Principi teologici per un equilibrio tra i generi

A dispetto delle contraddizioni interne delle fonti giudaico- cristiane sull’uomo e sulla donna, ben conosciute, vogliamo raccogliere alcuni principi positivi che rinforzano la lotta storica degli uomini e delle donne, in direzione di un equilibrio dei generi.

a) Uguaglianza originaria tra uomo e donna

Questo principio è chiarissimo nella prima pagina della Bibbia, nel libro della Genesi: “Dio creò l’essere umano a sua immagine, maschio e femmina li creò” (1,27). Nel Secondo Testamento, centrato sulla figura del Cristo, si dice: “Non esiste uomo o donna, tutti sono uno in cristo Gesù” (Gal 3,28).

b) Differenza e reciprocità tra uomo e donna

Dentro la uguaglianza originaria si instaura la differenza, intesa come apertura all’altro, cioè come reciprocità. La relazione più arcaica della Genesi (2,18-23), di tendenza generale fortemente mascolinizzante, accentua questa reciprocità. Eva, anche se formata da una costola (fianco) di Adamo, è presentata non come la donna con cui faresti dei figli e nemmeno come serva della casa, ma con il suo sguardo interlocutorio. Il modo ebraico per esprimere questa mutualità adopera le parole di Adamo: “Questo sì che è osso delle mie ossa e carne della mia carne” (Gn 2,24). Paolo stesso poteva esprimere cosi la reciprocità: “il marito compia il dovere’ coniugale verso la donna e, ugualmente, la donna verso il marito” (1Cor7,4).

c) Uomo e donna, sentieri verso Dio

Se l’uomo e la donna sono immagine e somigliante a Dio, significa che Dio è stato ritrovato in loro.
Approfondendo la conoscenza dell’umano maschile e femminile, sorprendiamo Dio la cui natura presenta le qualità positive dei principi maschile e femminile.
In termini rigorosamente teologici, quando diciamo Dio-Padre non diciamo una cosa differente di quando diciamo Dio-Madre. Per padre e Madre, pretendiamo teologicamente esprimere che la vita e l’intera creazione ha la sua origine in Dio e che si trova sempre sotto le cure e la Providenza amorosa di Dio. Questo concetto può essere espresso dalla categoria padre o madre, pertanto abbiamo sempre un sentiero aperto verso Dio, attraverso la via maschile e femminile. Sminuendo il valore della donna abbiamo una immagine distorta di Dio. Se ci limitiamo esclusivamente all’uomo, troviamo non un padre amoroso, ma un giustiziere. Distruggendo ciò che è umano perdiamo Dio. Perdendo Dio, perdiamo il senso ultimo di tutte le cose.

d) Uomo e donna cammini di Dio

L’essere umano rimanda al modello (Dio). Se Dio stesso ha dimensioni maschile femminile, allora sotto questa forma che lui si è rivelato auto comunicato nella storia. Emerge come una energía creatrice primordiale, come quel padre che accompagna e protegge o come la mamma che si prende cura e consola (IS 66,13), madre incapace di dimenticare il figlio delle sue viscere (IS 49,15; salmo 25,6; 116,5) e che in termini della storia, come la grande generosa Magna Mater asciugherà le lacrime di tanto piangere per l’assurdità che noi non capiamo (Ap 21,4). I termini maschile femminile sono sentieri di Dio verso di noi.
C’è ancora un modo di nominare Dio nel cristianesimo che è nella forma di Trinità delle persone divine. Le persone significano relazione di reciprocità, di comunione, di mutualità, di inclusione, in una parola, di Amore. Dio emerge come un insieme di energie originarie e eterne, che esistono soltanto nella misura in cui coesistono, sono una per l’altra, con l’altra, per l’altra e mai senza l’altra. Nessuna di loro può essere considerata in sé senza le altre. Dove sta una, stanno simultaneamente le altre. È quello che la teologia che chiama pericòrese vale a dire la inter-retro-relazione e interpenetrazione delle persone divine tra loro. Non è più il monoteismo degli Ebrei e Musulmani, pretrinitario. È il monoteismo trinitario cristiano. Esso fonda un altro tipo di unità divina, non data previamente, ma sempre in costruzione a causa del gioco delle reciprocità e delle inclusioni. Per questo diciamo che essenza intima di Dio non è la solitudine dell’Uno ma la comunione dei tre Uno (l’Unico non si somma) che attraverso la relazione reciproca si uni-ficano, finché diventa un unico Dio – amore relazione.

