De-demonizzare il Satana o il Diavolo

In questi tempi di campagne politiche e presidenziali, non è raro che un candidato demonizzi il suo avversario. C’è anche una strana divisione tra chi è dalla parte di Dio e chi è dalla parte Diavolo o di Satana.

Questo termine Satana (in ebraico) o Diavolo (in latino) ha acquisito molti significati, positivi e negativi, nel corso della storia. Ciò si verifica in molte religioni soprattutto in quelle abramitiche (ebraismo, cristianesimo e islamismo).

Tuttavia, dobbiamo dire che nessuno ha subito tante ingiustizie ed è stato così “demonizzato” come Satana stesso. All’inizio non fu così. Per questo motivo è importante raccontare brevemente la storia di Satana o del Diavolo.

Egli è annoverato tra i “figli di Dio” come gli altri angeli, come si dice nel libro di Giobbe (Gb 1,6). Sta nella corte celeste. Pertanto, è un essere di bontà. Non è la figura che diventerà più tardi. Ma ha ricevuto da Dio un compito insolito e ingrato: deve mettere alla prova persone buone come Giobbe, che è «un uomo integro, retto, teme Dio e rifugge il male» (Gb 1,8). Deve sottoporlo a tutti i tipi di prove per vedere se, in effetti, è quello che tutti dicono di lui: «non c’è altro come lui sulla terra» (Gb 1,8). Come prova promossa da Satana, Giobbe perde tutto, famiglia, beni e amici. Ma non perde la fede.

Ci fu una grande mutazione a partire dal VI secolo aC, quando gli ebrei vissero in cattività babilonese (587 aC) in Persia. Lì si confrontarono con la dottrina di Zoroastro che stabiliva il confronto tra il “principe della luce” e il “principe delle tenebre”. Loro incorporarono questa visione dualistica e manichea. Si diede origine a Satana come parte del regno delle tenebre, il “grande accusatore” o “avversario” che induce gli esseri umani ad atti malvagi. In seguito, si produce il confronto tra Dio e Satana. Nei testi tardo ebraici, dal II secolo aC, soprattutto nel libro di Honoch, si elabora la saga della rivolta degli angeli guidati da Satana, ora chiamato Lucifero, contro Dio. Si narra della caduta di Lucifero e di circa un terzo degli angeli che aderirono e finirono per essere espulsi dal cielo.

Sorge allora la domanda: dove collocarli se sono stati espulsi? Lì si fece uso della categoria dell’inferno: de fuoco ardente e di tutti gli orrori, ben descritti da Dante Alighieri nella seconda parte della sua Divina Commedia dedicata all’inferno.

Nel Primo Testamento (l’Antico) non si parla quasi del diavolo (cfr Cron 21,1; Samuele 24,1). Nel Secondo Testamento (Nuovo) appare in alcuni racconti “…saranno gettati nella fornace di fuoco; ci sarà pianto e stridore di denti» (Mt 8,12;13,42-50; Lc 13,27) o nella parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro (Lc 16,23-24) o nell’Apocalisse (16,10 -11).

Questa comprensione fu assunta dai teologi antichi, specialmente da sant’Agostino. Lui ha influenzato l’intera tradizione delle Chiese, la dottrina dei Papi ed è arrivato ai giorni nostri.

La categoria dell’inferno e della dannazione eterna fu decisiva nella conversione dei popoli originari dell’America Latina e di altri luoghi di missione, producendo paura e panico. I loro antenati, si diceva, poiché non erano cristiani, erano all’inferno. E si sosteneva che se non si fossero convertiti e non si fossero lasciati battezzare, avrebbero conosciuto lo stesso destino. Ciò è presente in tutti i catechismi che furono elaborati, subito dopo la conquista, per convertire gli Aztechi, gli Incas, e tutti gli altri. Fu la paura, che un tempo ha portato e porta tuttora alla conversione delle moltitudini, come dimostra il grande storico francese Jean Delumeau. È facendo appello al Diavolo, a Satana, che oggi, in tempi di rabbia e odio sociale, si cerca di squalificare l’avversario, spesso reso nemico da demoralizzare e infine liquidare.

Qui bisogna superare tutto il fondamentalismo del testo biblico. Non basta citare testi sull’inferno, anche dalla bocca di Gesù. Dobbiamo saperli interpretare per non cadere in contraddizione con il concetto di Dio e distruggere cosi la buona novella di Gesù, del Padre pieno di misericordia, come il padre del figliol prodigo che accoglie il figlio perduto (Lc 15 ,11-23).

In primo luogo, gli esseri umani cercano una ragione per il male nel mondo. Ci sono grandi difficoltà ad assumersi le proprie responsabilità. Quindi si trasferiscono al Demonio o ai demoni.

