L’Amazzonia non è solo del Brasile: è un Bene Comune della Terra e dell’Umanità

Leonardo Boff

Stiamo tutti piangendo per il probabile omicidio del famoso indigenista Bruno Pereira e del giornalista inglese Dom Phillips. Reati simili si verificano frequentemente in Amazzonia, soprattutto contro i leader indigeni, a causa del totale disprezzo con cui il presidente [Bolsonaro] tratta la questione ambientale. Nega stupidamente i dati scientifici più seri e minaccia le riserve indigene, consegnandole a compagnie minerarie nazionali e straniere e alle attività minerarie illegali.

Lo smantellamento operato dall’ex ministro Ricardo Salles, delle principali organizzazioni per la protezione delle foreste, delle terre indigene e per la sorveglianza dell’avanzata incontrollata dell’agro-business sulle foreste vergini, ha aggravato ulteriormente la situazione.

Lo stesso Papa Francesco al Sinodo Querida Amazônia aveva avvisato “che il futuro dell’umanità e della Terra è legato al futuro dell’Amazzonia; per la prima volta si manifesta con tale chiarezza che sfide, conflitti e opportunità emergenti in un territorio sono l’espressione drammatica del momento che attraversa la sopravvivenza del pianeta Terra e la convivenza di tutta l’umanità”. Nell’enciclica Fratelli tutti (2021) avverte: «siamo sulla stessa barca, o ci salviamo tutti o nessuno si salva»(32).

Sono parole serie, ignorate dalle grandi corporazioni predatorie, perché, se prese sul serio, dovrebbero cambiare il loro modo di produzione, di consumo e di smaltimento, cosa che non sono disposte a fare. Preferiscono il profitto alla salvaguardia della vita umana e terrena.

Consideriamo alcuni dati generali sul bioma amazzonico per molti sconosciuti: esso copre un’area di 8.129.057 Km2 con nove paesi: Brasile (67%) Perù (13%), Bolivia (11%), Colombia (6%), Ecuador (2%), Venezuela (1%), Suriname, Guyana e Guyana francese (0,15). Ci vivono 37.731.569 abitanti, di cui 2,8 milioni sono indigeni di 390 popoli diversi che parlano 240 lingue, dalla ricca matrice di 49 rami linguistici, un fenomeno ineguagliabile nella storia della linguistica mondiale.

Esistono tre fiumi amazzonici: quello visibile, in superficie, quello aereo, i cosiddetti “fiumi galleggianti” (ogni cima d’albero con un’estensione di 15 metri produce tra gli 800 e i 1000 litri di umidità) che portano pioggia al Cerrado, a il sud, fino al nord dell’Argentina; il terzo invisibile è il fiume “rez do chão” (da non confondere con la località turistica Rez do Chão), un fiume sotterraneo che scorre sotto l’attuale Rio delle Amazzoni.

Il Rio delle Amazzoni, secondo le ricerche più recenti, è il fiume più lungo del mondo con 7.100 chilometri, le cui sorgenti si trovano in Perù, tra i monti Mismi (5.669 m) e Kcahuich (5.577 m) a sud della città di Cusco. In assoluto è anche il più voluminoso, con una portata media di 200.000 metri cubi al secondo.

È importante sapere che geologicamente la proto-Amazzonia ha formato per milioni di anni un gigantesco golfo aperto sul Pacifico. Il Sud America era ancora legata all’Africa. 70 milioni di anni fa, le Ande iniziarono a sollevarsi e per migliaia e migliaia di anni bloccarono il flusso delle loro acque verso il Pacifico. L’intera depressione amazzonica divenne un paesaggio acquatico fino a quando non costrinse un’uscita nell’Atlantico, come avviene attualmente. (cf.Soli,H., Amazônia, fundamentos da ecologia da maior região de florestas tropicais, Vozes,Petrópolis 1985, 15-17).

