Principio-bontà: un progetto di vita

Leonardo Boff

In termini di etica, non si dovrebbero giudicare i singoli atti presi in sé. Loro rimandano a un progetto di fondo. Sono realizzazioni di questo progetto fondamentale.

Ogni essere umano, esplicitamente o implicitamente, è guidato da una decisione di base. È essa che conferisce valore etico e morale agli atti che lastricano la sua vita. Pertanto, è questo progetto fondamentale che deve essere preso in considerazione e giudicato se è buono o cattivo. Poiché entrambi sono sempre mischiati, qual’è quello dominante che si traduce in atti che definiscono una direzione nella vita. Resta preservata la constatazione che il bene e il male vanno sempre insieme. In altre parole: la realtà è sempre ambigua e accompagnata dal bene e dal male. Non c’è mai solo il bene da una parte e il male dall’altra.

La ragione di ciò risiede nel fatto che la nostra condizione umana, per creazione e non per deficienza, è sempre sapiente e demente, tenebrosa e luminosa, con pulsioni di vita e con pulsioni di morte. E questo simultaneamente, senza poter noi separare, come dice il Vangelo, il grano dalla zizzania.

Nonostante questa ambiguità, ciò che conta davvero è la dimensione predominante, se luminosa o oscura, se buona o malvagia. È qui che si fonda il progetto fondamentale della vita. Esso stabilisce la direzione e camminando fa il cammino. Questo cammino può conoscere deviazioni, poiché è così l’ambigua condizione umana, ma può sempre ritornare nella direzione definita come fondamentale.

Gli atti acquistano valore etico e morale a partire da questo progetto fondamentale. È esso che si afferma davanti al tribunale della coscienza, e per le persone religiose è esso che viene giudicato da Colui che conosce le nostre intenzioni più segrete e conferisce il valore corrispondente al progetto fondamentale.

Siamo concreti: qualcuno si mette in testa di voler essere, a tutti i costi, ricco. Tutti i mezzi per tale progetto sono ritenuti validi: astuzia, raggiri, inadempienze contrattuali, truffe finanziarie e appropriazione di fondi pubblici, falsificando dati, aumentando il loro reale valore e realizzando le opere senza la qualità richiesta. Il suo progetto è accumulare beni ed essere ricco. È il principio-malvagità, anche se fa del bene qua e là e quando è molto ricco, aiuti persino progetti di beneficenza. Ma purché non compromettano il suo progetto di base di essere ricco.

Un altro si propone come progetto fondamentale di essere sempre buono, cercare la bontà nelle persone e tentare che le loro azioni si allineino in questa direzione di bontà. Poiché è umano, in lui possono esserci anche azioni malvagie. Sono deviazioni dal progetto, ma non sono di tale portata da distruggere il progetto fondamentale di essere buono. Si rende conto delle sue cattive azioni, si corregge, chiede perdono e riprende il suo percorso di vita definito: cercare di essere buono. Questo implica, ogni giorno, essere sempre migliori e non arrendersi mai di fronte alle difficoltà e alle cadute personali. La cosa decisiva è riassumere il principio-bontà che sempre può crescere infinitamente. Nessuno è buono fino a un certo punto e poi si ferma perché pensa di essere arrivato alla fine. La bontà e altri valori positivi non conoscono limiti.

Nel nostro Paese abbiamo vissuto, comprese le moltitudini, sotto il principio-malvagità. A partire da questo principio tutto valeva: la menzogna, la fake news, la calunnia e la distruzione di biografie che, notoriamente, erano buone. Sono stati usati in forma abusiva i media digitali, ispirati dal principio-malvagità. In ragione di ciò, migliaia di persone sono state vittime del Covid-19 quando avrebbero potuto essere salvate. I popoli indigeni, come gli Yanomami, considerati come subumani, sono stati abbandonati intenzionalmente al loro destino. In questi fatidici anni in cui vigeva il principio-malvagità, più di 500 bambini Yanomami sono morti di fame e di malattie derivate dalla fame. Sono state smantellate le principali istituzioni di questo paese, come la sanità, l’istruzione, la scienza e la cura della natura. Infine, in modo insidioso, è stato tentato un colpo di stato con l’obiettivo di distruggere la democrazia e imporre un regime dittatoriale, culturalmente retrogrado ed eticamente perverso per aver palesemente esaltato la tortura.

In esse c’era anche il principio-bontà, ma veniva represso o incenerito da atti malevoli che ne impedivano la validità, senza però mai distruggerlo totalmente perché esso appartiene all’essenza dell’umano.

