I nuovi barbari: la Unione Europea e gli USA

Leonardo Boff

La vera guerra di sterminio che lo Stato di Israele, sotto il comando di un mascalzone di estrema destra, Benjamin Netanyahu, sta conducendo contro più di due milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza, con il sostegno della più grande potenza militare del mondo, gli Stati Uniti e dell’intera Unione Europea e dei paesi NATO, ci legittima a chiamarli nuovi barbari. Hanno circondato in un porcile milioni di palestinesi sulla piccola striscia di terra, vicino al mare, per eliminarli meglio. Per peggiorare la loro perversità, gli hanno tagliato l’acqua, le scorte di cibo, l’energia e le medicine per gli ospedali. E per finire, hanno usato contro la popolazione bombe al fosforo bianco che bruciano le persone fino alle ossa.

Si è trattato di una reazione del tutto sproporzionata all’attacco terroristico di Hamas (la parte militarizzata della popolazione civile) compiuto contro Israele il 7 ottobre. La reazione non conosce limiti etici, umanitari e di minima compassione. Sono stati assassinati più di 11mila bambini, migliaia di madri, circa 70mila civili e centinaia e centinaia di feriti e anche le macerie di 400mila case distrutte da bombe ad alta potenza.

Come non chiamare barbarie questa carneficina da parte degli Stati Uniti e di coloro che hanno orgogliosamente affermato quanto segue nel Preambolo della Costituzione dell’Unione Europea:

Il continente europeo è portatore di civiltà, i suoi abitanti lo hanno abitato fin dagli albori dellumanità in fasi successive e nel corso dei secoli hanno sviluppato valori, base dellumanesimo: luguaglianza degli esseri umani, la libertà e il valore della ragione…” .

Questa visione non è dialettica. Non include né riconosce le frequenti violazioni di questi valori, le catastrofi che la cultura europea ha prodotto con ideologie totalitarie, guerre devastatrici, con la morte di circa 200 milioni di persone nel continente e nelle colonie, colonialismo, schiavitù, imperialismo, genocidio dei popoli originari (in un secolo morirono in Sud America, sotto l’azione degli europei 61 milioni di indigeni), decimando intere nazioni in netto contrasto con i valori proclamati. Ciò che la Unione Europea, in qualità di complice, sta facendo nella Striscia di Gaza dimostra la sua tradizionale arroganza e il suo atteggiamento ipocrita. Tralascio gli USA, sempre in guerra con qualche paese, commettendo le più grandi barbarie. Mi concentro solo sugli europei.

Tutta questa dimensione tragica è stata possibile solo perché l’altro non è mai stato riconosciuto, di fatto, come suo pari e, di conseguenza, il diverso non è mai stato rispettato. Questa concezione non è ancora stata superata nella coscienza della maggior parte dei paesi europei.

Prendiamo come esempio dell’inferiorizzazione degli altri, il trattamento riservato alle donne.

Nella cultura occidentale in generale (senza considerare le altre culture) aveva centralità la visione patriarcale e sessista che combinava e organizzava i valori principali nella forma maschile. A causa di questa dominazione, la donna fu sottomessa, emarginata e resa socialmente invisibile.

È stata creata una giustificazione ideologica per questa inferiorizzazione. È stata ricercata in Aristotele, che aveva coniato una concezione pregiudiziale, la cui risonanza è arrivata fino a San Tommaso d’Aquino, con echi in Freud e Lacan. Il filosofo affermava che la donna è “un uomo rimasto nel cammino”, “un essere incompiuto e inferiore” (ma in latino).

I settori tradizionalisti della Chiesa appaiono come bastioni culturali che mantengono viva e ancora riproducono questa inferiorizzazione delle donne. Per questi settori le donne non godono ancora della piena cittadinanza ecclesiastica. Ciò ha finito per prevalere nel Sinodo sull’Amazzonia, che intendeva dare un volto indigeno alla fede cristiana. Ha prevalso il paradigma sessista, romano e occidentale. Gli indios sposati non possono essere preti. Alle donne si è negato il sacerdozio; c’è stata una piccolissima concessione, la partecipazione all’amministrazione istituzionale della Chiesa. Ma non è loro consentito esercitare la libertà con riferimento, tra l’altro, al diritto riproduttivo, poiché costituiscono oltre il 50% della comunità cristiana.

