“Una guerra mondiale a pezzi”.

                                   Leonardo Boff

Il 29 giugno 2022 si è svolto il Vertice di Madrid dei paesi che compongono l’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) a cui gli USA appartengono come attore principale. In effetti, il rapporto tra questi paesi europei e gli USA è di umiliante subordinazione.

In questo Summit è stato stabilito un ‘Nuovo Impegno Strategico’ che, in un certo senso, va oltre i limiti geografici europei e copre tutto il mondo. Per rafforzare questa strategia globalista erano presenti anche Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda. A Madrid si è dichiarato qualcosa di estremamente pericoloso e provocatorio su un’eventuale terza guerra mondiale. Si è riaffermata la Russia come il nemico diretto e la Cina come il nemico potenziale di domani. La Nato non è solo un’alleanza difensiva, è diventata offensiva.

Si è introdotta la categoria perversa del “nemico” che va affrontato e sconfitto. Questo ci riporta al giurista nazi-fascista di Hitler, Carl Schmitt (1888-1985). Nel suo «Il concetto del politico» pubblicato nel 1932 (in italiano in «Le categorie del ‘politico’. Saggi di teoria politica», Il Mulino, Bologna 2014) afferma: “l’essenza dell’esistenza politica di un popolo è la sua capacità di definire amico e nemico”. Definire il nemico, combatterlo, “trattarlo come brutto e cattivo, e sconfiggerlo”, questo stabilisce l’identità di un popolo.

Ancora una volta, l’Europa cade vittima del proprio paradigma di volontà di potenza e di potere come dominio sugli altri, compresa la natura e la vita. Questo paradigma ha significato che solo nel 20° secolo si facessero due grandi guerre con 100 milioni di vittime. Sembra che non abbia imparato nulla dalla storia, per non parlare della lezione che il Covid-19 sta duramente dando in quanto è caduto come un fulmine sul sistema e sui suoi mantra.

Si sa oggi che dietro la guerra che si svolge in Ucraina c’è una contrapposizione tra USA e Russia-Cina, nella prospettiva di chi assumerà il dominio geopolitico del mondo. Finora ha prevalso un mondo unipolare con il completo predominio degli USA nel corso della storia, nonostante le sconfitte subite in vari interventi militari, sempre brutali e distruttivi di antiche culture.

Il nostro maestro in geopolitica Luiz Alberto Moniz Bandeira (1935-2017) nel suo meticoloso libro «A desordem mundial:o espectro da total dominação» (Civilização Brasileira, Rio de Janeiro 2016) ha indicato chiaramente i tre mantra fondamentali del Pentagono e della politica estera nordamericana:

  • un mondo – un impero (USA);
  • full spectrum dominance: dominare l’intero spettro della realtà, in terra, nel mare e nell’aria, con circa 800 basi militari distribuite in tutto il mondo;
  • destabilizzare tutti i governi dei paesi che resistono o si oppongono a questa strategia.

Non più attraverso un colpo di stato con carri armati per strada, ma attraverso la diffamazione della politica, come il mondo degli sporchi e dei corrotti, la distruzione della reputazione dei leader politici e un’articolazione politico-mediatico-legale per rimuovere i capi di stato resistenti. In effetti è successo in Honduras, Bolivia e Brasile con il colpo di stato di questo tipo contro Dilma Rousseff nel 2016 e successivamente con l’ingiusta reclusione di Lula. Ora, il ‘Nuovo Impegno Strategico della Nato’ obbedisce a questo orientamento, imposto dagli USA, valido per tutti con il pretesto della sicurezza e della stabilità nel mondo.

