La disumanità attuale: è andata perduta l’umanità dell’essere umano?

         Leonardo Boff

Nietzsche ha ripetuto più volte che l’inumano (allzumenschlich) appartiene anche all’umano. Ciò deriva dal fatto che la nostra condizione umana è allo stesso tempo razionale e irrazionale, caotica e armoniosa. Non come un difetto della creazione, ma come un dato di fatto della nostra realtà storica. Anche il processo cosmogenico mostra la stessa caratteristica, poiché caos e cosmo vanno insieme. Si tratta, quindi, di una costante cosmologica, sociale e individuale. Che ciò sia vero lo vediamo nella perfida guerra Israele-Hamas. Hamas ha compiuto orribili atti di terrorismo, uccidendo indiscriminatamente abitanti di Israele e sequestrando oltre duecento persone. Israele ha reagito con doppia violenza, uccidendo indiscriminatamente persone, soprattutto bambini e madri, distruggendo ospedali e luoghi sacri. Si è rivelato uno Stato terrorista. Da entrambe le parti veri e propri crimini di guerra che rasentano il genocidio embrionale.

Tutti siamo rimasti sconvolti: come è possibile tanta disumanità? Cosa siamo finalmente? Perché Dio tace di fronte a tanta malvagità? Non sono pochi quelli che disperano dell’umanità. Meritiamo ancora di vivere su questo pianeta? Un’ombra di tristezza e di sconforto segna i volti dei capi di Stato, dei giornalisti e praticamente di tutti coloro che appaiono sugli schermi televisivi e tra noi. In un modo commovente che ci fa piangere, appaiono le figure insanguinate dei palestinesi, che portano in braccio i figli e le figlie assassinate.

Restiamo abbattuti e indignati perché dentro di noi si fa sentire l’altro lato della nostra realtà: siamo principalmente esseri di amore, di empatia, di solidarietà, di compassione e di rinuncia a ogni vendetta. Contro ogni male (ombra) riaffermiamo questa dimensione di bene (luce). La scrittrice e poetessa palestinese Heba Abu Nada, poco prima di essere uccisa sotto le macerie di Gaza, ha lasciato per iscritto in modo impressionante: “siamo persone Giuste e dalla parte della Verità”. Si, lei ci conferma che siamo principalmente giusti e dalla parte della verità, dell’amore e della compassione.

Vale la pena riconoscere, però, che il lato irrazionale e perverso (anche se il momento razionale proprio della natura umana non viene mai del tutto perduto) è predominante in coloro che conducono la guerra, soprattutto Israele, gli USA e i suoi alleati europei, la comunità internazionale ( chi sono?) che resta muta e inerte di fronte alla morte di migliaia di civili e di bambini innocenti nei bombardamenti israeliani. Sembra che sia stata decretata una morte lenta con la chiusura di tutte le frontiere, del cibo, dell’acqua, delle medicine e dell’energia.

Questo è lo scenario delle potenze dominanti, dei signori della guerra, più interessati al conflitto geopolitico e al business miliardario delle armi che a salvare vite umane. Alla fine, dicono, “sono palestinesi, sub-umani” e considerati dai gruppi estremisti in Israele, e persino dal ministro della Difesa, come “animali” e come tali devono essere trattati, eventualmente sterminati.

A questo scenario si contrappongono le moltitudini che in tutto il mondo, nel mondo arabo, negli USA, in Francia, in Germania, in altri paesi e un po’anche  in Brasile, manifestano in migliaia nelle strade e si schierano accanto a coloro che sono puniti collettivamente, i più deboli, dai palestinesi della Striscia di Gaza, dimostrando di volere umanità e non attacchi di disumanità. Anche in situazione di guerra ci sono leggi (ius in bello) che, se violate, costituiscono crimini di guerra come l’uccisione di bambini innocenti, l’attacco a ospedali, scuole e luoghi sacri. Questo è ciò che accade sistematicamente con i bombardamenti.

