La Terra vivente genera tutti gli esseri viventi e noi

Leonardo Boff

Dobbiamo conoscere meglio e di più la nostra Casa Comune, la Terra. La vita non è presente solo sulla Terra e occupa anche parti della stessa (biosfera). La Terra stessa, nel suo insieme, emerge come un super organismo vivente. La Terra è viva. Ad esempio, in un solo grammo di terreno, cioè meno di una manciata, vivono circa 10 miliardi di microrganismi: batteri, funghi e virus (Wilson, Criação, p. 26). Sono invisibili ma sempre attivi e lavorano per mantenere la Terra viva e fertile. La Terra, così piena di vita, è la madre che genera tutti gli esseri viventi.

Questa osservazione ci obbliga a riflettere più attentamente sulla questione della vita. Sia per Einstein, sia per Bohr, “la vita supera la capacità di comprensione dell’analisi scientifica” (N. Bohr, Atomic Physis and  human knowledge,1956 cp. Light and Life, p.6 ). Tuttavia, l’applicazione della fisica quantistica, della teoria della complessità (Morin), della teoria del caos (Gleick, Prigogine) e della biologia genetica e molecolare (Maturana, Capra) hanno dimostrato che la vita rappresenta l’irruzione dell’intero processo evolutivo, dalle energie e dalle particelle più originarie, passando per i gas primordiali, le SuperLuminous Supernovae, le galassie, la polvere cosmica, la geo-sfera, l’idrosfera, l’atmosfera e infine la biosfera. Come afferma il premio Nobel per la biologia nel 1997, Christian du Duve: “il carbonio, l’idrogeno, l’azoto, l’ossigeno, il fosforo e lo zolfo costituiscono la maggior parte della materia vivente” (Vital Dust 1995 cp. 1).

Fu un’opera speciale di Ilya Prigogine, premio Nobel per la chimica nel 1977, a dimostrare che la presenza di elementi chimici non è sufficiente. Essi cambiano continuamente energia con l’ambiente. Consumano molta energia e quindi aumentano l’entropia (esaurimento dell’energia utilizzabile). Le ha giustamente definite strutture dissipative (consumatrici di energia). Ma sono ugualmente strutture dissipative in un secondo senso, paradossale, perché dissipano l’entropia. Gli esseri viventi producono entropia e allo stesso tempo sfuggono all’entropia. Essi metabolizzano il disordine e il caos dell’ambiente in ordini e strutture complesse che si auto-organizzano, sfuggendo all’entropia e producendo neghentropia, entropia negativa, e positivamente producono sintropia (Order out  of Chaos, 1984).

Ciò che per una persona è disordine, per un’altra è ordine. È attraverso un precario equilibrio tra ordine e disordine (caos: Dupuy, Ordres et Désordres, 1982) che la vita si mantiene (Ehrlich, O mecanismo da natureza, 1993, 239-290).

Questo vale anche per noi esseri umani. Tra noi si originano forme di relazione e di vita in cui prevale la sintropia (risparmio energetico) sull’entropia (spreco energetico). Il pensiero, la comunicazione attraverso le parole, la solidarietà, l’amore sono energie fortissime, con un basso livello di entropia e un alto livello di sintropia. In questa prospettiva non ci troviamo di fronte alla morte termica, ma alla trasfigurazione del processo cosmogenico, che si rivela in ordini supremamente ordinati, creativi e vitali. Questo futuro non è misterioso.

Ci basta riferirci alle ricerche condotte dal medico e biologo inglese James E. Lovelock e dalla biologa Lynn Margulis (Gaia, 1989; 1991; 2006; Sahtouris, 1989, Gaia; Lutzemberger, 1990, Gaia; Lynn Margulis, 1990, Microcosmos) i quali hanno constatato che esiste una sottile calibrazione tra tutti gli elementi chimici e fisici, tra il calore della crosta terrestre, l’atmosfera, le rocce, gli oceani, tutti sotto l’effetto della luce solare, in modo tale da rendere la Terra buona e persino eccellente per gli organismi viventi. Essa appare, quindi, come un immenso super-organismo vivente che si autoregola, chiamato “Gaia” da James E. Lovelock, secondo il nome classico della Terra dei nostri antenati culturali greci.