Accade così che l’impero nordamericano sia alla deriva per quanto faccia appello al suo eccezionalismo e al “destino manifesto” secondo cui gli USA sarebbero il nuovo popolo di Dio che porterà democrazia, libertà e diritti alle nazioni (sempre inteso nel codice capitalista). Tuttavia, la Russia si è ripresa dall’erosione dell’impero sovietico, si è armata di potenti armi nucleari, di missili inattaccabili e si contende un forte spazio nel processo di globalizzazione. L’irruzione della Cina con nuovi progetti come la via della seta e come potenza economica così potente al punto di superare, tra poco, quella nordamericana. Allo stesso tempo, è emerso il Global South, un gruppo di paesi BRICS a cui partecipa il Brasile. In altre parole, non esiste più un mondo unipolare, ma multipolare.

Questo fatto esaspera l’arroganza dei nordamericani, in particolare dei suprematisti neocon che affermano che è necessario continuare la guerra in Ucraina per dissanguare e alla fine spazzare via la Russia e neutralizzare la Cina per affrontarla in una fase successiva. In questo modo – questa è la pretesa neo-con – si tornerebbe al mondo unipolare.

Ecco qui gli elementi che possono generare una terza guerra mondiale, che sarà suicida. Papa Francesco, nella sua chiara intuizione, ha più volte affermato che siamo già nella “terza guerra mondiale a pezzi”. Per questo afferma con tono quasi disperato (ma sempre personalmente fiducioso) che “siamo tutti sulla stessa barca; o ci salviamo tutti o nessuno si salva” (Fratelli tutti n.32). Denuncia  spesso le stesse cose l’eminente intellettuale Noam Chomsky. Egli afferma con enfasi che ci sono abbastanza pazzi al Pentagono e in Russia che vogliono questa guerra, che può porre fine alla specie umana. È la ragione diventata irrazionale, impazzita e suicida.

In questo modo si rafforza il paradigma letale del dominus (signore e padrone) della modernità e l’alternativa del frater (fratello e sorella) proposta da papa Francesco nella sua enciclica Fratelli tutti, ispirata all’uomo migliore d’Occidente, Francesco di Assisi, è indebolita. O tutti fraternizziamo gli uni con gli altri e con la natura o, nelle parole del segretario dell’ONU António Guterrez, “ci stiamo scavando la propria fossa”.

Perché è stata scelta la volontà di potenza e non la volontà di vivere dei pacifisti Albert Schweitzer, Leo Tolstoj e Mahatma Gandhi? Perché l’Europa, che ha prodotto tanti saggi e santi, ha scelto questa strada che può devastare l’intero pianeta fino a renderlo inabitabile? Ha accolto come guida il più pericoloso degli archetipi, secondo C.G.Jung, quello del potere, capace di autodistruggersi? Lascio aperta questa domanda che Martin Heidegger ha portato senza risposta nella tomba. Addolorato, ha lasciato scritto per essere pubblicato nell’aldilà: “Solo un Dio può salvarci”.

È in questo Dio vivente e fonte di vita che riponiamo la nostra speranza. Questo va oltre i limiti della scienza e della ragione strumentale-analitica. È il salto di fede che rappresenta anche una virtualità presente nel processo cosmogonico globale. L’alternativa a questa speranza è l’oscurità. Ma la luce ha più diritto delle tenebre. In questa luce noi crediamo e speriamo.

(Traduzione dal portoghese di Gianni Alioti)

La politica dell’odio e l’omicidio dell’indigenista Bruno e del giornalista Dom

Leonardo Boff

L’omicidio del noto indigenista Bruno Pereira e del giornalista inglese Dom Phillips ha commosso il Paese e il mondo. Questo crimine è comprensibile solo nel quadro di una politica di odio e persecuzione che l’attuale governo ha stabilito come una politica normale, che colpisce principalmente i popoli autoctoni, i neri, quelli di altre opzioni sessuali e i poveri in generale. Solo al tempo del nazi-fascismo si è imposta tale pratica politica. È un’espressione di barbarie, quando si ignora il contratto sociale che inaugura relazioni civili tra i cittadini.

