La legittimazione della cultura della violenza nel Brasile attuale

La campagna elettorale di Jair Bolsonaro per la Presidenza della Repubblica è stata caratterizzata da discorsi pieni di odio, esaltazione della violenza fino al punto di venerare come eroe uno dei più perversi torturatori, Brilhante Ustra, ammiratore della figura di Hitler.Bolsonaro minacciava gli oppositori che non avrebbero nessun’altra alternativa se non la prigione o l’esilio. Hasparso odio verso gli omoaffettivi e i neri, le nere e gl’indigeni.I Sem Terra e i Sem Teto sarebbero considerati terroristi e come tali trattati. Gli abitanti dei Quilombos non servirebbero nemmeno per la riproduzione. Furono offese su offese, gruppi di persone e di minoranze politiche. Forse la maggiore disumanità l’ha mostrata quando ha detto alle donne in lacrime che cercavano i corpi e le ossa dei loro cari desaparecidos scomparsi a causa della repressione degli organi di controllo e repressione della dettatura militare: “sono i cani che cercano gli ossi”- Firmato – Bolsonaro.

Diverso è stato il discorso in campagna elettorale. Altro discorso come presidente eletto, all’interno di un certo rito ufficiale. Anche così continua con le distorsioni e con linguaggio grossolano fuori della civiltà democratica. Tutto è culminato con l’uscita di 8500 medici cubani che assistevano le popolazioni più distanti dei centri urbani. Era un pretesto del governo Cubano davanti alle accuse di Bolsonaro a Cuba, perché lui è anti comunista ossessivo.

L’atmosfera avvelenata creata nella campagna elettorale ha finito per portare avanti una cultura della violenza nei suoi seguaci che lo esaltano come un “mito”. Varie persone della LGBT specialmente omoaffettivi, negri e indigeni hanno già subito violenza. Ci sono state anche morti gratuite ai grido di “viva Bolsonaro”.

Che cosa vuol segnalare questo fenomeno di violenza? Bolsonaro attraverso metafore pesanti contro la corruzione o il PT, il comunismo, o il tema della sicurezza pubblica o della famiglia, riassunti nel dilemma fondamentale, “Brasile prima di tutto” (ripreso dal nazismo “Deutschland über alles”) e Dio sopra tutti” è riuscito a eviscerare la dimensione perversa presente nella “cordialità del Brasiliano”.

Questa espressione “cordialità del Brasiliano” creata dallo scrittore Ribeiro Couto e consacrata da Sergio Buarque de Holanda (cf.V. capitolo di Raizes do Brasil 1936) è ben spiegata da lui, e può significare da un lato, bontà cortesia e dall’ altro anche rancore e odio. Ambedue infatti provengono dallo stesso cuore da cui proviene la “cordialità”. Sergio Buarque fa un esempio: l’inimicizia può essere cordiale come l’amicizia, visto che una e l’altra nascono dal cuore” (p.107). Bolsonaro e i suoi più vicini hanno saputo eviscerare questo lato buio della nostra “cordialità”. Abbandona il lato luminoso e lascia che il lato maligno inondi la coscienza di migliaia di persone.

Questo lato nefasto stava nascosto e represso nell’anima del Brasiliano. Sempre c’è stato odio e malvagità davanti agli antichi schiavi neri i cui discendenti sono 55,4% della popolazione attuale, dimostrato brillantemente da Jessé Souza nel suo libro già famoso “(2018). Ma era da parte dei rappresentanti antichi e attuali della Casa Grande. La maggioranza della stampa impresariale e conservatrice e particolarmente i media sociali di internet hanno universalizzato questo significato negativo.

Consiglio al lettore/ce di andare a rileggersi il mio articolo del 5 /11/2018: “A dimensao perversa da cordialidade brasileira”. Lì, con più risorse teoriche, cerco di far capire questo lato oscuro della nostra tradizione culturale.

Qual è il dato specifico dell’attuale ostilità, il lato negativo della nostra Cordialità? È il fatto che questa interfaccia è sempre esistita, ma si sente legittimato dalla più alta carica politica del paese, da Jair Bolsonaro. Lui ha risvegliato il dia-bolico e represso il lato sim-bolico in molti dei nostri popoli che hanno dato la vittoria elettorale.

