De-demonizzare il Satana o il Diavolo

In questi tempi di campagne politiche e presidenziali, non è raro che un candidato demonizzi il suo avversario. C’è anche una strana divisione tra chi è dalla parte di Dio e chi è dalla parte Diavolo o di Satana.

Questo termine Satana (in ebraico) o Diavolo (in latino) ha acquisito molti significati, positivi e negativi, nel corso della storia. Ciò si verifica in molte religioni soprattutto in quelle abramitiche (ebraismo, cristianesimo e islamismo).

Tuttavia, dobbiamo dire che nessuno ha subito tante ingiustizie ed è stato così “demonizzato” come Satana stesso. All’inizio non fu così. Per questo motivo è importante raccontare brevemente la storia di Satana o del Diavolo.

Egli è annoverato tra i “figli di Dio” come gli altri angeli, come si dice nel libro di Giobbe (Gb 1,6). Sta nella corte celeste. Pertanto, è un essere di bontà. Non è la figura che diventerà più tardi. Ma ha ricevuto da Dio un compito insolito e ingrato: deve mettere alla prova persone buone come Giobbe, che è «un uomo integro, retto, teme Dio e rifugge il male» (Gb 1,8). Deve sottoporlo a tutti i tipi di prove per vedere se, in effetti, è quello che tutti dicono di lui: «non c’è altro come lui sulla terra» (Gb 1,8). Come prova promossa da Satana, Giobbe perde tutto, famiglia, beni e amici. Ma non perde la fede.

Ci fu una grande mutazione a partire dal VI secolo aC, quando gli ebrei vissero in cattività babilonese (587 aC) in Persia. Lì si confrontarono con la dottrina di Zoroastro che stabiliva il confronto tra il “principe della luce” e il “principe delle tenebre”. Loro incorporarono questa visione dualistica e manichea. Si diede origine a Satana come parte del regno delle tenebre, il “grande accusatore” o “avversario” che induce gli esseri umani ad atti malvagi. In seguito, si produce il confronto tra Dio e Satana. Nei testi tardo ebraici, dal II secolo aC, soprattutto nel libro di Honoch, si elabora la saga della rivolta degli angeli guidati da Satana, ora chiamato Lucifero, contro Dio. Si narra della caduta di Lucifero e di circa un terzo degli angeli che aderirono e finirono per essere espulsi dal cielo.

Sorge allora la domanda: dove collocarli se sono stati espulsi? Lì si fece uso della categoria dell’inferno: de fuoco ardente e di tutti gli orrori, ben descritti da Dante Alighieri nella seconda parte della sua Divina Commedia dedicata all’inferno.

Nel Primo Testamento (l’Antico) non si parla quasi del diavolo (cfr Cron 21,1; Samuele 24,1). Nel Secondo Testamento (Nuovo) appare in alcuni racconti “…saranno gettati nella fornace di fuoco; ci sarà pianto e stridore di denti» (Mt 8,12;13,42-50; Lc 13,27) o nella parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro (Lc 16,23-24) o nell’Apocalisse (16,10 -11).

Questa comprensione fu assunta dai teologi antichi, specialmente da sant’Agostino. Lui ha influenzato l’intera tradizione delle Chiese, la dottrina dei Papi ed è arrivato ai giorni nostri.

La categoria dell’inferno e della dannazione eterna fu decisiva nella conversione dei popoli originari dell’America Latina e di altri luoghi di missione, producendo paura e panico. I loro antenati, si diceva, poiché non erano cristiani, erano all’inferno. E si sosteneva che se non si fossero convertiti e non si fossero lasciati battezzare, avrebbero conosciuto lo stesso destino. Ciò è presente in tutti i catechismi che furono elaborati, subito dopo la conquista, per convertire gli Aztechi, gli Incas, e tutti gli altri. Fu la paura, che un tempo ha portato e porta tuttora alla conversione delle moltitudini, come dimostra il grande storico francese Jean Delumeau. È facendo appello al Diavolo, a Satana, che oggi, in tempi di rabbia e odio sociale, si cerca di squalificare l’avversario, spesso reso nemico da demoralizzare e infine liquidare.

