Essere Papa in tempi di “anticristi”

    Leonardo Boff

Papa Leone XIV, durante la sua visita in Spagna a giugno, ha rilasciato dichiarazioni esplicite in cui ha contrapposto l’intelligenza artificiale (IA) all’intelligenza emotiva (IE), che “ci dà conforto, significato, speranza e vicinanza”, cosa che l’IA non fa. Ha criticato i governi autoritari che producono guerre mortali. In questo contesto, ho scritto questo testo.

San Giovanni, nella sua Prima Epistola, dice: “Ecco, molti anticristi ci sono” (1 Giovanni 2,18). In effetti, viviamo in tempi in cui sono emerse figure con le caratteristiche tipiche degli “anticristi”. Non sono io a dirlo. Lo affermano seri studiosi della Bibbia, tutti nord-americani: “The Fourth Beast: Is Donald Trump The Antichrist?” di Lawrence R. Moelhauser del 2016; “Is Trump the Antichrist?” di D. Xander Varo del 2017; “Donald Trump Is the Antichrist“, di Drew Ponder del 2025. Tutte queste affermazioni possono essere verificate su Google cercando i loro nomi e i riassunti delle loro dichiarazioni.

Insieme alla figura di Trump dobbiamo aggiungere Benjamin Netanyahu, il mostruoso Erode, genocida di migliaia di bambini innocenti nella Striscia di Gaza e nel Sud del Libano.

Quali sono le caratteristiche degli “anticristi”, valide principalmente per chi si presenta come l’”Imperatore del mondo”, Donald Trump? Il primo attributo è presentarsi come una divinità, come lo ha fatto con la figura di Gesù Cristo guaritore. Un altro tratto è quello di essere nemico di ogni forma di vita, suggerendo ai suoi seguaci di non vaccinarsi contro il Coronavirus e conducendo una guerra letale in tutto il mondo, con totale disprezzo per la moralità e l’etica. Dice chiaramente che sarà lui a definire cosa sia morale ed etico. Un altro elemento è quello di de-costruire l’intero ordine economico e sociale mondiale, basato su regole, introducendo il caos con effetti devastanti per tutti, in particolare per i paesi più poveri. Un’altra caratteristica è quella di imporre la pace non attraverso il dialogo e la diplomazia, ma con la forza, sia economica, commerciale o militare, ovvero una pacificazione forzata. Il nuovo ordine che vuole imporre non passa per la pace, ma per la capitolazione di chi gli si oppone. Infine, è l’estrema arroganza e il narcisismo senza limiti che giustificano la menzogna come metodo e l’eliminazione di ogni vincolo, arrivando persino a confrontarsi in modo ingannevole con la persona di Papa Leone XIV. Si erge a padrone della vita e della morte delle persone e di una delle culture più venerabili e antiche come quella della Persia (Iran). Ci sarebbero altri spunti, contenuti soprattutto nell’Apocalisse, in particolare nella figura dei quattro cavalieri (capitolo 6). Ciò che vale per Trump può essere trasposto per  Netanyahu a causa dei suoi crimini umanitari.

Per completare questo tenebroso scenario, è importante includere le decine di guerre che si stanno consumando simultaneamente con grande letalità. Sono già state fatte minacce di utilizzo di armi nucleari tattiche (meno distruttive) o strategiche, capaci di minacciare tutta la vita sul pianeta, lasciando il sole per lungo tempo bianco a causa delle particelle atomiche. Non ci sarebbe fotosintesi, né ossigeno a sufficienza, né produzione di alimenti. Coloro che sopravviveranno invidieranno quanti sono morti prima…

In queste condizioni, come esercita il suo ministero papale Leone XIV? Non è un Papa con il carisma proprio di Papa Francesco, di immensa luminosità, libertà di spirito e piena coscienza di ciò che accade nel mondo. Diceva che eravamo in una “terza guerra mondiale a pezzi“. Il suo avvertimento era stato chiarissimo come il sole: “Questa volta siamo tutti sulla stessa barca, nessuno si salva da solo, o ci salviamo tutti o nessuno si salva” (Fratelli tutti, nn. 32, 137, 138).

