De-demonizzare il Satana o il Diavolo

In questi tempi di campagne politiche e presidenziali, non è raro che un candidato demonizzi il suo avversario. C’è anche una strana divisione tra chi è dalla parte di Dio e chi è dalla parte Diavolo o di Satana.

Questo termine Satana (in ebraico) o Diavolo (in latino) ha acquisito molti significati, positivi e negativi, nel corso della storia. Ciò si verifica in molte religioni soprattutto in quelle abramitiche (ebraismo, cristianesimo e islamismo).

Tuttavia, dobbiamo dire che nessuno ha subito tante ingiustizie ed è stato così “demonizzato” come Satana stesso. All’inizio non fu così. Per questo motivo è importante raccontare brevemente la storia di Satana o del Diavolo.

Egli è annoverato tra i “figli di Dio” come gli altri angeli, come si dice nel libro di Giobbe (Gb 1,6). Sta nella corte celeste. Pertanto, è un essere di bontà. Non è la figura che diventerà più tardi. Ma ha ricevuto da Dio un compito insolito e ingrato: deve mettere alla prova persone buone come Giobbe, che è «un uomo integro, retto, teme Dio e rifugge il male» (Gb 1,8). Deve sottoporlo a tutti i tipi di prove per vedere se, in effetti, è quello che tutti dicono di lui: «non c’è altro come lui sulla terra» (Gb 1,8). Come prova promossa da Satana, Giobbe perde tutto, famiglia, beni e amici. Ma non perde la fede.

Ci fu una grande mutazione a partire dal VI secolo aC, quando gli ebrei vissero in cattività babilonese (587 aC) in Persia. Lì si confrontarono con la dottrina di Zoroastro che stabiliva il confronto tra il “principe della luce” e il “principe delle tenebre”. Loro incorporarono questa visione dualistica e manichea. Si diede origine a Satana come parte del regno delle tenebre, il “grande accusatore” o “avversario” che induce gli esseri umani ad atti malvagi. In seguito, si produce il confronto tra Dio e Satana. Nei testi tardo ebraici, dal II secolo aC, soprattutto nel libro di Honoch, si elabora la saga della rivolta degli angeli guidati da Satana, ora chiamato Lucifero, contro Dio. Si narra della caduta di Lucifero e di circa un terzo degli angeli che aderirono e finirono per essere espulsi dal cielo.

Sorge allora la domanda: dove collocarli se sono stati espulsi? Lì si fece uso della categoria dell’inferno: de fuoco ardente e di tutti gli orrori, ben descritti da Dante Alighieri nella seconda parte della sua Divina Commedia dedicata all’inferno.

Nel Primo Testamento (l’Antico) non si parla quasi del diavolo (cfr Cron 21,1; Samuele 24,1). Nel Secondo Testamento (Nuovo) appare in alcuni racconti “…saranno gettati nella fornace di fuoco; ci sarà pianto e stridore di denti» (Mt 8,12;13,42-50; Lc 13,27) o nella parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro (Lc 16,23-24) o nell’Apocalisse (16,10 -11).

Questa comprensione fu assunta dai teologi antichi, specialmente da sant’Agostino. Lui ha influenzato l’intera tradizione delle Chiese, la dottrina dei Papi ed è arrivato ai giorni nostri.

La categoria dell’inferno e della dannazione eterna fu decisiva nella conversione dei popoli originari dell’America Latina e di altri luoghi di missione, producendo paura e panico. I loro antenati, si diceva, poiché non erano cristiani, erano all’inferno. E si sosteneva che se non si fossero convertiti e non si fossero lasciati battezzare, avrebbero conosciuto lo stesso destino. Ciò è presente in tutti i catechismi che furono elaborati, subito dopo la conquista, per convertire gli Aztechi, gli Incas, e tutti gli altri. Fu la paura, che un tempo ha portato e porta tuttora alla conversione delle moltitudini, come dimostra il grande storico francese Jean Delumeau. È facendo appello al Diavolo, a Satana, che oggi, in tempi di rabbia e odio sociale, si cerca di squalificare l’avversario, spesso reso nemico da demoralizzare e infine liquidare.

