Forderungen an den neoliberalen Kapitalismus in der Krise

 

Die Krise des Neoliberalismus hat das Herz jener Länder erreicht, die sich am meisten das Recht anmaßen, nicht nur die wirtschaftlich-finanziellen Vorgänge zu bestimmen, sondern auch den Gang der Geschichte der Menschheit zu bestimmen. Es ist eine Krise der politischen Ideologie des minimalisierten Staates und der Privatisierung der Gemeingüter wie auch der kapitalistischen Produktionsweise, die sich extrem ver-schlimmert hat durch eine Machtkonzentration, wie sie die Geschichte noch nie zuvor erlebt hat. Unserer Meinung nach wird diese Krise eine systemische und endgültige sein.

Dem Kapitalismus ist es bisher noch immer gelungen, die Mittel zum Zweck der grenzenlosen Anhäufung von Reichtum zu finden und sie auch alle einzusetzen, einschließlich des Krieges. Kapitalismus gewann durch Zerstörung und anschließend durch den Wiederaufbau. Die Krise von 1929 wurde nicht durch wirt-schaftspolitische Mittel gelöst, sondern durch den 2. Weltkrieg. Ein solcher Verlauf scheint nun unpraktikabel, denn Krieg ist so zerstörerisch geworden, dass er die ganze Menschheit ausrotten könnte und den Großteil der Biosphäre. Es ist jedoch nicht sicher, ob der Kapitalismus in seinem Wahnsinn nicht doch zu diesem Mittel greifen würde.

Diesmal gibt es zwei unüberwindliche Hindernisse, die Recht zur Annahme geben, dass sich die historische Zeit des Kapitalismus zum Ende neigt.  Das erste besteht in einer saturierten Welt, d. h. der Kapitalismus hat sich auf globalem Level flächendeckend ausgebreitet. Das andere, wirklich unüberwindliche Hindernis sind die Grenzen des Planeten Erde. Ihre Güter und Dienste sind begrenzt, und viele von ihnen sind nicht erneuerbar. Wie der italienische Analyst Luigi Soja versichert, hat die letzte Generation mehr Energiequellen verbraucht als alle vorige Generationen zusammen. Was werden wir tun, wenn sie auf ein kritisches Niveau fallen oder ganz einfach erschöpft sein werden? Die Trinkwasser-Knappheit kann dazu führen, dass die Menschheit mit der Dezimierung um Millionen von Leben konfrontiert sein wird.

Bisher wurden die vorgeschlagenen Regulierungen und Kontrollen einfach ignoriert. Die UN Kommission für die internationale Finanz- und Währungskrise, deren Koordinator der Nobelpreisträger für Wirtschaft, Joseph Stiglitz (bekannt als Stiglitz-Kommission) war, unternahm im Januar 2009 große Anstrengungen, um system-interne Reformen im Sinne des Keynesianismus zu unterbreiten. Sie schlug eine Reform der internationalen Finanzorganismen (IWF, Weltbank) vor, sowie der Welthandelsorganisation (World Trade Organization). Sie sah die Schaffung eines weltweiten Rats für Wirtschaftliche Koordinierung auf demselben Niveau wie der Sicherheitsrat vor, die Errichtung eines Systems globaler Reserven als Referenzwährung und als Gegen-gewicht zur Vorherrschaft des Dollars, die Institution eines internationalen Steuersystems, die Abschaffung von Steuerparadiesen und des Bankgeheimnisses und schließlich die Reform des Ratingsystems. Dies alles wurde abgelehnt. Die Vereinten Nationen akzeptierten nur die Einrichtung einer ständigen Expertengruppe zur Krisenprävention, für die sich kein Staat interessiert, denn das, was wirklich zählt, sind die Börsen und die Finanzspekulation.

Aufgrund dieser enttäuschenden Erkenntnis sind wir davon überzeugt, dass die Logik dieses vorherrschen-den Systems den Planeten zu einem für uns unangenehmen Ort werden lassen kann und zu solch schwer wiegenden sozio-ökologischen Katastrophen führen kann, dass diese unsere Zivilisation und die mensch-liche Spezies bedrohen könnten. Bei Rio+20 bekam dieser Typus von Kapitalismus einen grünen Anstrich, um alle Naturgüter und -dienstleistungen, die Gemeingüter sind, mit einem Preis zu versehen. Tatsache ist, dass es an mittel- und langfristigen Bedingungen fehlt, um diese Vorherrschaft zu sichern. Es muss eine andere Weise entstehen, die Erde zu bewohnen und ihre Güter und Dienstleistungen zu  nutzen.

