Studio Tecnico d'ingegneria Ingg. Paolo Vozzo & Enrico Raiteri

Dentro le comunità, al servizio delle persone

Cambiamo paradigma? La fraternità al centro: L.Boff

di Daniele Rocchetti | venerdì 23 luglio 2021

Santalessandro.org

Forse ha ragione Bauman quando scrive: “Il vero problema dell’attuale stato della nostra civiltà è che abbiamo smesso di farci delle domande. Astenerci dal porre certi problemi è molto più grave di non riuscire a rispondere alle questioni già ufficialmente sul tappeto; mentre porci domande sbagliate troppo spesso ci impedisce di guardare ai problemi davvero importanti. Il prezzo del silenzio viene pagato con la dura moneta delle umane sofferenze. Porsi le questioni giuste è ciò che, dopotutto, fa la differenza tra l’affidarsi al fato e perseguire una destinazione, tra la deriva e il viaggio. Mettere in discussione le premesse apparentemente indiscutibili del nostro modo di vivere può essere considerato il più urgente dei servizi che dobbiamo svolgere per noi stessi e per gli altri”.  Per questo abbiamo bisogno di letture “divergenti” che aiutino – anche le nostre comunità ecclesiali – a guardare in profondità, a mettere in discussione l’ovvio, a chiedere fino a che punto la fede in Gesù Cristo è passione per l’uomo e per la storia, è cura del creato. Il libro di Leonardo Boff, pubblicato da poco da Castelvecchi, “Abitare la terra”, va in questa direzione. Boff, uno dei padri della teologia della liberazione, da sempre attento ai temi legati ad un’etica della “madre terra”, ha raccolto in un testo,a ampliandoli, i due splendidi contributi scritti nei mesi scorsi per il blog “Confini” (confini.blog.rainews.it:  È possibile la fraternità umana universale con tutte le creature? Fratelli tutti: la politica come tenerezza e gentilezza.)  Il volume è impreziosito da una robusta introduzione scritta da Pierluigi Mele, coordinatore del blog e giornalista di Rainews 24. Proprio a Pierluigi Mele, sapiente osservatore e interprete del tempo presente,  ho posto alcune domande relative ai temi del libro.

A quando risale la tua amicizia con Leonardo Boff?
Prima di rispondere alla tua domanda voglio che fin da giovane mi sono confrontato con il pensiero di Leonardo Boff e di altri teologi della liberazione. Infatti mi sono laureato  in scienze politiche proprio su questo tema. Per cui il terreno era già pronto. La nostra amicizia nasce a Bassano del Grappa, dove era stato invitato dall’Associazione Macondo per una conferenza. In quell’occasione lo intervistai per Rainews24. Da quel giorno il nostro rapporto si è intensificato con scambi di idee e di interviste. E questo ha creato una profonda sintonia.

Dove sta a tuo avviso il valore di questo libro?
Il valore del libro sta nel pensiero profondo di Leonardo Boff, un autentico maestro del pensiero contemporaneo. Insieme a Noam Chomsky e a Egdar Morin si colloca in alto tra gli intellettuali critici del sistema. Chi leggerà questo libro non resterà indifferente rispetto alla crisi planetaria che stiamo vivendo. Sono sicuro che produrrà una presa di coscienza positiva.

Boff riprendendo alcuni passi dell’enciclica Fratelli tutti parla del llberismo come di un idolo: un pensiero unico che pervade l’intero pianeta. La cosmologia della fraternità universale è praticabile o rischia di essere solo una pia e nobile intenzione?
Non è una pia intenzione. Come potrebbe esserlo di fronte ad una situazione apocalittica. La prospettiva si costruisce con il cambio radicale del nostro paradigma sociale dominante: nel pensiero e nellazione, mai come oggi siamo stati di fronte a unalternativa chiara: dobbiamo scegliere tra una cosmologia della dominazio­ne, della conquista, del potere, e una cosmologia della cura e della relazione e della fraternità  che implica «il riconoscimento del valore intrin­seco di ogni essere, anziché la sua mera utilizzazione da parte umana; il rispetto per lintera vita e per i diritti e la dignità della natura, invece del suo sfruttamento».Cioè è la rivoluzione paradigmatica del passaggio dal dominusal frater.

