Fra Éloi Leclerc che ha scoperto la fraternità di San Francesco a Buchenwald e Dachau. E l’ha trasmessa a Papa Bergoglio (di Leonardo Boff)

Di redazione – 31/01/2021 Faro di Roma

La figura del francescano francese Éloi Leclerc, autore del best-seller “La sapienza di un povero”, morto nel 2016 all’età di 95 anni nella casa di riposo delle Piccole Sorelle dei Poveri a Saint-Servan, in Francia, è evocata da Leonardo Boff, il più grande teologo brasiliano, in un saggio sulla fraternità umana nell’ottica dell’enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco, ospitato da RaiNews nel blog Confini di Pierluigi Mele.

Nel testo, Boff propone una vera e propria etica della fraternità universale. È l’utopia di Francesco d’Assisi, di cui frate Éloi si è fatto cantore sino agli ultimi giorni della sua vita, che è stata come spezzata in due parti ben distinte: una prima, quella della giovinezza e della formazione francescana, culminata nell’esperienza del dolore e della crudeltà, con l’internamento nei lager tedeschi sino alla fine della guerra; la seconda totalmente consacrata alla testimonianza di un mondo diverso, che nasce dal riconoscere la bontà originaria della creazione di Dio: un riconoscimento che diventa chiamata per l’uomo ad accogliere la fraternità che gli è donata e che chiede di essere accolta con gratitudine.
La seconda parte della riflessione di Boff sarà pubblicata nei prossimi giorni sempre dal blog Confini. Di seguito le prime pagine del saggio di Boff

Il tema della fraternità universale è stata la preoccupazione insistente di uno dei migliori conoscitori degli ideali di Francesco di Assisi: il francese Eloi Leclerc in molte delle sue opere, specialmente nella “Saggezza di un povero” (Parigi 1959) e “Il Sole nasce ad Assisi” (Parigi 1999). Non parla in modo teorico ma da una terrificante esperienza personale. Giovane frate francese, anche se non ebreo, fu portato in Germania precipitando nell’inferno dei campi di sterminio nazisti a Buchenwald e Dachau. Ha conosciuto la banalità del male, le uccisioni compiute dalle SS per il semplice gusto di uccidere, le torture e le umiliazioni che segnavano la sua anima come ferro rovente.

Dopo la Shoah è possibile la fraternità umana?

Scosso nella fede nell’essere umano e dubitando dell’intero ideale di una fraternità umana, cercò disperatamente un raggio di luce che provenisse dal nulla. Anche dopo la sua liberazione per opera degli Alleati nel 1945, iniziò ad avere paura di ogni essere umano. Confessa: “di notte, mi svegliavo di soprassalto, il sudore colava e la mia anima si riempiva di paura; quelle immagini di orrore ritornavano sempre e mi perseguitavano; non potevo cancellarle” (p.33). E continua: “Che il Signore mi perdoni, se a volte di notte, questo vecchio che sono diventato, alza gli occhi inquieti al cielo, cercando un poco di luce” (p.31).

Caricava dentro di se i carnefici nazisti che lo perseguitavano e li suscitavano terrificanti domande sul destino umano e la sua capacità di distruggere vite indifese. Lo stesso trauma, più che psicologico, che invade e distrugge ogni essere umano dentro e fuori, è stato vissuto dal domenicano brasiliano padre Tito Alencar, che è stato barbaramente torturato dal delegato di polizia Fleury. Ha interiorizzato la sua immagine perversa in una forma tale da sentirsi sempre perseguitato da lui fino a quando, non sopportandolo più, ha posto fine alla sua vita, preferendo morire piuttosto che vivere una tortura permanente. Questa terribile esperienza è stata vissuta anche da padre Eloi Leclerc che, dopo una lunga e dolorosa riflessione, ci ha donato una piccola luce tremula indicando la possibilità di una fraternità universale, ispirata nei poverelli di Assisi.

In mezzo all’agonia: il Cantico delle Creature

È stato l’incontro con questa figura e con il suo esempio che ha fatto sì che alcuni raggi di sole apparissero nella sua anima ossessionata, facendogli sopportare le immagini dell’inferno umano. Narra di un fatto misterioso accaduto sul treno scoperto e carico di prigionieri che per 28 giorni da Buchenwald viaggiò da un luogo a un altro fino a fermarsi a Dachau, alla periferia di Monaco. C’erano tre confratelli, uno dei quali agonizzante. Nel mezzo dell’inferno irruppe qualcosa dal cielo. Senza sapere perché, mossi da un impulso superiore, iniziarono a cantare con voci quasi impercettibili il Cantico delle Creature di San Francesco. La fitta oscurità non poteva impedire la luce del Signore e del fratello Sole e la generosità della madre e della signora Terra. Nel Cantico si celebrano l’incontro dell’ecologia interiore con l’ecologia esteriore e il rapporto tra Cielo e Terra, da cui nascono tutte le cose. La domanda che sempre attraversava la sua gola: è possibile la fraternità tra gli esseri umani e con gli altri esseri della creazione? Questa esperienza tra agonia e abbaglio non potrebbe contenere un’eventuale risposta piena di speranza? Almeno si è aperto un tremulo lampo. Tale shock esistenziale lo motivò a studiare e ad approfondire quella che sarebbe stata la singolarità di questa figura assolutamente eccezionale nell’insieme delle agiografie.