Übersetzt von Bettina Goldhartnack

L’ottica dell’evoluzione cósmica rimanda ‘esperanza’

 

Dimentichiamo per un momento la nostra visione quotidiana delle cose e tentiamo una lettura della nostra crisi attuale col metro del tempo cosmico. Così forse possiamo capirla meglio, relativizzarla e guadagnare in profondità in funzione della speranza.

Il tempo del cosmo.

Immaginiamo che più o meno 13 miliardi di anni di storia dell’universo siano condensati in un unico secolo. Ogni «anno cosmico» sarebbe equivalente a 113 milioni di anni terrestri. Da questo punto di vista, la terra nasce nell’anno 70 del secolo cosmico e la vita compare negli oceani, con nostra sorpresa, poco dopo, nell’anno 73. Durante quasi due decenni cosmici essa rimane praticamente limitata ai batteri unicellulari. Nell’anno 93, una nuova fase creativa s’inaugura con l’apparizione della riproduzione sessuale degli organismi vivi.

Questi, insieme ad altre forze, furono responsabili del cambiamento della faccia del pianeta, visto che sono stati loro a  trasformare radicalmente l’atmosfera, gli oceani, la geologia della Terra. Tutto ciò ha permesso al nostro pianeta di sostenere forme di vita più complesse. Gran parte della biosfera è creazione di questi microorganismi. In questa nuova fase il processo evolutivo si accelera rapidamente. Due anni più tardi, nell’anno 95, compaiono i primi organismi pluricellulari. Un anno più tardi, nel 96, assistiamo all’apparizione dei sistemi nervosi e nell’anno 97alla nascita dei primi organismi invertebrati. I mammiferi appariranno verso la metà dell’anno 98,  ossia due mesi dopo i dinosauri e un’immensa varietà di piante.

Cinque mesi cosmici fa, gli asteroidi cominciano a cadere sulla Terra distruggendo molte specie, compresi i dinosauri. Tuttavia, un poco dopo, la Terra, come per vendetta, produce una diversità di vita come mai prima di allora. È in questa era, quando sono apparsi i fiori, che i nostri lontani antenati entrano nello scenario dell’evoluzione. Subito diventano bipedi (12 giorni cosmici fa), e con l’homo habilis  cominciano a usare strumenti (circa sei giorni cosmici fa), mentre l’homo herectus  conquista il fuoco (soltanto un giorno cosmico fa). Dodici ore cosmiche fa, appaiono gli umani moderni (homo sapiens). Verso sera e durante la notte di questo primo giorno cosmico noi siamo vissuti in armonia con la natura e attenti ai suoi ritmi e pericoli. Fino a 40 minuti fa, la nostra presenza ha avuto pochissimo impatto sulla comunità biotica, momento in cui abbiamo cominciato a domesticare piante e animali e a sviluppare l’agricoltura.

A partire da allora, gli interventi sulla natura sono diventati sempre più intensi fino a quando, 20 minuti fa, abbiamo cominciato a costruire e ad abitare  città. Soltanto due minuti fa l’impatto è diventato realmente minaccioso. L’Europa si è trasformata in una città tecnologica e ha dilatato il suo potere attraverso lo sfruttamento colonialista. In questa fase si è formato il progetto-mondo creando un centro con varie periferie e un fossato tra ricchi e poveri. Negli ultimi 12 secondi (a partire dal 1950) il ritmo dello sfruttamento e distruzione ecologica si è accelerato drammaticamente. In questo breve periodo di tempo, abbiamo abbattuto quasi metà delle grandi foreste. Nei prossimi 20 secondi cosmici, le temperature della Terra salgono di 0,5°C e possono, tra poco, arrivare fino a 5°C, mettendo a rischio gran parte della biosfera e milioni di persone.

