Un Papa che ama alla maniera di Gesù

                           Leonardo Boff

Il 13 marzo la Chiesa ha celebrato i 10 anni di pontificato di Papa Francesco. È la prima volta nella storia della Chiesa che un Papa è eletto al di fuori della galassia del cristianesimo europeo. E con ragione, perché la vitalità del messaggio evangelico si è radicata nelle culture extra-europee in cui vive la maggioranza numerica dei cattolici. Enfatizziamo alcune caratteristiche del suo pontificato.

La più importante di queste è stata la nuova atmosfera creata all’interno della comunità cristiana a livello mondiale. Usciamo da un inverno, degli ultimi Papi, e si è inaugurata una primavera. Non predomina più la dottrina, ma la vita concreta della fede. Non c’è più paura e condanne, ma grande libertà di espressione e partecipazione, soprattutto per le donne che occupano posizioni importanti all’interno del Vaticano.

Papa Francesco ha incarnato un nuovo modo di essere Papa. Non abita più nel palazzo pontificio, ma in una foresteria, Santa Marta. Rifiuta qualsiasi privilegio. Vive nella sua stanza degli ospiti. Un’altra stanza è riservata per ricevere le persone. Si mette in fila per servirsi i pasti in mensa. Con umorismo, pensando a fatti del passato, dice, “così è più difficile che mi avvelenino”. Vive una povertà francescana, spogliandosi di ogni simbolo di potere.

Ha aperto una nuova prospettiva per la Chiesa. Se prima era un castello fortificato contro gli errori del mondo, ora è “una Chiesa-ospedale da campo” che accoglie tutti, senza chiedersi la loro provenienza o il loro stato morale. Come sottolinea: “è una Chiesa in uscita verso le periferie esistenziali”, che tende l’orecchio al grido dei sofferenti di questo mondo.

Ha dato centralità ai poveri. Ha scelto il nome di Francesco per riscattare la figura di San Francesco, il poverello di Assisi. Nella sua prima apparizione disse chiaramente: voglio una Chiesa di poveri e una Chiesa con i poveri. Importa poco se il povero è cristiano o musulmano: lavagli i piedi il Giovedì Santo. La sua più grande ispirazione è il Gesù storico, artigiano, narratore di storie, difensore di tutti coloro che hanno meno vita, curandoli dalle loro malattie, asciugando le loro lacrime e persino resuscitando i morti. Chiama Dio di Abba ”caro papà” sentendosi come il suo amato Figlio. Ama tutti alla maniera di quel Dio-Abba, ben espresso nel Vangelo di San Giovanni: «Se qualcuno viene a me, non lo manderò via» (Gv 6,37). Poteva essere un’adultera, un teologo angosciato come Nicodemo che lo cerca di notte, o una donna straniera siro-fenicia o un ufficiale romano. Egli accoglie affettuosamente tutti.

Ha chiarito molte volte che Gesù non è venuto per creare una nuova religione, ma è venuto per insegnarci come vivere: l’amore incondizionato, la solidarietà, la compassione e il perdono. Le dottrine ci sono e non c’è ragione per non dar loro importanza. Ma solo con loro non puoi raggiungere il cuore dell’essere umano. Sono necessari la tenerezza e l’amore.

Ciò che convince e persino affascina le persone è la sua ininterrotta predicazione sull’importanza di questa tenerezza che abbraccia l’altro e che vale anche per la politica, come dice chiaramente nella sua enciclica Fratelli tutti.

Ma per lui, il culmine della sua predicazione è la misericordia. È la caratteristica personale di Gesù e si radica nell’essenza di Dio stesso. Nessuno può porre limiti alla misericordia di Dio che raggiunge anche il peggiore dei peccatori. Dio non può perdere nessun figlio o figlia che ha creato con amore. Non può mai perdere. Per questo afferma che la condanna è solo per questo mondo. Tutti sono destinati, per la sconfinata misericordia, a partecipare al beato Regno della Trinità, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Il messaggio di Gesù non è solo buono nella prospettiva della vita eterna. Ma deve anche essere un bene per questa vita e per la propria Madre Terra. La sua enciclica “come prendersi cura della Casa Comune: Laudato Sì (2015) lo colloca, secondo eminenti ecologisti, in prima linea nella riflessione ecologica globale. Non si tratta di un’ecologia verde, ma di un’ecologia integrale: abbraccia l’ambiente, il politico, il sociale, il culturale, la vita quotidiana e la vita dello spirito. Non è una tecnica per guarire le ferite nel corpo di Madre Terra, ma di un’arte di vivere in comunione con Lei e con tutte le altre creature, abbracciate come fratelli e sorelle. È così tanto preoccupato per il futuro della vita che dice con parole severe nell’altra sua enciclica Fratelli tutti (2020) “o ci salviamo tutti o nessuno si salva”.

