Boff: “Bolsonaro ha gettato il Brasile nell’abisso, Lula saprà trovare una via d’uscita”

Quali sono le grandi sfide che Lula dovrà affrontare dopo la sua elezione a Presidente del Brasile? Ne parliamo con un grande intellettuale brasiliano, il filosofo e teologo Leonardo Boff

Pierluigi Mele

Professore, la storica vittoria (terzo mandato) di Lula su Bolsonaro cosa può significare per l’America Latina e la politica mondiale?

 La vittoria di Lula significa una sconfitta per il conservatorismo, il fascismo e l’ultra-destra che sta crescendo nel mondo. Il Brasile è importante per le sue dimensioni, per la sua popolazione e per essere una potenza di beni e servizi naturali, fondamentali per la sopravvivenza della vita umana sul pianeta. Particolarmente importante è l’Amazzonia, che regola i climi di gran parte della Terra e contiene la più grande biodiversità, decisiva per perpetuare la natura, senza la quale l’essere umano non può garantire il proprio futuro.

Le elezioni ci consegnano un Brasile diviso letteralmente in due. Nelle prime parole pronunciate dopo l’elezione, Lula  esprime la forte volontà di “‘essere presidente di tutti”. È una grande sfida questa, ci riuscirà? 

C’è consenso anche tra i suoi oppositori sul fatto che Lula sia la figura carismatica con più capacità di dialogare e convivere con le differenze, per unire il Paese, attraversato dalle divisioni prodotte dal fascismo e dall’ultra-destra del presidente Jair Bolsonaro. Quest’ultimo non si è rivelato all’altezza di un capo di stato. Per i suoi comportamenti omofobi, misogini, razzisti, nemico dei neri e degli indigeni, per le sue espressioni linguistiche scortesi, ha prodotto intolleranza, violenza e vergognoso disprezzo per i poveri, che sono la maggioranza della società. Lula, nella sua vita di dirigente sindacale, ha imparato a dialogare con i padroni e, come presidente per due volte, ha rivelato una grande capacità di dialogo con le varie correnti politiche, raggiungendo un consenso su questioni fondamentali come lo sradicamento della fame e l’inclusione sociale di 36 milioni di persone. Ora trova un Paese lacerato in ogni campo, e con l’aiuto dei movimenti sociali e dei partiti di matrice umanistica, saprà trovare una via d’uscita dall’abisso in cui siamo stati gettati.

Sappiamo che il Parlamento è frammentato, con una forte presenza della destra. Non sarà facile il rapporto con Lula

Il Parlamento brasiliano è molto fluido e privo di un’ideologia guida. Gli piace essere vicino al potere. Ecco perché, un giorno dopo l’elezione di Lula, diversi politici opportunisti lo hanno sostenuto e probabilmente vorranno fungere da base di appoggio per il Governo. Quello che sappiamo è che Lula non intende fare un Governo solo di coalizione di partiti, perché implica scambio di favori e corruzione. Dovrà prendere accordi in Parlamento, ma soprattutto vuole la partecipazione dei movimenti sociali e discutere con la società il bilancio e le priorità riscontrate tra la gente. Vuole creare reti di discussione ed elaborazione di progetti promossi dal basso. Questa sarebbe una democrazia partecipativa e quotidiana.

Quali sono altre sfide che Lula dovrà affrontare?

 La prima sfida è fare in modo che i 33 milioni di affamati possano mangiare almeno tre pasti al giorno. Il secondo è fornire occupazione e lavoro a più di 10 milioni di disoccupati e a circa 20 milioni di lavoratori informali. In secondo luogo, resuscitare le politiche sociali che comprendono il progetto ‘Minha Casa Minha Vida’, ‘Luz para Todos’ e l’accesso dei poveri all’università. La sua grande sfida è limitare la voracità dell’economia al servizio dei ricchi e a spese dei poveri. Il suo motto è: includere i ricchi all’interno delle imposte sul reddito e i poveri nel bilancio ufficiale del Governo. Inoltre, tra i tanti problemi esistenti, si tratta di salvare il sistema sanitario e l’istruzione abbandonate e garantire la conservazione dell’Amazzonia senza deforestazione.