A livello esistenziale quando diciamo trinità in fondo vogliamo dire: il Dio che sta sopra di noi lo chiamiamo Dio padre, il Dio che sta al nostro fianco lo chiamiamo figlio e Dio che sta dentro di noi lo chiamiamo spirito santo. Non sono tre dei (perché ogni persona è unica e per questo non può essere sommata) ma è uno e lo stesso Dio che a livello esistenziale così si rivela e così viene percepito.
Per il fatto che in Dio ci sono diversità e unità, allora la sua immagine nel mondo, l’uomo e la donna, saranno pure diversi e unici essendo impossibile pensare femminile senza maschile e il maschile senza femminile.

e) Uomo e donna in Dio

Per quanto siano in modo in inenarrabile, embricati l’uno nell’altro e si cerchino insaziabilmente, l’uomo e la donna non trovano la risposta al loro vuoto abissale in questa relazione reciproca. In essi c’è un infinito che soltanto l’infinito di Dio lo può riempire. Ambedue, poi, sono chiamati a trascendersi, nella direzione dell’infinito che li può realmente saziare. Lì riposano e si sperdono dentro l’infinito Amore e la radicale Tenerezza radicale. E’ la patria e il focolare della completa identità e della totale realizzazione. Il femminile troverà il femminile originario e il maschile incontrerà il maschile abissale. Avverrà quello che tutti i miti raccontano e tutti i mistici testimoniano la festa di nozze definitive e la festa eterna e la fusione dell’Amato e dell’Amata nell’Amato e nell’Amata, come si esprime san Giovanni della Croce.

Leonardo Boff Teologo scrittore, ha scritto Il volto materno di Dio, Queriniana, Vozes 2005.

Traduzione di Romano Baraglia e Lidia Arato.

Principios teológicos para un equilibrio entre los géneros

A pesar de las contradicciones internas de las fuentes judeocristianas acerca del hombre y de la mujer, bien conocidas, queremos recoger algunos principios positivos que refuerzan la lucha histórica de los hombres y de las mujeres hacia un equilibrio de los géneros.

a) Igualdad originaria entre hombre y mujer

Este principio está clarísimo en la primera página de la Biblia, en el libro del Génesis: “Dios creó al ser humano a su imagen, macho y hembra los creó” (1,27). En el segundo Testamento, centrado en la figura de Cristo se dice: “no hay hombre ni mujer, todos son uno en Cristo Jesús” (Gal 3,28).

b) Diferencia y reciprocidad entre hombre y mujer

Dentro de la igualdad de origen, se instaura la diferencia, entendida como apertura del uno al otro, es decir, como reciprocidad. El relato más arcaico del Génesis (2,18-23), de tendencia general fuertemente masculinizante, acentúa esa reciprocidad. Eva, aunque sacada de la costilla (lado) de Adán, es presentada no como la mujer con quien éste va a tener hijos, ni como sierva de la casa, sino como su vis-à-vis e interlocutora. El modismo hebreo para expresar esa mutualidad viene expresado por las palabras de Adán: “he aquí alguien que es hueso de mis huesos y carne de mi carne” (Gn 2,24). El mismo Pablo podía expresar así la reciprocidad: “el marido cumpla el deber conyugal para con la mujer y, igualmente, la mujer para con su marido” (1Cor 7,4).

c) Hombre y mujer, caminos hacia Dios.

