Meditazione della Luce: il cammino della semplicità

La stragrande maggioranza delle persone si conforma alle raccomandazioni ufficiali relative alle riunioni sociali, impedendo così la diffusione della Covid-19.

Molte cose possono essere fatte in questo ritiro forzato: una revisione della vita; quali lezioni trarre per il futuro; come cambiare in meglio; come guardare un film ecc. Ci offre anche l’opportunità di fare qualche esercizio di meditazione. Non solo per le persone religiose ma anche per coloro che, senza essere legati ad una religione, coltivano valori come l’amore, la cooperazione, l’empatia e la compassione.

Offro qui un metodo che chiamo “Meditazione della Luce: il cammino della semplicità”, che è molto antico in Oriente e in Occidente. Ha a che fare con lo spirito e con tutto il corpo umano, ma in particolare con il cervello, sede della nostra coscienza e della nostra intelligenza.

Non è questo il luogo per discutere le tre sovrapposizioni del cervello: il rettile che si riferisce ai nostri movimenti istintivi; il limbico, ai sentimenti, e il neocorticale, alla ragione, alla logica e al linguaggio.

Il cervello umano e i suoi due emisferi

Parliamo brevemente del cervello, che ha la forma di una conchiglia con due emisferi:

L’emisfero sinistro che è responsabile dell’analisi, del discorso logico, dei concetti, dei numeri e delle connessioni causali.

L’emisfero destro che è responsabile della sintesi, della creatività, dell’intuizione, del lato simbolico delle cose e dei fatti e della percezione complessiva.

Al centro c’è il corpo calloso che separa e allo stesso tempo unisce i due emisferi.

Un altro punto importante del cervello è il lobo frontale, sede della mente umana. Ci sono molte teorie sul rapporto tra cervello e mente. Diversi neuroscienziati sostengono che la mente è il nome che diamo alle realtà immateriali, elaborate nel cervello, come la vita affettiva, l’amore, l’onestà, l’arte, la fede, la religione, il rispetto e l’esperienza del divino e del sacro.

             La mente spirituale e il “punto Dio” nel cervello

Un altro punto da menzionare è la mente spirituale. L’antropologia culturale si è resa conto che in tutte le culture emergono sempre due costanti: la legge morale della coscienza e la percezione di una Realtà che trascende il mondo spazio-temporale e riguarda l’universo e il senso della vita. Si appoggiano su qualche struttura neuronale, ma non sono neuroni. Sono di natura diversa, finora inspiegabile. Molti neuroscienziati la chiamano la mente mistica. Preferisco un’espressione più modesta: mente spirituale.

Approfondendo la mente spirituale, altri neuroscienziati e neurolinguisti sono arrivati a identificare quello che hanno chiamato il punto Dio nel cervello. Hanno osservato che ogni volta che l’essere umano viene interrogato esistenzialmente sul significato del Tutto, dell’universo, della sua vita, e pensa seriamente ad una Realtà Ultima, si produce un’enorme accelerazione dei neuroni del lobo frontale. Punta verso un organo interno di qualità speciale. Hanno detto che così come abbiamo organi esterni, occhi, orecchie, tatto, abbiamo anche un organo interno, una conquista della nostra evoluzione umana. Lo hanno chiamato il punto di Dio nel cervello. Attraverso quel punto-organo afferriamo quella Realtà che unifica e sostiene tutto, dall’universo stellato alla nostra Terra e a noi stessi: la Sorgente che è tutto ciò che è. Ogni cultura le ha dato un nome: il Grande Spirito degli indigeni, Allah, Shiva, Tao, Jahvé, Olorum dei nagô e noi lo chiamiamo semplicemente Dio (che in sanscrito significa il Generatore della luce, da cui deriva anche la parola dia (giorno in portoghese).