Ma, in fin dei conti, il principio-bontà finisce sempre per trionfare. La fiamma sacra che arde in ognuno non può mai essere spenta. È essa che sostiene la resistenza, infiamma la critica e dona la forza invincibile del giusto e del retto. Alla brutalità del principio-malvagità si è imposto risolutamente il principio-bontà, che si poneva sotto il segno della democrazia, dello stato di diritto e del rispetto dei valori fondamentali del cittadino.

Nonostante tutti i trucchi, le violenze, gli attentati, le minacce e l’uso vergognoso degli apparati statali, comprando letteralmente la volontà delle persone o impedendo loro di esprimere il proprio voto, coloro che erano guidati dal principio-malvagità sono stati sconfitti. Ma mai fino ad oggi hanno riconosciuto la sconfitta. Continuano la loro azione distruttiva che oggi ha assunto dimensioni planetarie con l’ascesa dell’estrema destra. Ma devono essere contenuti e vinti dal risveglio del principio-bontà che si trova in loro. Loro, giudicati e finanche puniti, dovranno imparare la bontà della vita e il bene di un intero popolo e dare il loro contributo.

Nella storia conosciamo le tragedie di chi si è aggrappato al principio-malvagità al punto di porre fine alla propria vita, invece di riscattare, umilmente, il principio-bontà e la propria umanità più profonda.

Forse ci ispiriamo, a questo fine, alle parole poetiche di un autore anonimo del ‘900 e cantate nella festa cristiana della Pentecoste. Si riferisce allo Spirito che agisce sempre nella natura e nella storia: “Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina. Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, raddrizza ciò ch’è sviato”.

(traduzione dal portoghese di Gianni Alioti)

                                    Princípio-bondade: um projeto de vida

                                        Leonardo Boff

Em termos de ética, não se deve ajuizar os atos apenas tomados em si mesmos. Eles remetem a um projeto de fundo. São  concretizações desse projeto fundamental.

Todo ser humano de forma explícita ou implícita é orientado por uma decisão básica. É ela que confere valor ético e moral aos atos que pavimentam a sua vida. Portanto, é esse projeto fundamental que deve ser tomado em conta e ajuizá-lo se é bom ou mau. Como ambos sempre vem mesclados, qual é o dominante que se traduz por atos que definem uma direção na vida. Preservada fica a constatação de que bem e mal sempre andam juntos. Dizendo em outras palavras: a realidade sempre é ambigua e acolitada pelo bem e pelo mal. Nunca há somente o bem de um lado e do outro, o mal.

A razão disso reside no fato de que nossa condição humana, por criação e não por deficiênca, é sempre sapiente e demente, sombria e luminosa, com pulsões de vida e com pulsões de morte. E isso simultaneamente, sem podernos separar, como diz o Evangelho, o joio do trigo.

Não obstante esta ambiguidade, o que conta mesmo é a dimensão predominante, se luminosa ou sombria, se bondosa ou maldosa. É aqui que se funda o projeto fundamental da vida. Ele define a direção e faz um  caminho caminhando. Esse caminho pode conhecer desvios, pois é assim a condição ambigua humana, mas sempre pode voltar à direção definida como fundamental.

Os atos ganham valor ético e moral a partir desse projeto fundamental. É ele que se afirma diante do tribunal da consciência, e para pessoas religiosas, é ele que é julgado por Aquele que conhece nossas intenções mais secretas e confere o corresponde valor ao projeto fundamental.

Sejamos concretos: alguém se põe na cabeça que   quer ser, a todo custo.rico.Todos os meios para tal projeto são tidos por válidos: esperteza,enganações, rupturas de contratos, golpes financeiros e apropiando-se  de verbas públicas, falsificando dados, aumentndo-lhes o valor real e fazendo as obras sem a qualidade exigida. Seu projeto é acumular bens e ser rico. É o princípio-maldade, mesmo que aqui e acolá faça algum bem e quando é muito rico, ajude até a projetos beneficientes.Mas sempre que não comprometam seu projeto básico de ser rico.

Outro se propõe como projeto fundamental ser sempre bom, procurar a bondade nas pessoas e tentar que seus atos se alinhem nesta direção de bondade. Como é humano, nele também pode haver atos maus. São desvios do projeto mas não são de tal envergadura que destruam o projeto fundamental de ser bom. Dá-se conta de seus atos maldosos, corrige-se, pede perdão e retoma o caminho de vida definido: procurar ser bom. Isso implica sempre ser, cada dia, melhor e nunca desistir face às dificuldades e quedas pessoais. O decisivo é reassumir o princípio-bondade que sempre pode crescer indefinidamente. Ninguém é bom até certo ponto e depois pára por estimar que atingiu o seu fim. A bondade bem como outros valores positivos não conhecem limitações.

