Il riscatto delle streghe:sfida istorica e teologica

Gli studi degli ultimi decenni hanno riscattato molti concetti, ritenuti peggiorativi dal senso comune. Così, la categoria in filosofia ed esegesi biblica, del mito, delle divinità pagane, non più viste come entità in sé sussistenti ma come potenti energie presenti nell’essere umano e nell’universo, la categoria dello sciamano, la cui energia creatrice e guaritrice, in qualche modo, è presente in tutti ma concentrata in alcune persone speciali.

Così è successo con la categoria della strega. Era considerata come un’entità malefica e brutta, al lato della fata mimosa e bella. Ci furono tempi sinistri tra il 1450 e il 1750 che furono caratterizzati dalla caccia alle streghe. Chiesa e Stato agirono insieme, in particolare la Chiesa cattolica (ma anche altre Chiese storiche non cattoliche), che istituì l’Inquisizione nel 1233 sotto papa Gregorio II.

Le donne esperte nella sapienza curativa, manipolatrici di erbe e praticanti di benedizioni, erano viste come portatrici di un potere, proveniente dal demonio. In quasi tutta Europa, soprattutto in Spagna e Germania, erano accusate, giudicate, punite e la maggior parte condannate al rogo. Si stima che siano state circa 50-60mila. Anche nel Brasile coloniale e schiavista tra il 1749-1770 diverse donne con questo potere, tutte nere, furono giudicate e condannate a morte. L’ultima vittima avvenne nel 1782 in Svizzera. Attualmente le femministe, diffusamente negli USA e in Europa in generale, ma anche da noi in Brasile, stanno riscattando la categoria positiva della strega.

Perché erano condannate? Per il fatto che erano portatrici di conoscenze speciali, non dominate da sacerdoti e altri sapienti della società. Un modo per riaffermare il patriarcato era eliminare questa minaccia: da qui la loro condanna al rogo durante cinque secoli. Oggi, quando una donna o una scrittrice si dichiara strega, si propone di opporsi al maschilismo, ribellarsi contro il patriarcato e resistere a ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne in una società ancora prevalentemente maschilista. Non è raro trovare sul retro di un libro di un autrice accademica, la presentazione di tutti i suoi titoli, dei suoi libri e terminare con l’epiteto strega. In nome di questa resistenza femminista, pubblichiamo il presente testo di una femminista ed eco-educatrice di Curitiba, Iris Boff.

Leonardo Boff

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Cariche di saggezza, le vecchie streghe, sono vive dentro la donna moderna, in questo nuovo millennio che avanza sempre più.

Sepolte nelle profondità delle cattedrali patriarcali, luoghi di fonti d’acqua dove si adoravano le dee, loro riemergono.

Allo stesso modo, come riaffiorano, dal fondo del tempio dei nostri corpi, quando la madre, la figlia, la sorella, la nonna, l’amica o l’amante si riuniscono e gli prestano la loro voce nel suono dei canti e gli incanti delle nostre danze, discorsi, gesti e rituali.

Camminano con noi, ci danno incoraggiamento e ispirazione, nella folle e brancolante ricerca della nostra ancora nascente identità femminile. Eravamo ciò che l’uomo voleva, come ha dimostrato Simone de Beauovoir.

D’ora in poi, le vecchie streghe, come eterne dee, in corpi giovani, vecchi o bambini, uomini o donne, provenienti dai nostri sogni più ancestrali, ci ispirano ad essere ciò che vuole il nostro desiderio più genuino e onesto: essere pienamente noi stesse come donne.

A fatica, assumendo gli equivoci ed essendo responsabili dei nostri stessi errori, non tollereremo più che qualcuno non vegli, diriga, scelga o imponga la nostra vita di donne. Prenderemo in mano la nostra storia.

La magia nera, gli incantesimi del male, i cattivi presagi, la brutta figura tenebrosa dei racconti di fiabe scritte dal patriarcato, dovranno scomparire insieme ad esso. In nome di queste figure, migliaia di donne ritenute streghe furono uccise o bruciate dall’Inquisizione.

La strega della nostra immaginazione infantile, inventata dalla nostra cultura maschilista, costituisce un grande errore. Era uno strumento di dominio patriarcale sulle donne.