Lui fu preceduto dal geo-chimico russo Wladimir Vernadsky (1863-1945), che elaborò il concetto di biosfera (1926), che proponeva un’ecologia globale, del pianeta Terra nel suo insieme, considerando la vita come un attore ecologico planetario. Ma fu il nome di Lovelock a imporsi.

La Terra, a sua volta, ha mantenuto per milioni e milioni di anni una temperatura media compresa tra 15º e 35º, che rappresenta la temperatura ottimale per gli organismi viventi. Solo ora è iniziata una nuova era, quella del riscaldamento.

L’articolazione sinfonica delle quattro interazioni fondamentali dell’universo continua ad agire in sinergia per mantenere l’attuale freccia cosmologica del tempo verso forme di esseri sempre più relazionali e complesse. Esse, in verità, costituiscono la logica interna del processo evolutivo, per così dire, la struttura, o meglio, la mente ordinatrice del cosmo stesso. Vale la pena menzionare la famosa affermazione del fisico britannico Freeman Dyson (*1923): “quanto più esamino l’universo e i dettagli della sua architettura, più trovo prove che l’universo sapeva che un giorno, molto più avanti, saremmo emersi” (Disturbing the Universe, 1979, p. 250).

Questa visione sostiene che l’universo è costituito da un’immensa rete di relazioni, in forma tale che ciascuno vive attraverso l’altro, per l’altro e con l’altro; che l’essere umano è un nodo di relazioni rivolte in tutte le direzioni; e che la Divinità stessa si rivela come una Realtà pan-relazionale, come sottolinea Papa Francesco nella sua enciclica Laudato Si (n. 239). Se tutto è relazione e nulla esiste al di fuori della relazione, allora la legge più universale è la sinergia, la sintropia, l’inter-retro-relazione, la collaborazione, la solidarietà cosmica, la comunione e la fraternità/sorellanza universale. È quello che ci manca nel mondo di oggi.

Questa visione di Gaia potrà rinnovare la nostra convivenza con la Terra e farci vivere un’etica di responsabilità necessaria, di compassione e di cura, attitudini che salveranno la vita nella nostra Casa Comune, la Terra.

Leonardo Boff, filosofo ed ecologista ha scritto “A opcão-terra: a solução para a terra não cai do ceú”, Rio de Janeiro, RJ: Record, 2009; Abitare la terra. Quale via per la fraternità universale?, Castelvecchi, 2021. (traduzione dal portoghese di Gianni Alioti)

Donald Trump, il Caino della Terra

Leonardo Boff

Le Scritture parlano del primo omicidio, quello di Caino, che per invidia uccise il fratello Abele. Il Signore chiese a Caino: «dov’è tuo fratello Abele?», al che egli rispose: «non lo so, sono forse il custode di mio fratello?». Dio disse: “sento dalla terra la voce del sangue di tuo fratello. Ora sarai maledetto dalla terra stessa, che ha inghiottito il sangue di tuo fratello versato da te” (Genesi 4:9-12).

Esiste un’intera genealogia di Caino nel corso della storia che hanno assassinato, decapitato e sterminato intere nazioni. Oggi l’umanità sta assistendo all’azione di un discendente di Caino: Donald Trump. Pochi hanno definito i propositi del nostro Caino meglio del giornalista brasiliano Jamil Chade, di fama nazionale e internazionale, le cui parole sono state riprese in una trasmissione in diretta in Germania. Jamil Chade afferma: “Donald Trump ha già chiarito: non si impegnerà nella diplomazia. Agirà con la FORZA, tanto militare quanto economica e commerciale. La sua costruzione di un nuovo ordine non passa per la PACE. Ma per la CAPITOLAZIONE dell’avversario“.

Effettivamente, Trump ha capovolto l’attuale ordine mondiale “governato da regole” (che erano nell’interesse dei potenti), ma che in qualche modo manteneva un certo equilibrio/squilibrio sul pianeta, dominato dal capitale speculativo nelle mani di un piccolo gruppo di miliardari.

Nella disputa tra unipolarismo e multipolarismo (Russia e Cina) si è schierato pienamente in difesa dell’unipolarismo degli Stati Uniti: vogliono essere gli unici a dominare il mondo. Per mantenere il loro monopolio sul potere, ha rotto con gli alleati, in particolare gli europei, e si è ritirato da quasi tutti gli organismi delle Nazioni Unite, forse il più dannoso, dal trattato di Parigi del 2015, che prevedeva uno sforzo collettivo per ridurre i gas serra per stabilizzare la Terra a 1,5ºC in più rispetto all’era industriale, entro il 2030. Abbiamo già superato questo numero e siamo vicini a 2ºC o più.

