Membros participantes das grandes religiões no mundo atual:muçulmanos são maioria

O prof.dr Fernando Altenmeyer Jr, professor na PUC-SP é seguramente o maior pesquisador no Brasil de assuntos ligados à Igreja Católica, às religiões, às ordens religiosas, e assuntos assemelhados, sempre com estatísticas tiradas das melhores fontes. Aqui nos oferece um panorama de como mundialmente se encontram as religiões. Note-se que os muçulmanos sunitas ultrapassam os cristãos; constituem 20% da humanidade com 1,5 bilhão de seguidores enquanto os católicos ocidentais e orientais constituem 17% da humanidade com 1,3 bilhões de professantes. Agradecemos a esse persistente pesquisador e colega na teologia comprometida com os injustiçados, por seu trabalho indispensável para se ter uma visão objetiva de como andam as religiões. No fundo, constatamos que a humanidade é fundamentalmente religiosa, enquanto a secularização é antes um fenômeno ocidental e limitado, sendo cada vez mais questionado por sociólogos, historiadores e pelos próprios teólogos ecumênicos. LBoff

  • Muçulmanos sunitas (20% da humanidade), ou seja, 1,5 bilhão de seguidores. 
  • Católicos ocidentais e orientais somam todos 1,3 bilhão de fiéis, ou seja, 59% dos cristãos e representam 17% da humanidade. 
  • Hinduístas somam 1,1 bilhão de membros, ou seja, 15% da humanidade. 
  • Budistas (7,1% da população mundial), ou seja, 525 milhões de adeptos.  
  • Protestantes: 500 milhões de membros, 6,7% da população mundial e, 22% dos cristãos em mais de 300 grandes confissões e cerca de 20 mil pequenas igrejas autóctones particularmente presentes na África e na América Latina. Das igrejas pentecostais contamos 150 milhões, metodistas 70 milhões, luteranos 65 milhões e reformados 30 milhões, Congregacionais 3 milhões. Há ainda valdenses (45 mil), morávios (800 mil) e dezenas de igrejas livres com 250 milhões de membros. Podemos dizer que existam 30 grandes famílias confessionais e centenas de ramificações no mundo evangélico protestante.  
  • Religiões tradicionais africanas, asiáticas e americanas – RTA (6% da pop. mundial), somando 400 milhões de adeptos.  
  • Ortodoxos 300 milhões, ou 4% da população mundial, em 15 Igrejas ou acefalias, somando 13,6% dos cristãos. 
  • Xiitas muçulmanos são estimados em 170 milhões, um décimo de todos os muçulmanos. São a maioria no Irã, Iraque, Bahrein, Azerbaijão e Iêmen. 
  • Anglicanos 85 milhões em igrejas autônomas com o primaz de Canterbury na Inglaterra, articulados por três ramos internos na Comunhão anglicana: High Church, Low Church e Broad Church.  
  • Grupos autônomos somam 3% dos cristãos, entre eles Mórmons com 10 milhões, Ciência Cristã e Testemunhas de Jeová (14 milhões), adventistas de sétimo dia com 12 milhões. Há também Batistas (35 milhões), Exército da Salvação (4 milhões), Amigos do Homem (110 mil), Quakers (500 mil), Menonitas (1,5 milhão), Milenaristas, Ciência Crista (1,5 milhão) Armênios gregorianos (5 milhões), Arminianos (40 mil), veterocatólicos (90 mil), nestorianos (170 mil) e mandeanos no Iraque e Irã (31 mil) . Na República Democrática do Congo há a denominação kimbanguista com quatro milhões de simpatizantes.  
  • Novas religiões orientais do Japão, Coreia do Sul e China (0,8% da população mundial). Particularmente destacamos a Perfect Liberty, Messiânica, Tenrikio, Seicho-no-ie, Caodaistas, Seita Moon (850 mil) e grupos budistas sincréticos. 
  • Judeus (0,2%), ou seja, de 14 a 20 milhões de membros. 
  • Sikhs – 16 milhões essencialmente presentes na India e Grã-Bretanha.    
  • 10 milhões de muçulmanos de diversas denominações: Karijitas (1,1 milhão), drusos (500 mil), yezidis (450 mil), sufis, alaouitas ou nusayris (1 milhão), ahmadis ou qakiyanis, com 4,5 milhões. 
  • Seguidores da Fé Bahaí são estimados em 7,3 milhões em 2010 espalhados em 218 países do planeta.  
  • Espiritismo com cinco milhões de seguidores, na maioria, brasileiros. 
  • Samaritanos presentes em Holon, Israel e Naplouse, na Cisjordania somam 500 pessoas.