                  La natura misteriosa della luce

Prima di focalizzarci sulla Meditazione della Luce, è opportuno dire una parola sulla natura della luce. Questa è considerata ad oggi come un fenomeno unico per la scienza, in particolare per la fisica quantistica e l’astrofisica, al punto che si è preferito dire: la comprendiamo meglio se la consideriamo come una particella materiale (che può essere bloccata da una piastra di piombo) e, contemporaneamente, come un’onda di energia che viaggia attraverso l’universo ad una velocità di 300 mila km al secondo. I biologi sono riusciti a comprendere che tutti gli organismi viventi emettono luce, i biofotoni, invisibili ai nostri occhi ma rilevabili da dispositivi sofisticati. La sede di questa bio-luce sarebbe nelle cellule del nostro DNA. Pertanto, siamo esseri di luce. Inoltre, la luce è uno dei più grandi simboli umani ed è anche il nome dato alla Divinità o a Dio come Luce infinita ed eterna.

          Meditazione della Luce: via orientale e occidentale

Andiamo infine al tema: com’è questa meditazione della luce? Fondamentalmente sia l’Oriente che l’Occidente concordano sulla stessa intuizione: dall’Infinito proviene un raggio di Luce sacro che colpisce la nostra testa (corpo calloso), penetra tutto il nostro essere (i chakra), attiva i biofotoni, guarisce le nostre ferite, ci solleva e ci trasforma anche in esseri di luce.

È noto il metodo buddista in tre passi: davanti a una candela accesa si concentra e dice: Io sono nella luce, la luce è in me; io sono luce. Questa luce si diffonde dal corpo a tutto ciò che lo circonda, alla Terra, alle galassie più lontane. Permette un’esperienza di non dualità: tutto è uno e io sono nel Tutto.

La via occidentale assomiglia a quella orientale. Fu praticata dai primi cristiani ad Alessandria d’Egitto che professavano che Dio era luce, Gesù, luce del mondo e lo Spirito Santo, la “Lux Beatissima”.

Seguimi con i seguenti passaggi: mettiti in un luogo confortevole, ad esempio ai piedi del letto quando ti alzi o prima di coricarti, o in un angolo più appartato. Concentrati sull’apertura del corpo calloso e invoca il raggio della Luce Beatissima che viene dall’infinito del cielo.

Questo raggio di Luce sacra, colpendo, consente l’unione dei due emisferi del cervello, producendo un grande equilibrio tra ragione e sentimento. Poi, lascia che quella Luce divina cominci lentamente a penetrare in tutto il tuo corpo: il cervello, le vie respiratorie, i polmoni, il cuore, l’apparato digerente, gli organi genitali, le gambe e i piedi. Fermala soprattutto nelle parti che sono malate e che causano dolore. Una volta che la Luce è scesa, falla tornare indietro, penetrando di nuovo tutto il tuo essere e gli organi dal basso.

                Benefici della meditazione della Luce

In primo luogo, inizia a sentire che questa Luce divina migliora le tue energie, porta leggerezza a tutto il tuo essere fisico e spirituale. Concediti un po’ di tempo per goderti quell’energia divina che ti dà piena energia. Infine, ringrazia lo Spirito di Luce che è lo Spirito Santo.

Lentamente il tuo corpo calloso si chiude e la persona diventa più spiritualizzata, più umanizzata e con più coraggio per affrontare il peso della vita.

Questo esercizio può essere fatto mentalmente sull’autobus, quando si ferma al semaforo, in fabbrica, in ufficio o in qualsiasi momento del giorno.

Tutte le persone che si abituano a fare questo tipo di meditazione – il cammino della semplicità – dicono che la loro salute diventa più resistente, ottengono maggiore chiarezza in questioni complicate e le idee fisse e i pregiudizi diventano più sopportabili. In breve, diventi un essere migliore e la tua luce si irradia sugli altri. Prova a fare questa semplice meditazione e vedrai il suo valore fisico e spirituale.

*Leonardo Boff è teologo e ha scritto Meditação da Luz: o caminho da simplicidade, Vozes, 2009 (Meditazione della Luce: il cammino della semplicità); e Tempo de Transcendência, Vozes 2009 (Tempo di trascendenza).