L’uomo non aveva l’accesso, il controllo e la conoscenza del potere di creare e ricreare la propria vita, la manipolazione delle erbe, il dono della guarigione, della benedizione, della cura e della protezione, che la donna di saggezza (l’essenza dell’essere strega) invece aveva.

Con l’ascesa del patriarcato, esso ha negato ogni potere alle donne, imponendole un’immagine distorta a suo piacimento e vantaggio. Per paura e invidia del suo potere, la strega era vista come malvagia, disgustosa, pericolosa, la quale – avendo un patto con il Demonio – doveva essere bandita, punita, negata, dimenticata. La sua ribellione meritava di essere esecrata e bruciata viva sulla pubblica piazza, come accadde a Giovanna d’Arco nel 1431, bruciata viva a soli 19 anni dopo aver comandato vittoriosamente parte dell’esercito francese contro l’occupazione inglese. Curiosamente nel 1920 fu proclamata santa e nominata patrona di Francia.

Quella che era una benedizione era diventata una maledizione. Educati più da donne consapevoli e liberate, i bambini di oggi cominciano a riscattare un’altra coscienza di questa figura un tempo esecrata.

Dondolando la culla o a seno scoperto, per allattare questa nuova generazione, la donna del 21° secolo, reinventa la vita, assume la cattedra, ricerca e scrive, usa il telefono, Whatsapp, i social e il computer per riscrivere la sua storia, non per distruggerla o negarla, ma per rifarla e completarla.

Qui va inserita una piccola osservazione critica: riproduttive non solo della specie, non poche donne, infelicemente, si sono prestate a riprodurre anche falsi standard di comportamento, ancora dettati da una cultura maschilista o da valori di una religione misogina e dalla supremazia del Maschile sopra il Femminile.

Ma assumendo il nostro status di streghe buone, andiamo cavalcando la scopa della nostra coscienza, spazzando e bandendo una volta per tutte questa bufala, per il bene nostro e dei nostri figli e, finalmente, anche dell’intera famiglia umana.

È bello riscrivere i racconti per l’infanzia, imparando ad affrontare e integrare il male invece di proiettarlo su un capro espiatorio che sarebbe la strega.

L’umanità, nella fase più primordiale della nostra storia, è nata e cresciuta intorno alla dimensione femminile e al potere matriarcale. Poi, per cammini misteriosi, si è riaffermato il Maschio con il suo potere patriarcale e ha offuscato l’eredità ancestrale del Femminile.

Ora stiamo vivendo un momento privilegiato. Per la prima volta nella storia dell’Umanità, entrambi il Femminile e il Maschile, l’uomo e la donna come partner paritari, si stanno riconciliando e creando un’alleanza promettente.

La donna, Guardiana dell’Anima, a gran velocità sta uscendo dalla caverna. E l’uomo stanco e disincantato vuole tornare a casa, ma questa non esiste più come prima. Entrambi, uomo e donna, puliranno e riorganizzeranno la propria casa. Capiranno il nuovo compito, quello di prendersi cura della Casa Comune, della Madre Terra, abitata dalla nuova famiglia umana, né matriarcale né patriarcale, ma Androgina per la salute e il bene delle relazioni umanizzanti e benefiche per tutta l’umanità.

Iris Boff, scrittrice, femminista ed eco-pedagoga.

(traduzione dal portoghese di Gianni Alioti)

Vamos ao encontro de nossa destruição?

A história de ser humano na Terra, em grande parte,se resume num permanente conflito contra o ambiente. Esse processo foi levado tão longe que o ser humano moderno moveu uma verdadeira guerra contra a Terra em todos as suas  frentes: no solo, no subsolo, no ar e no mar, sempre na perspectiva de saquear e extrair mais e mais vantagens.Fala-se em  círculos científicos que a ação humano sobre a Terra como um todo fundou uma nova era geológica, o antropoceno. Significa: os danos à natureza não vêm de fora, mas da própria ação pensada e orquestrada do ser humano no seu afã de extrair mais e mais benesses para a sua vida. Tal fato teve como consequência o desequilíbrio do planeta que reage enviando-nos mais calor, eventos extremos como enchentes, tufões e secas além de uma gama crescente de vírus, muitos deles letais como o Coronavírus.