Ma ciò che ha dimostrato il suo carattere di Caino della Terra è stato il fatto di essere l’unico Paese a votare contro il progetto delle Nazioni Unite contro la fame nel mondo. Ha tagliato gli aiuti umanitari, in particolare quelli contro la fame, come quelli dell’USAID. In Africa molti bambini sono morti di fame. La soppressione dei buoni pasto in Bangladesh ha causato una devastazione tra la popolazione povera. Ha continuato a sostenere il genocidio a Gaza, cosa che aveva fatto anche l’ex presidente cattolico Joe Biden, un genocida. Più di quindicimila bambini innocenti sono stati vittime delle bombe israeliane. È un crimine contro l’umanità che grida al cielo. Trump continua a sostenere il genocidio.

Oltre ad imporre pesanti dazi sulle importazioni da tutti i paesi, amici o “nemici”, internamente negli USA a partire dal 3 aprile chiude il Dipartimento dell’Educazione, dove si forma lo spirito creativo e critico, sono stati tagliati i finanziamenti per la sanità, la ricerca scientifica e per i sussidi alle Università. I suoi decreti passano sopra le leggi e sulla stessa Costituzione, il che ha già dato luogo a numerose cause legali.

Guardiamo a quello che sta facendo con gli immigrati senza documenti, deportandoli nei loro paesi di origine, con violenza e incatenati a migliaia, o quel che è peggio nella prigione di Guantanamo, famosa per i maltrattamenti e le torture, o nelle prigioni di El Salvador sotto il tiranno presidente Nayb Bukele, noto violatore dei diritti umani, con torture e omicidi nelle prigioni.

La pace è imposta con la forza, il che significa pacificazione violenta. La diplomazia e l’eventuale dialogo sono solo uno stratagemma per imporre la propria volontà. Come ho detto, a seconda del paese, il dialogo si conduce con il revolver sul tavolo. Con i deboli parla forte e urlando, piano e umilmente con i forti. Le uniche potenze che rispetta, perché limitano i suoi fini egemonici, sono la Cina e la Russia.

“Making America Great Again” (MAGA) o “America First” (inteso come “solo l’America”) non sarà mai raggiunta con i metodi crudeli, violenti e degradanti che sta utilizzando, metodi assunti da tutta la sua amministrazione. Da quando la storia ha dimostrato che i metodi violenti creano una pace duratura? Solo i metodi pacifici generano la pace. La pace è un fine e allo stesso tempo un mezzo.

Non è improbabile che per sconfiggere la Cina, che ha già superato gli Stati Uniti sotto molti aspetti, si faccia ricorso alle armi nucleari. La fame di potere è insaziabile e, in fondo, quando la potenza si sente sul punto di essere sopraffatta, scatena una guerra suicida, che significherebbe un disastro incalcolabile per la biosfera e per la sopravvivenza della specie umana. E qui si consumerebbe il personaggio di Caino interpretato da Trump, un angelo malvagio della morte, e di coloro che lo consigliano. Così si adempierebbero le parole della Scrittura: “Sento dalla terra la voce del SANGUE dei tuoi fratelli. Ora sarai MALEDETTO dalla terra stessa, che ha inghiottito il sangue dei tuoi fratelli sparso da te, Caino” (Genesi 4:9-12).

Che il Signore del tempo e della storia ci liberi da una simile disgrazia, commessa da un moderno Caino, nemico della vita.

Leonardo Boff ha scritto con Jürgen Moltmann: Há esperança para a criação ameaçada? Vozes 2014; Homem: satã ou anjo bom, Record, Rio de Janeiro 2008.

(traduzione dal portoghese di Gianni Alioti)

Cina-Brasile oltre l’economia

Leonardo Boff

La Cina è uno dei principali partner commerciali del Brasile. Con la chiara deriva del predominio/dominazione occidentale, emerge come la principale potenza del XXI secolo. Lo stile cinese è notevolmente diverso da quello occidentale. Non solo quest’ultimo si ritiene il migliore e il più forte, ma deve anche essere promosso in tutto il mondo. I cinesi sono riservati e apprezzano il silenzio, i medi  e i lunghi periodi. Sanno aspettare che il tempo maturi. Il grande ideale proposto da Xi Jinping è: Una comunità con un Futuro Condiviso per l’Umanità, tradotto anche come Comunità di Destino Comune. Ecco un ideale generoso da realizzare.