Questo omicidio deve essere indagato fino in fondo e tenere conto dell’atmosfera di odio, di violenza stimolata dall’alto che si è impadronita del Paese. Chi ha affermato che la rivoluzione del ’64 (ndr il colpo di Stato militare contro il presidente democraticamente eletto João Goulart) ha sbagliato a torturare in quanto avrebbe dovuto ammazzare, che dichiara esplicitamente che dovrebbero fucilare 30.000 persone di sinistra e fa apertamente apologia di un noto torturatore, non è esente dall’atmosfera che ha propiziato il barbaro crimine commesso nella valle amazzonica di Javari. Perché la Polizia Federale ha sospeso le indagini? Per volere di chi? Le istituzioni giuridiche brasiliane sono sottoposte alla prova. Devono agire.

Nonostante questa vera disgrazia nazionale, non vogliamo perdere la speranza che tutto venga alla luce e che i colpevoli diretti e indiretti vengano puniti. Il Paese troverà il suo vero destino. Ci ispiriamo all’eredità di uno dei più grandi pensatori dell’Occidente, il sant’Agostino africano (354-430). Ha detto: non dobbiamo mai perdere la speranza perché l’alternativa è il suicidio. Ma fidati di lei perché ha due bellissime sorelle: la sorella Indignazione e la sorella Coraggio. L’indignazione per rifiutare tutto ciò che è malvagio e perverso. Il coraggio di trasformare questa situazione in benefica. In questo momento buio della nostra storia, dobbiamo innamorarci della sorella Indignazione e della sorella Coraggio.

La sorella indignazione

Siamo indignati contro un governo che si è posto il compito di distruggere tutto il nostro passato culturale e di imporre un altro modello che intende condurci nei tempi bui di un tempo. Sottomesso agli interessi nordamericani, si è alleato con i più arretrati e reazionari presenti in quel paese.

Siamo indignati per un capo di Stato, che, per la sua alta funzione, dovrebbe vivere valori e virtù che dovrebbe volere che anche il popolo vivesse. Al contrario, eccede nei cattivi esempi. Si è diffusa dall’alto un’ondata di odio, di bugie, di violenza e fai ake news come politica dello Stato. Un tale atteggiamento ha instillato nella società e negli organismi di polizia situazioni di barbarie con l’uso indiscriminato della violenza diretta contro i più svantaggiati. Si è dimostrato assolutamente irresponsabile sulle questioni ambientali, in particolare rispetto all’Amazzonia e al Pantanal.

Siamo indignati per essersi alleati con il Covid-19, negandone l’importanza, cercando di imporre l’immunizzazione di gregge, sacrificando così centinaia di persone e prescrivendo farmaci senza alcun effetto immunizzante. Negò l’efficacia dei vaccini al punto che, col tempo, si rifiutò di acquistarli. È responsabile di gran parte delle oltre 660.000 vittime di Covid-19 quando avrebbe potuto evitarlo. Raramente, in modo rituale, ha mostrato empatia e solidarietà con le famiglie in lutto.

Siamo indignati per il disprezzo delle leggi e della Costituzione, per gli attacchi al’STF e al TSE, per minacciare un colpo di stato e affermare chiaramente che riconosce alle elezioni un solo risultato, la sua rielezione. Altrimenti ci saranno sconvolgimenti sociali, manipolando la sua base fanatica e armata.

Siamo indignati per aver tradito se stesso e il popolo brasiliano, riprendendo senza scrupoli la vecchia politica che voleva superare, alleandosi con gruppi politici opportunisti e conservatori con i quali coordinava spudoratamente un bilancio segreto, fonte di alta corruzione.

Infine, siamo indignati per aver corrotto nel senso originario di artisti e attrici, l’uso della parola: avere un cuore (cor) corrotto (corruptus). Peggio della corruzione monetaria che esiste nell’attuale governo, ma che non può essere indagata o tenuta nascosta, è la corruzione della sua mente e del suo cuore. È visibilmente preso dalla pulsione di morte, dalla noncuranza che mostra nei confronti della vita delle persone e della natura. È da questa corruzione fondamentale che nascono il suo odio, la sua stupidità, le sue parolacce, le sue menzogne e la distorsione della realtà. Come può ancora dire di avere Dio nel cuore?

