Pedido al ex presidente Lula para que asuma un ministerio en el gobierno Dilma

Estimado amigo-hermano Lula:

Te escribo bajo la presión de la situación política actual y a petición de muchos amigos comunes. Seré breve.

Existe el riesgo de que las conquistas sociales conseguidas para los más vulnerables de nuestro país, gracias a tus políticas de inclusión social productiva, se anulen y se pierdan. El proyecto de la macroeconomía mundial bajo la presión de los grupos neoliberales nacionales e internacionales puede llevar al poder a aquellos para los cuales las grandes mayorías son peso muerto de la historia, y para la cuales sólo hay políticas pobres para los pobres. Este proyecto social del PT, de sus aliados y también de la Iglesia de la liberación, que se apoya en el amor a los pobres del Papa Francisco, tiene que ser salvado como punto de honor, como imperativo ético y como sentido de la más alta humanidad.

Por tanto, soy de la opinión de que tú, mi querido amigo-hermano Lula, debes asumir un cargo de Ministro de la República. El interés de la nación está por encima de la carrera política personal. Contigo en la conducción de las negociaciones políticas estaremos seguros de que allí habrá alguien que, con autoridad y fuerza de convicción, ayudará a conseguir una solución política y social que salve nuestra frágil democracia y garantice la continuidad de las medidas sociales humanizadoras.

Y evitará además, lo que realmente temo, un derramamiento de sangre en las calles entre grupos enfrentados. Esto sería un argumento de tus oponentes para tomar medidas drásticas que implicarían la destitución de la presidenta Dilma. Y lo que es peor, veríamos amenazada la paz social que tanto anhelamos.

Si por desgracia esto no diera resultado, tú caerías como un árbol inmenso, con dignidad y nobleza.

Con una súplica a Aquel que conoce todos los destinos de los pueblos y del nuestro, te renuevo mi pedido con mis mejores deseos para ti, para Marisa y para toda tu familia de parte mía y de Marcia, que mucho te amamos y admiramos

Leonardo Boff y Marcia Miranda

QUATTRO MINACCE ALLA MADRE TERRA COME AFFRONTARLE

Quattro sono le minacce che pesano sulla nostra Casa Comune e che esigono da noi un’attenzione speciale.

La prima è la vista della Terra impoverita e senza certezze dei tempi moderni. Lei è stata condannata a impietoso sfruttamento per aumentare la ricchezza. Sotto questo aspetto ci ha procurato benefici innegabili, ma ha portato con sé anche uno squilibrio in tutti gli ecosistemi, che hanno scatenato l’attuale crisi ecologica generalizzata. In questa ricerca forsennata, intere popolazioni come in America Latina sono state eliminate, devastata la foresta atlantica e, in parte, la savana.

Nel gennaio del 2015, 18 scienziati hanno pubblicato sulla famosa rivista “Science”,, uno studio sopra “I limiti planetari: una guida per lo sviluppo umano in un mondo in cambiamento”. Hanno elencato 9 dati fondamentali per la continuità della vita. Tra questi stava l’equilibrio dei climi il mantenimento della biodiversità, difesa dello strato di ozono, controllo dell’acidificazione degli oceani, e altri ancora. Tutti gli item sono in stato di erosione. Ma i due più degradati, sono classificati come “limiti fondamentali”: cambiamento climatico e estinzione delle specie. La rottura di queste due frontiere basilari può condurre la civiltà al collasso.

Aver cura della Terra in questo contesto vuol dire che al paradigma della conquista che devasta la natura dobbiamo opporre il paradigma della cura che difende la natura. Dobbiamo certo produrre quello che ci occorre per vivere, ma con attenzione ed entro limiti sopportabili di ogni regione e con la ricchezza di ciascun ecosistema.

La seconda minaccia è la macchina di morte, le armi di distruzione di massa: armi chimiche, biologiche e nucleari. Esse sono già pronte sulle rampe di lancio e possono distruggere tutta la vita del pianeta in 25 forme differenti. Siccome la sicurezza non è mai totale, dobbiamo fare attenzione che non siano usate in guerra e che i meccanismi di sicurezza siano sempre più efficaci.

A questa minaccia dobbiamo opporre una cultura di pace, di rispetto dei diritti della vita, della Natura e della Madre Terra, di distensione e dialogo tra i popoli. Invece di vinci-perdi, vivere il vinci-vinci, cercando convergenze nelle diversità. Questo significa creare equilibrio e generare cura.

La terza minaccia è la scarsità di acqua potabile. Di tutta l’acqua che esiste sulla Terra solo il 3% è dolce, Il resto, salata. Di questi 3%, il 70% viene impiegato in agricoltura, il 20% all’industria e solo il 10% di questo 3% è destinato agli usi domestici. Volume irrisorio che significa che più di un miliardo di persone vivono con quantità insufficienti di acqua potabile.