Cosa ci dice la migliore scienza contemporanea, la scienza della vita, della Terra e del cosmo? Ci convince che il nostro lato umano e luminoso appartiene al DNA (manuale di istruzioni della creazione umana) della nostra natura. James Watson e Francis Crick, nel 1953, descrissero la struttura ad elica della molecola del DNA. Watson nel suo libro “DNA, il segreto della vita” (Adelphi, 2006 ), confermando quanto scritto da San Paolo sull’amore nella prima lettera ai Corinzi, afferma: ”Lamore è così fondamentale per la natura umana che sono certo che la capacità di amare è inscritta nel nostro DNA un San Paolo laico direbbe che lamore è il dono più grande dei nostri geni allumanità…questo impulso, credo, salverà il nostro futuro”.

Neuro-scienziati e biologi non sostengono altro (vedi le opinioni raccolte da Michael Tomasello nel libro Perché noi cooperiamo” (Warum wir kooperieren, Berlino 2010): “Nell’altruismo, uno si sacrifica per l’altro. Nella cooperazione, molti si uniscono in visione del bene comune” (p.14). Il noto neuro-biologo Joachim Bauer del famoso Istituto Max Plank, nel libro Principio umanità: perché noi, per natura, cooperiamo e nell’altro Il gene cooperativo (Das cooperativa Gen, Hamburg 2006 e 2008 ) dimostra: “I geni non sono autonomi e in nessun modo ‘egoisti’ (come falsamente vuole Richard Dawkins), ma si aggregano tra loro nelle cellule dell’intero organismo… tutti i sistemi viventi sono caratterizzati da cooperazione permanente e comunicazione molecolare verso l’interno e verso l’esterno (p.183-184).

Tali affermazioni, che potremmo moltiplicare con altri grandi scienziati, mostrano che ogni violenza e ogni guerra sono contro la nostra natura più essenziale, fatta di cooperazione, amore, solidarietà e compassione, sebbene, come abbiamo affermato in precedenza, vi sia anche l’impulso di morte e di aggressione. Ma questo attraverso la civiltà, le religioni, l’etica e la partecipazione politica di tutti (democrazia ecologico-sociale), attraverso lo sport e l’arte, può essere tenuto sotto controllo, come del resto affermava Sigmund Freud rispondendo ad Albert Einstein.

Ciò a cui stiamo assistendo è la totale mancanza di controllo su questa dimensione oscura e disumana (anche troppo umana) che sta producendo morti e distruzioni. Chi potrebbe impegnarsi a contenere la disumanità e a mantenere il nostro minimo di umanità è vergognosamente inerte di fronte alla pulizia etnica perpetrata dallo Stato di Israele. Nel frattempo migliaia di persone sono uccise sotto le macerie prodotte dagli implacabili attacchi aerei dell’esercito israeliano. Curiosamente, gli Stati Uniti stanno spendendo 100 miliardi di dollari per produrre armi di morte e sostenere la guerra in Ucraina e la guerra tra Israele e Hamas, sostenendo incondizionatamente lo Stato di Israele dando il via libera ad un contrattacco sproporzionato. Nel contempo, la Cina sta impegnando 100 miliardi di dollari per implementare pacificamente la Belt and Road (la via della seta). Sono due tipi opposti di politica, l’uno volto al miglioramento dei paesi, soprattutto quelli più poveri, lungo la via della pace e l’altro della guerra, sempre utilizzata dagli USA in Iraq, Afghanistan, Siria, Libia e in molti altri luoghi per garantire la sua eccezionalità e il suo potere unipolare.

Basta. Ciò che la maggioranza dell’umanità desidera disperatamente è un mondo in cui tutti possano stare in pace, con il sufficiente e dignitoso per tutti, nella stessa Casa Comune, ora in guerra e sotto il fuoco.

Leonardo Boff ha scritto “Fundamentalismo, terrorismo, religião e paz, Vozes 2009; “Homem: Satã ou Anjo Bom”, Record, RJ 2008.

A desumanidade atual: perdeu-se a humanidade do ser humano?