O fato é que perdeu-se a perspectiva do Todo. Ficou-se somente com a parte. Ocorreu uma verdadeira fragmentação e atomização da realidade e dos respectivos saberes. Sabe-se cada vez mais sobre cada vez menos.Tal fato possui suas vantagens mas também seus limites. As vantagens, especialmente, na medicina que conseguiu identificar os vários tipos de enfermidades e como tratá-las. Mas importa recordar que a realidade não é fragmentada. Por isso os saberes sobre ela também não podem ser fragmentados.

Dito figurativamente: a atenção se concentrou nas árvores, consideradas em si mesmas, perdendo-se a visão global da floresta. Pior ainda, deixou-se de considerar as relações de interdependência que todas coisas guardam entre si. Elas não estão jogadas ai ao esmo, uma ao lado da outra sem as necessárias conexões entre elas que lhes permitem, solidariamente viver, se auto-ajuda e juntas  co-evoluir.

Vejamos as árvores: elas possuem uma  linguagem própria, diversa da nossa, fundada na emissão de sons. Elas falam mediante odores que emitem e a produção de toxinas que enviam para as outras. Entre as iguais estabelecem relações de reciprocidade e colaboração. Com outras diversas, não raro, fazem verdadeiras batalhas químicas, no afã de cada uma ter mais acesso à luz do sol ou a nutrientes do solo.  Mas sempre é feito sem excesso, numa medida justa de tal forma que o conjunto das árvores formam uma rica e diversa floresta.

No caso humano, perdemos estes equilíbrio e justa medida: erodiu-se aquela corrente que relaciona todos com todos, chamada de  Matriz Relacional. Desconsiderou-se a vastíssima rede de relações e de  interconexões que envolvem o próprio universo e todos os seres existentes. Nada existe fora da relação. Tudo está relacionado com tudo em todas as circunstâncias. Essa é a realidade de todas as coisas existentes, no universo e na Terra, das galáxias mais distantes à nossa Lua, até às ervas   silvestres. Elas têm  seu lugar e sua função no Todo.

Numa elegante formulação do Papa Francisco em sua encíclica Laudato si: sobre o cuidado da Casa Comum (2015) se afirma:

 “Tudo está relacionado e todos nós, seres humanos, caminhamos juntos, como irmãos e irmãs, numa peregrinação maravilhosa que nos une com terna afeição,ao irmão Sol, à irmã Lua, ao irmão rio e à irmã e Mãe Terrao Sol e  Lua, o cedro e a florizinha, a águia e o pardal só coexistem na dependência uma das outras para se completarem mutuamente no serviço uma das outras”(n.92;86).

Se realmente todos estamos entrelaçados, então devemos concluir que o modo de produção capitalista, individualista, visando o maior lucro possível à custa da exploração da força de trabalho e da inteligência humana e especialmente das riquezas naturais sem se dar conta das relações existentes entre todas as realidades, poluindo o  ar, contaminando as águas e envenenando os solos com pesticidas, está na contramão da lógica da natureza e do próprio universo que ligam e religam tudo com tudo, constituindo o esplendoroso grande Todo.

A Terra nos criou um lugar amigável para viver mas nós não estamos nos mostrando amigáveis para com ela. Ao contrário, a agredimos sem parar a ponto de ela não aguentar mais e começar a reagir, numa espécie de contra-ataque. Este é o significado maior da intrusão de toda uma gama dos vírus, especialmente o Covid-19. De cuidadores da natureza (Gênesis 2,15) nos fizemos em seu Satã ameaçador.

Ate o advento da modernidade entre os séculos XVII-XVIII, a humanidade se entendia normalmente com parte da Mãe Terra e de um cosmos vivente e cheio de propósito. Percebia-se ligado ao Todo. Agora a Mãe Terra foi transformada num armazém de recursos e num baú cheio de bens naturais a serem explorados. Nessa compreensão que acabou por se impôr, as coisas e os seres humanos estão desconectados entre si, cada qual seguindo um curso individual.