Papa Leone dimostra il carisma della calma serenità. Non alza la voce, non improvvisa, poiché scrive praticamente tutti i suoi interventi. Con questa serena calma, si colloca in faccia a due fronti: quello interno della Chiesa e quello esterno, nel mondo sconvolto. Ma in Spagna ha mostrato tutta la sua emotività.

Internamente nella Chiesa enfatizza l’unità. Esistono fratture all’interno della Chiesa, in particolare con coloro che ancora esitano ad abbracciare la via cristiana proposta dal Concilio Vaticano II (1962-1966). Altri non accettavano un Papa proveniente dalla fine del mondo, che rompe con lo stile imperiale e con le modalità con cui la Chiesa si era organizzata a livello istituzionale, con i palazzi, i simboli pagani nei paramenti liturgici di vescovi e cardinali. Era un uomo tra gli uomini, un Francesco di Roma, ispirato da Francesco d’Assisi, soprattutto nella sua attenzione per i poveri. Papa Leone ha raccolto questa eredità grazie alla sua estrema sensibilità per e con i poveri, dimostrata specialmente nei paesi che ha visitato in Africa. Lui si impegna a costruire ponti, accogliendo anche la diversità liturgica nella Chiesa.

Non vuole esercitare il suo ufficio come sovrano con pieni poteri (cfr. canone 331), ma nella forma sinodale. Vale a dire, vuole camminare insieme a tutti i fedeli, sì, come colui che conferma la fede comune.

L’unità si propone anche per un’umanità così lacerata dai pregiudizi, dalle violente esclusioni degli immigrati, come accade negli Stati Uniti e anche in Europa. Il Giovedì Santo, nella lavanda dei piedi in un carcere ha incluso donne di tutte le etnie e credenze.

Rispetto al fronte esterno, mostra un inequivocabile carisma del coraggio. Sente, come suo dovere evangelico di Pastore di pronunciarsi sulla sanguinosa e cupa situazione del mondo. Qui il grande tema è la pace. Nelle sue parole, “una pace disarmata e disarmante“. Il presidente Trump ha minacciato di sterminare “l’intera civiltà” dell’Iran. Papa Leone XIV, il 7 aprile, ha denunciato questa minaccia come “veramente inaccettabile“. Ha invitato tutti a “contattare le autorità, i leader politici, i membri del Congresso, a chiedere loro, a dire loro, di lavorare per la pace e di rifiutare sempre la guerra“.

Al Ministro della Guerra americano, ha detto: “Non si può fare la guerra invocando il nome di Dio“. Al presidente Trump, che lo ha considerato “debole” e “privo di comprensione della politica mondiale”, ha risposto con serenità: «Non ho paura né dellamministrazione Trump né di parlare chiaramente del messaggio del Vangelo. […] Sono chiamato a fare ciò che la Chiesa è chiamata a fare».

Con determinazione sottolinea: «La stabilità e la pace non si costruiscono con minacce reciproche, né con armi che seminano distruzione, dolore e morte, ma solo attraverso un dialogo ragionevole, autentico e responsabile». Come i papi Francesco e Giovanni XXIII, papa Leone XIV sostiene: «Se rimanessimo indifferenti a questo grido dei poveri, essi griderebbero al Signore contro di noi e questo diventerebbe un peccato per noi (cfr. Dt 15,9) e, in questo modo, ci allontaneremmo dal cuore stesso di Dio» (Dilexi Te, n. 8).

Molto si potrebbe dire sull’attuale Papa. Ma concludo dicendo che è l’unico ad opporsi direttamente agli «anticristi» che stanno conducendo l’umanità verso un precipizio. Si è trasformato, senza volerlo, ma spinto dalla drammatica situazione del mondo attuale, a essere il portavoce dell’umanità, dell’impegno per la solidarietà, per la fraternità universale. Invoca la speranza, come ha detto in Spagna: «la speranza non si alimenta solo di idee o progetti, ma anche nella capacità di amare, di commuoversi e di credere». Egli rappresenta un grido per la cura della Madre Terra e dell’impegno ecologico universale. Esige un sacro rispetto per ogni persona umana. E indica il multilateralismo come il cammino da seguire per l’umanità. In questo senso si inserisce la sua importantissima enciclica Magnifica Humanistas.

