Senza il piede non ci sarebbero né calcio né Coppa del Mondo

Leonardo Boff

In omaggio ai milioni di tifosi di calcio presenti a questi Mondiali, ho scritto questo elogio del piede, senza il quale non ci sarebbero né calcio né Coppa del Mondo. Ecco il testo completo, incentrato sul piede.

Se qualche extraterrestre venisse sulla Terra e notasse come gli umani trattano i loro piedi, sospetto che ne rimarrebbe scandalizzato. Sembra che considerino i piedi la parte meno nobile del corpo tanto da nasconderli. Peggio ancora, cercano di soffocarli con un pezzo di stoffa, chiamato calzino.

Poi strangolano i piedi con qualcosa di più duro, le scarpe di cuoio o da ginnastica. E non contenti, legano le scarpe con i piedi dentro, con dei lacci sottili, per assicurarsi che i piedi non si liberino.

E infine, scaricano tutto il peso del corpo sui piedi, costringendoli a odorare la polvere delle strade, a soffrire la durezza delle pietre e a sentire il fango delle pozzanghere.

Ma questa interpretazione dei piedi, fatta da alieni, è esteriore e sbagliata. Ciò che facciamo ai piedi è prendercene cura, poiché i piedi costituiscono il nostro naturale mezzo di trasporto. Quasi sempre andiamo a piedi scalzi in casa e sull’erba. Più ancora, i piedi sono il segno più evidente della nostra ominide. Abbiamo lasciato indietro il regno animale quando i nostri antenati antropoidi si sono alzati in piedi e hanno iniziato a camminare in posizione eretta, per vedere più lontano, consentendo lo sviluppo del cervello e la scoperta dei cibi migliori.

Anatomicamente i piedi sono un miracolo, con un dorso duro per assorbire gli attriti e una pianta coerente per proteggersi dalla ruvidezza del terreno.

Una rete di piccoli tendini assicura le articolazioni che forniscono equilibrio ai movimenti dei piedi. Cosa non fanno i ballerini con i piedi?! Ci sono persino persone che dipingono o scrivono con i piedi. Esistono quadri drammatici del grande pittore spagnolo Goya che li ha dipinti con i piedi.

Il piede è così importante che è stato scelto da molti popoli antichi e moderni, compresi gli anglo-sassoni, come unità di misura. Un piede corrisponde a 30,48 cm. La poesia, la forma più nobile di letteratura, ha bisogno dei piedi giusti per essere armoniosa, soprattutto la forma più elevata di poesia che è il sonetto.

Senza i piedi non avremmo il calcio, per il quale i piedi sono tutto. Persino i giornalisti della rivista LIBERTA si sono proposti di creare una propria selezione. È lo sport più creativo, vario e coinvolgente che esista. Solo con i piedi. La mano non vale, è consentita solo al portiere. Ma in quel caso, anche lui calcia di solito la palla con il piede.

Il piede nel calcio costituisce una metafora di ciò che meglio possiamo rappresentare: la felice combinazione di prestazione individuale e cooperazione di gruppo. Il calcio può essere una vera scuola di virtù: autocontrollo, tranquillità, gentilezza e la capacità di comprensione non replicando a un calcio con un calcio (in brasiliano ponta-pé). Poiché siamo umani e perdiamo il controllo, a volte può succedere. Ma non è permessa. Il giocatore che usa il piede in questo modo è ammonito con un cartellino giallo oppure punito con un cartellino rosso ed essere espulso. Senza il piede, non ci sarebbero campionati di calcio, tanto meno la Coppa del Mondo di calcio in Messico, negli Stati Uniti e in Canada.

I vari significati di piede ci permettono di fare l’elogio del piede.

