La stupidità dell’Anti-Globalismo

Si sta gonfiando in giro per il mondo un’onda anti-globalista. Forse perché poche erano le stupidaggini altrettanto retrive sparate nel mondo attuale. C’era un certo anti-globalismo, frutto del protezionismo di vari paesi che non minacciava il processo generale e irreversibile della globalizzazione. Questa è stata assunta come piattaforma politica da Donald Trump il quale, secondo il premio Nobel in economia Paul Krugman, sarebbe uno dei presidenti più stupidi della storia nordamericana. Lo stesso vale per il presidente eletto recentemente, capitano Bolsonaro e i suoi ministri dell’educazione e degli affari esteri negazionisti di questo fenomeno che soltanto i disinformati e pieni di preconcetti non riescono a percepire.

Perché si tratta di una sparata delle più insensate? Perché va direttamente contro la logica del processo storico irrefrenabile. Abbiamo raggiunto un livello nuovo della storia della Terra e dell’Umanità. Vediamo: sono migliaia di anni, che gli esseri umani, sorti e nati in Africa (siamo tutti Africani), cominciarono a disperdersi in giro per tutta la Terra, a cominciare dall’Eurasia e terminando con l’Oceania. Alla fine del paleolitico superiore, circa quaranta mila anni fa, circa un milione di persone già occupava tutto il pianeta. A partire dal secolo XVI cominciò una nuova diaspora.

Nel 1521 Fernando Magellano fece il periplo del pianeta, comprovando che è rotondo. Ogni luogo può essere raggiunto a partire da qualsiasi luogo.

Il progetto colonialista europeo occidentalizzava il mondo. Grandi reti, specialmente commerciali allacciarono tutti con tutti. Questo processo è durato dal secolo XVII al secolo XIX quando l’imperialismo europeo, a ferro e fuoco, sottomise ai suoi interessi il mondo intero. Noi dall’estremo occidente siamo nati già globalizzati. Questo movimento si rinforzò nel secolo XX, dopo la seconda guerra mondiale. È arrivato al suo culmine ai giorni nostri quando le reti sociali avvicinano tutti alla velocità della luce, l’economia si è impadronita del processo, specialmente attraverso la “Grande Trasformazione” (K. Polanily) che ha significato il passaggio da un’economia di mercato a una società di mercato. Tutto e tutti, perfino le cose più sacre della verità e della religione diventarono merce. Karl Marx nella “Miseria della filosofia” (1847) chiamò questa cosa “corruzione generale” e “venalità universale”.

La globalizzazione che i francesi chiamano giustamente planetizzazione, è un fatto storico innegabile. Tutti si trovano in unico luogo: nel pianeta Terra. Stiamo nella fase tirannosaurica della globalizzazione che sta nascendo all’insegna di un’economia mondialmente integrata, vorace come il maggiore dei dinosauri, il tirannosauro, perchè è profondamente inumana sia per la povertà che crea che per la accumulazione assurda che permette.

Ormai stiamo entrando nella fase Umano-sociale della globalizzazione a causa di alcuni fattori universali, come ONU, OMC, FAO e altri, i diritti umani, lo spirito democratico, la percezione di un destino comune Terra-Umanità e di appartenere a una unica specie di Homo Sapiens e demens.

Notiamo già gli albori della fase ecozoico-spirituale della globalizzazione. La tecnologia integrale e la vita nella sua diversità avranno come centro non più l’economia, ma il rispetto reverente davanti a tutto il creato e un nuovo accordo con la Terra, vista come Madre e un super organismo vivo, che dobbiamo curare amorevolmente valore profondamente spirituale. Cresce la coscienza che noi siamo quella porzione di Terra viva che in un alto grado di complessità ha cominciato a sentire, a pensare ad amare e a venerare. Terra e Umanità formiamo una unica entità, come bene hanno testimoniato gli astronauti dalla loro nave spaziale.

È arrivato il momento, come profetizzava l’archeologo e scienziato Pierre Teilhard de Chardin già nel 1933: “il tempo delle nazioni è passato. Se non vogliamo morire è l’ora di scuotersi di dosso i vecchi preconcetti e costruire la Terra”. Essa è la nostra unica Casa Comune, che abbiamo come ha enfatizzato Papa Francesco nella sua enciclica “sulla cura della Casa Comune” (2015). Non ne abbiamo altre.

Stiamo sentendo i preconcetti bizzarri dei futuri governanti e dei ministri che la globalizzazione è un tranello dei comunisti per dominare il mondo. Questi sono coloro che, secondo Chardin non si preoccupano di costruire la Casa Comune, ma si fanno ostaggi del loro piccolo e meschino mondo grande come la loro zucca scarsa di luce.

Se loro non arrivano a vedere la nuova stella che ha fatto irruzione nel mondo, il problema non è della stella ma dei loro occhi cecati.

*Leonardo Boff ha scritto “Destino e Desatino da Globalização” in: Dal’Iceberg al arca di Noé, Mar de Idéias, Rio 2010, pp. 41-63.

Traduzione di Romano Baraglia e Lidia Arato.

Um comentário sobre “La stupidità dell’Anti-Globalismo

  1. Per me siamo tutti figli del mondo, secondo me dovrebbero esistere delle leggi, tasse ed una lingua uguale per tutti. Senza confini. Ma poiché c’è gente che guadagna anche grazie alle tradizioni, molte volte in fase di votazioni ricade nel protezionismo. Comunque io dico solo una cosa, basterebbe fare delle leggi non invasive che non limitino le tradizioni (accettabili per la società). Tutto qui.

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