 

Per ordinarlo in portoghese: vendas@vozes.com.br

Traduzione a cura di Maria Gavito e Stefano Toppi

Una lettura “da cieco” della enciclica ecologica Laudato Si

Un cieco sente con le mani o con il bastone le cose più importanti che trova sul suo cammino. Proviamo allora, come un cieco nel suo cammino, a fare una lettura dell’enciclica ecologica di Papa Francesco, Laudato Si: sulla cura della Casa Comune, di cui abbiamo festeggiato i 5 anni pochi giorni fa (24/05/2015). Quali sono i suoi punti rilevanti?

Tanto per cominciare, questa non è un’enciclica “verde” che si limita all’ambiente, cosa predominante nei dibattiti attuali. Propone un’ecologia integrale che abbraccia l’ambiente, il sociale, la politica, la cultura, il quotidiano e lo spirituale.

Vuole essere una risposta alla crisi ecologica mondiale generalizzata perché “non abbiamo mai maltrattato e ferito la nostra Casa comune come negli ultimi due secoli” (n.53). Abbiamo fatto della Casa Comune “un’immensa discarica” (n.21). Inoltre: “Le previsioni catastrofiche non possono più essere considerate con disprezzo e ironia… il nostro stile di vita, essendo insostenibile, non può che portare a catastrofi” (n.161). La richiesta è di “una conversione ecologica globale” (n.5;216) che implica “nuovi stili di vita” (lo ripete 35 volte) e “cambiare il modello di sviluppo globale” (n.194).

Siamo arrivati a questa emergenza critica a causa del nostro esacerbato antropocentrismo, con il quale l’essere umano “si costituisce come dominatore assoluto” (n.117) della natura, strappato da essa, dimenticando che “tutto è interconnesso e quindi non può essere dichiarato autonomo dalla realtà” (n.117;120). Ha usato la tecnoscienza come strumento per forgiare “una crescita infinita… che suppone la menzogna della disponibilità infinita dei beni del pianeta, che porta a spremerlo al limite e oltre il limite” (n.106).

Nella parte teorica, l’enciclica incorpora un fatto della nuova cosmologia e della fisica quantistica: che tutto nell’universo è relazione. Come in un ritornello insiste sul fatto che “siamo tutti interdipendenti, tutto è interconnesso e tutto è in relazione con tutto” (cfr. nn. 16, 86, 117, 120), il che conferisce al testo una grande coerenza.

Un’altra categoria che costituisce un vero paradigma è quella della cura. Questo sarebbe in realtà il vero titolo dell’enciclica. La cura, in quanto è l’essenza della vita e dell’essere umano, secondo la favola romana di Higino così ben studiata da Martin Heidegger in Essere e Tempo, è ricorrente in tutto il testo dell’enciclica. Egli vede in San Francesco “l’esempio per eccellenza della cura” (n.10). “Cuore universale… per lui ogni creatura era una sorella legata a lui da vincoli di affetto, sentendosi chiamato a prendersi cura di tutto ciò che esiste” (n.11).

È interessante notare che Papa Francesco unisce l’intelligenza intellettuale, sostenuta dai dati della scienza, con l’intelligenza sensibile o del cuore. Dobbiamo leggere i numeri con emozione e relazionarci con la natura “con ammirazione e fascino (n.11)… prestare attenzione alla bellezza e amarla perché ci aiuta ad uscire dal pragmatismo utilitaristico” (n.215). È importante “ascoltare sia il grido della terra come il grido dei poveri” (n. 49).

Consideriamo questo testo, carico di intelligenza emozionale: “Tutto è in relazione, e tutti noi esseri umani siamo uniti come fratelli e sorelle in un meraviglioso pellegrinaggio, legati dall’amore che Dio ha per ciascuna delle sue creature e che ci unisce anche tra noi, con tenero affetto, al fratello Sole, alla sorella Luna, al fratello Fiume e alla madre Terra (n.92). È importante “promuovere una cultura della cura che impregni tutta la società” (n. 231), poiché in questo modo “si può parlare di una fraternità universale” (n. 228).