In un mondo politicamente senza piedi né testa, con capi di Stato che entrano con i piedi al posto delle mani nei conflitti come nella Striscia di Gaza con Israele, in Ucraina con la Russia, in Congo e in Iran con gli Stati Uniti sempre in piedi di guerra con altri e contro il terrorismo, troviamo nel Campionato Mondiale di Calcio un piede per pensare a una società mondiale che dia piede a forme di convivenza amichevole e persino fraterna, incontrando un piede d’appoggio nell’entusiasmo dei tifosi di tutti i paesi. È una pena che tutto ciò sia stato distorto dal Presidente Trump, che ha dato un calcio (ponta-pé) a un famoso arbitro e a intere equipe tecniche.

Da un lato, dobbiamo stare con un piede dietro difronte gli utopismi; dall’altro, non dobbiamo tirare indietro il piede nella ricerca di forme civili di convivenza globale. Logicamente, questo mondo non arriva neppure ai piedi del sogno di tanti che desiderano un altro mondo possibile, tenendo i loro piedi ben piantati in un’incrollabile speranza umana.

Possiamo iniziare con il piede giusto fin da ora, schierandoci ai piedi delle vittime, anche se a volte dovremo fare un passo indietro a causa delle pressioni dei potenti e delle loro minacce. Ma battiamo i piedi (restiamo saldi) in questa sacra causa, sapendo che non si può raggiungere con il pé nas costas (voltando le spalle). Giammai andiamo dar no pé (arrendersi). Ma insisteremo e persisteremo batendo o pé (rimanendo saldi).

Oxalá, che i nostri parenti e amici non ci lascino a piedi. Altrimenti, soffriremo quanto un pé de cego che, poverino, si muove con un bastone e vive inciampando qua e là, facendosi male ai piedi.

Come si comprende, i piedi sono fondamentali in quasi tutto nella nostra vita. Essi danno piede (forniscono le basi) per tantissime cose. Quando vogliamo dormire comodamente, diciamo che dormiamo con i piedi divaricati (in spagnolo: dormir a piernas sueltas).

Questo testo augura buona fortuna alla Seleção Brasileira e anche ai giornalisti e commentatori della rivista LIBERTA dell’Instituto Conhecimento Liberta (ICL) che hanno deciso di creare la propria selezione. Chi si abbona alla rivista LIBERTA riceverà notizie con i piedi nella verità e commenti con testa e piedi. Manteniamoci sempre attenti e in piedi.

Leonardo Boff collabora settimanalmente con la rivista LIBERTA dall’Instituto Conhecimento Liberta (ICL)

(https://www.revistaliberta.com.br)

(Traduzione dal portoghese di Gianni Alioti)

Ser Papa em tempos de “anticristos”

Leonardo Boff  

O Papa Leão XIV em sua visita à Espanha,em junho, fez claros pronunciamentos, nos quais  contrapõe à Inteligência Artificial a Inteligência Emocional que “nos dá consolo,sentido,esperança e proximidade”,coisa que não que não o faz IA. Critica o ambiente autoritário que produz guerras letais.Nesse contexto escrevi este texto.

São João em sua Primeira Epístola diz:”eis que já há muitos anticristos”(1João 2,18). Efetivamente estamos em tempos nos quais apareceram figuras com as características típicas dos “anticristos”. Não sou eu quem o diz.Está sendo afirmado por estudiosos sérios da Bíblia, todos norte-americanos:The Fourth Beast: Is Donald Trump The Antichrist?” de Lawrence R. Moelhauser de 2016; Is Trump the Antichrist?” de D. Xander Varo de 2017; Donald Trump Is the Antichrist” de Drew Ponder de 2025. Todos estes podem ser verificados pelo Google buscando seus nomes e o resumo de suas afirmações. 

Junto à figura de Trump devemos agregar Benjamin Netanyhau,o monstruoso Herodes, genocida de milhares de crianças inocentes da Faixa de Gaza e do Sul do  Líbano.