A ausência do sentimento de pertença a um Todo maior, o descaso das teias de relações que ligam todos os seres, tornou-nos desenraizados e mergulhados numa profunda solidão. Somos possuídos por um sentimento de que estamos sós no universo e perdidos, coisa que uma visão integradora do mundo, que existia anteriormente, o impedia. Hoje nos damos conta de que devemos estabelecer um laço de afetividade para com a natureza e para com os seus diversos seres vivos e inerte, pois possuímos a mesmo código genético de base, portanto, somos irmãos e irmãs, (árvores, animais mas também montanhas, lagos e rios). Sem não colocarmos coração em nossa relação – daí a razão cordial – dificilmente salvaremos a diversidade da vida e a própria vitalidade da Mãe Terra.

Por que fizemos esta inversão de rumo? Não será uma única causa, mas um complexo delas. Mas a mais importante e danosa foi ter abandonado da assim chamada Matriz Relacional. Vale dizer, a percepção da teia de relações que entrelaçam todos os seres. Ela nos conferia a sensação de sermos parte de um Todo maior, de que estávamos inseridos na natureza como parte dela e não simplesmente como  seus usuários e com interesses meramente utilitaristas. Perdemos a capacidade de encantamento pela grandeza da criação, de reverência face ao céu estrelado e de respeito por todo tipo de vida. Caso não mudarmos, poderá se realizar o que o Papa Francisco advertiu na encíclica Fratelli tutti:”estamos no mesmo barco:ou nos salvamos todos ou ninguém se salva (n.32).Não somos chamados a ser os agentes de nossa própria destruição mas a ser a melhor floração do processo cosmogênico.

Leonardo Boff escreveu com o cosmólogo Mark Hathaway, O Tao da libertação:explorando a ecologia de transformação, Vozes 2010/ Orbis Books, N.York 2010 prefácio de F. Capra.

El rescate de las brujas

Los estudios de los últimos decenios han rescatado muchos conceptos, considerados como peyorativos por el sentido común. Así la categoría en filosofía y exégesis bíblica del mito, de las divinidades paganas, ya no se ven como entidades subsistentes en sí mismas sino como energías poderosas presentes en el ser humano y en el universo, la categoría del chamán, cuya energía creadora y curadora está presente de alguna forma en todos pero concentrada en algunas personas especiales.

Así ocurrió con la categoría de la bruja, considerada una entidad maléfica y fea al lado del hada mimosa y bella. Hubo épocas siniestras entre 1450-1750 caracterizadas por la caza de brujas. La Iglesia y el estado actuaron juntos, especialmente la Iglesia Católica (pero también otras Iglesias históricas no católicas), que instituyó la Inquisición en 1233 bajo el Papa Gregorio II.

Mujeres conocedoras de saberes curativos, manipuladoras de yerbas y practicantes de bendiciones eran tenidas como portadoras de un poder venido del diablo. En casi toda Europa, especialmente en España y en Alemania eran acusadas, juzgadas, castigadas y la mayoría condenadas a la hoguera. Se calcula que murieron en la hoguera unas 50-60 mil. 

Incluso en el Brasil colonial y esclavócrata entre 1749-1770 varias mujeres de poder, todas negras, fueron juzgadas y condenadas a muerte. La última víctima fue en 1782 en Suiza. Actualmente, en Estados unidos y Europa en general, pero también entre nosotros en Brasil las feministas están rescatando con fuerza la categoría positiva de la bruja. 

¿Por qué eran condenadas? Por ser portadoras de un saber especial, no dominadas por los padres y otros varones doctos de la sociedad. Una forma de reafirmación del patriarcado era eliminar esa amenaza: de ahí que las condenasen a la hoguera durante cinco siglos. 

Hoy la mujer o escritora que se anuncia bruja se propone contraponerse al machismo, rebelarse contra el patriarcalismo y resistir a todas las formas de discriminación de la mujer en la sociedad todavía predominantemente machista. No es raro encontrar en las solapas de un libro de una autora académica, todos sus títulos, sus libros y terminar con el epíteto de bruja. En nombre de esta resistencia feminista publicamos el presente texto de una feminista y eco-educadora de Curitiba, Iris Boff. Lboff

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Cargadas de sabiduría, las viejas brujas están vivas dentro de la mujer moderna de este nuevo mileno que avanza más y más. 