Nonostante le nubi oscure che coprono il nostro futuro, è fiducioso. Confida nella speranza come quel principio o meglio, quel motore che lavora sempre dentro di noi, cercando strade migliori, progettando utopie realizzabili e facendo luce sull’oscurità della nostra storia. Si esprime con queste parole al termine della sua enciclica “Come prendersi cura della Casa Comune”: “Camminiamo cantando, affinché le nostre lotte e la preoccupazione per questo pianeta non ci tolgano la gioia della speranza”.

Infine, siamo di fronte a una figura di speciale densità umana, testimone di una fede e di una speranza incrollabili che attraverseremo gli attuali tempi bui verso una bio-civiltà in cui tutti ci si senta fratelli, natura compresa, nell’ambito della stessa grande Casa Comune, curata e amata.

(traduzione dal portoghese di Gianni Alioti)

Un Papa que ama al modo de Jesús

                               Leonardo Boff*

El día 13 de marzo la Iglesia celebró 10 años de pontificado

del Papa Francisco. Es la primera vez en la historia de la Iglesia que es elegido un Papa fuera de la galaxia del cristianismo europeo. Y con razón, pues la vitalidad del mensaje evangélico se

ha enraizado en las culturas no-europeas en las cuales vive numéricamente la mayoría de los católicos. Resaltamos algunas características de su pontificado.

La más importante de ellas ha sido la nueva atmósfera creada dentro de la comunidad cristiana a nivel mundial. Hemos salido de un invierno, de los últimos Papas, y se ha inaugurado una primavera. Ya no predomina la doctrina, sino la vida concreta de la fe. Ya no hay miedo y condenaciones, sino gran libertad de expresión y de participación, especialmente de las mujeres en cargos importantes dentro del Vaticano.

El Papa Francisco ha encarnado una nueva manera de ser Papa. No vive en el palacio pontificio, sino en una casa de huéspedes, Santa Marta. Rechaza cualquier privilegio. Vive en su cuarto de huéspedes. Hay otro reservado para recibir a la gente. Hace cola para servirse la comida. Con humor, pensando en hechos del pasado, dice “así es más difícil que me envenenen”. Vive una pobreza franciscana, despojándose de todos los símbolos de poder.

Ha abierto una nueva perspectiva en la Iglesia. Si antes era un castillo fortificado contra los errores del mundo, ahora es “una

Iglesia-hospital-de-campaña” que acoge a todos, sin preguntar su origen o su situación moral. Como él mismo subraya: “es una Iglesia en salida hacia las periferias existenciales”, que pega su oído al grito de los que sufren en este mundo.

Ha dado centralidad a los pobres. Escogió el nombre de Francisco para rescatar la figura de San Francisco, el poverello de Asís. En su primera aparición dijo claramente: quiero una Iglesia de pobres y una Iglesia con los pobres. Poco importa que el pobre sea cristiano o musulmán: le lava los pies el Jueves Santo.

Su principal inspiración es el Jesús histórico, artesano, contador de historias, defensor de todos los que tienen menos vida, curándolos de sus dolencias, enjugando sus lágrimas e incluso resucitando muertos. Llama a Dios, Abbá = “papá” sintiéndose su Hijo querido. Ama a todos a la manera de ese Dios-Abbá, bien expresado en el evangelio de San Juan: “si alguien viene a mí yo no le echaré fuera” (Jn 6,37). Podía ser una adúltera, un teólogo angustiado como Nicodemo que va a buscarlo por la noche, una mujer extranjera siriofenicia o un oficial romano. A todos acoge afectuosamente.