La pandemia ci ha mostrato l’insostenibilità del paradigma che ha legittimato questo modello di sviluppo. Eppure la ripartenza non pare all’insegna di un cambiamento..
La tua osservazione è giusta. Forse si potrebbe dire con Gramsci che il “vecchio mondo sta morendo e il nuovo mondo tarda a comparire”. I “padroni dell’umanità ” resistono (le grandi società multinazionali, il capitale finanziario). Fanno il “maquillage” al sistema. In questo è emblematico il “Great Reset”. Anche il “filantrocapitalismo” dei super-ricchi rientra in questa logica di perpetuazione del sistema neo liberista. Parliamo di quella fetta della popolazione mondiale che, secondo i dati Oxfam relativi al 2019, costituisce l1% più ricco sotto il profilo patrimoniale e che detiene più del doppio della ricchezza netta posseduta da 6,9 miliardi di persone.Il problema principale nasce dal fatto che diventate ricche, queste persone usano le leve della globalizzazione per incidere sulle regole della politica mondiale”. Puntano le aree deboli della governance globale, delle Nazioni Unite, per penetrarle lentamente e stabilirsi in posizioni di potere. Il nostro compito di cittadini militanti è quello di essere consapevoli di questo. Creare un processo di coscientizzazione nei confronti del sistema politico non solo italiano ma anche europeo. Si può creare davvero un processo di reversibilità di questa logica perversa. 

Papa Francesco si erge come uno dei pochi leader mondiali in grado di essere riconosciuto credibile anche fuori dal perimetro dei credenti. Questo rende però evidente il deficit di classe dirigente a tutti i livelli: politico, ecclesiale, associativo. Come è possibile e su cosa ripartire per mettere di nuovo in circolo pensieri e percorsi che possano incidere anche tra coloro che decidono e hanno posizioni di rilievo?
Dove iniziare? Qui il Papa ci da una indicazione di fondo,  che spesso ripete ai movimenti sociali: Non aspettatevi niente dall’alto poiché sarà sempre più o meno lo stesso o peggio; cominciate da voi stessi, siate i poeti del nuovo mondo”. Per questo suggerisce: “È possibile cominciare dal basso e caso per caso, lottare per ciò che è più concreto e locale, fino allultimo angolo della patria e del mondo” (n. 78). Dal locale si passa al regionale, dal regionale al nazionale e dal nazionale al mondiale (cf.147). Dedica lunghe riflessioni sull’economia e la politica, ma evidenzia: “la politica non deve sottomettersi alleconomia e questa non deve sottomettersi ai dettami e al paradigma efficientista della tecnocrazia” (n. 177). Fa una schietta critica al mercato che non possiede la soluzione a tutti i problemi della sussistenza umana, tanto meno nella sua dimensione globalizzata (c.n.168). La società sempre più globalizzata ci rende vicini, ma non ci rende fratelli” (n. 12). Crea appena  dei soci, ma non fratelli (n. 101). In questo senso occorre ricordare le proposte concrete, operative del Forum di Assisi sull’Economia di Francesco. Il nuovo paradigma della fraternità e dell’amore sociale si dispiega nell’amore nella sua realizzazione pubblica, nella cura dei più fragili, nella cultura dell’incontro e del dialogo, nella politica come tenerezza e gentilezza.

Nella tua introduzione, citi, tra gli altri, Giorgio La Pira ed Ernesto Balducci. Siamo figli di una stagione che ha avuto grandi testimoni che hanno mostrato come la fraternità evangelica possa diventare amore politico. Dove li rintracci oggi?

