindern und mehr als 60.000 Zivilisten.

Wir sind im tiefsten Inneren unseres Menschseins spirituelle Wesen. Die Spiritualität gehört zur menschlichen Natur, mit demselben Bürgerrecht wie Intelligenz, Wille und Libido. Sie muss von der Religiosität unterschieden werden, obwohl sie zusammenkommen und sich gegenseitig verstärken können. Aber nicht notwendigerweise. Die natürliche Spiritualität ist jedoch ursprünglicher. Religiosität setzt Spiritualität voraus und speist sich aus ihr. Spiritualität lebt von bedingungsloser Liebe, Solidarität, Mitgefühl, Fürsorge für die Schwächsten und für die Natur. Mehr noch: Als spirituelle Wesen sind wir in der Lage, jene kraftvolle und liebevolle Energie zu erkennen, die alle Dinge und das gesamte Universum erhält und der wir uns ehrfürchtig öffnen können. Entweder wir integrieren die natürliche Spiritualität und leben als Brüder und Schwestern mit der Natur zusammen, oder wir verurteilen uns dazu, die Vergangenheit mit all den Risiken zu wiederholen, die unsere Existenz heute bedrohen.

Eine Öko-Zivilisation, die auf diesen Werten und Prinzipien beruht, kann die Nachhaltigkeit unseres gemeinsamen Hauses garantieren. In ihr gibt es verschiedene kulturelle Welten, die friedlich koexistieren können und müssen. Eine Utopie? Ja, aber eine notwendige Utopie, wenn wir noch eine nachhaltige Zukunft zusammen mit Mutter Erde haben wollen.

Leonardo Boff schrieb Zukunft für Mutter Erde, Claudius Verlag, München 2021.