La politica dell’odio e l’omicidio dell’indigenista Bruno e del giornalista Dom

Leonardo Boff

L’omicidio del noto indigenista Bruno Pereira e del giornalista inglese Dom Phillips ha commosso il Paese e il mondo. Questo crimine è comprensibile solo nel quadro di una politica di odio e persecuzione che l’attuale governo ha stabilito come una politica normale, che colpisce principalmente i popoli autoctoni, i neri, quelli di altre opzioni sessuali e i poveri in generale. Solo al tempo del nazi-fascismo si è imposta tale pratica politica. È un’espressione di barbarie, quando si ignora il contratto sociale che inaugura relazioni civili tra i cittadini.

Questo omicidio deve essere indagato fino in fondo e tenere conto dell’atmosfera di odio, di violenza stimolata dall’alto che si è impadronita del Paese. Chi ha affermato che la rivoluzione del ’64 (ndr il colpo di Stato militare contro il presidente democraticamente eletto João Goulart) ha sbagliato a torturare in quanto avrebbe dovuto ammazzare, che dichiara esplicitamente che dovrebbero fucilare 30.000 persone di sinistra e fa apertamente apologia di un noto torturatore, non è esente dall’atmosfera che ha propiziato il barbaro crimine commesso nella valle amazzonica di Javari. Perché la Polizia Federale ha sospeso le indagini? Per volere di chi? Le istituzioni giuridiche brasiliane sono sottoposte alla prova. Devono agire.

Nonostante questa vera disgrazia nazionale, non vogliamo perdere la speranza che tutto venga alla luce e che i colpevoli diretti e indiretti vengano puniti. Il Paese troverà il suo vero destino. Ci ispiriamo all’eredità di uno dei più grandi pensatori dell’Occidente, il sant’Agostino africano (354-430). Ha detto: non dobbiamo mai perdere la speranza perché l’alternativa è il suicidio. Ma fidati di lei perché ha due bellissime sorelle: la sorella Indignazione e la sorella Coraggio. L’indignazione per rifiutare tutto ciò che è malvagio e perverso. Il coraggio di trasformare questa situazione in benefica. In questo momento buio della nostra storia, dobbiamo innamorarci della sorella Indignazione e della sorella Coraggio.

La sorella indignazione

Siamo indignati contro un governo che si è posto il compito di distruggere tutto il nostro passato culturale e di imporre un altro modello che intende condurci nei tempi bui di un tempo. Sottomesso agli interessi nordamericani, si è alleato con i più arretrati e reazionari presenti in quel paese.

Siamo indignati per un capo di Stato, che, per la sua alta funzione, dovrebbe vivere valori e virtù che dovrebbe volere che anche il popolo vivesse. Al contrario, eccede nei cattivi esempi. Si è diffusa dall’alto un’ondata di odio, di bugie, di violenza e fai ake news come politica dello Stato. Un tale atteggiamento ha instillato nella società e negli organismi di polizia situazioni di barbarie con l’uso indiscriminato della violenza diretta contro i più svantaggiati. Si è dimostrato assolutamente irresponsabile sulle questioni ambientali, in particolare rispetto all’Amazzonia e al Pantanal.

Siamo indignati per essersi alleati con il Covid-19, negandone l’importanza, cercando di imporre l’immunizzazione di gregge, sacrificando così centinaia di persone e prescrivendo farmaci senza alcun effetto immunizzante. Negò l’efficacia dei vaccini al punto che, col tempo, si rifiutò di acquistarli. È responsabile di gran parte delle oltre 660.000 vittime di Covid-19 quando avrebbe potuto evitarlo. Raramente, in modo rituale, ha mostrato empatia e solidarietà con le famiglie in lutto.

Siamo indignati per il disprezzo delle leggi e della Costituzione, per gli attacchi al’STF e al TSE, per minacciare un colpo di stato e affermare chiaramente che riconosce alle elezioni un solo risultato, la sua rielezione. Altrimenti ci saranno sconvolgimenti sociali, manipolando la sua base fanatica e armata.

