La politica dell’odio e l’omicidio dell’indigenista Bruno e del giornalista Dom

Leonardo Boff

L’omicidio del noto indigenista Bruno Pereira e del giornalista inglese Dom Phillips ha commosso il Paese e il mondo. Questo crimine è comprensibile solo nel quadro di una politica di odio e persecuzione che l’attuale governo ha stabilito come una politica normale, che colpisce principalmente i popoli autoctoni, i neri, quelli di altre opzioni sessuali e i poveri in generale. Solo al tempo del nazi-fascismo si è imposta tale pratica politica. È un’espressione di barbarie, quando si ignora il contratto sociale che inaugura relazioni civili tra i cittadini.

Questo omicidio deve essere indagato fino in fondo e tenere conto dell’atmosfera di odio, di violenza stimolata dall’alto che si è impadronita del Paese. Chi ha affermato che la rivoluzione del ’64 (ndr il colpo di Stato militare contro il presidente democraticamente eletto João Goulart) ha sbagliato a torturare in quanto avrebbe dovuto ammazzare, che dichiara esplicitamente che dovrebbero fucilare 30.000 persone di sinistra e fa apertamente apologia di un noto torturatore, non è esente dall’atmosfera che ha propiziato il barbaro crimine commesso nella valle amazzonica di Javari. Perché la Polizia Federale ha sospeso le indagini? Per volere di chi? Le istituzioni giuridiche brasiliane sono sottoposte alla prova. Devono agire.

Nonostante questa vera disgrazia nazionale, non vogliamo perdere la speranza che tutto venga alla luce e che i colpevoli diretti e indiretti vengano puniti. Il Paese troverà il suo vero destino. Ci ispiriamo all’eredità di uno dei più grandi pensatori dell’Occidente, il sant’Agostino africano (354-430). Ha detto: non dobbiamo mai perdere la speranza perché l’alternativa è il suicidio. Ma fidati di lei perché ha due bellissime sorelle: la sorella Indignazione e la sorella Coraggio. L’indignazione per rifiutare tutto ciò che è malvagio e perverso. Il coraggio di trasformare questa situazione in benefica. In questo momento buio della nostra storia, dobbiamo innamorarci della sorella Indignazione e della sorella Coraggio.

La sorella indignazione

Siamo indignati contro un governo che si è posto il compito di distruggere tutto il nostro passato culturale e di imporre un altro modello che intende condurci nei tempi bui di un tempo. Sottomesso agli interessi nordamericani, si è alleato con i più arretrati e reazionari presenti in quel paese.

Siamo indignati per un capo di Stato, che, per la sua alta funzione, dovrebbe vivere valori e virtù che dovrebbe volere che anche il popolo vivesse. Al contrario, eccede nei cattivi esempi. Si è diffusa dall’alto un’ondata di odio, di bugie, di violenza e fai ake news come politica dello Stato. Un tale atteggiamento ha instillato nella società e negli organismi di polizia situazioni di barbarie con l’uso indiscriminato della violenza diretta contro i più svantaggiati. Si è dimostrato assolutamente irresponsabile sulle questioni ambientali, in particolare rispetto all’Amazzonia e al Pantanal.

Siamo indignati per essersi alleati con il Covid-19, negandone l’importanza, cercando di imporre l’immunizzazione di gregge, sacrificando così centinaia di persone e prescrivendo farmaci senza alcun effetto immunizzante. Negò l’efficacia dei vaccini al punto che, col tempo, si rifiutò di acquistarli. È responsabile di gran parte delle oltre 660.000 vittime di Covid-19 quando avrebbe potuto evitarlo. Raramente, in modo rituale, ha mostrato empatia e solidarietà con le famiglie in lutto.

Siamo indignati per il disprezzo delle leggi e della Costituzione, per gli attacchi al’STF e al TSE, per minacciare un colpo di stato e affermare chiaramente che riconosce alle elezioni un solo risultato, la sua rielezione. Altrimenti ci saranno sconvolgimenti sociali, manipolando la sua base fanatica e armata.

Siamo indignati per aver tradito se stesso e il popolo brasiliano, riprendendo senza scrupoli la vecchia politica che voleva superare, alleandosi con gruppi politici opportunisti e conservatori con i quali coordinava spudoratamente un bilancio segreto, fonte di alta corruzione.