Non serve che il futuro presidente condanni eventuali atti di violenza, perché perderebbe la faccia caso non li tollerasse. Siamo d’accordo su una cosa: è stato lui a creare le condizioni psicosociali perché questa irrompesse. Lui sta all’origine, storicamente, e deve essere responsabilizzato, per avere risvegliato questo odio e questa violenza, che trova la sua eco nei media sociali, nei Twitters e nei blog e nei facebook.

Nessuna società sta in piedi sopra dimensioni disumane. Per contenere questo impulso negativo che sta in tutti noi, esistono la civiltà e le religioni, i precetti etici, i contratti sociali, le costituzioni, le leggi e l’autocontrollo. Esistono anche altri organi che hanno cura dell’ordine e dei contenimento di forme criminali di cordialità.

Urgentemente abbiamo bisogno di persone-sintesi, capaci di rappacificare i demoni e fare prevalere gli angeli buoni che ci proteggano e ci mostrino il sentiero della convivenza pacifica. Non sarà Bolsonaro la persona indicata. Ma le ombre esistono perché c’è la luce. E’ questa che deve trionfare e fare ricca la nostra convivenza in questo immenso bel paese.

*Leonardo Boff ha scritto: Il risveglio dell’aquila: o dia-bòlico e o sim-bolico na construção da realidade, 26 ed.Vozes, 2015.

Traduzione di Romano Baraglia e Lidia Arato

 

Cómo el patriarcado desmanteló el matriarcado

Cómo el patriarcado desmanteló el matriarcado

                        Escrito por Leonardo Boff

       Es difícil rastrear los pasos que hicieron posible la liquidación del matriarcado y el triunfo del patriarcado, hace 10-12 mil años. Pero han quedado rastros de esa lucha de género. La forma como fue releído el pecado de Adán y Eva nos revela el trabajo de desmontaje del matriarcado por parte del patriarcado. Esa relectura fue presentada por dos conocidas teólogas feministas, Riane Eisler (Sex Myth and Politics of the Body: New Paths to Power and Love, Harper San Francisco 1955) y Françoise Gange (Les dieux menteurs, Paris, Indigo-Côté Femmes éditions,1997).

adan-y-eva-706x514.jpgSegún estas dos autoras se realizó una especie de proceso de culpabilización de las mujeres en el esfuerzo de consolidar el dominio patriarcal.

Los ritos y símbolos sagrados del matriarcado fueron diabolizados y retroproyectados a los orígenes en forma de un relato primordial, con la intención de borrar totalmente los rasgos del relato femenino anterior.

El relato actual del pecado de los orígenes, supuestamente ocurrido en el paraíso terrenal, pone en jaque cuatro símbolos fundamentales de la religión de las grandes diosas-madres.

El primer símbolo en ser atacado fue la propia mujer (Gn 3,16), que en la cultura matriarcal representaba el sexo sagrado, generador de vida. Como tal ella simbolizaba la Gran-Madre, al Suprema Divinidad.

En segundo lugar, se deconstruye el símbolo de la serpiente, considerado el atributo principal de la Diosa-Madre. Ella representaba la sabiduría divina que se renovaba siempre como la piel de la serpiente.

En tercer lugar, se desfiguró el árbol de la vida, considerado siempre como uno de los símbolos principales de la vida. Uniendo el cielo con la tierra, el árbol renueva continuamente la vida, como mejor fruto de la divinidad y del universo. Génesis 3,6 dice explícitamente que “el árbol era bueno para comer, una alegría para los ojos y deseable para obrar con sabiduría”.

En cuarto lugar, se destruye la relación hombre-mujer que originariamente constituía el corazón de la experiencia de lo sagrado. La sexualidad era sagrada pues posibilitaba el acceso al éxtasis y al saber místico.

Entonces, ¿qué hizo el actual relato del pecado de los orígenes? Invirtió totalmente el sentido profundo y verdadero de esos símbolos. Los desacralizó, los diabolizó y los transformó de bendición en maldición.

