Peligro de destrucción de nuestro futuro

 Leonardo Boff*

En julio de 2021 el gran pensador de la complejidad Edgard Morin cumplió 100 años. Observador atento del curso del mundo, nos entregó un libro Réveillons-nous! – ¡Despertemos!, lleno de sabias y serias advertencias. Resumió su pensamiento en una entrevista a Jules de Kiss, publicada el 26 de marzo de 2022 en Franceinfo y reproducida en portugués por el IHU el 4/4/22. Lector asiduo de sus escritos, esta entrevista inspiró el presente artículo.

Morin advierte lo que vengo repitiendo desde hace mucho tiempo: debemos estar atentos, intentar ver y entender lo que está ocurriendo. La gran mayoría, inclusive jefes de estado, no son conscientes de las graves amenazas que pesan sobre el planeta Tierra, sobre la vida y sobre nuestro futuro. Parecen sonámbulos o zombis, obcecados con la idea del crecimiento económico sin fin y también con la seguridad y con más construcción de armas de destrucción masiva.

Estamos viviendo varias crisis, todas ellas graves: la más inmediata es la pandemia que afecta a todo el planeta, cuyo sentido último no ha sido identificado todavía. Para mí es una señal que la Tierra viva ha enviado a sus hijos e hijas: “no pueden seguir con el pillaje sistemático de la comunidad de vida en la cual se encuentran los hábitats de los distintos virus que en los últimos años han asolado regiones del planeta”. La Covid-19 ha alcanzado todo el planeta, pero no a otros seres vivos y domésticos. Es una señal que no está siendo leída por la mayoría de la humanidad, ni tampoco por los analistas, centrados en las vacunas y en los cuidados necesarios. 

¿Quién se pregunta en qué contexto apareció el virus? Él es consecuencia del asalto de los seres humanos a la naturaleza, especialmente por la deforestación de vastas regiones, destruyendo la casa donde habitan los virus, que pasaron a otros animales y de ellos a nosotros.

La crisis climática es grave, pues si no tenemos cuidado

hasta 2030 el calentamiento global puede aumentar 1,5 grados centígrados o más, lo que comprometería a la mayoría de los organismos vivos y a gran parte de la humanidad. Junto a esto está la Sobrecarga de la Tierra (Earth Oveshoot), constatada el 29 de julio de 2021: los bienes y servicios importantes para la vida se están agotando. Ya ahora necesitamos 1,7 Tierras para atender el tipo de consumo principalmente de las clases opulentas. Arrancamos de la Tierra lo que ella ya no nos puede dar. Ella reacciona aumentando el calentamiento, los eventos extremos, la erosión de la biodiversidad y más conflictos sociales.

Lo que funciona como una espada de Damocles es la posibilidad de una guerra nuclear que puede destruir toda la vida y gran parte de la humanidad. Morin escribe: “Pienso que hemos entrado en una nueva fase. Por primera vez en la historia, la humanidad corre peligro de aniquilación, tal vez no total –habrá algunos supervivientes, como en Mad Max –, pero una especie de ‘reinicio‘ desde cero en condiciones sanitarias sin duda terribles”. 

La guerra en Ucrania ha suscitado este fantasma, pues Rusia, como ya decía Gorbachov, puede destruir toda la vida con solo la mitad de sus ojivas nucleares. Pero, lleno de confianza en que la historia anda, no está cerrada, Morin afirma esperanzado: “Precisamos esperar lo inesperado para saber como navegar en la incertidumbre”.

Es de todos conocida la erosión de las ideas democráticas en el mundo entero. En muchos países, como en Brasil, se está imponiendo un espíritu autoritario y fascistoide, que hace de la violencia física y simbólica y de la mentira directa una forma de gobernar. La democracia ha dejado de ser un valor universal y una forma de vivir civilizadamente en comunidad. Este espíritu puede provocar un tsunami de guerras regionales de gran destrucción.

No olvidemos la advertencia del Papa Francisco en la Fratelli tutti (2020): “estamos en el mismo barco, o nos salvamos todos o nadie se salva”. Somos responsables de nuestro futuro y de la vida en el planeta.