In secondo luogo, il significato dei demoni e dell’inferno degli orrori rappresenta una pedagogia della paura per indurre le persone a cercare la via del bene attraverso la paura. Demonio e inferno, pertanto, sono creazioni umane, una specie di pedagogia sinistra, come fanno ancora le madri con i bambini: “Se non ti comporti bene, di notte, il lupo cattivo verrà a morderti un piede”. L’essere umano può essere il Satana della terra e della società. Può creare “l’inferno” per gli altri attraverso l’odio, l’oppressione e i meccanismi della morte, come infelicemente sta accadendo nella nostra società.

In terzo luogo, Satana o il Diavolo è una creatura di Dio. Dire che è una creatura di Dio, significa che, in ogni momento, Dio sta creando e ricreando questa creatura, anche nel fuoco dell’inferno. Altrimenti ritornerebbe nel nulla. Può Dio, che è amore e bontà infinita, prestarsi a questo? Dice bene il libro della Sapienza: “Poiché tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure creata. Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi? […] Tu risparmi tutte le cose, perché tutte son tue, Signore, amante della vita» (Sap 11,24-26). Papa Francesco lo ha detto chiaramente: «non esiste la dannazione eterna; lei è solo per questo mondo».

In quarto luogo, il grande messaggio di Gesù è l’infinita misericordia di Dio-Abba (caro padre) che ama tutti, anche gli «ingrati e malvagi» (Lc 6,35). L’affermazione del castigo eterno all’inferno distrugge direttamente la buona novella di Gesù. Un Dio punitore è incompatibile con il Gesù storico che annunciò l’amore infinito di Dio per tutti, anche per i peccatori. Il Salmo 103 lo aveva già intuito: «Il Signore è compassionevole e clemente, lento all’ira e ricco di misericordia. Non sta sempre accusando e non porta rancore per sempre. Non ci tratta secondo i nostri peccati… come un padre ha compassione dei suoi figli e delle sue figlie, così il Signore avrà pietà di coloro che lo amano, perché conosce la nostra natura e ricorda che siamo polvere… La misericordia del Signore è da sempre per sempre» (103,8-17). Dio non può mai perdere nessuna creatura, per quanto perversa sia. Se l’avesse persa, anche una sola, avrebbe fallito nel suo amore. Beh, non può succedere.

Ha detto bene Papa Francesco che predica instancabilmente la misericordia: «La misericordia sarà sempre più grande di qualsiasi peccato e nessuno potrà porre limiti all’amore del Dio che perdona» (Misericordiae vultus, 2)

Questo non significa che uno entrerà comunque in paradiso. Tutti passeranno attraverso il giudizio e la clinica di Dio, per purificarsi lì, riconoscere i propri peccati, imparare ad amare ed entrare finalmente nel Regno della Trinità. È il purgatorio che non è l’anticamera dell’inferno, ma l’anticamera del paradiso. Chi sta lì purificandosi, partecipa già al mondo dei redenti.

L’inferno e i demoni e il principale di loro, Satana, sono le nostre proiezioni del male che esiste nella storia o che noi stessi produciamo e per il quale non vogliamo incolpare noi stessi e le proiettiamo su queste figure sinistre.

Dobbiamo finalmente liberarci da tali proiezioni per vivere la gioia del messaggio di salvezza universale di Gesù Cristo. Questo delegittima tutta la demonizzazione in qualsiasi situazione, specialmente, nella politica e nelle chiese pentecostali carismatiche che usano la figura del diavolo e dell’inferno in modo del tutto esorbitante. Per spaventare i fedeli piuttosto che confortarli con l’amore e la misericordia infinita di Dio.

Leonardo Boff è teologo, filosofo e ha scritto: Vida para além da morte, Vozes, muitas edições 2021.

(traduzione dal portoghese in italiano di Gianni Alioti)

Que destino queremos: a barbárie ou a democracia?

Exceptuando a classe dominante que se enriquece com regimes autoritários e de ultradireita,como o atual, vigora, na grande maioria, a consciência de que assim como o Brasil está não pode continuar. Deve haver uma mudança para melhor.Para isso penso que devem se atendidos alguns quesitos básicos. Elenco alguns.

1.Refazer o contrato social. Este significa o consenso de todos, expresso pela constituição e pelo ordenamento jurídico de  que queremos conviver como cidadãos livres que se aceitam mutuamente,para além das diferenças de pensamento,de classe social, de  religião e de cor da pele. Ora, com o atual governo rompeu-se o contrato social. Dilacerou-se o tecido social. O executivo faz pouco caso da constituição, passa por cima das leis, menospreza as instituições democráticas, mesmo as mais altas como o STF. Em razão dessa revolução ao revés, autoritária, de viés ultraconservador e fascista, apoiada por setores significativos da sociedade tradicionalmente conservadora, as pessoas se cindiram, nas famílias e entre amigos e até se odeiam, quando não cometem assassinatos por razões políticas. Se não refizermos o contrato social,voltaremos ao regime de força, do autoritarismo e da ditadura, com as consequências inerentes: repressão, perseguições,  prisões, torturas e mortes.Da civilização estaremos a um passo da  barbárie.