Enterradas en el fondo de las catedrales patriarcales, lugar de fuentes de agua en el que se adoraba a las diosas, ellas resurgen. Del mismo modo resurgen de lo más hondo del templo de nuestros cuerpos cuando la madre, la hija, la abuela, la amiga o la amante les prestan la voz en el sonido de los cantos y encantos de nuestras danzas, charlas, gestos y rituales.

Ellas caminan con nosotros, nos dan aliento e inspiración en la búsqueda insana y a tientas de nuestra naciente identidad femenina. Somos lo que el hombre quiso que fuéramos, como lo demostró Simone de Beauvoir.

De aquí en adelante, las viejas brujas, como diosas eternas en cuerpos jóvenes, viejos o niños, hombres o mujeres venidos de los sueños más ancestrales, nos inspiran a ser lo que nuestro deseo más genuino y honesto quiere: ser plenamente nosotras mismas, como mujeres.

A duras penas asumiendo las equivocaciones y responsables de nuestros propios errores, no toleraremos más que alguien tenga que vigilar, dirigir, escoger o dictar nuestras vidas como mujeres. Tomaremos nuestra historia en nuestras manos: la magia negra, los hechizos del mal, los malos augurios, la figura fea y tenebrosa de los cuentos de hadas, escritos desde el patriarcado, tiene que desaparecer con él. En nombre de estas figuras, miles de mujeres, consideradas brujas, fueron muertas o quemadas por la Inquisición. 

La bruja de nuestro imaginario infantil, inventado por la cultura machista, es una gran falacia. Fue un instrumento de dominación patriarcal sobre la mujer. El hombre no tenía el acceso, el control y el conocimiento del poder de crear y recrear la propia vida, el manejo de las yerbas, el don de cura, de bendición, con que la mujer de sabiduría, la esencia de ser bruja, era investida. 

Con la ascensión del patriarcado, se negó todo el poder de la mujer. Le impuso una imagen distorsionada a su conveniencia. Por miedo y envidia de su poder, la bruja era vista como mala, repugnante, peligrosa que, teniendo un pacto con el demonio, necesitaba ser desterrada, castigada, negada, olvidada. 

Su rebeldía la hacía merecedora de ser execrada y quemada viva en una plaza pública, como le ocurrió a Juana de Arco, en 1431, quemada viva con sólo 19 años después de haber dirigido victoriosamente a parte del ejército francés contra la ocupación inglesa. Curiosamente en 1920 fue proclamada santa y declarada patrona de Francia. 

Lo que era bendición, se volvió maldición. Educadas en medida creciente por mujeres conscientes y liberadas, los niños y niñas de hoy empiezan a rescatar una conciencia diferente de esa figura en otro tiempo execrada.

Acunando la cuna o con los pechos fuera para amamantar a la nueva generación, la mujer del siglo XXI reinventa la vida, asume la cátedra, investiga y escribe, utiliza el teléfono, el whatsapp, las redes sociales y el ordenador para reescribir su historia, no para destruirla o negarla sino para rehacerla y completarla. 

Esta es una pequeña observación crítica: reproductora no sólo de la especie, por desgracia no pocas mujeres se han convertido también en reproductoras de falsos patrones de comportamiento dictados todavía por una cultura machista o por los valores de una religión misógina y por la supremacía de lo masculino sobre lo femenino.

Pero asumiendo nuestra condición de brujas buenas, montemos la escoba de nuestra conciencia, barramos y desterremos de una vez por todas este engaño por nuestro bien y el de nuestros hijos e hijas, también de la familia humana como un todo. 

Es bueno reescribir los cuentos infantiles, aprendiendo a tratar e integrar el mal en lugar de proyectarlo en otro ser, que sería la bruja, como chivo expiatorio.

La humanidad nació y creció en torno a la Femea y el poder matriarcal, la fase más primigenia de nuestra historia. Más tarde, por vías misteriosas, se reafirmó el Macho con su poder patriarcal y ofuscó la herencia ancestral de lo Femenino.