Quais são as características dos “anticristos”, válidas principalmente por quem se apresenta como o “Imperador do mundo”, Donald Trump. O primeiro atributo é apresentar-se como uma divindade, como o fez com a figura Jesus Cristo curador.Outro traço é ser inimigo de toda a vida,sugerindo a seu povo a não tomar a vacina contra o Coronavírus e levando a guerra letal pelo mundo afora, com total desprezo da moral e da ética. Diz claramente que é ele que definirá o que é moral e ético. Outro componente é desconstruir mundialmente toda uma ordem econômico-social, baseado em regras,introduzindo o caos com efeitos danosos para todos e para os países mais pobres.Outra característica é impor a paz não pelo diálogo e pela diplomacia, mas pela força seja econômica, comercial ou militar, vale dizer uma pacificação forçada. A nova ordem que quer impor não passa pela paz mas pela capitulação de todos dos que se lhe opõe.E a última nota é a extrema arrogância e o ilimitado narcisismo que justificam a mentira como método e a eliminação de qualquer limite,inclusive confrontando-se de forma mentirosa com a pessoa do Papa Leão XIV. Fa-ze dono da vida e da morte das pessoas e de uma das mais veneráveis e antigas culturas como a da Pérsia (Irã). Haveria outras notas contidas especialmente no Apocalipse, particularmente na figura dos quatro ginetes(cap.6). O que vale para Trump pode ser transposto, com muito mais razão, para o lesa-humanidade Netanyhau.

Para completar o cenário tenebroso importa incluir as dezenas de guerras que estão ocorrendo simultaneamente com grande letalidade. Fizeram-se já ameaças de utilização de armas nucleares táticas (destroem menos) ou estratégicas,capazes de destruir toda a vida do planeta,deixando o sol por largo tempo branco em razão das partículas atômicas. Não haveria fotosíntese,nem oxigênio sificiente,nem produção de alimentos.Os que sobreviverem invejarão os que antes morreram.

Sob estas condições como está exercendo seu ministério papal Leão XIV? Não é um Papa com o carima próprio do Papa Francisco, de imensa irradiação, liberdade de espírito e plena consciência do que ocorre no mundo.Estamos, dizia, numa “terceira guerra mundial aos pedaços”.Claríssima como o sol foi sua advertência:”Desta vez estamos no mesmo barco, ninguém se salva sozinho, ou nos salvamos todos ou ninguém se salva”(Fratelli tutti,n.32,137,138).

O Papa Leão demonstra o carisma da calma serenidade.Não alça a voz, não improvisa, pois escreve praticamene todas as suas intervenções.Com esta serena calma se coloca face a duas frentes: a interna da Igreja e a externa no mundo convulsionado.Mas na Espanha mostrou sua emoção.

Internamente na Igreja enfatiza a unidade. Há fraturas na Igreja particularmente com os que ainda relutam em assumir o no estilo de ser cristão, proposto pelo Concílio Vaticano II(1962-196). Outros não aceitavcam um Papa vindo do fim do mundo,rompendo com o estilo imperial nas formas como se organizou institucionalmente a Igreja,com palácios,símbolos pagãos nas vestimentas litúrgicas, de bispos e de cardeais.Era um homem entre os homens, um Fracisco de Roma,inspirado no Francisco de Assis,particularmente no cuidado para com os pobres. O Papa Leão assumiu este legado por sua extrema sensibilidade para com os pobres, mostrada especialmente nos países que visitou na África. Ele se esforça por criar pontes, acolhendo a diversidade até litúrgica na Igreja.

Não quer exercer seu múnus como soberano com plenos poderes (cf.o cânon 331),mas na forma da sinodalidade. Vale dizer, quer caminhar junto com todos os fiéis, sim, como confirmador da fé comum.

A unidade visa também a humanidade tão dilacerada pelos preconceitos, exclusões violentas de imigrantes,como ocorrem nos Estados Unidos e também na Europa. Na quinta-feira santa lavou no lavapés numa prisão inclui mulheres de todas as etnias e crenças.