Em nosso país temos vivido, incluindo multidões, sob o princípio-maldade.A partir desse princípio tudo valia:a mentira, as fake news,a calúnia e a destruição de biografias que,notoriamente, eram boas. Foram usadas de forma abusiva as mídias digitais,inspiradas no princípio-maldade. Em razão disso, milhares foram vitimados pelo Covid-19 quando poderiam ter sido salvos. Indígenas,como os yanomami,foram tidos como sub-humanos e,intencionalmente, abandonados à própria sorte. Nesses fatídicos anos de vigência do princípio-maldade mais de 500 crianças yanomai morreram por fome e doenças derivadas da fome. Desmontaram-se as principais instituições deste país como a saúde, a educação, a ciência e o cuidado da natureza. Por fim de forma insidiosa tentou-se um golpe de estado visando destruir a democracia e impor um regime ditatorial, culturalmente retrógrado e eticamente perverso por claramente exaltar a tortura.

Neles havia também o princípio-bondade mas foi recalcado ou coberto de cinzas por atos maldosos que impediam sua vigência, sem,contudo, nunca destrui-lo totalmente porque pertence à essência do humano.

Mas o princípio-bondade,no final das contas, sempre acaba triunfando. A chama sagrada que arde dentro de cada um, jamais pode ser apagada. É ela que sustenta a resistência,inflama a crítica e confere a força invencível do justo e do reto. À brutalidade do princípio-maldade, se impôs resolutamente o princípio-bondade que vinha sob o signo da democracia, do estado de direito e do respeito aos valores fundamentais do cidadão.

Apesar de todas as artimanhas, violências, atentados, ameaças e uso vergonhoso dos aparatos de estado,comprando literalmente a vontade das pessoas ou impedindo-as de  manifestar seu voto, os que se orientavam pelo princípio-maldade,foram derrotados. Mas  jamais até hoje reconhecerem  a derrota. Eles continuam sua ação destrutiva que hoje ganhou dimensões planetárias com o ascenso da extrema-direita. Mas devem ser contidos e ganhá-los pelo despertar do princípio-bondade que se encontra neles. Eles, julgados e até punidos, terão que aprender a bondade da vida e o bem de todo um povo e dar a sua contribuição.

Na história conhecemos tragédias dos que se aferraram ao princípio-maldade a ponto de darem fim à sua própria vida, ao invés de, humildemente, resgatarem o princípio-bondade e sua humanidade mais profunda.

Talvez inspira-nos, neste final, as palavra poéticas de um autor anônimo por volta dos anos 900 e cantado na festa cristã de Pentecostes. Refere-se ao Espírito que sempre age na natureza e na história:

“Lava o que é sórdido/Irriga o que é árido/Sana o que é doente.

Dobra o que é rígido/Aquece o que é gélido/Guia o desorientado”

Leonardo Boff escreveu O Espírito Santo: fogo interior, doador de vida e pai dos pobres,Vozes 2013.

Mangel an sauberem Wasser kann Kriege auslösen und Leben bedrohen

Leonardo Bof*

Genauso wichtig wie die Veränderung des Klimas (globale Erwärmung) ist zweifellos die Frage des Süßwassers. Von ihm hängt das Überleben der gesamten Lebenskette und damit auch unsere Zukunft ab.

Wasser kann ein Grund für Kriege sein, aber auch für soziale Solidarität und Zusammenarbeit zwischen den Völkern. Mehr noch, wie es starke humanistische Gruppen wollen, wird es um das Wasser herum möglich und sicherlich notwendig sein, den neuen Weltsozialpakt zu schaffen, der einen Minimalkonsens zwischen den Völkern und Regierungen im Hinblick auf ein gemeinsames Schicksal, das unsere und das des Lebenssystems, schaffen wird. Die zunehmende Verknappung des Süßwassers kann das Leben auf unserem Planeten gefährden.

Auf der kürzlich in New York abgehaltenen Konferenz zum Tag des Wassers (22.3.) wurde Alarm geschlagen: “Es besteht die Gefahr einer unmittelbar bevorstehenden globalen Wasserkrise, von der 2 Milliarden Menschen betroffen sind, die keinen Zugang zu einer Trinkwasserversorgung haben. Die UNO hat zu diesem Anlass eine “Agenda: Action for Water” ins Leben gerufen. Nach den Worten von UN-Sekretär António Guterrez “eine ehrgeizige Agenda für Maßnahmen zum Thema Wasser, die diesem lebenswichtigen Element unserer Welt das Engagement verleihen kann, das es verdient”.

Unabhängig von den Diskussionen rund um das Thema Wasser können wir mit Gewissheit und ohne Zweifel feststellen: Wasser ist ein natürliches, lebenswichtiges, unersetzliches und gemeinsames Gut. Kein Lebewesen, ob Mensch oder nicht, kann ohne Wasser leben. Da Wasser lebensnotwendig und unersetzlich ist, kann es nicht wie eine Ware behandelt werden, die auf dem Markt gehandelt werden kann.

