Amore in tempi d’ira e odio

Viviamo nel Brasile di Bolsonaro e in tutto il mondo tempi di rabbia e odio, risultato del fondamentalismo e dell’intolleranza, come abbiamo visto in Sri Lanka dove centinaia di cristiani sono stati uccisi nel momento in cui celebravano la vittoria dell’amore sulla morte nella festa della risurrezione.
Questo macabro scenario ci porta a rinnovare la speranza che, nonostante tutto, l’amore sia più forte della morte.

La parola amore è stata banalizzata. C’è amore di qui e amore di là, amore in tutte le pubblicità indirizzate più alle tasche che ai cuori. Dobbiamo riscattare la sacralità dell’amore. Non abbiamo un nome migliore o più grande per immaginare l’Ultima Realtà, Dio, ma dicendo che essa è amore.

Dobbiamo innovare il nostro discorso sull’amore in modo che la sua natura e ampiezza risplenda e ci riscaldi. Per questo è importante incorporare i contributi che provengono dalle diverse scienze della Terra (Fritjof Capra), in particolare dalla biologia (Humberto Maturana) e dagli studi sul processo cosmogenico (Brian Swimme). È sempre più chiaro che l’amore è un fatto oggettivo della realtà globale, un evento felice della natura stessa di cui facciamo parte.

Due movimenti, tra gli altri, presiedono il processo cosmogenico e biogenico: la necessità e la spontaneità. La necessità è in funzione della sopravvivenza di ogni essere; è per questo che uno aiuta l’altro, in una rete di relazioni inclusive. La sinergia e la cooperazione di tutti con tutti costituiscono le forze fondamentali dell’universo, specialmente tra gli esseri animati. È la dinamica oggettiva del cosmo stesso.
Insieme a questa forza della necessità appare anche la spontaneità. Gli esseri si relazionano e interagiscono per pura gratuità e gioia di convivere. Tale relazione non risponde a una necessità. Si stabilisce per creare nuovi legami a causa di una certa affinità che sorge spontaneamente e che produce gioia. È l’universo della sorpresa, del fascino, di qualcosa di imponderabile. È l’avvento dell’amore.
Questo amore è dato dai primissimi elementi di base, i quarks, che erano legati oltre la necessità, spontaneamente, attratti l’uno dall’altro. Un mondo libero sorge, non necessario ma possibile, spontaneo e reale.

In questo modo, irrompe la forza dell’amore che attraversa tutte le fasi dell’evoluzione e lega tutti gli esseri dando loro profondo affetto e bellezza. Non c’è ragione che li induca a combinarsi con legami spontanei e liberi. Lo fanno per puro piacere e la gioia di stare insieme.
Si trata dell’amore cosmico che realizza ciò che il misticismo ha sempre intuito: la validità della pura gratuità. Il mistico Angelus Silesius dice: “La rosa non ha una ragione. Fiorisce per fiorire. Non si preoccupa se l’ammirano o no. Lei sboccia per fiorire”.
Non diciamo che il senso profondo della vita è semplicemente vivere? Così l’amore fiorisce in noi come frutto di una relazione libera tra esseri liberi e con tutti gli altri esseri.

Ma come umani e autocoscienti possiamo fare dell’amore, che appartiene alla natura delle cose, un progetto personale e civilizzante: viverlo coscientemente, creare le condizioni perche sia possibile l’amorizzazione tra gli esseri inerti e viventi. Possiamo innamorarci di una stella lontana e stabilire una storia di affetto con lei.
L’amore è urgente nei giorni attuali, dove la forza del negativo, dell’anti-amore, sembra prevalere. Più che chiedere chi pratica atti di terrore, bisogna chiedersi perché sono stati praticati. Sicuramente il terrore sorse perché mancava l’amore come relazione che lega gli esseri umani nell’esperienza beata di aprirsi e accogliersi cordialmente l’un l’altro.

Diciamolo con tutte le parole: il sistema mondiale prevalente non ama le persone. Ama i beni materiali, ama la forza lavoro del lavoratore, i suoi muscoli, le sue conoscenze, la sua produzione artistica e la sua capacità di consumo. Ma non ama gratuitamente le persone come persone.

Predicare l’amore e gridare: “Amiamoci l’un l’altro come ci amiamo noi stessi” significa essere rivoluzionari. È essere assolutamente anti-cultura dominante.
Facciamo dell’amore quello che il grande fiorentino Dante Alighieri ha testimoniato: “amor che muove il sole e le altre stelle”, e noi aggiungiamo: l’amore che muove le nostre vite, l’amore che è il nome sacrosanto della Fonte Originale di tutto l’Essere, Dio.