In Amazzonia si propone il più grande patrimonio genetico. Come disse uno dei migliori studiosi Eneas Salati: “In pochi ettari di foresta amazzonica ci sono un numero di specie di piante e insetti maggiore che in tutta la flora e la fauna d’Europa” (Salati, E., Amazônia: desenvolvimento, integração, ecologia, Brasiliense/CNPq, S.Paulo 1983).

Dobbiamo affermare, contro l’arroganza del presidente brasiliano, che l’intero bioma amazzonico non appartiene solo al Brasile e agli altri 8 paesi amazzonici, ma costituisce un Bene Comune della Terra e dell’Umanità. Nella visione degli astronauti questo è evidente: dalla Luna o dalle loro navicelle spaziali, Terra e Umanità formano un’unica entità. Il Brasile appartiene a questo tutto.

Ora, nella fase planetaria, ci troviamo tutti nella stessa e unica Casa Comune. Il tempo delle nazioni sta passando; ora è il tempo della Terra, gestita da un organismo multipolare e organico per occuparsi dei problemi dell’unica Casa Comune e dei suoi abitanti. La pandemia ha mostrato l’urgenza di una governance globale. Dobbiamo organizzarci per garantire i mezzi che sosterranno la nostra vita e quella della natura. Nessuno è padrone della Terra. Lei è il nostro più grande Bene Comune. Ognuno ha il diritto di camminarci sopra, come già affermava Immanuel Kant nel 1795 nel suo libro “Verso una pace perpetua”. Poiché l’Amazzonia fa parte della Terra, nessuno può considerare solo suo ciò che è un Bene di tutti e per tutti.

Il Brasile, al massimo, ha l’amministrazione della parte brasiliana (67%) e lo fa in modo irresponsabile. Se l’Amazzonia fosse completamente abbattuta, l’intero Brasile meridionale fino all’Argentina settentrionale e all’Uruguay si trasformerebbe lentamente in una savana e persino, in alcuni luoghi, in un deserto. Da qui l’importanza vitale di questo bioma multinazionale.

L’irresponsabilità di Bolsonaro è tale che i giuristi mondiali stanno valutando di accusarlo di ecocidio, crimine riconosciuto dall’Onu nel 2006, e di portarlo davanti al tribunale competente. L’abbattimento della foresta sta alterando il regime delle precipitazioni piovose. L’acqua è un bene naturale, vitale, comune e insostituibile. Senza acqua non c’è vita. Bolsonaro si configura in un ecocida con le sue politiche retrograde di sfruttamento minerario ed estrattivismo di ricchezza dalla foresta. Tempi difficili lo attendono e bene se li merita, per i mali che ha commesso contro la vita.

(traduzione dal portoghese in italiano di Gianni Alioti)

A Amazônia não é só do Brasil: é um Bem Comum da Terra e da Humanidade

                                              Leonardo Boff

Todos estamos chorando o provável assassinato do renomado indigenista Bruno Pereira e do jornalista inglês Dom Phillips. Crimes semelhantes estão ocorrendo com frequência na Amazônia, especialmente, contra lideranças indígenas, como decorrência do total descaso com que o presidente trata a questão ambiental. Estupidamente nega os dados científicos mais sérios e ameaça  as reservas indígenas, entregando-as às mineradoras nacionais e estrangeiras e ao garimpo ilegal.

O desmonte feito pelo ex-ministro Ricardo Salles, dos principais organismos de proteção da floresta, das terras indígenas e da vigilância do avanço descontrolado do agronegócio sobre a mata virgem, agravou ainda mais a situação.

O próprio Papa Francisco advertiu no Sínodo Querida Amazôniaque o futuro da humanidade e da Terra está vinculado ao futuro da Amazônia; pela primeira vez, se manifesta com tanta claridade que desafios, conflitos e oportunidades emergentes em um território, são a expressão dramática do momento que atravessa a sobrevivência do planeta Terra e a convivência de toda a humanidade”. Na encíclica Fratelli tutti(2021) adverte:”estamos no mesmo barco, ou nos salvamos todos ou ninguém se salva”(32).