Infine, la spiritualità è essenziale all’ecologia integrale. “Non si tratta tanto di parlare di idee, quanto soprattutto delle motivazioni che derivano dalla spiritualità al fine di alimentare una passione per la cura del mondo. Infatti non sarà possibile impegnarsi in cose grandi soltanto con delle dottrine, senza una mistica che ci animi, senza «qualche movente interiore che dà impulso, motiva, incoraggia e dà senso all’azione personale e comunitaria» (n. 216). Anche qui evoca la spiritualità cosmica di San Francesco (n. 218).

Per concludere, è importante sottolineare che con questa enciclica, ampia e dettagliata, Papa Francesco si pone, come è stato riconosciuto da noti ecologisti, alla testa della discussione ecologica mondiale. In molte interviste ha fatto riferimento ai pericoli che la nostra Casa comune affronta, ma il suo messaggio è di speranza: “Camminiamo cantando! Che le nostre lotte e la nostra preoccupazione per questo pianeta non ci tolgano la gioia della speranza” (n. 244).

*Leonardo Boff è ecoteologo e ha scritto Francesco d’Assisi, Francesco di Roma, Emi 2014.

Traduzione di Maria José Gavito e Stefano Toppi.

Meditación de la luz: el camino de la sencillez

La gran mayoría está cumpliendo las recomendaciones oficiales acerca de las reuniones sociales, evitando así la difusión de la Covid-19.

Se pueden hacer muchas cosas en este recogimiento forzado: una revisión de vida; qué lecciones sacar para el futuro; cómo cambiar para mejor; ver una película, etc.

Nos ofrece también la oportunidad de hacer algún ejercicio de meditación. No solamente a las personas religiosas sino también a aquellas que, sin estar ligadas a una religión, cultivan valores como el amor, la cooperación, la empatía y la compasión.

Ofrezco aquí un método que yo llamo “Meditación de la Luz: el camino de la sencillez”, que tiene gran antigüedad en Oriente y en Occidente. Tiene que ver con el espíritu y con todo el cuerpo humano, pero en particular con el cerebro, la sede de nuestra conciencia e inteligencia.

No es este el lugar para discutir las tres superposiciones del cerebro: el reptil que se refiere a nuestros movimientos instintivos; el límbico, a los sentimientos, y el neocortical, al raciocinio, la lógica y el lenguaje.

             El cerebro humano y sus dos hemisferios

Tratemos sucintamente del cerebro, que tiene forma de concha con dos hemisferios:

El hemisferio izquierdo que responde del análisis, el discurso lógico, los conceptos, los números y las conexiones causales.

El hemisferio derecho responde de la síntesis, la creatividad, la intuición, el lado simbólico de las cosas y de los hechos y la percepción de una totalidad.

En el centro está el cuerpo calloso que separa y al mismo tiempo une los dos hemisferios.

Otro punto importante del cerebro es el lóbulo frontal, sede de la mente humana. Hay muchas teorías sobre la relación entre cerebro y mente. Varios neurocientíficos sostienen que la mente es el nombre que damos a realidades intangibles, elaboradas en el cerebro, tales como la vida afectiva, el amor, la honestidad, el arte, la fe, la religión, la reverencia y la experiencia de lo numinoso y de lo sagrado.

               La mente espiritual y el Punto Dios en el cerebro

Otro punto a ser mencionado es la mente espiritual. La antropología cultural se ha dado cuenta de que en todas las culturas surgen siempre dos constantes: la ley moral en la conciencia y la percepción de una Realidad que transciende el mundo espaciotemporal y que concierne al universo y al sentido de la vida. Descansan en alguna estructura neuronal, pero no son neuronas. Son de otra naturaleza hasta ahora inexplicable. Varios neurocientíficos la llaman la mente mística (mystical mind). Prefiero una expresión más modesta: mente espiritual.