Il Brasile è un paese molto religioso. Quanto ha pesato il fattore “religione” in queste elezioni ?

 Il Brasile a partire dagli anni ’70 del secolo scorso è stato invaso dalle chiese neo-pentecostali provenienti dagli USA. Appartenevano alla strategia del dominio imperiale contro i movimenti libertari che stavano ribollendo in tutti i paesi dell’America Latina. In questo contesto è nata anche la teologia della liberazione. Queste chiese carismatiche neo-pentecostali sono penetrate nei luoghi poveri che non erano raggiunti dalla Chiesa cattolica o dalle Comunità Ecclesiali di Base. I pastori radunavano queste persone povere e abbandonate in grandi sale e svolgevano funzioni religiose molto emozionanti. Insieme a questo, riscuotevano rigorosamente la decima e chiedevano ai fedeli un contributo in denaro. Hanno, in questo modo, irregimentato molte persone e si sono avvicinati ai partiti politici conservatori con lo slogan Famiglia, Patria e Religione. Cosi che il presidente cattolico Jair Bolsonaro ha strumentalizzato queste chiese con discorsi conservatori, usando fake news, calunnie e bugie contro politici progressisti come Lula e altri. Hanno avuto influenza nelle elezioni, ma non sono stati decisivi perché c’erano anche divisioni tra di loro.

Una nota su Bolsonaro. Come spiega, dopo una gestione fallimentare del Paese, tutti questi voti a Bolsonaro?  

Bolsonaro ha utilizzato l’intero apparato statale e milioni di dollari per comprare, senza vergogna, voti tra i poveri e la popolazione in generale. Ha beneficiato i più poveri con sussidi validi solo per il periodo elettorale, ha sovvenzionato i tassisti e i camionisti con denaro pubblico. Ha anche creato ‘l’Ufficio dell’Odio’ attraverso il quale ha diffuso milioni di fake news, calunnie e bugie. Anche così, non è riuscito a convincere abbastanza per vincere le elezioni. Ma questa campagna elettorale è stata la più corrotta e spudorata della nostra storia.

Qual è stata la “carta vincente” di Lula?

Mentre Bolsonaro raccontava decine di bugie al giorno, diffondeva odio e divisioni nella società, Lula ha usato sempre la verità. Ha promesso una politica praticabile per i più poveri, per i 33 milioni che soffrono la fame e per i 110 milioni che hanno carenza di cibo. Ha promesso di fare grandi investimenti nelle strutture della società per creare posti di lavoro, poiché ci sono diversi milioni di disoccupati. Ha promesso di pacificare il Paese e governare per tutti e non come ha fatto Bolsonaro, che ha governato solo per i suoi seguaci, molti dei quali fanatici. Lula si è dimostrato assennato e ha conquistato la fiducia del popolo e così, nonostante tutta la corruzione, è riuscito a vincere le elezioni ed evitare così un governo di ultra-destra e fascista. La saggezza ha vinto sulla follia politica.

(traduzione dal portoghese di Gianni Alioti)

un governo di ultra-destra e fascista. La saggezza ha vinto sulla follia politica.

(traduzione dal portoghese di Gianni Alioti)

 LULA E A FOME DE BELEZA:FREI BETTO

Publicamos este texto de Frei Betto, grande observador de nossa história, de seus protagonista e anti-heróis como o falso mito Jair Bolsonaro. Vale celebrar a vitória contra o nazi-fascismo que poderia que, vitorioso, levar o país a uma inimaginável tragédia ecológico-socialo

Acabolsonaro! O povo brasileiro escolheu Lula para governar o Brasil pela terceira vez. O Inominável pode chiar,ofender, mas será despejado do Palácio do Planalto na manhã de 1º de janeiro de 2023. Voltará a ser um cidadão comum, sem imunidades, sujeito a responder, perante a Justiça, às inúmeras, sérias e graves acusações que pesam contra ele.