2.Resgatar a civilidade. Quer dizer, deve prevalecer a cidadania. Esta é um processo histórico-social em que a massa humana forja uma consciência de sua situação subalterna, se permite elaborar um projeto e práticas no sentido de deixar de ser massa e passar a ser povo, protagonista de seu destino.Isso não é outorgado pelo Estado. É conquistado pelo próprio povo na medida em que se organiza enfrenta as classes do atraso e até o Estado classista. Ora, este processo sempre foi impedido pela classe dominante. Visa a manter as massas na ignorância para melhor manipulá-las e impedir, com violência, que ergam a cabeça e se mobilizem. A ignorância e o analfabetismo são politicamente queridos. Os 10% mais ricos que chegam a responder por 75% da riqueza nacional, fizeram um projeto para si, de conciliação entre eles, sempre com exclusão das grandes maiorias.Carecemos de um projeto nacional que a todos insira. Isso continua até os dias de hoje. É talvez nosso maior flagelo pois se desconhecem os 54% de afrodescendentes, os quilombolas, os indígenas e os milhões de covardemente marginalizados. Sem cidadania não há democracia.

3.Recuperar a democracia mínima. Nunca houve em nossa país uma verdadeira democracia representativa consolidada, na qual estivessem presentes os interesses gerais da nação. Os eleitos representam os interesses particulares de seu segmento (bancada evangélica, do gado, da bala,do agronegócio, da mineração, dos bancos, do ensino particular etc) ou dos que financiaram as suas campanhas. Poucos pensam num projeto de país para todos, com a superação da brutal desigualdade, herdada da colonização e principalmente do escravagismo. Sob o atual governo, poucas vezes em nossa história, a democracia se mostrou como farsa, um conluio dos referidos políticos com um executivo que governa para os seus eleitores e milicianos e não para todos, inventando até um vergonhoso orçamento secreto, sem qualquer transparência, destinado, primordialmente, para compra de voto da reeleição de um esecutivo que usa a mentira,a fake news como política de governo, a brutalização da linguagem e dos comportamentos,vive ameaçando de golpe de estado, desmontando as principais instituições nacionais como a educação, a saúde, a segurança (permitindo mais de um milhão de armas nas mãos de cidadãos afeitos à violência).É urgente recuperar a democracia representativa mínima,  para podermos, depois, aprofundá-la,fazê-la participativa e sócio-ecológica. Sem essa democracia mínima não há como fazer funcionar, com a devida inserção, a justiça e o direito; fragilizam-se as  instituições nacionais, especialmente a saúde coletiva, a educação para todos e a segurança cujos corpos policiais executam com frequência jovens da periferia, negros e pobres.

4.Fomentar a educação, a ciência e a tecnologia. Vivemos numa sociedade complexa que para atender suas demandas precisa de educação, fomento à ciência e à tecnologia. Tudo isso foi descurado e combatido pelo atual governo. A continuar, seremos conduzidos ao mundo pré-moderno, destruindo nosso incipiente parque industrial (o maior dos países em desenvolvimento),nossa educação que estava ganhando qualidade e universalidade em todos os níveis, especialmente beneficiando estudantes  do ensino básico,alimentados pela agricultura familiar e orgânica, o acesso de pobres, por cotas, ao ensino superior, às escolas técnicas e às novas universidades.Podemos nos informar a vida inteira nos advertia a grande filósofa Hannah Arendt,sem nunca nos educarmos, vale dizer,sem aprender a pensar criticamente, construir nossa própria identidade pessoal e social e exercer praticamente nossa cidadania.Se não recuperarmos o tempo perdido, poderemos nos transformar num num país pária, marginalizado do curso geral do mundo.