Face à frente externa mostra um inequivoco carisma da coragem, Sente seu dever evangélico de Pastor de pronunciar-se sobre a sangrenta e sombria situação do mundo.Aqui o grande tema é a paz. Em suas palavras “uma paz desarmada e desarmente”. O presidente Trump ameaçou exterminar “toda a civilização” do Irã. O Papa Leão XIV, em 7 de abril, denunciou essa ameaça como “verdadeiramente inaceitável”. Conclamou a todos a“contatarem as autoridades, os líderes políticos, os congressistas — a pedirem a eles, a dizerem a eles, a trabalharem pela paz e a rejeitarem a guerra sempre”.

Ao Ministro da Guerrra americano lhe diz:”não se pode fazer guerra, invocando o  nome de Deus”. Ao Presidente Trump que o considerou “fraco” e !sem entendimento de política mundial”, com serenidade, respondeu:”Não tenho medo nem da administração Trump nem de falar em voz alta a mensagem do Evangelho, que é o que acredito ser minha missão, o que a Igreja veio fazer”.

Com determinação enfatiza:”A estabilidade e a paz não se constroem com ameaças mútuas, nem com armas, que semeiam destruição, dor e morte,mas apenas através de um diálogo razoável, autêntico e responsável” Como os Papas Francisco e João XXIII, o Papa Leão XIV sustenta:”Se permanecêssemos indiferentes a esse clamor do pobre, este clamaria ao Senhor contra nós e isso tornar-se-ia para nós um pecado (cf. Dt 15, 9) e, deste modo, afastar-nos-íamos do próprio coração de Deus” (Dilexi Te, n. 8).

Muito dever-se-ia dizer sobre o atual Papa. Mas termino dizendo que é o único a se opor diretamente aos “anticristos”que estão levando a humanidade a um precipício.Transformou-se, sem querê-lo, mas levado pela situação dramática do mundo atual, a ser o porta-voz da humanidade, do empenho pela solidariedade, pela fraternidade universal. Conclama à esperança,como disse na Espanha:”esperança não se sustenta unicamente nas ideas nem nos projetos, senão também na capacidade de amar, de emocionar-se e de crer”. Ele representa um grito pelo cuidado da Mãe Terra e de todo empenho ecológico. Exige um sagrado respeito a cada pessoa humana. E aponta ao multilateralismo como o caminho a seguir para a humanidade. Nesse sentido vai a sua importantíssima encíclica Magnifica Humanistas.

Leonardo Boff escreve para a revista virtual LIBERTA do ICL ((https://www.revistaliberta.com.br); escreveu também para Religión Digital da Espanha 5/6/26 e escreveu Sustentabilidade e cuidado ICL/Contratempo 2025 (  https://www.leonardoboff.org).

Sexualität: Ein Weg zur Nicht-Dualität und zur vollen Vereinigung

       Leonardo Boff

            In einem früheren Artikel haben wir gezeigt, wie das Weibliche die Quelle des Männlichen bildet. Dies ist der westliche Ansatz, der sich auf Anthropologie und Psychologie stützt. Doch Freud bezeichnet Frauen als minderwertige Wesen, und Lacan behauptet sogar, sie existiere nicht, da sie sich nicht definieren lasse.

            Die östliche Sicht auf Sexualität beschreitet einen anderen Weg als die westliche. Sie entwickelt eine äußerst differenzierte Anthropologie. In den Traditionen des Yoga und Tao wird Sexualität beispielsweise nicht als etwas für sich Eigenes betrachtet, sondern als Teil eines größeren Ganzen. Durch sie strebt man die Erfahrung der Nicht-Dualität an, also die vollkommene Vereinigung von Partnern und dem Universum.

Die Yoga-Anthropologie arbeitet mit der Realität der Kundalini, die sich durch die sieben Chakren (Energiezentren) ausdrückt. Kundalini bedeutet im Sanskrit die Energie der kosmischen Schlange: Es ist jene universelle Energie, die das gesamte Universum durchdringt und durch den Drachen und die geflügelte Schlange symbolisiert wird. Moderne Kosmologen sprechen von der Hintergrundenergie oder dem Abgrund, aus dem alle Wesen entstehen.