Si dice spesso tra gli analisti di geopolitica globale che dopo una guerra economica, come quella condotta da Trump principalmente contro la Cina, segue una guerra militare. Non è improbabile. L’asse anglo-sassone occidentale non rinuncerà mai a essere l’unico polo a guidare il corso del mondo e ad avere il dollaro come unica moneta di riferimento del valore. È bastata la decisione arrogante di Trump di stanziare 500 miliardi di dollari per la produzione di nuovi chip di intelligenza artificiale, i più potenti possibili, perché la Cina rompesse il silenzio e annunciasse la piattaforma Deep Seek, con i suoi trilioni e trilioni di algoritmi, più economica e accessibile a tutti. Ha messo in ginocchio gli orgogliosi padroni delle grandi piattaforme conosciute che, a causa dell’immensa superiorità cinese, hanno perso, complessivamente, in un solo giorno, un trilione di dollari di valore di mercato. Se alla fine scoppiasse una guerra, la Cina ne uscirebbe vincitrice, utilizzando solo l’intelligenza artificiale o addirittura armi nucleari tattiche, non quelle strategiche che significherebbero la fine della specie umana.

È chiaro che le relazioni tra Cina e Brasile hanno un significato strategico che va oltre gli scambi commerciali essenziali. Il Brasile non può che guadagnarci se si apre agli antichi valori culturali e alla saggezza ancestrale della Cina. Ciò è caratterizzato dall’insaziabile ricerca dell’integrazione degli opposti e dell’armonizzazione delle forze cosmiche e psichiche. In un paese tanto diviso come il nostro, questo sarebbe un rimedio.

Noi occidentali siamo eredi di un pensiero lineare che opera costantemente con il principio di identità e contraddizione, tardivamente arricchito dal pensiero dialettico. La nostra posizione antropologica ci ha resi imperialisti e dominatori di tutti i popoli e distruttori di tutte le differenze. O loro vengono incorporate nell’uniformità occidentale oppure vengono subalternizzate e persino distrutte. È la tragedia dell’Occidente, ormai al tramonto. Consultata la Deep Seek ha denunciato “l’insostenibilità umana e l’obsolescenza storica del neoliberismo del modello economico occidentale”. Esso è destinato a scomparire. Ciò indebolisce l’attuale unipolarismo occidentale.

La saggezza cinese cerca sempre di includere gli opposti. Questa postura è espressa dal famoso tai-ki, il cerchio all’interno del quale si intrecciano tra loro due teste di pesce. È la presenza delle due forze universali – ying e yang – (cielo e terra, luce e ombra, maschile e femminile) che entrano nella composizione di tutti gli esseri. Ying e yang incarnano Shi, l’energia primordiale e misteriosa che sostiene tutto, chiamata anche Tao. Il Tao è interpretato in mille modi. Ma per me il più suggestivo è quello del cammino convenzionale. Il Tao sarebbe l’energia attraverso la quale costruiamo il cammino e che sta alla base di ogni singola realtà. Il Tao si trova in tutto, come dice Chung-tzu, dallo sterco del campo fino alla testa dell’Imperatore. Il taoismo non è una religione, ma un cammino di saggezza. Le religioni esistenti sono una delle risposte alla percezione del Tao, così come la cucina, l’arte, la politica e l’etica.

Quando, su invito ufficiale, ho visitato la Cina insieme ad altri, ciò che più mi ha impressionato è stata questa visione olistica diventata cultura generale. Essa è penetrata nel popolo e permea la vita quotidiana, facendo si che la persona comune cinese sia pragmatica, laboriosa e minuziosa, come nei dipinti, e contemporaneamente contemplativa, seria e serena, come nelle figure dei maestri. Questa convergenza degli opposti ha introdotto una cultura della cura, fondamentale per l’ethos cinese. La cura cerca sempre l’equilibrio delle energie, anche opposte. Ciò che ne consegue è un atteggiamento di rispetto, quasi sacro, verso ogni essere, in quanto portatore dell’energia del Tao. La medicina cinese dei tè, dell’agopuntura e dei massaggi rappresenta l’attivazione di questa energia. La salute è essere in sintonia con le energie e con il Tao.