Ahora estamos viviendo un momento privilegiado. Por primera vez en la historia de la humanidad ambos, lo Femenino y lo Masculino, el hombre y la mujer como socios paritarios, se están reconciliando y creando una alianza bienaventurada. La mujer, Guardiana del Alma, está saliendo de la caverna a gran velocidad. Y el hombre cansado y desencantado quiere volver a casa, pero ella ya no es como antes.

Ambos, hombre y mujer, van a limpiar y a reorganizar su casa. Entenderán la nueva tarea, la de cuidar la Casa Común, habitada por la nueva familia humana, ni matriarcal ni patriarcal, sino Andrógina, para la salud y el bien de las relaciones humanizadoras y benéficas para todo el conjunto de la humanidad.

Iris Boff, escritora, feminista y ecopedagoga.

Traducción de MªJosé Gavito Milano

             O resgate das bruxas

 Os estudos dos últimos decênio,s resgaram muitos conceitos, tidos como pejorativos pelo senso comum. Assim a categoria em filosofia e exegese bíblica,  do mito, das divindades pagãs, não mais tidas como entidades subsistentes em si mesmas mas como energias poderosas presentes no ser humano e no universo, a categoria do xamã, cuja energia criadora e curadora, de alguma forma, está presente em todos mas concentrada em algumas pessoas especiais. Assim ocorreu com a categoria da bruxa. Era tida como uma entidade maléfica e feia,ao lado da fada mimosa e bela. Houve épocas sinistras entre 1450-1750 que se caracterizou como a caça às bruxas. Igreja e Estado agiram juntas, especialmente a Igreja Católica (mas também outras Igrejas históricas não católica)s, que instituiu a Inquisição em 1233 sob o Papa Gregório II. Mulheres conhecedoras de saberes curativos, manipuladoras de ervas e praticuladoras de bênçãos, eram tidas como portadores de um poder, vindo do diabo.Em quase toda a Europa, especialmente na Espanha e na Alemanha eram acusadas, julgadas, castigadas e a maioria condenadas à fogueira. Calcula-se que foram cerca de  50-60 mil delas.Mesmo no Brasil colonial e escravocrata entre 1749-1770 várias mulheres de poder, todas negras, foram julgadas e condenadas à morte. A última vítima ocorreu em 1782 na Suiça. Atualmente, as feministas, fortemente nos USA e na Europa em geral, mas também entre nós no Brasil, está se resgatando a categoria positiva da bruxa. Por que eram condenadas? Pelo fato de serem portadores de um saber especial, não dominado pelos padres e outros doutos da socieade. Uma forma de reafirmação o patriarcado era eliminar essa ameaça: daí sua condenação à fogueira durante cinco séculos. Hoje uma mulher ou escritora  ao anunciar-se bruxa ,se propõe contrapor-se ao machismo, rebelar-se contra o patriarcalismo e resistir a todas as formas de discriminação da mulher na sociedade ainda predominantemente machista. Não é raro encontrar nas orelhas de um livro de uma autora acadêmica, apresentar todos os seus títulos, seus livros e terminar como o epítelo de bruxa. Em nome desta resistência feminista publicamos o presente texto de uma feminista e eco-educadora de Curitiba, Iris Boff:    LBoff                                  

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Carregadas de sabedoria, as velhas bruxas, estão vivas dentro da mulher moderna,  desse novo milênio que avança mais e mais.

Enterradas no fundo das catedrais patriarcais, lugar de fontes de água em que se adoravam as deusas, elas ressurgem.

Do mesmo modo, como ressurgem, do fundo do  templo de nossos corpos, quando a mãe, a filha  a irmã, a avó, a amiga ou a amante se reúnem e lhes emprestam a voz  no  som dos cantos e encantos de nossas danças, falas,  gestos e rituais.

Elas caminham conosco, nos dão alento e inspiração,  na  busca insana e tateante por nossa ainda naacente  identidade feminina . Fomos  aquilo que o homem quis, como o mostrou Simone de Beauvoir.