Lula ganhou, mas ainda não venceu. Sabe que enfrentará dificuldades significativas ao seu desempenho presidencial. Terá que lidar com um Congresso Nacional hegemonicamente conservador. E com governadores declaradamente bolsonaristas à frente de estados que exercem papel preponderante na política e na economia do Brasil, como São Paulo, Minas Gerais e Rio de Janeiro.

O mais atribulado desafio será enfrentar a cultura bolsonarista impregnada em milhões de cidadãos que incensavam o “mito” e, agora, assistem a sua queda e amargam a vitória lulista. Essa gente não é organizada, mas é autoritária, agressiva, violenta. Seu propósito é sabotar as instituições democráticas, propagar fake news e a filosofia do negacionismo, reforçar preconceitos (às mulheres, aos negros, aos indígenas e aos gays) e anarquizar a cultura. 

Acometida de pareidolia, essa gente enxerga comunismo no vermelho de vestes cardinalícias. O bolsonarismo não é um sistema filosófico, é uma seita religiosa em torno de um líder miliciano. Não busca justiça, age por vingança. Não tem proposta, faz protesto. Não confia na força da lei, e sim na lei da força. Não tem adversários, mas inimigos. Valoriza mais a polícia que a política. Não respeita direitos humanos e apregoa a violência. Não dialoga, atira. Não crê em Deus, usa seu Santo Nome em vão. Considera a democracia um estorvo; a cultura, um caldo de cultura marxista; a diversidade, uma aberração; a crítica, uma ofensa.

Para governar o Brasil, Lula precisará demonstrar excepcional jogo de cintura. O PT tende a ocupar o vazio deixado pelo PSDB. Terá que atender as demandas dos pobres e dos ricos. Mas, como adverte o Evangelho, “ninguém é capaz de agradar a dois senhores…” (Mateus 6,24).

Lula tem plena consciência do que deveria e poderia ter feito em seus dois primeiros mandatos e não fez. Resta saber se terá condições políticas de levar adiante seus propósitos – reformas estruturais, políticas sociais robustas, combate à fome e ao desemprego, aumento significativo da qualidade da Saúde e da Educação; preservação ambiental. 

O caminho para fortalecer o governo Lula não é propriamente o conchavo de bastidores, as alianças partidárias, os pactos federativos. Essa via já foi trilhada e resultou em escândalos e sobressaltos. Não se pode confiar num jogo em que o parceiro não age com lisura. A costura por cima sempre favorece quem despreza os que estão por baixo. 

O caminho é o da conscientização, organização e mobilização populares. Sem povo na rua e nas redes, o governo Lula correrá o risco até mesmo de sofrer impeachment. Para se consolidar, terá que saciar a fome de pão e, também, a fome de beleza – pela educação política do povo. Há que promover um imenso mutirão paulofreiriano. 

Frei Betto é escritor, autor de “Por uma educação crítica e participativa” (Rocco), entre outros livros.

Qué destino queremos: la barbarie o la democracia?

Exceptuando a la clase dominante que se enriquece con regímenes autoritarios y de ultraderecha, como el actual, en la gran mayoría existe la conciencia de que así como está Brasil no puede continuar. Debe haber un cambio para mejor. Para eso pienso que deben ser atendidos algunos requisitos básicos. Enumero algunos.

1.       Rehacer el contrato social. Este significa el consenso de todos, expresado por la constitución y por el ordenamiento jurídico, de que queremos convivir como ciudadanos libres que se aceptan mutuamente, más allá de la diferencias de pensamiento, de clase social, de religión y de color de piel. 

