Un Dio diverso: quel del Cristianesimo

                                                                        Leonardo Boff

Insegnando come professore invitato all’Università di Heidelberg, dove hanno studiato Martin Heidegger, Max Weber e lo stesso Karl Marx, uno studente musulmano frequentava il mio corso sulla Chiesa di base, le cosiddette comunità di base. Ho riferito che in un grande incontro, anni fa, nella città di Trindade, nello stato di Goiás, c’era uno slogan, scritto a caratteri cubitali proprio all’ingresso del luogo dell’incontro: “La Santissima Trinità è la migliore comunità”.

Sappiamo che i musulmani così come gli ebrei professano un rigido monoteismo. Questo studente musulmano mi chiese: “se dico che il Dio che sta sopra di noi ed è la nostra Fonte originaria lo chiamiamo Padre; e il Dio che è al nostro fianco e si mostra come nostro fratello lo chiamiamo Figlio; e il Dio che vive in noi e si rivela come entusiasmo lo chiamiamo Spirito Santo; lei crede che io parli della Santissima Trinità cristiana”? Io ho fatto una breve pausa, mi sono messo le mani sulla barba e gli ho detto: “sul piano esistenziale, dell’esperienza di un cristiano, possiamo dire che questa è la Santissima Trinità. E ho commentato: “la teologia non parla così; usa espressioni astratte di un’unica natura o sostanza, che sussistono in tre Persone divine, una cosa che pochi comprendono; ma lei ha ragione, perché quello che dice lo possono capire tutti”. Al che lui rispose: “Io come musulmano accetto un Dio così; non è in conflitto con la mia fede musulmana”.

Celebriamo questa domenica, subito dopo la festa di Pentecoste, la festa della Santissima Trinità, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Su questa dottrina trinitaria sono state fatte grandi elaborazioni teoriche ed eresie condannate. Tutto è stato pensato nella cornice della filosofia greca, di persona, sostanza, relazione, pericoresi (compenetrazione reciproca tra le Persone divine) e altre. La riflessione è diventata tanto complicata che i cristiani, praticamente, non adorano la Santissima Trinità, perché non la capiscono. Parlano di Dio in una visione monoteistica. Ma così perdiamo l’originalità del pensiero cristiano su Dio.

In verità, l’intuizione che sta dietro l’affermazione che Dio non è la solitudine dell’Uno ma la Comunione di Tre Persone è affermare che l’intima natura di Dio è amore, comunione, diffusione, inclusione, compenetrazione gli uni negli altri: un momento così completo che fa di Dio un Dio trinitario.

Quando i cristiani dicono che Dio è Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, non stanno sommando i numeri 1+1+1 = 3. Se c’è il numero allora Dio è uno solo e non la Trinità. Ma qui si afferma che ci sono tre Unici. L’unico non è un numero, per questo non può essere sommato. Ma succede che questi tre Unici si relazionano tra loro in modo così assoluto, s’intrecciano così intimamente, si amano così radicalmente che si uni-ficano. Cioè, sono uno. Questa comunione non è frutto di Persone che, una volta costituite in sé e per sé, cominciano a relazionarsi. No. La comunione è simultanea, eterna e originaria con le Persone. Loro sono sempre state Persone-comunione, Persone-relazione. Quindi c’è un solo Dio-comunione-relazione-di-Persone.

Con la Trinità non vogliamo moltiplicare Dio. Quello che vogliamo è esprimere l’esperienza singolare che Dio è comunione e non solitudine, è amore che si diffonde con altri amori che crea.

Opportunamente papa Francesco nella sua enciclica sull’ecologia integrale Laudato Si: sulla cura della casa comune ha scritto: Il mondo è stato creato dalle tre Persone divine … e questo mondo, creato secondo il modello divino, è una trama di relazioni” (n.238).

In questo modo superiamo una visione monoteista e sostanzialista della divinità. La Trinità ci pone al centro di una visione di relazioni, di reciprocità e compenetrazione-comunione, nello stile di quanto si pensa nella cosmologia moderna e nella fisica quantistica: tutto è in relazione con tutto e nulla esiste al di fuori della relazione. Dio-Trinità è la Matrice Relazionale che soggiace e sostiene tutte le relazioni, compresa la nostra, sotto forma di simpatia, amicizia e di amore. La comunione è simultanea e originaria con le Persone. Loro sono, sin dall’eternità, Persone-comunione, Persone-relazione, Persone-amore. Quindi c’è un solo Dio-amore-comunione-relazione-di-Persone.

Sant’Agostino, il grande pensatore di questa visione di Dio-comunione, scriveva nel suo De Trinitate”: «Ciascuna delle Persone divine è in ciascuna delle altre e tutte in ciascuna e ciascuna in tutte e tutte sono in tutte e tutte sono uno solo» (libro VI,10,20).

Così, con un linguaggio diretto, basato più sull’esperienza della fede che sulle dottrine, possiamo accogliere il pensiero del mio ascoltatore musulmano: il Dio che è sopra di noi, la fonte da cui tutto emana è il Padre. Il Dio che è al nostro fianco cammina con noi, è amico dei poveri, è nostro fratello di sangue, lo chiamiamo Figlio. E il Dio che vive in noi, che ci sostiene nell’impotenza e ci dà sempre speranza ed entusiasmo è lo Spirito Santo. Sono un Dio-comunione-relazione-amore.

Un Dio cosi può essere accolto, adorato e sentirsi coinvolto nelle sue relazioni d’amore.

(Traduzione dal portoghese di Gianni Alioti)

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