Questa riduzione a uno stato di inferiorità delle donne divide l’umanità da cima a fondo. Conferisce troppo potere all’uomo. Questo, non riconoscendo l’alterità e l’uguaglianza delle donne, ha perso l’interlocutore che la natura e Dio gli avevano dato per vivere insieme in modo cooperativo. Quando la Genesi dice che sono immagine di Dio e fatti uomo e donna, intende questo fatto non come possibilità di riproduzione della specie. Ma come compagni tra loro e interlocutori permanenti.

Questo rapporto faccia a faccia tra uomo e donna, impedirebbe una relazione di dominio. E questa, per ragioni che qui non possiamo menzionare, è stata attuata. Senza la donna, l’uomo proietta la sua forza fisica e la sua capacità intellettuale nella logica della competizione, in cui solo uno vince e tutti gli altri perdono. Impedisce la cooperazione in cui tutti vincerebbero. Lascia il campo aperto all’emergere di strutture di potere che implicano gerarchizzazione ed esclusione. Si attribuisce di fatto al patriarcato e al sessismo il tipo di Stato centralizzato che abbiamo, la fabbricazione della guerra e l’istituzione di costumi sociali sessisti e di leggi discriminatorie.

Ma grazie alla lotta storica delle donne è in atto una sistematica demolizione delle false ragioni della società patriarcale. Loro hanno sviluppato una visione più olistica dell’uomo e della donna e della loro missione nella storia: creare relazioni di partenariato nel rispetto delle differenze in vista di una relazione più inclusiva e meno conflittuale tra i generi e a beneficio della pace politica e religiosa tra i popoli.

Ciò che, vergognosamente, sta accadendo a cielo aperto a Gaza è il prevalere della violenza maschilista, la spietatezza verso i più deboli e la pura e semplice eliminazione di persone che, secondo i sionisti radicali, non dovrebbero più esistere. Ma ribadisco che crediamo che, con molto sforzo, l’essere umano possa essere migliore: può fare della persona lontana un vicino e del vicino un fratello e una sorella. Ma quando?

Leonardo Boff ha scritto con Rose Marie Muraro i libri Feminino e Masculino: uma nova consciência para o encontro das diferenças, Record, RJ 2002/2010; O rosto materno de Deus, Vozes 11edições 2012.

(traduzione dal portoghese di Gianni Alioti)

Os novos bárbaros: a Comunidade Europeia e os USA

Leonardo Boff

A verdadeira guerra de extermínio que o Estado de Israel, sob o comando de um celerado de extrema direita, Benjamin Netanyahu, está fazendo com os mais de dois milhões de palestinos da Faixa de Gaza, apoiado pela maior potência bélica do mundo, os USA e mais ainda pela inteira Comunidade Europeia (NATO) nos legitima de chamá-los de novos bárbaros. Cercaram como num chiqueirão os milhões da palestinos na pequena faixa de terra, junto ao mar, para melhor eliminá-los. Para agravar sua perversidade, cortaram-lhe a água, os suprimentos alimentares, a energia, os medicamentos para os hospitais. E para chegar ao cúmulo, usaram contra a população bombas de fósforo branco que queima as pessoas até os ossos.

Foi uma reação totalmente desproporcional contra um ataque terrorista do Hamas (a parte militarizada da população civil) feita contra Israel no dia 7 . A reação não conhece limites éticos, humanitários e de mínima compaixão.Mais de 11 mil crianças foram assassinadas, milhares de mães,cerca de 70 mil civis e centenas e centenas de feridos e ainda os escombros de 400 mil casas arrasadas com bombas de grande potência.

Como não chamar esta carnificina, de barbárie por parte dos USA e daqueles que,orgulhosamente consignaram no Preâmbulo da Constituição da União Europeia o seguinte:

O Continente europeu é portador de civilização, que seus habitantes a habitaram desde o início da humanidade em sucessivas etapas e que no decorrer dos séculos desenvolveram valores, base para o humanismo: igualdade dos seres humanos, a liberdade e o valor da razão…”.

 Esta visão não é dialética. Ela não inclui nem reconhece as frequentes violações destes valores, as catástrofes que a cultura europeia produziu com ideologias totalitárias, guerras devastadoras, matando cerca de 200 milhões no continente e nas colônias, colonialismo, escravagismo, imperialismo, genocídio de povos originários (num século morreram na América do Sul, sob a ação dos europeus 61 milhões de indígenas), dizimando inteiras nações em contraste frontal com os valores que proclamou. O que a Comunidade Europeia,  como cúmplice, está fazendo na Faixa de Gaza mostra a sua tradicional arrogância e atitude farisaica. Deixo de fora os USA que sempre vivem em guerra contra algum país,cometendo as maiores barbaridades.Detenho-me apenas nos europeus.