Profundizando en la mente espiritual otros neurocientíficos y neurolingüistas llegaron a identificar lo que llamaron el punto Dios en el cerebro. Constataron que siempre que el ser humano se interroga existencialmente sobre el sentido del Todo, del universo, de su vida y piensa seriamente sobre una Última Realidad, se produce una aceleración descomunal de las neuronas del lóbulo frontal. Apunta hacia un órgano interior de cualidad especial. Dijeron que así como tenemos órganos externos, los ojos, los oídos, el tacto, tenemos también un órgano interno, un logro de nuestra evolución humana. Lo llamaron el punto Dios en el cerebro. Mediante ese órgano-punto captamos Aquella Realidad que unifica y sustenta todo, desde el universo estrellado, a nuestra Tierra y a nosotros mismos: la Fuente que hace ser todo lo que es. Cada cultura le ha dado un nombre; el Gran Espíritu de los indígenas, Alá, Shiva, Tao, Javé, Olorum de los nagô y nosotros simplemente lo llamamos Dios (que en sánscrito significa el Generador de la luz, de donde viene también la palabra día).

La naturaleza misteriosa de la luz

Antes de centrarnos en la Meditación de la Luz, conviene una palabra sobre la naturaleza de la luz. Esta es considerada hasta hoy día como un fenómeno tan singular para la ciencia, en particular la física cuántica y la astrofísica, que se ha preferido decir: la entendemos mejor si la consideramos una partícula material (que puede ser bloqueada por una placa de plomo) y simultáneamente una onda energética que recorre el universo a una velocidad de 300 mil km por segundo. Biólogos llegaron a discernir que todos los organismos vivos emiten luz, los biofotones, invisibles a nuestros ojos pero detectables mediante aparatos sofisticados. La sede de esta bioluz estaría en las células de nuestro ADN. Por lo tanto, somos seres de luz. Además la luz es uno de los mayores símbolos humanos y el nombre que se da a la Divinidad o a Dios como Luz infinita y eterna.

Meditación de la luz: camino oriental y occidental

Vamos finalmente al tema: ¿Cómo es esa meditación de la luz? Fundamentalmente tanto Oriente como Occidente coinciden en la misma intuición: del Infinito nos viene un rayo sagrado de Luz que incide en nuestra cabeza (cuerpo calloso), penetra todo nuestro ser (los chacras), activa los biofotones, sana nuestras heridas, nos eleva y nos transforma también en seres de luz.

Es conocido el método budista en tres pasos: delante de una vela encendida se concentra y dice yo estoy en la luz, la luz está en mi; yo soy luz. Esa luz se extiende desde el cuerpo a todo lo que está alrededor, a la Tierra, a las galaxias más distantes. Permite una experiencia de no dualidad: todo es uno y yo estoy en el Todo.

El camino occidental se parece al oriental. Era practicado por los primeros cristianos en Alejandría, en Egipto, que profesaban que Dios era luz, Jesús, luz del mundo y el Espíritu Santo, la “Lux Beatissima”.

Sigan conmigo los siguientes pasos: colóquese en un sitio cómodo, como al pie de la cama al levantarse o al acostarse, o en un rincón más recogido. Concéntrese en abrir el cuerpo calloso e invocar el rayo de la Luz Beatíssima que proviene del infinito del cielo.

Ese rayo de Luz sagrada, al incidir, permite la unión de los dos hemisferios del cerebro, produciendo un gran equilibrio entre razón y sentimiento. Luego, deje que esa Luz divina comience lentamente a penetrar por todo su cuerpo: el cerebro, las vías respiratorias, los pulmones, el corazón, el aparato digestivo, los órganos genitales, las piernas y los pies. Deténgala especialmente en la partes que están mal y producen dolor. Ya que la Luz descendió, hágala volver, penetrando desde abajo nuevamente todo su ser y sus órganos.

Beneficios de la meditación de la luz

En primer lugar, comienza a sentir que esa Luz divina potencia sus energías, trae ligereza a todo su ser corporal y espiritual. Dese un poco de tiempo para disfrutar esa Energía divina que lo energiza totalmente. Por fin, agradezca al Espíritu de Luz que es el Espíritu Santo. Lentamente su cuerpo calloso se cierra y la persona queda más espiritualizada, más humanizada y con más valor para enfrentar el peso de la vida.

Este ejercicio puede hacerse mentalmente en el autobús, al parar en el semáforo, en la fábrica, en la oficina o en cualquier tiempo libre que se tenga en el día.