Negli ultimi cinque secondi cosmici la Terra ha perso una quantità di suolo equivalente a tutta la terra coltivabile della Francia e della Cina ed è stata inondata da decine di migliaia di nuovi prodotti chimici, molti dei quali altamente tossici, che minacciano le basi della vita. Già adesso stiamo decimando tra  27-100.000 specie di esseri viventi ogni anno. Nei prossimi sette secondi cosmici, alcuni scienziati stimano che tra il 20 e il 50%  di tutte le specie spariranno. Quando è che si fermerà questo processo? Perché tanta devastazione? Rispondiamo:  affinché una piccola porzione dell’umanità potesse o privatamente o in modo corporativo sfruttare i benefici di questo progetto di civiltà. Il 20% dei più ricchi guadagna attualmente 200 volte più che il 20% dei poveri. All’inizio del 2008, prima della crisi economico finanziaria attuale, c’erano 1195 miliardari che possedevano insieme 4,4 trilioni di dollari, ossia più o meno il doppio della rendita annuale del 50% dei più poveri. In termini di rendita l’1% più ricco dell’umanità guadagnava l’equivalente del 57% dei più poveri.

Il tempo della Terra

Il nostro pianeta, frutto di più di 4 miliardi di anni di evoluzione viene divorato da una relativa minoranza umana. Per la prima volta nella storia dell’evoluzione dell’umanità, i problemi riferiti sopra sono precisamente causati da questa minoranza e, pure, in minor proporzione, da tutti noi. I pericoli creati mettono in scacco il futuro del nostro modo di vivere. Eppure, se da un lato enfatizziamo la gravità della crisi, d’altra parte, non vogliamo diffondere visioni apocalittiche che ci causerebbero soltanto paralisi e disperazione. Se questi problemi sono stati creati da noi, potranno pure essere risolti da noi, anche se alcuni sono già in uno stadio  irreversibile. Questo significa che c’è speranza di arrivare a una soluzione in modo soddisfacente.

Effettivamente chi ha seguito la Cupola dei Popoli nel giugno scorso a Rio de Janeiro o ha partecipato ai Forum Sociali Mondiali, si rende conto che ci sono migliaia  e migliaia di persone coscienti e creative, provenienti dal mondo intero, e che lavorano nella formulazione di alternative pratiche che possono permettere all’umanità di vivere con dignità e senza incidere sulla salute degli ecosistemi e della Madre Terra. Abbiamo le informazioni e conoscenze necessarie per risolvere l’attuale crisi. Quello che ci manca è l’attivazione dell’intelligenza emozionale cordiale che  suscita in noi sogni di salvezza, solidarietà, compassione, sentimenti di interdipendenza e di responsabilità universale.

Occorre riconoscere che tutte le minacce che affrontiamo, appaiono come sintomi di una malattia cronica culturale e spirituale. Essa colpisce tutti ma principalmente il 20% che consumano la maggior parte di ricchezza del mondo. Questa crisi ci obbliga a pensare a un altro paradigma di civiltà, perché l’attuale è eccessivamente distruttivo. È quanto siamo venuti scrivendo con frequenza nei nostri articoli. I tempi di crisi possono essere pure tempi di creatività, tempi nei quali nuovi approcci e nuove opportunità appaiono. Il  kanji cinese per la crisi, wei-ji, è  il risultato della combinazione dei kanjis per il pericolo e per l’opportunità (rappresentati da una poderosa lancia e da uno scudo impenetrabile). Questo non è una semplice contraddizione o un paradosso; i pericoli reali ci spingono a cercare le cause profonde e a procurare alternative per non sciupare l’opportunità.

Per la nostra cultura, la crisi deriva dalla parola sanscrita kri che significa purificare e passare al crogiolo. Pertanto si tratta di un processo, certamente doloroso, ma altamente positivo di purificazione delle nostre visioni e che funziona come un crogiolo per i nostri atteggiamenti etico-spirituali. Tutti e due i significati, quello cinese e quello sanscrito, sono illuminanti.

Il nostro tempo

Dobbiamo rivisitare le fonti della sapienza delle molte culture dell’umanità. Alcune sono ancestrali e arrivano a noi attraverso le più diverse tradizioni culturali e spirituali. Fondamentale la categoria del «ben vivere» delle culture andine.

Altre sono più moderne come l’ecologia profonda, il femminismo e l’ecofemminismo, la psicologia  transpersonale e la nuova cosmologia, derivata dalle scienze della complessità, dall’astrofisica e dai nuovi saperi della vita e della Terra.