Die Kundalini soll wie eine Schlange in jedem von uns im unteren Teil des Körpers (am Steißbein) zusammengerollt sein, den Kopf erhoben, bereit, ihren Weg zu nehmen. In der Kundalini konzentriert sich die Lebensenergie der Sexualität.

 Sobald sie erwacht ist, durchläuft sie die vielen Lebenszentren, beginnend im Kreuzbein, wo sie sich in Form von Feuer zusammenrollt; dann das Chakra der Geschlechtsorgane; weiter zum Solarplexus (Nabel), durch den die Energie des gesamten Universums in uns eintritt; von dort kommt das Herzchakra, das uns Liebe und Empathie schenkt; das Lungenchakra, mit dem wir Energie ein- und ausatmen; dann erscheint das Stirnchakra zwischen den beiden Augen, auch drittes Auge genannt, das uns die dritte Dimension der Realität, also eine Vision der Ganzheit, erkennen lässt; und schließlich das Zirbeldrüsenchakra am Scheitel, das uns die Erfahrung der Ganzheit und die Verbundenheit mit dem universellen Ganzen ermöglicht.

In unserer Kultur ist Kundalini jedoch vorwiegend auf das Genitalchakra fixiert, auf jene erotische Erregung, die die Sinne weckt, ejakuliert, sich entlädt und entspannt. Verharrt sie dort, ohne die verschiedenen Chakren zu durchlaufen, verliert sie die Erfahrung vollkommener Erfüllung und tiefer Liebe, die Frucht der Hingabe. Man sagt, Männer hätten immense Schwierigkeiten mit der totalen Hingabe, da sie eine Erfahrung des Todes sei. Sie brechen auf halbem Weg ab. Indem sie sich nicht hingeben, berauben sie sich der umfassendsten Erfahrung. Meist ist der Mann zufrieden, entspannt sich und schläft ein. Die Frau hingegen wendet sich frustriert um und weint, weil die totale Hingabe nicht stattgefunden hat, die Reise durch die Chakren nicht unternommen wurde, sie keine wahre Liebe gespürt hat, die Bewusstseinserweiterung nicht erfolgt ist, die zur Überwindung der Dualität geführt hätte, durch die beide in eine tiefe Einheit eintauchen. Sie hat einen anderen Rhythmus, den der Partner kennen muss: zu warten und sie durch sanfte Berührungen zum Höhepunkt zu führen. Dann entspannt sie sich.

Durch dieses integrativere und ganzheitlichere Verständnis wird das Geheimnis, das die Sexualität birgt – jene Dimension, die mit der Fortpflanzung des Lebens verbunden ist – besser enthüllt, und gleichzeitig ermöglicht es eine Verbindung zwischen beiden mit dem Ganzen, das sie beide transzendiert.

            Ein weiterer Weg ist der des Tantra, sei es im Hinduismus oder Taoismus. Tantra hat im Sanskrit viele Definitionen. Die wichtigste ist die Kette, vergleichbar mit den Fäden, aus denen ein Gewebe besteht. Man könnte sagen, es ist die vollkommene sexuelle Vereinigung von Mann und Frau, eine Hingabe ohne Einschränkungen, sodass sie die Dualität von Mann und Frau überwinden und ein Ganzes bilden. Der Mann verschmilzt so sehr mit der Frau, dass er zur Frau wird und die Frau zum Mann.

            Tantra wird oft fälschlicherweise als Technik zur Verlängerung des Geschlechtsverkehrs verstanden. Die Bedeutung von Tantra ist jedoch völlig anders. Es bekräftigt die Sexualität als angeboren und kraftvoll. Doch es ist nicht autark. Es ist der Weg zu dem, was für den Menschen vielleicht am schwierigsten ist: die vollkommene Hingabe und eine radikale Erfahrung der eigenen Bioenergie in ihrem natürlichen Fluss.