La mujer será eternamente maldita, convertida en un ser inferior. El texto bíblico dice explícitamente que “el varón la dominará” (Gn 3,16). El poder de la mujer de dar la vida fue transformado en una maldición: “multiplicaré el sufrimiento de la gravidez” (Gn 3,16). Como se puede ver, la inversión fue total, y muy perversa.

La serpiente se vuelve maldita (Gn 3,14) y símbolo del demonio tentador. El símbolo principal de la mujer fue transformado en su enemigo visceral: “pondré enemistad entre ti y la mujer… tú le herirás el talón” (Gn 3,15).

El árbol de la vida y de la sabiduría llega bajo el signo de lo prohibido (Gn 3,3). Antes, en la cultura matriarcal, comer del árbol de la vida era llenarse de sabiduría. Ahora comer de él significa un peligro mortal (Gn 3,3), anunciado por Dios mismo. El cristianismo posterior sustituirá el árbol de la vida por el leño muerto de la cruz, símbolo del sufrimiento redentor de Cristo.

El amor sagrado entre el hombre y la mujer es distorsionado: “darás a luz a tus hijos con dolor, la pasión te arrastrará hacia tu marido y él te dominará” (Gn 3,16). Desde entonces se volvió imposible una lectura positiva de la sexualidad, del cuerpo y de la feminidad.

Se realizó así una deconstrucción total del relato anterior, femenino y sacral. Se presentó otro relato de los orígenes que va a determinar todas las significaciones posteriores. Todos somos, bien o mal, rehenes del relato adánico, antifeminista y culpabilizador.

El trabajo de las teólogas pretende ser liberador: mostrar el carácter construido que tiene el actual relato dominante, centrado sobre la dominación, el pecado y la muerte, y proponer una alternativa más originaria y positiva en la cual aparece una relación nueva con la vida, con el poder, con lo sagrado y con la sexualidad.

Su interpretación no busca restablecer una situación pasada, sino, al rescatar el matriarcado, cuya existencia está científicamente demostrada, y encontrar un punto de mayor equilibrio entre los valores masculinos y femeninos para el tiempo presente.

Estamos asistiendo a un cambio de paradigma en las relaciones masculino/femenino. Este cambio debe ser consolidado con un pensamiento profundo e integrador que posibilite una felicidad personal y colectiva mayor que la débilmente alcanzada bajo el régimen patriarcal. Pero esto sólo se consigue deconstruyendo relatos que destruyen la armonía masculino/femenino, y construyendo nuevos símbolos que inspiren prácticas civilizatorias y humanizadoras para los dos sexos. Es lo que las feministas, antropólogas, filósofas, teólogas, y otras, están haciendo con expresiva creatividad. Y hay teólogos que se suman a ellas.

Fuente: Koinonia-Panamá.

Legitimación de la cultura de la violencia a raiz de los discursos de Bolsonaro

La campaña electoral de Jair Bolsonaro a la presidencia de la República se caracterizó por la predicación de mucho odio y la exaltación de la violencia hasta el punto de tener como héroe a uno de los más perversos torturadores, Brilhante Ustra, y de admirar la figura de Hitler. Profirió amenazas a los opositores, que no tendrían otra alternativa que la prisión o el exilio. Predicó la discriminación de los homoafetivos, delos los negros y negras y a de los indígenas. El Movimiento de los Sin Tierra y de los Sin Techo serían considerados terroristas y como tales tratados. Los quilombolas no servirían ni para la reproducción. Fueron ofensas tras ofensas a varios grupos de personas y minorías políticas. Tal vez mostró la mayor inhumanidad cuando dijo a las madres llorosas que buscaban cuerpos y huesos de sus seres queridos desaparecidos por la represión por parte de los órganos de control y represión de la dictadura militar: “quien busca huesos son los perros”, dijo Bolsonaro.

Este fue el discurso de la campaña. Otro está siendo el discurso como presidente electo, dentro de un cierto rito oficial. Aun así continúa con las tergiversaciones y con un lenguaje tosco fuera de la civilidad democrática. Todo culminó con la salida de 8.500 médicos cubanos que atendían a las poblaciones más remotas de nuestro país. Fue una protesta del gobierno cubano ante las acusaciones de Bolsonaro a Cuba, pues es un obsesivo anticomunista.