Siamo indignati per aver tradito se stesso e il popolo brasiliano, riprendendo senza scrupoli la vecchia politica che voleva superare, alleandosi con gruppi politici opportunisti e conservatori con i quali coordinava spudoratamente un bilancio segreto, fonte di alta corruzione.

Infine, siamo indignati per aver corrotto nel senso originario di artisti e attrici, l’uso della parola: avere un cuore (cor) corrotto (corruptus). Peggio della corruzione monetaria che esiste nell’attuale governo, ma che non può essere indagata o tenuta nascosta, è la corruzione della sua mente e del suo cuore. È visibilmente preso dalla pulsione di morte, dalla noncuranza che mostra nei confronti della vita delle persone e della natura. È da questa corruzione fondamentale che nascono il suo odio, la sua stupidità, le sue parolacce, le sue menzogne e la distorsione della realtà. Come può ancora dire di avere Dio nel cuore?

La sorella coraggio

Siamo incoraggiati dall’opposizione e dalla resistenza di politici legati agli interessi generali della nazione, in particolare dei movimenti sociali popolari delle campagne e della città e di vari strati maltrattati dal loro governo come artisti e attrici, i coltivatori della cultura, i neri , i quilombolas, gli indigeni e i poveri.

Siamo incoraggiati da mezzi alternativi di informazione e opinione, stampati o virtuali, che mantengono viva la coscienza critica e denunciano gli eccessi del governo e del parlamento.

Ci incoraggiano i vari manifesti di professori, intellettuali, artisti, persone dei movimenti sociali e del popolo organizzato contro le riforme che hanno smantellato le conquiste storiche dei diritti dei lavoratori e dei pensionati, tra gli altri.

Siamo incoraggiati dalla coscienza nazionale e collettiva a difesa della nostra democrazia rappresentativa che, seppur di intensità non elevata, appare come il grande strumento politico per il mantenimento di uno stato di diritto, della validità e rispetto della costituzione e delle leggi, essendo lo spazio libertà di opinione e costruzione del consenso.

Ci incoraggiano le iniziative popolari e dei movimenti sociali, nonostante la mancanza di sostegno degli organismi ufficiali, nel vivere concretamente l’etica della solidarietà in tempo di pandemia, offrendo tonnellate di alimenti biologici e milioni di cibi caldi a migliaia e migliaia di disoccupati e persone colpite dal Covid-19.

Ci incoraggiano le centinaia di incontri virtuali, tramite LIVE, promossi da gruppi o organizzazioni su temi di attualità, rafforzando l’impegno e la speranza. Vale la pena sottolineare l’alto valore civilizzante dell’Instituto Conhecimento Liberta (ICL) fondato dall’ex banchiere Eduardo Moreira e dal suo gruppo, che offre virtualmente 145 corsi, tenuti dai migliori esperti nazionali e internazionali, raggiungendo oltre 60mila studenti al prezzo di un panino (42-49 reais), potendo per quel prezzo seguire tutti i corsi.

Ci incoraggia la possibilità di eleggere rappresentanti politici nelle assemblee statali e nel parlamento, che potranno sostenere un eventuale governo di riscatto della democrazia, dei diritti perduti e di una sovranità attiva e orgogliosa con ripercussioni internazionali.

Siamo incoraggiati dal sostegno internazionale alle nostre forze democratiche contro l’autoritarismo, la barbarie sociale e riscattando la nostra importanza conquistata nelle relazioni internazionali, in particolare per le politiche per combattere la fame e per altre politiche di inclusione sociale, tecnica e universitaria.

Infine, siamo incoraggiati dall’importanza che riveste il nostro Paese, per la sua situazione ecologica privilegiata, negli equilibri climatici, nel mantenimento del sistema-vita e del sistema-Terra a beneficio nostro e dell’intera umanità.

Siamo convinti che nessuna società si costruisce sull’odio o sulla pulsione di morte, ma sulla pacifica convivenza tra tutti, nel prendersi cura gli uni degli altri e della grande Casa Comune, compresa la natura, in particolare l’Amazzonia, bene comune dell’umanità.