Tenemos la confianza de Morin de que, como la historia ha mostrado, lo inesperado y lo improbable pueden ocurrir. Ya nos enseñaba un pre-socrático: “si no esperamos lo inesperado, cuando venga, no lo percibiremos”. Y así lo perderemos.

Esta es nuestra confianza y esperanza: estamos en medio  de crisis que no  tienen por qué terminar en tragedias fatales. Pueden ser el  despertar de una nueva conciencia y entonces, la ocasión para un salto cualitativo hacia un tipo de convivencia pacífica dentro de la única Casa Común. ¿Será este el próximo paso de la humanidad? ¡Bienvenido sea! 

*Leonardo Boff es teólogo y filósofo y ha escrito: Cómo cuidar de la Casa Común, Vozes 2017.

Traducción de María José Gavito Milano

SENZA PAPA FRANCESCO SAREMMO PERSI COME CHIESA

Leonardo Boff, Brasile

Con la guerra in Ucraina, mossa dalla Russia, con il rischio che un’ecatombe nucleare comprometta la biosfera e la vita umana, con il predominio dell’egoismo a livello internazionale nella lotta al Covid-19 e con l’ascesa del nazifascismo con la sua ondata di odio e di violenza e di pensiero reazionario e ultraconservatore in varie parti del mondo, si sta rivelando l’irrazionalità della ragione moderna.

Perdendo la ragione, perdiamo i criteri che guidano le nostre pratiche e gli esseri umani dimostrano comportamenti folli. In momenti come questi, dobbiamo ricorrere a ciò che è più fondamentale nella vita umana: il buon senso critico. Il buon senso, critico e non ingenuo, è sempre stato la grande guida anticipata delle nostre pratiche affinché mantengano il loro livello umano e minimamente etico.

Cos’è il buon senso? Diciamo che qualcuno mostra buon senso quando per ogni situazione ha la parola giusta, il comportamento appropriato e quando arriva subito al nocciolo della questione. Il buon senso è legato alla saggezza concreta della vita. È distinguere l’essenziale dal secondario. È la capacità di vedere e mettere le cose al loro posto.

Il buon senso è l’opposto dell’esagerazione. Pertanto, il pazzo e il genio, che in molti punti sono simili, qui si distinguono fondamentalmente. Il genio è colui che radicalizza il buon senso. Il pazzo radicalizza l’esagerazione.

Per rendere concreto il buon senso, prendiamo due esempi di figure archetipiche: il più vicino, Papa Francesco, e il più originario, Gesù di Nazaret.

L’asse strutturante della retorica di papa Francesco non sono le dottrine e i dogmi della Chiesa cattolica. Non che li apprezzi di meno. Sa che sono creazioni teologiche create storicamente. Ma provocarono conflitti e perfino guerre di religione, scismi, scomuniche, teologi e donne (come Giovanna d’Arco e quelle considerate “streghe”) bruciate sul rogo dell’Inquisizione. Questo durò secoli e l’autore di questo testo fece un’amara esperienza personale nel cubicolo dove s’interrogavano gli accusati nel severo e oscuro edificio dell’ex Inquisizione, alla sinistra della basilica di San Pietro per chi guarda di fronte.

Papa Francesco ha rivoluzionato il pensiero della Chiesa facendo riferimento alla pratica dell’estremo buon senso del Gesù storico. Ha riscattato quella che oggi si chiama la Tradizione di Gesù” che precede i vangeli attuali, scritti 30-40 anni dopo la sua esecuzione sulla croce.

La Tradizione di Gesù o la via di Gesù”, come è chiamata negli Atti degli Apostoli, si basa più su valori e ideali che su dottrine. Essenziali per il Papa sono l’amore incondizionato, la misericordia, il perdono, la giustizia per gli oppressi, la centralità dei poveri e degli emarginati e l’apertura totale a Dio-Abbá (Caro Padre). Sono questi i valori assiali che guidano i suoi interventi e li rivelano concretamente nei suoi gesti di gentilezza, di cura, in particolare nei confronti degli immigrati provenienti dal Medio Oriente, dall’Africa, e ora dall’Ucraina, nonché dalle vittime di pedofilia da parte di alcuni membri della Chiesa.