La Madre Terra riserva spiacevoli sorprese

                  Leonardo Boff

Fin dalla più remota antichità la Terra è sempre stata considerata una Madre che, insieme alle altre energie cosmiche, ci fornisce tutto ciò di cui la vita sul pianeta ha bisogno. I greci la chiamavano Gaia o Demetra, i romani Magna Mater, gli orientali Nana, gli andini Pachamama. Tutte le culture la consideravano un’entità super vivente che, per essere viva, produce e riproduce la vita.

Solo nella modernità europea, a partire dal XVII secolo, la Terra venne considerata come una “mera cosa estensiva”, senza scopo. La natura che la ricopre non ha valore in sé, ma solo quando è utile all’essere umano. L’essere umano non si considera parte della natura, ma il suo “signore e padrone”. E ha fatto di tutto con essa, senza alcun rispetto, alcune cose buone e altre letali. Questa audace modernità ha creato il principio della propria autodistruzione con armi che possono distruggere totalmente se stessi e la vita.

Lasciamo da parte questo modo funereo di abitare la Terra ecocida e geocida, per quanto minaccioso possa essere in qualsiasi momento. Lasciamoci sfidare (senza la pretesa di spiegare) gli ultimi eventi estremi accaduti: le grandi inondazioni nel sud del Brasile e in Libia, il devastante terremoto in Marocco, gli incendi indomabili in Canada, nelle Filippine e altrove.

In larga misura, nella comunità scientifica si sta creando un consenso (ad eccezione della politica e dei grandi oligopoli economici dominanti) sul fatto che la causa principale, non l’unica, è dovuta al cambiamento del regime climatico della Terra e ai limiti d’insostenibilità del pianeta. È il famoso Earth Overshoot Day: consumiamo più di quanto la Terra possa offrirci. E non si scalda nemmeno più.

Essendo un Super Essere vivente, reagisce inviandoci il riscaldamento globale, ondate di eventi estremi, terremoti, uragani, virus letali ecc. Siamo arrivati ​​a un punto in cui, se non invertiamo il processo devastante degli ecosistemi, potremmo andare incontro al nostro sterminio come specie umana. Gli ultimi fatti sono premonitori.

Da tutto bisogna trarre lezioni. Oggi sappiamo ciò che era negato alle generazioni precedenti, come funzionano le placche tettoniche che compongono il suolo della Terra. Conosciamo le sue pericolose crepe, quali placche possono essere in movimento. La conseguenza è che se costruiamo le nostre città e case su queste crepe, potrebbe arrivare un giorno in cui si verificherà uno spostamento o uno scontro delle crepe, producendo un terremoto con incalcolabili sacrifici umani e culturali. Eccole qui le opere del genio umano. La conseguenza che dobbiamo trarre oggi è che non possiamo costruire le nostre case e le nostre città su questi luoghi. Oppure dovremmo sviluppare tecnologie, come hanno fatto i giapponesi, che costruiscano edifici basati su metalli in grado di bilanciare l’intero edificio al punto da resistere ai movimenti sismici.

Qualcosa di simile vale per le grandi inondazioni di magnitudo travolgente. Sappiamo che tutti i fiumi hanno il loro letto dove scorre l’acqua. Ma la natura ha previsto che ai suoi bordi debbano esserci spazi abbastanza ampi da resistere alle inondazioni. Questi spazi fanno parte del letto esteso. Su di essi invano si costruiscono edifici e intere città. Quando arriva il diluvio, le acque reclamano il loro spazio in cui scorrono. Allora sopraggiungono le calamità. Consapevoli di questi dati, si impongono misure di contenimento o semplicemente di non consentire che in questi luoghi si costruiscano case, fabbriche e quartieri. In termini più radicali, queste parti della città devono trovare un altro luogo sicuro per evitare di essere danneggiate o distrutte.

Si tratta di conoscenze di cui i funzionari governativi e le autorità pubbliche devono tenere conto. Altrimenti, a causa di una mancanza di conoscenza che rasenta l’irresponsabilità si troveranno, di tanto in tanto, ad affrontare catastrofi che uccidono persone, distruggono case e rendono inabitabile una determinata regione.