Ha dejado claro muchas veces que Jesús no vino a crear una nueva

religión, sino que vino a enseñarnos a vivir el amor incondicional, la solidaridad, la compasión y el perdón. Las doctrinas están ahí y

no hay por qué no darles importancia. Pero sólo con ellas no se llega al corazón humano. Se necesita ternura y amor. Lo que convence a las personas y las deja fascinadas es su predicación ininterrumpida sobre la importancia de esa ternura que abraza al otro y que vale también para la política, como lo dice claramente en su encíclica Fratelli tutti.

Pero para él, el punto central de su predicación es la misericordia. 

Es la característica personal de Jesús y se enraíza en la esencia de

Dios mismo. Nadie puede poner límites a la misericordia de Dios que alcanza incluso al peor de los pecadores. Dios no puede perder a ningún hijo o hija que ha creado con amor. Él no puede perder nunca. Por eso afirma que la condenación es solo para este mundo. Todos están destinados, por esta misericordia ilimitada, a participar del Reino bienaventurado de la Trinidad, del Padre, del Hijo y del Espíritu Santo.

El mensaje de Jesús no es solo bueno desde la perspectiva de la

vida eterna. También debe ser bueno para esta vida y para la

propia Madre Tierra. Su encíclica “cómo cuidar de la Casa

Común: Laudato Sì” (2015) lo sitúa, según notables ecólogos, a la cabeza de la reflexión ecológica mundial. No se trata de una ecología verde, sino de una ecología integral: abarca lo ambiental, lo político, lo social, lo cultural, la vida cotidiana y la vida del espíritu. No se trata de una técnica para curar las heridas del cuerpo de la Madre Tierra, sino del arte de vivir en comunión con ella y con todas las demás criaturas, abrazadas como hermanas y hermanos. Está tan preocupado por el futuro de la vida que en su otra encíclica, Fratelli tutti (2020), dice con palabras muy serias: “o nos salvamos todos o nadie se salva”.

No obstante los nubarrones que amenazan nuestro futuro, se muestra esperanzado. Confía en la esperanza como el principio, o mejor dicho, como el motor que trabaja siempre dentro de nosotros, buscando mejores caminos, proyectando utopías viables y despejando la oscuridad de nuestra historia. Se expresa por estas palabras al final de su encíclica “Cómo cuidar de la Casa Común”: “Caminemos cantando, que nuestras luchas y la preocupación por este planeta no nos quiten la alegría de la esperanza”.

En fin, estamos delante de una figura de especial densidad humana, testimonio de una fe y una esperanza inquebrantables de que atravesaremos los sombríos tiempos actuales rumbo a una

biocivilización en la cual podamos hermanarnos entre todos, la naturaleza incluida, dentro de la misma gran Casa Común, cuidada y amada.

*Leonardo Boff es teólogo y filósofo y ha escrito: Francisco de Asís-Francisco de Roma: la irrupción de la primavera, 2012.

Traducción de Mª José Gavito Milano

LA RIVOLUZIONE PACIFICA DELLE DONNE

                   Iris Boff*

Nella purezza delle intenzioni della tua testa, nell’innocente pudore del tuo corpo, nello splendore vitale della tua anima, sciogli i lacci della tua camicetta, per espandere l’intelligenza del tuo cuore.

Sbottona una parte del vestito, per espandere il tuo campo di libertà. Tieni alta la gonna per correre tra i campi di rugiada, alla velocità che il cambiamento esige.

Non vergognarti del tuo corpo, canale sacro della vita.

Donna, esci dalla caverna, da questa trincea di millenni, a te imposta. Prendi possesso del tuo potere rivoluzionario perché è integrativo, creativo e rigenerativo. Mostra che la Donna non è solo la metà dell’umanità, ma la compagna e l’ostetrica, Madre, Nonna e figlia dell’altra metà. Annuncia al mondo che la Nuova Umanità sta prendendo forma nel tuo corpo e nella tua mente. Esprimi questo potere di integrazione. Cosciente di questa Pienezza, senti di sapere e sai di sentire, perché hai un cervello nel grembo e un grembo nel cervello.