Von der Art und Weise, wie wir Wasser behandeln – als Ware oder als lebenswichtiges und unersetzliches Gut -, wird zum Teil die Zukunft des Lebens auf unserem Planeten abhängen.

Aber lassen Sie uns zunächst kurz die Grundlagen des Wassers betrachten.

Auf der Erde gibt es etwa 1,3 Milliarden Kubikkilometer Wasser. Wenn wir all dieses Wasser, das sich in den Ozeanen, Seen, Flüssen, im Grundwasser und in den Polkappen befindet, gleichmäßig auf der Erdoberfläche verteilen würden, stünde die Erde drei Kilometer tief unter Wasser.

97,5 % bestehen aus Salzwasser und 2,5 % sind Süßwasser. Mehr als 2/3 dieses Süßwassers befindet sich in den Polkappen und Gletschern, auf den Gipfeln der Berge (68,9 %) und fast der gesamte Rest (29,9 %) ist Grundwasser. 0,9 % verbleiben in Sümpfen und 0,3 % in Flüssen und Seen, aus denen das meiste Süßwasser für den menschlichen und tierischen Verbrauch, die landwirtschaftliche Bewässerung und die industrielle Nutzung stammt. Von diesen 0,3 % gehen 22 % an die Industrie und 70 % an die Landwirtschaft. Der kleine Rest dieser 0,3 % (8 %) ist für den Menschen und die Lebensgemeinschaft bestimmt.. 1,2 Milliarden Menschen, haben kein aufbereitetes Wasser. 1,8 Milliarde Menschen  haben nur unzureichenden Zugang zur sanitären Grundversorgung. Dies führt dazu, dass jedes Jahr etwa zehn Millionen Menschen an den Folgen von unbehandeltem Trinkwasser sterben.

Der Zugang zu Süßwasser wird durch die zunehmende Verschmutzung von Seen und Flüssen und sogar der Atmosphäre durch sauren Regen immer prekärer. Unzureichend behandelte Abwässer, die Verwendung biologisch nicht abbaubarer Reinigungsmittel, der Missbrauch von Pestiziden, die das Grundwasser verunreinigen, und Industrieabwässer, die in die Wasserläufe eingeleitet werden, führen zu Vergiftungen und Tod in den Flüssen und gefährden die fragile und komplexe Kette der Reproduktion des Lebens.

Wasser ist reichlich vorhanden, aber ungleich verteilt: 60 % davon gibt es in nur 9 Ländern, während in 80 anderen Ländern Wasserknappheit herrscht. Knapp eine Milliarde Menschen verbrauchen 86 % des vorhandenen Wassers, während es für 1,4 Milliarden (inzwischen sind es 2 Milliarden) nicht ausreicht und für zwei Milliarden unbehandelt ist, was 85 % der Krankheiten verursacht. Es wird davon ausgegangen, dass bis 2032 etwa 5 Milliarden Menschen von Wasserknappheit betroffen sein werden.

Es handelt sich nicht um ein Problem der Wasserknappheit, sondern um ein Problem des falschen Umgangs mit Wasser, um den Bedürfnissen der Menschen und anderer Lebewesen gerecht zu werden.

Brasilien ist die natürliche Wassermacht mit 13 % des gesamten Süßwassers auf der Erde, das sind 5,4 Billionen Kubikmeter. Aber es ist ungleichmäßig verteilt: 70 % im Amazonasgebiet, 15 % im mittleren Westen, 6 % im Süden und Südosten und 3 % im Nordosten. Trotz des Überflusses wissen wir nicht, wie wir das Wasser nutzen sollen, denn 46 % des Wassers werden verschwendet, was ausreichen würde, um ganz Frankreich, Belgien, die Schweiz und Norditalien zu versorgen. Ein neuer kultureller Standard ist daher dringend erforderlich. Wir haben keine Wasserkultur entwickelt.

Weltweit findet ein Wettlauf um die Privatisierung von Wasser statt. Große multinationale Konzerne wie die französische Vivendi und Suez-Lyonnaise, die deutsche RWE, die englische Thames Water und die amerikanische Bechtel sind entstanden. Ein Wassermarkt von über 100 Milliarden Dollar wurde geschaffen. Bei der Vermarktung von Mineralwasser sind Nestlé und Coca-Cola stark vertreten, die versuchen, Wasserquellen in allen Teilen der Welt zu kaufen.