Ritorniamo a Gesù di Nazaret. Egli non pretendeva fondare una nuova religione. Ha voluto insegnarci a vivere. Vivere con fraternità, solidarietà e cura reciproca e totale apertura a Dio-Abbá. Questi sono i contenuti del suo messaggio: il Regno di Dio e l’illimitata misericordia del suo Dio di infinita bontà.

Come ci testimoniano i Vangeli, si dimostrò un genio del buon senso. Una freschezza unica permea tutto ciò che dice e fa. Dio nella sua bontà, l’essere umano con la sua fragilità, la società con le sue contraddizioni e la natura con il suo splendore appaiono in una immediatezza cristallina. Non fa teologia. Né fa appello a principi morali superiori. Né si perde in una casuistica noiosa e spietata come facevano e fanno i farisei di ieri e di oggi. Le sue parole e i suoi atteggiamenti pungono dritti nel concreto dove la realtà sanguina e lui, di fronte ai sofferenti, li consola, li guarisce e perfino li resuscita.

I suoi moniti sono incisivi e diretti: «riconciliati con il tuo fratello» (Mt 5,24). «Non giurare in nessun modo» (Mt 5,34). «Non resistere agli empi» (Mt 5,39) ma «amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano» (Mt 5,34). «Quando fai l’elemosina, che la tua mano sinistra non sappia quello che fa la destra» (Mt 6,3).

Questo buon senso è spesso mancato nella Chiesa istituzionale (Papi, vescovi e sacerdoti), soprattutto nelle questioni morali legate alla sessualità e alla famiglia. Qui si è mostrata severa e implacabile. Sacrifica le persone nel suo dolore a principi astratti. È governata dal potere piuttosto che dalla misericordia. E i santi e i saggi ci avvertono: dove regna il potere, l’amore svanisce e la misericordia scompare.

Com’è differente con Gesù e con papa Francesco. La principale qualità di Dio, ce lo dice il Maestro e lo ripete continuamente il Papa, è la misericordia. Gesù è schietto: «Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro celeste» (Lc 6,36).

Papa Francesco spiega il significato etimologico della «misericórdia: miseris cor dare»: «dare il cuore ai miseri», a chi soffre. In un discorso all’Angelus del 6 aprile 2014, dice con voce alterata: «Ascoltate bene: non esiste alcun limite alla misericordia divina offerta a tutti». Chiede alla folla di ripetere con lui: «Non esiste alcun limite alla misericordia divina offerta a tutti».

Fa il teologo quando ricorda la concezione di san Tommaso d’Aquino sulla pratica della misericordia: è la più grande delle virtù «perché sta a lei riversarsi sugli altri e ancor più aiutarli nelle loro debolezze».

Pieno di misericordia, di fronte ai rischi dell’epidemia del virus Zika, fa spazio all’uso dei contraccettivi. Si tratta di salvare vite: “evitare la gravidanza non è un male assoluto”, ha detto nella sua visita in Messico. Durante la pandemia del Covid-19 ha rivolto continui appelli alla solidarietà e alla cura, soprattutto per i bambini e gli anziani. Accorati sono stati i suoi appelli alla pace nella guerra della Russia contro l’Ucraina. Ha ricevuto bambini ucraini nel Vaticano e mostrato il simbolo nazionale di Ucrania e lo ha bacciato.È arrivato anche a dire: «Signore, trattieni il braccio di Caino. Una volta arrestato, abbi cura di lui, perché è nostro fratello».

Ai nuovi cardinali dice in tutti i modi che: «La Chiesa non condanna per sempre. La punizione è per quel tempo». Dio è un mistero di inclusione e di comunione, mai di esclusione. La misericordia è sempre trionfante. Non può mai perdere un figlio o una figlia che ha allevato con amore (cfr Sab 11,21-24).

Logicamente, non si entra in qualsiasi modo nel Regno della Trinità. Si dovrà passare attraverso la clinica purificatrice di Dio affinché le persone escano purificate.