La sorella coraggio

Siamo incoraggiati dall’opposizione e dalla resistenza di politici legati agli interessi generali della nazione, in particolare dei movimenti sociali popolari delle campagne e della città e di vari strati maltrattati dal loro governo come artisti e attrici, i coltivatori della cultura, i neri , i quilombolas, gli indigeni e i poveri.

Siamo incoraggiati da mezzi alternativi di informazione e opinione, stampati o virtuali, che mantengono viva la coscienza critica e denunciano gli eccessi del governo e del parlamento.

Ci incoraggiano i vari manifesti di professori, intellettuali, artisti, persone dei movimenti sociali e del popolo organizzato contro le riforme che hanno smantellato le conquiste storiche dei diritti dei lavoratori e dei pensionati, tra gli altri.

Siamo incoraggiati dalla coscienza nazionale e collettiva a difesa della nostra democrazia rappresentativa che, seppur di intensità non elevata, appare come il grande strumento politico per il mantenimento di uno stato di diritto, della validità e rispetto della costituzione e delle leggi, essendo lo spazio libertà di opinione e costruzione del consenso.

Ci incoraggiano le iniziative popolari e dei movimenti sociali, nonostante la mancanza di sostegno degli organismi ufficiali, nel vivere concretamente l’etica della solidarietà in tempo di pandemia, offrendo tonnellate di alimenti biologici e milioni di cibi caldi a migliaia e migliaia di disoccupati e persone colpite dal Covid-19.

Ci incoraggiano le centinaia di incontri virtuali, tramite LIVE, promossi da gruppi o organizzazioni su temi di attualità, rafforzando l’impegno e la speranza. Vale la pena sottolineare l’alto valore civilizzante dell’Instituto Conhecimento Liberta (ICL) fondato dall’ex banchiere Eduardo Moreira e dal suo gruppo, che offre virtualmente 145 corsi, tenuti dai migliori esperti nazionali e internazionali, raggiungendo oltre 60mila studenti al prezzo di un panino (42-49 reais), potendo per quel prezzo seguire tutti i corsi.

Ci incoraggia la possibilità di eleggere rappresentanti politici nelle assemblee statali e nel parlamento, che potranno sostenere un eventuale governo di riscatto della democrazia, dei diritti perduti e di una sovranità attiva e orgogliosa con ripercussioni internazionali.

Siamo incoraggiati dal sostegno internazionale alle nostre forze democratiche contro l’autoritarismo, la barbarie sociale e riscattando la nostra importanza conquistata nelle relazioni internazionali, in particolare per le politiche per combattere la fame e per altre politiche di inclusione sociale, tecnica e universitaria.

Infine, siamo incoraggiati dall’importanza che riveste il nostro Paese, per la sua situazione ecologica privilegiata, negli equilibri climatici, nel mantenimento del sistema-vita e del sistema-Terra a beneficio nostro e dell’intera umanità.

Siamo convinti che nessuna società si costruisce sull’odio o sulla pulsione di morte, ma sulla pacifica convivenza tra tutti, nel prendersi cura gli uni degli altri e della grande Casa Comune, compresa la natura, in particolare l’Amazzonia, bene comune dell’umanità.

(Traduzione dal Portoghese di Gianni Alioti)

L’Amazzonia non è solo del Brasile: è un Bene Comune della Terra e dell’Umanità

Leonardo Boff

Stiamo tutti piangendo per il probabile omicidio del famoso indigenista Bruno Pereira e del giornalista inglese Dom Phillips. Reati simili si verificano frequentemente in Amazzonia, soprattutto contro i leader indigeni, a causa del totale disprezzo con cui il presidente [Bolsonaro] tratta la questione ambientale. Nega stupidamente i dati scientifici più seri e minaccia le riserve indigene, consegnandole a compagnie minerarie nazionali e straniere e alle attività minerarie illegali.