(Traduzione dal Portoghese di Gianni Alioti)

A política de ódio e o assassinato do indigenista Bruno e do jornalista Dom

                                           Leonardo Boff

O assassinato do conhecido indigenista Bruno Pereira e do jornalista inglês Dom Phillips comoveram o país e o mundo. Esse crime  só é compreensível no quadro de uma política de ódio e perseguição que o atual governo estabeleceu como política normal, atingindo principalmente os povos originários, os negros, os de outra opção sexual e os pobres em geral.Só no tempo no nazifascismo se instalou tal prática política. Ela é expressão de barbárie, quando se passa por cima do contrato social que inaugura relações civilizadas entre os cidadãos.

Esse assassinato precisa ser investigado até o fundo e ter em conta a atmosfera de ódio e de violência estimulada de cima que tomou conta do país.Quem tem afirmado que a revolução de 64 errou em torturar pois deveria ter matado, quem explicitamente declara que se precisaria fuzilar 30 mil esquerdistas e faz aberta apologia de um notório torturador, não está isento da atmosfera que propiciou o bárbaro crime cometido no Vale do Javari amazônico. Por que a PF suspendeu as investigações? A mando de quem? As instituições jurídicas estão submetidas à prova.Devem atuar.

Apesar desta verdadeira desgraça nacional não queremos perder a esperança de que tudo virá à luz e os culpados diretos e indiretos sejam punidos. O país irá encontrar o seu verdadeiro destino. Inspira-nos o legado de um dos maiores pensadores do Ocidente,o africano Santo Agostinho (354-430). Dizia: jamais percam a esperança porque sua alternativa é o suicídio. Mas confiem nela pois ela possui duas formosas irmãs: a irmã Indignação e a irmã Coragem. A indignação para rejeitar tudo que é mau e perverso. A coragem para mudar  esta situação em benéfica. Nesse momento sombrio de nossa história temos que enamorarmo-nos da irmã indignação e da irmã coragem.

              A irmã indignação

Indignam-nos contra um governo que se propôs como tarefa destruir todo nosso passado cultural e impor outro modelo que  pretende nos conduzir a tempos obscuros de outrora. Subserviente  aos interesses norte-americanos, aliou-se ao  mais atrasado e reacionário existente naquele país.

Indignamo-nos por um chefe de estado, que por sua alta função, deveria  viver valores e virtudes que gostaria que o povo também vivesse. Ao contrário, se excede nos maus exemplos. Tem difundido a partir de cima uma onda de ódio, de mentiras, de violências e de fake news como política de estado. Tal atitude insuflou na sociedade e nos órgãos policiais  situações de barbárie com uso indiscriminado da violência dirigida contra os mais desvalidos. Mostrou-se absolutamente irresponsável em questões ambientais,de modo particular quanto à Amazônia e ao Pantanal.

Indignamo-nos por ter-se aliado ao Covid-19,negando sua importância, tentando impor a imunização de rebanho,sacrificando com isso centenas de pessoas, e prescrever medicinas sem qualquer efeito imunizador. Negou a eficácia das vacinas a ponto de, a seu tempo, recusar  a sua aquisição. Ele é responsável de parte dos mais de  660 mil vitimados pelo Covid-19 quando poderia tê-lo evitado. Nunca mostrou empatia e solidariedade com as famílias enlutadas.

Indignamo-nos por desprezar as leis e a Constituição, atacar o STF e o TSE, ameaçar com um golpe de estado e claramente afirmar que reconhece nas eleições apenas um único resultado, a sua reeleição. Caso contrário haverá convulsão social, manipulando sua base fanatizada e armada.

Indignamo-nos por ter traído a si mesmo e ao povo brasileiro, retomando inescrupulosamente a velha política que queria superar, aliando-se a grupos políticos oportunistas e conservadores com os quais articulou vergonhosamente um orçamento secreto,fonte de alta corrupção.

Indignamo-nos, por fim, por ser corrupto no sentido originário da palavra: ter um coração (cor) corrupto (corruptus). Pior que a corrupção monetária existente no atual governo mas impedida de ser investigada ou colocada sob sigilo, é a corrupção de sua mente e de seu coração. Ele é visivelmente tomado pela pulsão de morte, pelo descuido que mostra da vida das pessoas e da natureza. É desta corrupção fundamental que nasce seu ódio, sua boçalidade, as palavras de baixo calão, as mentiras  e a distorção da realidade. Como pode dizer que tem Deus no coração?