Qui bisogna superare tutto il fondamentalismo del testo biblico. Non basta citare testi sull’inferno, anche dalla bocca di Gesù. Dobbiamo saperli interpretare per non cadere in contraddizione con il concetto di Dio e distruggere cosi la buona novella di Gesù, del Padre pieno di misericordia, come il padre del figliol prodigo che accoglie il figlio perduto (Lc 15 ,11-23).

In primo luogo, gli esseri umani cercano una ragione per il male nel mondo. Ci sono grandi difficoltà ad assumersi le proprie responsabilità. Quindi si trasferiscono al Demonio o ai demoni.

In secondo luogo, il significato dei demoni e dell’inferno degli orrori rappresenta una pedagogia della paura per indurre le persone a cercare la via del bene attraverso la paura. Demonio e inferno, pertanto, sono creazioni umane, una specie di pedagogia sinistra, come fanno ancora le madri con i bambini: “Se non ti comporti bene, di notte, il lupo cattivo verrà a morderti un piede”. L’essere umano può essere il Satana della terra e della società. Può creare “l’inferno” per gli altri attraverso l’odio, l’oppressione e i meccanismi della morte, come infelicemente sta accadendo nella nostra società.

In terzo luogo, Satana o il Diavolo è una creatura di Dio. Dire che è una creatura di Dio, significa che, in ogni momento, Dio sta creando e ricreando questa creatura, anche nel fuoco dell’inferno. Altrimenti ritornerebbe nel nulla. Può Dio, che è amore e bontà infinita, prestarsi a questo? Dice bene il libro della Sapienza: “Poiché tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure creata. Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi? […] Tu risparmi tutte le cose, perché tutte son tue, Signore, amante della vita» (Sap 11,24-26). Papa Francesco lo ha detto chiaramente: «non esiste la dannazione eterna; lei è solo per questo mondo».

In quarto luogo, il grande messaggio di Gesù è l’infinita misericordia di Dio-Abba (caro padre) che ama tutti, anche gli «ingrati e malvagi» (Lc 6,35). L’affermazione del castigo eterno all’inferno distrugge direttamente la buona novella di Gesù. Un Dio punitore è incompatibile con il Gesù storico che annunciò l’amore infinito di Dio per tutti, anche per i peccatori. Il Salmo 103 lo aveva già intuito: «Il Signore è compassionevole e clemente, lento all’ira e ricco di misericordia. Non sta sempre accusando e non porta rancore per sempre. Non ci tratta secondo i nostri peccati… come un padre ha compassione dei suoi figli e delle sue figlie, così il Signore avrà pietà di coloro che lo amano, perché conosce la nostra natura e ricorda che siamo polvere… La misericordia del Signore è da sempre per sempre» (103,8-17). Dio non può mai perdere nessuna creatura, per quanto perversa sia. Se l’avesse persa, anche una sola, avrebbe fallito nel suo amore. Beh, non può succedere.

Ha detto bene Papa Francesco che predica instancabilmente la misericordia: «La misericordia sarà sempre più grande di qualsiasi peccato e nessuno potrà porre limiti all’amore del Dio che perdona» (Misericordiae vultus, 2)

Questo non significa che uno entrerà comunque in paradiso. Tutti passeranno attraverso il giudizio e la clinica di Dio, per purificarsi lì, riconoscere i propri peccati, imparare ad amare ed entrare finalmente nel Regno della Trinità. È il purgatorio che non è l’anticamera dell’inferno, ma l’anticamera del paradiso. Chi sta lì purificandosi, partecipa già al mondo dei redenti.

L’inferno e i demoni e il principale di loro, Satana, sono le nostre proiezioni del male che esiste nella storia o che noi stessi produciamo e per il quale non vogliamo incolpare noi stessi e le proiettiamo su queste figure sinistre.

Dobbiamo finalmente liberarci da tali proiezioni per vivere la gioia del messaggio di salvezza universale di Gesù Cristo. Questo delegittima tutta la demonizzazione in qualsiasi situazione, specialmente, nella politica e nelle chiese pentecostali carismatiche che usano la figura del diavolo e dell’inferno in modo del tutto esorbitante. Per spaventare i fedeli piuttosto che confortarli con l’amore e la misericordia infinita di Dio.