Lo smantellamento operato dall’ex ministro Ricardo Salles, delle principali organizzazioni per la protezione delle foreste, delle terre indigene e per la sorveglianza dell’avanzata incontrollata dell’agro-business sulle foreste vergini, ha aggravato ulteriormente la situazione.

Lo stesso Papa Francesco al Sinodo Querida Amazônia aveva avvisato “che il futuro dell’umanità e della Terra è legato al futuro dell’Amazzonia; per la prima volta si manifesta con tale chiarezza che sfide, conflitti e opportunità emergenti in un territorio sono l’espressione drammatica del momento che attraversa la sopravvivenza del pianeta Terra e la convivenza di tutta l’umanità”. Nell’enciclica Fratelli tutti (2021) avverte: «siamo sulla stessa barca, o ci salviamo tutti o nessuno si salva»(32).

Sono parole serie, ignorate dalle grandi corporazioni predatorie, perché, se prese sul serio, dovrebbero cambiare il loro modo di produzione, di consumo e di smaltimento, cosa che non sono disposte a fare. Preferiscono il profitto alla salvaguardia della vita umana e terrena.

Consideriamo alcuni dati generali sul bioma amazzonico per molti sconosciuti: esso copre un’area di 8.129.057 Km2 con nove paesi: Brasile (67%) Perù (13%), Bolivia (11%), Colombia (6%), Ecuador (2%), Venezuela (1%), Suriname, Guyana e Guyana francese (0,15). Ci vivono 37.731.569 abitanti, di cui 2,8 milioni sono indigeni di 390 popoli diversi che parlano 240 lingue, dalla ricca matrice di 49 rami linguistici, un fenomeno ineguagliabile nella storia della linguistica mondiale.

Esistono tre fiumi amazzonici: quello visibile, in superficie, quello aereo, i cosiddetti “fiumi galleggianti” (ogni cima d’albero con un’estensione di 15 metri produce tra gli 800 e i 1000 litri di umidità) che portano pioggia al Cerrado, a il sud, fino al nord dell’Argentina; il terzo invisibile è il fiume “rez do chão” (da non confondere con la località turistica Rez do Chão), un fiume sotterraneo che scorre sotto l’attuale Rio delle Amazzoni.

Il Rio delle Amazzoni, secondo le ricerche più recenti, è il fiume più lungo del mondo con 7.100 chilometri, le cui sorgenti si trovano in Perù, tra i monti Mismi (5.669 m) e Kcahuich (5.577 m) a sud della città di Cusco. In assoluto è anche il più voluminoso, con una portata media di 200.000 metri cubi al secondo.

È importante sapere che geologicamente la proto-Amazzonia ha formato per milioni di anni un gigantesco golfo aperto sul Pacifico. Il Sud America era ancora legata all’Africa. 70 milioni di anni fa, le Ande iniziarono a sollevarsi e per migliaia e migliaia di anni bloccarono il flusso delle loro acque verso il Pacifico. L’intera depressione amazzonica divenne un paesaggio acquatico fino a quando non costrinse un’uscita nell’Atlantico, come avviene attualmente. (cf.Soli,H., Amazônia, fundamentos da ecologia da maior região de florestas tropicais, Vozes,Petrópolis 1985, 15-17).

In Amazzonia si propone il più grande patrimonio genetico. Come disse uno dei migliori studiosi Eneas Salati: “In pochi ettari di foresta amazzonica ci sono un numero di specie di piante e insetti maggiore che in tutta la flora e la fauna d’Europa” (Salati, E., Amazônia: desenvolvimento, integração, ecologia, Brasiliense/CNPq, S.Paulo 1983).