              A irmã coragem

Encorajam-nos a oposição e a resistência de políticos ligados aos interesses gerais da nação, especialmente dos movimentos sociais populares do campo e da cidade e de vários estratos maltratados por seu governo como os artistas e atrizes, cultores da cultura,  os negros,os quilombolas,os indígenas e os pobres.

Encorajam-nos os meios de informação e de opinião alternativos seja impressos, seja pelas mídias virtuais que mantém viva a consciência crítica e denunciam os desmandos governamentais e parlamentares.

Encorajam-nos os vários manifestos de professores e professoras, de intelectuais, artistas, gente dos movimentos sociais e do povo organizado contra as reformas que desmontaram conquistas históricas de direitos dos trabalhadores e de aposentados, entre outros.

Encoraja-nos a consciência nacional e coletiva em defesa de  nossa democracia representativa que embora não seja de alta intensidade, comparece com o grande instrumento político para a manutenção de um estado de direito, da vigência e respeito à constituição e às leis, sendo o  espaço das liberdades de opinião e da elaboração dos consensos.

Encorajam-nos  as iniciativas populares e dos movimentos sociais, a despeito da falta de apoio dos órgãos oficiais, de viverem concretamente a ética da solidariedade em tempos de pandemia, ofecendo toneladas de alimentos orgânicos e milhões de quentinhas aos milhares e milhares de desempregados e afetados pelo Covid-19.

Encorajam-nos os centenas de encontros virtuais, via LIVES, promovidos por grupos ou organizações sobre temas atuais, reforçando o engajamento e a esperança. Cabe enfatizar o alto valor civilizatório do Instituto Conhecimento Liberta (ICL) fundado pelo ex-banqueiro Eduardo Moreira e seu grupo,oferecendo, virtualmente, 145 cursos, ministrados pelas melhoras cabeças nacionais e internacionais, atingindo mais de 60 mil alunos a preço se um sanduíche (42-49 reais) podendo  por esse preço seguir todos os cursos. Centenas recebem bolsas gratuitas de estudo.

Encoraja-nos a possibilidade de elegermos representantes políticos desde as assembleias estaduais e do parlamento que poderão dar sustentação a um eventual governo de resgate da democracia, dos direitos perdidos e de uma soberania ativa e altiva com repercussão internacional.

Encoraja-nos  o apoio internacional às nossas forças democráticas, contra o autoritarismo, a barbárie social e resgatando nossa importância conquistada nas relações internacionais, especialmente pelas políticas de combate à fome e pelas demais políticas de inclusão social, técnica e universitária.

Encoraja-nos, por fim, a relevância que nosso país possuí, devido à sua privilegiada situação ecológica, no equilíbrio dos climas, na manutenção do sistema-vida e do sistema-Terra em beneficio nosso e de toda a humanidade.

Estamos convencidos de que nenhuma sociedade se constrói sobre o ódio ou sobre a pulsão de morte,mas sobre a convivência pacífica entre todos, no cuidado de uns para com os outros e da  grande Casa Comum,a natureza incluída, especialmente a Amazônia, bem comum da humanidade.

Leonardo Boff é teólogo,filósofo e escreveu O pecador ambicioso e o peixe encantado: a busca da justa medida, Vozes 2022.

L’Amazzonia non è solo del Brasile: è un Bene Comune della Terra e dell’Umanità

Leonardo Boff

Stiamo tutti piangendo per il probabile omicidio del famoso indigenista Bruno Pereira e del giornalista inglese Dom Phillips. Reati simili si verificano frequentemente in Amazzonia, soprattutto contro i leader indigeni, a causa del totale disprezzo con cui il presidente [Bolsonaro] tratta la questione ambientale. Nega stupidamente i dati scientifici più seri e minaccia le riserve indigene, consegnandole a compagnie minerarie nazionali e straniere e alle attività minerarie illegali.