Pues bien, el contrato social se ha roto con el actual gobierno. El tejido social se ha desgarrado. El ejecutivo hace poco caso de la constitución, pasa por encima de las leyes, menosprecia las instituciones democráticas, incluso las más altas como el Supremo Tribunal Federal (STF). A causa de esta revolución  a la inversa, autoritaria, de sesgo ultraconservador y fascista, apoyada por sectores significativos de la sociedad tradicionalmente conservadora, la gente se ha dividido, dentro de las familias y entre amigos, e incluso se odian, cuando no se cometen  asesinatos por razones políticas. Si no rehacemos el contrato social, volveremos al régimen de fuerza, del autoritarismo y de la dictadura, con las consecuencias inherentes: represión, persecuciones, prisiones, torturas y muertes. De la civilización estaremos a un paso de la barbarie.

2.       Rescatar la civilidad. Es decir, debe prevalecer la ciudadanía. Se trata de un proceso socio-histórico en el que la masa forja una conciencia de su situación de subordinación, se permite elaborar un proyecto y unas prácticas en el sentido de dejar de ser masa y pasar a ser pueblo, protagonista de su propio destino. Esto no lo concede el Estado. Lo conquista el propio pueblo en la medida en que se organiza, y se enfrenta a las (clases del atraso no entiendo “atraso” y hasta al Estado clasista. Ahora bien, este proceso ha sido impedido siempre por la clase dominante que busca mantener a las masas en la ignorancia para manipularlas mejor e impedir, con violencia, que levanten la cabeza y se movilicen. La ignorancia y el  analfabetismo son políticamente deseados. El 10% más rico, que supone hasta el 75% de la riqueza nacional, ha hecho un proyecto para sí, de conciliación entre ellos, con exclusión siempre de las grandes mayorías. No tenemos un proyecto nacional que nos incluya a todos. Esto sigue siendo así hasta el día de hoy. Es quizás nuestra mayor lacra, pues se ignora al 54% de los afrodescendientes, los quilombolas, los indígenas y los millones cobardemente marginados. Sin ciudadanía no hay democracia.

3       .Recuperar la democracia mínima. Nunca ha habido en nuestro país una verdadera democracia representativa consolidada, en la que estuviesen presentes los intereses generales de la nación. Los elegidos representan los intereses particulares de su segmento (bancada evangélica, del ganado, de la bala, de la agroindustria, la minería, los bancos, la educación privada, etc.) o de los que financian sus campañas. Pocos piensan en un proyecto de país para todos, que supere la brutal desigualdad heredada de la colonización y principalmente de la esclavitud.

 Pocas veces en nuestra historia la democracia ha mostrado ser una farsa como con el actual gobierno, una confabulación de los políticos con un ejecutivo que gobierna para sus electores y no para todos, inventando incluso un vergonzoso presupuesto secreto, sin ninguna transparencia, destinado primordialmente a comprar el voto de la reelección de un ejecutivo que usa la mentira, las fake news como política de gobierno, la brutalización del lenguaje y de los comportamientos, que vive amenazando con un golpe de estado, y desmontando las principales instituciones nacionales como la educación, la salud, la seguridad (permitiendo más de un millón de armas en manos de ciudadanos inclinados a la violencia). 

Es urgente recuperar la democracia representativa mínima, para después poder profundizar en ella, hacerla participativa y socioecológica. Sin esta democracia mínima no hay como hacer funcionar con el debido cuidado la justicia y el derecho; las instituciones nacionales se debilitan, especialmente la sanidad colectiva, la educación para todos y la seguridad, cuyas fuerzas policiales suelen ejecutar con frecuencia a jóvenes negros y pobres de la periferia.