Nietzsche repetiu muitas vezes que o desumano (allzumenschlich) pertence também ao humano. Isso se deriva do fato de nossa condição humana ser simultaneamente racional e irracional, caótica e harmoniosa. Não como defeito de criação, mas como  como dado de nossa realidade histórica. Também o processo cosmogênico mostra a mesma característica, pois caos e cosmos  andam juntos. Temos a ver, portanto, com  uma constante cosmológica, social e  individual. Que isso é verdade vemos na pérfida guerra Israel-Hamas.Este último praticou atos medonhos de terrorismo, de matanças indiscriminadas de habitantes de Israel e sequestro de duas centenas de pessoas. Este último retaliou com dobrada violência, matando também indiscriminadamente pessoas, especialmente crianças e mães, arrasando hospitais e lugares sagrados. Mostrou-se um estado terrorista. Em ambos os lados verdadeiros crimes de guerra beirando o genocídio embrionário.

Todos ficamos estarrecidos: como é possível tanta desumanidade? O que somos finalmente? Por que Deus se cala diante de tanta maldade? Não são poucos os que desesperam da humanidade. Merecemos ainda viver sobre este planeta? Uma sombra de tristeza e de abatimento marca o rosto de chefes de estado, de jornalistas e de praticamente todos que aparecem nas telas de televisão e entre nós. De modo comovedor de nos fazer chorar comparecem as figuras ensanguentadas de palestinos, carregando em seus braços filhinhos e filhinhas assassinadas.

Ficamos abatidos e indignados porque dentro de nós se faz ouvir o outro lado de nossa realidade: somos principalmente seres de amor, de empatia, de solidariedade, de compaixão e de renúncia à toda vingança. Contra toda a maldade, (sombra) reafirmamos essa dimensão de bondade (luz). De forma impactante deixou por escrito pouco antes de ser morta sob os escombros em Gaza, a romancista e poeta  palestina  Heba Abu Nada: “somos pessoas Justas e do lado da Verdade”. Sim, ela nos confirma que somos principalmente justos e do lado da verdade, do amor e da compaixão.

Cabe reconhecer,no entanto, que o lado irracional e perverso (embora nunca se perde totalmente o momento racional pertencente à natureza humana) é predominante naqueles que conduzem a guerra,especialmente Israel,os USA e seus aliados europeus, a comunidade internacional (quem são?) que se mantém calada e inerte face à morte de milhares de civis, crianças inocentes nos bombardeios israelenses. Parece que decretou-se a morte lenta com o fechamento de todas as fronteiras, de comida, de água, de medicantos  e de energia.

Este é o cenário dos poderes dominantes, dos donos da guerra, mais interessados na disputa geopolítica e no bilionário negócio das armas do que em salvar vidas humanas. Afinal, dizem, “são palestinos, sub-humanos” e tidos por grupos extremados de Israel, até pelo ministro da defesa como “animais” e assim devem ser tratados, eventualmente,exterminados.

Tal cenário é contrastado pelas multidões que no mundo inteiro,no mundo árabe, nos USA, na França, na Alemanha, em outros países e também no Brasil que se manifestam aos milhares nas ruas é se colocam ao lado dos castigados coletivamente, dos mais fracos, dos palestinos da Faixa de Gaza, mostrando que querem humanidade e não ataques de desumanidade. Mesmo em situação de guerra existem leis (ius in bello) que, se violadas, configuram crimes de guerra como matar inocentes crianças, atacar hospitais, escolas e lugares sagrados. É o que vem sistematicamente ocorrendo nos bombardeios.

O que nos diz a melhor ciência contemporânea, a ciência da vida, da Terra e so cosmos? Ela nos convence de que o nosso lado humano e luminoso pertence ao DNA (manual de instruções da criação humana) de nossa natureza. James Watson e Francis Crick em 1953 descreveram a estrutura em hélice da molécula DNA.Watson em seu livro”DNA, o segredo da vida”(Companhia das Letras 2005) confirmando o que São Paulo escreveu sobre o amor na primeira epístola aos Coríntios, assevera:”Tão fundamental é o amor à natureza humana que estou certo de que a capacidade de amar está inscrita em nosso DNA – um São Paulo secular diria que o amor é a maior dádiva de nossos genes à humanidade…esse impulso,creio, salvarguará nosso futuro”(p.434).