Lo smantellamento operato dall’ex ministro Ricardo Salles, delle principali organizzazioni per la protezione delle foreste, delle terre indigene e per la sorveglianza dell’avanzata incontrollata dell’agro-business sulle foreste vergini, ha aggravato ulteriormente la situazione.

Lo stesso Papa Francesco al Sinodo Querida Amazônia aveva avvisato “che il futuro dell’umanità e della Terra è legato al futuro dell’Amazzonia; per la prima volta si manifesta con tale chiarezza che sfide, conflitti e opportunità emergenti in un territorio sono l’espressione drammatica del momento che attraversa la sopravvivenza del pianeta Terra e la convivenza di tutta l’umanità”. Nell’enciclica Fratelli tutti (2021) avverte: «siamo sulla stessa barca, o ci salviamo tutti o nessuno si salva»(32).

Sono parole serie, ignorate dalle grandi corporazioni predatorie, perché, se prese sul serio, dovrebbero cambiare il loro modo di produzione, di consumo e di smaltimento, cosa che non sono disposte a fare. Preferiscono il profitto alla salvaguardia della vita umana e terrena.

Consideriamo alcuni dati generali sul bioma amazzonico per molti sconosciuti: esso copre un’area di 8.129.057 Km2 con nove paesi: Brasile (67%) Perù (13%), Bolivia (11%), Colombia (6%), Ecuador (2%), Venezuela (1%), Suriname, Guyana e Guyana francese (0,15). Ci vivono 37.731.569 abitanti, di cui 2,8 milioni sono indigeni di 390 popoli diversi che parlano 240 lingue, dalla ricca matrice di 49 rami linguistici, un fenomeno ineguagliabile nella storia della linguistica mondiale.

Esistono tre fiumi amazzonici: quello visibile, in superficie, quello aereo, i cosiddetti “fiumi galleggianti” (ogni cima d’albero con un’estensione di 15 metri produce tra gli 800 e i 1000 litri di umidità) che portano pioggia al Cerrado, a il sud, fino al nord dell’Argentina; il terzo invisibile è il fiume “rez do chão” (da non confondere con la località turistica Rez do Chão), un fiume sotterraneo che scorre sotto l’attuale Rio delle Amazzoni.

Il Rio delle Amazzoni, secondo le ricerche più recenti, è il fiume più lungo del mondo con 7.100 chilometri, le cui sorgenti si trovano in Perù, tra i monti Mismi (5.669 m) e Kcahuich (5.577 m) a sud della città di Cusco. In assoluto è anche il più voluminoso, con una portata media di 200.000 metri cubi al secondo.

È importante sapere che geologicamente la proto-Amazzonia ha formato per milioni di anni un gigantesco golfo aperto sul Pacifico. Il Sud America era ancora legata all’Africa. 70 milioni di anni fa, le Ande iniziarono a sollevarsi e per migliaia e migliaia di anni bloccarono il flusso delle loro acque verso il Pacifico. L’intera depressione amazzonica divenne un paesaggio acquatico fino a quando non costrinse un’uscita nell’Atlantico, come avviene attualmente. (cf.Soli,H., Amazônia, fundamentos da ecologia da maior região de florestas tropicais, Vozes,Petrópolis 1985, 15-17).

In Amazzonia si propone il più grande patrimonio genetico. Come disse uno dei migliori studiosi Eneas Salati: “In pochi ettari di foresta amazzonica ci sono un numero di specie di piante e insetti maggiore che in tutta la flora e la fauna d’Europa” (Salati, E., Amazônia: desenvolvimento, integração, ecologia, Brasiliense/CNPq, S.Paulo 1983).

Dobbiamo affermare, contro l’arroganza del presidente brasiliano, che l’intero bioma amazzonico non appartiene solo al Brasile e agli altri 8 paesi amazzonici, ma costituisce un Bene Comune della Terra e dell’Umanità. Nella visione degli astronauti questo è evidente: dalla Luna o dalle loro navicelle spaziali, Terra e Umanità formano un’unica entità. Il Brasile appartiene a questo tutto.