5.Conscientizarmo-nos de nossa importância única no tema da ecologia integral para ajudarmos a salvar a vida no planeta. O consumismo atual demanda mais de uma Terra e meia que não temos (Sobrecarga da Terra).Devemos ademais assumir como fato científico assegurado, de que já estamos dentro do novo regime climático da Terra. Com o acumulado de gases de efeito estufa na atmosfera não poderemos mais evitar fatais eventos extremos graves: prolongadas estiagens, imensas nevascas e inundações, perda da biodiversidade, de safras, migrações de milhares que não conseguem se adaptar e submetidos à fome e aos novos vírus que virão (vorosfera). Haverá grande escassez mundial de água,de alimentos, de solos férteis. Neste contexto,o Brasil poderá desempenhar uma verdadeira função salvadora já que é a potência mundial de água doce, pela extensão de solos férteis e pela Amazônia que, preservada, poderá sequestrar milhões de toneladas de CO2, devolver-nos oxigênio,fornecer umidade a regiões a milhares de quilômetros de distância e por sua riqueza geobioecológica poderá atender às necessidades de milhões de pessoas do mundo. Nossos governantes possuem escassa consciência desta relevância e fraquíssima consciência na população. Possivelmente teremos que aprender com o sofrimento que sobrevirá e que já se manifestou entre nós pelas desastrosas enchentes,ocorridas em vários estados neste ano de 2022.Ou todos no planeta Terra colaboramos e nos demos as mãos ou então engrossaremos o cortejo daqueles que rumam na direção de sua própria sepultura, nos advertiu Sigmunt Bauman pouco antes de morrer. Nas palavras do Papa Francisco:”estamos no mesmo barco, ou nos salvamos todos ou ninguém se salva”. A questão essencial não reside na economia, na política e na ideologia, mas na sobrevivência da espécie humana, realmente, ameaçada. Todas as instâncias, saberes e religiões devem ser ecologizadas e dar sua contribuição,se ainda quisermos viver sobre este pequeno e belo planeta Terra.

6. Por fim, deixando de lado outros aspectos importantes, devemos criar as condições para uma nova forma de habitar a Terra. A dominante até agora, aquela que nos fazia donos e senhores da natureza, submetendo-a a nossos propósitos de crescimento ilimitado, sem sentirmo-nos parte dela, esgotou suas virtualidades. Trouxe grandes benefícios para a vida comum mas também criou o princípio de autodestruição com todo tipo de armas letais. Devemos fazer a travessia para outra forma na qual todos se reconhecerão como irmãos e irmãs com todos os humanos e também com a natureza (os vivos têm o mesmo código genético de base), sentindo-nos parte dela e eticamente responsáveis por sua perpetuidade. Será uma biocivilização em função da qual estarão a economia e a política e as virtudes do cuidado,da relação suave, da justa medida e do laço afetivo com a natureza e com todos os seus seres.

Para que se criem tais condições em nosso país para essa civilização da boa esperança, precisamos derrotar a política do ódio, da mentira e das relações desumanas que se instauraram em nosso país.E fazer triunfar aquelas forças que se propõe recuperar a democracia mínima, a civilidade, a decência nas relações sociais e um sentido profundo de pertença e de responsabilidade pela nossa Casa Comum.As próximas eleição significarão um plebiscito sobre que tipo de país nós queremos:o da barbárie ou o da democracia.

Leonardo Boff escreveu Habitar a Terra, Vozes 2022; O doloroso parto da Mãe Terra, Vozes 2021.

Advertência sobre o documentário “Eles estão no meio de nós” contra a Teologia da Libertação

                                            

Na segunda-feira,dia 24 de outubro, promete-se exibir um documentário extremamente negativo contra a Teologia da Libertação no contexto das eleições,atacando Lula e membros da Igreja e teólogos da Teologia da Libertação. Acusa-os que através  dela quererem destruir a Igreja por dentro e introduzir o comunismo no Brasil.

Tópicos da propaganda já divulgados, com vozes acusatórias, logo no início, mostram que se trata de um documentário,   cheio de falsificações e distorções muito graves.  O organizador é um blogueiro (defensor ferrenho de Bolsonaro). Ele há muito tempo disse estar preparando esta documentação. Por que lançá-la logo agora, na corrida final das eleições presidenciais?

Quem é esse blogueiro? Diz-se jornalista (mas sem curso nenhum),  católico ultra-conservador, que através de seu youtube ataca duramente a Igreja Católica que saiu do Vaticano II, dos documentos oficiais da Conferência Latino Americana de Bispos (CELAM),e da própria CNBB, documentos que reconhecem a validade da Teologia da Libertação.

O documentário acusa a mim de hereje. É falso e mentiroso. A Congregação pela Doutrina da Fé nunca fez esta condenação, nem condenou doutrina minha, apenas um”comportamento” que pode pôr em risco a fé cristã. Afastado o risco, posso seguir adiante. Isso pode ser lido na edição nova do livro em questão naquela época, Igreja: carisma e poder (1982) onde se publica o document oficial do Card. Joseph Ratzinger (Record 2021) e também a minha resposta.