Termino con la testimonianza di due note ecologiste e educatrici nordamericane, Macy e Brown che affermano: “La caratteristica più straordinaria dell’attuale momento storico della Terra non è che stiamo in cammino verso la devastazione del nostro pianeta, visto che la stiamo facendo già da molto tempo; è che stiamo cominciando a svegliarci da un sonno millenario, per un nuovo tipo di relazione verso la natura, la vita, la Terra, gli altri e  con noi stessi. Questa nuova comprensione renderà possibile la tanto desiderata Grande Trasformazione” (Macy e Brown, La nostra vita come Gaia, 2004,37). Essa verrà grazie all’evoluzione e a Dio.

Leonardo Boff è teologo e membro della Commissione Centrale della Carta della Terra e insieme a M. Hatway, autore di Il Tao della liberazione a salire in italiano  2012.

La óptica de la evolución cósmica nos devuelve esperanza

 

Olvidemos por un momento nuestra visión normal de las cosas e intentemos hacer una lectura de nuestra crisis actual en el marco del tiempo cósmico. Tal vez así la entendamos mejor, la relativicemos y ganemos altura en función de la esperanza.

El tiempo del Cosmos

Imaginemos que los más o menos 13 mil millones de años de historia del universo han sido condensados en un único siglo. Cada “año cósmico” sería equivalente a ciento trece millones de años terrestres.

Desde este punto de vista, la Tierra nació en el año 70 del siglo cósmico y la vida apareció en los océanos, para nuestra sorpresa, algo después en el año 73. Durante casi dos décadas cósmicas ella quedó prácticamente limitada a bacterias unicelulares.

En el año 93 se inició una nueva fase creativa con la aparición de la reproducción sexual de los organismos vivos. Estos, junto con otras fuerzas, fueron responsables de cambiar la faz del planeta, ya que transformaron radicalmente la atmósfera, los océanos, la geología de la Tierra. Esto permitió a nuestro planeta sustentar formas de vida más complejas. Gran parte de la biosfera es creación de esos microorganismos.

En esta nueva fase, el proceso evolutivo se aceleró rápidamente. Dos años más tarde, en el año 95, aparecieron los primeros organismos multicelulares. Un año después, en el 96, asistimos a la aparición de los sistemas nerviosos, y en el 97 a los primeros organismos vertebrados. Los mamíferos aparecerán a mediados del año 98, o sea, dos meses después de los dinosaurios y de una inmensa variedad de flores.

Hace cinco meses cósmicos empiezan a caer los asteroides sobre la Tierra, destruyendo muchas especies, los dinosaurios incluidos. Sin embargo, un poco después, la Tierra, como si se tomarala revancha, produjo una diversidad de vida como nunca antes.

Fue en esta era, cuando aparecieron las flores, cuando nuestros antepasados entraron en el escenario de la evolución. Luego se hicieron bípedos (hace doce días cósmicos), y con el homo habilis comenzó a usar herramientas (hace 6 días cósmicos), mientras que el homo erectus conquistó el fuego (hace apenas un día cósmico). Hace doce horas cósmicas, surgieron los humanos modernos (homo sapiens).

Por la tarde y durante la noche de este primer día cósmico, nosotros vivíamos en armonía con la naturaleza y atentos a sus ritmos y peligros. Hasta hace cuarenta minutos, nuestra presencia había tenido poco impacto sobre la comunidad biótica, momento en el cual comenzamos a domesticar plantas y animales y a desarrollar la agricultura. A partir de entonces, las intervenciones en la naturaleza se fueron haciendo cada vez más intensas hasta que, hace veinte minutos, empezamos a construir y a habitar ciudades.

Hace solamente dos minutos, el impacto se ha vuelto realmente amenazador. Europa se transformó en una sociedad tecnológica y expandió su poder a través de la explotación colonialista. En esta fase se formó el proyecto-mundo creando un centro con varias periferias y el foso entre ricos y pobres.

En los últimos doce segundos (a partir de 1950) el ritmo de explotación y destrucción ecológica se ha acelerado dramáticamente. En este breve periodo de tiempo, hemos derribado casi la mitad de las grandes selvas. En los próximos veinte segundos cósmicos las temperaturas de la Tierra subirán 0,5º C y dentro de poco podrían aumentar hasta 5º C poniendo en peligro gran parte de la biosfera y a millones de personas. En los últimos cinco segundos cósmicos, la Tierra ha perdido una cantidad de suelo equivalente a toda la tierra cultivable de Francia y de China y ha sido inundada por decenas de miles de nuevos productos químicos, muchos de los cuales altamente tóxicos, que amenazan las bases de la vida.