Un tale messaggio è veramente liberatorio. Conferma la sua esortazione apostolica «La gioia del Vangelo». Tale gioia è offerta a tutti, anche ai non cristiani, perché è un cammino di umanizzazione e di liberazione.

Questo è il trionfo del buon senso che tanto ci manca in questo momento drammatico della nostra storia, il cui destino è nelle nostre mani. Papa Francesco e Gesù di Nazaret appaiono come ispiratori di buon senso, di misericordia e di una radicale umanità. Tali attitudini ci potranno salvare.

(traduzione in italiano di Gianni Alioti)

Adolfo Pérez Esquivel: “Parem o mundo, eu quero descer!”Denúncia:”aves de destruição em massa”


04/04/2022 – 17h44 em Vio o Mundo

Publicamos este texto de Adolfo Pérez Esquivel, Prêmio Nobel da Paz denunciando as guerras no mundo especialmente na Ucrânia. Chama atenção para algo gravíssimo: Em Kiev,estão sendo produzidas armas biológicas e químicas, apoiadas pelo Pentágono e pela Departamento de Estado dos USA. Bactérias e vírus são inoculados em Aves migratórias que poderão levar doenças por todo mundo. É um crime inominável, a pior forma de guerra para atingir diretamente a vida humana indefesa.


“Parem o mundo, eu quero descer!”

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Faz vários anos, dos quais não me lembro nem dos autores e atores do velho filme: “Parem o mundo, eu quero descer”. Entre alguns amigos, comentávamos, tudo bem, mas… para onde vamos?

Nesse momento, há várias décadas, estávamos preocupados com a situação mundial, com a guerra no Vietnã, na Argélia, os golpes de Estado; este planeta é a nossa casa comum, não temos outra e a estão destruindo a cada dia, o Apocalipse não será causado por uma catástrofe natural, o ser humano busca sua autodestruição provocando guerras, fome, discriminação, destruição do meio ambiente e outras calamidades, das quais não há retorno.

A dança das guerras não tem fim, o mundo está sofrendo atualmente 25 guerras de alta e baixa intensidade, conflitos armados em várias regiões do mundo e as guerras silenciosas da fome e a pandemia de Covid-19, com mais de cinco milhões de mortos, até o momento.

Jorge Luis Borges dizia: “Não é o amor que nos une, mas o espanto”.

É preciso escolher entre o Amor e a Vida ou a bomba. Não há guerras justas, e ainda menos guerras santas. Creio nas causas justas. Toda guerra traz consigo destruição e morte e são os povos que a sofrem, e deixam feridas e marcas do sofrimento por várias gerações.

O Papa Francisco diz: “A guerra é feita pelos governos e é padecida pelos pobres e pela gente comum”.

Estamos diante de uma guerra que já dura mais de um mês entre a Ucrânia e a Rússia, com graves perdas de vidas, destruição de cidades, refugiados. Todo mundo sabe como as guerras começam, ninguém sabe como elas terminam.

Quem são os responsáveis pela guerra? – O outro é o culpado. É a resposta do outro – é a razão da sem-razão.

É preciso “desarmar a razão armada” para construir a Paz, não como ausência de conflito, mas para restabelecer relações de convivência e respeito mútuo entre as pessoas e os povos.

“Ignacio Ramonet, diretor do Le Monde Diplomatique da España, envia uma nota “urgente”, fazendo referência a uma recente reunião do Conselho de Segurança da ONU, convocado a pedido da Rússia, que denuncia e apresenta documentação dos laboratórios biológicos e químicos encontrados em Kiev, financiados pelo Pentágono e pelo Departamento de Estado dos EUA, sobre o programa de armas biológicas na Ucrânia. “As Aves de Destruição em Massa”, documentação que mostra que o mundo está enfrentando mentes sinistras que põem em perigo a humanidade.

Vou fazer um resumo porque a situação é tão grave que exige uma análise serena e profunda. Os Estados Unidos negam sua responsabilidade no Conselho de Segurança da ONU e, ao mesmo tempo, se opõem a uma investigação sobre os laboratórios de armas biológicas que financiam.