Leonardo Boff è teologo, filosofo e ha scritto: Vida para além da morte, Vozes, muitas edições 2021.

(traduzione dal portoghese in italiano di Gianni Alioti)

Que destino queremos: a barbárie ou a democracia?

Exceptuando a classe dominante que se enriquece com regimes autoritários e de ultradireita,como o atual, vigora, na grande maioria, a consciência de que assim como o Brasil está não pode continuar. Deve haver uma mudança para melhor.Para isso penso que devem se atendidos alguns quesitos básicos. Elenco alguns.

1.Refazer o contrato social. Este significa o consenso de todos, expresso pela constituição e pelo ordenamento jurídico de  que queremos conviver como cidadãos livres que se aceitam mutuamente,para além das diferenças de pensamento,de classe social, de  religião e de cor da pele. Ora, com o atual governo rompeu-se o contrato social. Dilacerou-se o tecido social. O executivo faz pouco caso da constituição, passa por cima das leis, menospreza as instituições democráticas, mesmo as mais altas como o STF. Em razão dessa revolução ao revés, autoritária, de viés ultraconservador e fascista, apoiada por setores significativos da sociedade tradicionalmente conservadora, as pessoas se cindiram, nas famílias e entre amigos e até se odeiam, quando não cometem assassinatos por razões políticas. Se não refizermos o contrato social,voltaremos ao regime de força, do autoritarismo e da ditadura, com as consequências inerentes: repressão, perseguições,  prisões, torturas e mortes.Da civilização estaremos a um passo da  barbárie.

2.Resgatar a civilidade. Quer dizer, deve prevalecer a cidadania. Esta é um processo histórico-social em que a massa humana forja uma consciência de sua situação subalterna, se permite elaborar um projeto e práticas no sentido de deixar de ser massa e passar a ser povo, protagonista de seu destino.Isso não é outorgado pelo Estado. É conquistado pelo próprio povo na medida em que se organiza enfrenta as classes do atraso e até o Estado classista. Ora, este processo sempre foi impedido pela classe dominante. Visa a manter as massas na ignorância para melhor manipulá-las e impedir, com violência, que ergam a cabeça e se mobilizem. A ignorância e o analfabetismo são politicamente queridos. Os 10% mais ricos que chegam a responder por 75% da riqueza nacional, fizeram um projeto para si, de conciliação entre eles, sempre com exclusão das grandes maiorias.Carecemos de um projeto nacional que a todos insira. Isso continua até os dias de hoje. É talvez nosso maior flagelo pois se desconhecem os 54% de afrodescendentes, os quilombolas, os indígenas e os milhões de covardemente marginalizados. Sem cidadania não há democracia.

3.Recuperar a democracia mínima. Nunca houve em nossa país uma verdadeira democracia representativa consolidada, na qual estivessem presentes os interesses gerais da nação. Os eleitos representam os interesses particulares de seu segmento (bancada evangélica, do gado, da bala,do agronegócio, da mineração, dos bancos, do ensino particular etc) ou dos que financiaram as suas campanhas. Poucos pensam num projeto de país para todos, com a superação da brutal desigualdade, herdada da colonização e principalmente do escravagismo. Sob o atual governo, poucas vezes em nossa história, a democracia se mostrou como farsa, um conluio dos referidos políticos com um executivo que governa para os seus eleitores e milicianos e não para todos, inventando até um vergonhoso orçamento secreto, sem qualquer transparência, destinado, primordialmente, para compra de voto da reeleição de um esecutivo que usa a mentira,a fake news como política de governo, a brutalização da linguagem e dos comportamentos,vive ameaçando de golpe de estado, desmontando as principais instituições nacionais como a educação, a saúde, a segurança (permitindo mais de um milhão de armas nas mãos de cidadãos afeitos à violência).É urgente recuperar a democracia representativa mínima,  para podermos, depois, aprofundá-la,fazê-la participativa e sócio-ecológica. Sem essa democracia mínima não há como fazer funcionar, com a devida inserção, a justiça e o direito; fragilizam-se as  instituições nacionais, especialmente a saúde coletiva, a educação para todos e a segurança cujos corpos policiais executam com frequência jovens da periferia, negros e pobres.