Toda esta dimensão trágica só foi possível porque nunca se reconheceu, de fato, o outro como seu semelhante e nunca se respeitou de forma consequente o diferente. Esta concepção não foi ainda superada na consciência da maioria dos países europeus.

Vamos tomar como exemplo a inferiorizarão do outro,  no caso do tratamento dado às mulheres.

Na cultura ocidental em geral (sem considerar outras culturas) tinha centralidade a visão patriarcal e machista que conjugou e organizou os principais valores na forma do masculino. Em razão desta dominação, a  mulher foi submetida, marginalizada e tornada socialmente invisível.

 Criou-se uma justificativa ideológica para esta interiorização. Ela foi buscada em Aristóteles que cunhou uma compreensão preconceituosa, cuja ressonância alcançou Santo Tomás de Aquino, com ecos em Freud e Lacan. O filósofo afirmou que a mulher é  “um homem que ficou a caminho”, “um ser inacabado e inferior” (mas  em latim).

Setores tradicionalistas da Igreja comparecem como  bastiões culturais que mantém viva e ainda reproduzem esta interiorização da mulher.Para esses setores as mulheres não gozam ainda de plena cidadania eclesial. Isso acabou prevalecendo no Sínodo Panamazônico, pelo qual se pretendia conferir um rosto indígena à fé crista. Predominou o paradigma machista, romano e ocidental.Índio casado não pode ser padre por não ser celibatário. Negou-se às mulheres o sacerdócio; concedeu-se a uma pequeníssima parcela, participar na administração institucional da Igreja. Mas não lhes foi permitido exercer a liberdade com referência ao direito reprodutivo, entre outros, sendo que são mais de 50% da comunidade cristã.

Esta interiorização da mulher cinde a humanidade de cima abaixo. Confere demasiado poder ao homem. Este, ao não reconhecer a alteridade e a igualdade da mulher, perdeu o interlocutor que a natureza e Deus lhe haviam dado para juntos viverem de forma cooperativa.Quando o Gênesis diz que são imagem de Deus e feitos homem e mulher, entende este fato não como possibilidade de reprodução da espécie. Mas como companheiros entre si e permanentes interlocutores.

Esse cara- a- cara entre homem e mulher, impediria uma relação de dominação. E essa, por razões que não cabe aqui referir, se implantou. Sem a mulher, o homem projeta sua força física e capacidade intelectual na lógica da competição na qual só um ganha e todos os demais perdem. Impede a cooperação na qual todos ganhariam. Deixa o campo aberto ao surgimento de estruturas de poder que implicam hierarquização e  exclusão. Efetivamente tributa-se  ao patriarcalismo e ao machismo o tipo de Estado centralizado que temos, a fabricação da guerra e o estabelecimentos de costumes sociais machistas e de leis discricionárias.

Mas graças à luta histórica das mulheres está se operando uma demolição sistemática das falsas razões da sociedade patriarcal. Elas elaboraram um visão mais holística do homem e da mulher e de sua missão na história: criar relações de parceria no respeito às diferenças em vista de uma relação mais includente e menos conflitiva entre os gêneros e em benefício da paz política e religiosa entre os povos.

O que, vergonhosamente, está ocorrendo a céu aberto em Gaza, é a prevalência da violência masculinista, da impiedade para com os mais fracos e a pura e simples eliminação de pessoas que para os sionistas radicais nem deveriam mais existir. Mas reitero que com muito esforço cremos que o ser humano pode ser melhor: pode fazer do distante um próximo e  do próximo um irmão e uma irmã. Mas quando?

Leonardo Boff escreveu com Rose Marie Muraro o livro Feminino e Masculino:uma nova consciência para o encontro das diferenças,Record,RJ 2002/2010; O rosto materno de Deus, Vozes 11edições 2012.

EIN GERECHTER UNTER DEN VÖLKERN

Leonardo Boff

Angesichts der Polemik und der Angriffe, denen er ausgesetzt war, gebe ich einen Artikel wieder, den ich am 3. November 2022 geschrieben habe.  Er hat  die Wahrheit gesagt, die niemand über die Kriegsverbrechen und den Völkermord sagen wollte, die immer noch im Gaza-Streifen stattfinden, der von einem bösen und grausamen rechtsextremen Premierminister Benjamin Netanyahu zerstört wird.