Infine, siamo indignati per aver corrotto nel senso originario di artisti e attrici, l’uso della parola: avere un cuore (cor) corrotto (corruptus). Peggio della corruzione monetaria che esiste nell’attuale governo, ma che non può essere indagata o tenuta nascosta, è la corruzione della sua mente e del suo cuore. È visibilmente preso dalla pulsione di morte, dalla noncuranza che mostra nei confronti della vita delle persone e della natura. È da questa corruzione fondamentale che nascono il suo odio, la sua stupidità, le sue parolacce, le sue menzogne e la distorsione della realtà. Come può ancora dire di avere Dio nel cuore?

La sorella coraggio

Siamo incoraggiati dall’opposizione e dalla resistenza di politici legati agli interessi generali della nazione, in particolare dei movimenti sociali popolari delle campagne e della città e di vari strati maltrattati dal loro governo come artisti e attrici, i coltivatori della cultura, i neri , i quilombolas, gli indigeni e i poveri.

Siamo incoraggiati da mezzi alternativi di informazione e opinione, stampati o virtuali, che mantengono viva la coscienza critica e denunciano gli eccessi del governo e del parlamento.

Ci incoraggiano i vari manifesti di professori, intellettuali, artisti, persone dei movimenti sociali e del popolo organizzato contro le riforme che hanno smantellato le conquiste storiche dei diritti dei lavoratori e dei pensionati, tra gli altri.

Siamo incoraggiati dalla coscienza nazionale e collettiva a difesa della nostra democrazia rappresentativa che, seppur di intensità non elevata, appare come il grande strumento politico per il mantenimento di uno stato di diritto, della validità e rispetto della costituzione e delle leggi, essendo lo spazio libertà di opinione e costruzione del consenso.

Ci incoraggiano le iniziative popolari e dei movimenti sociali, nonostante la mancanza di sostegno degli organismi ufficiali, nel vivere concretamente l’etica della solidarietà in tempo di pandemia, offrendo tonnellate di alimenti biologici e milioni di cibi caldi a migliaia e migliaia di disoccupati e persone colpite dal Covid-19.

Ci incoraggiano le centinaia di incontri virtuali, tramite LIVE, promossi da gruppi o organizzazioni su temi di attualità, rafforzando l’impegno e la speranza. Vale la pena sottolineare l’alto valore civilizzante dell’Instituto Conhecimento Liberta (ICL) fondato dall’ex banchiere Eduardo Moreira e dal suo gruppo, che offre virtualmente 145 corsi, tenuti dai migliori esperti nazionali e internazionali, raggiungendo oltre 60mila studenti al prezzo di un panino (42-49 reais), potendo per quel prezzo seguire tutti i corsi.

Ci incoraggia la possibilità di eleggere rappresentanti politici nelle assemblee statali e nel parlamento, che potranno sostenere un eventuale governo di riscatto della democrazia, dei diritti perduti e di una sovranità attiva e orgogliosa con ripercussioni internazionali.

Siamo incoraggiati dal sostegno internazionale alle nostre forze democratiche contro l’autoritarismo, la barbarie sociale e riscattando la nostra importanza conquistata nelle relazioni internazionali, in particolare per le politiche per combattere la fame e per altre politiche di inclusione sociale, tecnica e universitaria.

Infine, siamo incoraggiati dall’importanza che riveste il nostro Paese, per la sua situazione ecologica privilegiata, negli equilibri climatici, nel mantenimento del sistema-vita e del sistema-Terra a beneficio nostro e dell’intera umanità.

Siamo convinti che nessuna società si costruisce sull’odio o sulla pulsione di morte, ma sulla pacifica convivenza tra tutti, nel prendersi cura gli uni degli altri e della grande Casa Comune, compresa la natura, in particolare l’Amazzonia, bene comune dell’umanità.

(Traduzione dal Portoghese di Gianni Alioti)

L’Amazzonia non è solo del Brasile: è un Bene Comune della Terra e dell’Umanità

Leonardo Boff

Stiamo tutti piangendo per il probabile omicidio del famoso indigenista Bruno Pereira e del giornalista inglese Dom Phillips. Reati simili si verificano frequentemente in Amazzonia, soprattutto contro i leader indigeni, a causa del totale disprezzo con cui il presidente [Bolsonaro] tratta la questione ambientale. Nega stupidamente i dati scientifici più seri e minaccia le riserve indigene, consegnandole a compagnie minerarie nazionali e straniere e alle attività minerarie illegali.