Não outra coisa sustentam os neurocientistas e biólogos (confira as opiniões reunidas por Michael Tomasello no livro “Por que nós cooperamos”(Warum wir kooperieren,Berlim 2010):”No altruísmo um se sacrifica pelo outro.Na cooperação muitos se unem em vista do bem comum”(p.14). O conhecido neurobiólogo Joachim Bauer do famoso Instituto Max Plank, no livro “Princípio humanidade:por que nós, por natureza, cooperamos e no outro “O gene cooperativo (Das cooperative Gen.Hamburg  2006 e 2008) comprova: “Os gens não são autômanos e de modo algum ‘egoistas’(como quer falsamente Richard Dawkins),mas se agregam uns aos outros nas células da totalidade do organismo…todos os sistema vivos se caracterizam pela permanente cooperação e comunicação molecular para dentro e para fora”(p.183-184).

Tais afirmações que poderíamos multiplicar com outros grandes cientistas, mostram que toda violência e guerra são contra a nossa natureza mais essencial, feita de cooperação, amor, solidariedade e compaixão,embora, como afirmamos anteriormente, exista também o impulso de morte e de agressão. Mas este pela civilização, pelas religiões, pela ética e pela participação política de todos (democracia ecológico-social), pelo esporte e pala arte, possa ser mantido sob controle, como aliás, sugeria Sigmund Freud respondendo a Albert Einstein.

O que estamos assistindo é a falta total de controle sobre esta dimensão obscura e desumana (também demasiadamente humana) que está produzindo mortes e destruição. Aqueles que poderiam se empenhar na contenção da desumanidade e na manutenção de nossa humanidade  mínima, estão, vergonhosamente inertes face à limpeza étnica perpetrada pelo estado de Israel. Enquanto isso milhares estão sendo mortos sob escombros produzidos pelos implacáveis ataques pela força aérea israelense. Curiosamente, os USA estão gastando 100 bilhões de dólares para produzir armas de morte e sustentar a guerra na Ucrânia e a guerra Israel-Hamas, apoiando incondicionalmente o estado de Israel dando luz verde para um desproporcional contra-ataque. Enquanto isso, a China está empenhando 100 bilhões de dólares para implementar pacificamente o Cinturão e a Rota da Seda. São duas modalidades contrárias de política, uma propiciando melhoria dos países, especialmente dos mais pobres pelo caminho da paz e a outra da guerra, sempre usada pelos USA no Iraque, Afgenistão, Síria, Líbia e em outros tantos lugares para asseguar sua excepcionalidade e seu poder unipolar.

Basta. O que as maiorias da humanidade desejam desesperadamente é um mundo onde todos possam caber em paz,com o suficiente e o decente para todos, na mesma Casa Comum, agora em guerra e sob o fogo.

Leonardo Boff escreveu Fundamentalismo, terrorismo, religião e paz, Vozes 2009; Homem: Satã ou Anjo Bom,Record, RJ 2008.

A insanidade da guerra: somos belicosos

     O devastador e letal  ataque ao hospital batista Al-Ahli,sustentado pelos anglicanos, no centro de Gaza é um claro crime de guerra segundo leis internacionais. Há uma guerra de versões sobre quem foi o causador. O que, na verdade, importa são as centenas vidas humanas (471?) ceifadas criminosamente.O fato e as cenas nos tomaram de horror,indignação e solidariedade para com os atingidos e com o povo palestino,vítima de uma punição coletiva.

   Na penosa história dos palestinos em busca de uma pátria,  houve inúmeros assassinatos em massa em Hebron (1929), Dier Yassin (1948), Kufer Qassem (1956), Hebron (1994) o massacre da Marcha do Retorno (2018). Jamais deve ser esquecido e condenado o perverso ato terrorista do Hamas em Israel no dia 7 de outubro, assassinando aleatoriamente mais de mil israelenses, entre eles crianças e duas centenas de reféns.