Si el hombre y la mujer son imagen y semejanza de Dios significa que Dios puede ser encontrado en ellos. Profundizando el conocimiento de lo humano, masculino y femenino, sorprendemos a Dios cuya naturaleza presenta las cualidades positivas de los principios masculino y femenino.
En términos rigurosos de la teología, cuando decimos Dios-Padre no decimos una cosa diferente a cuando decimos Dios-Madre. Por padre y madre pretendemos expresar teológicamente que la vida y la creación entera tienen su origen en Dios y se encuentran siempre bajo el cuidado y providencia amorosa de Dios. Esto puede ser perfectamente expresado por la categoría padre o madre. Por lo tanto, tenemos siempre un camino abierto hacia Dios, por la vía de lo masculino y por la vía de lo femenino. Disminuyendo el valor de la mujer tenemos una imagen distorsionada de Dios. Si nos limitamos exclusivamente al hombre encontramos no un padre amoroso sino un juez justiciero. Destruyendo lo humano perdemos a Dios. Perdiendo a Dios, perdemos el sentido último de todas las cosas.

d) Hombre y mujer, caminos de Dios.

La imagen (ser humano) remite al modelo (Dios). Si Dios mismo tiene dimensiones masculinas y femeninas, es porque bajo esa forma Él se ha revelado y autocomunicado en la historia. Emerge como una energía creadora primordial, como el padre que acompaña y protege o como la madre que cuida y consuela, madre que no puede olvidar al hijo de sus entrañas (Is 49,15, Sal 25,6, 116), y que, al término de la historia, como la grande y generosa Magna Mater enjugará nuestras lágrimas, cansados de tanto llorar por los absurdos que no entendemos (Ap 21,4). Lo femenino y lo masculino son caminos de Dios hacia nosotros.

Hay todavía una manera de nombrar a Dios en el cristianismo que es en forma de Trinidad de divinas Personas: Padre, Hijo y Espíritu Santo. Las Personas significan relaciones de reciprocidad, de comunión, de mutualidad, de inclusión, en una palabra, de amor. Dios emerge como un juego de energías originarias y eternas que sólo existen en la medida en que coexisten, son una para la otra, con la otra, por la otra y jamás sin la otra. Ninguna de ella puede ser tomada en sí sin las otras. Donde está una están simultáneamente las otras. Es lo que la teología llama pericóresis, vale decir, la inter-retro-relación e interpenetración de las Personas divinas entre sí. Ya no es el monoteísmo de los judíos y musulmanes, pre-trinitario. Es el monoteísmo trinitario cristiano. Él funda otro tipo de unidad divina, no dada previamente, sino construyéndose siempre mediante el juego de las reciprocidades e inclusiones. Por eso decimos que la esencia íntima de Dios no es la soledad del Uno sino la comunión de tres Únicos (el único no se suma) que mediante su relación recíproca se unifican en un único Dios-amor-relación.
A nivel existencial cuando decimos Trinidad, en el fondo queremos decir: al Dios que está por encima de nosotros lo llamamos Padre, al Dios que está a nuestro lado lo llamamos Hijo y al Dios que está dentro de nosotros lo llamamos Espíritu Santo. No son tres dioses (porque cada Persona es única y por eso no puede ser sumada), es el único y el mismo Dios que, a nivel existencial, se revela así y así es experimentado.
Por haber en Dios diversidad y unidad, su imagen en el mundo, el hombre y la mujer, serán también diversos y unos, siendo imposible pensar lo femenino sin lo masculino y lo masculino sin lo femenino.

e) Hombre y mujer en Dios

Por más que estén firmemente imbricados uno en el otro y se busquen insaciablemente, el hombre y la mujer no encuentran la respuesta a su vacío abisal en esa relación recíproca. En ellos hay un vacío infinito que sólo el Infinito de Dios puede llenar. Ambos, pues, son llamados a auto-trascenderse en dirección al Infinito que los puede realmente saciar. En Él descansan y se pierden hacia el infinito Amor y la radical Ternura. Es la patria y el hogar de la completa identidad y de la total realización. Lo femenino encontrará lo Femenino fontal y lo masculino lo Masculino abismal. Se dará lo que todos los mitos narran y todos los místicos testimonian: los esponsales definitivos, la fiesta eterna, la fusión del amado y de la amada en el Amado y la Amada transformados, según la expresión de San Juan de la Cruz.