Qui bisogna superare tutto il fondamentalismo del testo biblico. Non basta citare testi sull’inferno, anche dalla bocca di Gesù. Dobbiamo saperli interpretare per non cadere in contraddizione con il concetto di Dio e distruggere cosi la buona novella di Gesù, del Padre pieno di misericordia, come il padre del figliol prodigo che accoglie il figlio perduto (Lc 15 ,11-23).

In primo luogo, gli esseri umani cercano una ragione per il male nel mondo. Ci sono grandi difficoltà ad assumersi le proprie responsabilità. Quindi si trasferiscono al Demonio o ai demoni.

In secondo luogo, il significato dei demoni e dell’inferno degli orrori rappresenta una pedagogia della paura per indurre le persone a cercare la via del bene attraverso la paura. Demonio e inferno, pertanto, sono creazioni umane, una specie di pedagogia sinistra, come fanno ancora le madri con i bambini: “Se non ti comporti bene, di notte, il lupo cattivo verrà a morderti un piede”. L’essere umano può essere il Satana della terra e della società. Può creare “l’inferno” per gli altri attraverso l’odio, l’oppressione e i meccanismi della morte, come infelicemente sta accadendo nella nostra società.

In terzo luogo, Satana o il Diavolo è una creatura di Dio. Dire che è una creatura di Dio, significa che, in ogni momento, Dio sta creando e ricreando questa creatura, anche nel fuoco dell’inferno. Altrimenti ritornerebbe nel nulla. Può Dio, che è amore e bontà infinita, prestarsi a questo? Dice bene il libro della Sapienza: “Poiché tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure creata. Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi? […] Tu risparmi tutte le cose, perché tutte son tue, Signore, amante della vita» (Sap 11,24-26). Papa Francesco lo ha detto chiaramente: «non esiste la dannazione eterna; lei è solo per questo mondo».

In quarto luogo, il grande messaggio di Gesù è l’infinita misericordia di Dio-Abba (caro padre) che ama tutti, anche gli «ingrati e malvagi» (Lc 6,35). L’affermazione del castigo eterno all’inferno distrugge direttamente la buona novella di Gesù. Un Dio punitore è incompatibile con il Gesù storico che annunciò l’amore infinito di Dio per tutti, anche per i peccatori. Il Salmo 103 lo aveva già intuito: «Il Signore è compassionevole e clemente, lento all’ira e ricco di misericordia. Non sta sempre accusando e non porta rancore per sempre. Non ci tratta secondo i nostri peccati… come un padre ha compassione dei suoi figli e delle sue figlie, così il Signore avrà pietà di coloro che lo amano, perché conosce la nostra natura e ricorda che siamo polvere… La misericordia del Signore è da sempre per sempre» (103,8-17). Dio non può mai perdere nessuna creatura, per quanto perversa sia. Se l’avesse persa, anche una sola, avrebbe fallito nel suo amore. Beh, non può succedere.

Ha detto bene Papa Francesco che predica instancabilmente la misericordia: «La misericordia sarà sempre più grande di qualsiasi peccato e nessuno potrà porre limiti all’amore del Dio che perdona» (Misericordiae vultus, 2)

Questo non significa che uno entrerà comunque in paradiso. Tutti passeranno attraverso il giudizio e la clinica di Dio, per purificarsi lì, riconoscere i propri peccati, imparare ad amare ed entrare finalmente nel Regno della Trinità. È il purgatorio che non è l’anticamera dell’inferno, ma l’anticamera del paradiso. Chi sta lì purificandosi, partecipa già al mondo dei redenti.

L’inferno e i demoni e il principale di loro, Satana, sono le nostre proiezioni del male che esiste nella storia o che noi stessi produciamo e per il quale non vogliamo incolpare noi stessi e le proiettiamo su queste figure sinistre.

Dobbiamo finalmente liberarci da tali proiezioni per vivere la gioia del messaggio di salvezza universale di Gesù Cristo. Questo delegittima tutta la demonizzazione in qualsiasi situazione, specialmente, nella politica e nelle chiese pentecostali carismatiche che usano la figura del diavolo e dell’inferno in modo del tutto esorbitante. Per spaventare i fedeli piuttosto che confortarli con l’amore e la misericordia infinita di Dio.