São palavras graves ,desconsideradas pelas grandes corporações depredadoras, porque, se tomadas a sério, deveriam trocar de modo de produção, de consumo e de descarte, coisa que não estão dispostas a fazê-lo. Preferem o lucro do que a salvaguarda da vida humana e terrenal.

Consideremos alguns dados gerais sobre o bioma amazônico por muitos desconhecidos: ele cobre uma extensão de 8.129.057 Km2 com nove países: Brasil (67%) Peru (13%), Bolívia (11%), Colômbia (6%), Equador (2%), Venezuela(1%), Suriname,Guiana e Guiana francesa (0,15). Vivem aí 37.731.569 habitantes, sendo que 2,8 milhões são indígenas de 390 povos distintos falando 240 idiomas, da rica matriz de 49 ramos linguísticos, um fenômeno inigualável na história da linguística mundial.

Existem três rios amazônicos: o visível, da superfície, o aéreo, os chamados “rios volantes”(cada copa de árvore com 15 metros de extensão produz entre 800 a 1000 litros de umidade) que vão levar chuvas para o Cerrado, para o sul, até o norte da Argentina; o terceiro invisível é o rio “rez do chão”(não confundir com o lugar turístico Rez do Chão), um rio subterrâneo que corre debaixo do atual Amazonas.

O rio Amazonas, segundo as  mais recentes pesquisas, é o rio mais longo do mundo com 7.100 quilômetros,  cujas nascentes se encontram no Peru, entre os montes Mismi (5.669 m) e Kcahuich (5.577 m)  ao sul da cidade de Cusco. De longe é também o mais volumoso, com uma vazão média de 200.000 metros cúbitos por segundo.

É importante saber que geologicamente o proto-Amazonas  durante milhões de anos   formava um gigantesco golfo aberto para o Pacífico. A América do Sul estava ainda ligada à África. Há 70 milhões  de anos, os Andes começaram a erguer-se e por milhares e milhares de anos bloquearam a saída das suas águas para o Pacífico. Toda a depressão amazônica ficou  paisagem aquosa até forçar uma saída para o Atlântico como ocorre atualmente. (cf.Soli,H.,Amazônia, fundamentos da ecologia da maior região de florestas tropicais,Vozes,Petrópolis 1985, 15-17).

O maior patrimônio genético se oferece na Amazônia. Como dizia um dos melhores estudiosos Eneas Salati: “Em poucos hectares da floresta amazônica existe um número de espécies  de plantas e de  insetos maior que em toda a flora e fauna da Europa” (Salati, E., Amazônia: desenvolvimento, integração, ecologia, Brasiliense/CNPq, S.Paulo 1983).

Precisamos afirmar, contra a arrogância do presidente, que todo o bioma amazônico não pertence só ao Brasil e aos demais 9 países amazônicos, Constitui um Bem Comum da Terra e da Humanidade.Na visão dos astronautas isso é evidente: da Lua ou de suas naves espaciais, Terra e Humanidade formam uma única entidade.O Brasil pertence a este todo.

Agora, na fase planetária, todos nos encontramos numa mesma e única Casa Comum. O tempo das nações está passando; agora é o tempo da Terra, administrada por um corpo multipolar e orgânico para atender aos problemas da única Casa Comum e de seus habitantes. A pandemia mostrou a urgência de uma governança global.Temos que nos organizar para garantir os meios que sustentarão a nossa vida e a da natureza. Ninguém é dono da Terra. Ela é o nosso maior Bem Comum. Todos têm direito de andar por toda ela, como já em 1795 afirmava Immanuel Kant em seu livro “Para uma Paz Perpétua”. Como a Amazônia é parte da Terra, ninguém pode  considerar só seu o que é um Bem de todos e para todos.

O Brasil, no máximo, possui a administração da parte brasileira (67%) e o faz de forma irresponsável. Caso a Amazônia fosse totalmente abatida, todo o sul do Brasil até o norte da Argentina e do Uruguai se transformariam lentamente numa savana e até, em alguns lugares, num deserto. Daí a vital importância desse bioma multinacional.