Wasser wird zu einem Faktor der Instabilität auf unserem Planeten. Die zunehmende Privatisierung des Wassers führt dazu, dass es ohne Sinn für das Teilen und ohne Rücksicht auf seine Bedeutung für das Leben und für die Zukunft der Natur und der menschlichen Existenz auf der Erde behandelt wird.

Angesichts dieser Auswüchse hat die internationale Gemeinschaft, vertreten durch die UNO, auf den Tagungen von Mar de la Plata (1997), Dublin (1992), Paris (1998) und Rio de Janeiro (1992) “das Recht aller auf Zugang zu Trinkwasser in ausreichender Menge und Qualität für die Grundbedürfnisse” bekräftigt.

Die große Debatte von heute dreht sich um diese bereits erwähnten Begriffe:

Ist Wasser eine Quelle des Lebens oder eine Quelle des Profits? Ist Wasser ein natürliches, lebenswichtiges, gemeinsames und unersetzliches Gut oder ein wirtschaftliches Gut, das als Wasserressource und Handelsware zu behandeln ist?

Beide Dimensionen schließen sich nicht gegenseitig aus, sondern müssen direkt miteinander verbunden sein. Im Grunde ist Wasser ein Recht auf Leben, wie der große Wasserspezialist Riccardo Petrella betont (“Il Manifesto dell’acqua. Das Recht auf Leben für alle“, Edizioni Gruppo Abele, Turin 2001). In diesem Sinne muss das Trinkwasser für die Ernährung und die persönliche Hygiene kostenlos sein (vgl. Paulo Affonso Leme Machado, “Recursos Hidricos”, Direito Brasileiro e Internacional , Malheiros Editores, São Paulo 2002, 14-17). Deshalb heißt es im ersten Artikel des Gesetzes Nr. 9.433 (8.1.97) über die “Politica Nacional de Recursos Hidricos” zu Recht: “Wasser ist ein öffentliches Gut; Wasser ist eine begrenzte natürliche Ressource, die mit einem wirtschaftlichen Wert ausgestattet ist; in einer Situation der Knappheit ist die vorrangige Nutzung der Wasserressourcen der menschliche Verbrauch und die Fütterung der Tiere”. Siehe das kürzlich erschienene Buch mit allen Daten und Gesetzen von João Bosco Senra, “Agua, elemento vital”, 2022.

  Da Wasser jedoch knapp ist und eine komplexe Struktur der Sammlung, Speicherung, Aufbereitung und Verteilung erfordert, hat es eine unbestreitbare wirtschaftliche Dimension. Diese darf jedoch nicht Vorrang vor der anderen haben, sondern muss im Gegenteil allen zugänglich gemacht werden, und die Gewinne müssen den gemeinsamen, lebenswichtigen und unersetzlichen Charakter des Wassers respektieren. Auch wenn dies mit hohen wirtschaftlichen Kosten verbunden ist, müssen diese durch die öffentliche Macht gedeckt werden.

Wasser ist kein Wirtschaftsgut wie jedes andere. Es ist so sehr mit dem Leben verbunden, dass es als Leben verstanden werden muss. Und das Leben kann aufgrund seiner vitalen und essentiellen Natur niemals in eine Ware verwandelt werden. Wasser ist mit anderen kulturellen, symbolischen und spirituellen Dimensionen des menschlichen Wesens verbunden, die es wertvoll und mit Werten aufgeladen machen, die an sich schon unbezahlbar sind. Der heilige Franz von Assisi bezeichnet in seinem Gesang der Kreaturen das Wasser als “kostbar und keusch”.

Um den Reichtum des Wassers zu verstehen, der über seine wirtschaftliche Dimension hinausgeht, müssen wir mit der Diktatur brechen, die das rational-analytische und utilitaristische Denken der Moderne der gesamten Gesellschaft auferlegt. Dieses sieht Wasser als eine Ressource für den Profit.

Der Mensch hat andere Möglichkeiten, seine Vernunft einzusetzen. Es gibt die vernünftige Vernunft, die emotionale Vernunft und die spirituelle Vernunft. Das sind Gründe, die mit dem Sinn des Lebens und dem symbolischen Universum zu tun haben. Sie bieten Gründe, die nicht dem Profit dienen, sondern dem Leben und der Exzellenz des Lebens. Wasser ist die Nische, aus der das Leben vor Milliarden (3,8) von Jahren hervorging.

Als Reaktion auf die Dominanz der Globalisierung des Wassers streben wir die Wiedereinführung des Wassers an. Lassen Sie mich erklären: Wasser ist ein globales Gemeingut. Es ist das Erbe der Biosphäre und lebenswichtig für alle Formen des Lebens.