Todas las personas que se acostumbran a hacer este tipo de meditación –vía de la sencillez– afirman que su salud se vuelve más resistente, consiguen más claridad en las cuestiones complicadas y las ideas fijas y los prejuicios se hacen más superables. En fin, te vuelves un ser mejor y tu luz se irradia sobre otros. Intenta hacer esta meditación sencilla y verás su valor corporal y espiritual.

*Leonardo Boff es teólogo y ha escrito Meditación de la Luz: el camino de la sencillez, Vozes, 2009; Tiempo de Transcendencia (Vozes 2009). Para adquirir: vendas@vozes.com.br

Traducción de Mª José Gavito Milano

Meditação da luz: o caminho da simplicidade

A grande maioria está atendendo às recomendações oficiais de recolhimento social, impedindo desta forma a disseminação do covid-19.

Podem-se fazer muitas coisas nesse recolhimento forçado: uma revisão de vida; que lições tirar para o futuro; como mudar para melhor; ver um filme, etc.

Mas oferece-se também a oportunidade de fazer algum exercício de meditação. Não somente para as pessoas religiosas mas também para aquelas que, sem ligação à alguma religião, cultivam valores como o amor, a cooperação, a empatia e a compaixão.

Ofereço aqui um método que eu chamo “Meditação da Luz: o caminho da simplicidade”. Ele tem uma alta ancestralidade no Oriente e no Ocidente. Tem a ver com o espírito e todo o corpo humano mas em particular com o cérebro, a sede de nossa consciência e inteligência.

Não é o lugar aqui para discutirmos as três sobreposições do cérebro: o reptiliano que diz respeito ao nossos movimento instintivos; o límbico, aos sentimentos, e o neo-cortical, ao raciocínio, à lógica e à linguagem.

           O cérebro humano e seus dois hemisférios

Tratemos, sucintamente, do cérebro que possui uma forma de concha com dois hemisférios:

O esquerdo que responde pela análise, pelo discurso lógico, pelos conceitos, pelos números e pelas conexões causais.

O direito responde pela síntese, pela criatividade, pela intuição, pelo lado simbólico das coisas e dos fatos e pela percepção de uma totalidade.

No meio está o corpo caloso que separa e ao mesmo tempo une os dois hemisférios.

Outro ponto importante do cérebro é o lobo frontal, sede da mente humana. Há muitas teorias sobre a relação entre cérebro e mente. Vários neurocientistas sustentam que a mente é o nome que damos à realidades intangíveis, elaboradas no cérebro, tais como a vida afetiva, o amor, a honestidade, a arte, a fé, a religião, a reverência e a experiência do numinoso e do sagrado.

     A mente espiritual e o Ponto Deus no cérebro

Outro ponto a ser referido é a mente espiritual. A antropologia cultural se deu conta de que em todas as culturas surgem sempre duas constantes: a lei moral na consciência e a percepção de uma Realidade que transcende o mundo espaçotemporal e que concerne ao universo e ao sentido da vida. Repousam em alguma estrutura neuronal, mas não são neurônios. São de outra natureza até agora inexplicável. Vários neurocientistas a chamaram de mente mística (mystical mind). Prefiro uma expressão mais modesta: mente espiritual.

Aprofundando a mente espiritual outros neurocientistas e neurolinguistas chegaram a identificar o que chamaram o ponto Deus no cérebro. Constataram que sempre que o ser humano se interroga existencialmente sobre o sentido do Todo, do universo, de sua vida e pensa seriamente sobre uma Ultima Realidade, produz-se uma descomunal aceleração dos neurônios do lobo frontal. Aponta para um órgão interior de qualidade especial. Disseram que assim como temos órgãos externos, os olhos, os ouvidos, o tato temos também um órgão interno, uma vantagem de nossa evolução humana. Deram-lhe o nome de o ponto Deus no cérebro. Mediante esse órgão-ponto captamos Aquela Realidade que tudo unifica e sustenta, desde o universo estrelado, a nossa Terra e a nós mesmos: a Fonte que faz ser tudo o que é. Cada cultura dá-lhe um nome: o Grande Espírito dos indígenas, Alá, Shiva, Tao, Javé, Olorum dos nagô e nós simplesmente de Deus (que em sânscrito significa o Gerador da luz, donde vem também a palavra dia).