   O revide do Estado de Israel, com o escandaloso apoio incondicional dos USA, está sendo cruel e sem piedade, atingindo milhares de civis,sendo 50% da população de crianças e de jovens. O cerco total com o corte de água,alimentos e energia, por parte de Israel, constitui um crime humanitário.

   Esta guerra, totalmente assimétrica, nos levanta a grande questão: por que os seres humanos se matam ou se assassinam reciprocamente? Quais são as raízes desta perversidade? É possível a paz entre os humanos e com a natureza?

   Seria longo refletir sobre as várias interpretações do caráter demente e belicoso do ser humano,coisa que tentamos fazer no artigo anterior.Aqui resumimos a questão na troca de cartas entre Albert Einstein e Sigmund Freud.   

   Em 30 de julho de 1932 perguntava Einstein a Freud:” há um modo de libertar os seres humanos da fatalidade da guerra? Existe a possibilidade de dirigir a evolução psíquica a ponto de tornar os seres humanos mais capazes de resistir à psicose do ódio e da destruição”(Natan&Norden,Einstein on Peace,98).

   Freud recorre a esta duas pulsões que sustentou durante a sua toda a sua vida e obra: temos em nós a pulsão de morte (Thánatos) e a pulsão de vida (Eros). Ambos coexistem em cada ser humano. A pulsão de morte responde por todo tipo de violência e guerras que marcam a história pessoal e coletiva da humanidade. A pulsão de vida se expressa pelo amor, pela amizade, pela solidariedade, pela compaixão, também coexistindo em cada ser humano.

   Realisticamente respondeu Freud a Einstein:”Não existe a esperança de poder suprimir de modo direto a agressividade dos seres humanos.Contudo, podem-se recorrer  a vias indiretas, reforçando o Eros, princípio de vida contra o Thánatos, princípio de morte. Tudo o que faz surgir laços emocionais entre os seres humanos age contra a guerra;tudo o que civiliza o ser humano trabalha contra a guerra”(Obras Completas,III:3,215). Mas nos adverte que estas duas pulsões se enfrentam e buscam se equilibrar mas não sabemos qual será a predominância de uma sobre a outra. Termina com uma frase misteriosa e resignada:”esfaimados pensamos no moinho que tão lentamente mói que podemos morrer de fome antes de receber a farinha”. Aqui aparece certo pessimismo de Freud face ao curso de nossa história. Agora estamos, horrorizados, assistindo ao que o grande psicanalista intuiu.

   Não obstante, continuamos a buscar teimosamente a paz e nunca desistiremos. Se não pode ser como estado permanente pelo menos como um espírito que nos faz preferir o diálogo ao confronto, a busca cordial de pontos em comum ao enfrentamento belicoso.

   O pressuposto básico para a paz consiste em afirmar a humanidade em todos e em cada ser humano,independente, de sua condição étnica, cultural, religiosa e de gênero. Devemos todos tratar-nos humanamente. Isso, lamentavelmente, não ocorre. Há supremacistas raciais (de brancos), religiosos e todo tipo de exclusivismos.Por exemplo, o ministro da Defesa israelense, Yoav Gallant, numa atitude tipicamente supremacista declarou numa entrevista a jornalistas internacionais:”nós estamos lutando contra animais e agindo de acordo… utilizando todo o poder bélico para reduzir a Cidade de Gaza a escombros”. Isso só é possível negando humanidade aos habitantes da Faixa de Gaza, feitos não-humanos e, pior, reduzidos a animais.

   Desta forma, todo submetimento de um povo pela violência e pela guerra deixa neste um rastro de amargura, de ódio e de desejo de vingança, que dará origem a reações violentas, a atentados e a novos conflitos. Há de se considerar que Israel matou cerca de 15 vezes mais civis do que palestinos durante a última década como afirmou o prof.Oren Yiftachel, judeu israelense da Universidade Urban  Studies da Ben Gurion University of Negev.   Há que se buscar o encontro confiado e cordial entre todos os diferentes povos. Belo exemplo nos dá o regente de orquestra, o judeu Daniel Barenboim que em sua orquestra e escola em Israel convivem e cultivam a música israelenses,palestinos e judeus juntos. Afirma:”Isso reforça a minha convicção de que só pode haver uma solução para o conflito: com base no humanismo, na justiça e na igualdade e sem força armada e ocupação”. A paz é resultado e consequência deste tipo de atitude, bem expressa na Carta da Terra quando “reconhece que a paz é a plenitude que resulta de relações corretas consigo mesmo, com outras pessoas, com outras culturas, com outras vidas, com a Terra e com o Todo maior do qual somos parte”(IV,16f).