Aufgrund dieser entscheidenden Bedeutung des Wassers wurde im März 2003 in Florenz, Italien, das FAMA – Alternatives Weltwasserforum – gegründet. Zusammen mit diesem Forum wurde die Schaffung einer Weltwasserbehörde vorgeschlagen, die eine öffentliche, kooperative und solidarische Verwaltung auf der Ebene der großen internationalen Wassereinzugsgebiete und eine gerechtere Verteilung des Wassers entsprechend den regionalen Bedürfnissen ermöglichen soll.

Eine wichtige Aufgabe besteht darin, Druck auf Regierungen, Unternehmen, Verbände und Bürger im Allgemeinen auszuüben, damit sie die einzigartige und unersetzliche Natur des Wassers respektieren. Da unser Körper zu 75 Prozent aus Wasser besteht, sollte jeder Mensch mindestens 2 Liter kostenloses, sicheres Trinkwasser erhalten, das je nach Alter variiert. Die Tarife für die Wasserversorgung sollten den verschiedenen Nutzungsarten Rechnung tragen, sei es im Haushalt, in der Industrie, in der Landwirtschaft oder im Freizeitbereich. Für die industrielle Nutzung von Wasser und in der Landwirtschaft ist natürlich ein Preis zu entrichten.

Förderung der Zusammenarbeit mit allen öffentlichen und privaten Einrichtungen, um zu verhindern, dass so viele Menschen aufgrund von Wassermangel oder durch unbehandeltes Wasser sterben. Jeden Tag verdursten 6.000 Kinder. Die Medien berichten nichts darüber. Aber das entspricht dem Absturz von 10 Boeing-Flugzeugen ins Meer mit dem Tod aller Passagiere, wie vor Jahren bei Air France geschehen. Es würde etwa 18 Millionen Kinder davor bewahren, nicht zur Schule zu gehen, weil sie gezwungen sind, 5-10 km weit entfernt Wasser zu holen.

Parallel dazu gibt es eine globale Forderung nach einem Weltwasservertrag. Dies wäre ein globaler Gesellschaftsvertrag über das, was jeder braucht und was uns eigentlich verbindet, nämlich das Leben von Menschen und anderen Lebewesen, das untrennbar mit Wasser verbunden ist.

Null Hunger in der Welt, wie es in den Millenniumszielen vorgesehen ist, muss auch Null Durst bedeuten, denn ohne Wasser kann keine Nahrung existieren und konsumiert werden.

Vom Wasser ausgehend ergibt sich ein weiteres Bild der Globalisierung, die heute multipolar, menschlich, solidarisch, kooperativ und darauf ausgerichtet ist, allen ein Minimum an Lebensmitteln und Lebensreproduktion zu garantieren.

Wasser ist Leben, lebensspendend und erscheint als eines der stärksten Symbole des ewigen Lebens, gemäß den Worten dessen, der sagte: “Ich bin die Quelle des lebendigen Wassers, wer daraus trinkt, wird ewig leben”.

* Leonardo Boff erhielt die Ehrendoktorwürde des Fachbereichs Wasser der Universität Rosario in Argentinien und war Mitglied der UN-Gruppe, die sich mit dem Thema Wasser in der Welt befasste.

La escasez de agua potable puede desencadenar guerras y amenazar la vida

Leonardo Boff*

La cuestión del agua dulce es indiscutiblemente tan importante como el cambio en el régimen climático (calentamiento global). De ella depende la supervivencia de toda la cadena de la vida y, en consecuencia, de nuestro propio futuro.

El agua puede ser motivo de guerras así como de solidaridad social y cooperación entre los pueblos. Más aún, como quieren  importantes grupos humanistas, en torno al agua será posible y seguramente habrá que crear un nuevo pacto social mundial que genere un consenso mínimo entre pueblos y gobiernos  con vistas a un destino común, nuestro y del sistema-vida. La creciente escasez de agua dulce podría poner en peligro la vida en el planeta.

En la reciente conferencia de Nueva York con motivo del Día del Agua (22/3) se dio la voz de alarma: “existe el riesgo de una inminente crisis mundial del agua que afecte a 2.000 millones de personas que no tienen acceso a una fuente de agua potable” . La ONU lanzó, en esta ocasión, una “Agenda: acción por el agua”. En palabras del secretario de la ONU, António Guterrez, “un ambicioso programa de acción sobre el agua que puede ofrecer a este elemento vital de nuestro mundo el compromiso que se merece”.

Independientemente de las discusiones en torno al tema del agua, podemos hacer una afirmación segura e indiscutible: el agua es algo muy natural, vital, insustituible y común. Ningún ser vivo, humano o no, puede vivir sin agua. Por ser vital e insustituible, el agua no puede tratarse como una mercancía que se comercializa en el mercado.