*Leonardo Boff, filosofo e teólogo, ha scritto: Reflexões de um velho teólogo e pensador, Vozes 2019.

Traduzione di M Gavito e S. Toppi.

Amore in tempi d’ira e odio

Viviamo nel Brasile di Bolsonaro e in tutto il mondo tempi di rabbia e odio, risultato del fondamentalismo e dell’intolleranza, come abbiamo visto in Sri Lanka dove centinaia di cristiani sono stati uccisi nel momento in cui celebravano la vittoria dell’amore sulla morte nella festa della risurrezione.
Questo macabro scenario ci porta a rinnovare la speranza che, nonostante tutto, l’amore sia più forte della morte.
La parola amore è stata banalizzata. C’è amore di qui e amore di là, amore in tutte le pubblicità indirizzate più alle tasche che ai cuori. Dobbiamo riscattare la sacralità dell’amore. Non abbiamo un nome migliore o più grande per immaginare l’Ultima Realtà, Dio, ma dicendo che essa è amore.
Dobbiamo innovare il nostro discorso sull’amore in modo che la sua natura e ampiezza risplenda e ci riscaldi. Per questo è importante incorporare i contributi che provengono dalle diverse scienze della Terra (Fritjof Capra), in particolare dalla biologia (Humberto Maturana) e dagli studi sul processo cosmogenico (Brian Swimme). È sempre più chiaro che l’amore è un fatto oggettivo della realtà globale, un evento felice della natura stessa di cui facciamo parte.

Due movimenti, tra gli altri, presiedono il processo cosmogenico e biogenico: la necessità e la spontaneità. La necessità è in funzione della sopravvivenza di ogni essere; è per questo che uno aiuta l’altro, in una rete di relazioni inclusive. La sinergia e la cooperazione di tutti con tutti costituiscono le forze fondamentali dell’universo, specialmente tra gli esseri animati. È la dinamica oggettiva del cosmo stesso.
Insieme a questa forza della necessità appare anche la spontaneità. Gli esseri si relazionano e interagiscono per pura gratuità e gioia di convivere. Tale relazione non risponde a una necessità. Si stabilisce per creare nuovi legami a causa di una certa affinità che sorge spontaneamente e che produce gioia. È l’universo della sorpresa, del fascino, di qualcosa di imponderabile. È l’avvento dell’amore.
Questo amore è dato dai primissimi elementi di base, i quarks, che erano legati oltre la necessità, spontaneamente, attratti l’uno dall’altro. Un mondo libero sorge, non necessario ma possibile, spontaneo e reale.

In questo modo, irrompe la forza dell’amore che attraversa tutte le fasi dell’evoluzione e lega tutti gli esseri dando loro profondo affetto e bellezza. Non c’è ragione che li induca a combinarsi con legami spontanei e liberi. Lo fanno per puro piacere e la gioia di stare insieme.
Si trata dell’amore cosmico che realizza ciò che il misticismo ha sempre intuito: la validità della pura gratuità. Il mistico Angelus Silesius dice: “La rosa non ha una ragione. Fiorisce per fiorire. Non si preoccupa se l’ammirano o no. Lei sboccia per fiorire”.
Non diciamo che il senso profondo della vita è semplicemente vivere? Così l’amore fiorisce in noi come frutto di una relazione libera tra esseri liberi e con tutti gli altri esseri.

Ma come umani e autocoscienti possiamo fare dell’amore, che appartiene alla natura delle cose, un progetto personale e civilizzante: viverlo coscientemente, creare le condizioni perche sia possibile l’amorizzazione tra gli esseri inerti e viventi. Possiamo innamorarci di una stella lontana e stabilire una storia di affetto con lei.
L’amore è urgente nei giorni attuali, dove la forza del negativo, dell’anti-amore, sembra prevalere. Più che chiedere chi pratica atti di terrore, bisogna chiedersi perché sono stati praticati. Sicuramente il terrore sorse perché mancava l’amore come relazione che lega gli esseri umani nell’esperienza beata di aprirsi e accogliersi cordialmente l’un l’altro.

Diciamolo con tutte le parole: il sistema mondiale prevalente non ama le persone. Ama i beni materiali, ama la forza lavoro del lavoratore, i suoi muscoli, le sue conoscenze, la sua produzione artistica e la sua capacità di consumo. Ma non ama gratuitamente le persone come persone.

Predicare l’amore e gridare: “Amiamoci l’un l’altro come ci amiamo noi stessi” significa essere rivoluzionari. È essere assolutamente anti-cultura dominante.

Facciamo dell’amore quello che il grande fiorentino Dante Alighieri ha testimoniato: “amor che muove il sole e le altre stelle”, e noi aggiungiamo: l’amore che muove le nostre vite, l’amore che è il nome sacrosanto della Fonte Originale di tutto l’Essere, Dio.