Leonardo Boff es teólogo y escritor. Ha escrito El rostro materno de Dios, Paulinas, Vozes 2005.

Traducción de Mª José Gavito Milano
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Ressurreição como uma revolução na evolução

Na entrevista a seguir, concedida a João Vitor Santos,por e-mail à IHU On-Line de 27 de março de 2018 Boff a explica que “a Ressurreição é a concretização da utopia pregada por Jesus, o Reino de Deus que implica a superação da morte e do morrer”. Mas como compreender isso, relegando provas (científicas) concretas? É aí que, segundo o teólogo, a narrativa mítica se inscreve como alternativa. “O melhor caminho é elaborar narrativas e projetar mitos que, no sentido moderno do termo, é um meio de expressar o indizível. O mito não inventa o fato, dá-lhe uma forma que possamos compreendê-lo”, explica.

Confira a entrevista.

IHU On-Line – Em que medida a Modernidade inebria o entendimento pleno do conceito de Ressurreição?
Leonardo Boff – Não vejo que a Modernidade tenha interesse no tema da Ressurreição, não nos autores que conheço. Preocupam-se sim pelo tema da morte. Por outro lado, se tivermos um conceito mais aprofundado do ser humano, aí sim aponta o tema da Ressurreição. Se concedermos que o ser humano é um projeto infinito e devorado por um desejo que não conhece limites, como Aristóteles e Freud reconheceram, aí se coloca a questão: qual é o objeto adequado ao seu impulso infinito e ao obscuro objeto de seu desejo infinito?

Só um infinito sacia nossa sede de infinito, só uma vida que seja eterna faz descansar o desejo. É a famosa experiência agostiniana do “cor inquietum” que somente repousa quando encontra Deus. O sentido da vida é mais vida, é a plenitude da vida. É aquilo que nós cristãos chamamos de Ressurreição.

IHU On-Line – No que consiste o “ressuscitar” segundo a Teologia e a Antropologia?
Leonardo Boff – Ressurreição não pode ser identificada com a reanimação de um cadáver como o de Lázaro que, por fim, acabou morrendo. Ressurreição é a irrupção do “novissimus Adam” de São Paulo (1Cor 15,45). Vale dizer, é a completa realização de todas as virtualidades incontáveis presentes no ser humano. Se ele é um projeto infinito, a Ressurreição representa o momento  em que estas virtualidades chegam a sua plena floração.

IHU On-Line – Quais o limites de se buscar a Ressurreição como um dado histórico? E de que forma a leitura mítica pode ampliar o entendimento acerca da Ressurreição?
Leonardo Boff – Ninguém viu a ressurreição de Jesus. Temos apenas testemunhos de pessoas às quais deixou-se ver. E há apenas sinais como o sepulcro vazio e suas vestes. Portanto, não é um fato histórico passível de ser detectado por uma máquina fotográfica ou pela televisão. É um fato que aconteceu em Jesus, acessível pela fé dos testemunhos.

Esse evento não pertence ao mundo do bios, da vida biológica que sempre termina na morte. Por isso os textos judiciosamente falam em Zoé, que significa uma vida eterna. Também não dizem: nós vimos o Senhor, mas Ele deixou-se ver (óphte em grego, que é o medial de oráo ver). A iniciativa parte de Jesus e não dos apóstolos, aos quais permite vê-lo. Poderíamos dizer que a Ressurreição é a concretização da utopia pregada por Jesus, o Reino de Deus que implica a superação da morte e do morrer. Não sem razão que Orígenes , um dos mais geniais teólogos cristãos do norte do Egito no século III, denomina a ressurreição como a autobasileia tou Chritou. Traduzindo: a autorrealização do Reino em Cristo.

Quando as realidades são grandes demais, faltam-nos conceitos e palavras. O melhor caminho é elaborar narrativas e projetar mitos que no sentido moderno do termo (em C.G. Jung e nos antropólogos) é um meio de expressar o indizível. O mito não inventa o fato, dá-lhe uma forma que possamos compreendê-lo. Nessa linha dever-se-ia pensar a ressurreição de Jesus. Antropologicamente ela é fecunda, pois vem ao encontro daquilo que de utópico e infinito discernimos no ser humano.