4.Fomentar a educação, a ciência e a tecnologia. Vivemos numa sociedade complexa que para atender suas demandas precisa de educação, fomento à ciência e à tecnologia. Tudo isso foi descurado e combatido pelo atual governo. A continuar, seremos conduzidos ao mundo pré-moderno, destruindo nosso incipiente parque industrial (o maior dos países em desenvolvimento),nossa educação que estava ganhando qualidade e universalidade em todos os níveis, especialmente beneficiando estudantes  do ensino básico,alimentados pela agricultura familiar e orgânica, o acesso de pobres, por cotas, ao ensino superior, às escolas técnicas e às novas universidades.Podemos nos informar a vida inteira nos advertia a grande filósofa Hannah Arendt,sem nunca nos educarmos, vale dizer,sem aprender a pensar criticamente, construir nossa própria identidade pessoal e social e exercer praticamente nossa cidadania.Se não recuperarmos o tempo perdido, poderemos nos transformar num num país pária, marginalizado do curso geral do mundo.

5.Conscientizarmo-nos de nossa importância única no tema da ecologia integral para ajudarmos a salvar a vida no planeta. O consumismo atual demanda mais de uma Terra e meia que não temos (Sobrecarga da Terra).Devemos ademais assumir como fato científico assegurado, de que já estamos dentro do novo regime climático da Terra. Com o acumulado de gases de efeito estufa na atmosfera não poderemos mais evitar fatais eventos extremos graves: prolongadas estiagens, imensas nevascas e inundações, perda da biodiversidade, de safras, migrações de milhares que não conseguem se adaptar e submetidos à fome e aos novos vírus que virão (vorosfera). Haverá grande escassez mundial de água,de alimentos, de solos férteis. Neste contexto,o Brasil poderá desempenhar uma verdadeira função salvadora já que é a potência mundial de água doce, pela extensão de solos férteis e pela Amazônia que, preservada, poderá sequestrar milhões de toneladas de CO2, devolver-nos oxigênio,fornecer umidade a regiões a milhares de quilômetros de distância e por sua riqueza geobioecológica poderá atender às necessidades de milhões de pessoas do mundo. Nossos governantes possuem escassa consciência desta relevância e fraquíssima consciência na população. Possivelmente teremos que aprender com o sofrimento que sobrevirá e que já se manifestou entre nós pelas desastrosas enchentes,ocorridas em vários estados neste ano de 2022.Ou todos no planeta Terra colaboramos e nos demos as mãos ou então engrossaremos o cortejo daqueles que rumam na direção de sua própria sepultura, nos advertiu Sigmunt Bauman pouco antes de morrer. Nas palavras do Papa Francisco:”estamos no mesmo barco, ou nos salvamos todos ou ninguém se salva”. A questão essencial não reside na economia, na política e na ideologia, mas na sobrevivência da espécie humana, realmente, ameaçada. Todas as instâncias, saberes e religiões devem ser ecologizadas e dar sua contribuição,se ainda quisermos viver sobre este pequeno e belo planeta Terra.

6. Por fim, deixando de lado outros aspectos importantes, devemos criar as condições para uma nova forma de habitar a Terra. A dominante até agora, aquela que nos fazia donos e senhores da natureza, submetendo-a a nossos propósitos de crescimento ilimitado, sem sentirmo-nos parte dela, esgotou suas virtualidades. Trouxe grandes benefícios para a vida comum mas também criou o princípio de autodestruição com todo tipo de armas letais. Devemos fazer a travessia para outra forma na qual todos se reconhecerão como irmãos e irmãs com todos os humanos e também com a natureza (os vivos têm o mesmo código genético de base), sentindo-nos parte dela e eticamente responsáveis por sua perpetuidade. Será uma biocivilização em função da qual estarão a economia e a política e as virtudes do cuidado,da relação suave, da justa medida e do laço afetivo com a natureza e com todos os seus seres.

Para que se criem tais condições em nosso país para essa civilização da boa esperança, precisamos derrotar a política do ódio, da mentira e das relações desumanas que se instauraram em nosso país.E fazer triunfar aquelas forças que se propõe recuperar a democracia mínima, a civilidade, a decência nas relações sociais e um sentido profundo de pertença e de responsabilidade pela nossa Casa Comum.As próximas eleição significarão um plebiscito sobre que tipo de país nós queremos:o da barbárie ou o da democracia.