Zunächst ist vollkommene Entspannung ohne jegliches Ziel erforderlich. Dann haben Mann und Frau Geschlechtsverkehr, ohne Ejakulation oder Orgasmus anzustreben. Im Gegenteil, es setzt die vollständige Selbstkontrolle beider Partner über ihre sexuelle Leistungsfähigkeit voraus.

            Völlig entspannt, alles und jeden vergessend, konzentriert sich jeder ganz auf den anderen, während sexuelle Energie fließt. Langsam entsteht eine Einheit zwischen ihnen, sie werden eins, das heißt, sie haben die so sehr ersehnte Nicht-Dualität überwunden. Es ist Ekstase, die höchste menschliche Errungenschaft. Die tiefe Umarmung kann stundenlang andauern, ohne Ejakulation oder Orgasmus. Das Endergebnis ist radikale Entspannung und die Erfahrung vollkommener Einheit zwischen ihnen, die alles einschließt. Man erlebt eine Verzückung, die mehrere Tage anhält, so radikal ist die Natur dieser Vereinigung (vgl. Bhagawan Shree Rajneesh, Tantra: Sex and Spirituality, Agora, São Paulo 1977).

Wie man sieht, hat Sexualität, ob im Yoga oder Tantra, eine instinktive Seite und wird gleichzeitig auf der Ebene des Bewusstseins zu einem Weg zur höchsten Vereinigung, also zur Erreichung der Nicht-Dualität. Nicht umsonst entspringt das höchste Gut, das menschliche Leben, in seinen vielfältigen Ausdrucksformen, der Sexualität. Sie ist eine natürliche und heilige Quelle der Spiritualität und der Erfahrung des Göttlichen. Leonardo Boff schreibt für das ICL-Magazin LIBERTA (https://www.revistaliberta.com.br); außerdem war er gemeinsam mit Lucia Ribeiro Masculino-Feminino Autor von Record, 2007; und mit Rose-Marie Muraro, feminino-masculino: o encontro das diferentes, Record 2010 (http://www.leonardoboff.org).

Magnifica Humanitas do Papa Leão XIV: nova visão e novo estilo pontifício

Leonardo Boff

         Ao acabar a leitura da primeira encíclica do Papa Leão XIV notamos, com surpresa, a introdução de um novo estilo de argumentação: não é mais aquele eclesiástico clássico, com muitas referências aos pensadores cristãos dos primeiros séculos. Mas um novo, contemporâneo, que dialoga com os vários saberes e autores, homens e mulheres, para além de sua origem confessional. Parece-nos estar lendo um texto de algum teólogo contemporâneo.

Mas ao abordar diretamente o desafio das IA, positivamente, logo afirma que ela continua sempre ser artificial e jamais substitui a natural (MH,97). No entanto “ela pode representar “uma forma de participação do ato divino da criação”(MH,111). Esse dado implica que ela deve assumir “uma responsabilidade ética e espiritual especial, pois cada eleição do desenho, expressa uma visão de humanidade”(MH,111;117;129). Aliás, este ponto é decisivo,na compreensão do Papa:não basta considerar se a técnica e  IA são  boas ou más e seus fins bons, mas tirar a limpo “a visão subjacente, se elas tratam o ser humano como material a ser aperfeiçoado ou a superar…ou o seu progresso moral e social”(MH,117). A IA “não é moralmente neutra, pois todo artefato técnico implica decisões e prioridades: o que mede, o que ignora, o que otimiza e a forma como classifica as pessoas e as situações…Deve-se perguntar “como é o desenho, que ideia de pessoa e de sociedade se inscreve nos dados e nos modelos que a guiam”(MH,104). Ela é “intrinsecamente ambígua, pode defender como atacar ou a fronteira entre a proteção e a agressão  tende a se esfumar”(MH,183).