IHU On-Line – Muitos estudiosos defendem que a Ressurreição do Cristo é a vitória da vida sobre a morte. Como podemos compreender tal perspectiva?
Leonardo Boff – A vida é chamada para a vida e não para a morte, mesmo quando sabemos que vamos morrer um dia. Esse é o anseio fundamental do ser humano, não apenas viver muito, mas, como notava Nietzsche , viver eternamente. Nesse sentido, a Ressurreição representa um tipo de vida tão plena que nela não penetra a morte.

Mas para isso ela precisa se transfigurar, vale dizer, realizar totalmente o ser humano em suas infindáveis possibilidades. Não vivemos para morrer, como diriam os existencialistas. Morremos para ressuscitar. Dom Pedro Casaldáliga o formulou bem: a alternativa crista é: ou vida ou ressurreição.

IHU On-Line – É possível afirmar que o Deus vivo no Cristo só se revela plenamente na Ressurreição? Por quê?
Leonardo Boff – Enquanto estava entre nós, Jesus participava de todo tipo de limitações e até achaques da existência humana. É o que está implícito da encarnação. O autor da Epístola aos Hebreus é bem concreto: “entre súplicas, clamores e lágrimas se dirigiu àquele que o podia salvar da morte… e aprendeu a obedecer por meio dos sofrimentos que teve” (Hbr 5,7-8). Mais adiante diz que ele “é o general da fé” (12,2). A Ressurreição é a ultrapassagem desta situação carnal e passa à situação “espiritual” (do Espírito de vida). Aqui Deus se revela como o Deus que faz de um morto vivo e de um vivo o “novíssimo Adão”. Dá-se a plena revelação do Deus vivo que quer a vida e que no livro da Sabedoria se revela como “o apaixonado amante da vida” (Sb 11,24).

IHU On-Line – No que consiste a ideia de “ressurreição da carne” e de que forma se articula com a perspectiva do túmulo vazio, tão detalhadamente descrito na narrativa de Marcos ?
Leonardo Boff – “Carne”, biblicamente, significa a situação humana frágil, doentia, mortal. Essa situação pela Ressurreição foi totalmente transmutada. Paulo o diz claramente: “semeia-se um corpo vital e ressuscita-se um corpo espiritual” (1 Cor 15,44.). Eu sustento a tese, aceita por muitos, de que as aparições no final do evangelho de Marcos seriam um acréscimo posterior, um pequeno resumo das aparições. O Marcos original não teria nada disso. Termina Jesus dizendo “aos discípulos e a Pedro que Ele (Jesus) os precederá na Galileia. Lá me vereis como vos disse” (Mc 16,7).

Com isso quero dizer: Jesus não se manifestou ainda de forma plena. Todos nós estamos a caminho da Galileia (o termo da história) para então vê-lo face a face. Assim me parece se entende melhor a história humana que apesar da Ressurreição de Cristo na verdade nada mudou, pois campeia a morte e a violência no mundo. Na esperança caminhamos para a Galileia da ressurreição. O próprio Jesus está em processo de ressurreição, pois seus irmãos e irmãs, que somos nós, ainda não ressuscitaram nem o universo que lhe pertence alcançou a sua plenitude. Ele está ainda em fase de cosmogênese. Quando tudo se completar, então, Jesus e sua comunidade terão finalmente ressuscitado . Aqui cabem as palavras de Ernst Bloch : “o gênesis está no fim e não no começo”.

IHU On-Line – O senhor diz que a Ressurreição representa “uma revolução na evolução”. Gostaria que detalhasse essa perspectiva.
Leonardo Boff – A moderna cosmologia unanimemente afirma que o estado do universo não é a estabilidade, mas a mobilidade. Tudo está se expandindo, se complexificando e se autocriando. A evolução permite que as virtualidades latentes dentro do universo conheçam emergências, possam irromper sob as formas mais diferentes. Neste sentido, o universo não está ainda pronto. Ao invés de falar em cosmologia, deveríamos falar em cosmogênese, a lenta e progressiva gênese de todas as coisas.