*Leonardo Boff, filosofo e teólogo, ha scritto: Reflexões de um velho teologo e pensador, Vozes 2019.

Traduzione di M Gavito e S. Toppi.

Amor en tiempos de ira y de odio

Vivimos en el Brasil bolsonariano y en todo el mundo tiempos de ira y de odio, fruto del fundamentalismo y de la intolerancia, como se vio en Sri Lanka donde cientos de cristianos fueron asesinados en el momento en que celebraban la victoria del amor sobre la muerte en la fiesta de resurrección.
Este escenario macabro nos lleva a renovar la esperanza de que, a pesar de todo, el amor es más fuerte que la muerte.

La palabra amor se ha banalizado. Es amor de aquí y amor de allí, amor en todos los anuncios que se dirigen más a los bolsillos que a los corazones. Tenemos que rescatar la sacralidad del amor. No disponemos de un nombre mejor o mayor para imaginar la Última Realidad, Dios, sino diciendo que ella es amor.

Tenemos que innovar nuestro discurso sobre el amor para que su naturaleza y amplitud resplandezca y nos caliente. Para eso es importante incorporar las contribuciones que nos vienen de las distintas ciencias de la Tierra (Fritjof Capra), especialmente de la biología (Humberto Maturana) y de los estudios sobre el proceso cosmogénico (Brian Swimme). Cada vez está más claro que el amor es un dato objetivo de la realidad global, un evento feliz de la propia naturaleza de la cual somos parte.
Dos movimientos, entre otros, presiden el proceso cosmogénico y biogénico: la necesidad y la espontaneidad. La necesidad está en función de la supervivencia de cada ser; por eso uno ayuda al otro, en una red de relaciones incluyentes. La sinergia y la cooperación de todos con todos constituyen las fuerzas más fundamentales del universo, especialmente, entre los seres orgánicos. Es la dinámica objetiva del propio cosmos.

Junto con esa fuerza de la necesidad aparece también la espontaneidad. Los seres se relacionan e interactúan por pura gratuidad y alegría de convivir. Tal relación no responde a una necesidad. Ella se instaura para crear lazos nuevos en razón de cierta afinidad que surge espontáneamente y que produce deleite. Es el universo de lo sorprendente, de la fascinación, de algo imponderable. Es el adviento del amor.
Ese amor se da desde los primerísimos elementos basales, los quarks, que se relacionaron más allá de la necesidad, espontáneamente, atraídos unos por los otros. Surge un mundo gratuito, no necesario pero posible, espontáneo y real.

De esta forma, irrumpe la fuerza del amor que atraviesa todos los estadios de la evolución y enlaza a todos los seres dándoles afecto profundo y belleza. No hay una razón que los lleve a combinarse en lazos de espontaneidad y de libertad. Lo hacen por puro placer y por la alegría de estar juntos.

Se trata del amor cósmico que realiza lo que la mística siempre intuyó: la vigencia de la pura gratuidad. El místico Angelus Silesius dice: “La rosa no tiene un porqué. Florece por florecer. No se preocupa de si la admiran o no. Ella florece por florecer”.

¿No decimos que el sentido profundo de la vida es simplemente vivir? Así el amor florece en nosotros como fruto de una relación libre entre seres libres y con todos los demás seres.

Pero como humanos y autoconscientes podemos hacer del amor, que pertenece a la naturaleza de las cosas, un proyecto personal y civilizatorio: vivirlo conscientemente, crear las condiciones para que ocurra la amorización entre los seres inertes y vivos. Podemos enamorarnos de una estrella distante y establecer una historia de afecto con ella.

El amor es urgente en los días actuales, donde la fuerza de lo negativo, del anti-amor, parece prevalecer. Más que preguntar quién practica actos de terror hay que preguntar por qué fueron practicados. Seguramente el terror surgió porque faltó amor como relación que enlaza a los seres humanos en la bienaventurada experiencia de abrirse y acogerse jovialmente uno al otro.

Digámoslo con todas las palabras: el sistema social y económico mundial imperante no ama a las personas. Ama los bienes materiales, ama la fuerza de trabajo del trabajador, sus músculos, su saber, su producción artística y su capacidad de consumo. Pero no ama gratuitamente a las personas como personas.

Predicar el amor y gritar: “amémonos los unos a los otros como nosotros mismos nos amamos” es ser revolucionario. Es ser absolutamente anticultura dominante.

Hagamos del amor aquello que el gran florentino, Dante Alighieri, testimoniaba: “el amor que mueve el cielo y todas las estrellas”, y nosotros añadimos: el amor que mueve nuestras vidas, amor que es el nombre sacrosanto de la Fuente Originaria de todo Ser, Dios.