Este blogueiro tem atacado furiosamente o falecido e muito querido pelo Papa Francisco, Card.Cláudio Hummes, igualmente  a CNBB. Esteve presente no Sínodo Panamazônico em Roma. Dia após dia fazia lives acusando de herético ou falso praticamente tudo o que lá se dizia. Penetrou,sem licença, nas Catacumbas onde os bispos do Pacto das Catacumbas renovavam seu voto da opção pelos pobres de Jesus. Filmou  sorrateiramente e publicou depos denunciando como uma barbaridade o que lá se fazia. Foi descoberto e afastado do lugar.

Contra mim em seu youtube disse tantas calúnias e verdadeiras mentiras,negando-se a publicar minha resposta em seu youtube. Fui obrigado a processá-lo. Perdeu o processo em todas as instâncias e teve que pagar pesada multa, por atraso e resistência à justiça. Vale acrescentar que este blogueiro pelos excessivos ataques às autoridades em seu youtube foi acusado pelo STF entre os tantos  que estão sob processo. A polícia retirou-lhe o computador e todos os arquivos. Nem por isso deixou de atuar com suas falsificações em seu youtube utilizando os meios de amigos da mesma corrente ultra-conservadora.

Afirma e reafirma que  Teologia da lIbertação é herética e foi condenada pela Igreja. É outra falsidade. Há dois documentos sobre este tipo de teologia,ambos do Card. Joseph Ratzinger de quem fui amigo e por sua ajuda foi publicada minha tese em alemão,altamente apreciada por ele. No primeiro documento de 1984,“Libertatis Nuntius sobre alguns aspectos da teologia da libertação”chama atenção para riscos da utilização de algumas categorias da análise marxista acerca do capitalismo explorador,mas não condena ninguém. No segundo documento de 1986 Libertatis Conscientia realça os aspectos positivos desta teologia da libertação. Este quase nunca é citado, apenas o primeiro.

Isso ficou mais claro num encontro do Papa João Paulo II em 1986 com bispos brasileiros em Roma que afirma: “esta teologia da libertação não é só ortodoxa mas necessária”. Neste mesmo ano de 1986 numa carta aos bispos do Brasil reitera que “esta teologia da libertação não é só oportuna,mas útil e necessária” num contexcto de opressão.

Em suas  encíclicas João Paulo II falou também de “uma nova e autêntica teoria e práxis de libertação”, de “uma autêntica teologia da libertação humana integral” (Centesimus Annus, n. 26) e dos “valores positivos” de “uma nova maneira de enfrentar os problemas da miséria e do subdesenvolvimento que faz da libertação a categoria fundamental e o primeiro princípio de ação (Sollicitudo Rei Socialis, n. 46). Mais ainda, segundo o Papa João Paulo II, “desse modo se poderia romper a pretensa fatalidade dos sistemas – incapazes, um e outro de assegurar a libertação trazida por Jesus Cristo – o capitalismo desenfreado e o coletivismo ou capitalismo de Estado”.

Face a esta vigorosa manifestação oficial do Vaticano sobre a teologia da libertação resultam falsas, mentirosas e caluniosas as afirmações desse blogueiro. Ela não é herética, é otodoxa, é oportuna, útil e necesária, portanto, faz bem à Igreja que se põe ao lado dos pobres, como Jesus. Ela sustenta a busca da justiça social e a libertação das opressões materiais,psicológicas e espirituais que sofrem,libertação  a partir deles mesmos com o apoio da mensagem de Jesus Cristo Libertador.

Quem ver a documentação falsificadora, mantenha seu espírito crítico e considere tal fato, no contexto das eleições, como uma manipulação para influenciar os eleitores a votarem naquele que nos seus quatro anos de seu governo  oprimiu o povo brasileiro, especialmente, os pobres, as famílias que perderam cerca de 300 mil pessoas por causa de sua  omissão e sua temosia: o atual presidente do Brasil.

Somos pela liberdade de expressão mas dentro de parâmetros éticos mínimos. Mas somos muito mais amigos da verdade: Amicus Plato sed magis amica veritas.

Leonardo Boff, teólogo católico, filósofo e assessor de muitos movimentos cristãos e de comunidades eclesiais de base, membro da Comissão internacional da Carta da Terra.

Tensão na reta final. E o day after?

Publicamos este texto analítico de Jean Marc, com os vários cenários possíveis face à eleição no dia 30 de outubro e nos tempos subsequentes. Vale estar atentos, pois se trata de nossa sobrevivência como nação civilizada e sem os ódios e mentiras que marcaram o governo atual. LBoff

Jean Marc von der Weid, 13 de outubro de 2022

Não devemos nos deixar levar pela emoção das multidões de vermelho enchendo as ruas e praças. Lembra meu saudoso amigo Sérgio Ricardo: “a praça é do povo, como o céu é do condor…”, cantava ele e o povo vem correspondendo. Porém, não posso deixar de lembrar que, como em muitas eleições que acompanhei desde a de Jânio Quadros em 1960, comício e passeata não ganham eleição. O exemplo mais espetacular de que me lembro foi a derrota do Frente Amplio no Uruguai em 1968, depois de levar um milhão de pessoas a um comício em Montevideo na véspera do pleito. Com um eleitorado que se contava em uns 3 milhões todos os comentaristas, de direita e de esquerda, davam o jogo por jogado. Quando as urnas se abriram o FA obteve 1,3 milhão de votos. Quase todos os seus votos estavam na manifestação.