Quando digo, seguindo Jürgen Moltmann , que Ressurreição é uma revolução na evolução, quero dizer que Ressurreição é uma pequena antecipação do fim bom da criação, como se o termo da evolução se antecipasse e nos mostrasse em pequeno o que nos está preparado. Isso é uma revolução dentro da evolução que ainda continua e segue seu curso.

IHU On-Line – De que forma o panenteísmo pode contribuir para o entendimento da Ressurreição no nosso tempo?
Leonardo Boff – A expressão panenteísmo foi criada no século XIX por um teólogo protestante de nome Krause . Ela não tem nada a ver com panteismo.Ele quer dizer aquilo que a teologia antiga e clássica ensinava e ainda ensina com a expressão “pericórese” (a intro e retro relação de tudo com tudo) ou “circumincesio”. Primeiramente era aplicada na relação da criação com o Criador: ambos estão de tal maneira imbricados que um não pode ser entendido sem o outro. Depois, aplicou-se à cristologia e à doutrina trinitária. As três divinas Pessoas estão tão intimamente relacionadas que uma sempre implica a outra e assim eternamente.

Panenteísmo significa, então, que Deus está em tudo e tudo está em Deus, resguardadas as diferenças entre criatura e Criador. Não se trata de panteísmo segundo o qual tudo é indistintamente Deus. O próprio Voltaire mostrou o absurdo filosófico que tal afirmação comporta. O panenteísmo guarda as diferenças, mas revela como ambos estão presentes um no outro e que não podem ser pensados separadamente. Esta compreensão pode gerar uma mística como aquela de Pierre Teilhard de Chardin ou de São Francisco de Assis , que conseguiam ver Deus em todas e em qualquer realidade.

O Cristo cósmico das epístolas de São Paulo e da introdução do evangelho de São João dão-nos a perspectiva do “pleroma”, vale dizer, da universalidade da presença do Ressuscitado em todas as coisas. Célebre é o dito 33 do evangelho apócrifo de São Tomé que grandes nomes da exegese como Joaquim Jeremias e outros lhe conferem grande autoridade, pois parece ter saído da boca do Ressuscitado: “Eu sou a Luz do mundo. Tudo saiu de mim e tudo volta a mim. Rache a lenha e estou dentro dela, levante a pedra e estou debaixo dela. Porque estarei convosco todos os dias até o final dos tempos”. Levantar uma pedra é oneroso e rachar lenha é penoso. Mesmo esses afazeres comuns contêm a presença do Ressuscitado.

IHU On-Line – Como a volta à experiência da Ressurreição do Cristo pode inspirar a humanidade do nosso tempo a superar seus dilemas?
Leonardo Boff – Talvez este pequeno conto da área da ecologia pode responder a esta pergunta e que se encontra no meu livro Ecologia: grito da Terra – grito dos pobres (p. 307): “Certa feita um velho e santo monge foi visitado em sonho pelo Ressuscitado. Este, o Ressuscitado, o convidou para passearem pelo jardim. O monge acedeu com entusiasmo e cheio de curiosidade. Depois de andarem longo tempo, para frente e para trás pelo caminho do jardim como fazem os monges depois do almoço, ainda hoje, o santo e velho religioso ousou perguntar: ‘Senhor, quando andavas pelos caminhos da Palestina, dissestes, certa feita, que voltarias um dia com toda a pompa e glória. Está demorando tanto esta sua volta!’ Depois de momentos de silêncio que pareciam uma eternidade, o Ressuscitado respondeu: ‘meu irmãozinho querido: quando minha presença no universo e na natureza for evidente; quando minha presença sob a tua pele e no teu coração for tão real quanto a minha presença aqui e agora; quando esta consciência se tornar corpo e sangue em ti a ponto de não mais pensares nisso; quando estiveres tão imbuído desta verdade que não mais precisas perguntar com curiosidade, então, meu querido irmão, eu terei retornado com toda a minha pompa e glória”. E mais não se precisa dizer: o Ressuscitado está entre nós apenas nas fímbrias do mistério; quem crer e for sensível perceberá sua presença.■