Dobbiamo affermare, contro l’arroganza del presidente brasiliano, che l’intero bioma amazzonico non appartiene solo al Brasile e agli altri 8 paesi amazzonici, ma costituisce un Bene Comune della Terra e dell’Umanità. Nella visione degli astronauti questo è evidente: dalla Luna o dalle loro navicelle spaziali, Terra e Umanità formano un’unica entità. Il Brasile appartiene a questo tutto.

Ora, nella fase planetaria, ci troviamo tutti nella stessa e unica Casa Comune. Il tempo delle nazioni sta passando; ora è il tempo della Terra, gestita da un organismo multipolare e organico per occuparsi dei problemi dell’unica Casa Comune e dei suoi abitanti. La pandemia ha mostrato l’urgenza di una governance globale. Dobbiamo organizzarci per garantire i mezzi che sosterranno la nostra vita e quella della natura. Nessuno è padrone della Terra. Lei è il nostro più grande Bene Comune. Ognuno ha il diritto di camminarci sopra, come già affermava Immanuel Kant nel 1795 nel suo libro “Verso una pace perpetua”. Poiché l’Amazzonia fa parte della Terra, nessuno può considerare solo suo ciò che è un Bene di tutti e per tutti.

Il Brasile, al massimo, ha l’amministrazione della parte brasiliana (67%) e lo fa in modo irresponsabile. Se l’Amazzonia fosse completamente abbattuta, l’intero Brasile meridionale fino all’Argentina settentrionale e all’Uruguay si trasformerebbe lentamente in una savana e persino, in alcuni luoghi, in un deserto. Da qui l’importanza vitale di questo bioma multinazionale.

L’irresponsabilità di Bolsonaro è tale che i giuristi mondiali stanno valutando di accusarlo di ecocidio, crimine riconosciuto dall’Onu nel 2006, e di portarlo davanti al tribunale competente. L’abbattimento della foresta sta alterando il regime delle precipitazioni piovose. L’acqua è un bene naturale, vitale, comune e insostituibile. Senza acqua non c’è vita. Bolsonaro si configura in un ecocida con le sue politiche retrograde di sfruttamento minerario ed estrattivismo di ricchezza dalla foresta. Tempi difficili lo attendono e bene se li merita, per i mali che ha commesso contro la vita.

(traduzione dal portoghese in italiano di Gianni Alioti)

         Un Dio diverso: quel del Cristianesimo

                                                                        Leonardo Boff

Insegnando come professore invitato all’Università di Heidelberg, dove hanno studiato Martin Heidegger, Max Weber e lo stesso Karl Marx, uno studente musulmano frequentava il mio corso sulla Chiesa di base, le cosiddette comunità di base. Ho riferito che in un grande incontro, anni fa, nella città di Trindade, nello stato di Goiás, c’era uno slogan, scritto a caratteri cubitali proprio all’ingresso del luogo dell’incontro: “La Santissima Trinità è la migliore comunità”.

Sappiamo che i musulmani così come gli ebrei professano un rigido monoteismo. Questo studente musulmano mi chiese: “se dico che il Dio che sta sopra di noi ed è la nostra Fonte originaria lo chiamiamo Padre; e il Dio che è al nostro fianco e si mostra come nostro fratello lo chiamiamo Figlio; e il Dio che vive in noi e si rivela come entusiasmo lo chiamiamo Spirito Santo; lei crede che io parli della Santissima Trinità cristiana”? Io ho fatto una breve pausa, mi sono messo le mani sulla barba e gli ho detto: “sul piano esistenziale, dell’esperienza di un cristiano, possiamo dire che questa è la Santissima Trinità. E ho commentato: “la teologia non parla così; usa espressioni astratte di un’unica natura o sostanza, che sussistono in tre Persone divine, una cosa che pochi comprendono; ma lei ha ragione, perché quello che dice lo possono capire tutti”. Al che lui rispose: “Io come musulmano accetto un Dio così; non è in conflitto con la mia fede musulmana”.