A irresponsabilidade de Bolsonaro é de tal monta que juristas mundiais cogitam acusá-lo de ecocídio, crime reconhecido pela ONU em 2006 e levá-lo ao tribuna adequado. Derrubar a floresta  é desregular o regime das chuvas. A água é um bem natural, vital, comum e insubstituível. Sem água não há vida. Bolsonaro se faz um ecocida com suas  políticas retrógradas de mineração e de extrativismo de riquezas da floresta. Tempos difíceis o esperam e bem os merece, pelos males que praticou contra vida.

Leonardo Boff escreveu Homem: Satã ou anjo Bom, Record, Rio 2008.

   POR LA VIDA Y POR LA DEMOCRACIA

Este texto, Por la Vida y por la Democracia, nació como expresión de amor a la patria, al pueblo brasilero, especialmente a los millones de empobrecidos y marginados y a las familias que lloran las más de 660 mil víctimas del Coronavirus, la mayoría de ellas, evitables.


Nació también como protesta contra los verdaderos crímenes cometidos por el presidente actual contra el pueblo, los pobres, los pueblos indígenas, negros, mujeres y jóvenes, contra la naturaleza y la propia humanidad.


El gran desafío consiste en reconstruir lo que ha sido literalmente destruido y en crear una sociedad de civismo, de dignidad y de hermandad entre todas las personas.
Este es el sentido de este llamamiento Por la Vida y por la Democracia.

Para los que quieran subsribir el texto enviar al e-mail:<bolrede@terra.com.br>

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Vivimos tiempos dramáticos, como mundo y  como país, tiempos que nos obligan a tomar una opción. Por imperativo humano, ético y también espiritual afirmamos:

Estamos a favor de la vida, en toda  su diversidad,
especialmente de la vida humana a partir de aquellos que menos vida tienen, condenados a morir antes de tiempo.

Estamos en contra de la muerte producida por la  violencia practicada secularmente contra pobres, negros, indígenas, mujeres y LGBTIQ+, y hoy agravada, pues se infunde desde arriba y se naturaliza. Nos levantamos contra la muerte de más de 660 mil personas, víctimas de la Covid-19 que, en gran parte podría haberse evitado, si no fuera por la irresponsabilidad del gobierno.

Estamos a favor del acto de amar, que mueve el cielo, las estrellas y nuestros corazones.

Estamos en contra de armar a la población, que hace que se dispare el número de muertes violentas en la calle, en el tránsito y en las casas.

Estamos en contra del odio, la difamación, los malos hábitos y la violencia simbólica, difundidos por las redes sociales, la radios, las cadenas de televisión y la prensa escrita.

Estamos a favor de la verdad y en contra de  toda  mentira, fake news y ocultamiento de la realidad, como políticas de estado.

Estamos a favor del cuidado y de la preservación de nuestras  riqueza naturales, nuestras selvas y biomas, Amazonia, Mata Atlántica, Cerrado, Caatinga y Pantanal, cada vez más agredidos y devastados; de nuestras aguas y  suelos contaminados por el exceso de abonos químicos y de agrotóxicos.

Estamos en contra de la devastación sistemática de nuestros ecosistemas, por la actividad minera, los garimpos ilegales en tierras indígenas, las madereras, el avance de los pastos y del ganado, el algodón y otros monocultivos del agronegocio dirigidos a la exportación en detrimento de la producción de alimentos para la población. Con la subida disparada de los precios, el hambre ha vuelto a las mesas de las familias.

Estamos a favor de defender nuestro rico patrimonio cultural, incentivando una educaciónde buena calidad para todos, la  ciencia y latecnología, para estar a la altura de la complejidad y de las demandas de nuestra sociedad.

Por esta razón, estamos contra y condenamosvehementemente el desmonte, conducido oficialmente, de nuestro sistema educativo, de nuestras instituciones científico-técnicas, de las universidades públicas, así como el desprecio de nuestras tradiciones populares, afro e indígenas.