La scoperta della fraternità nel volto del Crocifisso

Leclerc descrive, allora, il processo di costruzione della fraternità universale nella storia di Francesco di Assisi. Figlio di un ricco mercante di stoffe, considerato il re della gioventù dorata della città che viveva di feste e abbuffate, cominciò improvvisamente a rendersi conto della futilità di quella vita. Passava ore nella cappella di San Damiano, contemplando il volto dolce e tenero di un crocifisso bizantino. Qualcosa di simile faceva Dostoievsky: una volta l’anno viaggiava fino a Dresda in Germania per contemplare in una chiesa, per ore, la bellezza di un quadro di Maria straordinariamente sbalorditivo. Aveva bisogno di questa contemplazione per placare la sua anima tormentata. Nel romanzo I fratelli Karamasov ha lasciato questa frase stimolante: “la bellezza salverà il mondo”.

Così fu la dolcezza e lo sguardo misericordioso del Cristo bizantino che, similmente a Dostoevskij, conquistò quel giovane in profonda crisi esistenziale, cambiando il destino della sua vita. Lo convinse la fede nel Creatore che creò una fraternità fondamentale, facendo sì che tutti gli esseri, piccoli e grandi, inclusi gli umani e lo stesso Gesù di Nazareth, fossero tutti originati dalla polvere, dall’humus della Terra. Tutti hanno la stessa origine, formano una fraternità terrena.

In questo contesto di umiltà vale la pena ricordare ciò che San Paolo scriveva ai lettori della sua lettera agli Efesini: “Abbiate gli stessi sentimenti che aveva Cristo. Essendo Dio, non faceva caso alla sua condizione divina; si fece ultimo e assunse la condizione di servo per solidarietà con gli esseri umani; si presentò come un uomo semplice; si umiliò obbedientemente fino alla fine e alla morte in croce” (la più umiliante delle pene imposte ai sovversivi: Flp 2,5-8).

Alla luce di queste intuizioni, Francesco dimenticò la sua condizione di figlio di un ricco mercante, scoprì l’origine comune di tutti gli esseri, dalla polvere della terra, dal suo humus e contemplò l’umiltà di Cristo ritratto nel sereno e dolce volto del crocifisso bizantino. Siccome era concreto e risoluto in tutto ciò che si proponeva, ne trasse subito una conclusione: mi unirò solidariamente a coloro che sono più vicini al Crocifisso: i lebbrosi e con loro vivrò quello che ci fa, per la creazione, fratelli e sorelle e creerò una fraternità radicale con loro. Confessa nel suo testamento: “quella che prima mi sembrava amarezza ora emerge come dolcezza”. Conosciamo il resto della saga del Sole di Assisi come la chiama Dante nella Divina Commedia.

Tuttavia, Eloi Leclerc non si accontentò con l’esperienza illuminante del Cantico delle Creature. Una domanda angosciante non gli dava tranquillità: qual è l’ostacolo maggiore che impedisce la fraternità umana e con tutte le creature? Quale energia perversa è questa che produce i massacri e l’eliminazione sommaria di persone, considerate inferiori o subumane, come avvenne nei campi di sterminio? È giunto a questa conclusione: è la volontà di potenza.

Dove predomina il potere, non c’è né amore né tenerezza

Come aveva già percepito C.G. Jung, questa volontà di potenza costituisce l’archetipo più pericoloso dell’essere umano, perché gli dà l’illusione di essere come Dio, disponendo a suo piacimento della vita e della morte degli altri. E concludeva: “dove predomina il potere non c’è tenerezza né amore”. Quando diventa assoluto, il potere si rivela micidiale ed elimina tutti quelli che fanno sentire un’altra voce (p.30). Ora, le nostre società storiche (con l’eccezione dei popoli originari) sono strutturate intorno alla volontà del potere-dominio e di sottomissione di tutto ciò che si presenta: l’altro, i popoli, la natura e la vita stessa. Egli introduce la grande divisione tra quelli che hanno potere e quelli che non l’hanno.