Manifestações são importantíssimas e Lula deve insistir em promovê-las, mas não podemos descuidar da conquista voto a voto, trabalho miúdo e diário, no corpo a corpo, na mensagem individualizada, com argumentos específicos para cada caso. Só assim o nariz de Lula vai chegar na frente da carantonha de Bolsonaro no Foto Chart final destas eleições. É isso ou a surpresa dos chamados “movimentos subterrâneos”, não detectados pelas pesquisas eleitorais. A decisão vai depender de detalhes, de passos em falso de uma ou de outra campanha.

Bolsonaro deu alguns passos em falso neste segundo turno.

O primeiro foi o insulto aos nordestinos logo depois dos resultados do segundo turno. Ao desqualificar os nordestinos, que ele já havia insultado mais de uma vez ao longo de sua vida política, antes e depois de ser eleito em 2018, Bolsonaro deu o combustível para um incêndio de protestos que se alastraram na região. Mais ainda, sabendo-se que há muitíssimos nordestinos no Sudeste, sem falar nos seus descendentes, o impacto do mau passo pode ser fatal.

O segundo erro foram os insultos à devoção dos católicos, primeiro no “Sírio” de Nazaré (deve ser um santo novo, talvez nascido em Damasco) e agora no dia da padroeira, Nossa Senhora Aparecida. As tentativas de exploração política da fé foram explícitas e, frente ao fracasso em Aparecida, gerou as agressões dos seus falsos romeiros, bêbados, à fiéis e à imprensa. Bolsonaro foi sobriamente, mas decididamente, rechaçado por padres e bispos e pela multidão que lá estava para pedir bençãos. E pela CNBB em nota nacional. Com isso ele deve voltar para o seu público evangélico cativo, que nunca se chocou com um pastor, hoje propagandista de primeira linha do presidente, chutando a imagem da santa em programa televisado anos atrás. Mas mesmo este eleitorado deve estar com a pulga atras da orelha ao ver Bolsonaro fingir devoção à imagem da santa, o que o protestantismo não reconhece. Como dizia o pastor que chutou a estátua da Virgem na TV, aquilo era apenas um pedaço de madeira. Expliquem isso para os romeiros.

Para este público, que promete a ele o dobro de votos do que os dados ao Lula, segundo as pesquisas, seus asseclas andaram dando perigosas pisadas na bola. A seção de horrores explícitos, dignos da imaginação do marquês de Sade, encenada por Damares e pela primeira-dama em uma igreja da Assembleia de Deus em Goiânia, virou um tiro no pé. As denúncias estão demonstradas como mentiras deslavadas pelas próprias declarações de Damares. Ela anunciou ter provas (vídeos) dos horrores sexuais perpetrados com crianças e que ela descreveu com requinte de detalhes escatológicos na presença de crianças. Confrontada com a ausência destas provas no material que o seu ex-ministério entregou, Damares titubeou e acabou balbuciando que tinha “ouvido estas coisas nas ruas”. E os vídeos que ela disse ter visto? Vai pegar processo, sem dúvida, e pode até perder o seu mandato, antes dele começar. Ou perderia se a justiça funcionasse no Brasil. Segundo averiguado pela Globo News, esta história faz parte de um cardápio de mentiras usadas pela extrema direita americana, o grupo QAnon, para atacar todos os seus adversários, e difundido pela direita organizada internacionalmente por Steve Bannon, ex-chefe de campanha de Trump em 2016.

A reação da pastora da igreja usada por Damares e Michelle para seu circo de horrores foi imediata e o vídeo em que ela denuncia a operação da campanha Bolsonaro viralizou. Com um discurso voltado para a fé cristã ela rejeitou o terrorismo “religioso” e a exploração política dos crentes. Quem sabe ela consiga furar a muralha de fanatismo produzida pelos pastores, hoje mais fiéis a Bolsonaro do que ao Cristo. A pressão destes personagens sobre seus rebanhos chegou a um nível próprio de países sob controle de um governo islâmico. Ameaças de exclusão das igrejas e das chamas do inferno estão gerando medo entre as ovelhas que vacilam em se deixar tosquiar por Bolsonaro. Obreiros e obreiras são mobilizados como cabos eleitorais agressivos que visitam os fiéis em suas casas levando a propaganda e fazendo ameaças, até físicas. Pregações inflamadas nos cultos esquecem os temas religiosos para centrar no discurso mentiroso contra Lula, o grande satã, o aborteiro, o amigo dos bandidos, o que vai fechar as igrejas, além de outras barbaridades. Vai ser difícil, com todo este enquadramento, o povo pentecostal se livrar do fanatismo e do medo. Mas acredito que o passo em falso de Damares e a reação da pastora goiana podem gerar um movimento silencioso de reação.