Leonardo Boff è teologo, filosofo e ha scritto: Vida para além da morte, Vozes, muitas edições 2021.

(traduzione dal portoghese in italiano di Gianni Alioti)

Que destino queremos: a barbárie ou a democracia?

Exceptuando a classe dominante que se enriquece com regimes autoritários e de ultradireita,como o atual, vigora, na grande maioria, a consciência de que assim como o Brasil está não pode continuar. Deve haver uma mudança para melhor.Para isso penso que devem se atendidos alguns quesitos básicos. Elenco alguns.

1.Refazer o contrato social. Este significa o consenso de todos, expresso pela constituição e pelo ordenamento jurídico de  que queremos conviver como cidadãos livres que se aceitam mutuamente,para além das diferenças de pensamento,de classe social, de  religião e de cor da pele. Ora, com o atual governo rompeu-se o contrato social. Dilacerou-se o tecido social. O executivo faz pouco caso da constituição, passa por cima das leis, menospreza as instituições democráticas, mesmo as mais altas como o STF. Em razão dessa revolução ao revés, autoritária, de viés ultraconservador e fascista, apoiada por setores significativos da sociedade tradicionalmente conservadora, as pessoas se cindiram, nas famílias e entre amigos e até se odeiam, quando não cometem assassinatos por razões políticas. Se não refizermos o contrato social,voltaremos ao regime de força, do autoritarismo e da ditadura, com as consequências inerentes: repressão, perseguições,  prisões, torturas e mortes.Da civilização estaremos a um passo da  barbárie.

2.Resgatar a civilidade. Quer dizer, deve prevalecer a cidadania. Esta é um processo histórico-social em que a massa humana forja uma consciência de sua situação subalterna, se permite elaborar um projeto e práticas no sentido de deixar de ser massa e passar a ser povo, protagonista de seu destino.Isso não é outorgado pelo Estado. É conquistado pelo próprio povo na medida em que se organiza enfrenta as classes do atraso e até o Estado classista. Ora, este processo sempre foi impedido pela classe dominante. Visa a manter as massas na ignorância para melhor manipulá-las e impedir, com violência, que ergam a cabeça e se mobilizem. A ignorância e o analfabetismo são politicamente queridos. Os 10% mais ricos que chegam a responder por 75% da riqueza nacional, fizeram um projeto para si, de conciliação entre eles, sempre com exclusão das grandes maiorias.Carecemos de um projeto nacional que a todos insira. Isso continua até os dias de hoje. É talvez nosso maior flagelo pois se desconhecem os 54% de afrodescendentes, os quilombolas, os indígenas e os milhões de covardemente marginalizados. Sem cidadania não há democracia.

3.Recuperar a democracia mínima. Nunca houve em nossa país uma verdadeira democracia representativa consolidada, na qual estivessem presentes os interesses gerais da nação. Os eleitos representam os interesses particulares de seu segmento (bancada evangélica, do gado, da bala,do agronegócio, da mineração, dos bancos, do ensino particular etc) ou dos que financiaram as suas campanhas. Poucos pensam num projeto de país para todos, com a superação da brutal desigualdade, herdada da colonização e principalmente do escravagismo. Sob o atual governo, poucas vezes em nossa história, a democracia se mostrou como farsa, um conluio dos referidos políticos com um executivo que governa para os seus eleitores e milicianos e não para todos, inventando até um vergonhoso orçamento secreto, sem qualquer transparência, destinado, primordialmente, para compra de voto da reeleição de um esecutivo que usa a mentira,a fake news como política de governo, a brutalização da linguagem e dos comportamentos,vive ameaçando de golpe de estado, desmontando as principais instituições nacionais como a educação, a saúde, a segurança (permitindo mais de um milhão de armas nas mãos de cidadãos afeitos à violência).É urgente recuperar a democracia representativa mínima,  para podermos, depois, aprofundá-la,fazê-la participativa e sócio-ecológica. Sem essa democracia mínima não há como fazer funcionar, com a devida inserção, a justiça e o direito; fragilizam-se as  instituições nacionais, especialmente a saúde coletiva, a educação para todos e a segurança cujos corpos policiais executam com frequência jovens da periferia, negros e pobres.