Finché prevarrà il potere-dominio come asse strutturante di tutto, non ci sarà mai fraternità tra gli esseri umani e con il creato. Poiché quest’archetipo è umano, è latente dentro ciascuno di noi. In noi si nascondono un Hitler, uno Stalin, un Pinochet e un Bolsonaro. Lo stesso Leclerc confessa: “Mi sono sentito risvegliare in me stesso, la bestia assetata di vendetta” (p.32). Dobbiamo mettere sotto un severo controllo questa figura funesta che vive in noi, se vogliamo mantenere la nostra umanità. Se ci consegniamo alla seduzione del potere-dominio, rompiamo tutti i legami e l’indifferenza, l’odio e la barbarie possono occupare l’intero spazio della coscienza, come sta accadendo in diversi paesi del mondo, specialmente tra noi in Brasile. Allora emergono le sinistre figure, persino necrofile, menzionate.

Questo fatto drammatizza ulteriormente la domanda audacemente proposta da Papa Francesco in Fratelli tutti: l’urgenza della fraternità universale e dell’amore senza frontiere. Saranno possibili o costituiscono una mera e santa ingenuità? O forse sia un appello tra disperante e speranzoso, comprensibile di fronte a quanto più volte ripetuto da Papa Francesco: “O ci salviamo tutti o nessuno si salva”. Può darsi che ci sia offerta dalla Terra stessa, chissà, dall’universo stesso, una definitiva chance: o cambiamo e così ci salveremo o la Terra continuerà a girare intorno al sole, ma senza di noi.

Due anni fa, nel febbraio 2019, Papa Francesco, in visita negli Emirati Arabi Uniti, firmò ad Abu Dahbi un importante documento con il Grande Imam Al Azhar Amad Al-Tayyeb “Sulla fraternità umana in favore della pace e della comune convivenza”. In seguito, l’ONU ha stabilito il 4 febbraio come la Giornata della fraternità umana.

Sono tutti sforzi generosi che mirano, se non a eliminare, almeno a minimizzare le profonde divisioni che prevalgono nell’umanità. Aspirare a una fraternità universale sembra essere un sogno lontano, ma sempre desiderato.

Leonardo Boff

Rai News-Roma :Manifesto alla Umanità

09/02/2021

Pierluigi Mele

“Bolsonaro è una minaccia globale”. Un appello dal Brasile di denuncia contro il folle operato del governo di Jair Bolsonaro di fronte alla pandemia

LA VITA PRIMA DI TUTTO

“Questo testo, elaborato da più persone, è frutto dell’impotenza. La pandemia sta uccidendo il popolo brasiliano. Non sappiamo a chi rivolgerci, poiché quelli che potrebbero fare qualcosa non lo fanno, per misteriosi disegni che sospettiamo quali possano essere. La decimazione del nostro popolo equivale a 6 guerre del Paraguay, in cui morirono 50.000 soldati brasiliani. Non possiamo assistere senza indignazione – scrive Leonardo Boff insieme a tanti altri anche vescovi– e senza fare nulla di fronte a questa guerra interna, il cui nemico è nel nostro paese e occupa la più alta carica della nazione. Ma esiste un’umanità, che ancora ha “umanià”;a già invaso l’intero Paese ed è arrivato anche negli USA. Si tratta di salvare vite umane; l’umanità stessa rischia di non riuscire a rigenerarsi totalmente. È la ragione etica e umanitaria che ci ha spinto a pubblicare questo manifesto, tradotto in più lingue. Vi chiediamo di sottoscriverlo per creare le condizioni politiche per trovare qualcuno che valorizzi la vita, non esalti la violenza o sia indifferente di fronte alla morte di migliaia di nostri connazionali già pi`de 160 mille e dieci millionii di contaminati. Non ci sono più fazzoletti per asciugare tante lacrime, non;è più la possibilità di un ultimo addio. Riprendendo un vescovo francescano scozzese del XIII secolo contro le troppe estorsioni fiscali: “non accettiamo, ci rifiutiamo e ci ribelliamo contro questa situazione nemica della vita” . L’appello ha già ricevuto l’appoggio di Mons. Mauro Morelli, Padre Júlio Lancellotti, Leonardo Boff, Chico Buarque de Holanda, Carol Proner, Zélia Ducan, Michael Löwy, Eric Nepomuceno, Ladislau Dawbor, Frei Betto, Yves Lesbaupin, Regina Zappa, Nicolelli, Emir Sader, Fabio Konder Comparato e di tanti esponenti della cultura, dei mvimento socili e della società civile brasiliana due giorni doppo la pubbicazione, più de cento mille di persone lo hanno sottoscrito. Pubblichiamo in una nostra traduzione dal portoghese.

Lettera aperta all’umanità

Viviamo in tempi bui, dove le persone peggiori hanno perso la paura e le
migliori hanno perso la speranza. Hannah Arendt

Il Brasile grida aiuto.