Bolsonaro está nas cordas e as pesquisas continuam dando Lula com 4 a 8 pontos de vantagem em votos válidos. Até a sua empresa de pesquisas de estimação, a Paraná, ainda aponta para vantagem de 3,8% (a menor entre todas as dezenas de pesquisas) para Lula. Mas as pesquisas erraram no primeiro turno, ou não captaram uma virada de última hora a favor de Bolsonaro. Será que a história vai se repetir neste turno? Há um dado das mesmas pesquisas que preocupa muito. A rejeição de Bolsonaro está caindo e a de Lula subindo e agora eles estão empatados no limite da margem de erro, 50 a 46%. Se esta tendencia continuar até o dia 30 eles chegam empatados no quesito rejeição na boca da urna.

Neste caso, tudo vai depender de fatores como a abstenção, o crescimento de Lula no Nordeste e, ponto muito importante, a declarada ofensiva final do bolsonarismo nas seções eleitorais. Bolsonaro está convocando seus fanáticos para comparecerem em massa e permanecerem nos locais até sair o resultado. Para que? A ordem para cercar as seções indica que vai haver intimidação dos eleitores de Lula. A ordem de permanência indica que Bolsonaro vai usar esta massa disponível para provocar tumultos no caso dos dados não o favorecerem. Podemos esperar um dia de votação extremamente tenso em todo o país.

Isto me leva de volta à análise da aplicação da estratégia que eu chamei de “bola ou búlica”, em artigo divulgado meses atrás. Bolsonaro não deixou um momento de excitar suas falanges fanáticas contra o TSE e o STF. Atacou as pesquisas porque não o mostravam em primeiro lugar. Usou as forças armadas, ou melhor, usou o Ministério da Defesa para tentar levantar dúvidas sobre a lisura e segurança das urnas eletrônicas.

Neste momento estamos com uma situação insólita. O TSE engoliu todas as exigências esdrúxulas do Ministro da Defesa e o exército fez uma série de testes paralelos aos já ordinariamente utilizados pelo próprio TSE e por entidades que acompanham o processo eleitoral. Todas as outras entidades envolvidas nos testes de segurança já confirmaram que tudo se passou corretamente, mas o Ministério da Defesa, a pedido de Bolsonaro, declara que só vai apresentar o seu diagnóstico depois do segundo turno. Em off, jornalistas de respeito ouviram generais da ativa e apontaram para um desconforto com a postura do MD, já que as investigações e testes dos militares não teriam encontrado absolutamente nada de imperfeito em todo o processo. Segurar a informação só tem sentido para manter o clima de questionamento da lisura das eleições, para o caso de derrota nas urnas. É um jogo perigosíssimo para Bolsonaro, pois ele terá que questionar os resultados sem poder usar o relatório do MD, a não ser que fabriquem um falso. E isto depois de ter aceitado o resultado do primeiro turno. Será que Bolsonaro confia em sua capacidade de gerar um tal estado de confusão no país que a questão do relatório vai ser um senão, uma interrogação para a história futura?

As ordens de combate da tropa bolsominion vão no sentido de buscar um enfrentamento imediato, no dia e hora da proclamação dos resultados pelo TSE. Mas se os seus eleitores mais fanáticos cumprirem à risca as ordens o que pode acontecer? Ocupar as seções eleitorais não muda o resultado. Pode dar lugar a um movimento de revolta ludista (não é lulista, não, refere-se ao movimento dos artesãos nos inícios da revolução industrial, quebrando as máquinas que substituíam seu trabalho) com a destruição de urnas eletrônicas. Este movimento pode até levar a quebra-quebras nas seções ou no seu entorno. Muito barulho, mas pouco efeito do ponto de vista de ameaças golpistas. Não são estes bandos de vândalos que ameaçarão as instituições.

A pergunta essencial é: o que vão fazer os militares? Para começar, o que vão fazer os generais do Alto Comando do exército? Dias antes do primeiro turno uma matéria da Folha de São Paulo revelou que a maioria dos 16 generais do Alto Comando endossavam o princípio de “quem ganhar, leva”. A matéria foi desmentida pelo MD, enfaticamente, qualificando-a de Fake News. Os generais, como era de se esperar, fingiram-se de mortos. Mas os autores da matéria e o próprio jornal mantiveram suas posições e asseguraram a veracidade do que foi publicado.