La atmósfera tóxica creada por la campaña electoral acabó por gestar una cultura de violencia en sus seguidores, que lo exaltaban como “mito”. Varios LGTB especialmente los homoafectivos, negros e indígenas han sufrido ya violencia. Ha habido hasta muertes gratuitas a los gritos de “Viva Bolsonaro”.

¿Qué es lo que indica este fenómeno de violencia? Bolsonaro mediante metáforas poderosas como por ejemplo contra la corrupción, el anti-Petismo, el comunismo, el tema de la seguridad pública y el de la familia y el lema fundamental “Brasil por encima de todo” (tomado del nazismo “Deutschland über alles”) y “Dios por encima de todos”, consiguió desentrañar la dimensión perversa presente en la “cordialidad del brasilero”.

Esta expresión “cordialidad del brasilero” creada por el escritor Ribeiro Couto y consagrada por Sérgio Buarque de Holanda (cf. Cap V de Raíces de Brasil, de 1936) está bien explicada por él y puede significar, por un lado, bondad y trato amable, pero también rencor y odio, por el otro. Ambas dimensiones provienen del mismo corazón de donde se deriva “cordialidad”. Sérgio Buarque precisa: “la enemistad puede ser tan cordial como la amistad, ya que una y otra nacen del corazón” (p.107).

Bolsonaro y sus más cercanos seguidores hábilmente supieron sacar a la luz este otro lado sombrío de nuestra cordialidad. Reprimió el lado luminoso y dejó que el lado maligno inundara la conciencia de miles de personas.

Este lado nefasto estaba escondido y reprimido en el alma del brasilero. Siempre hubo odio y maldad frente a los antiguos esclavos negros cuyos descendientes son el 55,4% de nuestra población actual. Esto lo mostró brillantemente Jessé Souza en su ya famoso libro “La elite del atraso: de la esclavitud al Lava-Jato” (2018). Pero era por parte de los representantes antiguos y actuales de la Casa Grande.

La mayoría de la prensa empresarial y conservadora y particularmente los medios sociales de Internet universalizaron esa comprensión negativa.

Aconsejo al lector/a que vuelva a leer mi artículo del 5/11/18: “La dimensión perversa de la ‘cordialidad’ brasilera”. En él, con más recursos teóricos, trato de hacer inteligible este lado sombrío de nuestra tradición cultural.

¿Cuál es el dato específico de la actual hostilidad, el lado negativo de nuestra cordialidad? Es el hecho de que este lado negativo, que existía desde siempre, se siente ahora legitimado por la más alta instancia política del país, por Jair Bolsonaro. Él despertó ese lado dia-bólico y reprimió el lado sim-bólico muchas personas de nuestro pueblo que le dieron la victoria electoral.

No nos sirve de nada que el futuro presidente condene los eventuales actos de violencia, pues se desacreditaría totalmente si los tolerase. Pero convengamos: él fue quien creó las condiciones psicosociales para que la violencia irrumpiera. Él está en el origen e, históricamente, debe ser responsabilizado por haber despertado ese odio y esa violencia. Ella continúa en las redes sociales, en los twitters, blogs y facebooks.

Ninguna sociedad se sostiene sobre esa dimensión inhumana de nuestra humanidad. Para contener ese impulso negativo que está en todos nosotros, existen la civilización, las religiones, los preceptos éticos, los contratos sociales, la constitución, las leyes y el autocontrol. Existen también los órganos que velan por el orden y la contención de las formas criminales de la cordialidad.

Necesitamos urgentemente personas-síntesis, capaces de apaciguar los demonios y hacer que prevalezcan los ángeles buenos que nos protejan y nos indiquen los caminos de la convivencia pacífica. No será Bolsonaro la persona indicada. Pero las sombras existen porque hay luz. Y ésta es la que debe triunfar y hacer dichosa nuestra convivencia en este hermoso e inmenso país.

