La freccia dell’evoluzione indica la vita non l’essere umano

Nel pensiero dei grandi cosmologi, che studiano i processi della cosmogenesi e della biogenesi, il punto più alto dell’affluire della vita non si realizza nell’essere umano. La grande emergenza è la vita con la sua immensa diversità e quanto essenzialmente le appartiene che chiamiamo cura. Senza la cura necessaria nessuna forma di vita sussisterà (cf. Boff, L., O cuidado necessario, Vozes, Petropolis 2012).

È d’obbligo mettere in risalto che il culmine del processo cosmogenico non si concretizza nell’antropocentrismo quasi che l’essere umano fosse il centro di tutto e gli esseri rimanenti guadagnassero in significato se ordinati a lui e per suo uso e consumo. Il maggiore evento dell’evoluzione è l’irruzione della vita in tutte le sue forme compresa quella umana.

I biologi descrivono le condizioni dentro cui è nata la vita, a partire da un alto grado di complessità e quando questa complessità si trova al suo punto di equilibrio, il caos impera. Ma il caos non è soltanto caotico. È anche generativo. Genera nuovi ordini e parecchie altre complessità. Gli scienziati non sanno come definire che cosa sia vita. Essa è l’emergenza più sorprendente e misteriosa di tutto il processo cosmogenico. La vita umana è un sottotitolo del capitolo della vita. È bene sottolineare: la centralità è una proprietà della vita. È ad essa che viene ordinata l’infrastruttura fisico-chimica e ecologica dell’evoluzione che permette l’enorme biodiversità e all’interno la vita umana cosciente, parlante e curante.

Qui intendiamo la vita come autorganizzazione della materia in alto grado di interazione con l’universo e con tutto ciò che la circonda. Cosmologi e biologi sostengono: la vita appare come la suprema espressione della “Fonte Originaria” di ogni essere che ha come corrispettivo altro nome più adeguato per noi, Dio. Essa non viene da fuori, ma emerge dal ventre del processo cosmogenico, quando raggiunge un altissimo grado di complessità.

Il Premio Nobel per la biologia Christian de Duve arriva ad affermare che in qualsiasi luogo dell’universo, quando avviene un simile livello di complessità, la vita emerge come imperativo cosmico (Polvere vitale,1995). In questo senso l’universo è pieno di vita.

La vita mostra una unità sacra nella diversità delle sue manifestazioni, dato che tutti gli esseri viventi portano lo stesso codice genetico di base che sono i venti amminoacidi, le quattro basi fosfatate, cosa che ci rende tutti parenti, sorelle e fratelli gli uni degli altri.

Prendersi cura della vita, farla espandere, entrare in comunione e sinergia con tutta la catena di vita e celebrare la vita: ecco il senso del vivere degli esseri umani sulla Terra, detta pure Gaia, super organismo vivo e noi umani la porzione di Gaia che sente, pensa, ama, parla e venera.

La centralità della vita implica concretamente di assicurare i mezzi di vita come: alimentazione, salute, lavoro, abitazione, sicurezza, educazione e passatempo. La standardizzazione a favore di tutta l’umanità, dei progressi della tecno scienza già raggiunti, avremmo i mezzi per far gustare i servizi con qualità che oggi soltanto settore privilegiati e ricchi possono permettersi.

Fino ad oggi il sapere era inteso come potere a servizio di chi accumulava denaro, di individui o gruppi che creano diseguaglianze e pertanto a servizio del sistema imperante, ingiusto e disumano. Noi postuliamo un potere a servizio della vita e dei cambiamenti necessari richiesti dalla vita stessa, perché non fare una moratoria di investigazioni e di invenzione in favore della democratizzazione del sapere e delle invenzioni già accumulate dalla civiltà e idonee a beneficiare i milioni e milioni scartati dalla società?

Questo costituisce una grande sfida per il secolo XXI. O possiamo distruggere noi stessi, visto che abbiamo l’occorrente per farlo oppure potremmo anche cominciare, finalmente, a creare una società veramente giusta e fraterna insieme a tutta la comunione di vita.

*Leonardo Boff è teòlogo e filòsofo e autore di Ecologia: Grido della Terra-grido dei poveri, Cittadella Editrice 2000.

Traduzione di Romano Baraglia e Lida Arato

3 comentários sobre “La freccia dell’evoluzione indica la vita non l’essere umano

  1. Foi chocante para mim constatar e entender a vida surgindo da matéria dita inanimada. Não tive nenhuma dificuldade com Darwin porém, o que muitos ainda hoje rejeitam.

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    • NRA Borges, a matéria nunca é inanimada. Ela é energia altamente concentrada.W.Heisenberg que segui na universidade de Munique dizia: se,segundo o teorema de Einstein, transformarmos um centrímetro quadrado da da mesa a partir donde falava, em pura energia, afetaria todo o sistema solar, pois ela contém milhões e milhóes de átomos. Se fizemos com um átomo simples a bomba atômica, tão letal que nos deixaram temerosos por nosso futuro, imagine se essa centímetro de madeira fosse transformado em pura energia. Deus é aquele Inomiável, a Emergia de Fundo que sabemos que existe, pois origina e sustenta tudo mas que não temos palavras para defini-la, pôs em curso a evolução que no seu desenrolar produziu todas as coisas, também a vida e a nossa percepção de Deus agindo no universo e tb em nossos coração. Grande abraço Lboff

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