Seit über 40 Jahren. Woher kommt er? Er kommt aus den existenziellen Sklavenquartieren. Er ist ein Nordostler, verachtet von der rückständigen Elite, die in ihrer DNA eine feige Verachtung für die Armen trägt. Er ist ein Kind der Armut. Ein Überlebender des Hungers. Ein Pau de Arara, der mit seiner Mutter und seinen Geschwistern an den Stadtrand von São Paulo gezogen ist.

Die ganze Großfamilie lebte in einer kleinen Bar. Aber es gab eine Mutter, die alle Rollen von Vater, Mutter, Erzieherin, Beraterin und Vorbild erfüllte: Frau LINDU. Sie verstand es, alle ihre Kinder zu erziehen. Sie vermittelte diesem Mann in Kopf und Herz: Gib niemals auf. Stiehl niemals. Niemals lügen.

Dieser ethische Imperativ prägte sein ganzes Leben. Als Junge, der auf einem kleinen Markt arbeitete, wollte er unbedingt einen amerikanischen Cichlete stehlen. Brasilianische gab es nicht. Aber als er seine Hand ausstreckte, erinnerte er sich an Frau Lindu: Er hat das Fahrrad nicht gestohlen, er hat nie etwas gestohlen.

Ich kenne einen Mann, diesen Mann. Lange Zeit war er völlig entpolitisiert. Alles, was ihn interessierte, war Fußball und seine Lieblingsmannschaft, die Corinthinas. Er hat es geschafft, Metallurgie zu studieren. Er lernte aus Erfahrung, ohne etwas über Marx zu wissen, was ein Mehrwert ist. Anfangs, mit wenig Erfahrung, produzierte er eine bestimmte Anzahl von Produkten. Er verbesserte sich so weit, dass er mit größerer Geschicklichkeit und Geschwindigkeit immer mehr von demselben Produkt herstellte. Der Lohn blieb jedoch derselbe. Wem ging der Gewinn aus seiner erhöhten Produktion zu? Nicht an ihn, sondern an seinen Chef. Darin liegt der Mehrwert und der Akkumulationsmechanismus des Unternehmers.

Er wachte auf und erkannte die Ungerechtigkeit gegenüber den Arbeitnehmern. Er wurde ein Gewerkschaftsführer. Er stellte sich gegen die Militärdiktatur. Er wurde verhaftet. Als er freigelassen wird, entfesselt er den Adler, der in ihm schlummert. Sein Charisma als Führer kam zum Vorschein. Er verstand es wirklich, mit den Bossen auf einer Win-Win-Basis zu verhandeln.

Und er dachte: Die Mächtigen haben dieses Land während unserer gesamten Geschichte beherrscht. Sie haben nur für sich selbst regiert. Uns haben sie nie einbezogen. Wir waren Kohle, die für die Produktion ihrer Fabriken verbrannt wurde. Warum können nicht auch wir Arbeiter, die Mehrheit, unser Land regieren und es besser regieren, für alle, angefangen bei den am meisten Ausgebeuteten und Ausgegrenzten?

Zusammen mit anderen gründete er die Partei der Arbeiter (PT). Er kandidierte als Gouverneur und Präsident des Landes. Er hat immer verloren. Aber er gab nie seinen inneren Impuls auf, der von seiner Mutter inspiriert worden war: Niemals aufgeben. In seinen Reden forderte er: Wir müssen dafür sorgen, dass alle Menschen mindestens dreimal am Tag essen können, dass sie ein eigenes Haus mit Stromanschluss haben, dass sie sich selbst weiterbilden und ihre Söhne und Töchter auf gute Schulen schicken können. Eine Rente zu erhalten, um die Herausforderungen des Alters zu meistern. Vor allem aber die Freude am Leben und am sozialen Miteinander.

Und das Mysterium aller Dinge wollte, dass er aus der untersten Etage, aus den existenziellen Sklavenquartieren, aus den Randgruppen, an die zentrale Macht des Landes gelangt. Zum ersten Mal in unserer Geschichte organisierte ein Sträfling von der Erde eine Politik, bei der alle gewannen, auch die Wohlhabenden, aber vor allem diejenigen, die seit Dutzenden von Jahren auf der Hungerkarte standen. Wir hörten nicht mehr die hündischen Schreie von Kindern, die an den Röcken ihrer Mütter zerrten und um die fehlende Nahrung bettelten. Millionen von Menschen wurden in die Gesellschaft integriert, Tausende von Armen, Afroamerikanern und Indigenen konnten durch Quotenregelungen höhere Bildungsgänge besuchen. Ureinwohner, Quilombolas, Frauen und andere mit anderen sexuellen Möglichkeiten haben darin Verständnis und Schutz gefunden. Es hat ihnen nicht nur den Hunger genommen, sondern auch ihre Menschenwürde zurückgegeben.