Bisogna essere chiari su questo punto: la comunità ecclesiale italiana in questi ultimi anni si è molto impoverita di leader e di pensiero “lungo”. Paga, a caro prezzo, la gelata ruiniana. Non è facile ricostruire. Lo sforzo di Papa Francesco di ridare ossigeno alla Chiesa italiana è titanico. Spero nel percorso sinodale. Spero davvero. La parola “fraternità” non mi sembra che sia all’ordine del giorno nella politica italiana. Poi se pensiamo, anche, che esiste una forza politica di estrema destra che si chiama “Fratelli d’Italia” (che deforma in senso nazionalistico il concetto di “fraternità”, riducendolo a una clava contro lo “straniero”) capisci quanto siamo lontani dalla fraternità evangelica. E la sinistra? La sinistra in questi anni è stata troppo timida. Ancora una volta si pone l’alternativa con la destra. Solo una coraggiosa politica di fraternità può far rinascere l’idea stessa di sinistra. Tu mi chiedi dove rintraccio oggi le idee di La Pira e Balducci. A livello politico in nessuno. A livello ecclesiale, secondo me,  in Sant’ Egidio , nella Caritas, nelle Acli (anche se hanno perso parecchio della loro capacità di profezia) e in Pax Christi.

Nel  libro vi sono parole molto belle sull’urgenza della speranza come virtù e come principio

Si è vero. Oggi abbiamo bisogno del “Principio Speranza”. Leonardo ha citato il grande filosofo tedesco della speranza Ernst Bloch.  Al riguardo vorrei concludere questa nostra conversazione con un pensiero di Charles Peguy. Come sappiamo Peguy definisce la Speranza come una “bambina irriducibile”. Che la descrive così: 

La Speranza ama ciò che sarà.
Nel tempo e per l’eternità.
Per così dire nel futuro dell’eternità.
La Speranza vede quel che non è ancora e che sarà.
Ama quel che non è ancora e che sarà.
Nel futuro del tempo e dell’eternità.
Sul sentiero in salita, sabbioso, disagevole.

“La Speranza ama quel che non è ancora e che sarà”. Allora il senso profondo del libro di Leonardo è proprio questo: un profondo atto di amore nell’umanità e nella sua capacità di intraprendere, con umiltà, un cammino di autentica fraternità. Facebook Twitter LinkedI

Pubblicato “Il mondo che verrà”, il dossier ISPI

Le 10 domande per il 2021

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The worst is yet to come

                                          Leonardo Boff

The great floods that occurred in Germany and Belgium in July, the summer month of Europe, causing hundreds of victims, associated with an abrupt warming that in some places reached more than 50 degrees, forces us to think and make decisions in view of the Earth’s balance. Some analysts have gone so far as to say: the Earth has not warmed up; it has become, in some places, a furnace.

This means that dozens of living organisms cannot adapt and end up dying. Today, with the current warming that has grown by more than one degree Celsius in the last century, and if it reaches, as predicted, two degrees, about a million living species will be on the verge of disappearing after millions of years of living on this planet.

We understand the resignation and skepticism of many meteorologists and cosmologists who claim that we are too late in combating global warming. We are not meeting it. We are seriously in it. They argue, bleakly, that we have little to do, because carbon dioxide is already excessively accumulated, since it stays in the atmosphere for 100 to 120 years, aggravated by methane, 20 times more toxic, although it stays in the air for a short time. By general surprise, it has erupted, due to the melting of the polar ice caps and the parmafrost that runs from Canada through all of Siberia, and has increased global warming.

The intrusion of Covid-19, being planetary. forces us to think and act differently. It is clear that the pandemic is a consequence of the Anthropocene, that is, of the overly aggressive advance of the prevailing system, based on unlimited profit. It has exceeded the Earth’s bearable limits. Through deforestation à la Ricardo Salles/Bolsonaro, the cultivation of monocultures, and the general pollution of the environment, the virus’ habitat was destroyed. Not knowing where to go, they jumped to other animals, immune to the viruses, and from them they passed to us, who do not have this immunity.

It is worth thinking about the meaning of the fact that the entire planet has been affected, on the one hand making everyone equal, and on the other increasing inequalities because the vast majority cannot live in social isolation, avoiding conglomerations, especially in public transportation and in stores. It did not affect the other living beings, our domestic animals.

We must recognize: we humans were the ones targeted. Mother Earth, since the 70s of the last century, recognized as a living organism, Gaia, and by the UN (on April 22, 2009) truly approved as Mother Earth, has sent us a sign and a warning: “stop attacking all the ecosystems that make me up; I no longer have enough time to replenish what you take from me for a year and regenerate myself.