Leonardo Boff escreveu Habitar a Terra, Vozes 2022; O doloroso parto da Mãe Terra, Vozes 2021.

Advertência sobre o documentário “Eles estão no meio de nós” contra a Teologia da Libertação

                                            

Na segunda-feira,dia 24 de outubro, promete-se exibir um documentário extremamente negativo contra a Teologia da Libertação no contexto das eleições,atacando Lula e membros da Igreja e teólogos da Teologia da Libertação. Acusa-os que através  dela quererem destruir a Igreja por dentro e introduzir o comunismo no Brasil.

Tópicos da propaganda já divulgados, com vozes acusatórias, logo no início, mostram que se trata de um documentário,   cheio de falsificações e distorções muito graves.  O organizador é um blogueiro (defensor ferrenho de Bolsonaro). Ele há muito tempo disse estar preparando esta documentação. Por que lançá-la logo agora, na corrida final das eleições presidenciais?

Quem é esse blogueiro? Diz-se jornalista (mas sem curso nenhum),  católico ultra-conservador, que através de seu youtube ataca duramente a Igreja Católica que saiu do Vaticano II, dos documentos oficiais da Conferência Latino Americana de Bispos (CELAM),e da própria CNBB, documentos que reconhecem a validade da Teologia da Libertação.

O documentário acusa a mim de hereje. É falso e mentiroso. A Congregação pela Doutrina da Fé nunca fez esta condenação, nem condenou doutrina minha, apenas um”comportamento” que pode pôr em risco a fé cristã. Afastado o risco, posso seguir adiante. Isso pode ser lido na edição nova do livro em questão naquela época, Igreja: carisma e poder (1982) onde se publica o document oficial do Card. Joseph Ratzinger (Record 2021) e também a minha resposta.

Este blogueiro tem atacado furiosamente o falecido e muito querido pelo Papa Francisco, Card.Cláudio Hummes, igualmente  a CNBB. Esteve presente no Sínodo Panamazônico em Roma. Dia após dia fazia lives acusando de herético ou falso praticamente tudo o que lá se dizia. Penetrou,sem licença, nas Catacumbas onde os bispos do Pacto das Catacumbas renovavam seu voto da opção pelos pobres de Jesus. Filmou  sorrateiramente e publicou depos denunciando como uma barbaridade o que lá se fazia. Foi descoberto e afastado do lugar.

Contra mim em seu youtube disse tantas calúnias e verdadeiras mentiras,negando-se a publicar minha resposta em seu youtube. Fui obrigado a processá-lo. Perdeu o processo em todas as instâncias e teve que pagar pesada multa, por atraso e resistência à justiça. Vale acrescentar que este blogueiro pelos excessivos ataques às autoridades em seu youtube foi acusado pelo STF entre os tantos  que estão sob processo. A polícia retirou-lhe o computador e todos os arquivos. Nem por isso deixou de atuar com suas falsificações em seu youtube utilizando os meios de amigos da mesma corrente ultra-conservadora.

Afirma e reafirma que  Teologia da lIbertação é herética e foi condenada pela Igreja. É outra falsidade. Há dois documentos sobre este tipo de teologia,ambos do Card. Joseph Ratzinger de quem fui amigo e por sua ajuda foi publicada minha tese em alemão,altamente apreciada por ele. No primeiro documento de 1984,“Libertatis Nuntius sobre alguns aspectos da teologia da libertação”chama atenção para riscos da utilização de algumas categorias da análise marxista acerca do capitalismo explorador,mas não condena ninguém. No segundo documento de 1986 Libertatis Conscientia realça os aspectos positivos desta teologia da libertação. Este quase nunca é citado, apenas o primeiro.

Isso ficou mais claro num encontro do Papa João Paulo II em 1986 com bispos brasileiros em Roma que afirma: “esta teologia da libertação não é só ortodoxa mas necessária”. Neste mesmo ano de 1986 numa carta aos bispos do Brasil reitera que “esta teologia da libertação não é só oportuna,mas útil e necessária” num contexcto de opressão.