4.Fomentar a educação, a ciência e a tecnologia. Vivemos numa sociedade complexa que para atender suas demandas precisa de educação, fomento à ciência e à tecnologia. Tudo isso foi descurado e combatido pelo atual governo. A continuar, seremos conduzidos ao mundo pré-moderno, destruindo nosso incipiente parque industrial (o maior dos países em desenvolvimento),nossa educação que estava ganhando qualidade e universalidade em todos os níveis, especialmente beneficiando estudantes  do ensino básico,alimentados pela agricultura familiar e orgânica, o acesso de pobres, por cotas, ao ensino superior, às escolas técnicas e às novas universidades.Podemos nos informar a vida inteira nos advertia a grande filósofa Hannah Arendt,sem nunca nos educarmos, vale dizer,sem aprender a pensar criticamente, construir nossa própria identidade pessoal e social e exercer praticamente nossa cidadania.Se não recuperarmos o tempo perdido, poderemos nos transformar num num país pária, marginalizado do curso geral do mundo.

5.Conscientizarmo-nos de nossa importância única no tema da ecologia integral para ajudarmos a salvar a vida no planeta. O consumismo atual demanda mais de uma Terra e meia que não temos (Sobrecarga da Terra).Devemos ademais assumir como fato científico assegurado, de que já estamos dentro do novo regime climático da Terra. Com o acumulado de gases de efeito estufa na atmosfera não poderemos mais evitar fatais eventos extremos graves: prolongadas estiagens, imensas nevascas e inundações, perda da biodiversidade, de safras, migrações de milhares que não conseguem se adaptar e submetidos à fome e aos novos vírus que virão (vorosfera). Haverá grande escassez mundial de água,de alimentos, de solos férteis. Neste contexto,o Brasil poderá desempenhar uma verdadeira função salvadora já que é a potência mundial de água doce, pela extensão de solos férteis e pela Amazônia que, preservada, poderá sequestrar milhões de toneladas de CO2, devolver-nos oxigênio,fornecer umidade a regiões a milhares de quilômetros de distância e por sua riqueza geobioecológica poderá atender às necessidades de milhões de pessoas do mundo. Nossos governantes possuem escassa consciência desta relevância e fraquíssima consciência na população. Possivelmente teremos que aprender com o sofrimento que sobrevirá e que já se manifestou entre nós pelas desastrosas enchentes,ocorridas em vários estados neste ano de 2022.Ou todos no planeta Terra colaboramos e nos demos as mãos ou então engrossaremos o cortejo daqueles que rumam na direção de sua própria sepultura, nos advertiu Sigmunt Bauman pouco antes de morrer. Nas palavras do Papa Francisco:”estamos no mesmo barco, ou nos salvamos todos ou ninguém se salva”. A questão essencial não reside na economia, na política e na ideologia, mas na sobrevivência da espécie humana, realmente, ameaçada. Todas as instâncias, saberes e religiões devem ser ecologizadas e dar sua contribuição,se ainda quisermos viver sobre este pequeno e belo planeta Terra.

6. Por fim, deixando de lado outros aspectos importantes, devemos criar as condições para uma nova forma de habitar a Terra. A dominante até agora, aquela que nos fazia donos e senhores da natureza, submetendo-a a nossos propósitos de crescimento ilimitado, sem sentirmo-nos parte dela, esgotou suas virtualidades. Trouxe grandes benefícios para a vida comum mas também criou o princípio de autodestruição com todo tipo de armas letais. Devemos fazer a travessia para outra forma na qual todos se reconhecerão como irmãos e irmãs com todos os humanos e também com a natureza (os vivos têm o mesmo código genético de base), sentindo-nos parte dela e eticamente responsáveis por sua perpetuidade. Será uma biocivilização em função da qual estarão a economia e a política e as virtudes do cuidado,da relação suave, da justa medida e do laço afetivo com a natureza e com todos os seus seres.