É nesse ponto que o Papa Leão faz uma crítica contundente a duas ideologias, o transhumanismo e o poshumanismo. Estes “dão centralidade total  à técnica e ao sonho de superar os limites da condição humana”(MH,116). O transhumanismo quer exponencialmente exacerbar as capacidades humanas (pela biomedicina,engenharia corporal, algoritmos) para ser mais eficiente e assim alcançar vantagens lucrativas. O poshumanismo “visa ir além do ser humano e conectá-lo de tal forma à máquina e ao meio ambiente que inauguraria  uma nova etapa da evolução” (MH,116). Aqui se menosprezam os limites naturais do ser humano e se promete uma “salvação” puramente técnica”(MH 117). Podemos dizer que hoje, como vários analistas tem apontado, vigora uma idolatria da técnica, uma verdadeira religião. Entre nós o tem denunciado publicamente, nosso neurocientista, mundialmente conhecido Migual Nicolelis.

Seria longo comentar os diversos pontos abordados pela encíclica Magnifica Humanitas. Praticamente seu leque se estende das filosofias da vida, passando pela política (os vários radicalismos) pela economia (financeirização e as criptomoedas),pelo resgate do coração, pela educação, pela importância do imaginário social, pela questão do trabalho e da ecologia, desembocando nas utopias com base na cultura digital, tecnológica e cibernética e finalmente  na civilização amor. Esta “não é uma utopia ingênua, mas um projeto exigente”(MH 186).

Esquematizando, é visível o background intelectual, teológico e espiritual do atual Papa. Ele se funda em Santo Agostinho (354-430), inspirador de sua Ordem Religiosa (agostinianos). Como é sabido, o bispo de Hipona, um dos gênios do pensamento ocidental, articula sua visão da história no jogo dialético entre as duas cidades e os dois amores (129-130): a cidade terrenal e a cidade celeste, o amor a Deus e ao próximo e o amor a si mesmo. Biblicamente significa: construir a Babel, protótipo do ser humano que soberbamente só pensa em si, olvidando Deus, e reconstruir Jerusalém, exemplo do ser humano que faz a história pensando em Deus e a partir dele em si mesmo (MH,130).

Leão XIV atualiza esta dialética com aquilo que está ocorrendo atualmente: um sistema de vigilância e controle sobre as populações, proposto por algumas plataformas digitais, especialmente a mais perversa de todas, a Palantir (controlar todas pessoas de um país e usar a IA para a guerra) e  o sistema do cuidado do ser humano, de sua relação respeitosa para com a natureza e a confraternização universal entre os humanos e estes com o Todo.Toda sua reflexão pressupõe este enfrentamento atual. Toma partido claramente pelo cuidado, pelo amor desinteressado, pelo olhar das vítimas, dos pobres e oprimidos.

Apresenta-nos um texto contemporâneo, atualíssimo, com a linguagem de nosso tempo e por isso acessível a todos, sem sacrificar a gravidade e a profundidade das questões a serem pensadas, assumidas e encaminhadas de forma a gerarem esperança na possibilidade de um mundo diferente, afetuoso, amigo da natureza e aberto ao Infinito.

Concluindo podemos afirmar que o atual Papa, na esteira de Santo Agostinho e da grande tradição doutrinária da Igreja sobre as questões sociais (resumidas na encíclica MH nn.28-44), repropõe o tema da civilização do amor (termo cunhado pelo Papa Paulo VI). Ele assim a define:”consiste traduzir a caridade em estruturas de justiça, em dar corpo institucional à fraternidade e considerar o outro – seja pessoa ou povo – como um aliado necessário para a construção do bem comum…Só este amor pode gerar uma ordem internacional estável, transformando a convivência de uma simples coexistênia armada, numa comunidade de destino”(MH,186).

Leonardo Boff escreve para a revista digial LIBERTA do ICL (https://www.revistaliberta.com.br); escreveu também O cuidado necessário:na vida, na saúde,na educação, na ecologia, na ética e na espiritualidade, Vozes 2012 ((https://www.leonardoboff.org).