Der eine steht auf, nicht wenig arrogant, und verkündet: “Gott hat mich auserwählt, das Land zu retten; es steht sogar in meinem Namen, Messias”. Der andere sagt einfach: “Ich danke Gott, dass ich mit der Unterstützung vieler so weit gekommen bin und Millionen von Menschen ernähren kann”. Die Reden haben unterschiedliche Töne: Der eine betont eine angebliche göttliche Berufung, unabhängig von seinen Bemühungen.  Der andere kämpfte zusammen mit anderen und bemühte sich, dieses Ziel zu erreichen. Und er dankt Gott, nach viel Kampf und unermüdlichen Opfern.

Die Welt folgte ihm. Als Präsident waren die Staatsoberhäupter sehr an seinen Erfahrungen und Ratschlägen interessiert. Er entwickelte sich zu einem der größten Führer der Welt. Auf die Frage, ob er den Krieg gegen den Irak unterstütze, antwortete er weise: “Mein Krieg richtet sich nicht gegen ein Volk, sondern gegen den Hunger und das Elend von Millionen in meinem Land und in der Menschheit.

Alles, was gesund ist, kann krank werden. Teile ihrer Regierungen wurden von der Krankheit der Geldgier befallen, die Korruption mit sich bringt. Sie wurden angeprangert und bestraft. Aber es ist nie bewiesen worden, dass dieser Mann aufgrund seiner Position als Präsident persönlich von der Korruption profitiert hat.

Wenn es etwas gibt, das ihn zutiefst verärgert, dann ist es, wenn man ihn einen Dieb nennt. Wo ist seine Villa? Wo sind seine Bankkonten in Brasilien, im Ausland oder in einer Steueroase? Kann jemand auf ihn hinweisen, ohne zu lügen? Als Kandidat wurde sein Leben bis ins kleinste Detail durchleuchtet. Nichts wurde gefunden. Nicht einmal eine Wohnung, die er nie bewohnt hat, oder den Bauernhof eines Freundes, der ihm nie gehörte. Er lebt in einer Wohnung wie jeder andere Bürger, der die Position innehatte, die er innehatte, gut aber bescheiden.

Ich kenne und bezeuge die Transparenz, Ehrlichkeit und Integrität dieses Mannes. Er sagte einige Male zu mir: Sie, die Sie vor zahlreichen Zuhörern sprechen, sagen in meinem Namen: Ich habe nie jemandem fünfzig Cent gegeben, ich habe nie fünfzig Cent von jemandem erhalten. Ich habe nie etwas von jemandem genommen. Und wenn Sie weiterhin behaupten, ich sei ein Dieb, sagen Sie, dass Sie ein Lügner sind. Und wenn Sie weiterhin behaupten, dass ich ein Dieb bin, dann wage ich es, dass Sie vor Gericht gehen und mir die Beweise zeigen, die mich des Diebstahls bezichtigen. Wenn es wahr ist, werde ich die Strenge des Gesetzes akzeptieren. Ich werde alles, was ich angeblich gestohlen habe, doppelt zurückzahlen.  Ich bin bereit, dafür ins Gefängnis gehen.

Ich kenne einen Mann, der alle Arten von Verleumdung, Diffamierung und Demütigung ertragen musste. Seine Frau starb vor Kummer. Sein Enkel, der zu früh starb, machte ihm den Abschied von seinem geliebten Menschen so schwer wie nie zuvor. Als sein älterer Bruder, der ihn als Vater hatte, diese Welt verließ, wurde er zu einer kurzen Totenwache gebracht, umgeben von bewaffneten Soldaten, als ob sie einen gefährlichen Verbrecher führen würden.

Sie brachen ohne Vorwarnung in sein Haus ein. Sie durchsuchten alles, die Matratzen und nahmen sogar die Spielsachen seiner Enkelkinder mit, die bis heute nicht zurückgegeben wurden. Schließlich wurde ein Richter vom Obersten Gerichtshof (STF) als eindeutig befangen anerkannt. Infolgedessen wurden die gegen diesen Mann eingeleiteten Verfahren für ungültig erklärt, und er wurde “wegen eines unbestimmten Vergehens” verurteilt, was in keinem Strafgesetzbuch steht, nicht einmal in dem von Hammurabis Vorfahren, der einige Jahrtausende vor unserer Zeitrechnung lebte. 580 Tage lang wurde er unter strenger Überwachung gehalten. Er hätte Widerstand leisten oder sich in eine Botschaft flüchten können. Im Gefängnis ließ er sein Leben, die Erfolge und Fehler seiner Regierung Revue passieren, studierte eingehend die wichtigsten Aspekte unseres Landes und der Weltgeopolitik. Er verinnerlichte sich und kam voller Humanismus, Hoffnung und Entschlossenheit heraus.