   É triste constatar que na terra do Príncipe da Paz, Jesus de Nazaré,ocorram tais violências brutais e guerras devastadoras,cujas vítimas são na maioria civis e  inocentes mães e crianças.

   No final nos cabe proclamar Shalom,Salam, Pax et  Bonum, Paz e Bem.

Leonardo Boff escreveu Virtudes para outro mundo possível, vol.III, Beber e comer juntos e viver em paz, Vozes 2006; Oração de São Francisco:uma mensagem de paz para o mundo atual,Vozes 2014.

Irrumpieron los jinetes del Apocalipsis: la guerra Hamas-Israel

Leonardo Boff*

En estos días de octubre hemos visto  espantados la guerra que ha estallado entre el grupo terrorista Hamas de Palestina y el estado de Israel, atacado por sorpresa, y la fuerte reacción de este último. Dada la violencia empleada,  con cientos de víctimas en ambos lados, especialmente población inocente, parecería que irrumpió el jinete del Apocalipsis, el de la guerra destructora (Apoc 9,13-19).

Los cohetes, los misiles, los drones, los tanques, los bombarderos, los cazas, las bombas inteligentes y los  propios soldados, hechos pequeñas máquinas de matar, se parecen a figuras salidas de las páginas del libro del Apocalipsis.

Todos los que venimos de una visión pacifista del mundo, de la ecología, de la integración armónica de las oposiciones, del proceso evolutivo, concebido como abierto para formas cada vez más complejas, altas y ordenadas de relaciones e incluso las advertencias del Papa Francisco sobre la alarma ecológica, nos preguntamos angustiados: ¿cómo es posible que hayamos llegado a tales niveles de destrucción? ¿Cómo entender los fenómenos que acompañan el escenario de esta guerra, como la invasión de Israel por terroristas de Hamas, matando indiscriminadamente civiles, secuestrando personas, niños, personas mayores y militares, las fake news, la distorsión planeada de los hechos y la manipulación de las creencias religiosas? Es importante no olvidar los muchos años de durisima y violenta dominación de Israel sobre la región de Gaza y  los palestinos en general. Esto ha provocado resentimiento y mucho odio que está en la base de los permanentes conflictos en la región. Pero todo esto no acalla la pregunta: ¿ qué es lo somos nosotros, seres humanos, capaces de tanta barbarie?

Y  las guerras se han transformado cada vez más en guerras totales, causando más víctimas entre las poblaciones civiles que entre los combatientes. Max Born, premio Nobel de física (1954) denunció la prevalencia de la matanza de civiles en la guerra moderna. En la primera guerra mundial murieron sólo un 5% de civiles, en la segunda guerra, el 50%, en la guerra de Corea y Vietnam el 85%. Y datos recientes muestran que contra Irak y la ex-Yugoslavia, en Ucrania el 98% de las víctimas son civiles. En la presente guerra, entre el grupo Hamas e Israel los datos deberán ser de proporciones semejantes, por lo que se deduce de las palabras amenazantes del primer ministro de Israel, Benjamín Netanyahu.

Según el historiador Alfred Weber, hermano de Max Weber, de los 3.400 años de historia  de la humanidad que podemos datar con documentos, 3.166 han sido de guerra. Los restantes 234 no han sido ciertamente de paz sino de tregua y de preparación para otra guerra.

Frente a este drama que da miedo irrumpe una pregunta radical: ¿Cuál es el sentido del ser, de la vida y de la historia? ¿Cómo  iluminar ese anti-fenómeno?