Para que se criem tais condições em nosso país para essa civilização da boa esperança, precisamos derrotar a política do ódio, da mentira e das relações desumanas que se instauraram em nosso país.E fazer triunfar aquelas forças que se propõe recuperar a democracia mínima, a civilidade, a decência nas relações sociais e um sentido profundo de pertença e de responsabilidade pela nossa Casa Comum.As próximas eleição significarão um plebiscito sobre que tipo de país nós queremos:o da barbárie ou o da democracia.

Leonardo Boff escreveu Habitar a Terra, Vozes 2022; O doloroso parto da Mãe Terra, Vozes 2021.

Advertência sobre o documentário “Eles estão no meio de nós” contra a Teologia da Libertação

                                            

Na segunda-feira,dia 24 de outubro, promete-se exibir um documentário extremamente negativo contra a Teologia da Libertação no contexto das eleições,atacando Lula e membros da Igreja e teólogos da Teologia da Libertação. Acusa-os que através  dela quererem destruir a Igreja por dentro e introduzir o comunismo no Brasil.

Tópicos da propaganda já divulgados, com vozes acusatórias, logo no início, mostram que se trata de um documentário,   cheio de falsificações e distorções muito graves.  O organizador é um blogueiro (defensor ferrenho de Bolsonaro). Ele há muito tempo disse estar preparando esta documentação. Por que lançá-la logo agora, na corrida final das eleições presidenciais?

Quem é esse blogueiro? Diz-se jornalista (mas sem curso nenhum),  católico ultra-conservador, que através de seu youtube ataca duramente a Igreja Católica que saiu do Vaticano II, dos documentos oficiais da Conferência Latino Americana de Bispos (CELAM),e da própria CNBB, documentos que reconhecem a validade da Teologia da Libertação.

O documentário acusa a mim de hereje. É falso e mentiroso. A Congregação pela Doutrina da Fé nunca fez esta condenação, nem condenou doutrina minha, apenas um”comportamento” que pode pôr em risco a fé cristã. Afastado o risco, posso seguir adiante. Isso pode ser lido na edição nova do livro em questão naquela época, Igreja: carisma e poder (1982) onde se publica o document oficial do Card. Joseph Ratzinger (Record 2021) e também a minha resposta.

Este blogueiro tem atacado furiosamente o falecido e muito querido pelo Papa Francisco, Card.Cláudio Hummes, igualmente  a CNBB. Esteve presente no Sínodo Panamazônico em Roma. Dia após dia fazia lives acusando de herético ou falso praticamente tudo o que lá se dizia. Penetrou,sem licença, nas Catacumbas onde os bispos do Pacto das Catacumbas renovavam seu voto da opção pelos pobres de Jesus. Filmou  sorrateiramente e publicou depos denunciando como uma barbaridade o que lá se fazia. Foi descoberto e afastado do lugar.

Contra mim em seu youtube disse tantas calúnias e verdadeiras mentiras,negando-se a publicar minha resposta em seu youtube. Fui obrigado a processá-lo. Perdeu o processo em todas as instâncias e teve que pagar pesada multa, por atraso e resistência à justiça. Vale acrescentar que este blogueiro pelos excessivos ataques às autoridades em seu youtube foi acusado pelo STF entre os tantos  que estão sob processo. A polícia retirou-lhe o computador e todos os arquivos. Nem por isso deixou de atuar com suas falsificações em seu youtube utilizando os meios de amigos da mesma corrente ultra-conservadora.

Afirma e reafirma que  Teologia da lIbertação é herética e foi condenada pela Igreja. É outra falsidade. Há dois documentos sobre este tipo de teologia,ambos do Card. Joseph Ratzinger de quem fui amigo e por sua ajuda foi publicada minha tese em alemão,altamente apreciada por ele. No primeiro documento de 1984,“Libertatis Nuntius sobre alguns aspectos da teologia da libertação”chama atenção para riscos da utilização de algumas categorias da análise marxista acerca do capitalismo explorador,mas não condena ninguém. No segundo documento de 1986 Libertatis Conscientia realça os aspectos positivos desta teologia da libertação. Este quase nunca é citado, apenas o primeiro.

Isso ficou mais claro num encontro do Papa João Paulo II em 1986 com bispos brasileiros em Roma que afirma: “esta teologia da libertação não é só ortodoxa mas necessária”. Neste mesmo ano de 1986 numa carta aos bispos do Brasil reitera que “esta teologia da libertação não é só oportuna,mas útil e necessária” num contexcto de opressão.