Queste catastrofi appartengono alla storia della Terra. Siamo arrivati a conoscere 15 grandi estinzioni di massa. Una delle più importanti avvenne 245 milioni di anni fa quando si formarono i continenti (dall’unica Pangea). In quella occasione scomparve il 90% delle specie animali, marine e terrestri. La Terra ebbe bisogno di alcuni milioni di anni per ricostruire la sua biodiversità. La seconda maggiore estinzione di massa si verificò 65 milioni di anni fa, quando un asteroide lungo quasi 10 chilometri cadde nello Yucatan, nel sud del Messico. Ciò causò un immenso maremoto, con un grande volume di gas velenoso e una tenebre immensa che oscurò il sole impedendo così la fotosintesi e il 50% di tutte le specie morì. Le principali vittime furono i dinosauri che per 130 milioni di anni popolavano parte della Terra.

È curioso notare che, dopo ogni estinzione di massa, la Terra ha sperimentato una fantastica fioritura di nuove specie. Dopo quest’ultima apparvero soprattutto i mammiferi, dai quali noi stessi discendiamo. Ma misteriosamente iniziò anche una terza estinzione di massa. Quella attuale non è come le due precedenti avvenute di colpo. Essa avviene lentamente, attraverso diverse fasi, a partire dall’era glaciale 2,5 milioni di anni fa. Negli ultimi tempi si è constatata un’accelerazione di questa estinzione. Il regime di crisi climatica aumenta di giorno in giorno e gli eventi estremi si moltiplicano come abbiamo descritto. Siamo entrati in un allarme ecologico, pertanto, come ha detto severamente il Papa nella Fratelli Tutti: Siamo sulla stessa barca, o ci salviamo tutti o non si salva nessuno”.

Come dice Peter Ward, nel suo libro [pubblicato in Brasile] O fim da evolução” (Campus 1997): 100mila anni fa, un altro grande asteroide colpì la Terra, questa volta in Africa. Questo asteroide si chiama homo sapiens. In altre parole, è l’essere umano moderno che ha inaugurato l’antropocene, il necrocene e il pirocene. Se il rischio è grande, diceva un poeta tedesco, grande è anche la possibilità di salvezza. È in questo che spero e confido, nonostante le calamità sopra descritte.

Leonardo Boff, ha scritto “O doloroso parto da Terra, Vozes  2021” e “Abitare la Terra”, Castelvecchi 2022.

traduzione dal portoghese di Gianni Alioti

Como enfrentar o novo regime climático da Terra?

Leonardo Boff

Ultimamente muitos me tem perguntado pelas razões de tantos eventos extremos que estão ocorrendo por todo o planeta: por que tantos tufões, ciclones, enchentes, nevascas, secas prolongadas e ondas de calor com cerca de 40C ou mais, seja na Europa e mesmo em grande parte de nosso país? Até alguns anos atrás os grandes centros científicos e mesmo o Painel Intergovernamental sobre Mudanças Climáticas (IPCC) não tinham certeza sobre seu caráter, se era algo natural ou consequência da atividade humana. Lentamente a frequência dos eventos extremos  foi crescendo até a ciência reconhecer que se tratava de um fato antropogênico, quer dizer, resultado da ação humana devastadora da natureza.

Alguns cientistas projetaram a hipótese que depois se confirmou como teoria (verdade em ciência enquanto não for refutada) de que uma nova era geológica havia se instaurado. Chamaram-na com razão de antropoceno que seguiu o holoceno de onde vínhamos já há mais de dez mil anos. Significa que o meteoro rasante que destrói a natureza e compromete o equilíbrio do planeta é o ser humano,especialmente, o processo produtivo explorador.Hoje esta compreensão se naturalizou nos discursos científicos e também no meios de comunicação.

Alguns biólogos vendo o extermínio de espécies vivas em razão da mudança climática começaram a falar do necroceno vale dizer, da morte (necro em grego), em grande escala, de vidas; seria um subcapítulo do antropoceno.A situação tornou-se muito mais grave com a irrupção de grandes incêndios em muitas regiões do planeta, inclusive naquelas que se imaginava as mais únidas como a Amazônia e a Sibéria. Para tal evento, extremamente perigoso para a continuidade da vida na Terra, criou-se a expressão piroceno (em grego piros é fogo).