De la forma como tratamos al agua, como mercancía o como un bien vital e  insustituible,  dependerá en parte el futuro de la vida en el planeta.

            Pero antes, consideremos rápidamente los datos básicos sobre el agua.

            Hay alrededor de 1.360 millones de kilómetros cúbicos de agua en la Tierra. Si tomamos  toda el agua que está en los océanos, lagos, ríos, acuíferos y casquetes polares y la distribuimos equitativamente sobre la superficie de la Tierra, la Tierra quedaría sumergida en agua a tres kilómetros de profundidad.

El 97,5% es agua salada y el 2,5% es agua dulce. Más de 2/3 de esta agua dulce se encuentra en los casquetes polares y glaciares, en la cima de las montañas (68,9%) y casi todo el resto (29,9%) es agua subterránea. El 0,9% están en los pantanos y el 0,3% en los ríos y lagos de donde proviene la mayor parte del agua dulce para consumo humano y animal, riego agrícola y uso industrial De este 0,3% el 22% se destina a la industria, el 70% a la agricultura. El pequeño 0,3% restante es para los humanos y la comunidad viva. El 35% de la población mundial, lo que equivale a  1.200 millones de personas, carece de agua tratada.  1.800 millones (el 43% de la población) tienen acceso precario a saneamiento básico. Este hecho hace que unos diez millones de personas mueran anualmente como consecuencia del mal tratamiento del agua. 

El acceso al agua dulce es cada vez más precario debido a la creciente contaminación de lagos y ríos e incluso de la atmósfera, que provoca la lluvia ácida. Aguas servidas mal tratadas, uso de detergentes no biodegradables, uso abusivo de pesticidas contaminan las capas freáticas. Efluentes industriales vertidos a los cursos de agua, devuelven envenenamiento y muerte a los ríos, comprometiendo la frágil y compleja cadena de reproducción de la vida.

Hay mucha agua pero está distribuida de manera desigual: el 60% se encuentra en solo 9 países, mientras otros 80 enfrentan escasez. Algo menos de mil millones de personas consumen el 86% del agua existente, mientras que para 1.400 millones es insuficiente (ahora ya son 2.000 millones) y para  2.000 millones no está tratada, lo que genera el 85% de las enfermedades. Se supone que para 2032 cerca de  5.000 millones de personas se verán afectadas por la escasez de agua.

No hay problema de insuficiencia de agua sino de mala gestión de la misma para satisfacer las demandas de los humanos y de los demás seres vivos.

Brasil es la  potencia natural del agua, con el 13% de toda el agua dulce del Planeta  lo que supone 5,4 billones de metros cúbicos. Pero está desigualmente distribuida: el 70% en la región amazónica, el 15% en el Medio Oeste, el 6% en el Sur y Sudeste y el 3% en el Nordeste. A pesar de la abundancia, no sabemos cómo utilizar el agua, ya que se desperdicia el 46%, lo que daría para abastecer a toda Francia, Bélgica, Suiza y el norte de Italia. Por lo tanto, se necesita urgentemente un nuevo patrón cultural. No hemos desarrollado una cultura del agua.

Hay una carrera mundial para privatizar el agua. Surgen grandes empresas multinacionales como las francesas Vivendi y Suez-Lyonnaise, la alemana RWE, la inglesa ThamesWater y la estadounidense Bechtel. Se ha creado un mercado de agua de más de 100 mil millones de dólares. Allí, Nestlé y Coca-Cola tienen fuerte presencia en la comercialización de agua mineral, buscando comprar fuentes de agua en todo el mundo.

            El agua se está convirtiendo en un factor de inestabilidad en el Planeta. La exacerbación de la privatización del agua hace que ésta sea tratada sin el sentido de compartir y sin considerar su importancia para la vida y para el futuro de la naturaleza y de la existencia humana en la Tierra.

            Ante estos desmanes, la comunidad internacional representada por la ONU realizó reuniones en Mar del Plata (1997), Dublín (1992), París (1998), Río de Janeiro (1992) consagrando “el derecho de todos a tener acceso al agua potable en cantidad y calidad suficiente para las necesidades esenciales”.

El gran debate de hoy está en estos términos ya mencionados anteriormente:

¿Es el agua fuente de vida o fuente de ganancias? ¿El agua es un bien natural, vital, común e insustituible o un bien económico a ser tratado como un recurso hídrico y como una mercancía?

            Ambas dimensiones no son excluyentes entre sí, pero deben relacionarse rectamente.