Ahora estamos ya destruyendo de 27 a 100 mil especies de seres vivos al año. En los próximos 7 segundos cósmicos, algunos científicos estiman que del 20 al 50 % de todas las especies van a desaparecer. ¿Cuándo va a parar esto? ¿Por qué tanta devastación?

Respondemos: para que una pequeña porción de la Humanidad tuviese el disfrute privado o corporativo de los “beneficios” de este proyecto de civilización. El 20% de los más ricos ganan actualmente doscientas veces más que el 20% de los más pobres. Al comienzo de 2008, antes de la crisis económico-financiera actual, había 1195 mil millonarios que juntos detentaban 4,4 billones de dólares, o sea, más o menos el doble de la renta anual del 50% más pobre. En términos de renta, el 1% de los más ricos de la humanidad recibían el equivalente al 57%  más pobre.

El tiempo de la Tierra

Nuestro planeta, fruto de más de cuatro mil millones de años de evolución está siendo devorado por una relativa minoría humana. Por primera vez en la historia de la evolución de la humanidad, los problemas arriba mencionados están siendo causados por esa minoría y también, en menor proporción, por todos nosotros. Los peligros creados ponen en jaque nuestro futuro y también nuestro modo de vivir.

Sin embargo, si por un lado insistimos en la gravedad de la crisis, por otro lado, no queremos proyectar visiones apocalípticas que sólo nos causarían parálisis y desesperación. Si estos problemas han sido creados por nosotros, también pueden ser resueltos por nosotros, aunque algunos sean ya irreversibles. Esto significa que hay esperanza de solucionarlos satisfactoriamente.

Efectivamente, quien acompañó la Cúpula de los Pueblos en julio pasado en Río de Janeiro o participó de los Foros Sociales Mundiales se da cuenta de que hay millares y millares de personas conscientes y creativas, venidas de todo el mundo, trabajando en la formulación de alternativas prácticas que pueden permitir a la humanidad vivir con dignidad sin afectar la salud de los ecosistemas y de la Madre Tierra.

Tenemos las informaciones y conocimientos necesarios para solucionar la crisis actual. Lo que nos falta es activar la inteligencia emocional y cordial que nos suscitan sueños salvadores, solidaridad, compasión, sentimientos de interdependencia y de responsabilidad universal.

Es importante reconocer que todas las amenazas a las que nos enfrentamos son síntomas de una enfermedad crónica cultural y espiritual. Nos afecta a todos y más principalmente al 20% que consume la mayor parte de la riqueza del mundo. Esta crisis nos obliga a pensar en otro paradigma de civilización, porque el actual es demasiado destructivo. Es lo que venimos escribiendo con frecuencia en nuestros artículos.

Los tiempos de crisis pueden ser también tiempos de creatividad, tiempos en los cuales aparecen nuevas visiones y  nuevas oportunidades. La palabra china para crisis, wēijī, es el resultado de la combinación de los caracteres de peligro y de oportunidad. Esto no es una simple contradicción o una paradoja, los peligros reales nos fuerzan a buscar las causas profundas y a buscar alternativas para no desperdiciar las oportunidades.

En nuestra cultura, crisis se deriva de la palabra sánscrita kri que significa purificar y acrisolar. Por lo tanto, se trata de un proceso, ciertamente doloroso, pero altamente positivo de purificación de nuestras visiones que funciona como un crisol de nuestras actitudes ético-espirituales. Ambos sentidos, el chino y el sánscrito, son iluminadores.

Nuestro tiempo

Tenemos que revisitar las fuentes de sabiduría de las muchas culturas de la humanidad. Algunas son ancestrales y llegan a nosotros a través de las más diversas tradiciones culturales y espirituales. La categoría del “vivir bien” de las culturas andinas es fundamental. Otras son más modernas como la ecología profunda, el feminismo y eco-feminismo, la psicología transpersonal y la nueva cosmología, derivada de las ciencias de la complejidad, de la astrofísica y de los nuevos saberes de la vida y de la Tierra.

Termino con el testimonio de dos notables ecologistas y educadoras norteamericanas, Macy y Brown que afirman: «La característica más extraordinaria del actual momento histórico de la Tierra no es que estamos camino de la devastación de nuestro planeta, pues ya lo venimos haciendo desde hace mucho tiempo, es que estamos empezando a despertar de un sueño milenario a un nuevo tipo de relación con la naturaleza, con la vida, con la Tierra, con los otros y con nosotros mismos. Esta nueva comprensión hará posible la tan ansiada Gran Transformación» (Macy y Brown, Nossa vida como Gaia, 2004, 37). Ella vendrá por gracia de la evolución y de Dios.