*Leonardo Boff es filósofo y teólogo y ha escrito: Reflexiones de un viejo teólogo y pensador, Vozes 2019.

Traducción de Mª José Gavito Milano

Amor em tempos de ira e de ódio

Vivemos no Brasil bolsonariano e no mundo afora tempos de ira e de ódio, fruto do fundamentalismo e da intolerância como se viu em Siri Lanka onde centenas de cristãos foram assassinados no momento em que celebravam a vitória do amor sobre morte na festa de ressurreição.
Este cenário macabro nos faz renovar a esperança de que, apesar de tudo, o amor é mais forte do que a morte.
A palavra amor foi banalizada. É amor daqui é amor daí, amor em todos os anúncios que apelam mais para os bolsos do que para os corações. Temos que resgatar a sacralidade do amor. Não dispomos de um nome melhor ou maior para imaginar a Última Realidade, Deus, senão dizendo que ela é amor.
Precisamos inovar nosso discurso sobre o amor para que sua natureza e amplitude resplandeça e nos acalente. Para isso, importa incorporar as contribuições que nos vêm das várias ciências da Terra (Fritjof Capra), especialmente da biologia (Humberto Maturana) e dos estudos sobre o processo cosmogênico (Brian Swimme). Mais e mais fica claro que o amor é um dado objetivo da realidade global, um evento feliz da própria natureza da qual somos parte.
Dois movimentos, entre outros, presidem o processo cosmogênico e biogênico: a necessidade e a espontaneidade. A necessidade está em função da sobrevivência de cada ser; por isso um ajuda o outro, numa rede de relações includentes. A sinergia e a cooperação de todos com todos constituem as forças mais fundamentais do universo, especialmente, entre os seres orgânicos. É a dinâmica objetiva do próprio cosmos.
Junto com essa força de necessidade comparece também a espontaneidade. Seres se relacionam e interagem por pura gratuidade e alegria de conviver. Tal relação não responde a uma necessidade. Ela se instaura para criar laços novos, em razão de certa afinidade que emerge espontaneamente e que produz o deleite. É o universo do surpreendente, do fascínio, de algo imponderável. É o advento do amor.
Esse amor se dá desde os primeiríssimos elementos basilares, os quarks, que se relacionaram para além da necessidade, espontaneamente, atraídos uns pelos outros. Surge um mundo gratuito, não necessário mas possível, espontâneo e real.
Desta forma, irrompe a força do amor que perpassa todos os estágios da evolução e enlaça todos os seres dando-lhes estremecimento e beleza. Não há razão que os leve a se comporem em laços de espontaneidade e de liberdade. Fazem-no por puro prazer e por alegria de estarem juntos.
Trata-se do amor cósmico que realiza o que a mística sempre intuiu: vigência da pura gratuidade. Diz o místico Angelus Silesius: “A rosa não tem por quê. Ela floresce por florescer. Ela não cuida se a admiram ou não. Era floresce por florescer”.
Não dizemos que o sentido profundo da vida é simplesmente viver? Assim o amor floresce em nós como fruto de uma relação livre entre seres livres e com com todos os demais seres.
Mas como humanos e autoconscientes, podemos fazer do amor que pertence à natureza das coisas, um projeto pessoal e civilizatório: vive-lo conscientemente, criarmos as condições para que a amorização aconteça entre os seres inertes e vivos. Podemos nos enamorar de uma estrela distante e fazer uma história de afeto com ela.
O amor é urgente nos dias atuais onde a força do negativo, do anti-amor, parece prevalecer. Mais que perguntar quem pratica atos de terror é perguntar por que foram praticados? Seguramente o terror surgiu porque faltou o amor como relação que enlaça os seres humanos na bem-aventurada experiência de se abrir e acolher jovialmente um ao outro.
Digamo-lo com todas as palavras: o sistema mundial imperante não ama as pessoas. Ele ama bens materiais, ama a força de trabalho do operário, seus músculos, seu saber, sua produção artística e sua capacidade de consumo. Mas não ama gratuitamente as pessoas como pessoas.
Pregar o amor e gritar: “amemo-nos uns aos outros como nós mesmos nos amamos” é ser revolucionário. É ser absolutamente anti-cultura dominante.
Façamos do amor aquilo que o grande florentino, Dante Alignieri, testemunhava: “o amor que move o céu e todas as estrelas” e nós acrescentamos: o amor que move nossas vidas, amor que é o nome sacrossanto da Fonte Originária de todo o Ser, Deus.

Leonardo Boff é filósofo e teólogo e escreveu:Reflexões de um velho teólogo e pensador, Vozes 2019.