Aver cura della Terra vuol dire aver cura delle foreste, perché sono la protezione naturale di tutte le acque. Aver cura dell’acqua significa darsi da fare perché le sorgenti siano circondate da alberi, che i fiumi abbiano la loro vegetazione cigliare, perché sono loro che alimentano le sorgenti. Purtroppo più di metà delle foreste umide è stata distrutta, alterando i climi, lasciando i fiumi a secco, o diminuendo l’acqua delle falde acquifere. La cosa migliore che possiamo fare è sempre riforestare.

La quarta grande minaccia è rappresentata dal progressivo riscaldamento della Terra. Fa parte della geofisica del pianeta che conosca fasi alterne di freddo e caldo. La realtà è che questo rito naturale è stato alterato per l’eccesso di intervento umano su tutti i fronti della natura e della Terra. L’anidride carbonica, il metano e altri gas del processo industriale hanno creato una nube che circonda tutta la Terra e mantiene il calore qui in basso. Siamo vicini ai 2 gradi Celsius. Con questa temperatura, si può ancora amministrare i cicli della vita.

La COP 21 di Parigi, sul finire del 2015 ha creato un consenso tra 192 nazioni che si sono impegnate a fare di tutto per non arrivare a 2C, anzi con la tendenza all’1,5, il livello della società preindustriale. Superato tale livello, la specie umana sarà pericolosamente minacciata.

Non senza ragione gli scienziati hanno creato una parola nuova per qualificare il nostro tempo: l’antropocene. Questo configurerebbe una nuova era geologica, nella quale la grande minaccia per la vita, il vero Satana della Terra, è proprio l’essere umano con la sua irresponsabilità, mancanza di attenzione e cura.

C’è chi azzarda l’ipotesi secondo cui la Madre Terra non ci vorrebbe più in casa sua. Troverebbe un modo per eliminarci, o con un disastro ecologico di proporzioni apocalittiche, oppure un super-batterio potentissimo e inattaccabile, che permetterebbe alle altre specie di prosperare, assente la minaccia umana, e il processo di evoluzione.

Contro il riscaldamento globale dobbiamo cercare fonti alternative di energia, quella solare e quella eolica, visto che quella fossile, il petrolio, motore della nostra civiltà industriale, produce la gran parte dell’anidride carbonica. Dobbiamo vivere i vari ‘r’ della Carta della Terra:

Ridurre, Riusare, Riciclare, Riforestare, Rispettare, Rifiutare ogni appello al consumo. Tutto quello che possa inquinare l’aria deve essere evitato per impedire il riscaldamento globale.

*Leonardo Boff, columnist del JB on line e ecoteologo, autore con Mark Hathaway de Il Tao della liberazione, Campo dei Fiori 2014.

Traduzione di Romano Baraglia e Lidia Arato

Los derrotados en las urnas quieren ganar por el poder y no por las vías legales

En la maraña de las discusiones actuales relativas a la corrupción hay que desvelar lo que está oculto y pasa desapercibido a los ojos poco críticos. ¿Qué es lo que está oculto? La voluntad persistente de los grupos dominantes que no aceptan la ascensión de las masas populares a los bienes mínimos de la ciudadanía y quieren mantenerlas donde siempre fueron mantenidas: al margen, como ejército de reserva barato para su servicio.

La investigación jurídico-policial de los delitos de Petrobras implica a grandes empresas, al PT y también a muchos otros partidos, el PPS, el PMDB y el PSDB, beneficiados con subsidios y propinas para sus campañas. ¿Por qué está siendo llevada de manera que se centra únicamente en los miembros del PT? El objetivo principal parece no ser la condena de los delitos, que obviamente deben ser investigados, juzgados y castigados. Pero el PT no está solo en este embrollo, la mayoría de los grandes partidos están metidos en él. ¿Cuál de ellos no recibió millones de Petrobras y de las empresas para sus campañas? ¿Por qué el Ministerio Público, la Policía Federal y el juez Sergio Moro no los investiga, ya que pretende limpiar el país? ¿Alguno de esos candidatos vendió su casa de campo, su sitio o alguno de sus bienes para financiar su campaña millonaria? Se financiaron por la caja B, ilegal, considerada práctica corriente en nuestra democracia de bajísima intensidad.