 Fundamentalmente, el agua es el derecho a la vida, como insiste el gran experto en agua Ricardo Petrella (O Manifesto da Água,Vozes, Petrópolis 2002). En todo caso, el agua potable, para alimentación e higiene personal, debe ser gratuita (cf. Paulo Affonso Leme Machado, Recursos Hídricos. Derecho Brasileño e Internacional, Malheiros Editores, São Paulo 2002, 14-17). Así, dice en su artículo primero  la ley nº  9.433 (08/01/97) de la Política Nacional de Recursos Hídricos: “el agua es un bien de dominio público; el agua es un recurso natural limitado, de valor económico; en situación de escasez, el uso prioritario de   los  recursos hídricos es el consumo humano y el de los animales”. Vea el libro reciente con todos los hechos y leyes de João Bosco Senra, Água, elemento vital, 2022.

Sin embargo, dado que el agua es escasa y exige una compleja estructura de captación, conservación, tratamiento y distribución, esto implica una innegable dimensión económica. Esta última,  sin embargo, no debe prevalecer sobre la otra, por el contrario, debe hacerla accesible a todos y las ganancias deben respetar la naturaleza común, vital e insustituible del agua. Aunque implique altos costos económicos, estos deben ser cubiertos por el Poder Público.

            El agua no es un bien económico como cualquier otro. Está tan ligada a la vida que debe entenderse como vida. Y la vida, por su naturaleza vital y esencial, nunca puede transformarse en una mercancía. El agua está ligada a otras dimensiones culturales, simbólicas y espirituales del ser humano que la hacen preciosa y cargada de valores que son invaluables. San Francisco de Asís en su Cántico de las Criaturas se refiere al agua como “preciosa y casta”.

Para comprender la riqueza del agua que trasciende su dimensión económica, es necesario romper  con la constricción que el pensamiento racional-analítico y utilitarista de la modernidad impone a todas las sociedades. Él ve el agua como un recurso hídrico con fines de lucro.

El ser humano tiene otros ejercicios de su razón. Hay una razón sensible, una razón emocional y una razón espiritual. Son motivos vinculados al sentido de la vida y al universo simbólico. No ofrecen las razones para lucrar, sino las razones para vivir y dar excelencia a la vida. El agua es el nicho de donde hace miles de millones de años (3,8)  surgió la vida.

            Como reacción al dominio de la globalización del agua, se busca la republicanización del agua. Me explico: el agua es un bien común público mundial. Es patrimonio de la biosfera y vital para todas las formas de vida.

            En función de esta importancia decisiva del agua, se creó FAMA – el Foro Mundial Alternativo del Agua en marzo de 2003 en Florencia, Italia. Junto a  él   se planteó la creación de la Autoridad Mundial del Agua como una  instancia de gobierno público, cooperativo y solidario a nivel de las grandes cuencas fluviales internacionales y para una distribución más equitativa del agua según las demandas regionales.

            Una función importante es presionar a los gobiernos, empresas, asociaciones y ciudades en general para que respeten la naturaleza única e insustituible del agua.

 Dado que el 75% de nuestro cuerpo está compuesto por agua, todos deberían tener garantizados al menos 2 litros de agua potable gratuita y segura,  variando según las diferentes edades. Las tarifas de los servicios deben considerar los diferentes niveles de uso, ya sea doméstico, industrial, agrícola, recreativo. Para los usos industriales del agua y la agricultura, obviamente, el agua está sujeta a un precio.

            Fomentar la cooperación con todas las entidades públicas y privadas para evitar que tantas personas mueran por falta de agua o como consecuencia del agua mal tratada. Cada día mueren 6.000 niños de sed. Las noticias no dicen nada al respecto. Pero esto equivale a que 10 aviones Boeing se precipiten en el mar y mueran todos los pasajeros como ocurrió con Air France hace años. Evitaría que unos 18 millones de niños faltaran a la escuela porque se ven obligados a ir a buscar agua a 5-10 km de distancia.

            Paralelamente, se está articulando en todo el mundo un Contrato Mundial del Agua. Sería un contrato social mundial en torno a lo que todos necesitamos y que efectivamente nos une, que es la vida de las personas y de los demás seres vivos, inseparables del agua.

El hambre  cero en el mundo, como está previsto en los Objetivos del Milenio, debe incluir la sed cero, porque ningún alimento puede existir y consumirse sin agua.

            A partir del agua surge otra imagen de la planetización, hoy multipolar, humana, solidaria, cooperativa y orientada a garantizar a todos los medios mínimos de vida y de reproducción de la vida.

El agua es vida, generadora de vida y aparece como uno de los dos símbolos más poderosos de la vida eterna, según las palabras de Aquel que dijo: “Yo soy una fuente de agua viva, el que beba de este agua vivirá para siempre”.

*Leonardo Boff recibió el título de doctor honoris causa del Departamento de Aguas de la Universidad de Rosario en Argentina y participó en   el grupo de la ONU que estudió la cuestión del agua a nivel mundial.