Since the current paradigm still considers the Earth as a mere means of production, in a utilitarian sense, they are not paying attention to her warnings. She, as a living super-orgnism, gives us unmistakable signs, as now, with the great floods in Europe, the excessive cold in the southern hemisphere, and the range of viruses already being sent (zica, ebola, chikungunya, and others).

Since we are hard-headed and there is a glaring absence of ecological awareness, we may find ourselves on a path of no return.

Curiously, as others have commented, “the prophets of neoliberalism are turning into promoters of the social economy because they realize, in the face of the current catastrophe, that it will no longer be possible to do the same as before, and that it will be necessary to return to social imperatives. The worst that could happen to us is to go back to the way things were before, full of perverse contradictions, enemy of the life of nature and indifferent to the fate of the great majority of the poor, and arming itself to the teeth with weapons of mass destruction, absolutely useless in the face of viruses.

We must necessarily change, overcome the old sovereignties that made other countries even hostile or subject to fierce competition. The virus has shown that the limits of nations do not count for anything. What really counts is the solidarity among all, and the care that we have for each other and for nature, so that, preserved, it does not send us even worse viruses. Now is the new era of the Common Home, within which the nations will be.

David Quamen, the great virus expert, left this warning: either we change our relationship with nature by being respectful, synergetic, and careful, or she will send us other viruses, perhaps one so lethal that our vaccines will not be able to attack them and will take a large part of humanity.

If we do not stop global warming and if we do not change our paradigm towards nature, we will see worse days ahead. If we can no longer stop the increase in global warming, with the science and technology that we possess, we can at least mitigate its deleterious effects and save as much of the planet’s immense biodiversity as possible.

As never before in history, our common destiny is in our hands: we must choose between following the same route that leads us to an abyss or change it and guarantee a future for all, more frugal, more supportive, and more caring for nature and our Common Home.

I have been repeating this lesson for 30 years now, and I feel like a prophet in the desert. But I fulfill my duty, which is that of all those who awakened one day.

Leonardo Boff is an ecophilosopher and has written Inhabit the Earth: the way to universal brotherhood coming out soon from Vozes; Covid-19, Mother Earth Strikes Back against Humanity, Vozes, 2020

O pior está ainda por chegar

As grandes enchentes ocorridas na Alemanha e na Bélgica em julho. mês do verão europeu, causando centenas de vítimas, associadas a um aquecimento abrupto que chegou em alguns lugares a mais de 50 graus, nos obriga a pensar e a tomar decisões em vista do equilíbrio da Terra. Alguns analistas chegaram a dizer: a Terra não se aqueceu; ela se tornou, em alguns lugares, uma fornalha.

Isso significa que dezenas de organismos vivos não conseguem se adaptar e acabam morrendo. Atualmente com o atual aquecimento que no último século cresceu em mais de um grau Celsius, e se chegar, como previsto, a dois graus cerca de um milhão de espécies vivas estarão à borda de seu desaparecimento depois de milhões de anos vivendo neste planeta.

Entendemos a resignação e o ceticismo de muitos meteórologos e cosmólogos que afirmam termos chegado tarde demais no combate ao aquecimento global. Não estamos indo ao encontro dele. Estamos gravemente dentro dele. Argumentam, desolados, temos pouco que fazer, pois o dióxido de carbono já está excessivamente acumulado, pois, permanece na atmosfera entre 100 a 120 anos, agravado pelo metano,20 vezes mais tóxico, embora fique por pouco tempo no ar. Por surpresa geral, ele irrompeu, devido  ao degelo das calotas polares e do parmafrost que vai do Canadá e atravessa toda a Sibéria.E fez crescer o aquecimento global.

A intrusão do Covid-19, por ser planetário. nos obriga a pensar e a agir de modo diferente. É notório que a pandemia é consequência do antropoceno, quer dizer, do excessivo avanço agressivo do sistema imperante, baseado no lucro ilimitado. Ele ultrapassou os limites suportáveis pela Terra. Pelo desmatamento à la Ricardo Salles/Bolsonaro, pelo cultivo de monoculturas e pela  geral poluição do meio ambiente, chegou-se a destruir o habitat dos vírus. Sem saber para onde ir, saltaram para outros animais, imunes dos vírus e deles passaram a nós que não possuímos esta imunidade.