Celebriamo questa domenica, subito dopo la festa di Pentecoste, la festa della Santissima Trinità, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Su questa dottrina trinitaria sono state fatte grandi elaborazioni teoriche ed eresie condannate. Tutto è stato pensato nella cornice della filosofia greca, di persona, sostanza, relazione, pericoresi (compenetrazione reciproca tra le Persone divine) e altre. La riflessione è diventata tanto complicata che i cristiani, praticamente, non adorano la Santissima Trinità, perché non la capiscono. Parlano di Dio in una visione monoteistica. Ma così perdiamo l’originalità del pensiero cristiano su Dio.

In verità, l’intuizione che sta dietro l’affermazione che Dio non è la solitudine dell’Uno ma la Comunione di Tre Persone è affermare che l’intima natura di Dio è amore, comunione, diffusione, inclusione, compenetrazione gli uni negli altri: un momento così completo che fa di Dio un Dio trinitario.

Quando i cristiani dicono che Dio è Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, non stanno sommando i numeri 1+1+1 = 3. Se c’è il numero allora Dio è uno solo e non la Trinità. Ma qui si afferma che ci sono tre Unici. L’unico non è un numero, per questo non può essere sommato. Ma succede che questi tre Unici si relazionano tra loro in modo così assoluto, s’intrecciano così intimamente, si amano così radicalmente che si uni-ficano. Cioè, sono uno. Questa comunione non è frutto di Persone che, una volta costituite in sé e per sé, cominciano a relazionarsi. No. La comunione è simultanea, eterna e originaria con le Persone. Loro sono sempre state Persone-comunione, Persone-relazione. Quindi c’è un solo Dio-comunione-relazione-di-Persone.

Con la Trinità non vogliamo moltiplicare Dio. Quello che vogliamo è esprimere l’esperienza singolare che Dio è comunione e non solitudine, è amore che si diffonde con altri amori che crea.

Opportunamente papa Francesco nella sua enciclica sull’ecologia integrale Laudato Si: sulla cura della casa comune ha scritto: Il mondo è stato creato dalle tre Persone divine … e questo mondo, creato secondo il modello divino, è una trama di relazioni” (n.238).

In questo modo superiamo una visione monoteista e sostanzialista della divinità. La Trinità ci pone al centro di una visione di relazioni, di reciprocità e compenetrazione-comunione, nello stile di quanto si pensa nella cosmologia moderna e nella fisica quantistica: tutto è in relazione con tutto e nulla esiste al di fuori della relazione. Dio-Trinità è la Matrice Relazionale che soggiace e sostiene tutte le relazioni, compresa la nostra, sotto forma di simpatia, amicizia e di amore. La comunione è simultanea e originaria con le Persone. Loro sono, sin dall’eternità, Persone-comunione, Persone-relazione, Persone-amore. Quindi c’è un solo Dio-amore-comunione-relazione-di-Persone.

Sant’Agostino, il grande pensatore di questa visione di Dio-comunione, scriveva nel suo De Trinitate”: «Ciascuna delle Persone divine è in ciascuna delle altre e tutte in ciascuna e ciascuna in tutte e tutte sono in tutte e tutte sono uno solo» (libro VI,10,20).

Così, con un linguaggio diretto, basato più sull’esperienza della fede che sulle dottrine, possiamo accogliere il pensiero del mio ascoltatore musulmano: il Dio che è sopra di noi, la fonte da cui tutto emana è il Padre. Il Dio che è al nostro fianco cammina con noi, è amico dei poveri, è nostro fratello di sangue, lo chiamiamo Figlio. E il Dio che vive in noi, che ci sostiene nell’impotenza e ci dà sempre speranza ed entusiasmo è lo Spirito Santo. Sono un Dio-comunione-relazione-amore.

Un Dio cosi può essere accolto, adorato e sentirsi coinvolto nelle sue relazioni d’amore.

(Traduzione dal portoghese di Gianni Alioti)