Em suas  encíclicas João Paulo II falou também de “uma nova e autêntica teoria e práxis de libertação”, de “uma autêntica teologia da libertação humana integral” (Centesimus Annus, n. 26) e dos “valores positivos” de “uma nova maneira de enfrentar os problemas da miséria e do subdesenvolvimento que faz da libertação a categoria fundamental e o primeiro princípio de ação (Sollicitudo Rei Socialis, n. 46). Mais ainda, segundo o Papa João Paulo II, “desse modo se poderia romper a pretensa fatalidade dos sistemas – incapazes, um e outro de assegurar a libertação trazida por Jesus Cristo – o capitalismo desenfreado e o coletivismo ou capitalismo de Estado”.

Face a esta vigorosa manifestação oficial do Vaticano sobre a teologia da libertação resultam falsas, mentirosas e caluniosas as afirmações desse blogueiro. Ela não é herética, é otodoxa, é oportuna, útil e necesária, portanto, faz bem à Igreja que se põe ao lado dos pobres, como Jesus. Ela sustenta a busca da justiça social e a libertação das opressões materiais,psicológicas e espirituais que sofrem,libertação  a partir deles mesmos com o apoio da mensagem de Jesus Cristo Libertador.

Quem ver a documentação falsificadora, mantenha seu espírito crítico e considere tal fato, no contexto das eleições, como uma manipulação para influenciar os eleitores a votarem naquele que nos seus quatro anos de seu governo  oprimiu o povo brasileiro, especialmente, os pobres, as famílias que perderam cerca de 300 mil pessoas por causa de sua  omissão e sua temosia: o atual presidente do Brasil.

Somos pela liberdade de expressão mas dentro de parâmetros éticos mínimos. Mas somos muito mais amigos da verdade: Amicus Plato sed magis amica veritas.

Leonardo Boff, teólogo católico, filósofo e assessor de muitos movimentos cristãos e de comunidades eclesiais de base, membro da Comissão internacional da Carta da Terra.

      DEATANIZING SATAN OR THE DEVIL

 In these times of political and presidential campaigns, it is not uncommon for a candidate to demonize his opponent. There is even an odd division between who is from God and who is from the Devil or Satan.

This term Satan (in Hebrew) or Devil (in Latin) has gained many meanings, positive and negative, throughout history. This occurs in many religions especially the Abrahamic ones (Judaism, Christianity and Islam.

However, we must say that no one has suffered so many injustices and has been so “demonized” as Satan himself. In the beginning it was not like that. For this reason it is important to briefly do the story of Satan or the Devil.

He is counted among the “sons of God” like the other angels, as it is said in the book of Job (1:6). It is in the celestial court. Therefore, it is a being of goodness. It’s not the bad figure that will win later. But he received from God an unusual and ungrateful task: he had to put to the test good people like Job, who is “a man of integrity, upright, fearing God and shunning evil” (Job 1:8). He must submit him to all kinds of tests to see if, in fact, he is what everyone says about him: “there is no other like him on earth” (Jn 1:8). As evidence promoted by Satan, he loses everything, family, possessions and friends. But he doesn’t lose faith.

There was a major mutation starting in the 6th century BC, when the Jews lived in Babylonian captivity (587 BC) in Persia. There they were confronted with the doctrine of Zoroaster which established the confrontation between the “prince of light” and the “prince of darkness”. They embodied this dualistic and Manichean view. Satan was born as a part of the kingdom of darkness, the “great accuser” or “adversary” who induces human beings to acts of evil. In sequence, the confrontation between God and Satan takes place. In late Jewish texts, from the 2nd century BC, especially in the book of Honoch, the saga of the revolt of angels led by Satan, now called Lucifer, against God is elaborated. It narrates the fall of Lucifer and about a third of the angels who adhered and ended up expelled from heaven.

The question then arises: where to put them if they were expelled? There he made use of the category of hell: burning fire and all the horrors, well described by Dante Alighieri in the second part of his Divina Comdia dedicated to hell.

In the First Testament (the Old) there is almost no mention of the devil (cf. Chron 21,1; Samuel 24,1). In the Second Testament (New) it appears in some accounts “...they will be thrown into the fiery furnace; there will be weeping and gnashing of teeth” (Mt 8,12;13,42-50; Lk 13,27) or in the parable of the rich man and the poor Lazarus (Lk 16,23-24) or in the Revelation (16,10 -11).
 