4.       Fomentar la educación, la ciencia y la tecnología. Vivimos en una sociedad compleja que para atender sus demandas necesita la educación, el fomento  de la ciencia y la tecnología. Todo esto ha sido descuidado y combatido por el gobierno actual. De continuar así, seremos conducidos al mundo premoderno, destruyendo nuestro incipiente parque industrial (el mayor de los países en desarrollo), nuestra educación que estaba consiguiendo calidad y universalidad a todos los niveles, beneficiando especialmente a estudiantes de enseñanza primaria, alimentados por la agricultura familiar y orgánica, el acceso de pobres, por cotas, a la enseñanza superior, a las escuelas técnicas y a las nuevas universidades. Podemos informarnos toda una vida, nos advertía la gran filósofa Hannah Arendt, sin educarnos nunca, es decir, sin aprender a pensar críticamente, construir nuestra identidad propia y ejercer de forma práctica nuestra ciudadanía. Si no recuperamos el tiempo perdido, podremos transformarnos en un país paria, marginalizado del curso general del mundo.

5.       Tomar conciencia de nuestra importancia única en el tema de la ecología integral para ayudar a salvar la vida en el planeta. El consumismo actual exige más de una Tierra y media, que no tenemos (Sobrecarga de la Tierra).

Debemos asumir además como un hecho científico asegurado que ya estamos dentro de un nuevo régimen climático de la Tierra. Con la acumulación de gases de efecto invernadero en la atmósfera ya no podremos evitar  eventos extremos fatales: sequías prolongadas, nevadas intensas e inundaciones, pérdida de la biodiversidad, pérdida de cosechas,  migración de muchos miles de personas que no consiguen adaptarse y que estarán sometidos al hambre y a los nuevos virus que vendrán (virosfera).

Habrá gran escasez mundial de agua, de alimentos, de suelos fértiles. En este contexto, Brasil podrá desempeñar una verdadera función salvadora por ser la potencia mundial del agua dulce, por la extensión de suelos fértiles y por la Amazonia, que, preservada, podrá secuestrar millones de toneladas de CO2, devolvernos oxígeno, proporcionar humedad a regiones  a miles de kilómetros de distancia y por su riqueza geo-bio-ecológica podrå atender las necesidades de millones de personas en el mundo. Nuestros gobernantes tienen escasa conciencia de esta relevancia y hay poquísima conciencia en la población. Posiblemente nos tocará aprender con el sufrimiento que vendrá y que ya se manifestó entre nosotros con las desastrosas inundaciones ocurridas en varios países en este año de 2022.

O colaboramos todos en el planeta Tierra dándonos las manos o iremos a engrosar el cortejo de los que se dirigen a su propia tumba, como nos advirtió Sigmunt Bauman poco antes de morir. En palabras del Papa Francisco: “todos estamos en el mismo barco, o nos salvamos todos o no se salva nadie”. La cuestión esencial no radica en la economía, la política y la ideología, sino en la supervivencia de la especie humana, realmente amenazada. Todas las instancias, los saberes y las religiones deben aportar su contribución si todavía queremos seguir viviendo en este pequeño y hermoso planeta Tierra.

6.       Finalmente, dejando de lado otros aspectos importantes, debemos crear las condiciones para una nueva forma de habitar la Tierra. La dominante hasta ahora, aquella que nos hacía dueños y señores de la naturaleza, sometiéndola a nuestros propósitos de crecimiento ilimitado, sin sentirnos parte de ella, ha agotado sus virtualidades. Trajo grandes beneficios para la vida común, pero creó también el principio de autodestrucción con todo tipo de armas letales. Debemos hacer el cambio hacia otra forma en la cual todos se reconocerán como hermanos y hermanas, los humanos entre sí y también con la naturaleza (los vivos tenemos el mismo código genético de base), sintiéndonos parte de ella y éticamente responsables de su perpetuidad. Será una biocivilización, en función de la cual estarán la economía y la política y las virtudes del cuidado, de la relación suave, de la justa medida y del lazo afectivo con la naturaleza y con todos sus seres.

Para que en nuestro país se creen tales condiciones para esa civilización de la buena esperanza, tenemos que derrotar la política del odio, de la mentira y de las relaciones inhumanas que se han instaurado en nuestro país. Y hacer que triunfen aquellas fuerzas que se proponen recuperar la democracia mínima, el civismo, la decencia en las relaciones sociales y un sentido profundo de pertenencia y de responsabilidad por nuestra Casa Común. 