Lo smantellamento operato dall’ex ministro Ricardo Salles, delle principali organizzazioni per la protezione delle foreste, delle terre indigene e per la sorveglianza dell’avanzata incontrollata dell’agro-business sulle foreste vergini, ha aggravato ulteriormente la situazione.

Lo stesso Papa Francesco al Sinodo Querida Amazônia aveva avvisato “che il futuro dell’umanità e della Terra è legato al futuro dell’Amazzonia; per la prima volta si manifesta con tale chiarezza che sfide, conflitti e opportunità emergenti in un territorio sono l’espressione drammatica del momento che attraversa la sopravvivenza del pianeta Terra e la convivenza di tutta l’umanità”. Nell’enciclica Fratelli tutti (2021) avverte: «siamo sulla stessa barca, o ci salviamo tutti o nessuno si salva»(32).

Sono parole serie, ignorate dalle grandi corporazioni predatorie, perché, se prese sul serio, dovrebbero cambiare il loro modo di produzione, di consumo e di smaltimento, cosa che non sono disposte a fare. Preferiscono il profitto alla salvaguardia della vita umana e terrena.

Consideriamo alcuni dati generali sul bioma amazzonico per molti sconosciuti: esso copre un’area di 8.129.057 Km2 con nove paesi: Brasile (67%) Perù (13%), Bolivia (11%), Colombia (6%), Ecuador (2%), Venezuela (1%), Suriname, Guyana e Guyana francese (0,15). Ci vivono 37.731.569 abitanti, di cui 2,8 milioni sono indigeni di 390 popoli diversi che parlano 240 lingue, dalla ricca matrice di 49 rami linguistici, un fenomeno ineguagliabile nella storia della linguistica mondiale.

Esistono tre fiumi amazzonici: quello visibile, in superficie, quello aereo, i cosiddetti “fiumi galleggianti” (ogni cima d’albero con un’estensione di 15 metri produce tra gli 800 e i 1000 litri di umidità) che portano pioggia al Cerrado, a il sud, fino al nord dell’Argentina; il terzo invisibile è il fiume “rez do chão” (da non confondere con la località turistica Rez do Chão), un fiume sotterraneo che scorre sotto l’attuale Rio delle Amazzoni.

Il Rio delle Amazzoni, secondo le ricerche più recenti, è il fiume più lungo del mondo con 7.100 chilometri, le cui sorgenti si trovano in Perù, tra i monti Mismi (5.669 m) e Kcahuich (5.577 m) a sud della città di Cusco. In assoluto è anche il più voluminoso, con una portata media di 200.000 metri cubi al secondo.

È importante sapere che geologicamente la proto-Amazzonia ha formato per milioni di anni un gigantesco golfo aperto sul Pacifico. Il Sud America era ancora legata all’Africa. 70 milioni di anni fa, le Ande iniziarono a sollevarsi e per migliaia e migliaia di anni bloccarono il flusso delle loro acque verso il Pacifico. L’intera depressione amazzonica divenne un paesaggio acquatico fino a quando non costrinse un’uscita nell’Atlantico, come avviene attualmente. (cf.Soli,H., Amazônia, fundamentos da ecologia da maior região de florestas tropicais, Vozes,Petrópolis 1985, 15-17).

In Amazzonia si propone il più grande patrimonio genetico. Come disse uno dei migliori studiosi Eneas Salati: “In pochi ettari di foresta amazzonica ci sono un numero di specie di piante e insetti maggiore che in tutta la flora e la fauna d’Europa” (Salati, E., Amazônia: desenvolvimento, integração, ecologia, Brasiliense/CNPq, S.Paulo 1983).

Dobbiamo affermare, contro l’arroganza del presidente brasiliano, che l’intero bioma amazzonico non appartiene solo al Brasile e agli altri 8 paesi amazzonici, ma costituisce un Bene Comune della Terra e dell’Umanità. Nella visione degli astronauti questo è evidente: dalla Luna o dalle loro navicelle spaziali, Terra e Umanità formano un’unica entità. Il Brasile appartiene a questo tutto.