Es ingenuo y engañoso pensar que estos cuerpos, incluyendo los diversos niveles de la justicia hasta los más altos, no están imbuidos de intenciones y de ideología. Que nos lo digan los clásicos de la ideología como Jürgen Habermas y Michel Foucault que demostraron que no hay ningún espacio social inmune a intereses, y por eso al discurso de la ideología, y que no se mueva por algún propósito. Es propio del discurso ocultador de los golpistas enfatizar la completa independencia de estas instancias y su carácter de imparcialidad. La realidad del pasado y del presente revela otra cosa muy distinta.

Un determinado propósito ideológico de los órganos de poder vinculados al poder policial, jurídico y de las supremas cortes articulados con medios de comunicación privados de ámbito nacional, de reconocido carácter conservador cuando no reaccionario y antipopular, serviría de nexo de unión entre todos ellos con la intención de garantizar cierto tipo de orden que siempre los benefició y que ahora con el PT y aliados ha sido puesto en jaque.

¿Por qué el intento sistemático de desmontar la figura de Lula, llevado bajo coerción a declarar en la Policía Federal, después de haberlo hecho tres veces antes? Es el deseo perverso de destruirlo como referencia para todos aquellos que ven en él el político venido de lo más profundo de nuestro país, sobreviviente del hambre, que finalmente, con su carisma, llegó al centro del poder. El consiguió la cosa más importante para una persona: su dignidad. El pueblo siempre había sido considerado por los dueños del poder como un bueno para nada, plebe ignorante y sobrante. Sufrido, se cansó de ver frustrada su esperanza de mejorías mínimas. La conciliación entre las clases, tónica de nuestra sociedad política, siempre se hizo para allanar el camino de los grupos poderosos y negar beneficios al pueblo. Con el PT hubo una inflexión en esta lógica excluyente.

Ahora se hace visible el propósito de las clases que no aceptan haber sido un día apeadas del poder. Quieren volver a cualquier coste. Se dan cuenta de que por la vía electoral no lo van a conseguir debido a la mediocridad de sus líderes y a la falta de un proyecto que devuelva esperanza al pueblo, lacayos que son del poder imperial globalizado. Quieren conseguirlo manipulando las leyes, suscitando odio e intolerancia como nunca antes ha habido en esta proporción en nuestra historia. Es la lucha de clases, sí. Este tema no es pasado. No es invención. Es un dato de la realidad. Basta ver lo que se dice en los medios sociales. Parece que se abrió la boca del infierno para las palabrotas, la falta de respeto, la voluntad de demonizar al otro.

La política no está hecha de confrontación de ideas, de proyectos políticos y de lecturas diferentes de nuestra situación de crisis, que no es solo nuestra sino del mundo. Es algo más perverso: es la voluntad de destruir a Lula, de liquidar al PT y ponerlo contra el pueblo. Temen que Lula vuelva para completar las políticas que fueron buenas para las grandes mayorías y que les dieron conciencia y dignidad. Lo que los dueños del poder temen más es un pueblo que piensa. Lo quieren ignorante para poder dominarlo ideológica y políticamente y asegurar así sus privilegios.

Pero no lo conseguirán. Son tan obtusos y carentes de creatividad en su hambre de poder que utilizan las mismas tácticas de 1954 contra Vargas o de 1964 contra Jango (João Goulart). Se trataba siempre de detener las demandas del pueblo por más derechos, lo que suponía reducción de los privilegios y una mejora de la democracia. Pero los tiempos han cambiado. No van a prosperar porque ya hay una acumulación de conciencia y de presión popular que los llevará al ridículo, a pesar de sus portavoces mediáticos, verdaderos “escarabajos peloteros” que recogen lo peor que encuentran para seguir mintiendo, distorsionando, inventando escenarios dramáticos para desfigurar la esperanza popular y así lograr su retorno por la fuerza y no por los derechos democráticos.

Pero, “No, no pasarán…”

Leonardo Boff no está afiliado al PT, pero se interesa por el destino de los más sufridos de nuestra patria que el PT ayudó a sacar de la miseria.

Traducción de MJ Gavito Milano

Amenazas a la Madre Tierra y cómo hacerles frente

Hay cuatro amenazas que pesan sobre nuestra Casa Común y que exigen de nosotros especial cuidado.

La primera es la visión pobre de los tiempos modernos de la Tierra sin vida y sin propósito: objeto de la explotación despiadada con vistas al enriquecimiento. Tal visión, que ha traído beneficios innegables, ha acarreado también un desequilibrio en todos los ecosistemas que ha provocado la actual crisis ecológica generalizada. Con ese afán fueron eliminados pueblos enteros, como en América Latina, se devastó la selva atlántica y, en parte, el cerrado.