Vale pensar o que significa o fato de que o inteiro planeta foi afetado, por um lado igualando a todos, e por outro aumentando as desigualdades porque a grande maioria não consegue viver o isolamento social, evitar as conglomerações, especialmente, no transporte coletivo e nas lojas. Não afetou os demais seres vivos, nossos animais domésticos.

Devemos reconhecer: os visados fomos nós humanos. A Mãe Terra,desde os anos 70 do século passado,. reconhecida como um organismo vivo, Gaia, e pela ONU (no dia 22 de abril de 2009) aprovada verdadeiramente como Mãe-Terra, nos enviou um sinal e uma advertência: “parem de agredir todos os ecossistemas que me compõem; já não me concedem o tempo suficiente para repor o que me tiram durante um ano e de me regenerar”.

Como o paradigma vigente considera a Terra ainda como um mero meio de produção, num sentido utilitarista, não estão prestando atenção a suas advertências. Ela, como super-orgnismo vivo, nos dá sinais inequívocos, como agora,, com as grandes enchentes na Europa, o excessivo frio no hemisfério sul e a gama de vírus já enviados (zica, ebola, chikungunya e outros).

Como somos cabeças duras e vige uma clamorosa ausência de consciência ecológica, podemos ir ao encontro de um caminho sem retorno.

Curiosamente, como já foi comentado por outros, “os profetas do neoliberalismo estão se transformando em promotores da economia social  porque concebem, diante da catástrofe atual, que já não será possível fazer o mesmo que antes e que será necessário voltar aos imperativos sociais”. O pior que nos poderia acontecer é voltar ao antes, cheio de contradições perversas, inimigo da vida da natureza e indiferente ao destino das grandes maioria pobres e se armando até os dentes com armas de destruição em massa, absolutamente inúteis face aos vírus.

Temos que forçosamente mudar, superar os velhos soberanismos que tornava os outros países  até hostis ou submetidos à feroz competição. O vírus mostrou que não contam para nada os limites das nações. O que, realmente, conta é a solidariedade entre todos e o cuidado de uns com os outros e para com a natureza, para que, preservada, não nos envie vírus ainda piores. Agora é da nova era da Casa Comum dentro da qual estão as nações.

David Quamen, o grande especialista em vírus, deixou esta advertência: ou mudamos nossa relação para com a natureza sendo respeitosos, sinergéticos e cuidadosos, caso contrário ela nos enviará outros vírus, quem sabe um tão letal que nossas vacinas não poderão ataca-los e levarão grande parte da humanidade.

Ao não determos o aquecimento global e ao não mudarmos de paradigma para com a natureza, conheceremos dias piores. Se não podemos mais deter o aumento do aquecimento global, com a ciência e a técnica que possuímos, podemos pelo menos mitigar seus efeitos deletérios e salvar o máximo da imensa biodiversidade do planeta.

Como nunca antes na história, o destino comum está em nossas mãos: devemos escolher entre seguir a mesma rota que nos leva a um abismo ou mudar forçosamente e garantir um futuro para todos, mais frugal, mais solidário e mais cuidadoso para com a natureza e a Casa Comum.

Já há 30 anos repito esta lição e sinto-me um profeta no deserto. Mas cumpro o meu dever que é de todos os que despertaram um dia.Devemos  falar e agora já gritar.

Leonardo Boff ecofilósofo e escreveu Habitar a Terra: a via para a fraternidade universal a sair pela Vozes dentro de pouco; Covid-19, a Mãe Terra contra-ataque a Humanidade, Vozes 2020.

Água: fonte de vida ou fonte de lucro? Contra a privatização da água.

Hoje há duas questões maiores que afetam toda a humanidade: o aquecimento global e a crescente escassez de água potável. Ambas obrigam a profundas mudanças no nosso modo de viver,pois podem produzir um colapso de nossa civilização e afetar profundamente o sistema-vida.