Fonte: Edição 518 | 27 Março 2018-IHU

Leia mais

“Morrer é penetrar no coração do universo onde todas as teias de relação encontram o seu nó de origem e de sustentação”. Entrevista especial com Leonardo Boff, publicada nas Notícias do Dia de 2-11-2016, no sítio do Instituto Humanitas Unisinos – IHU, disponível em http://bit.ly/2GKwdq1.
Humano assim como Jesus só Deus mesmo. Artigo de Leonardo Boff, publicado nas Notícias do Dia de 20-12-2017, no sítio do Instituto Humanitas Unisinos – IHU, disponível em http://bit.ly/2GPRRta.
Francisco de Assis. O protótipo ocidental da razão cordial e emocional. Entrevista especial com Leonardo Boff, publicada nas Notícias do Dia de 2-10-2015, no sítio do Instituto Humanitas Unisinos – IHU, disponível em http://bit.ly/2prAFle.
Ecologia integral. A grande novidade da Laudato Si’. “Nem a ONU produziu um texto desta natureza”. Entrevista especial com Leonardo Boff, publicada nas Notícias do Dia de 18-7-2015, no sítio do Instituto Humanitas Unisinos – IHU, disponível em http://bit.ly/2GJ8c2x.
Os intelectuais que têm algum sentido ético precisam falar sobre a Terra ameaçada. Entrevista especial com Leonardo Boff, publicada nas Notícias do Dia de 16-10-2012, no sítio do Instituto Humanitas Unisinos – IHU, disponível em http://bit.ly/2eZz17B.
“Quem vai derrotar o capital será a Terra”. Entrevista com Leonardo Boff, publicada nas Notícias do Dia de 3-8-2016, no sítio do Instituto Humanitas Unisinos – IHU, disponível em http://bit.ly/2G8LIdu.

 

Princípios teológicos para um equilíbrio dos gêneros

 

A despeito das contradições internas das fontes judaico-cristãs, acerca do homem e da mulher, bem conhecidas, queremos recolher alguns princípios positivos que reforçam a luta histórica dos homens e das mulheres rumo a umequilíbrio dos gêneros.

a) Igualdade originária entre homem e mulher

Esse princípio é claríssimo na primeira página da Bíblia, no livro do Gênesis: “Deus criou o ser humano a sua imagem, macho e fêmea Ele os criou”(1,27). No segundo Testamento, centrado na figura do Cristo se diz: “ não há homem nem mulher, todos são um em Cristo Jesus”(Gal 3,28).

b) Diferença e reciprocidadeentre homem e mulher

Dentro da igualdade de origem, se instaura a diferença, entendida como abertura um ao outro, vale dizer, comoreciprocidade. O relato mais arcaico do Gênesis (2,18-23), de tendência geral fortemente masculinizante, acentua essa reciprocidade. Eva, embora tirada da costela (lado) de Adão, é apresentada não como a mulher com quem este vai ter filhos, nem como serva da casa, mas com seu vis-à-vis e interlocutora. O modismo hebraico para expressar essa mutualidade vem expresso pelas palavras de Adão: “eis alguém que é osso de meus ossos e carne de minha carne”(Gn 2,24). O próprio Paulo, podia expressar assim a reciprocidade: “o marido cumpra o dever conjugal para com a mulher e, igualmente, a mulher em relação para com o marido”(1Cor 7,4).

c) Homem e mulher, caminhos para Deus

Se homem e mulher são imagem e semelhança de Deus significa que Deus é encontrado neles. Aprofundando o conhecimento do humano, masculino e feminino, surpreendemos Deus cuja natureza apresenta asqualidades positivas dos princípios masculino e feminino.