Brasiliane e brasiliani impegnati con la vita sono tenuti in ostaggio dal
genocida Jair Bolsonaro, che occupa la presidenza del Brasile con una
banda di fanatici guidati dall’irrazionalità fascista.

Quest’uomo senza umanità nega la scienza, la vita, la protezione
dell’ambiente e la compassione. L’odio dell’altro è la sua ragione
nell’esercizio del potere.

Il Brasile oggi soffre del collasso intenzionale del sistema sanitario.
L’abbandono della vaccinazione e delle misure preventive di base, lo stimolo
all’assembramento e alla rottura del confinamento, sommato alla totale
assenza di una politica sanitaria, creano l’ambiente ideale per nuove
mutazioni del virus e mettono a rischio i paesi vicini e tutta l’umanità.
Assistiamo con orrore allo sterminio sistematico della nostra popolazione, in
particolare dei poveri, degli afro-discendenti e degli indigeni.

Il mostruoso governo genocida di Bolsonaro è passato dall’essere solo una
minaccia per il Brasile a diventare una minaccia globale.

Ci appelliamo agli organismi nazionali – STF, OAB, Congresso Nazionale,
CNBB – al OMS e alle Nazioni Unite. Chiediamo urgentemente alla Corte Penale
Internazionale (CPI) di condannare la politica genocida di questo governo che
minaccia la civiltà.

La vita prima di tutto.

Per sottoscrivere l’appello: https://forms.gle/H8Y8pQMe3WhYjQrZA
(Traduzione dal Portoghese di Gianni Alioti)

Carta aberta à humanidade

Este texto, elaborado por várias mãos e cabeças, é fruto do desamparo. A pandemia está matando nosso povo. Não sabemos a quem recorrer, pois aqueles que poderiam fazer algo não o fazem, por misteriosos desíggnios que suspeitamos quais sejam. A dizimação do nosso povo equivale a 6 guerras do Paraguai, na qual morreram 50 mil soldados brasileiros. Não podemos assistir sem indignação e sem fazer nada face à essa guerra interna, cujo inimigo está dentro de nosso país e ocupando o mais alto cargo da nação. Mas existe a humanidade que ainda tem “humanidade”em nome da qual recorremos. Nosso temor reside em que o instinto de morte de nosso presidente queira a partir do Brasil afetar toda a humanidade e mais diretamente nossos vizinhos com o vírus amazônico altamente perigoso. Já invadiu todo o país e chegou já aos USA. Trata-se de salvar vidas e a própria humanidade sob risco de não conseguir se regenerar. totalmente. É a razão ética e humanitária que nos moveu a publicar esta manifesto, traduzido em várias línguas. Pedimos que o subscrevam para criar as condições políticas para encontrar alguém que preza a vida, não exalta a violência nem é indiferente face à morte de milhares de nossos compatriotas. Não há mais lenços para enxugar tantas lágrimas, nem mais a possiblidade de um último adeus.Repetindo um bispo franciscano escocês do século XIII contra a demasiada extorsão dos impostos: não aceitamos, nos recusamos e nos rebelamos contra essa situação inimiga da vida. Leonardo Boff

Adesão  por: https://forms.gle/H8Y8pQMe3WhYjQrZA


This text was done collectively and has already received support from Bishop Mauro Morelli, Father Júlio Lancellotti, Leonardo Boff, Chico Buarque de Holanda, Carol Proner, Zélia Ducan,Michael Löwy, Eric Nepomuceno,Ladislau Dawbor, Frei Betto, Yves Lesbaupin, Regina Zappa and others

OPEN LETTER TO HUMANITY

“We live in dark times, where the worst people have lost their fear and the best have lost hope.” Hannah Arendt
Brazil screams for help.
Brazilian women and Brazilian men committed to life are being held hostage by the genocidal Jair Bolsonaro, who holds the presidency of Brazil, along with a gang of fanatics driven by fascist irrationality.
This man without humanity denies science, life, protection of the environment and compassion. Hatred of others is his reason for exercising power.
Brazil today suffers from the intentional collapse of the health system. The neglect of vaccination and basic preventive measures, the encouragement of crowd-gathering and breaking confinement, combined with the total absence of a health policy, create the ideal environment for new mutations of the virus and endanger all of humanity. We watch in horror the systematic extermination of our people, especially the poor, quilombolas (communities of former slaves) and indigenous peoples.
We have become an “open-air gas chamber”.
Bolsonaro’s monstrous genocidal government has gone from being just a threat to Brazil to becoming a truly global threat.
We appeal to our national institutions – STF (Supreme Court), OAB (Organization of Brazilian Lawyers), the National Congress, CNBB (the National Conference of Brazilian Bishops) – and to the United Nations. We urge the International Criminal Court (ICC) to condemn the genocidal policy of this government that threatens civilization.
Life above all else!