Em suas  encíclicas João Paulo II falou também de “uma nova e autêntica teoria e práxis de libertação”, de “uma autêntica teologia da libertação humana integral” (Centesimus Annus, n. 26) e dos “valores positivos” de “uma nova maneira de enfrentar os problemas da miséria e do subdesenvolvimento que faz da libertação a categoria fundamental e o primeiro princípio de ação (Sollicitudo Rei Socialis, n. 46). Mais ainda, segundo o Papa João Paulo II, “desse modo se poderia romper a pretensa fatalidade dos sistemas – incapazes, um e outro de assegurar a libertação trazida por Jesus Cristo – o capitalismo desenfreado e o coletivismo ou capitalismo de Estado”.

Face a esta vigorosa manifestação oficial do Vaticano sobre a teologia da libertação resultam falsas, mentirosas e caluniosas as afirmações desse blogueiro. Ela não é herética, é otodoxa, é oportuna, útil e necesária, portanto, faz bem à Igreja que se põe ao lado dos pobres, como Jesus. Ela sustenta a busca da justiça social e a libertação das opressões materiais,psicológicas e espirituais que sofrem,libertação  a partir deles mesmos com o apoio da mensagem de Jesus Cristo Libertador.

Quem ver a documentação falsificadora, mantenha seu espírito crítico e considere tal fato, no contexto das eleições, como uma manipulação para influenciar os eleitores a votarem naquele que nos seus quatro anos de seu governo  oprimiu o povo brasileiro, especialmente, os pobres, as famílias que perderam cerca de 300 mil pessoas por causa de sua  omissão e sua temosia: o atual presidente do Brasil.

Somos pela liberdade de expressão mas dentro de parâmetros éticos mínimos. Mas somos muito mais amigos da verdade: Amicus Plato sed magis amica veritas.

Leonardo Boff, teólogo católico, filósofo e assessor de muitos movimentos cristãos e de comunidades eclesiais de base, membro da Comissão internacional da Carta da Terra.

Ent-Teufeln des Satans

In Zeiten politischer und präsidialer Kampagnen ist es nicht ungewöhnlich, dass ein Kandidat seinen Gegner dämonisiert. Es wird sogar fälschlicherweise unterschieden, wer auf der Seite Gottes und wer auf der Seite des Teufels oder Satans steht.

Der Begriff “Satan” (hebräisch) oder “Teufel” (lateinisch) hat im Laufe der Geschichte viele positive und negative Bedeutungen erhalten. Dies geschieht in vielen Religionen, insbesondere in den abrahamitischen Religionen (Judentum, Christentum und Islam).

Wir müssen jedoch sagen, dass niemand so viele Ungerechtigkeiten erlitten hat und so “dämonisiert” wurde wie Satan selbst. Zu Beginn war das nicht so. Aus diesem Grund ist es wichtig, kurz die Geschichte des Satans oder des Teufels in Erinnerung zu rufen.

Er wird zu den “Söhnen Gottes” gezählt, wie auch die anderen Engel, wie es im Buch Hiob (1,6) heißt. Er ist im himmlischen Hof; deshalb ist er ein Wesen der Güte. Er ist nicht die böse Figur, die er später sein wird. Aber er hat von Gott eine ungewöhnliche und undankbare Aufgabe erhalten: Er soll gute Menschen wie Hiob prüfen, der “ein rechtschaffener, aufrechter, gottesfürchtiger Mann und weit entfernt vom Bösen” ist (Hiob 1,8). Er muss ihn auf die Probe stellen, um herauszufinden, ob er wirklich das ist, was alle über ihn sagen: “Es gibt keinen wie ihn auf Erden” (Hiob 1,8). Als eine von Satan geförderte Prüfung verliert Hiob alles, Familie, Besitz und Freunde. Aber er verliert seinen Glauben nicht.