O governo da Ucrânia é partidário e cúmplice dessa política sinistra. O mundo está preocupado com a posição dos ex-presidentes dos EUA George Bush, Barack Obama, Donald Trump e do atual, Joe Biden, se eles desconheciam a existência dos 336 laboratórios.

O que fizeram? Eles têm consciência, valores éticos, responsabilidade pelas consequências dos vírus com a utilização de aves migratórias para contaminar e atacar outros povos?o

A guerra tem muitas faces que escondem a crueldade por trás de máscaras de interesses políticos, econômicos e geopolíticos. Os meios de comunicação hegemônicos, a propaganda cúmplice. Volto a reiterar que a primeira vítima da guerra é a Verdade, e a Mentira é a Mãe de todas as violências.

Os fatos confirmam que o presidente Joe Biden não quer a paz entre a Rússia e a Ucrânia, a União Europeia também não, nem a OTAN. Todos esses atores buscam fomentar o conflito e pretendem apagar o fogo da guerra com mais combustível: o envio de armas para a Ucrânia, imposições e sanções econômicas e censura da mídia russa.

A Europa se esqueceu da Segunda Guerra Mundial, se esqueceu do Holocausto?

Os governos ocidentais pretendem tapar o sol com as mãos, censurando a cultura russa, como Dostoiévski, Tolstói, os seus artistas, cientistas, atletas e todas as manifestações desse povo. Não procuram formas de resolver o conflito através do diálogo.

Eles estão empurrando a humanidade para uma provável guerra nuclear, que colocará em risco a existência planetária.

A isso se soma a recente denúncia das “Aves de Destruição em Massa”, os laboratórios biológicos e químicos encontrados na Ucrânia, que consistem em usar aves migratórias e inocular vírus nelas.  As aves são numeradas e identificadas para atuarem como portadoras em outros continentes para descarregar vírus, doenças, epidemias, como arma silenciosa e mortal.

“Parem o mundo que eu quero descer”, estamos aqui e agora, os povos não são espectadores, são protagonistas de suas próprias vidas e construtores de sua própria história, e devem enfrentar grupos de poder econômico, político e militar, que tratam de dominar o mundo.

Devemos exigir que a Rússia e a Ucrânia parem a guerra, que os EUA, a União Europeia e a OTAN garantam que vão desmantelar as bases militares que estão cercando a Rússia. A ONU deve despertar e agir com coragem para alcançar a Paz, e não ficar paralisada pelas grandes potências. E deve fazê-lo antes que seja tarde demais.

Quando a guerra termina, a Paz não é obtida. É preciso curar as feridas do corpo e do espírito, gerar condições de igualdade e direitos de vida justa para reconstruir e construir em conjunto com os povos vítimas da violência.

Confiamos que Outro Mundo é Possível.

Nós, os povos do mundo, exigimos o fim da guerra e a construção da Paz. É um direito de toda a humanidade.

Na rebelião dos estudantes em Paris em maio de 68, eles propunham “a imaginação ao poder” – “Sejamos realistas, peçamos o impossível”.

Peçamos à UNESCO que convoque uma Assembleia Geral urgente diante da situação que a humanidade está vivenciando, para exigir o fim da guerra e o início do diálogo para se chegar a uma solução para o conflito.

Lançar as bases para promover “Um novo contrato social”, diante dos desafios do nosso tempo. Como os avanços tecnológicos e científicos revolucionaram a vida e alteraram a velocidade do tempo, é preciso revisar e atualizar o caminho para um novo amanhecer da humanidade.

Nós propomos.

Aos líderes religiosos do mundo, que se unam espiritualmente na diversidade pela Vida e Paz, que proponham 3 dias de manifestação em todos os locais de culto, em mosteiros, igrejas, templos, sinagogas; que convoquem os povos para rezar e peçam a Deus o fim da guerra, que toquem os sinos conclamando os governantes do mundo a pôr fim à guerra.

Que o amor os una e não o pavor.

O impossível é possível, se unirmos vontades e rechaçarmos a violência e as mentiras que tratam de impor um pensamento único e a monocultura das mentes.

Aos movimentos sindicais, aos operários, camponeses, indígenas, aos homens e mulheres, para que se manifestem pelo fim da guerra e pela Paz com Justiça.