For sigantures

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 LETTRE OUVERTE À L’HUMANITÉ

«Nous vivons à une époque sombre, où les pires personnes ont perdu leur peur et les meilleures ont perdu espoir». Hanna Arendt

Le Brésil crie à l’aide.

Les brésiliennes et brésiliens engagés dans la vie sont retenus en otage par le génocidaire Jair Bolsonaro, qui détient la présidence du Brésil, avec un gang de fanatiques poussés par l’irrationalité fasciste.

Cet homme sans humanité nie la science, la vie, la protection de l’environnement et la compassion. La haine de l’autre est la raison pour laquelle il exerce le pouvoir.

Le Brésil souffre aujourd’hui de l’effondrement intentionnel du système de santé. L’abandon de la vaccination et des mesures de prévention de base, l’encouragement à l’agglomération et la rupture du confinement, combinés à l’absence totale de politique de santé, créent l’environnement idéal pour de nouvelles mutations du virus et mettent en danger l’humanité toute entière. Nous avons assisté avec horreur à l’extermination systématique de notre population, en particulier des pauvres, des quilombolas et des autochtones.

Nous sommes devenus une «chambre à gaz» à ciel ouvert.

Le gouvernement génocidaire monstrueux de Bolsonaro est passé d’une simple menace pour le Brésil à une menace mondiale.

Nous lançons un appel aux organismes nationaux – STF, OAB, Congrès national, CNBB – et aux Nations Unies. Nous exhortons la Cour pénale internationale (CPI) à condamner de toute urgence la politique génocidaire de ce gouvernement qui menace la civilisation.

La vie avant tout

Pour les abonements

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CARTA ABIERTA A LA HUMANIDAD

“Vivimos en tiempos oscuros, donde las peores personas han perdido el miedo y las mejores han perdido la esperanza”. Hannah Arendt

Brasil pide ayuda a gritos.

Brasileños y brasileños comprometidos con la vida son rehenes del genocida Jair Bolsonaro, que ostenta la presidencia de Brasil, junto con una banda de fanáticos impulsados ​​por la irracionalidad fascista.

Este hombre sin humanidad niega la ciencia, la vida, la protección del medio ambiente y la compasión. El odio al otro es su razón para ejercer el poder.

Brasil sufre hoy el colapso intencional del sistema de salud. El descuido de la vacunación y las medidas preventivas básicas, el fomento de la aglomeración y la ruptura del confinamiento, sumado a la ausencia total de una política de salud, crean el ambiente ideal para nuevas mutaciones del virus y ponen en peligro a los países vecinos y a toda la población. Vimos con horror el exterminio sistemático de nuestra población, especialmente de los pobres, quilombolas e indígenas.

Brasil se há hecho una “camara de gas” a cielo abierto.

El monstruoso gobierno genocida de Bolsonaro pasó de ser solo una amenaza para Brasil a convertirse en una amenaza global.

Apelamos a los organismos nacionales – STF, OAB, Congreso Nacional, CNBB – ya la OSM y las Naciones Unidas. Instamos a la Corte Penal Internacional (CPI) a condenar urgentemente la política genocida de ese gobierno que amenaza a la civilización.

La vida sobre todo

Para suscripciones https://forms.gle/H8Y8pQMe3WhYjQrZA


LETTERA APERTA ALLA UMANITÀ

 “Siamo stati in tempi bui nel quale lo cattivo uomo è senza paùra e lo buono è senza speranza”, Hannah Arendt

 Il Brasile chiede l’aiuto.

 Tutti i brasilani che hanno compromesso con la vita vivono come in ostaggio dal genocida Jair Bolsonaro, il presidente del Brasile che mantiene accanto a sé una banda di fanatici guidati dall’irrazionalità fascista.

 Quest’uomo senza il principio dell’umanità nega la scienza, la vita, la protezione dell’ambiente e la compassione. L’odio al prossimo è la ragione per esercitare il suo potere.

 Il Brasile oggi soffre del collasso intenzionale del sistema sanitario. La trascuratezza della vaccinazione e delle misure preventive di base, l’incoraggiamento dell’agglomerazione e la rottura del confinamento, insieme alla totale assenza di una politica sanitaria, constituiscono l’ambiente ideale a nuove mutazioni del virus e mettono in pericolo i paesi vicini e l’intera popolazione. L’umanità. Abbiamo assistito con l’orrore allo sterminio sistematico della nostra popolazione, in particolare dei poveri, dei quilombola e degli indigeni.

Il Brasile è diventato una “camera à gas” a cielo aperto.

 Il mostruoso governo genocida dal Bolsonaro non è più solo una minaccia al Brasile a diventare una minaccia globale.