Leonardo Boff scrive per la rivista online LIBERTA dell’ICL (https://www.revistaliberta.com.br); ha inoltre scritto per Religión Digital Spagna 5/6/26 ed è autore del libro: “Sustentabilidade e cuidado”, ICL/Contratempo 2025 (https://www.leonardoboff.org).

(Traduzione dal portoghese di Gianni Alioti)

Sem o pé não há futebol nem Copa do Mundo

Leonardo Boff

Em homenagem aos milhões de torcedores de futebol nesta Copa Mundial escrevi este elogio do sem o qual não haveria futebol nem Copa do Mundo.A. Eis o texto todo centrado no pé.

Se algum extra-terrestre viesse à Terra e reparasse como os humanos tratam os pés, suspeito que ficariam escandalizados. Parece que  consideram os pés a parte menos nobre do corpo pois os escondem. Pior, tentam sufocar os pés com um pedaço de pano, chamado de meias.

Depois estrangulam os pés com algo mais duro, de couro, os sapatos ou tênis. E não contentes amarram os sapatos com os  pés dentro, com finas cordas, os cadastros, para se assegurar de que os pés  não vão se libertar.

E por fim, colocam todo o peso do corpo em cima dos pés, obrigando-os a cheirar o pó dos caminhos, a sofrer a dureza das pedras e  a sentir a sujeira das poças d’água

Mas essa interpretação dos pés, feita pelos alienígenas é exterior e equivocada. O que fazemos aos pés é cuidar  dos pés, pois os pés constituem nosso meio natural de transporte. Quase sempre andamos a pé pela casa e na grama. Mais ainda, os pés são o sinal mais convincente de nossa hominização.Deixamos para trás o reino animal quando nossos ancestrais antropóides se ergueram sobre os pés e começaram a andar eretos, para ver mais longe, permitindo o desenvolvimento do cérebro e descobrir os melhores alimentos.

Anatomicamente os pés são um milagre, com dorso duro para aparar os atritos e a planta consistente para defender-se das asperezas do solo.

Uma rede de pequenos tendões garante as articulações que conferem equilíbrio aos movimentos dos pés. O que não fazem os dançarinos com os pés !? Há até gente que pintam ou escrevem com os pés. Há quadros dramáticos do grande pintor espanhol Goya que os pintou com os pés.

O é tão importante que foi escolhido por muitos povos antigos e modernos, assim os anglo-saxões, como a unidade de medida. Um corresponde a 30,48 cm. A poesia, a forma mais nobre da literatura, tem que ter pés certos para ser harmoniosa, especialmente, a forma mais alta de poesia que é o soneto.

Sem os pés não teríamos o futebol para o qual os pés são tudo.Nem os articulistas da revista LIBERTA se propuseram a criar sua seleção. É o esporte mais criativo, diverso e mobilizador que existe. Somente com os pés. A mão não vale, só é permitida para o goleiro. Mas mesmo assim, ele chuta, geralmente,  a bola com o pé.

O no futebol constitui uma metáfora do que melhor podemos apresentar: a combinação feliz do desempenho do individuo  com a cooperação do grupo. O futebol pode ser uma verdadeira escola de virtudes: autodomínio,  tranquilidade, gentileza e capacidade de compreensão ao não retrucar ponta-pé com ponta-pé. Porque somos humanos e nos descontrolamos, às vezes tal coisa pode acontecer. Mas não é permitido. O jogador que usou assim o pé, é advertido, punido com cartão amarelo ou  vermelho  e até pode ser expulso. Sem o nem haveriam os campeonatos de futebol e muito menos a Copa Mundial de Futebol nos três países, México, EUA e Canadá.

As várias significações de nos permitem fazer o elogio do pé.