This understanding was assumed by ancient theologians, especially by St. Augustine. He influenced the entire tradition of the Churches, the doctrine of the Popes and has reached this day.
The category of hell and eternal damnation was decisive in the conversion of native peoples in Latin America and other mission places, producing fear and panic. Their ancestors, it was said, because they were not Christians, are in hell. And it was argued that if they did not convert and did not allow themselves to be baptized, they would meet the same fate. This is in all the catechisms that were elaborated shortly after the conquest with which to convert the Aztecs, Incas, more and others. It was fear, which once led and still leads to the conversion of multitudes, as shown by the great French historian Jean Delumeau. It is by appealing to the Devil, to Satan, that today, in times of rage and social hatred, one seeks to disqualify the adversary, often made an enemy to be demoralized and eventually liquidated.
 
Here we must overcome all the fundamentalism of the biblical text. It is not enough to quote texts about hell, even in the mouth of Jesus. We must know how to interpret them so as not to fall into contradiction with the concept of God and even to destroy the good news of Jesus, the Father full of mercy, like the father of the prodigal son who welcomes the lost son (Lk 15,11-23) .
First, human beings seek a reason for the evil in the world. He has great difficulty in assuming his own responsibility. Then transfer it to the Demon or demons.
Secondly, the meaning of demons and the hell of horrors represents a pedagogy of fear to make people seek the path of good through fear. Devil and hell, therefore, are human creations, a kind of sinister pedagogy, as mothers still do to children: “If you don't behave right, at night, the big bad wolf will come to bite your foot”. The human being can be the Satan of the earth and society. He can create “hell” for others through hatred, oppression and the mechanisms of death, as is unfortunately happening in our society.
Third, Satan or the Devil is a creature of God. To say that it is a creature of God, means that, at every moment, God is creating and recreating this creature, even in the fires of hell. Otherwise, it would return to nothingness. Can God, who is infinite love and goodness, propose to this? Well says the book of Wisdom: “Yes, you love all beings and hate nothing of what you have done; if you hated something you would not have created it; and how could anything subsist if you didn't want it... you spare them all because they belong to you, oh sovereign lover of life” (Wis 11,24-26). Pope Francis said it clearly: “there is no eternal damnation; she is only for this world.”
Fourthly, Jesus' great message is the infinite mercy of God-Abba (dear father) who loves everyone, even the “ungrateful and evil” (Lk 6:35). The affirmation of eternal punishment in hell directly destroys the good news of Jesus. A punishing God is incompatible with the historical Jesus who announced God's infinite love for everyone, even for sinners. Psalm 103 had already intuited this: “The Lord is merciful and forgiving, slow to anger and rich in mercy. He is not always accusing nor bears a grudge forever. He does not treat us according to our sins... as a father feels compassion for his sons and daughters, so the Lord will have mercy on those who love him, because he knows our nature and remembers that we are dust...The mercy of the Lord is from everlasting to everlasting” (103,8-17). God can never lose any creature, however perverse. If he lost her, even one, he would have failed in his love. Well, that can't happen.
Well said Pope Francis who tirelessly preaches mercy: "Mercy will always be greater than any sin and no one will be able to put limits to the love of the God who forgives" (Misericordiae vultus, 2)
This does not mean that one will enter heaven anyway. Everyone will go through the judgment and clinic of God, to be purified there, recognize their sins, learn to love and finally enter the Kingdom of the Trinity. It is the purgatory that is not the anteroom of hell, but the anteroom of heaven. Whoever is there purifying himself already participates in the world of the redeemed.
Hell and demons and the main one, Satan, are our projections of the evil that exists in history or that we ourselves produce and for which we do not want to blame ourselves and we project them onto these sinister figures.
We must finally free ourselves from such projections in order to live the joy of Jesus Christ's message of universal salvation. This delegitimizes all Satanization in any situation, especially in politics and in charismatic Pentecostal churches that use the figure of the devil and hell in a totally exorbitant way. It scares the faithful rather than comforts them with the love and infinite mercy of God.
Leonardo Boff is a theologian, philosopher and wrote: Life beyond death, Voices, many editions 2021.