 Facciamo appello agli organismi nazionali – STF (Supremo Tribunale Federale), OAB (Organizazzione degli avvocati del Brasile), Parlamento Nazionale, CNBB (Confederazione dei vescovi del Brasile) –  a la OMS e alle Nazioni Unite. Chiediamo urgenza alla Corte Penale internazionale (CPI) al condannare la politica genocida di quel governo che minaccia la civiltà.

 La vita prima di tutto.

Per sottoscrizioni

https://forms.gle/H8Y8pQMe3WhYjQrZA

Dieser Text wurde gemeinsam verfasst und wurde bereits von Bischof Mauro Morelli, Pater Júlio Lancellotti, Leonardo Boff, Chico Buarque de Holanda, Carol Proner, Zélia Ducan, Michael Löwy, Eric Nepomuceno, Ladislau Dawbor, Frei Betto, Yves Lesbaupin und Regina Zappa unterstützt und andere tausennde.


OFFENER BRIEF AN DIE MENSCHEIT

“Wir leben in dunklen Zeiten, in denen die schlimmsten Menschen ihre Angst verloren haben und die besten die Hoffnung verloren haben.” Hannah Arendt

Brasilien schreit um Hilfe.

Brasilianerinen und Brasilianer, die sich dem Leben verschrieben haben, werden vom Völkermord Jair Bolsonaro, der die Präsidentschaft Brasiliens innehat, zusammen mit einer Bande von Fanatikern, die von faschistischer Irrationalität getrieben werden, als Geiseln gehalten.

Dieser Mann ohne Menschlichkeit leugnet Wissenschaft, Leben, Umweltschutz und Mitgefühl. Hass auf den anderen ist Ihr Grund, Macht auszuüben.

Brasilien leidet heute unter dem absichtlichen Zusammenbruch des Gesundheitssystems. Die Vernachlässigung von Impfungen und grundlegenden Präventionsmaßnahmen, die Förderung der Agglomeration und die Aufhebung der  sozialem Isolation in Verbindung mit dem völligen Fehlen einer Gesundheitspolitik schaffen das ideale Umfeld für neue Mutationen des Virus und gefährden alle benachbarten lateinamerikanischen Länder und die Menschheit. Wir beobachteten entsetzt die systematische Ausrottung unserer Bevölkerung, insbesondere der Armen, Quilombolas und Indianer.

Wir wurden eine “offene Gaskammer”.

Bolsonaros monströse Völkermordregierung entwickelte sich von einer bloßen Bedrohung für Brasilien zu einer globalen Bedrohung.

Wir appellieren an nationale Stellen – STF, OAB, National Congress, CNBB – an die WHO und die Vereinten Nationen. Wir fordern den Internationalen Strafgerichtshof (IStGH) dringend auf, die Völkermordpolitik dieser Regierung, die die Zivilisation bedroht, dringend zu verurteilen.

Das Leben über alles!

Fur Subscrition

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È possibile la fraternità umana universale con tutte le creature? (2). Un testo di Leonardo Boff

Pubblichiamo, in esclusiva per l’Italia, la seconda e ultima parte, del testo del teologo brasiliano Leonardo Boff sulla fraternità umana. La prima parte è stata pubblicata lo scorso 31 gennaio (confini/leonardo-boff). February 4, 2021 7:16 pm RAI NEWS

L’unità della creazione: tutti fratelli e sorelle, gli esseri umani e la natura

Francesco ha cercato instancabilmente l’unità del creato, mediante la fraternità universale, un’unità che include gli esseri umani e gli esseri della natura. Tutto inizia con la fraternità con tutte le creature, amandole e rispettandole. Se non coltiviamo questa fraternità con loro, sarà la fraternità umana che diventa meramente retorica, o al massimo giuridica o morale. Ma siccome la fraternità non prevale, questa è frequentemente violata per questo motivo, perché chi stabilisce l’ordine è il vecchio demone del potere, non come servizio al bene comune, ma come forma di dominio o imposizione di un ordine. Questo, per sua natura, definisce chi è dentro e chi è fuori. Regnano le esclusioni. Di conseguenza si è persa la fraternità universale.

Curiosamente, il celebre antropologo Claude Lévy Strauss, che per molti anni ha insegnato e svolto ricerche in Brasile e ha imparato ad amarlo (vedi il suo libro “Saudade do Brasil”), di fronte alla terrificante crisi della nostra cultura, suggerisce lo stesso rimedio di San Francesco:

“Il punto di partenza deve essere un’umiltà principale: rispettare tutte le forme di vita … prendersi cura dell’uomo senza preoccuparsi di altre forme di vita è, che ci piaccia o no, portare l’umanità a opprimere se stessa, aprire la via dell’auto-oppressione e dell’auto- sfruttamento” (Le Monde 21-22 gennaio 1999). Di fronte alle minacce planetarie, ha anche affermato: “La Terra è emersa senza l’essere umano e potrebbe continuare senza l’essere umano”.