Doch seine Inhaftierung hatte eine perverse Konsequenz: Sie ebnete den Weg für die Präsidentschaft einer finsteren Gestalt, eines Feindes des Lebens und seines Volkes, der von Todessehnsucht und Hass getrieben wurde. Sein Leugnen und sein völliger Mangel an Empathie ließen mindestens 300.000 Menschen an dem Coronavirus sterben.

Die Wahl kam. Sein Gegner, der jeden an Ignoranz, Brutalität und Mordlust übertrifft, setzte alle möglichen und unmöglichen Mittel ein, um ihn zu besiegen, von der Korruption eines milliardenschweren Geheimbudgets bis hin zum gesamten Staatsapparat, in dem “das Kabinett des Hasses” operierte. Es verbreitete Lügen, Fake News, Verleumdungen und Obszönitäten gegen ihn. Sogar der staatliche Polizeiapparat wurde zu Gunsten seiner Kandidatur eingesetzt.

Die Vernunft siegte über die Irrationalität, die Wahrheit über die Lüge, die Liebe über den Hass. Er wurde zum Präsidenten des Landes ausgerufen. Er wurde von den höchsten Autoritäten des Landes und der Welt anerkannt, von XI Jinping bis Biden und Putin. Auch ohne vereidigt worden zu sein, wurde er bereits zur COP27 in Ägypten eingeladen, um über das neue Klimaregime zu diskutieren, und nach Davos, wo sich die Glücksritter versammeln, um zu hören, welche Art von Wirtschaft er ankurbeln will, da die derzeitige sich in einer deutlichen Abwärtsspirale und tiefen Krise befindet.

Ich kenne diesen Mann, charismatisch, herzlich, unfähig, Hass in seinem Herzen zu haben und bereit zum Dialog mit allen. Aus seinem Mund hören wir und von seinem Beispiel lernen wir, dass es immer wichtig ist, die Demokratie zu verteidigen, die Armen in den Mittelpunkt zu stellen, den Amazonas gegen die Gier des wilden Kapitals zu verteidigen und eine Welt anzustreben, die für alle gut ist und sein wird. Wie ein Präsident sagte: “Die Welt vermisst diesen Mann”.

Ihm gebührt die höchste Ehre, die die biblisch-jüdische Tradition einem Weltbürger zuteil werden lässt: ER IST EIN GERECHTIGTER UNTER DEN NATIONEN.

Ich kenne und bezeuge einen Mann, der durch sein Leben, sein Beispiel und seine Fürsorge für sein Volk tatsächlich ein Gerechter unter den Völkern geworden ist.

Sein Name muss nicht erwähnt werden. Das Land kennt ihn. Die Welt erkennt Sie an.Er ist Luis Inácio Lula da Silva, President Brasiliens.

Leonardo Boff, Ökotheologe, Philosoph, ehemaliger Professor für Ethik und Mitglied der Internationalen Erdcharta-Initiative.

Übersetzt von Bettina Goldhartnack

UN JUSTO ENTRE LAS NACIONES

Leonardo Boff*

Ante las polémicas y ataques que viene sufriendo, transcribo un artículo que escribí el día 3 de noviembre de 2022. Él dijo la verdad que nadie quería decir acerca de los crímenes de guerra y de genocidio que aún están ocurriendo en la Franja de Gaza, que está siendo destruida por un primer ministro malo y cruel, Benjamín Netanyahu.

Conozco a un hombre. Hace más de 40 años. ¿De dónde viene? Viene de la senzala existencial. Es un nordestino, desdeñado por la élite del atraso que tiene en su ADN un desprecio cobarde a los pobres. Es un hijo de la pobreza. Un superviviente del hambre. Un pau de arara, que salido del agreste pernambucano fue a radicarse con su madre y sus hermanos en la periferia de São Paulo.

Toda la numerosa familia vivía en un anexo a un bar. Pero había una madre que cumplía todas las funciones, de padre, de madre, de educadora, de consejera y de ejemplo, doña LINDU. Supo educar a toda la prole. A este hombre le inculcó en la cabeza y en el corazón: Nunca desistas. Nunca robes. Nunca mientas.