Este episódio serviu para desarmar todos os que achávamos que um golpe era algo a se esperar no quadro eleitoral brasileiro. A realização das eleições em primeiro turno e a aceitação dos resultados por Bolsonaro pareceu afastar, definitivamente, o fantasma da ameaça de golpe. Na verdade, a “aceitação” dos resultados não faz parte da estratégia de Bolsonaro. Como ele esperava ganhar no primeiro turno, ele encolheu os ataques e foi pego de surpresa pelos resultados. Adiou o enfrentamento para o segundo turno.

Estes fatos colocam problemas sérios para o após segundo turno. Bolsonaro está arruinando o país para comprar votos. Está chamando os seus fanáticos para constranger eleitores. Está prometendo ataques aos locais de votação para questionar os resultados. Mas ele depende da avaliação do MD para a operação visando a anulação do pleito. A pergunta é: que vai fazer o Alto Comando do exército? Esconder a dita avaliação? Endossar o questionamento dos resultados? Ou, como afirma o artigo da Folha, vai aceitá-lo?

Se a última pergunta for respondida positivamente, Bolsonaro não terá outra opção senão apelar para uma rebelião dos oficiais de nível médio contra os comandos maiores. Este apelo é pouco provável, pelos imensos riscos deste salto no escuro. Ele significa propor uma insurreição que pode levar à sua imediata prisão se os comandos de tropa se mantiverem na obediência devida à hierarquia militar. E se a rebelião tiver apoio, Bolsonaro vai gerar uma crise militar única na nossa história, com risco de uma guerra civil. O desfecho mais provável de uma posição republicana do Alto Comando é Bolsonaro aceitar a derrota e botar a viola no saco e ir comer pão com leite moça no seu condomínio na Barra da Tijuca. E rezar para que a enxurrada de processos pendentes contra ele não chegue a sua conclusão final, que o levaria a ir jogar gamão com Sérgio Cabral em um presidio do Rio de Janeiro.

Estamos diante de duas situações de alto risco. A primeira terá que ser enfrentada por cada um de nós, aceitando bravamente os perigos de ir votar enfrentando a máfia bolsonarista ameaçando-nos fisicamente. A segunda é a decisão do Alto Comando do exército, endossando os atentados bolsonaristas ou tirando o tapete do protoditador.

No interminável rol de riscos de última hora poderemos ver a repetição da jogada político-jurídica operada em Alagoas. A Polícia Federal, com o apoio do STJ, interveio na disputa eleitoral daquele pequeno estado para favorecer Bolsonaro e seus apoiadores locais, Artur Lira como emblema. Como parece estar dando certo, podemos esperar outras operações de mesmo tipo em outros estados, e a reação do STF, como sempre, será depois que os efeitos políticos da ação tenham dado seus resultados.

Tudo indica que estamos por decidir o futuro do país por uma margem muito estreita de votos. Isto é inacreditável para qualquer um que tenha dez mil réis de inteligência, mas este é mundo em que vivemos. O mal está mandando e o bem na defensiva. Lula é, gostemos dele ou não, o último baluarte contra a barbárie nas relações sociais e políticas. O nosso esforço, enquanto brasileiros conscientes, é tentar afastar as trevas que se avolumam e ganhar tempo para redefinirmos que país queremos para nós e nossos filhos e netos. Tempo para reencontrar um espaço de diálogo entre os divergentes. Tempo para encontrar racionalidade na busca de soluções para os nossos imensos problemas sociais, muito agravados pelos quatro anos de promoção da divisão, do ódio, da doença, da miséria e do horror.

As manifestações de rua aquecem os nossos corações, mas esta eleição vai ser decidida no voto dos amigos e parentes iludidos com o monte de mentiras disseminados pela máquina de propaganda de Bolsonaro. O esforço pela vitória da civilização contra a barbárie depende de cada um de nós, na busca de tentar entender as motivações de amigos e parentes que votam no fim do futuro, que se atiram voluntariamente no buraco da destruição.

Vamos sair da bolha e buscar os outros. Escolhamos o caminho da amizade, do amor, da compreensão. Aceitemos as diferenças para tentarmos superá-las. O tempo é curto e a emergência é fatal.

Jean Marc von der Weid

Ex-presidente da UNE (1969/1971)

Fundador da ONF Agricultura Familiar e Agroecologia (AS-PTA) em 1983

Membro do CONDRAF/MDA entre 2004 e 20016

Militante do movimento Geração 68 Sempre na Luta