Em termos rigorosos da teologia, quando dizemos Deus-Pai não dizemos uma coisa diferente do que quando dizemos Deus-Mãe. Por pai e mãe, pretendemos, teologicamente, expressar que a vida e a inteira criação têm sua origem em Deus e que se encontra sempre sob o cuidado e providência amorosa de Deus. Isso pode ser perfeitamente expresso pela categoria pai ou mãe. Portanto, temos sempre um caminho aberto para Deus, pela via do masculino e pela via do feminino. Diminuindo o valor da mulher temos uma imagem distorcida de Deus. Ficando exclusivamente com o homem encontramos não um pai amoroso mas um juiz justiceiro. Destruindo o humano perdemos Deus. Perdendo Deus, perdemos o sentido derradeiro de todas as coisas.

d) Homem e mulher, caminho de Deus

A imagem (ser humano) remete aomodelo (Deus). Se Deus mesmo tem dimensões masculinas e femininas, então é sob essa forma que Ele se revelou e auto-comunicou na história. Emerge como uma Energia criadora primordial, como aquele Pai que acompanha e protege ou como a mãe que cuida e consola (Is 66,13), mãe incapaz de esquecer o filho de suas entranhas (Is 49,15; Sl 25,6; 116,5) e que, no termo da história, como a grande e generosa Magna Mater enxugará nossas lágrimas, cansados de tanto chorar pelos absurdos que não entendemos (Ap 21,4). O feminino e masculino são caminhos de Deus para conosco.

Há ainda uma maneira de nomear Deus no cristianismo que é na forma de Trindade de divinas Pessoas: Pai, Filho e Espírito Santo. As Pessoas significam relações de reciprocidade, de comunhão, de mutualidade, de inclusão, numa palavra, de amor. Deus emerge como um jogo de energias originárias e eternas que somente existem na medida em quecoexistem, são uma para a outra, com a outra, pela outra e jamais sem a outra. Nenhuma dela pode ser tomada em si sem as outras. Onde está uma estão simultaneamente as outras. É o que a teologia chama de pericórese, vale dizer, a inter-retro-relação e interpenetração das Pessoas divinas entre si. Não é mais o monoteísmo dos judeus e muçulmanos pré-trinitário. É o monoteísmo trinitário cristão. Ele funda um outro tipo de unidade divina, não dada previamente, mas sempre se construindo pelo jogo das reciprocidades e de inclusões. Por issodizemos que a essência íntima de Deus não é a solidão do Uno mas a comunhão de três Únicos (o único não se soma) que pela relação recíproca, se uni-ficam, ficam um único Deus-amor-relação.

Num nível existencial quando dizemos Trindade, no fundo queremos dizer: o Deus que está acima de nós chamamos de Pai, o Deus que está ao nosso lado chamamos de Filho e o Deus que está dentro de nós chamamos de Espírito Santo. Não são três deuses (porque cada Pessoa é única e por isso não pode ser somada) mas é um e o mesmo Deus que, no nível existencial, assim se revela e assim é experienciado.

Pelo fato de em Deus haver diversidade e unidade, então sua imagem no mundo, o homem e a mulher, serãotambém diversos e unos sendo impossível pensar o feminino sem o masculino e o masculino sem o feminino.

e) Homem e mulher em Deus

Por mais que estejam, inarredavelmente, imbricados um no outro e se busquem, insaciavelmente, o homem e a mulher não encontram a resposta de seu vazio abissal nessa relação recíproca. Neles há um infinito que somente o Infinito de Deus os pode preencher. Ambos, pois, são chamados a se auto-transcender, na direção do Infinito que os pode realmente saciar. Ai repousam e se perdem para dentro do infinito Amor e da radical Ternura. É apátria e o lar da completa identidade e da total realização. O feminino encontrará o Feminino fontal e o masculino o Masculino abissal. Dar-se-á o que todos os mitos narram e todos os místicos testemunham: o esponsal definitivo, o festim eterno e a fusão do amado e da amada no Amado e na Amada transformados, na expressão de S.João da Cruz.

Leonardo Boff é teólogo e escritor.Escreveu O rosto materno de Deus, Vozes 2005.