Este imperativo ético marcó toda su vida. Cuando niño, trabajando en un pequeño mercado, se moría de ganas de robar un chicle americano. No existía el nacional. Pero cuando extendía la mano, se acordaba de doña Lindu: No robó el chicle, como no robó nada nunca.

Conozco a un hombre, a este hombre. Durante bastante tiempo estuvo totalmente despolitizado. Lo que le interesaba era el fútbol y su equipo preferido, el Corinthians. Consiguió hacer un curso de metalúrgico. Aprendió por experiencia, sin saber nada de Marx, lo que era la plusvalía. Al principio con la poca experiencia inicial, producía tal y tal producto. Fue mejorando, con más destreza y rapidez producía más y más del mismo producto. Pero su salario seguía siendo el mismo.

¿Para quién iba la ganancia del crecimiento de su producción? No para él sino para el patrón. En esto reside la plusvalía y el mecanismo de acumulación del empresario.

Despertó a la injusticia de los trabajadores. Se volvió líder sindical. Se enfrentó a la dictadura militar. Estuvo preso. Soltado, liberó el águila que escondía dentro de sí. Surgió su carisma de líder. Sabía negociar honestamente con los patrones según la lógica del gana-gana.

Y pensó: los poderosos han gobernado este país todo el tiempo de nuestra historia. Han gobernado solo para ellos. No nos han incluido nunca. Éramos carbón a ser quemado en la producción de sus fábricas. ¿Por qué nosotros, los trabajadores, que somos mayoría, no podemos gobernar también nuestro país y gobernar mejor, para todos, comenzando por los más explotados y marginalizados?

Entonces, junto con otros, fundó el Partido de los Trabajadores (PT). Se presentó para gobernador y para presidente del país. Perdió siempre. Pero nunca renunció al impulso interior, inspirado por su madre: nunca desistas. Insistía en sus intervenciones: debemos permitir que todos puedan comer por lo menos tres veces al día, tener su casita con luz, puedan educarse y mandar a sus hijos e hijas a buenas escuelas. Recibir una pensión para hacer frente a los achaques de la vejez. Pero ante todo, tener alegría de vivir y de convivir.

Y quiso el Misterio de todas las cosas que él, desde el piso de abajo, desde la senzala existencial, desde la marginación llegase al poder central del país. Por primera vez en nuestra historia, un condenado de la Tierra organizó una política en la que todos ganaban, inclusive los adinerados, pero sobre todo aquellos que desde hacía decenas de años estaban en el mapa del hambre. Ya no se oían los gritos apremiantes de los niños tirando de la falda de su madre, pidiendo la comida que les faltaba. Millones de personas fueron incluidas en la sociedad, miles de pobres y de afrodescendientes, de indígenas, mediante cuotas, pudieron seguir cursos superiores. Los pueblos originarios, quilombolas, mujeres y personas de otra opción sexual encontraron en él comprensión y defensa. Más que matar el hambre, les devolvió la dignidad humana.

Uno se levanta, no sin cierta arrogancia y anuncia : “Dios me ha escogido para salvar el país; está escrito hasta en mi nombre, Mesías”. El otro solamente dice: “Agradezco a Dios por haberme permitido, con el apoyo de muchos, llegar hasta aquí y poder dar comida a millones de personas”. Los discursos tienen tonos diferentes: uno hace énfasis en un pretextado llamamiento divino, independiente de su esfuerzo. El otro, luchó junto con otros y se esforzó para cumplir ese propósito. Y lo agradece a Dios, tras mucha lucha e incansables sacrificios.

El mundo lo siguió todo atentamente. Como presidente, los jefes de Estado competían por escuchar sus experiencias y consejos. Se convirtió en uno de los mayores líderes mundiales. Invitado a apoyar la guerra contra Irak, respondió sabiamente: mi guerra no es contra un pueblo, es contra el hambre y la miseria de millones de personas de mi país y de la humanidad.

Todo lo que está sano puede enfermar. Sectores de su gobierno fueron afectados por enfermedad de la ganancia de dinero que implica corrupción. Fueron denunciados y castigados. Pero nunca se ha probado que este hombre se haya beneficiado personalmente de la corrupción como consecuencia de su cargo de presidente.

Si hay algo que le molesta profundamente es que le llamen ladrón. ¿Dónde está su mansión? ¿Dónde están sus cuentas bancarias en Brasil, en el extranjero o en algún paraíso fiscal? ¿Puede alguien señalarlo sin mentir? Como candidato, su vida fue revisada hasta el más mínimo detalle. No se encontró nada. Ni un piso en el que nunca vivió, ni el sitio de un amigo que nunca le perteneció. Vive en un piso como cualquier ciudadano que ha ocupado el cargo que ha tenido, bueno pero modesto.