             A natureza misteriosa da luz

Antes de nos focarmos na Meditação da Luz, cabe uma palavra sobre a natureza da luz. Ela é tida até hoje como um fenômeno tão singular para a ciência, como a física quântica e a astrofísica que preferiu-se dizer: a entendemos melhor se a consideramos uma partícula material (que pode ser barrada por uma placa de chumbo) e simultaneamente uma onda energética que percorre o universo à velocidade de 300 mil km por segundo. Biólogos chegaram a discernir que todos os organismos vivos emitem luz, os  biofótons, invisíveis a nós mas captáveis por aparelhos sofisticados. A sede desta bioluz estaria nas células de nosso DNA. Portanto, somos seres de luz Ademais a luz é um dos maiores símbolos humanos e o nome que se dá à Divindade ou a Deus como Luz infinita e eterna.

   Meditação da luz: caminho oriental e ocidental

Vamos finalmente ao tema: Como é essa meditação da luz? Fundamentalmente tanto o Oriente quanto o Ocidente comungam da mesma intuição: do Infinito nos vem um raio sagrado de Luz que incide em nossa cabeça (corpo caloso), penetra todo o nosso ser (os chacras), ativa os biofótons, sana nossas feridas, nos enleva e nos transforma também em seres de luz.

Conhecido é o método budista em três passos: diante de uma vela acesa, se concentra e diz: eu estou na luz; a luz está em mim; eu sou luz. Essa luz se expande do corpo para tudo o que está ao redor, para Terra, para as galáxias mais distantes. Permite uma experiência de não dualidade: tudo é um e eu estou no Todo.

O caminho ocidental se parece com o oriental. Era praticado pelos primeiros cristãos em Alexandria no Egito que professavam ser Deus luz, Jesus, luz do mundo e o Espírito Santo,  a “Lux Beatissima”

Sigam comigo os seguintes passos: colocar-se num lugar cômodo, como ao pé da cama, ao levantar ou ao deitar ou num canto mas recolhido. Concentrar-se para abrir o corpo caloso e invocar o raio da Luz Beatíssima que provém do infinito do céu.

Esse raio de Luz sagrada, incidindo, já permite a união dos dois hemisférios do cérebro, produzindo grande equilíbrio entre razão e sentimento. Em seguida, deixe que essa Luz divina comece lentamente a penetrar todo o seu corpo: o cérebro, as vias respiratórias, os pulmões, o coração, o aparelho digestivo, os órgãos genitais, as pernas e os pés. Pare-a especialmente nas partes que estão doentes e produzem dor. Já que a Luz desceu, faça-a voltar, penetrando novamente todo o seu ser e seus órgãos.

         Benefícios da meditação da luz

Antes de mais nada, começa a sentir que essa Luz divina potencia suas energias, lhe traz leveza a todo o seu ser corporal e espiritual. Dê-se um pouco de tempo, para curtir essa Energia divina que o energiza totalmente. Por fim, agradeça ao Espírito de Luz que é o Espírito Santo. Lentamente seu corpo caloso se fecha e vc sai mais espiritualizado, mais humanizado e com mais coragem para enfrentar o peso da vida.

Você pode fazer esse exercício mentalmente no ônibus, ao parar no semáforo, na fábrica, no escritório ou em qualquer tempinho que tenha no dia.

Todos os que se acostumaram a fazer esse tipo de meditação – via da simplicidade – testemunham como ficam mais resistentes na saúde, ganham mais clareza nas questões complicadas e as ideias fixas e os preconceitos os tornam mais superáveis, enfim você se torna um ser melhor e sua luz irradia sobre outros. Tente fazer essa meditação simples e verá seu valor corporal e espiritual.

Leonardo Boff é teólogo e escreveu Meditação da Luz: o caminho da simplicidade, Vozes, 2009; Tempo de Transcendência (Vozes 2009). Para adquirir: vendas@vozes.com.br