Torniamo al nostro momento storico: il confinamento sociale ci ha creato le condizioni involontarie per farci questa domanda fondamentale: Cos’è essenziale: la vita o il profitto? La cura della natura o il suo sfruttamento illimitato? Infine, quale Terra vogliamo? Quale Casa Comune vogliamo abitare? Esclusivamente tra esseri umani o insieme a tutti gli altri fratelli e sorelle della grande comunità della vita, realizzando l’unità del creato?

Durante la pandemia, il Papa si è preso il tempo per riflettere su questa epocale questione. L’ha espressa in termini gravi, quasi disperati nella Fratelli tutti, anche se, da uomo di fede, ha mantenuto e riaffermato la speranza. Il sopravvissuto del campo di sterminio nazista, Eloi Leclerc, l’ha ricollocata in una forma esistenziale e angosciata, ma con cenni di speranza, dentro frequenti soprassalti della memoria inappellabile degli orrori subiti nei campi di sterminio nazisti.

Se non può essere uno stato, la fraternità può essere un nuovo tipo di presenza nel mondo.

Francesco ha vissuto personalmente la fraternità universale. Ma a livello globale ha fallito. Dovette ricomporsi con un ordine e un potere. E lo fece senza amarezza, riconoscendo e accogliendo la sua inevitabilità. È la tensione permanente tra il carisma e il potere. Il potere è una componente dell’essenza dell’essere umano sociale, che vive con altri. Il potere non è una cosa (lo stato, il presidente, la polizia) ma una relazione. Allo stesso tempo, assume la forma di un’istanza di direzione sociale. Tuttavia, dobbiamo qualificare la relazione e la direzione. Entrambi sono al servizio del bene di tutti o a quello di gruppi, che allora si rivela come dominio.

Per evitare questa forma di potere/dominio (il demonio che la abita), prevalente nella modernità, deve essere sempre pensata e vissuta a partire dal carisma. Questo rappresenta il limite al potere per garantire il suo carattere di servizio alla vita e al bene di tutti e per evitare la tentazione del dominio e persino del dispotismo. Il carisma è sempre creativo e mette a dura prova il potere costituito. Per questo è scomodo e, spesso, frenato e messo a tacere, anche all’interno della Chiesa-grande-istituzione.

Rispondendo alla domanda se sia possibile una fraternità universale: nell’ambito del mondo in cui viviamo sotto l’impero del potere-dominio sulle persone, sulle nazioni e sulla natura, si distruggono definitivamente le basi di una fraternità umana. Non è globalmente possibile. “Qui non c’è alcun percorso”(San Giovanni della Croce).

Il tempo di San Francesco e il nostro tempo

Francesco di Assisi, nel quadro tormentato del suo tempo, nel tramonto del feudalesimo e agli albori dei comuni, mostrò la reale possibilità di creare, almeno a livello personale, una fraternità senza limiti. Ma il suo impulso lo portava più lontano: creare una fraternità globale unendo i due mondi, il mondo musulmano del sultano egiziano Al Malik al-Kâmil, con il quale aveva una grande amicizia, con il mondo cristiano sotto il pontificato di Papa Innocenzo III, il più potente della storia della Chiesa.
Avrebbe realizzato il suo sogno più grande, una fraternità veramente universale, nell’unità della creazione, fraternizzando l’essere umano con altri esseri umani, anche di religioni diverse ma uniti con tutti gli altri esseri della creazione.

Quello spirito fraterno, nell’ambito delle forze distruttive dell’antropocene e del necrocene regnante, si confronta con una situazione totalmente diversa da quella vissuta da Francesco di Assisi. Non ci si chiedeva se la Terra e la natura avessero un futuro oppure no. Si presupponeva che tutto fosse garantito. Lo stesso accadde nella grande crisi economica e finanziaria del 1929. Nessuno fece la domanda sui limiti della Terra e dei suoi beni e servizi non rinnovabili. Era un presupposto dato per certo perché, per tutti, appariva come uno scrigno di risorse illimitate, base per un’altrettanta crescita illimitata. Oggi non è più così. Tutto si è sbiadito, in quanto sappiamo che possiamo distruggere e scuotere le basi fisiche, chimiche ed ecologiche che sostengono la vita.

Lo spirito di fraternità come esigenza per la continuità della nostra vita sul pianeta

Non siamo di fronte a un’opzione, che possiamo scegliere o no. Ma di fronte a un’esigenza di continuità della nostra vita su questo pianeta. C’incontriamo in una situazione di vita o di morte per la nostra specie e la nostra civiltà. Il Covid-19 che ha colpito l’intera umanità può essere interpretato come un segno della Madre Terra che non possiamo continuare con il dominio e la devastazione di tutto ciò che esiste e vive. O facciamo, come avverte Papa Francesco di Roma alla luce dello spirito e del nuovo modo di essere nel mondo di Francesco di Assisi, “una conversione ecologica radicale” o mettiamo a repentaglio il nostro futuro come specie.