Ora, nella fase planetaria, ci troviamo tutti nella stessa e unica Casa Comune. Il tempo delle nazioni sta passando; ora è il tempo della Terra, gestita da un organismo multipolare e organico per occuparsi dei problemi dell’unica Casa Comune e dei suoi abitanti. La pandemia ha mostrato l’urgenza di una governance globale. Dobbiamo organizzarci per garantire i mezzi che sosterranno la nostra vita e quella della natura. Nessuno è padrone della Terra. Lei è il nostro più grande Bene Comune. Ognuno ha il diritto di camminarci sopra, come già affermava Immanuel Kant nel 1795 nel suo libro “Verso una pace perpetua”. Poiché l’Amazzonia fa parte della Terra, nessuno può considerare solo suo ciò che è un Bene di tutti e per tutti.

Il Brasile, al massimo, ha l’amministrazione della parte brasiliana (67%) e lo fa in modo irresponsabile. Se l’Amazzonia fosse completamente abbattuta, l’intero Brasile meridionale fino all’Argentina settentrionale e all’Uruguay si trasformerebbe lentamente in una savana e persino, in alcuni luoghi, in un deserto. Da qui l’importanza vitale di questo bioma multinazionale.

L’irresponsabilità di Bolsonaro è tale che i giuristi mondiali stanno valutando di accusarlo di ecocidio, crimine riconosciuto dall’Onu nel 2006, e di portarlo davanti al tribunale competente. L’abbattimento della foresta sta alterando il regime delle precipitazioni piovose. L’acqua è un bene naturale, vitale, comune e insostituibile. Senza acqua non c’è vita. Bolsonaro si configura in un ecocida con le sue politiche retrograde di sfruttamento minerario ed estrattivismo di ricchezza dalla foresta. Tempi difficili lo attendono e bene se li merita, per i mali che ha commesso contro la vita.

(traduzione dal portoghese in italiano di Gianni Alioti)

         Un Dio diverso: quel del Cristianesimo

                                                                        Leonardo Boff

Insegnando come professore invitato all’Università di Heidelberg, dove hanno studiato Martin Heidegger, Max Weber e lo stesso Karl Marx, uno studente musulmano frequentava il mio corso sulla Chiesa di base, le cosiddette comunità di base. Ho riferito che in un grande incontro, anni fa, nella città di Trindade, nello stato di Goiás, c’era uno slogan, scritto a caratteri cubitali proprio all’ingresso del luogo dell’incontro: “La Santissima Trinità è la migliore comunità”.

Sappiamo che i musulmani così come gli ebrei professano un rigido monoteismo. Questo studente musulmano mi chiese: “se dico che il Dio che sta sopra di noi ed è la nostra Fonte originaria lo chiamiamo Padre; e il Dio che è al nostro fianco e si mostra come nostro fratello lo chiamiamo Figlio; e il Dio che vive in noi e si rivela come entusiasmo lo chiamiamo Spirito Santo; lei crede che io parli della Santissima Trinità cristiana”? Io ho fatto una breve pausa, mi sono messo le mani sulla barba e gli ho detto: “sul piano esistenziale, dell’esperienza di un cristiano, possiamo dire che questa è la Santissima Trinità. E ho commentato: “la teologia non parla così; usa espressioni astratte di un’unica natura o sostanza, che sussistono in tre Persone divine, una cosa che pochi comprendono; ma lei ha ragione, perché quello che dice lo possono capire tutti”. Al che lui rispose: “Io come musulmano accetto un Dio così; non è in conflitto con la mia fede musulmana”.

Celebriamo questa domenica, subito dopo la festa di Pentecoste, la festa della Santissima Trinità, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Su questa dottrina trinitaria sono state fatte grandi elaborazioni teoriche ed eresie condannate. Tutto è stato pensato nella cornice della filosofia greca, di persona, sostanza, relazione, pericoresi (compenetrazione reciproca tra le Persone divine) e altre. La riflessione è diventata tanto complicata che i cristiani, praticamente, non adorano la Santissima Trinità, perché non la capiscono. Parlano di Dio in una visione monoteistica. Ma così perdiamo l’originalità del pensiero cristiano su Dio.

In verità, l’intuizione che sta dietro l’affermazione che Dio non è la solitudine dell’Uno ma la Comunione di Tre Persone è affermare che l’intima natura di Dio è amore, comunione, diffusione, inclusione, compenetrazione gli uni negli altri: un momento così completo che fa di Dio un Dio trinitario.