Il valore più importante nella tradizione cinese e anche nella politica risiede nell’amicizia. Non è tanto un sentimento soggettivo quanto l’accettazione della differenza in modo riverente. L’amicizia si dimostra attraverso la condivisione e la solidarietà. “Condividere è giusto” afferma una massima dell’etica cinese. Per noi condividere appartiene all’ordine della “gratuità, di ciò che può essere o non essere”. Sempre che in Cina si accoglie un gruppo, gli si offre un ricco banchetto, espressione di amicizia. Per i cinesi condividere appartiene all’ordine oggettivo dell’essere. Condividere e mostrare solidarietà significa far coesistere lo ying con lo yang. Allora il diritto di ciascuno è rispettato e c’è giustizia.

Un altro valore importante è il consenso, a differenza della nostra cultura politica che cerca prima di tutto l’egemonia. Il consenso non implica la riduzione di tutte le differenze a un’unica posizione. È la coesistenza accettata della loro ricchezza che, insieme, costruiscono una convergenza più elevata e migliore per tutte le parti.

Infine, la patria costituisce un altissimo concetto. Essa è la rappresentazione archetipica del cielo e della terra, è la tenda del Tao, la realizzazione sociale dello ying e dello yang. La patria sono gli antenati, le cui ceneri accompagnano le famiglie per secoli. La Cina è una, i governi possono essere divisi e passare. Ma la Cina resta sempre, si dice.

Infine, grandioso è il motto della proclamazione della Repubblica nel 1911 da parte del cristiano Sun Yat Sen, che si può trovare sui bottoni: “L’amore è universale e il paradiso appartiene a tutti“. Ora, con l’ascesa della Cina sulla scena mondiale, il Brasile avrebbe molto da imparare dalla sua saggezza ancestrale, attraverso l’interscambio, per arricchire la nostra propria cultura.

(traduzione dal portoghese di Gianni Alioti)

L’educazione di fronte all’allarme ecologico

Leonardo Boff

Non importa quanti negazionisti ci siano, il fatto che la Terra e l’umanità siano cambiate non può essere contestato. Innanzitutto, si dà per scontato che un piccolo pianeta con beni e servizi (risorse) limitati come la Terra non possa supportare un progetto di sviluppo/crescita illimitato, il motore teorico e pratico che ha messo in moto tutta la modernità. È il conosciuto Earth Overshoot. La cinese Deep Seek, la più avanzata di tutte le piattaforme di IA e liberamente accessibile, ha annunciato “l’insostenibilità umana e l’obsolescenza storica del modello economico neoliberista occidentale”. Esso è destinato a scomparire, non importa quanto prolunghi l’agonia con violenze, aggressioni e guerre. Questo annuncio ha lasciato terrorizzati i proprietari delle Big Tech, che in un istante hanno perso complessivamente un trilione di dollari [in Borsa].

In altre parole: la Terra, considerata un super-organismo vivente, sentendosi sistematicamente aggredita dal modo in cui gli occidentali si sono rapportati con il pianeta e con la natura negli ultimi tre secoli, sfruttandole al massimo in vista di un accumulo illimitato di ricchezza materiale privata e ottenuta attraverso la più agguerrita competizione, reagisce con frequenza sempre maggiore. Invia segnali come un’ampia gamma di virus, di batteri, il più universale dei quali è il coronavirus, eventi estremi come gravi siccità, inondazioni devastanti, erosione della biodiversità e, ultimamente, estesi incendi, inaugurando, oltre agli attuali antropocene e necrocene, una nuova era geologica, forse la più pericolosa, il pirocene (l’era di pyros in greco, del fuoco).

Ma la reazione più sensibile e violenta di Gaia è il riscaldamento globale. Non stiamo andandogli incontro. Ci siamo già dentro. Non è stato rispettato quanto concordato nell’accordo di Parigi del 2015, ovvero ridurre il più possibile le emissioni di gas serra per non raggiungere +1,5 °C entro il 2030. La data è stata anticipata. L’anno 2024 è stato il più caldo nella storia conosciuta, raggiungendo una media di +1,55 ºC e in alcuni luoghi anche +2 ºC o di più. Gli scienziati lo riconoscono: la scienza è arrivata troppo tardi. Non è più possibile invertire questo riscaldamento. Al massimo può avvertire dell’arrivo di eventi estremi e mitigarne gli effetti dannosi. Non abbiamo più bisogno della scienza per fare questa constatazione: ovunque si verificano eventi estremi, che ci fanno capire che il pianeta Terra ha perso il suo equilibrio e ne sta cercando un altro. Questo clima più caldo potrebbe devastare gran parte della biosfera e decimare milioni di esseri umani che non sono in grado di adattarsi a un clima più caldo.