Estamos en contra de la privatización de los bienes que pertenecen a todo el pueblo, como el agua, las tierras públicas, las áreas de protección ambiental, la energía, Eletrobrás, Petrobrás.

Estamos en contra de un jefe de estado que no practica las virtudes que deberían ser abrazadas por los ciudadanos y ciudadanas, que es maleducado, usa palabrotas, exalta la violencia e incluso la tortura y está permanentemente
en conflicto con las instituciones que rigen un estado democrático de derecho.

Estamos en contra de las amenazas constantes de ruptura institucional por parte del jefe de estado, desconociendo la constitución e incumpliendo la leyes.

Estamos a favor de la democracia como valor universal a ser vivido en todas las instancias y como forma de organización social que busca representar los intereses generales de la población y no los intereses de los poderosos, con privilegios encubiertos por el presupuesto secreto. El destino del dinero público (el gasto público) debe ser transparente, seguido por los ciudadanos, auditado por el Tribunal de Cuentas y controlado por el parlamento y por una prensa libre.

Estamos a favor de la plena libertad democrática en la manifestación de opiniones, el derecho a frecuentar todos los espacios públicos y de tener acceso a los bienes comunes.

Cultivamos la esperanza de que la verdad triunfe sobre la falsedad y de que la convivencia pacífica entre todos y todas corresponda al anhelo más profundo de nuestro ser.

Estimamos que la democracia es una de las mejores formas de participación de las personas en la construcción del bien común y de relaciones que propicien una vida más humana y espiritual, y hagan más fácil el amor, la solidaridad y el cuidado recíproco de unos a otros y a la Madre Tierra.

Estamos, finalmente, seguros de que la Vida seguirá abriendo una senda de esperanza en el caminar de nuestra atribulada sociedad.

                                                    Petrópolis, 30 de mayo de 2022.

Leonardo Boff – Miembro de la Iniciativa Internacional de la Carta
de la Tierra, del Centro de Defensa de los Derechos Humanos/CDDH de Petrópolis y miembro del grupo Emaús.
Márcia Maria Monteiro de Miranda – Educadora popular, Teóloga, Co-fundadora del CDDH de Petrópolis y miembro del grupo Emaús.
José Oscar Beozzo – Historiador, Coordenador Geral do Centro Ecumênico de Serviços à Evangelização e Educação Popular/CESEEP e membro do grupo Emaús.
Maria Helena Arrochellas – Diretora do Centro Alceu Amoroso Lima para a Liberdade/CAALL, Coordenadora Editorial do Boletim REDE de Cristãos e membro do grupo Emaús.
Celso Carias – Teólogo, assessor nacional das CEBs, membro do grupo Emaús.
Aurelina de Jesus Cruz Carias (Leu Cruz) – Educadora, liturgista, animadora da Comunidade Batismo do Senhor – Duque de Caxias, RJ e membro do grupo Emaús.

Francisco Assis Dias de Araujo
Dayse de Paula Silva
Vilma Baptista

Márcia Cristina Ferreira
Marlene Bartolomeu de Oliveira Silva
Mariana Freire Lopes
– Raiz Orgânica Agricultura
Valmira Freire Lopes