Più forte e potente di una bomba atomica, il tuo utero trasforma una minuscola cellula in un Essere Vivente completo e perfetto.

Lì c’è il potere e la rivoluzione pacifica, disarmata e silenziosa della donna.

Come una grande enciclopedia, il tuo corpo porta l’origine del Mondo. Ebbene, ogni volta che una Nuova Vita lo abita, in soli 9 mesi si ripetono in esso i milioni di anni della lunga, paziente e graduale storia ascendente della nostra Umanità.

Portatrice di questo Mistero, non tradire o negare questa conoscenza, dono gratuito della Natura e di Dio. In un mondo orfano ed esiliato da questa Spiritualità, usa questo potere mistico, familiare e domestico. Prendi posizione, demarca il tuo territorio, agisci e reagisci come sei abituata a fare con il frutto delle tue viscere.

Donna! Madre, come sostieni un bambino che sta appena iniziando a camminare, prendi la mano di questa Umanità, che come una piccola creatura, è confusa e brancolante nel fare nuovi passi sui sentieri pericolosi e complessi del nostro tempo. Indica, stimola, consola, sostieni.

Donna, Amata e Amante, Donna “Della Casa”, tra le tue braccia accogli e culla il nostro uomo moderno, stanco e disincantato di essere l’unico artefice e responsabile del progresso, questo “giocattolo pericoloso” che lui stesso ha costruito. Con la sua vita minacciata, spaventato ed esiliato dal tuo grembo, vuole tornare a casa. Tu sai molto bene di riparo, di sicurezza, di protezione e di pace.

Ci sono momenti nella nostra storia in cui la notte è lunga, buia e spaventosa. Donna Antica, Saggia Anziana, tu che in queste situazioni sei guidata dal ritmo con cui il tuo cuore sussulta, pensa e agisce. Fai come anticamente, canta nelle nostre orecchie le canzoni dell’amore e della ninna nanna. Incise nelle fibre profonde del nostro cuore, loro dovranno essere più forti delle grida di guerra, dei gemiti di dolore, di angoscia e di disperazione.

Donna! Artista, Sacerdotessa, Sciamana, esci dal tuo silenzio, togliti il ​​bavaglio dalla bocca, prendi la Parola, prima, la parola Madre, Matrice di tutte le altre che sono della Magia, dell’arte, del canto, della poesia e della danza che abbattono frontiere, uniscono e mettono insieme tante differenze.

Donna Profeta, Intellettuale, Pubblica, Politica, Analfabeta, Anonima. Il tuo primo discorso è stato domestico come quello di ogni madre, raffinato e testato quotidianamente. Nel bel mezzo di una continua guerra di nervi, ti sei fatta promotrice del più grande partito pacifista del mondo, il Partito delle Donne. Alza quella bandiera, prendi il potere di quella parola più eloquente di alcune leggi o conversazioni maschiliste e misogine che molte volte dividono, feriscono e uccidono l’essere delle tue viscere.

Donna! Per secoli e secoli sei stata esiliata nella tua caverna nel cosiddetto mondo privato. Sei stata la guardiana del Sacro Fuoco della Vita. Esci da lei con questa fiaccola in mano per sciogliere il ghiaccio delle relazioni umane, riunire persone diverse attorno al fuoco, illuminare e disarmare le persone per progetti di Pace, di Giustizia, di Amore e di Cura.

Così come per secoli e secoli ti sei presa cura della casa e dei figli, pulisci, riordina, decora, insegna, educa, istruisci i pubblici amministratori, molti dei quali analfabeti nella lezione della Cura, di come si mantiene l’ordine, la bellezza, soprattutto Vita e sicurezza nella Famiglia Umana e nella casa del mondo, così devastata, saccheggiata e disordinata.

Donna! Maga, Guaritrice, Sciamana, con la memoria del mondo nel tuo corpo e l’energia vibrante del tuo cuore, sii un incenso purificatore nel nostro mondo inquinato. Come fai con i bambini, soffia sulle nostre ferite e sui lividi, sii mediatrice nelle dispute, nutri con la tua grazia e creatività coloro che hanno fame di cure, di calore e di significato.

Così come cuci, lavi, stiri i nostri vestiti, vesti e rivesti questa nuova Umanità spogliata della sua dignità.