Las próximas elecciones significarán un plebiscito sobre qué tipo de país queremos: el de la barbarie o el de la democracia.

*Leonardo Boff ha escrito Habitar la Tierra, Vozes 2022; El doloroso parto de la Madre Tierra, Vozes 2021.

OS   SERES  HUMANOS CORREMOS RISCO DE VIDA

Diante das agressões contra  a natureza.

Contribuição valiosa de João Pedro Stédile do MST na Conferência da Paz,convocada pelo Papa Francisco em Roma de 23-25de outubro do corrente ano de 2022.

Agradeço o honrado convite para participar desta importante conferencia de pessoas sábias e comprometidas com a vida em nosso planeta.

Trago aqui as preocupações do que debatemos nos movimentos camponeses e populares de todos continentes , da via campesina, da assembleia internacional dos povos, do encontro dos movimentos populares com Papa Francisco, que atuamos em especial no sul global.

Os seres humanos corremos risco de vida,  fruto da insana desigualdade social existente, das agressões ao meio ambiente e de um padrão de consumo insustentável dos países ricos,  que o capitalismo nos impoêm por sua lógica de apenas buscar o lucro.

I.DIAGNOSTICO

  1. As  mudanças climáticas são permanentes e se manifestam todos os dias, com as ondas de calor intenso, o aquecimento global ,as chuvas torrenciais, ciclones tropicais e o desaparecimento da agua, em diversas regiões do planeta (segundo IPCC/2021).
  2. O numero de desastres/crimes aumentou em 5 vezes ao longo dos últimos 50 anos, matando 115 pessoas por dia e causando prejuizos econômicos de 202 milhões de dólares diarios (segundo a OMM)
  3. Aumentaram os crimes ambientais, com o  desmatamento e as queimadas das florestas tropicais e agressões a todos biomas, em especial no sul global. Somente em 2021 o mundo perdeu mais de 11 milhões de hectares de florestas tropicais (Segundo a plataforma Global Forest Watch)
  4. A floresta amazonica que abrange  9 países, já perdeu 30% de sua cobertura vegetal, para exportar madeira e dar lugar a criação de gado e soja, exportados para Europa e China.
  5. Todos os biomas do sul global estão sendo destruídos para cultivar commodities agrícolas pro norte.
  6. A mineração predadora atinge o meio ambiente, as aguas, as terras e as populações nativas, indígenas e de comunidades rurais
  7. Há milhares de garimpeiros explorando ouro e diamantes, com mercúrio   em terras indígenas. 
  8. Nunca se usou tanto agrotóxico (veneno agricola) na agricultura do sul, que afetam a fertilidade do solo, matam a biodiversidade, contaminam as aguas do subsolo e dos rios, contaminam os produtos e até  a atmosfera.  Está comprovado cientificamente que o Glifosato causa câncer.  Cerca de 42 mil fazendeiros dos EUA  ganharam na justiça o direito de indenizações  das empresas por terem contraido câncer.
  9. Avança o plantio de sementes transgênicas em todo o mundo, com cerca de 200 milhões de hectares concentrados em 29 países. Os transgênicos causam contaminação genética e pela  indução de uso de agrotóxicos afetam a saude humana e destroem a  biodiversidade no planeta.
  10. Os oceanos estão poluídos por plásticos e outros descartes de consumo  humano, eliminando muitas espécies de peixes e a vida marinha. O grande uso de fertilizantes químicos também tem causado a acidificação das águas oceânicas, colocando em risco toda a vida marinha.  Como se percebe na grande mancha de lixo no oceano Pacifico, que abrange milhares de quilometros quadrados.
  11. O gás carbônico emitido pelos combustíveis fosseis e pelo transporte individual em automoveis,  causam poluição nas grandes cidades, que levam à morte milhares de pessoas.
  12. A humanidade  está sofrendo uma uma crise de saúde publica, também relacionada a natureza. A destruição da biodiversidade, a expansão da fronteira agrícola pelo agronegocio e mega-projectos energéticos, mineiros e de transporte;,  a expansão urbana é – juntamente com a pecuária industrial em grande escala – a origem das zoonosese o o principal factor de epidemias e pandemias que têm colocado o mundo numa enorme crise de saúde, colocando em risco milhões de seres humanos.
  13. A crise é ecológico-social do sistema-Terra e do equilibrio da vida. A crise é global, afetando o ambiente, a economia, a política, a sociedade,a ética, as religiões e o sentido de nosso próprio viver.
  14. Bilhões de seres humanos,os  mais pobres, em todo sur global são os mais prejudicados com as consequencias da falta de alimentos, agua, moradia, emprego, renda e educação.  Reduzindo as condições de vida, forçando as migrações e matando milhares de pessoas, em especial crianças e mulheres.
  15. Essa  crise generalizada  esta colocando em risco a vida humana.   O Planeta agredido, ainda poderia se regenerar, mas sem as pessoas.
  16. Há muitas  áreas de nosso planeta que estão protegidas  por comunidades nativas, rurais e povos indígenas. Por isso  o capital as atacas para tentar destrui-las. E assim apoderar-se  dos bens da natureza cuidados.