*Leonardo Boff es teólogo y miembro de la Comisión Central de la Carta de la Tierra, autor con M. Hathway de El Tao de la liberación, a salir por Trotta, Madrid 2012.

A ótica da evolução cósmica nos devolve esperança

 

Esqueçamos por um momento nossa visão normal das coisas e tentemos fazer uma leitura de nossa crise atual nos marcos do tempo cósmico. Talvez assim a entendamos melhor, a relativezemos e ganhemos altura em função da esperança.

O tempo do Cosmos

Imaginemos que os mais ou menos 13 bilhões de anos de história do universo, sejam condensados em um único século.  Cada “ano cósmico” seria equivalente a cento e treze milhões de anos terrestres.

Deste ponto de vista, a Terra nasceu no ano 70 do século cósmico e a vida apareceu nos oceanos, para nossa surpresa, logo depois no ano 73.  Durante quase duas décadas cósmicas ela ficou praticamente limitada a bactérias unicelulares.

No ano 93, uma nova fase criativa se iniciou com o aparecimento da reprodução sexual dos organismos vivos. Estes, junto com outras forças, foram responsáveis por mudar a face do planeta, já que eles transformaram radicalmente a atmosfera, os oceanos, a geologia da Terra.Isso permitiu ao nosso planeta sustentar formas de vida mais complexas. Grande parte da biosfera é criação desses micro-organismos.

Nessa nova fase, o processo evolutivo se acelerou rapidamente.  Dois anos mais tarde, no ano 95, os primeiros organismos multicelulares apareceram.  Um ano mais tarde, em 96, assistimos ao o aparecimento de sistemas nervosos e em 97 aos primeiros organismos vertebrados.  Os mamíferos aparecerão nos meados de 98, ou seja, dois meses depois dos dinossauros e uma imensa variedade de plantas.

Há cinco meses cósmicos os asteróides começam a cair sobre a Terra destruindo muitas espécies, incluindo os dinossauros.  Entretanto, um pouco depois a Terra. como que se vingando, produziu uma diversidade de vida, como nunca antes.

É nesta era, quando apareceram as flores, que nossos ancestras entraram no cenário da evolução. Logo se tornaram bípedes (há 12 dias cósmicos), e com o homo habilis começou a usar ferramentas (há 6 dias cósmicos), enquanto o homo erectus conquistou o fogo (há apenas um dia cósmico). Há doze horas cósmicas, os humanos modernos (homo sapiens) surgiram.

Pela tarde e durante a noite deste primeiro dia cósmico, nós vivíamos em harmonia com a natureza e atentos a seus ritmos e perigos.  Até quarenta minutos atrás, nossa presença teve pouco impacto sobre a comunidade biótica, momento no qual começamos a domesticar plantas e animais e a desenvolver a agricultura. A partir de então, as intervenções na natureza foram se tornando cada vez mais intensas até quando, há vinte minutos, começamos a construir e habitar cidades.

Somente há apenas dois minutos, o impacto se tornou realmente ameaçador. A Europa se transformou numa sociedade tecnológica e expandiu seu poder através da exploração colonialista.  Nsta fase se formou o projeto-mundo, criando um centro com várias periferias e o fosso entre ricos e pobres.

Nos últimos doze segundos (a partir de 1950) o ritmo de exploração e destruição ecológica se acelerou dramaticamente.  Neste breve período de tempo, derrubamos quase metade das grandes florestas. Nos próximos vinte segundos cósmicos as temperaturas da Terra subiram 0,5º C e podem, dentro de pouco, chegar até 5º C colocando em risco grande parte da biosfera e milhões de pessoas. Nos últimos cinco segundos cósmicos, a Terra perdeu uma quantidade de solo equivalente a toda terra cultivável da França e da China e foi inundada por dezenas de milhares de novos produtos químicos, muitos dos quais altamente tóxicos que ameaçam as bases da vida.

Já agora estamos dizimando entre 27-100 mil espécies de seres vivos por ano. Nos próximos 7 segundos cósmicos, cientistas estimam que entre 20 a 50 % de todas as espécies irão desaparecer. Quando isso vai parar? Por que tanta devastação?