Num mundo politicamente sem pé nem cabeça como o nosso atual, com chefes de Estado metendo os pés pelas mãos nos conflitos como na Faixa de Gaza com Israel, na Ucrânia com a Rússia, no Congo e no Irã com os EUA sempre em pé de guerra contra os outros e contra o terrorismo,

Encontramos na Copa Mundial de Futebol, um para pensarmos uma sociedade mundial que dê para formas de convivência amigável e até fraternal que encontram um de apoio no entusiasmo das torcidas em todos os países. Pena que tudo isso foi deturpado pelo Presidente Trump que deu um ponta pé num famoso árbitro e em inteiras equipes técnicas.

Por um lado, devemos estar com um  pé atrás diante dos utopismos; por outro, não devemos arredar o na busca de formas civilizadas de conivência global. Logicamente esse mundo não chega nem aos pés do sonho de tantos que querem outro mundo possível, tendo seu  na esperança humana inarredável.

Podemos começar com o pé direito já agora, ficando ao pé das vítimas, mesmo que tenhamos, à vezes, que fazer pé atrás por causa das pressões dos poderosos e de suas ameaças. Mas vamos bater pé nessa causa sagrada, sabendo que ela não se alcança com o pé nas costas. Jamais vamos dar no pé. Mas insistir e persistir batendo o pé.

Oxalá os parentes e os amigos nunca nos deixem  a pé. Caso contrário teremos  que sofrer que só pé de cego que, pobrezinho se orienta com a bengala e vive tropeçando aqui e acolá, machucando os pés.

Como se depreende, os pés são fundamentais em quase tudo em nossa vida. Eles dão  para tantas coisas. Quando queremos dormir a gosto dizemos que dormimos de pé espalhado (em espanhol: dormir a piernas sueltas)

Este texto deseja bom para a Seleção Brasileira e também para os jornalistas e comentaristas da revista LIBERTA do Instituto Conhecimento Liberta (ICL) que resolveram criar sua própria seleção. Quem a assinar a revista LIBERTA terá notícias com na verdade e comentários com pé e cabeça. Mantenhamo-no sempre atentos e de pé.

Leonardo Boff colabora semanalmente para a revista LIBERTA do Instituto Conhecimento Liberta (ICL)

(https://www.revistaliberta.com.br)

Papst sein in Zeiten der „Antichristen“

Leonardo Boff  

Papst Leo XIV. hat bei seinem Besuch in Spanien im Juni klare Aussagen getroffen, in denen er der KI die emotionale Intelligenz gegenüberstellt, die „uns Trost, Sinn, Hoffnung und Nähe schenkt“ – etwas, das die KI nicht vermag. Er kritisiert autoritäre Regierungen, die tödliche Kriege auslösen. In diesem Zusammenhang habe ich diesen Text verfasst.

Der Evangelist Johannes schreibt in seinem ersten Brief: „Seht, es sind schon viele Antichristen aufgetreten“ (1 Joh 2,18). Tatsächlich leben wir in einer Zeit, in der Persönlichkeiten mit den typischen Merkmalen der „Antichristen“ in Erscheinung getreten sind. Das sage nicht ich. Das wird von seriösen Bibelwissenschaftlern behauptet, allesamt US-Amerikaner: „The Fourth Beast: Is Donald Trump The Antichrist?“ von Lawrence R. Moelhauser aus dem Jahr 2016; „Is Trump the Antichrist?“ von D. Xander Varo aus dem Jahr 2017; „Donald Trump Is the Antichrist“ von Drew Ponder aus dem Jahr 2025. All dies lässt sich über Google überprüfen, indem man nach ihren Namen und einer Zusammenfassung ihrer Aussagen sucht.        

Neben Trump muss man auch Benjamin Netanjahu nennen, diesen monströsen Herodes, der für den Völkermord an Tausenden unschuldiger Kinder im Gazastreifen und im Südlibanon verantwortlich ist.