II. QUEM  SÃO  OS RESPONSAVEIS,  QUE ESTÃO  COLOCANDO EM RISCO A VIDA  HUMANA?

  1. Há uma crise  estrutural do capitalismo, que não consegue mais organizar a  produção e distribuição dos bens necessários para a população.  E sua lógica do lucro e da acumulação de capital  impedem que tenhamos  uma  sociedade mais justa e igualitária.
  2. Essa crise aparece na economia, no aumento da desigualdade social , na falência do estado  como zelador dos direitos sociais , na falência de uma democracia formal, que não respeita a vontade da  maioria do povo e na propagação de falsos valores baseados apenas no individualismo, consumismo e egoísmo.
  3. Esse sistema é insustentável  econômica e  ambientalmente e precisamos superá-lo.
  4. Os principais responsáveis diretos pela crise ambiental são as grandes empresas  transnacionais, que não respeitam fronteiras, estados, governos ou direitos dos povos.    São elas que fabricam os agrotóxicos (bayer, basf, monsanto, syngenta, Dupont..),são as empresas  mineradoras, as empresas  automobilísticas,  as empresas de energia elétrica baseados em combustíveis fosseis, as empresas que controlam o mercado da agua (Coca-cola, Psepsi, e Nestle); as empresas que controlam o mercado mundial de alimentos ; e  associados a todas elas, os bancos e seu capital financeiro. A eles se somaram na ultima decada as poderosos empresas transnacionais de tecnologia, que controlam  a ideologia e  a opiniao publica, atraves amazon, microsfo, google, facebook, apple, e seus donos sao as pessoas mais ricas do mundo.
  5. São responsáveis também os governos  que acobertam e protegem os crimes cometidos pelas empresas.  Tudo dentro da lei!
  6. São responsáveis  os meios de comunicação de massa, que também buscam apenas o lucro, e estão a serviço dos interesses das empresas,para enganar o povo  e esconder os verdadeiros responsáveis.
  7. São responsáveis os organismos internacionais, formado pelos governos e capturados pelas mesmas grandes empresas e suas fundações de fachada, que influenciam diretamente nesses organismos e apenas repetem  retóricas e encontros internacionais, sem nenhuma eficácia, como tem sido as COP, já em numero de 27.  Ou mesmo a ONU e  a FAO.
  8. Saúdo as corajosas  posições defendidas pelo Presidente Petro da Colombia  na Assembleia das Nações Unidas, e as encíclicas do Papa Francisco, que são um brado de alerta ao mundo todo.

I.Que  saídas  defendemos?

Ainda há tempo para salvarmos  as pessoas.  E com elas salvarmos a nossa casa comum, o planeta terra.

Para isso precisamos ter coragem de implementar a nível global, medidas concretas e  urgentes.