Que coloquem nas fachadas de suas casas a bandeira branca e a do seu país. Que em todos os povoados se façam ouvir panelaços e manifestações com instrumentos.

Que escolas e universidades, centros científicos e intelectuais hasteiem a bandeira branca junto com a nacional.

Nós, os povos do mundo, nos mobilizamos por meio de redes sociais, de meios alternativos e pela resistência cultural e a criatividade. O impossível é possível. Não deixemos que a vida e a esperança nos sejam roubadas.

*Adolfo Pérez Esquivel, ativista argentino referência na defesa dos direitos, ganhador do Prêmio Nobel da Paz.

Denúncia da Pastoral Popular Luterana sobre as falsas versões oficiais do golpe militar de 1964.

Publicamos este texto da Igreja Evangélica de Confissão LUTERANA do Brasil que denuncia a versão mentirosa que as atuais autoridades deram ao golpe militar de 1964. Junto com a Igreja Católica, com a Presbiteriana também a Igreja Luterana se somou à outras Igrejas e grupos de Direitos Humanos na resistência e oposição àquela ditadura que tanto mal fez ao país além de inúmeras vítimas, perseguidas, encarceradas, torturadas e mortas.Novamente estamos ecumenicamente juntos na luta pela democracia e pela verdade dos tempos sombrios vividos e sofridos em nosso país a partir de 1964: LBoff

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PASTORAL POPULAR LUTERANA – PPL

IGREJA EVANGÉLICA DE CONFISSÃO LUTERANA NO BRASIL

Carta Pastoral 2 2022 “Nunca mais!”

O que é que o Senhor pede de ti, ó ser humano, senão que pratiques a justiça e ames a misericórdia, e andes humildemente diante do teu Deus? Miquéias 6.8

Como parte da Comunidade viva que segue o testemunho do Cristo Crucificado, aquele que exaltou as mulheres e as crianças, que se identificou com as pessoas humildes e perseguidas, que expulsou os adoradores do poder e do dinheiro do Templo, que condenou a tortura, a violência, a usura, o falso testemunho e a covardia, que foi torturado e morto pelos dois poderes estabelecidos de sua época, o religioso e o político, acabando na morte de cruz como um inocente, ficamos estarrecidos diante dos últimos acontecimentos do final do mês de março de 2022 em nosso país.

Por isso e como testemunhas do Evangelho de Nosso Senhor Jesus Cristo e em fidelidade a Ele, viemos a público, com temor e tremor diante do Deus da Vida e da Justiça, para esclarecer e denunciar o que segue:

1. O dia 31 de março de 1964 não foi o início de uma revolução que tinha como escopo defender a democracia, como quer fazer crer a nota do Ministério da Defesa sob a batuta do general Braga Neto. O 31 de março daquele ano constitui um dos capítulos mais sangrentos e tristes da história nacional. A Ditadura no Brasil, sob o comando dos militares a serviço de forças econômicas nacionais e estrangeiras, em conluio com empresários e a mídia corporativa, assassinou, torturou e violentou milhares de brasileiras e brasileiros, como testemunham pesquisas acadêmicas nacionais e mesmo dos EUA, baseadas em documentos fidedignos1. A Ditadura de 1964 fechou o Congresso Nacional e todas as instituições que defendiam o Estado Democrático de Direito. Solapou as liberdades, censurou, perseguiu e matou aqueles e aquelas que se opunham ao regime totalitário e violento. A Ditadura, ao contrário do que proclamam seus porta-vozes atuais, defendeu e implementou a violência contra os próprios brasileiros e brasileiras. A violência política é o fim da liberdade e do embate político. A tortura é o contrário da democracia. A morte e perseguição política é a morte da ética e de qualquer resquício do Estado Democrático de Direito. Portanto, a nota de Braga Neto, que compara a