Was sind die Merkmale der „Antichristen“, insbesondere jener, die Donald Trump als „Kaiser der Welt“ präsentiert? Erstens inszeniert er sich als Gottheit, wie er es mit der Figur des Heilers Jesus Christus tat. Zweitens ist er ein Feind allen Lebens, indem er seinem Volk die Coronavirus-Impfung nahelegt und weltweit tödliche Kriege führt, ohne jegliche Moral und Ethik zu beachten. Er erklärt unmissverständlich, dass er selbst definieren wird, was moralisch und ethisch ist. Drittens will er die gesamte globale Wirtschafts- und Gesellschaftsordnung, die auf Regeln basiert, zerstören und Chaos stiften, mit verheerenden Folgen für alle und insbesondere für die ärmsten Länder. Viertens will er Frieden nicht durch Dialog und Diplomatie, sondern mit Gewalt erzwingen – sei es wirtschaftlich, kommerziell oder militärisch –, also eine erzwungene Befriedung. Die neue Ordnung, die er anstrebt, zielt nicht auf Frieden ab, sondern auf die Kapitulation seiner Gegner. Und schließlich die extreme Arroganz und der grenzenlose Narzissmus, die Lügen als Mittel zum Zweck rechtfertigen und jede Grenze außer Acht lassen, selbst die hinterhältige Konfrontation mit Papst Leo XIV. Er macht sich zum Herrn über Leben und Tod der Menschen und über eine der ehrwürdigsten und ältesten Kulturen, wie die Perserkultur (Iran). Weitere Parallelen finden sich insbesondere in der Offenbarung, vor allem in der Figur der vier apokalyptischen Reiter (Kapitel 6). Was auf Trump zutrifft, lässt sich auf den menschlichen Verräter Netanjahu übertragen.

Um dieses düstere Szenario zu vervollständigen, müssen die Dutzenden von Kriegen berücksichtigt werden, die derzeit gleichzeitig mit hoher Todesrate toben. Es wurden bereits Drohungen ausgesprochen, taktische (die weniger zerstörerisch sind) oder strategische Atomwaffen einzusetzen, die das gesamte Leben auf dem Planeten bedrohen und die Sonne aufgrund der atomaren Partikel für lange Zeit weiß erscheinen lassen würden. Es gäbe keine Photosynthese, keinen ausreichenden Sauerstoff und keine Nahrungsmittelproduktion mehr. Die Überlebenden würden diejenigen beneiden, die zuvor gestorben sind.

Wie übt Leo XIV. unter diesen Umständen sein päpstliches Amt aus? Er ist kein Papst mit der Ausstrahlung von Papst Franziskus, der sich durch immense Ausstrahlung, geistige Freiheit und ein umfassendes Bewusstsein für das Weltgeschehen auszeichnet. Wir befinden uns, so sagte er, in einem „zerstückelten Dritten Weltkrieg“. Kristallklar wie die Sonne war seine Warnung: „Diesmal sitzen wir alle im selben Boot, niemand rettet sich allein, entweder retten wir uns alle oder niemand wird gerettet“ (Fratelli tutti, Nr. 32, 137, 138).

Papst Leo strahlt die Ausstrahlung ruhiger Gelassenheit aus. Er erhebt nicht die Stimme, er improvisiert nicht, denn er schreibt praktisch alle seine Reden selbst. Mit dieser ruhigen Gelassenheit stellt er sich zwei Herausforderungen: der inneren innerhalb der Kirche und der äußeren in der von Unruhen erschütterten Welt. Doch in Spanien zeigte er seine ganze Emotionalität.

Innerhalb der Kirche legt er großen Wert auf die Einheit. Es gibt Spaltungen in der Kirche, insbesondere unter jenen, die sich noch immer weigern, die vom Zweiten Vatikanischen Konzil (1962–1965) vorgeschlagene Art des Christseins anzunehmen. Andere konnten einen Papst nicht akzeptieren, der vom anderen Ende der Welt kam und mit dem imperialen Stil brach, mit dem die Kirche institutionell organisiert war, mit Palästen und heidnischen Symbolen in den liturgischen Gewändern der Bischöfe und Kardinäle. Er war ein Mann unter den Menschen, ein Franz von Rom, inspiriert von Franz von Assisi, insbesondere in der Fürsorge für die Armen. Papst Leo hat dieses Erbe aufgrund seiner großen Sensibilität für die Armen übernommen, die er besonders in den Ländern zeigte, die er in Afrika besuchte. Er bemüht sich, Brücken zu schlagen und die Vielfalt in der Kirche, sogar in liturgischer Hinsicht, anzunehmen.