Ora, nella fase planetaria, ci troviamo tutti nella stessa e unica Casa Comune. Il tempo delle nazioni sta passando; ora è il tempo della Terra, gestita da un organismo multipolare e organico per occuparsi dei problemi dell’unica Casa Comune e dei suoi abitanti. La pandemia ha mostrato l’urgenza di una governance globale. Dobbiamo organizzarci per garantire i mezzi che sosterranno la nostra vita e quella della natura. Nessuno è padrone della Terra. Lei è il nostro più grande Bene Comune. Ognuno ha il diritto di camminarci sopra, come già affermava Immanuel Kant nel 1795 nel suo libro “Verso una pace perpetua”. Poiché l’Amazzonia fa parte della Terra, nessuno può considerare solo suo ciò che è un Bene di tutti e per tutti.

Il Brasile, al massimo, ha l’amministrazione della parte brasiliana (67%) e lo fa in modo irresponsabile. Se l’Amazzonia fosse completamente abbattuta, l’intero Brasile meridionale fino all’Argentina settentrionale e all’Uruguay si trasformerebbe lentamente in una savana e persino, in alcuni luoghi, in un deserto. Da qui l’importanza vitale di questo bioma multinazionale.

L’irresponsabilità di Bolsonaro è tale che i giuristi mondiali stanno valutando di accusarlo di ecocidio, crimine riconosciuto dall’Onu nel 2006, e di portarlo davanti al tribunale competente. L’abbattimento della foresta sta alterando il regime delle precipitazioni piovose. L’acqua è un bene naturale, vitale, comune e insostituibile. Senza acqua non c’è vita. Bolsonaro si configura in un ecocida con le sue politiche retrograde di sfruttamento minerario ed estrattivismo di ricchezza dalla foresta. Tempi difficili lo attendono e bene se li merita, per i mali che ha commesso contro la vita.

(traduzione dal portoghese in italiano di Gianni Alioti)

La Amazonia no es solo de Brasil: es un Bien Común de la Tierra y da la Humanidad

Leonardo Boff*

Estamos todos llorando el asesinato del conocido indigenista Bruno Pereira y el periodista inglés Dom Phillips. Crímenes semejantes estan sucediendo con frecuencia en la Amazonia, especialmente contra líderes indígenas, como resultado de la negligencia total con la que el presidente trata la cuestión ambiental. De forma estúpida niega los datos científicos más serios y amenaza las reservas indígenas, entregándolas a empresas mineras nacionales y extranjeras y al garimpoilegal.

El desmantelamiento, realizado por el exministro Ricardo Salles, de los principales organismos de protección de la selva, de las tierras indígenas y de la vigilancia del avance incontrolado de la agroindustria sobre la selva virgen, ha agravado todavía más la situación.

El propio Papa Francisco advirtió en el Sínodo Querida Amazonia “que el futuro de la humanidad y de la Tierra está vinculado al futuro de la Amazonia; por primera vez manifiesta con tanta claridad que desafíos, conflictos y oportunidades emergentes en un territorio son expresión dramática del momento que atraviesa la supervivencia del planeta Tierra y la convivencia de toda la humanidad”. En la encíclica Fratelli tutti (2021) advierte: “estamos en el mismo barco, o nos salvamos todos o no se salva nadie” (32).

Estas son palabras serias, ignoradas por las grandes corporaciones depredadoras, porque, si las tomasen en serio, deberían cambiar de modo de producción, de consumo y de descarte, cosa que no están dispuestas a hacer. Prefieren el lucro a la salvaguarda de la vida humana y terrenal.

Consideremos algunos datos generales del bioma amazónico, desconocidos para muchos: cubre una extensión de 8.129.057 Km2 pertenecientes a nueve países: Brasil (67%) Perú (13%), Bolivia (11%), Colombia (6%), Ecuador (2%), Venezuela(1%), Surinam, Guyana y Guayana francesa (0,15). Viven allí 37.731.569 de habitantes, de los cuales 2,8 millones son indígenas de 390 pueblos distintos, que hablan 240 idiomas, de la rica matriz de 49 ramas lingüísticas, un fenómeno inigualable en la historia de la lingüística mundial.