Respondemos: para que uma pequena porção da Humanidade tivesse o desfrute privado ou corporativo dos “benefícios” deste projeto de civilização. Os 20% mais ricos  ganham atualmente duzentas vezes mais que os 20% mais pobres. No começo de 2008, antes da crise econômico-financeira atual, havia cerca de 1195 bilionários que detinham juntos 4,4 trilhões de dólares, ou seja, mais ou menos o dobro da renda anual dos 50% mais pobres.  Em termos de renda, os 1% mais ricos da Humanidade recebiam o equivalente que os 57% mais pobres.

O tempo da Terra

Nosso planeta, fruto de mais de quatro bilhões de anos de evolução, está sendo devorado por uma relativa minoria humana.  Pela primeira vez na história da evolução da Humanidade, os  problemas referidos acima são principalmente causados por essa minoria e também, em menor proporção, por todos nós.  Os perigos criados colocam em xeque o futuro de nosso modo de viver.

Entretanto, se por um lado enfatizamos a gravidade da crise, por outro, não queremos projetar visões apocalípticas que só nos causariam paralisia e desespero. Se estes problemas foram criados por nós, poderão também ser desfeitos por nós, embora alguns sejam já irreversíveis. Isso significa que há esperança de solucioná-los satisfatoriamente.

Efetivamente, quem acompanhou a Cúpula dos Povos em julho ultimo no Rio de Janeiro ou participou dos Forums Sociais Mundiais se dá conta de que há milhares e milhares de  pessoas conscientes e criativas, vindas do mundo inteiro, trabalhando na formulação de alternativas práticas que podem permitir à Humanidade viver com dignidade e sem afaetar a saúde dos ecossistemas e da Mãe Terra.

Temos informações e conhecimentos necessários para solucionar a atual crise. O que nos falta é a ativação da inteligência emocional e cordial que nos suscitam  sonhos salvadores, solidariedade, compaixão, sentimentos de interdependência e de responsabilidade universal.

Importa reconhecer que todas as ameaças que enfrentamos, comparecem como sintomas de uma doença crônica cultural e espiritual. Ela afeta a todos mas principalmente os 20% que consomem a maior parte da riqueza do mundo. Esta crise nos obriga a pensar num outro paradigma de civilização, porque o atual é demasiadamente destrutivo. É o que viemos escrevendo com frequência em nossos artigos.

Tempos de crise podem ser também tempos de criatividade, tempos no quais novas visões e novas oportunidades aparecem.  O kanji chinês para crise, wei-ji, é o resultado da combinação dos kanjis para perigo e para oportunidade (representos por uma poderosa lança e por um escudo impenetrável).  Isto não é uma simples contradição ou um paradoxo; os perigos reais  nos forçam buscar as causas profundas e a procurar alternativas para não desperdiçar as oportunidades.

Para a nossa cultura, a crise se deriva da palavra sânscrita kri que significa purificar e acrisolar. Portanto, se trata de um processo, certamente doloroso, mas altamente positivo de  purificação de nossas visões e que funciona como um crisol de nossas atitudes ético-espirituais. Ambos os sentidos, o chines e sânscrito, são  iluminadores.

O nosso tempo

Temos que revisitar as fontes de sabedoria das muitas culturas da Humanidade. Algumas são ancestrais e chegam a nós através das mais diversas tradições culturais e espirituais. Fundamental é a categoria do “bem viver” das culturas andinas.  Outras são mais modernas como a ecologia profunda, o feminismo e eco-feminismo, a psicologia transpessoal e a nova cosmologia, derivada das ciências da complexidade, da  astrofísica e dos novos saberes da vida e da Terra.

Termino com o testemunho de duas notáveis ecologistas e educadoras norteamericans, Macy e Brown que asseveram: “A característica mais extraordinária do atual momento histórico da Terra não é que estejamos a caminho da devastação de nosso planeta, pois já o estamos fazendo há muito tempo; é que estamos começando a acordar, de um sono milenar, para um novo tipo de relação para com a natureza, a vida, a Terra, os outros e para conosco mesmo. Esta nova compreensão tornará possível a tão ansiada Grande Transformação”  (Macy e Brown, Nossa vida como Gaia,2004, 37). E ela virá por graça da evolução e de Deus.

*Leonardo Boff é teólogo e membro  Comissão Central da Carta da Terra e junto com M.Hathway autor de O Tao da Libertação (Vozes) 2012.