Er möchte sein Amt als Souverän nicht mit vollen Vollmachten ausüben (vgl. Kanon 331), sondern in Form der Synodalität. Das heißt, er möchte an der Seite aller Gläubigen gehen, ja, als Bekräftiger des gemeinsamen Glaubens.

Die Einheit zielt darauf ab, der Menschheit zu helfen, die durch Vorurteile und die gewaltsame Ausgrenzung von Einwanderern, wie sie in den Vereinigten Staaten und auch in Europa stattfindet, so tief gespalten ist. Am Gründonnerstag nehmen Frauen aller Ethnien und Glaubensrichtungen an der Fußwaschung in einem Gefängnis teil.

Angesichts der äußeren Bedrohungen zeigt er eine unverkennbare Ausstrahlung von Mut und spürt seine evangelische Pflicht als Pastor, die blutige und düstere Lage der Welt anzuprangern. Das zentrale Thema ist Frieden. In seinen Worten: „ein unbewaffneter und entwaffneter Frieden“. Präsident Trump drohte, „die gesamte Zivilisation“ des Iran auszulöschen. Papst Leo XIV. verurteilte diese Drohung am 7. April als „absolut inakzeptabel“. Er rief alle dazu auf, „sich an die Behörden, die politischen Führer und die Abgeordneten zu wenden – sie aufzufordern, sich für den Frieden einzusetzen und den Krieg stets abzulehnen“.

Dem amerikanischen Kriegsminister sagte er: „Man kann nicht im Namen Gottes Krieg führen.“ Präsident Trump, der ihn für „schwach“ und „unwissend in Bezug auf die Weltpolitik“ hielt, antwortete er gelassen: „Ich fürchte weder die Trump-Regierung noch die Verkündigung der Botschaft des Evangeliums, die ich als meine Mission und als das ansehe, wozu die Kirche berufen ist.“

Mit Entschlossenheit betont er: „Stabilität und Frieden entstehen nicht durch gegenseitige Drohungen oder Waffen, die Zerstörung, Leid und Tod säen, sondern nur durch einen vernünftigen, aufrichtigen und verantwortungsvollen Dialog.“ Wie die Päpste Franziskus und Johannes XXIII. bekräftigt auch Papst Leo XIV.: „Wenn wir dem Schrei der Armen gleichgültig gegenüberstünden, würden sie gegen uns zum Herrn schreien, und dies würde für uns zur Sünde werden (vgl. Dtn 15,9), und so würden wir uns vom Herzen Gottes entfernen“ (Dilexi Te, Nr. 8).

Über den jetzigen Papst ließe sich viel sagen. Doch ich möchte abschließend festhalten, dass er als Einziger den „Antichristen“, die die Menschheit an den Abgrund führen, direkt entgegentritt. Unbeabsichtigt, aber getrieben von der dramatischen Weltlage, ist er zum Sprecher der Menschheit, des Engagements für Solidarität und universelle Geschwisterlichkeit geworden. Er ruft zur Hoffnung auf, wie er in Spanien sagte: „Hoffnung ruht nicht allein auf Ideen oder Projekten, sondern auch auf der Fähigkeit zu lieben, sich berühren zu lassen und zu glauben.“ Er ist ein Appell für den Schutz von Mutter Erde und für alle ökologischen Bestrebungen. Er fordert den gebührenden Respekt vor jedem Menschen. Und er weist auf den Multilateralismus als den Weg der Menschheit hin. In diesem Sinne ist seine bedeutende Enzyklika „Magnifica Humanistas“ zu verstehen.

Leonardo Boff schreibt für das Online-Magazin LIBERTA des ICL (https://www.revistaliberta.com.br); er schrieb außerdem für die spanische Zeitung Religión Digital am 5.6.2026 und verfasste den Artikel „Nachhaltigkeit und Fürsorge“ für ICL/Contratempo 2025 (https://www.leonardoboff.org).