Existen tres ríos amazónicos: el visible, que corre por la superficie; el aéreo, los llamados “ríos volantes” (cada copa de árbol de 15 metros de extensión produce de 800 a 1000 litros de humedad) que van a llevar lluvias al Cerrado, al sur, hasta el norte de Argentina; el tercero, invisible, es el río “rez do chão”(no confundir con el sitio turístico Rez do Chão), un río subterráneo que corre debajo del actual Amazonas.

El río Amazonas, según las investigaciones más recientes, es el río más largo del mundo con 7.100 kilómetros de recorrido, cuyo nacimiento se encuentra en Perú, entre los montes Mismi (5.669 m) y Kcahuich (5.577 m) al sur de la ciudad de Cuzco. Con diferencia es también el más caudaloso, con un caudal medio de 200.000 metros cúbicos por segundo.

Es importante saber que geológicamente el proto-Amazonas formó durante millones de años un gigantesco golfo abierto hacia el Pacífico. América del Sur todavía estaba unida a África. Hace 70 millones de años, empezaron a surgir los Andes y durante muchos miles de años bloquearon la salida de sus aguas hacia el Pacífico. Toda la depresión amazónica se volvió un paisaje acuoso hasta forzar una salida hacia el Atlántico (cf. Soli, H., Amazônia, fundamentos da ecologia da maior região de florestas tropicais, Vozes, Petrópolis 1985, 15-17).

La Amazonia ofrece el mayor patrimonio genético. Como decía uno de sus mejores estudiosos, Eneas Salati: “En unas pocas hectáreas de la selva amazónica existe un número de especies de plantas y de insectos mayor que en toda la flora y fauna de Europa”; (Salati, E., Amazônia: desenvolvimento, integração, ecologia, Brasiliense/CNPq, S.Paulo 1983).

Tenemos que afirmar, contra la arrogancia del presidente, que todo el bioma amazónico no pertenece sólo a Brasil y a los otros 9 países amazónicos, es un Bien Común de la Tierra y de la Humanidad. En la visión de los astronautas eso es evidente: desde la Luna o desde sus naves espaciales, Tierra y Humanidad forman una única entidad. Brasil forma parte de este todo.

Ahora, en la fase planetaria, todos nos encontramos en una misma y única Casa Común. El tiempo de las naciones está pasando; ahora es el tiempo de la Tierra, administrada por un cuerpo multipolar y orgánico para atender a los problemas de la única Casa Común y de sus habitantes. La pandemia ha mostrado la urgencia de una gobernanza global.Tenemos que organizarnos para garantizar los medios que sustentarán nuestra vida y la de la naturaleza. 

Nadie es dueño de la Tierra. Ella es nuestro mayor Bien Común. Todos tenemos derecho a andar por toda ella, como ya afirmaba en 1795 Immanuel Kant en su libro Para una Paz Perpetua. Como la Amazonia es parte de la Tierra, nadie puede considerar solo suyo lo que es un Bien de todos. 

Brasil, como máximo, posee la administración de la parte brasilera (67%) y lo hace de forma irresponsable. Si la Amazonia fuese totalmente destruida, todo el sur de Brasil hasta el norte de Argentina y de Uruguay se transformaría lentamente en una sabana y, en algunos lugares, hasta en un desierto. De ahí la importancia vital de este bioma multinacional.

La irresponsabilidad de Bolsonaro es de tal envergadura que juristas mundiales consideran acusarlo de ecocidio, crimen reconocido por la ONU en 2006, y llevarlo al tribunal correspondiente. Derribar la selva es desajustar el régimen de lluvias. El agua es un bien natural, vital, común e insustituible. Sin agua no hay vida. Bolsonaro se vuelve un ecocida con sus políticas retrógradas de actividad minera y de extracción de las riquezas de la selva. Tiempos difíciles lo esperan y bien los merece por las maldades que ha llevado a cabo contra la vida.

*Leonardo Boff escribió Homem: Satã ou anjo Bom, Record 2008.

Traducción de MªJosé Gavito Milano