Atenhamo-nos à questão da água, cobiçada pelas grandes corporações para privatizá-la e lucrar enormemente. Ela pode ser motivo de guerras como de solidariedade social e cooperação entre os povos. Já se disse que se as guerras do século XX eram por petróleo, as do século XXI serão por água potável. Não obstante isso, ela pode ser referência central para um novo pacto social mundial entre os povos e governos em vista da sobrevivência de todos

Consideremos  os dados básicos acerca da água. Ela é extremamente abundante e ao mesmo tempo escassa.

Existe cerca de um bilhão e 360 milhões de km cúbicos de água na Terra. Se tomarmos toda essa água que está nos oceanos, lagos, rios, aquíferos e calotas polares e distribuíssemos equitativamente sobre uma superfície terrestre plana, toda a Terra ficaria mergulhada na água a três km de profundidade. 97% é água salgada e  3% é água doce. Mas somente 0,7% desta é diretamente acessível ao uso humano. Destes 0,7, 70% vão para a agricultura,22% para a indústria e o restante para o uso humano e a animal.

A renovação das águas é da ordem de 43 mil km cúbicos por ano, enquanto o consumo total é estimado em 6 mil km cúbicos por ano. Há, portanto, superabundância de água mas desigualmente distribuída: 60%  se encontra em apenas 9 países, enquanto 80 outros enfrentam escassez. Pouco menos de um bilhão de pessoas consome 86% da água existente enquanto para 1,4 bilhões é insuficiente (em 2020 serão três bilhões) e para dois bilhões, não é tratada, o que gera 85% das doenças constatáveis. Presume-se que em 2032 cerca de 5 bilhões de pessoas serão afetadas pela crise de água.

O problema não é a escassez de água mas sua má gestão e distribuição para atender as demandas humanas e dos demais seres vivos.

O Brasil é a potência natural das águas, com 13% de toda água doce do Planeta perfazendo 5,4 trilhões de metros cúbicos. Apesar da abundância, 46% dela é desperdiçada, o que daria para abastecer toda a França,  a Bélgica, a Suíça e o Norte da Itália.Carecemos ainda de uma cultura da água.

Por ser escassa, a água doce se tornou um bem de alto valor econômico. Como passamos de uma economia de mercado para uma sociedade de marcado,tudo se transforma em mercadoria. Em função desta “grande transformação”(Karl Polaniy) verifica-se hoje,  uma corrida mundial desenfreada para privatizar a água e ter grandes lucros. Assim surgiram as empresas multinacionais como as francesas Vivendi e Suez-Lyonnaise, a alemã RWE, a inglesa Thames Water e a americana Bechtel, entre outras. Criou-se um mercado das águas que envolve mais de 100 bilhões de dólares. Ai estão fortemente presentes a Nestlé e a Coca-Cola, buscando comprar fontes por toda a parte no mundo.

O grande debate hoje se trava nestes termos: A água é fonte de vida ou fonte de lucro? A água é um bem natural, vital, comum e insubstituível ou um bem econômico a ser tratado como recurso hídrico e como  mercadoria?

Importa, de saída, reconhecer que a água não é um bem econômico como qualquer outro. Ela está tão ligada à vida que deve ser entendida como algo vital e sagrado. A vida não pode ser transformada em mercadoria. É um dos bens mais excelentes do processo da evolução e um dos maiores dons divinos. Ademais, a água está ligada a outras dimensões culturais, simbólicas e espirituais que a tornam preciosa e carregada de valores que em si não têm preço.

Para entendermos a riqueza da água que transcende sua dimensão econômica, precisamos romper com a ditadura da razão instrumental-analítica e utilitarista, imposta à toda a sociedade. Esta vê a água como mero recurso hídrico com o qual se pode fazer negócios. Só atende a finalidades e utilidades. Mas o ser humano tem outros exercícios de sua razão. Há a razão mais ancestral, sensível, emocional, cordial e espiritual.Este tipo de razão vai além de finalidades e utilidades.Esta razão está ligadas ao sentido da vida, aos valores, ao caráter simbólico ético e espiritual da água.