Ser Papa en tiempos de “anticristos”

Leonardo Boff

       El Papa León XIV, en su visita a España, en junio, realizó claras declaraciones en las que contrapone a la IA la Inteligencia Emocional, que “nos da consuelo, sentido, esperanza y cercanía”, algo que la IA no hace. Critica también a los gobiernos autoritarios que producen guerras letales. En este contexto escribí este texto.

       San Juan, en su Primera Epístola, dice: “ya han aparecido muchos anticristos” (1 Juan 2,18). Efectivamente, vivimos tiempos en los que han surgido figuras con las características típicas de los “anticristos”. No soy yo quien lo afirma. Lo sostienen serios estudiosos de la Biblia, todos norteamericanos: The Fourth Beast: Is Donald Trump The Antichrist? de Lawrence R. Moelhauser (2016); Is Trump the Antichrist? de D. Xander Varo (2017); y Donald Trump Is the Antichrist de Drew Ponder (2025). Todos pueden verificarse en Google buscando sus nombres y el resumen de sus afirmaciones.

       Junto a la figura de Trump debemos agregar a Benjamin Netanyahu, el monstruoso Herodes, genocida de miles de niños inocentes en la Franja de Gaza y en el sur del Líbano.

       ¿Cuáles son las características de los “anticristos”, válidas principalmente para quien se presenta como el “Emperador del mundo”, Donald Trump? El primer atributo es presentarse como una divinidad, como lo hizo usando la figura de Jesucristo sanador. Otro rasgo es ser enemigo de toda vida, sugiriendo a su pueblo no vacunarse contra el Coronavirus y promoviendo guerras letales por el mundo, con total desprecio por la moral y la ética. Afirma claramente que es él quien definirá lo qué es moral y ético. Otro componente es desmontar mundialmente todo un orden económico-social basado en reglas, introduciendo el caos con efectos dañinos para todos y especialmente para los países más pobres. Otra característica es imponer la paz no mediante el diálogo y la diplomacia, sino por la fuerza, sea económica, comercial o militar; es decir, una pacificación forzada. El nuevo orden que pretende imponer no pasa por la paz, sino por la capitulación de quienes se le oponen. Y la última nota es la extrema arrogancia y el ilimitado narcisismo, que justifican la mentira como método y la eliminación de cualquier límite, incluso enfrentándose de manera mentirosa con la persona del Papa León XIV. Se hace dueño de la vida y de la muerte de las personas y de una de las culturas más venerables y antiguas, como la persa (Irán). Habría otras notas contenidas especialmente en el Apocalipsis, particularmente en la figura de los cuatro jinetes (cap. 6). Lo que vale para Trump puede trasladarse al criminal contra la humanidad Netanyahu.

       Para completar este escenario tenebroso, importa incluir las decenas de guerras que ocurren simultáneamente con gran letalidad. Ya se han hecho amenazas de utilización de armas nucleares tácticas (que destruyen menos) o estratégicas, capaces de amenazar toda la vida del planeta, dejando el sol blanquecino durante largo tiempo debido a las partículas atómicas. No habría fotosíntesis, ni oxígeno suficiente, ni producción de alimentos. Los que sobrevivieran envidiarían a quienes murieron antes.

       En estas condiciones, ¿cómo está ejerciendo su ministerio papal León XIV? No es un Papa con el carisma propio del Papa Francisco, de inmensa irradiación, libertad de espíritu y plena conciencia de lo que ocurre en el mundo. Francisco decía que estamos en una “tercera guerra mundial en pedazos”. Clarísima como el sol fue su advertencia: “Esta vez estamos en la misma barca, nadie se salva solo; o nos salvamos todos o no se salva nadie” (Fratelli tutti, nn. 32, 137, 138).

       El Papa León demuestra el carisma de la calma serena. No levanta la voz, no improvisa, pues escribe prácticamente todas sus intervenciones. Con esta serena calma se coloca frente a dos frentes: el interno de la Iglesia y el externo del mundo convulsionado. Pero en España mostró toda su emoción.