Maria Amélia Clemente Coelho
Jorge Luiz de Souza
Jorge Manoel Coelho
Wagner Jorge Clemente Coelho
Tatiana Coelho Gomes da Silva
Vera Neves Pereira
Roberto Martins Gomes da Silva
Umbandistas de Duque de Caxias, RJ
Maria de Lourdes Cruz
Anna Maria Hassel
Marta Aparecida Batista da Silva
Ildete Ferreira Neto
Flavio Luiz Oliva
Rafael Cruz Carias
Marcelo Barros – Monge, escritor, Teólogo niilista e membro do Grupo de Emaus.
Sarah Silva Telles – Socióloga, PUC Rio.
Ivo Lesbaupin – Sociólogo, coordenador do Iser Assessoria e membro do grupo Emaús.
Cesar Kuzma – Teólogo, professor da PUC-Rio, presidente da SOTER e membro do Grupo Emaús.
Rosemary Fernandes da Costa – Professora, assessora do MEL (Movimento de Juventudes e Espiritualidade Libertadora), membro do Grupo Emaús e da Comunidade Batismo do Senhor
Maria Clara Bingemer – Teóloga, Professora do Dpto.Teologia da PUC-Rio.
Cláudio Ribeiro – Pastor Metodista
Edward Guimarães – Teólogo e Professor Universitário PUC,MG
Luiz Carlos Suzin – Teólogo e Professor Universitário PUC Rio Grande do Sul. Professor permanente e pesquisador do programa de pós-graduação em Teologia.
Edson Fernando de Almeida – Teólogo, Pastor da Igreja Cristã de Ipanema, professor universitário e membro do Grupo de Emaús.
Anna Paula Florenzano de Almeida – Graduada em Psicologia pela Universidade Estadual de Londrina – PR e Pesquisadora
do Laboratório Interdisciplinar de Pesquisa em Atenção Primária à Saúde (LIPAPS/UERJ).
Rosi Schwantes – Doutora em Ciências da Religião e psicóloga.
Maurício Abdala -Professor de filosofia da UFES e membro da rede nacional de Assessores do Cefep.
Maria Tereza Sartorio – Pedagoga, membro da coordenação do Movimento Nacional Fé e Política, Juiz de Fora – MG
Pedro A. Ribeiro de Oliveira – Sociólogo, professor aposentado da UFJF e PUC-Minas, membro da coordenação do Movimento Nacional Fé e Política, de Juiz de Fora – MG.
Pastora Romi Márcia Bencke – Pastora da IECLB – Conselho Nacional de Igrejas Cristãs

Michael Löwy, sociólogo, Sorbone, Paris

JUAN JOSÉ TAMAYO  Director de la Cátedra de Teología y Ciencias de las

Religiones “Ignacio Ellacuría”Universidad Carlos III de Madrid

PIERLUIGI MELE, periodista, RAINEWS, Roma

Per la vita e la democrazia

Questo testo, Per la vita e la democrazia, è nato come espressione di amore alla patria, al popolo brasiliano, in particolare ai milioni di persone impoverite ed emarginate e alle famiglie che piangono le oltre 660mila vittime del Coronavirus, la maggior parte di loro evitabili.

È nato anche come protesta contro i veri crimini commessi dall’attuale presidente contro il popolo, i poveri, i popoli indigeni, i neri, le donne e i giovani, contro la natura e la stessa umanità.

La grande sfida consiste nel ricostruire ciò che è stato letteralmente distrutto e nella creazione di un’atmosfera di civiltà, di dignità e di fratellanza tra tutte le persone. Questo è il senso di questo appelloPer la vita e la democrazia.

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Viviamo tempi drammatici, come mondo e come paese, tempi che ci obbligano a fare una scelta. Come imperativo umano, etico e anche spirituale, affermiamo:

  •  Siamo per la vita, in tutta la sua diversità, specialmente per la vita umana a partire da quelli che hanno meno vita, condannati a morire prima del tempo.
  •  Siamo contro la morte prodotta dalla violenza praticata da secoli contro poveri, neri, indigeni, donne e LGBTIQ+, e oggi è aggravata, perché gonfiata dall’alto e naturalizzata. Insorgiamo contro la morte di oltre 660mila persone vittime del Covid-19 che, in gran parte, si sarebbero potute evitare se non fosse stato per l’irresponsabilità del governo.
  •  Siamo per l’atto di amare che muove il cielo, le stelle e i nostri cuori.
  •  Siamo contrari ad armare la popolazione, che ha moltiplicato il numero di morti violente in strada, nel traffico e nelle case.
  •  Siamo contro l’odio, la diffamazione, le cattive abitudini e la violenza simbolica, diffuse dai social network, radio, TV e stampa.
  •  Siamo per la verità contro tutte le bugie, le fake news e l’occultamento della realtà, come politiche statali.
  •  Siamo per la cura e la preservazione delle nostre ricchezze naturali, delle nostre foreste e biomi, Amazzonia, Mata Atlantica, Cerrado, Caatinga e Pantanal, sempre più aggredite e devastate; delle nostre acque e dei nostri suoli contaminati da eccessivi concimi chimici e pesticidi.
  •  Siamo contro la devastazione sistematica dei nostri ecosistemi, attraverso l’estrazione mineraria, l’estrazione illegale nelle terre indigene, le aziende di disboscamento, l’avanzamento dei pascoli e bovini, della soia, cotone e altre monocolture agroalimentari, orientate all’esportazione a scapito della produzione alimentare per la popolazione. Con i prezzi alle stelle, la fame è tornata sulla tavola delle famiglie.
  •  Siamo per la difesa del nostro ricco patrimonio culturale, per incoraggiare un’istruzione di qualità per tutti, la scienza e la tecnologia in modo da poter essere all’altezza della complessità e delle esigenze della nostra società. Per questa ragione, siamo contrari e condanniamo con veemenza lo smantellamento ufficialmente condotto del nostro sistema educativo, delle nostre istituzioni tecnico-scientifiche, delle università pubbliche e del disprezzo delle nostre tradizioni popolari, afro e indigene.
  •  Siamo contrari alla privatizzazione dei beni che appartengono a tutte le persone, come l’acqua, i terreni pubblici, le aree di protezione ambientale, l’energia, la Eletrobrás, la Petrobras.
  •  Siamo contro un capo di Stato che non pratica le virtù che dovrebbero essere abbracciate dai cittadini, che è maleducato, usa parolacce, esalta la violenza e persino la tortura ed è in permanente conflitto con le istituzioni che governano uno Stato democratico di diritto.
  •  Siamo contro le continue minacce di una rottura istituzionale, da parte del capo dello Stato, in violazione della costituzione e nel non rispetto alle leggi.
  •  Siamo per la democrazia come valore universale da vivere in tutte le istanze e come forma di organizzazione sociale, che cerca di rappresentare gli interessi generali della popolazione e non gli interessi dei potenti, con privilegi coperti dal bilancio segreto. Qualsiasi assegnazione di denaro pubblico deve essere trasparente, monitorata dai cittadini, verificata dalla Corte dei Conti e controllata dal parlamento e da una stampa libera.
  •  Siamo per la piena libertà democratica nell’espressione delle opinioni, per il diritto di frequentare tutti gli spazi pubblici e di avere accesso ai beni comuni.
  •  Coltiviamo la speranza che la verità trionfi sulla menzogna e che la pacifica convivenza tra tutti corrisponda all’anelito più profondo del nostro essere.
  •  Crediamo che la democrazia rappresenti una delle forme migliori per la partecipazione delle persone alla costruzione del bene comune e alla costruzione di relazioni che favoriscano una vita più umana e spirituale e che facilitino l’amore, la solidarietà e la cura reciproca degli uni per gli altri e per la Madre. Terra.
  •  Infine, siamo certi che la Vita continuerà ad aprire un sentiero di speranza nel cammino della nostra travagliata società.

Petrópolis, 30 maggio 2022.

Leonardo Boff – Membro dell’International Earth Charter Initiative, del Centro di Difesa dei Diritti Umani / CDDH di Petrópolis e membro del gruppo Emmaus.

Márcia Maria Monteiro de Miranda – Educatrice popolare, teologa, co-fondatrice del CDDH di Petrópolis e membro del gruppo Emmaus.

José Oscar Beozzo – Storico, Coordinatore Generale del Centro Ecumenico per i Servizi all’Evangelizzazione e all’Educazione Popolare/CESEEP e membro del gruppo Emmaus. Maria Helena Arrochellas – Direttrice del Centro per la Libertà Alceu Amoroso Lima/CAALL, Coordinatrice editoriale del Bollettino REDE de Cristãos e membro del gruppo Emmaus.

Seguiranno altre sottoscrizioni.

Il apoggio enviare a bolrede@terra.com.br