“Le previsioni catastrofiche non possono più essere guardate con disprezzo e ironia. Il nostro stile di vita e il nostro consumismo insostenibili non possono che portare a catastrofi” (Laudato Si n.161). Nella Fratelli tutti è più schietto: “Siamo sulla stessa barca, nessuno si salva da solo, è possibile solo salvarci insieme” (n.32). Questa è l’ultima carta per l’umanità.

L’emergere delle condizioni per una fraternità universale

Ma ecco che sorge una nuova alternativa possibile: un salto nello stato di coscienza che permetterà all’umanità di vedere che la soluzione più sensata e saggia è prendersi cura dell’unica Casa Comune, la Terra, vivendovi dentro, tutti, come fratelli e sorelle, natura inclusa.

Certamente l’umanità non è condannata all’autodistruzione, né dalla volontà del potere-dominio né dall’apparato militare, capace di eliminare ogni forma di vita. L’umanità ha sempre imparato dalle sue crisi e sconfitte.

Potrebbe arrivare un momento in cui l’umanità si renda pienamente conto che può autodistruggersi attraverso una fenomenale crisi ecologica, sociale e sanitaria (attaccata da virus letali o da una guerra nucleare). Capirà che è preferibile vivere fraternamente nella stessa Casa Comune, piuttosto che arrendersi a un suicidio collettivo.

Sarà, allora, un dato della coscienza collettiva quanto ripete da un capo all’altro l’enciclica Laudato Si: siamo tutti legati gli uni agli altri, siamo tutti interdipendenti e sopravvivremo solo insieme. Tutto sarà relazionale, anche le imprese, generando un equilibrio generale basato sull’altruismo, la solidarietà e la cura comune di tutte le cose comuni (acqua, cibo, casa, sicurezza, libertà e cultura ecc.). Tutti si sentiranno cittadini del mondo e membri attivi delle loro comunità.

Ci sarà un governo planetario plurale (di uomini e donne, rappresentanti di tutti i paesi e le culture) che cercherà soluzioni globali ai problemi globali. Andrà in vigore una iper-democrazia terrena. La grande missione collettiva è costruire la Terra, come già nel deserto del Gobi, in Cina, negli anni del 1933, immaginava Pierre Teilhard de Chardin.

Assisteremo all’emergere lento e sostenibile della noosfera, cioè di menti e cuori sintonizzati sull’unico pianeta Terra. Questo è il nostro atto di fede. Ora saranno date le condizioni del sogno di Francesco di Assisi e Francesco di Roma: una vera fraternità umana con gli altri fratelli e sorelle della natura.
Ripetiamo: se nelle attuali condizioni determinate dal potere-dominio, la fraternità universale non può essere vissuta come uno stato permanente, può essere realizzata come uno spirito, come una nuova presenza e un modo di essere, capace di permeare tutte le relazioni anche all’interno dell’ordine attuale non fraterno.
Ma questo è possibile solamente a condizione che ciascuno sia umile, mettendosi insieme agli altri e ai piedi della natura, superando le disuguaglianze e vedendo in ogni persona un fratello e una sorella, posti sullo stesso humus terreno dove sono le nostre origini comuni e sul quale conviviamo.

Spetta a noi come persone e come comunità pensare e ripensare con la massima serietà, porre e riproporre questa domanda: “Non è un sogno puro e un’utopia impraticabile cercare uno spirito di fraternità universale tra gli esseri umani e con tutti gli esseri della natura”.

Sicuramente sarà l’unica via d’uscita che potrà salvarci. Papa Francesco crede e spera che questa sia il cammino. Può essere tortuoso, in salita e discesa, ma è il percorso giusto. Dobbiamo rispondere con urgenza, poiché il tempo corre contro di noi. O accogliamo la proposta della figura che più ci ispira di tutto l’occidente, l’umile Francesco di Assisi, come lo chiama Tomás Kempis, autore della Imitazione di Cristo e ripreso in Fratelli tutti di Francesco di Roma e ripensato da Leclerc e Lévy Strauss o possiamo percorrere un cammini già compiuto dai dinosauri 67 milioni di anni fa.

Ci resta solo da percorrere questo cammino di fraternità universale, se vogliamo ancora stare su questo piccolo pianeta, azzurro e bianco, la Terra, nostro caro giardino e Casa Comune.
Scripsi et salvavi aninam meam.(fine)

Leonardo Boff è un eco-teologo, filosofo e ha scritto Un’etica della Madre Terra, Castelvecchi 2020 e Francesco d’Assisi – Francesco di Roma, EMI 2014.
(Traduzione dal Portoghese di Gianni Alioti)