       Internamente, en la Iglesia, enfatiza la unidad. Existen fracturas en la Iglesia, particularmente entre quienes aún se resisten a asumir el nuevo estilo de ser cristiano propuesto por el Concilio Vaticano II (1962-1965). Otros no aceptaban a un Papa venido “del fin del mundo”, rompiendo con el estilo imperial y con las formas en que institucionalmente se organizó la Iglesia, con palacios y símbolos paganos en las vestimentas litúrgicas de obispos y cardenales. Francisco era un hombre entre los hombres, un Francisco de Roma inspirado en Francisco de Asís, particularmente en el cuidado de los pobres. El Papa León asumió este legado por su extrema sensibilidad hacia los pobres, mostrada especialmente en los países que visitó en África. Se esfuerza por crear puentes, acogiendo incluso la diversidad litúrgica dentro de la Iglesia.

       No quiere ejercer su ministerio como soberano con plenos poderes (cf. canon 331), sino en la forma de la sinodalidad. Es decir, quiere caminar junto con todos los fieles, sí, como confirmador de la fe común.

       La unidad apunta también a una humanidad tan desgarrada por los prejuicios y por las violentas exclusiones de inmigrantes, como ocurre en Estados Unidos y también en Europa. En el lavatorio de pies del Jueves Santo, realizado en una prisión, incluyó mujeres de todas las etnias y creencias.

       Frente al ámbito externo, muestra un inequívoco carisma de coraje. Siente su deber evangélico de Pastor de pronunciarse sobre la sangrienta y sombría situación del mundo. Aquí el gran tema es la paz. En sus palabras, “una paz desarmada y desarmante”. El presidente Trump amenazó con exterminar “toda la civilización” de Irán. El Papa León XIV, el 7 de abril, denunció esa amenaza como “verdaderamente inaceptable”. Convocó a todos a “contactar a las autoridades, a los líderes políticos, a los congresistas, para pedirles y decirles que trabajen por la paz y rechacen siempre la guerra”.

       Al ministro de Guerra estadounidense le dice: “no se puede hacer la guerra invocando el nombre de Dios”. Al presidente Trump, que lo consideró “débil” y “sin comprensión de la política mundial”, respondió serenamente: “No tengo miedo ni de la administración Trump ni de proclamar en voz alta el mensaje del Evangelio, que es lo que creo que es mi misión, aquello para lo cual  la Iglesia vino a hacer”.

       Con determinación enfatiza: “La estabilidad y la paz no se construyen con amenazas mutuas ni con armas, que siembran destrucción, dolor y muerte, sino solamente a través de un diálogo razonable, auténtico y responsable”. Como los Papas Francisco y Juan XXIII, el Papa León XIV sostiene: “Si permaneciéramos indiferentes ante el clamor del pobre, este clamaría al Señor contra nosotros y eso se convertiría para nosotros en pecado (cf. Dt 15,9) y, de este modo, nos alejaríamos del propio corazón de Dios” (Dilexi Te, n. 8).

       Mucho habría que decir sobre el actual Papa. Pero termino afirmando que es el único que se opone directamente a los “anticristos” que están llevando a la humanidad hacia un precipicio. Se transformó, sin quererlo, pero impulsado por la dramática situación del mundo actual, en portavoz de la humanidad, del compromiso con la solidaridad y con la fraternidad universal.

Convoca a la esperanza, como dijo en España: “la esperanza no se sostiene únicamente en las ideas ni en los proyectos, sino también en la capacidad de amar, de emocionarse y de creer”. Representa un grito por el cuidado de la Madre Tierra y de todo compromiso ecológico. Exige un respeto sagrado por cada persona humana. Y señala el multilateralismo como el camino a seguir para la humanidad. En ese sentido va su importantísima encíclica Magnifica Humanistas.

Leonardo Boff escribe para la revista virtual LIBERTA del ICL yn((https://www.revistaliberta.com.br); escreveu também para Religión Digital da Espanha 5/6/26 e escreveu Sustentabilidade e cuidado ICL/Contratempo 2025  https://www.leonardoboff.org).