Em nome dos movimentos camponeses e  dos movimentos populares das periferias de nossas cidades,  propomos:

  1. Proibição do desmatamento e queimadas com objetivos mercantis em todas as áreas de florestas e savanas nativas do mundo;
  2. Proibição do uso de agrotóxicos e de sementes transgênicas na agricultura, e também de antibióticos e promotores de crescimento na  criação dos animais;
  3. Denunciar o engodo do mercado de carbono e de formas similaresde falsas soluções de cambio climatico, ou as tecnicas de geoengenharia,que o capital propoe para especular com a natureza; e acumular ainda mais.
  4. Proibição da mineração em territórios de povos originários, comunidades tradicionais, áreas de proteção ambiental e unidades de conservação;   Toda mineração deve ter controle publico e destinadas ao bem comum e não ao lucro.
  5. Controlar rigorosamente a utilização de plásticos, incluindo  na indústria alimentícia e bebidas e tornando obrigatória sua reciclagem;
  6. Reconhecimento dos bens da natureza (como florestas, água, biodiversidade) como bens comuns universais a serviço de todo o povo e imunes de privatização  capitalista;
  7. O s camponeses sao os principais zeladores da natureza.  Precisamos combate ro latifundio e realizar reformas agrarias populares,  assim combatemos a desigualdade social no campo, a pobreza,e produziremos mais alimentos em equilibrio com a natureza.
  8. Recuperação ecológica de todas as áreas próximas a nascentes e beiras de rios, encostas de morros e outras áreas ecologicamente sensíveis ou em processo de desertificação; com um amplo programa de reflorestamento pago com recursos públicos.
  9. Constituir uma política global de cuidado das águas, barrando a poluição dos oceanos, lagos e rios e eliminando as contaminações das fontes de água potável superficiais e do subsolo;
  10. Defender a Amazônia e as demais florestas tropicais existentes na Africa, na Asia e, nas ilhas do Pacifico,  como territórios ecológicos  sob os  cuidado dos povos de seus países,
  11.  Implementar a agroecologia como base sociotécnica da produção de alimentos saudáveis,acessíveis a todos e da soberania alimentar dos povos;
  12. Financiar de forma subsidiada a implantação de sistemas de  energia solar  e eólica  sob gestão coletiva das populações; em todo mundo.
  13. Implementar um plano global de investimento em transportes públicos, com energia renovável e que possibilite a reorganização e melhoria das condições de vida nas cidades, com descentralização urbana e fixação das pessoas no campo.
  14. Os países industrializados do Norte são os responsáveis históricos pela poluição de todo mundo e continuam com padrões de produção e consumo injustos e insustentáveis.  Eles devem  garantir os recursos financeiros para a implementar todas as ações necessárias para reconstruir de forma sustentável a relação sociedade-natureza;

15.É imprescindível para salvar vidas e o planeta,  que todos os governos  suspendam  as guerras, as bases militares estrangeiras, e as agressões  militares.   A paz é condição  de uma vida saudável!

Para que essas ideias  se concretizem,  propomos  um pacto internacional  entre lideres religiosos, igrejas, movimentos ambientalistas, populares, partidos e governos responsáveis, para que desempenhemos  um programa de conscientização de toda população.  Propomos a  realização de uma conferencia internacional, que possamos reunir todos os atores coletivos  em defesa da vida

Devemos  estimular a que o povo lute por seus direitos em defesa da vida e da natureza.

Devemos exigir que os meios de comunicação de massa assumam sua responsabilidade em defender os interesses do povo, na defesa da igualdade de direitos, da vida e da natureza.

Lutaremos sempre para salvar vidas e a  natureza de nosso planeta.  Para viver em  forma solidaria, em  paz, com igualdade social, emancipados da exploração, das discriminações de todo tipo e das injustiças sociais.!

ROMA,  23-25 de  outubro de 2022

Joao Pedro stedile

Do MST, e da via campesina internacional.