Nel secolo scorso l’Uomo ha fatto la grande rivoluzione della Conoscenza attraverso l’intelletto. In questo secolo si farà, con l’iniziativa della donna, caricando con sé l’uomo con la micro-rivoluzione della Sapienza attraverso l’affetto. Donna! Riscatta ciò che era considerato volgare e minore: l’espressione dei sentimenti e delle vibrazioni del cuore. Andiamo ad alfabetizzare tutti gli analfabeti emotivi. Non essere economica e scarsa. Bacia, abbraccia, balla, canta, piangi, innamorati, lotta, gioca, litiga, ama per impregnare il Dono della Vita.

Non dimenticare, veglia sulla tua integrità, conserva ciò che non capisci nel tuo cuore, mantieni la Magia dei tuoi segreti, piega le tue ginocchia di tanto in tanto e vai in Quel posto dove ti piace andare, che ti è familiare, in fondo alla tua Caverna, dove sei sempre stata e non sei mai partita. In questo Luogo ti aspetta il Fuoco Sacro della tua Anima. Il Mistero del Mondo ha bisogno di un ricettacolo per il suo seme d’Amore.

Così, attraverso di te, Donna, l’Umanità e il Mondo, gravidi di questo Nuovo Mistero dell’Incarnazione, saranno trasfigurati e redenti per sempre.

  • Iris Boff, educatrice, scrittrice, femminista, ecologista e poetessa brasiliana. Per anni ha animato gruppi di base in tutto il Paraná per le possibilità del nuovo paradigma eco-femminista.

(tradotto dal portoghese da Gianni Alioti)

A REVOLUÇÃO PACÍFÍCA DA MULHER          

                                                Iris Boff

Iris Boff é pedagoga, escritora e poetisa, profundamente ligada ao ecológico e ao feminino da criação. Para essa dia mulher escreveu estas reflexões inspiradas que exaltam as várias facetas do ser Mulher e sua importância para salvaguardar a vida do planeta LB

Na pureza de intenções de tua cabeça, no inocente pudor do teu corpo, na irradiação  vital de tua alma, desate os laços do tua blusa, para  expandir a inteligência do teu coração

Desabotoe parte do vestido, para ampliar teu campo liberdade. Segure a saia erguida  para correr pelos campos de orvalho, na velocidade que as mudanças exigem.

Não tenhas vergonha do teu corpo, sagrado canal da vida.

Mulher, saia da caverna, dessa  trincheira de milênios, imposta a  você. Tome posse do teu poder  revolucionário porque é  integrativo, criativo e regenerativo.  Mostre que a Mulher não  é  só a metade da humanidade  mas a parceira e parteira, Mãe , Avó e filha da outra metade. Anuncie ao Mundo que a Nova Humanidade está se gestando em teu corpo e em tua mente. Expresse esse poder de integração . Consciente dessa Plenitude, tu sentes que sabes e sabes que sentes porque  tens  no  ventre um cérebro e no  cérebro um  ventre.

Mais forte e mais poderosa que uma bomba atômica, teu útero transforma uma pequenina célula num Ser Vivo completo e perfeito.

Aí está o poder  e a revolução pacífica , desarmada e silenciosa da mulher.

Como uma grande enciclopédia, teu corpo é portador da  origem do Mundo.  Pois, cada vez que uma Nova Vida o habita , em apenas  9 meses nele se repete os milhões de anos da  longa, paciente e paulatina  história ascendente da  nossa Humanidade.

Portadora desse Mistério, não traias, nem  negues esse conhecimento, dom gratuito da Natureza e de Deus. Num mundo órfão e exilado dessa Espiritualidade, use esse poder místico, familiar e doméstico. Marque posição, demarque teu território, age e reage como estás acostumada a fazer com o fruto de tuas entranhas.

Mulher!,Mãe, como amparas uma criança que começa a andar, tome a mão dessa Humanidade, que como criança está confusa e tateante em dar novos passos nos perigosos e complexos caminhos do nosso tempo. Aponte, estimule, console, ampare.