Estaríamos neste momento no interior de várias manifestações de desequilíbrios no sistema-Terra e no sistema-Vida que nos obrigam a a  colocar a pergunta: como será daqui por diante o curso de nossa história? A não se fazer mudanças corajosas e seguir pelo caminho percorrido até o momento, poderemos conhecer  verdadeiras tragédias ecológico-sociais. António Guterrez, secretário geral da ONU tem usado expressões duras, afirmando: “ou reduziremos drasticamente a emisssão de gases de efeito estufa ou iremos ao encontro de um suicídio coletivo. Mais direto foi ainda o Papa Francisco, na encíclica Fratelli tutti: “estamos no mesmo barco,ou nos salvamos todos ou ninguém se salvará”(n.32).

O fato é que a Terra não é mais a mesma. O sistema de sua auto-sustentação em todas as esferas que compõe um planeta vivo, Grande Mãe ou Gaia, corre risco de entrar em colapso Os que anualmente calculam a Sobrecarga da Terra (The Earth Overshoot),  vale dizer, a redução crescente dos elementos mantenedores da vida, ocorreu  neste ano no dia 2 de agosto.Eles nos advertem, que  não podemos chegar a novembro porque aí todo o sistema planetário entraria em colapso.

Se tudo mudou, nós que somos parte  da Terra ou, mais corretamente,aquela porção consciente dela, também teremos que mudar  e incorporar aquelas adaptações que nos permitirão continuar sobre este planeta. Em que se basear para esta adaptação?

Seguramente a tecno-ciência é indispensável. Mas nela não se encontra a solução. Ela se ocupa com os meios. Mas meios para que fins? Estes fins constituem  aquele conjunto de princípios e valores que fundam uma sociedade humana e permitem um convivência minimamente pacífica, pois, largados aos seus próprios impulsos,os seres humanos podem se entre-devorar (superação da barbárie).

A fonte destes valores e princípios não se encontram em utopias conhecidas e superadas, em ideologias ou religiões. Para serem humanos, tais valores e princípios devem ser buscados na própria existência humana,quando observada com atenção e profundidade.

O primeiro dado:pertence ao DNA do ser humano como o mostrou um dos decifradores do genoma humano (J.Watson, DNA:o segredo da vida, 1953) o amor social. Por causa dele nos sentimos parentes com todos os portadores deste código, também nos seres vivos da natureza. Este amor social funda uma fraternidade sem fronteiras,constituindo a comunidade biótica e a sociabilidade humana. O cuidado essencial: desde a mais alta antiguidade  (a fábula 22 de Higino do tempo de César Augusto)  foi visto como a essência do ser humano e de todo e qualquer vivente. Se não for cuidado,garantido-lhe os nutrientes necessários, fenece e morre. A isso pertence manter as florestas em pé e reflorestar as áreas devastadas. Está também em nosso DNA o sentido da interdependência entre todos. Todos estamos dentro de uma rede de relações e nada existe e subsiste fora deste complexo de relações Ele constitui a matriz relacional, perdida no modo de produção capitalista que privilegia a competição e não a cooperação e dá  a centralidade ao indivíduo, apartado de sua relação para com a natureza. Cabe também ao nosso substrato humano, a percepção da corresponsabilidade coletiva e universal, pois, ou todos se unem e se salvam ou se dilacera a realidade com o risco de tragédias ecológico-sociais sem fim. Esse senso de corresponsabilidade coletiva sustenta o projeto social mais promissor, capaz de salvaguardar a vida que ganhou forma no ecosocialismo (cf. Michael Löwy). Seria a humanidade junto com a comunidade de vida vivendo dentro da mesma Casa Comum de forma colaborativa e acolhedora das diferenças. Dentro desta Casa Comum coexistem os vários mundos culturais com seus valores e e tradições, como o mundo cultural chinês, indiano, europeu,americano e dos povos originários  entre outros. A  espiritualidade pertence também à existência humana originária que se compõe pela valorização da vida, pela compaixão pelos mais fracos, pelo cuidado por  tudo o que existe e vive e pela total abertura ao infinito, já que somos um projeto de infinitas possibilidades a serem realizadas.Esta espiritualidade não se identifica com a religião, embora esta nasça da espiritualidade,mas nos valores acima referidos.