Nesta perspectiva, a água comparece como um bem comum natural, como fonte e o nicho de onde há 3,8 bilhões  de anos surgiu a vida na Terra. A água é um bem comum publico mundial.  É patrimônio da biosfera e vital para todas as formas de vida. Não o existe vida sem a água.

Obviamente, as dimensões de água como fonte de vida e de recurso hídrico não precisam se excluir, mas devem ser retamente relacionadas. Fundamentalmente a água pertence ao direito à vida. A ONU declarou no dia 28 de julho de 2010 que a água limpa e segura bem como o saneamento básico constituem um direito humano fundamental.

Mas ela demanda, sim, uma complexa estrutura de  captação, conservação, tratamento e distribuição, o que implica uma inegável dimensão econômica. Esta, entretanto, não deve prevalecer sobre a outra, ao direito, mas deve  tornar a água acessível a todos.

Deve-se garantir a todos gratuitamente pelo menos 50 litros de água potável e sã. Cabe ao poder publico junto com a sociedade organizada criar um financiamento público para cobrir os custos necessários para garantir esse direito de todos. As tarifas para os serviços devem contemplar os diversos usos da água, se doméstico, se industrial, se agrícola, se  recreativo. Para os usos na indústria e na agricultura, evidentemente, a água é sujeita a preço.

A visão predominante mercadológica, distorce a reta relação entre agua como fonte de vida e água como recurso hídrico. Isso se deve fundamentalmente à exacerbação da propriedade privada que faz com que se trate a água sem o sentido de partilha e de consideração das demandas dos outros e de toda a comunidade de vida.É muito débil ainda, o princípio da solidariedade social e da comunidade de interesse e do respeito pelas bacias hidrográficas que transcendem os limites das nações como ocorre, por  exemplo, entre a Turquia de um lado e a Siria e o Iraque do outro, ou entre Israel de um lado e a Jordânia e a Palestina do outro ou mesmo entre os USA e o México ao redor dos rios Rio Grande e Colorado.

Para discutir todas estas questões vitais criou-se em 2003 em Florença na Itália o Fórum Mundial Alternativo da Agua. Ai foi proposta a criação de uma  Autoridade Mundial da Água.  Ela seria uma instância de governo publico, cooperativo e plural para tratar  da água a nivel das grandes bacias hídricas internacionais e de sua distribuição mais equitativa  segundo as demandas regionais.

Paralelamente, formou-se uma articulação internacional em vista de um Contrato Mundial da Água.Como inexiste um contrato social mundial, poderia se elaborar ao redor daquilo que efetivamente une a todos que é  a água, da qual depende a vida das pessoas e dos demais seres vivos. Semelhantemente agora com a intrusão do Covid-19,urge um contrato mundial de salvaguarda da vida humana para além de qualquer soberanismo, visto como algo ultrapassado, de outro tempo histórico.

Função importante é pressionar os Governos e as empresas para que a água não seja levada aos mercados nem seja considerada mercadoria. Importa incentivar a cooperação publico-privado para impedir que tantos morram em consequência da falta de água ou em consequência de águas maltratadas.

Diariamente morrem 6 mil crianças de sede e cerca de 18 milhões de meninos/meninas deixem de ir para  a escola porque são obrigadas a buscar água a 5-10  km de distância

Importantíssimo é preservar as florestas em pé e reflorestar o mais possível.São elas que garantem a permanência da água,alimentam os aquíferos além de amenizar o aquecimento global pelo sequestro do dióxido de carbono e a produção de oxigênio vital.

Uma fome zero mundial, preconizada há anos pelas Metas do Milênio da ONU deve incluir a sede zero, pois a água é alimento e não há nada que possa viver e ser consumido sem a água.

Por fim, a água é vida, geradora de vida e um dos símbolos mais poderosos da vida eterna, já que Deus aparece como vivo,o gerador de toda vida  e fonte infinita de vida.

Leonardo Boff, ecoteólogo e escreveu O doloroso parto da mãe Terra:um sociedade de fraternidade sem fronteiras e de amizade social,  Vozes , 202.