1 Cf. Brasil: nunca mais. Arquidiocese de São Paulo. Prefácios do Cardeal Dom Paulo E. Arns; e Dr. Philip Potter, ex-Secretário Geral do CMI – Conselho Mundial de Igrejas. 13a ed. Petrópolis: Vozes, 1986; Márcio Moreira ALVES. O Cristo do povo. Rio de Janeiro: Sabiá, 1968; Frei BETTO. Cartas da prisão. 2a ed. Rio de Janeiro: Civilização Brasileira, 1977; Flávio TAVAVRES. 1964 – O golpe. Porto Alegre: L&PM, 2014 – com farto material colhido na Biblioteca do Congresso dos EUA) e, obviamente, o relatório da Comissão Nacional da Verdade (CNV), órgão temporário criado pela Lei 12.528, de 18 de novembro de 2011, que encerrou suas atividades em 10 de dezembro de 2014, com a entrega de seu Relatório Final. O livro pode ser acessado no site http://cnv.memoriasreveladas.gov.br

ditadura a um processo democrático, é totalmente infundada e mentirosa. Não há nenhuma possibilidade de se comparar Ditadura com um processo democrático. A memória verdadeira de nossa história tem nomes e sobrenomes, que são justamente as centenas de vítimas mortas ou desaparecidas pelo regime civil-militar imposto a ferro e fogo. Como pessoas cristãs que seguem o Deus da vida, repudiamos as mentiras e declaramos que não iremos esquecer esses fatos, nem deixar que nossa história seja distorcida.

2. Por outro lado, nos deparamos também com denúncias de ações criminosas no Ministério da Educação, que culminaram com o afastamento do Ministro Milton Ribeiro, o qual se apresenta como Pastor e Teólogo evangélico (é de tradição presbiteriana). Através de um áudio vazado, o então Ministro disse claramente que, a pedido do Presidente da República, se deveria favorecer certas igrejas e alguns pastores escolhidos com as verbas do Fundo Nacional de Desenvolvimento da Educação (FNDE), o que configura delito grave e fere a Constituição. Por conta de possíveis desvios de verba pública, essas pessoas podem ser enquadradas nos crimes de tráfico de influência e corrupção passiva, no mínimo. Em vista da gravidade desses fatos, senadores de vários partidos irão pedir a abertura de uma CPI do MEC. Inclusive, “as denúncias mais recentes chegam ao ponto de indicar o pagamento de propina com barras de ouro que totalizaria R$ 300 mil a título de liberação de recursos”, segundo fonte do Senado Federal. Enquanto ainda choramos pelas mais de 660 mil vítimas da Pandemia da Covid-19, pela situação financeira do país que voltou a estar no mapa da pobreza, por causa do escandaloso desemprego que afeta milhões de pessoas e suas famílias, com uma inflação de dois dígitos, com pessoas nas filas dos ossos por não ter o mínimo para comer, não podemos ficar omissos e calados diante do que fazem esses adoradores de bezerros de ouro, que buscam se enriquecer com o dinheiro público que deveria ser utilizado nas escolas brasileiras com nossas crianças e jovens. Não por acaso, milhares de escolas públicas viram sumir os alimentos da agricultura familiar que lhes chegava com as verbas da Merenda Escolar, o que compromete a saúde e a vida de milhões de crianças país afora.

Assim, como discípulas e discípulos de Jesus Cristo libertador, conclamamos as pessoas cristãs de todas as igrejas que confessam Jesus como Senhor da Vida Abundante, e mesmo pessoas de boa vontade, nesse tempo de Paixão e Páscoa, a seguir o caminho de Jesus, como está descrito pelo profeta Miqueias :

“Ele te declarou, ó ser humano, o que é bom e o que é que o SENHOR pede de ti: que pratiques a justiça e ames a misericórdia, e andes humildemente com o teu Deus (6.8)

Não podemos concordar que falsos pastores, adoradores de bezerros de ouro, falem e se apresentem como evangélicos e mensageiros do Senhor Jesus! Quanto a nós, que nos convertamos e pratiquemos a justiça e a misericórdia como nos ensina o profeta. E assim aprendamos a andar em humildade diante de Deus e das pessoas, anunciando a Boa Nova do Amor de Jesus, que não se coaduna com a violência de qualquer tipo de Ditadura, tampouco com o desvio de verbas públicas.

Coordenação Nacional da PPL – Abril de 2022