Para alcançar essa forma de habitar a Terra, os humanos deverão reunciar a muitas coisas, especialmente ao individualismo, ao consumismo,à busca insaciável de bens materiais e de poder sobre outros. São adaptações obrigatórias, se decidirmos continuar neste pequeno e belo planeta  ou então enfrentaremos o conjunto das crise acima referidas que poderão, no seu termo, liquidar com a espécie humana.

Nesse sentido podemos falar de uma recriação do ser humano que se adaptou à nova fase da Terra aquecida e equilibrada num nível mais alto de aquecimento (entre 38-40C?). Ela colocará a vida em seu centro e tudo o mais a serviço dela. Como já foi dito, será a Terra da Boa Esperança, finalmente, a antecipação do mito dos povos originários: a Terra sem Males.

Leonardo Boff é ecoteólogo e escreveu: Dignitas Terra: ecologa, grito da Terra-grito do pobre 1999; O doloroso parto da Mãe Terra: uma sociedade de fraternidade sem fronteiras e de amizade social, Vozes, 2021: Habitar a Terra:qual o caminho para a fraternidade universal, Vozes 2022.

Mutter Erde birgt böse Überraschungen

Leonardo Boff

Seit dem Altertum wird die Erde als Mutter betrachtet, die uns zusammen mit anderen kosmischen Energien mit allem versorgt, was das Leben auf dem Planeten braucht. Die Griechen nannten sie Gaia oder Demeter, die Römer Magna Mater, die Orientalen Nana, die Andenbewohner Pachamama. Alle Kulturen betrachteten sie als eine lebendige Super-Entität, die, da sie lebendig ist, Leben hervorbringt und fortpflanzt.

Erst in der europäischen Moderne, ab dem 17. Jahrhundert, wurde die Erde als ein “bloßes ausgedehntes Ding” ohne Zweck betrachtet. Die Natur, die sie bedeckt, hat keinen Wert an sich, sondern nur insofern, als sie dem Menschen nützlich ist. Der Mensch betrachtet sich nicht als Teil der Natur, sondern als “ihr Herr und Meister”. Er hat alles mit ihr gemacht, ohne den geringsten Respekt, manches gut, manches tödlich. Diese kühne Moderne hat den Beginn ihrer eigenen Selbstzerstörung mit Waffen geschaffen, die sie, sich selbst und das Leben völlig zerstören können.

Lassen wir diese todbringende, ökozidale und geozidale Art und Weise, die Erde zu bewohnen, hinter uns, so bedrohlich sie auch jeden Moment sein mag. Lassen wir uns von den jüngsten Extremereignissen herausfordern (ohne vorgeben zu wollen, sie zu erklären): große Überschwemmungen im Süden des Landes und in Libyen, ein verheerendes Erdbeben in Marokko, unkontrollierbare Brände in Kanada, auf den Philippinen und anderswo.

In der wissenschaftlichen Gemeinschaft (mit Ausnahme der Politik und der großen dominierenden Wirtschaftsoligopole) besteht ein zunehmender Konsens darüber, dass die Hauptursache dafür, aber nicht die einzige Ursache, in einer Veränderung des Klimaregimes der Erde und den nicht nachhaltigen Grenzen des Planeten liegt. Es ist der so genannte Earth Overshoot Day: Wir verbrauchen mehr, als die Erde uns bieten kann. Und sie kann nicht mehr verkraften.

Da es sich um eine lebende Superentität handelt, reagiert sie, indem sie uns die globale Erwärmung, Wellen von Extremereignissen, Erdbeben, Wirbelstürme, tödliche Viren etc. schickt. Wir sind an einem Punkt angelangt, an dem wir, wenn wir diese Art der Zerstörung von Ökosystemen nicht ändern, auf unsere Auslöschung als menschliche Spezies zusteuern könnten. Die jüngsten Ereignisse sind Vorwarnungen.

Wir müssen aus allem etwas lernen. Heute wissen wir, was früheren Generationen verwehrt war: wie die tektonischen Platten, aus denen der Erdboden besteht, funktionieren. Wir kennen ihre gefährlichen Risse und wissen, welche Platten sich bewegen können. Die Folge ist, dass, wenn wir unsere Städte und Häuser auf diesen Rissen bauen, der Tag kommen kann, an dem sich die Risse verschieben oder zusammenstoßen und ein Erdbeben mit unabsehbaren menschlichen und kulturellen Opfern entsteht. Werke menschlicher Genialität werden auf diese Weise zerstört. Die Konsequenz, die wir heute ziehen müssen, ist, dass wir unsere Häuser und Städte nicht auf solchen Plätzen bauen dürfen. Oder wir müssen, wie die Japaner, Technologien für Gebäude entwickeln, die auf Materialien basieren, die das Ganze so ausbalancieren, dass sie den Bewegungen von Erdbeben standhalten.