*Leonardo Boff ha escrito El despertar del águila: lo dia-bólico y lo sim-bólico en la construcción de la realidad, 26 ed.brasilera de 2015, Trotta.Madrid 2005.

Traducción de Mª José Gavito Milano

The great front of socio-ethical values

We are living through dramatic socio-political times. Never in our history has there been such wide spread hate and rage, especially in the social mass media. A terrifying figure that embodies the dark dimension and everything that has been repressed in our history has been elected President. He has infected great part of his electors. This figure has managed to bring to light the dia-bolical (that which separates and divides) that always accompanies the sym-bolical (that which unifies and congregates), in such a devastating way that the diabolical has inundated the consciousness of many and weakened the symbolical to the point of dividing families, tearing friends apart and liberating violence, both verbal and physical.

This is directed particularly against the political minorities, who in fact are the numeric majorities, such as the Black population, plus the Indigenous, the quilombolas and those of different sexual orientation.

We need a leader or a few leaders with enough charisma to pacify, or to bring about peace and social harmony: a person of synthesis. The President-elect will not be that person, because he lacks those characteristics. To the contrary, he reinforces the dark dimension, which is present in all of us, but which we control through civility, ethics, morality and religion, through the dimension of light. Anthropologists teach us that we are all simultaneously sapiens and demens, or in Freud’s language, we are marked by the principle of life (eros) and the principle of death (thanatos).

The challenge of each person and of any society is to see that these two energies, that cannot be denied, are balanced, giving hegemony to the sapiens and the principle of life. Otherwise, we would wind up devouring each other.

At present this point of balance has been lost in our country. If we want to coexist and to build a society that is minimally human, we must strengthen the positive forces that are opposing the negative ones. Is urgent that we release the light, tolerance, solidarity, caring and love for truth that are rooted in our human essence. But how to do it?

The wise men and women of humanity, without forgetting the wisdom of the original peoples, bear witness that there is one and only one path. This path was well expressed by the poverello from Assisi, when he sang: where there is hate, may I bring love; where there is discord, may I bring union; where there is darkness, may I bring light and where there is error, may I bring truth.

Truth has been particularly withheld by the former captain who speaks in threats and hate, contrary to the spirit of Jesus, transforming truth into horrible falsehoods and insults. It is good to quote the verse of the great Spanish poet, Antonio Machado: “Your truth, no, the Truth. And come with me, let’s find it together. Your truth, keep it to yourself”. The genuine truth must unite rather than divide us, because no one owns the truth. We all participate in the truth, one way or another, without a spirit of ownership.

To defend democracy and social rights, in addition to a broad political front, we need another broad front, formed of all the political, ideological and spiritual tendencies with the values needed to take us out of the present crisis

This is important: we must employ the tools they will never be able to use, such as love, solidarity, fraternity and sisterhood, the right of everyone to be happy and for truth to be transparent, the right to a little corner of Land of the Common Home that God has destined for all, to a decent home, to practice compassion towards those who suffer, with respect and understanding, renouncing any spirit of revenge. It is worth mentioning Pope Francis’ three “t’s”: Tierra, (land), Techo, (home) and Trabajo (work), as fundamental rights.

Through these values, that are also Gospel values, we must attract the faithful of the Pentecostal Churches against the Pastors who are true wolves. On becoming aware of these values, that humanize them and bring them together to the true God who is above and within all, and whose true name is Love and Mercy, instead of threats of hell, the faithful will liberate themselves from servility to a discourse that reaches more into their pockets, than into the good of their souls.

Hate is not defeated by more hate, nor violence by even more violence. Only the hands that intertwine with other hands, shoulders that are offered to the weak, and unconditional love, will let us create, in the words of the unjustly hated Paulo Freire, a less evil society where it is not so hard to love.

This is the secret that would make Brazil a great nation of the tropics that, in the uncontrollable process of globalization, could help put forth a human face; jovial, happy, hospitable, tolerant, tender and fraternal..

Leonardo Boff Eco-Theologian-Philosopher Earthcharter Commission

Free translation from the Spanish sent by
Melina Alfaro, alfaro_melina@yahoo.com.ar.
Done at REFUGIO DEL RIO GRANDE, Texas, EE.UU.