En enero de 2015, 18 científicos publicaron en la famosa revista Science un estudio sobre “Los limites planetarios: una guía para un desarrollo humano en un planeta en mutación”. Enumeraron 9 aspectos fundamentales para la continuidad de la vida. Entre ellos estaban el equilibrio de los climas, el mantenimiento de la biodiversidad, la preservación de la capa de ozono, el control de la acidificación de los océanos. Todos estos aspectos se encuentran en estado de erosión. Pero dos, que ellos llaman los “límites fundamentales”, son los más degradados: el cambio climático y la extinción de las especies. La quiebra de estas dos fronteras fundamentales puede llevar a nuestra civilización al colapso.

En este contexto, cuidar la Tierra significa que al paradigma de la conquista, que devasta la naturaleza, debemos oponer el paradigma del cuidado, que protege la naturaleza. Este cura las heridas pasadas y evita las futuras. El cuidado nos lleva a convivir amigablemente con todos los demás seres y a respetar los ritmos de la naturaleza. Debemos producir lo que necesitamos para vivir, pero con cuidado, dentro de los limites soportables de cada región y con la riqueza de cada ecosistema.

La segunda amenaza consiste en la máquina de muerte de las armas de destrucción masiva: armas químicas, biológicas y nucleares. Estas armas, que ya están montadas, pueden destruir toda la vida del planeta de 25 formas diferentes. Como la seguridad nunca es total tenemos que cuidar que no sean usadas en guerras y que los mecanismos de seguridad sean cada vez más estrictos.

A esta amenaza debemos oponer una cultura de paz, de respeto a los derechos de la vida, de la naturaleza y de la Madre Tierra, la distensión y el diálogo entre los pueblos. En vez del gana-pierde, vivir el gana-gana, buscando convergencias en las diversidades. Esto significa crear equilibrio y generar el cuidado.

La tercera amenaza es la falta de agua potable. De toda el agua que existe en la Tierra solo el 3% es agua dulce, el resto es salada. De este 3%, el 70% va a la agricultura, el 20% a la industria y solamente un 10% va al uso humano. Es un volumen irrisorio, lo que explica que más de mil millones de personas vivan con insuficiencia de agua potable.

Tenemos que cuidar el agua de la Tierra y cuidar los bosques y las selvas, pues son las protectoras naturales de todas las aguas. Cuidar del agua exige velar para que las nacientes estén rodeadas de árboles y todos los ríos tengan su vegetación de ribera, pues esta alimenta las nacientes. Sucede que más de la mitad de las selvas húmedas han sido deforestadas, alterando los climas, secando ríos o disminuyendo el agua de los acuíferos. Lo que mejor podemos hacer siempre es reforestar.

La cuarta gran amenaza está representada por el calentamiento creciente de la Tierra. Es propio de la geofísica del planeta que este conozca fases de frío y fases de calor que siempre se alternan. Pero este ritmo natural ha sido alterado por la excesiva intervención humana en todos los frentes de la naturaleza y de la Tierra. El dióxido de carbono, el metano y otros gases del proceso industrialista han creado una nube que rodea toda la Tierra y retiene el calor aquí abajo. Estamos cerca de los 2 grados centígrados. Con esta temperatura todavía se pueden administrar los ciclos de la vida.

La COP21 de Paris a finales del 2015 creó un consenso entre los 192 países con el fin de hacer todo lo posible para no llegar a los 2 grados centígrados, y tender a 1,5 grados centígrados, el nivel de la sociedad preindustrial. Si sobrepasamos este nivel, la especie humana estará peligrosamente amenazada.

No sin razón los científicos han creado una nueva palabra para calificar nuestro tiempo: el antropoceno. Este configuraría una nueva era geológica, en la cual la gran amenaza a la vida, el verdadero Satán de la Tierra, es el propio ser humano con su irresponsabilidad y falta de cuidado.

Otros lanzan la hipótesis según la cual la Madre Tierra no nos querría mas viviendo en su Casa y buscaría la manera de eliminarnos, ya fuera mediante un desastre ecológico de proporciones apocalípticas o por alguna superbacteria poderosísima e inatacable, permitiendo así que las otras especies ya no se sientan amenazadas por nosotros y puedan continuar con el proceso evolutivo.

Contra el calentamiento global debemos buscar fuentes alternativas de energía, como la solar y la eólica, pues la fósil, el petróleo, el motor de nuestra civilización industrial, produce en gran parte dióxido de carbono. Tenemos que poner en páctica las distintas erres (r) de la Carta de la Tierra: reducir, reusar y reciclar, reforestar, respetar y rechazar las llamadas al consumo. Todo lo que pueda contaminar el aire debe ser evitado para impedir el calentamiento global.

* Leonardo Boff es columnista del JB online y escribió Los derechos del corazón, Paulus 2016.

Traducción de MJ Gavito Milano