 Das Gleiche gilt für große Überschwemmungen von überwältigendem Ausmaß. Wir wissen, dass jeder Fluss ein Flussbett hat, durch das das Wasser fließt. Aber die Natur sorgt dafür, dass es an den Ufern Räume gibt, die breit genug sind, um Überschwemmungen standzuhalten. Diese Räume sind Teil des verbreiterten Flussbettes. Vergeblich werden darauf Gebäude und ganze Städte gebaut. Wenn die Flut kommt, erobert sich das Wasser den Raum zurück, durch den es fließt, und es kommt zu großen Katastrophen. Angesichts dieser Tatsachen ist es notwendig, Maßnahmen zur Eindämmung zu ergreifen oder einfach nicht zuzulassen, dass Häuser, Fabriken und Stadtviertel auf diesen Flächen gebaut werden. Radikaler ausgedrückt: Diese Teile der Stadt müssen einen anderen Platz finden, der vor Beschädigung oder Zerstörung sicher ist.

Dies sind Erkenntnisse, die Regierungen und Behörden berücksichtigen müssen. Andernfalls müssen sie sich aus Unkenntnis, die an Verantwortungslosigkeit grenzt, mit Katastrophen befassen, die von Zeit zu Zeit Menschen töten, Häuser zerstören und eine Region unbewohnbar machen.

Diese Katastrophen sind Teil der Erdgeschichte. Wir haben 15 große Massenaussterben erlebt. Eines der bedeutendsten ereignete sich vor 245 Millionen Jahren während der Bildung der Kontinente (aus dem einzigen Pangäa). Es löschte 90 % des tierischen, marinen und terrestrischen Lebens aus. Es dauerte ein paar Millionen Jahre, bis die Erde ihre Artenvielfalt wieder aufgebaut hatte.

Das zweite große Massenaussterben fand vor 65 Millionen Jahren statt, als ein Asteroid mit einem Durchmesser von fast 10 km in Yucatan in Südmexiko einschlug. Er verursachte eine gewaltige Flutwelle mit einer riesigen Menge giftiger Gase und einem riesigen Nebel, der die Sonne verdunkelte und die Photosynthese verhinderte. 50 % aller Arten starben aus. Die Dinosaurier, die 130 Millionen Jahre lang einen Teil der Erde bevölkert hatten, waren die Hauptopfer.

Merkwürdigerweise erlebte die Erde nach jedem Massenaussterben eine fantastische Blüte neuer Arten. Nach dem letzten Massenaussterben tauchten vor allem Säugetiere auf, von denen wir abstammen. Doch mysteriöserweise begann auch ein drittes Massenaussterben. Das jetzige ist nicht wie die anderen beiden, die auf einmal stattfanden, sondern es vollzieht sich langsam, in mehreren Phasen, beginnend mit der Eiszeit vor 2,5 Millionen Jahren. In jüngster Zeit hat sich dieses Aussterben beschleunigt. Das Klimaregime wird von Tag zu Tag stärker, und die Extremereignisse häufen sich, wie wir bereits beschrieben haben. Wir befinden uns in einem ökologischen Alarmzustand, denn wie der Papst in Fratelli Tutti sehr ernsthaft sagt: “Wir sitzen alle in einem Boot, entweder werden wir alle gerettet oder niemand wird gerettet”.

Wie Peter Ward in seinem Buch O fim da evolução (Campus 1997) schreibt: “Vor 100.000 Jahren schlug ein weiterer großer Asteroid auf der Erde ein, diesmal in Afrika. Dieser Asteroid wird Homo sapiens genannt”. Mit anderen Worten: Es ist der moderne Mensch, der das Anthropozän, das Nekrozän und das Pyrozän eingeleitet hat.

Wenn die Gefahr groß ist, sagte ein deutscher Dichter, ist auch die Möglichkeit der Rettung groß. Darauf hoffe und vertraue ich, trotz des oben beschriebenen Unglücks.

Leonardo Boff Autor von: El doloroso parto de la Madre Tierra, Vozes 2021; Habitar la Tierra 2022.