Quando i cristiani dicono che Dio è Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, non stanno sommando i numeri 1+1+1 = 3. Se c’è il numero allora Dio è uno solo e non la Trinità. Ma qui si afferma che ci sono tre Unici. L’unico non è un numero, per questo non può essere sommato. Ma succede che questi tre Unici si relazionano tra loro in modo così assoluto, s’intrecciano così intimamente, si amano così radicalmente che si uni-ficano. Cioè, sono uno. Questa comunione non è frutto di Persone che, una volta costituite in sé e per sé, cominciano a relazionarsi. No. La comunione è simultanea, eterna e originaria con le Persone. Loro sono sempre state Persone-comunione, Persone-relazione. Quindi c’è un solo Dio-comunione-relazione-di-Persone.

Con la Trinità non vogliamo moltiplicare Dio. Quello che vogliamo è esprimere l’esperienza singolare che Dio è comunione e non solitudine, è amore che si diffonde con altri amori che crea.

Opportunamente papa Francesco nella sua enciclica sull’ecologia integrale Laudato Si: sulla cura della casa comune ha scritto: Il mondo è stato creato dalle tre Persone divine … e questo mondo, creato secondo il modello divino, è una trama di relazioni” (n.238).

In questo modo superiamo una visione monoteista e sostanzialista della divinità. La Trinità ci pone al centro di una visione di relazioni, di reciprocità e compenetrazione-comunione, nello stile di quanto si pensa nella cosmologia moderna e nella fisica quantistica: tutto è in relazione con tutto e nulla esiste al di fuori della relazione. Dio-Trinità è la Matrice Relazionale che soggiace e sostiene tutte le relazioni, compresa la nostra, sotto forma di simpatia, amicizia e di amore. La comunione è simultanea e originaria con le Persone. Loro sono, sin dall’eternità, Persone-comunione, Persone-relazione, Persone-amore. Quindi c’è un solo Dio-amore-comunione-relazione-di-Persone.

Sant’Agostino, il grande pensatore di questa visione di Dio-comunione, scriveva nel suo De Trinitate”: «Ciascuna delle Persone divine è in ciascuna delle altre e tutte in ciascuna e ciascuna in tutte e tutte sono in tutte e tutte sono uno solo» (libro VI,10,20).

Così, con un linguaggio diretto, basato più sull’esperienza della fede che sulle dottrine, possiamo accogliere il pensiero del mio ascoltatore musulmano: il Dio che è sopra di noi, la fonte da cui tutto emana è il Padre. Il Dio che è al nostro fianco cammina con noi, è amico dei poveri, è nostro fratello di sangue, lo chiamiamo Figlio. E il Dio che vive in noi, che ci sostiene nell’impotenza e ci dà sempre speranza ed entusiasmo è lo Spirito Santo. Sono un Dio-comunione-relazione-amore.

Un Dio cosi può essere accolto, adorato e sentirsi coinvolto nelle sue relazioni d’amore.

(Traduzione dal portoghese di Gianni Alioti)

Per la vita e la democrazia

Questo testo, Per la vita e la democrazia, è nato come espressione di amore alla patria, al popolo brasiliano, in particolare ai milioni di persone impoverite ed emarginate e alle famiglie che piangono le oltre 660mila vittime del Coronavirus, la maggior parte di loro evitabili.

È nato anche come protesta contro i veri crimini commessi dall’attuale presidente contro il popolo, i poveri, i popoli indigeni, i neri, le donne e i giovani, contro la natura e la stessa umanità.

La grande sfida consiste nel ricostruire ciò che è stato letteralmente distrutto e nella creazione di un’atmosfera di civiltà, di dignità e di fratellanza tra tutte le persone. Questo è il senso di questo appelloPer la vita e la democrazia.

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Viviamo tempi drammatici, come mondo e come paese, tempi che ci obbligano a fare una scelta. Come imperativo umano, etico e anche spirituale, affermiamo:

  •  Siamo per la vita, in tutta la sua diversità, specialmente per la vita umana a partire da quelli che hanno meno vita, condannati a morire prima del tempo.
  •  Siamo contro la morte prodotta dalla violenza praticata da secoli contro poveri, neri, indigeni, donne e LGBTIQ+, e oggi è aggravata, perché gonfiata dall’alto e naturalizzata. Insorgiamo contro la morte di oltre 660mila persone vittime del Covid-19 che, in gran parte, si sarebbero potute evitare se non fosse stato per l’irresponsabilità del governo.
  •  Siamo per l’atto di amare che muove il cielo, le stelle e i nostri cuori.
  •  Siamo contrari ad armare la popolazione, che ha moltiplicato il numero di morti violente in strada, nel traffico e nelle case.
  •  Siamo contro l’odio, la diffamazione, le cattive abitudini e la violenza simbolica, diffuse dai social network, radio, TV e stampa.
  •  Siamo per la verità contro tutte le bugie, le fake news e l’occultamento della realtà, come politiche statali.
  •  Siamo per la cura e la preservazione delle nostre ricchezze naturali, delle nostre foreste e biomi, Amazzonia, Mata Atlantica, Cerrado, Caatinga e Pantanal, sempre più aggredite e devastate; delle nostre acque e dei nostri suoli contaminati da eccessivi concimi chimici e pesticidi.
  •  Siamo contro la devastazione sistematica dei nostri ecosistemi, attraverso l’estrazione mineraria, l’estrazione illegale nelle terre indigene, le aziende di disboscamento, l’avanzamento dei pascoli e bovini, della soia, cotone e altre monocolture agroalimentari, orientate all’esportazione a scapito della produzione alimentare per la popolazione. Con i prezzi alle stelle, la fame è tornata sulla tavola delle famiglie.
  •  Siamo per la difesa del nostro ricco patrimonio culturale, per incoraggiare un’istruzione di qualità per tutti, la scienza e la tecnologia in modo da poter essere all’altezza della complessità e delle esigenze della nostra società. Per questa ragione, siamo contrari e condanniamo con veemenza lo smantellamento ufficialmente condotto del nostro sistema educativo, delle nostre istituzioni tecnico-scientifiche, delle università pubbliche e del disprezzo delle nostre tradizioni popolari, afro e indigene.
  •  Siamo contrari alla privatizzazione dei beni che appartengono a tutte le persone, come l’acqua, i terreni pubblici, le aree di protezione ambientale, l’energia, la Eletrobrás, la Petrobras.
  •  Siamo contro un capo di Stato che non pratica le virtù che dovrebbero essere abbracciate dai cittadini, che è maleducato, usa parolacce, esalta la violenza e persino la tortura ed è in permanente conflitto con le istituzioni che governano uno Stato democratico di diritto.
  •  Siamo contro le continue minacce di una rottura istituzionale, da parte del capo dello Stato, in violazione della costituzione e nel non rispetto alle leggi.
  •  Siamo per la democrazia come valore universale da vivere in tutte le istanze e come forma di organizzazione sociale, che cerca di rappresentare gli interessi generali della popolazione e non gli interessi dei potenti, con privilegi coperti dal bilancio segreto. Qualsiasi assegnazione di denaro pubblico deve essere trasparente, monitorata dai cittadini, verificata dalla Corte dei Conti e controllata dal parlamento e da una stampa libera.
  •  Siamo per la piena libertà democratica nell’espressione delle opinioni, per il diritto di frequentare tutti gli spazi pubblici e di avere accesso ai beni comuni.
  •  Coltiviamo la speranza che la verità trionfi sulla menzogna e che la pacifica convivenza tra tutti corrisponda all’anelito più profondo del nostro essere.
  •  Crediamo che la democrazia rappresenti una delle forme migliori per la partecipazione delle persone alla costruzione del bene comune e alla costruzione di relazioni che favoriscano una vita più umana e spirituale e che facilitino l’amore, la solidarietà e la cura reciproca degli uni per gli altri e per la Madre. Terra.
  •  Infine, siamo certi che la Vita continuerà ad aprire un sentiero di speranza nel cammino della nostra travagliata società.

Petrópolis, 30 maggio 2022.

Leonardo Boff – Membro dell’International Earth Charter Initiative, del Centro di Difesa dei Diritti Umani / CDDH di Petrópolis e membro del gruppo Emmaus.

Márcia Maria Monteiro de Miranda – Educatrice popolare, teologa, co-fondatrice del CDDH di Petrópolis e membro del gruppo Emmaus.

José Oscar Beozzo – Storico, Coordinatore Generale del Centro Ecumenico per i Servizi all’Evangelizzazione e all’Educazione Popolare/CESEEP e membro del gruppo Emmaus. Maria Helena Arrochellas – Direttrice del Centro per la Libertà Alceu Amoroso Lima/CAALL, Coordinatrice editoriale del Bollettino REDE de Cristãos e membro del gruppo Emmaus.

Seguiranno altre sottoscrizioni.

Il apoggio enviare a bolrede@terra.com.br