Mulher, Amada e Amante, Mulher “Do Lar”, em teus braços acolha e embale nosso homem moderno, cansado e desencantado de ser o único autor e  responsável  pelo progresso, esse “brinquedo perigoso “que ele mesmo construíu. Com a vida ameaçada,  assustado e exilado do teu colo, quer voltar para casa. Tu sabes muito bem de abrigo, de segurança , de proteção ede  paz. 

Há momentos da nossa história , que a noite é longa, escura e assustadora. Mulher Antiga, Sábia Anciã, tu que nessas situações te orientas pelo ritmo com que teu coração pula, pensa e age. Faça como antigamente, cante em nossos ouvidos as canções de amor e acalanto. Gravadas nas profundas fibras de nosso coração, elas hão de ser mais fortes que os gritos de guerra, os gemidos de dor, de angústia e de desespero.

Mulher! Artista, Sacerdotisa, Xamã, saia do teu silêncio , arranque a mordaça da tua boca, tome a Palavra, primeira, a palavra Máter, Matriz de todas as outras que é da Magia, da arte, do canto, da poesia e da dança que derrubam fronteiras , unem e reúnem tantas diferenças.

Mulher Profetiza, Intelectual, Pública, Política, Analfabeta, Anônima. Tua fala primeira foi  doméstica como de toda  mãe, burilada e testada quotidianamente. Em meio a uma guerra contínua de nervos te fizeste portadora do maior partido pacifista do mundo, o Partido das Mulheres. Erga essa bandeira, tome o poder dessa palavra mais eloqüente que algumas  leis ou conversações machistas, misóginas e que muitas vezes dividme ,ferem e matam o ser de tuas entranhas.

Mulher! Por séculos e séculos ficastes exilada em  tua caverna no chamado mundo privado .Fostes a guardiã do Fogo Sagrado da Vida. Saia dela com essa tocha na mão para a  derreter o gelo das relações humanas, reunir diferentes pessoas em volta da fogueira , iluminar e desarmar as pessoas para  projetos de Paz, de  Justiça Amor e de Cura.

Assim como por séculos e séculos exerceste o cuidado com a casa e com os filhos e filhas,  limpas, arrumas, enfeitas, ensinas, educas, instrua os administradores públicos, muitos deles   analfabetos da lição do Cuidado, de como se mantém ordem, beleza, sobretudo Vida e segurança na Família Humana e na casa do mundo, tão devastada, saqueada e desordenada.

Mulher!Feiticeira, Curandeira, Xamã, com a memória do mundo no teu corpo e a vibrante energia do teu coração, seja um incenso purificador no nosso mundo poluído. Como fazes com a criança, sopre em nossas feridas e machucados, seja a mediadora nas disputas, alimente com tua graça e criatividade os famintos de cuidado, de   aconchego e de sentido.

Assim como costuras, lavas, passas nossas roupas, vista e revista esta nova Humanidade  despida de sua dignidade.

No século passado o Homem  fez a grande revolução do Saber pelo intelecto. Neste século far-se-á,  com a iniciativa da  mulhe, carregando o homem junto  a micro-revolução da Sabedoria pelo afeto. Mulher! Resgate o que foi considerado vulgar e menor: a expressão dos sentimentos e as vibrações do coração. Vamos alfabetizar todo o analfabeto emocional . Não sejas econômica e escassa. Beije, abrace, dance, cante, chore, namore, lute, brinque ,brigue, ame para engravidar o Dom da Vida.

Não esqueças, zeles por tua integridade, guardes o que não entendes em teu coração, mantenhas a Magia dos teus segredos, incline de vez em quando os teus joelhos e vá para Àquele lugar que gostas de ir , que te é familiar ,no fundo da tua Caverna , onde sempre estiveste e nunca partiste. Nesse Lugar o Sagrado Fogo de tua Alma,  te aguarda. O Mistério do Mundo precisa de um receptáculo para seu sêmen de Amor.

Assim, por ti, Mulher, a Humanidade e o Mundo, grávidos desse Novo Mistério da Encarnação serão  transfigurados e redimidos para sempre.

Iris Boff é pedagoa, escritora, feminista,  ecologista e poetisa. Por anos animou grupos de base em todo o Paraná para as virtualidades do novo paradigma ecofeminista.