Ab dem 6. Jahrhundert v. Chr. kam es zu einer großen Veränderung, als die Juden die babylonische Gefangenschaft (587 v. Chr.) in Persien erlebten. Dort wurden sie mit der zoroastrischen Lehre vom Kampf zwischen dem “Fürsten des Lichts” und dem “Fürsten der Finsternis” konfrontiert. Sie übernahmen diese dualistische und manichäische Lehre, aus der Satan als Teil des Reiches der Finsternis, der “große Ankläger” oder der “Widersacher”, der die Menschen zu bösen Taten verleitet, hervorging. Danach kommt es zu einer Konfrontation zwischen Gott und Satan. In den spätjüdischen Texten ab dem 2. Jahrhundert, insbesondere im Buch Henoch, wird die Sage vom Aufstand der Engel unter der Führung Satans, der heute Luzifer heißt, gegen Gott ausgearbeitet. Sie erzählt vom Fall Luzifers und etwa einem Drittel der Engel, die ihm folgten und schließlich aus dem Himmel vertrieben wurden.

Dann stellt sich die Frage: Wenn sie ausgewiesen wurden, wohin sollen sie dann? Hier wurde die Kategorie der Hölle verwendet: das brennende Feuer und all die Schrecken, die von Dante Alighieri im zweiten Teil seiner Göttlichen Komödie, der der Hölle gewidmet ist, gut beschrieben wurden.
 
Im Ersten Testament (Altes Testament) wird der Teufel so gut wie gar nicht erwähnt (vgl. Chron 21,1; Samuel 24,1). Im Zweiten Testament (Neues Testament) erscheint er in einigen Berichten "... sie werden in den Feuerofen geworfen werden; dort werden sie weinen und mit den Zähnen knirschen" (Mt 8,12;13,42-50;Lk 13,27) oder im Gleichnis vom reichen Epulon und dem armen Lazarus (Lk 16,23-24) oder in der Apokalypse (16,10-11).
 
Dieses Verständnis wurde von den antiken Theologen, insbesondere von Augustinus, aufgegriffen. Er beeinflusste die gesamte Tradition der Kirche und die Lehre der Päpste und hat bis heute überlebt.
 
Die Kategorie der Hölle und der ewigen Verdammnis war ein entscheidender Faktor bei der Bekehrung der Eingeborenen in Lateinamerika und anderen Missionsgebieten und erzeugte Angst und Panik. Ihre Vorfahren, so sagte man ihnen, seien in der Hölle, weil sie keine Christen gewesen seien. Und es wurde argumentiert, dass sie das gleiche Schicksal ereilen würde, wenn sie sich nicht bekehrten und sich nicht taufen ließen. Dies zeigt sich in allen Katechismen, die kurz nach der Eroberung erstellt wurden und die Azteken, Inkas, Mayas und andere bekehren sollten. Es war die Angst, die zur Bekehrung vieler Menschen führte und immer noch führt, wie der große französische Historiker Jean Delumeau gezeigt hat. Indem man sich auf den Teufel, auf Satan beruft, versucht man heute in Zeiten des Zorns und des sozialen Hasses, den Gegner zu disqualifizieren, der oft zu einem Feind gemacht wird, der demoralisiert und schließlich liquidiert werden muss.
 