Conozco y doy fe de la transparencia, honestidad e integridad de este hombre. Me dijo varias veces: tú que hablas ante muchos públicos, di en mi nombre: nunca he dado cincuenta céntimos a nadie, nunca he recibido cincuenta céntimos de nadie. Nunca he tomado nada de nadie. Y si sigue diciendo que soy un ladrón, di que es un mentiroso. Y si se empeña en decirlo, desafíalo a que vaya a los tribunales, que muestre las pruebas para acusarme de ladrón. Si fuera verdad, di que aceptaré el rigor de la ley y que devolveré el doble de la cantidad que falsamente haya robado.Y quiero que me arresten.

Conozco a un hombre que soportó todo tipo de calumnias, difamaciones y humillaciones. Su esposa murió de tristeza. Cuando su nieto falleció prematuramente, le pusieron mil dificultades para despedirse de su ser querido. Y cuando su hermano mayor, al que tenía por padre, partió de este mundo, lo llevaron a un breve velatorio rodeado de soldados armados, como si llevaran a un peligroso canalla.

Entraron en su casa sin avisar. Saquearon todo, registraron los colchones y se llevaron hasta los juguetes de sus nietos que no han sido devueltos hasta el día de hoy. Finalmente, hubo un juez reconocido por el Tribunal Supremo (STF) como claramente parcial, y debido a ello el proceso iniciado contra este hombre fue invalidado. El juez lo condenó “por un delito indeterminado”, algo que no se encuentra en ningún código penal, ni siquiera en el Código de Hammurabi, unos milenios antes de nuestra era.

Durante 580 días estuvo encarcelado bajo estricta vigilancia. Podría haberse resistido o haberse refugiado en alguna embajada. No. Se quedó al lado de su pueblo. En la cárcel, revisó su vida, los aciertos y errores de su gobierno, estudió a fondo los principales aspectos de nuestro país y de la geopolítica mundial. Se espiritualizó y salió lleno de humanismo, esperanza y determinación.

Pero su encarcelamiento tuvo una consecuencia perversa: despejó el camino para presidente a una figura siniestra, un enemigo de la vida y de su pueblo, movido por la pulsión de matar y odiar. Por su negacionismo y su total falta de empatía permitió impasible la muerte de al menos 300.000 personas a causa del Coronavirus.

Luego vinieron las elecciones. Su oponente, que destacaba por su ignorancia, brutalidad y mente asesina, utilizó todos los medios posibles e imposibles para derrotarlo, desde la corrupción de un presupuesto secreto multimillonario hasta todo el aparato del Estado, dentro del cual operaba el “gabinete del odio”. Este difundió mentiras, fake news, calumnias y obscenidades contra él. Incluso activó el aparato policial del Estado a favor de su candidatura.

La sensatez ganó a la irracionalidad, la verdad a la mentira, el amor al odio. Fue proclamado presidente del país. Fue reconocido por las más altas autoridades del país, del mundo, desde Xi Jinping, Biden y Putin. Incluso antes de haber jurado su cargo, ya fue invitado a la COP27 en Egipto para discutir el nuevo régimen climático y a Davos, donde se reúnen los dueños de las mayores fortunas, para escuchar el tipo de economía que se proponía implementar, ya que la actual está en clara deriva y profunda crisis.

Conozco a este hombre, carismático, cordial, incapaz de sentir odio en su corazón y dispuesto a dialogar con todos. De su boca oímos y de su ejemplo aprendimos que siempre es importante defender la democracia, dar centralidad a los pobres, defender la Amazonia contra la voracidad del capital salvaje, buscar un mundo bueno para todos y hacer que lo sea. Como dijo un presidente: “El mundo echa en falta a este hombre”.

Merece el mayor elogio que la tradición bíblica judía otorga a un ciudadano del mundo: Él ES UN JUSTO ENTRE LAS NACIONES.

Conozco y soy testigo de un hombre que por su vida, por su ejemplo y por el cuidado de su pueblo se convirtió efectivamente en un hombre Justo entre las Naciones.

Su nombre no necesita ser citado. El país lo conoce. El mundo lo reconoce.

*Leonardo Boff, ecoteólogo, filósofo, exprofesor de ética y miembro de la Iniciativa Internacional de la Carta de la Tierra.

Traducción de MªJosé Gavito Milano