No tenemos otra categoría para iluminar ese enigma sino reconocer que es la explosión y la implosión de la demencia, inscrita en el ser  humano, tal como lo conocemos. Somos también seres de demencia, de exceso, de voluntad de dominar, estrangular y asesinar. Esto fue ampliamente ilustrado en las guerras del siglo XX que causaron la muerte de 200 millones de personas y en los actos espectaculares perpetrados por el terrorismo y fundamentalismo islámico como la destrucción de las Torres Gemelas en Estados Unidos y actualmente por el sorprendente y terrible ataque de las milicias de Hamas (parte rechazada por los palestinos) al estado de Israel.

Lo enigmático es que esa demencia viene siempre junto con la sapiencia. La sapiencia  es nuestra capacidad de amar, de cuidar, de  extasiarse y de abrirse al Infinito. Somos, simultáneamente, todos sin excepción, sapiens y demens, es decir, seres humanos sapientes y  dementes.

El paradigma dominante de nuestra cultura, asentado sobre la voluntad de poder y de dominación, creó las condiciones para que nuestra demencia colectiva se manifestase poderosamente y predominase. Ese espíritu de guerra está presente en la economía de mercado financierizada, en la guerra del trigo, del maíz, de los automóviles, de las computadoras, de los móviles, de los grupos religiosos y hasta de los centros de investigación.

Por otro lado, nunca dejó de aparecer, en ningún  tiempo, también nuestra dimensión sapiente. Plazas de todo el mundo se llenan de multitudes clamando por paz y nunca más la guerra, siempre que aparece la amenaza de conflicto  como forma de resolver problemas. Líderes políticos, intelectuales y religiosos, alzan su  voz y alimentan el lado luminoso y pacífico de los seres humanos y no nos dejan desesperar. Jesús, San Francisco de Asís, M. Gandhi, Luther King Jr, Dom Helder Câmara, entre otros se transformaron en referencias de la anti-violencia y en paladines de la paz.

¿Qué salida encontraremos para este  problema con dimensiones metafísicas? Hasta hoy no sabemos exactamente.

La salida más realista y más sabia parece ser la expresada en la oración de la Paz de San Francisco de Asís, el hermano universal, de la naturaleza, de los animales, de las montañas y de las estrellas. En esa oración, ampliamente divulgada y hecha  credo común por el macroecumenismo, es decir, por el ecumenismo entre las religiones y las iglesias, encontramos una clave iluminadora.

Los términos de la oración dejan clara la conciencia  del carácter contradictorio de la condición humana, hecha de amor y de odio, de sapiencia y de demencia. Se parte de esta contradicción, pero se afirma confiadamente el polo positivo con la certeza de que él limitará e integrará el polo negativo.

La lección, subyacente a la oración de San Francisco, es esta: no se cura la demencia sino reforzando la sapiencia. Por eso, en sus palabras: “donde haya odio, que yo lleve amor; donde haya discordia, que yo lleve unión; donde haya desesperación, que yo lleve esperanza; donde haya oscuridad,  que yo lleve la luz”. Porque es más importante “amar que ser amado,  comprender  que ser comprendido, perdonar que ser perdonado, pues es dando como recibiremos y muriendo  como se vive para la vida eterna”.

En esta sabiduría de los sencillos quizá se encuentre el secreto de la superación de las voluntades que quieren la violencia y la guerra como forma de resolver conflictos o de hacer valer los intereses de unos contra los otros, como está ocurriendo en la actual guerra Hamas-Israel.

El camino de la paz, enseñaba Gandhi, es la propia paz. Sólo medios pacíficos producen la paz. La paz es, a un tiempo, meta y método, fin y medio. Ojalá ese espíritu acabe triunfando sobre la violencia brutal en la presente guerra, profundamente asimétrica, entre el pequeño y violento grupo de Hamas y el también pequeño pero poderoso   estado de Israel.

Leonardo Boff ha escrito: La búsqueda de la justa medida (I y II), Vozes  2023; La oración de San Francisco: un mensaje de paz para el mundo de hoy Vozes y Sal Terrae 2014; Fundamentalismo, terrorismo, religión y paz