Come uscire da questa crisi planetaria? Non vediamo altra strada realistica che inaugurare un altro paradigma nella relazione con la natura e la Terra vivente: cercare di vivere quel valore presente in tutte le culture e al quale ho dedicato due libri: “La ricerca della giusta misura”, quanto estrarre dalla natura per la nostra sussistenza e quanto preservarla affinché possa rigenerarsi e continuare a offrirci ciò di cui abbiamo bisogno per vivere.

Se il paradigma dominante era quello del dominus, l’essere umano signore e padrone della natura, che non si sentiva parte di essa e che ci ha condotto all’attuale crisi sistemica, ora si impone ciò che il buon senso e la biologia stessa ci hanno insegnato: il frater (il fratello e la sorella). Tutti gli esseri viventi possiedono lo stesso codice genetico di base, come hanno dimostrato Watson e Krick negli anni ’50 quando individuarono la formula per la costruzione della vita, quello che ci rende oggettivamente fratelli e sorelle gli uni degli altri. Un simile paradigma avrebbe il potere di creare una consapevolezza collettiva del fatto che dobbiamo trattarci a vicenda, tra noi esseri umani e con tutti gli altri esseri in natura, come fratelli e sorelle. La cura, la cooperazione, la solidarietà, la compassione e l’amore costituirebbero le basi di questo nuovo modo di abitare il pianeta Terra. Eviteremmo i rischi dell’autodistruzione e creeremmo le condizioni per la continuità della nostra vita su questo pianeta. Altrimenti potremmo conoscere il cammino già percorso dai dinosauri, che 67 milioni di anni fa non riuscirono ad adattarsi ai cambiamenti della Terra e scomparvero per sempre.

È in questo contesto che è urgente arricchire l’educazione con il valore della cura, con l’etica della solidarietà, con il sentimento dell’amorevolezza verso tutti gli esseri e con l’iniziazione alla spiritualità naturale. Come affermava Hannah Arendt: possiamo informarci per tutta la vita senza mai educarci. Oggi dobbiamo educarci in modo adeguato ai cambiamenti in atto. Non si tratta di avere la testa piena di informazioni di ogni tipo, ma di avere una testa ben fatta. Educare non significa riempire un vaso vuoto, ma accendere una luce nella mente.

Come ci avverte la Carta della Terra: “come mai prima nella storia, il nostro destino comune ci chiama a un nuovo inizio. Ciò richiede una nuova mente e un nuovo cuore.” Vale a dire: assumere che la Terra sia viva e sia la nostra Grande Madre; riscattare i diritti del cuore: il legame d’amorevolezza verso tutti gli esseri e superare il loro uso utilitaristico poiché ognuno possiede un valore in sé. Arricchire la ragione intellettuale, così sviluppata nella modernità, con la sensibilità del cuore che ci fa sentire veramente fratelli e sorelle gli uni degli altri, con l’imperativo etico di proteggere e prenderci cura del sacro patrimonio che è la Terra, nostra unica Casa Comune.

Tra gli altri valori, vorrei enfatizzarne uno normalmente dimenticato: il recupero della spiritualità naturale. Non si tratta di una derivazione delle religioni, ma piuttosto di una fonte che attinge a sé stessa, che è la più originale. La spiritualità naturale appartiene alla natura umana come l’intelligenza, la volontà, il potere e la libido. L’intelligenza naturale si esprime attraverso l’amore che non esclude nessuno, attraverso la solidarietà, attraverso il legame affettivo con tutti gli esseri, attraverso la compassione verso coloro che soffrono. Questa spiritualità deve essere presente nella scuola, fin dalla prima infanzia. In questo modo non si formeranno consumatori e utilizzatori di mezzi tecnologici, ma cittadini consapevoli, critici, sensibili e profondamente umanitari.

Leonardo Boff teologo, filosofo, scrittore e ha scritto: A busca pela justa medida: o pescador ambicioso e o peixe encantado, Vozes 2022.

(traduzione dal portoghese di Gianni Alioti)