Hier müssen wir jeden Fundamentalismus des biblischen Textes überwinden. Es reicht nicht aus, Texte über die Hölle zu zitieren, auch nicht aus dem Munde Jesu. Wir müssen wissen, wie sie zu interpretieren sind, um nicht dem Gottesbild zu widersprechen und sogar die frohe Botschaft Jesu zu zerstören, die von einem Vater voller Barmherzigkeit handelt, wie der Vater des verlorenen Sohnes, der den verlorenen Sohn aufnimmt (Lk 15,11-23).
Zunächst einmal sucht der Mensch nach einem Grund für das Böse in der Welt. Er hat große Schwierigkeiten, seine eigene Verantwortung zu übernehmen. Dann überträgt er sie auf den Teufel oder die Dämonen.
Zweitens stellt die Bedeutung der Dämonen und der Hölle des Schreckens eine Pädagogik der Angst dar, um die Menschen durch Angst auf den Weg des Guten zu bringen. Dämon und Hölle sind also menschliche Schöpfungen, eine Art unheimliche Pädagogik, denn es gibt immer noch Mütter, die ihren Kindern sagen: "Wenn du nicht brav bist, kommt nachts der böse Wolf und beißt dich in den Fuß". Der Mensch kann der Satan der Erde und der Gesellschaft sein. Er kann durch Hass, Unterdrückung und Todesmechanismen die "Hölle" für andere schaffen, wie es leider in unserer Gesellschaft geschieht.
Drittens: Satan oder der Teufel ist ein Geschöpf Gottes. Zu sagen, dass er ein Geschöpf Gottes ist, bedeutet, dass Gott in jedem Augenblick dieses Geschöpf erschafft und neu erschafft, sogar im Höllenfeuer. Kann Gott, der Liebe und unendliche Güte ist, das vorschlagen? So heißt es im Buch der Weisheit: "Ja, du liebst alle Wesen und hasst nichts, was du geschaffen hast; wenn du etwas hassen würdest, hättest du es nicht erschaffen; und wie könnte etwas überleben, wenn du es nicht lieben würdest ... du bewahrst sie alle, weil sie dir gehören, du Herrscher und Liebhaber des Lebens" (Weisheit 11,24-26). Papst Franziskus hat es klar gesagt: "Es gibt keine ewige Verdammnis, sie ist nur für diese Welt".
Viertens: Die große Botschaft Jesu ist die unendliche Barmherzigkeit Gottes-Abba (Papa), der alle liebt, auch die "Undankbaren und Bösen" (Lk 6,35). Die Behauptung einer ewigen Bestrafung in der Hölle macht die gute Nachricht von Jesus direkt zunichte. Ein strafender Gott ist unvereinbar mit dem historischen Jesus, der die unendliche Liebe Gottes zu allen, auch zu den Sündern, verkündet hat. Psalm 103 deutet dies bereits an: "Der Herr ist barmherzig und gnädig, langsam zum Zorn und reich an Barmherzigkeit. Er ist nicht immer anklagend und hegt keinen ewigen Groll. Er behandelt uns nicht nach unseren Sünden... wie ein Vater sich über seine Söhne und Töchter erbarmt, so wird der Herr sich über die erbarmen, die ihn lieben; denn er kennt unser Wesen und denkt daran, dass wir Staub sind... die Barmherzigkeit des Herrn währt von Ewigkeit zu Ewigkeit" (103,8-17). Gott kann niemals ein Geschöpf verlieren, ganz gleich wie böse es ist. Wenn er auch nur einen verlieren würde, hätte er in seiner Liebe versagt. Und das darf nicht passieren.
Papst Franziskus, der unermüdlich Barmherzigkeit predigt, hat es gut ausgedrückt: "Die Barmherzigkeit wird immer größer sein als jede Sünde, und niemand kann der vergebenden Liebe Gottes Grenzen setzen" (Misericordiae vultus, 2).
Das heißt aber nicht, dass wir automatisch in den Himmel kommen werden. Wir alle werden durch das Gericht und die Klinik Gottes gehen, um uns zu reinigen, unsere Sünden zu bekennen, zu lernen zu lieben und schließlich in das Reich der Dreifaltigkeit einzugehen. Das Fegefeuer ist nicht das Vorzimmer zur Hölle, sondern das Vorzimmer zum Himmel. Wer sich im Fegefeuer befindet und geläutert wird, hat bereits Anteil an der Welt der Erlösten.
Die Hölle und die Dämonen und ihr Oberhaupt, Satan, sind unsere Projektionen des Bösen, das es in der Geschichte gibt oder das wir selbst produzieren und für das wir keine Verantwortung übernehmen wollen und es auf diese finsteren Gestalten projizieren.
Wir müssen uns endlich von solchen Projektionen befreien, um die Freude an der universellen Heilsbotschaft Jesu Christi zu leben. Dies delegitimiert jede Dämonisierung in jeder Situation, insbesondere in der Politik und in den Pfingstkirchen, die die Figur des Teufels und der Hölle in einer völlig überzogenen Weise verwenden. Das macht den Gläubigen Angst, anstatt sie mit der Liebe und unendlichen Barmherzigkeit Gottes zu trösten.
Leonardo Boff,Theologe, Philosoph und Schriftsteller und schrieb Was kommt nachher? über di Hölle,Topos 2009,84-98.
 

­­