Daqui para frente,  as velhas bruxas, como deusas eternas, em corpos jovens, velhos ou crianças, homens ou mulheres, vindas dos nossos sonhos mais ancestrais  nos inspiram a sermos aquilo que o nosso desejo mais genuíno e honesto quer: ser plenamente nós mesmas como mulheres.

A duras penas assumindo os equívocos e responsáveis pelos próprios  erros, não toleraremos  mais que alguém no vai  vigiar, dirigir, escolher ou ditar nossas vidas como  mulheres. Nós tomaremos nossa história em nossas mãos.

A magia negra, os feitiços do ma , os maus agouros , a figura feia tenebrosa dos contos de fada, escritos a partir do patriarcado, hão de desaparecer junto com ele. Em nome destas figuras milhares de mulheres, tidas por bruxas, foram mortas ou queimadas pela Inquisição.

A bruxa do nosso imaginário infantil, inventado por nossa cultura machista, constitui uma grande falácia. Foi um instrumento de dominação patriarcal sobre a mulher.

O homem não  tinha o acesso, o controle e o conhecimento do poder de criar e recriar a própria vida, o manejo das ervas, o dom de cura, de bênção, o  cuidado e a proteção, que a mulher de sabedoria, a essência do ser bruxa, era investida.Com a ascensão do  patriarcado, esse negou todo o poder da mulher.  impingiu-lhe uma imagem distorcida e bem à sua conveniência  Por medo e inveja  do seu  poder, a bruxa era vista como má, asquerosa, perigosa, que, tendo pacto com o demônio, precisava ser banida, castigada, negada, esquecida. Sua  rebeldia merecia ser execrada e queimada  viva em praça  pública,como ocorreu com Joana d’Arc,  em 1431 ,queimada viva com apenas 19 anos depois de ter comandado, vitoriosamente, parte do exército francês contra a ocupação inglesa. Curiosamente em 1920 foi proclamada santa e feita padroeira da França.

O que era bênção, se tornou maldição.  Educadas mais por mulheres conscientes e liberadas, as crianças de hoje começam a resgatar uma outra consciência dessa figura outrora execrada.

Embalando o berço ou com os seios de fora, para amamentar essa nova geração, a mulher do século XX1, reinventa a vida, assume  a cátedra, pesquisa e escreve, se serve do telefone, do WhatsUpp, das mídias sociais e docomputador para  re-escrever  a sua história, não para destruí-la ou negá-la, mas para refaze-la e completá-la.

Aqui vai uma pequena observação crítica: reprodutora não só da espécie, lamentavelmente, não poucas mulheres se fizeram também as reprodutoras de falsos padrões de comportamento, ainda ditados por uma cultura machista ou por valores de uma religião misógina e pela  supremacia do Masculino sobre o Feminino.

Mas assumindo nossa condição ode bruxas benfazejas, vamos . montar na vassoura de nossa consciência, varrer e banir de uma vez por todas esse embuste para o nosso bem e de nossas crianças, finalmente também da família humana como um todo.

É bom re-escrever  os contos infantis, aprendendo lidar e integrar o mal em lugar de projetá-lo  num ser como bode expiatório que seria a bruxa.

         A  humanidade nasceu e cresceu ao redor da Fêmea e do poder matriarcal, a mais primordial fase de nossa história. Depois, por caminhos misteriosos,  reafirmou-se o Macho com seu poder patriarcal e obnubilou a herança ancestral do Feminino.

Agora estamos vivendo um momento privilegiado.Pela primeira vez na história da Humanidade ambos, o Feminino e o Masculino, o homem e a mulher como parceiros paritários, estão se reconciando e criando uma aliança bem-aventurada.

A mulher, Guardiã da Alma, a grande velocidade, está saindo da caverna. E o homem cansado e desencantado quer voltar para casa, mas ela não existe mais como antes. Ambos,homem e mulher, vão limpar e reorganizar a própria casa. Entenderão a nova tarefa, a de cuidra da Casa Comum, da Mãe Terra,  habitada pela nova família humana, nem matriarcal e nem patriarcal, mas Andrógina para a saúde e bem das relações humanizadoras e benéficas para a inteira humanidade.

Iris Boff, escritora, feminista e eco-pedagoga.                                                                       

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