Il neo–fascismo, ondata planetaria

Il fascismo è una derivazione del fondamentalismo portata all’estremo, con ampia tradizione in quasi tutte le culture. S.Huntington nella sua discussa opera, Scontro di civiltà, denuncia l’Occidente come uno dei più violenti fondamentalisti. Immagina che la sua cultura è la migliore del mondo, possiede la religione migliore l’unica vera, la miglior forma di governo, la democrazia, il migliore apparato tecnico scientifico che ha cambiato la faccia del pianeta e che ha dato la capacità di distruggere tutti gli esseri umani e parte della biosfera con le sue armi letali.
Conosciamo il fondamentalismo Islamico, e altri della chiesa cattolica ufficiale che ancora credono che la loro è l’unica e esclusiva chiesa di Cristo, e che fuori di questa non c’è salvezza. Tale visione erronea apre la strada alla demonizzazione e per fino alla persecuzione di altre denominazioni cristiane e non cristiane. Grazie a Dio adesso abbiamo un Papa ragionevole e di buonsenso che rende nulle tali distorsioni.
Tutti coloro che pretendono essere portatori esclusivi della verità è condannato a essere fondamentalista e a chiudersi in sé stessi, senza dialogo con altri.
Qui è opportuno ricordare le parole di un grande poeta spagnolo, Antonio Machado: “Non è la tua verità ma la verità, vieni insieme a me a cercarla”.
Il fascismo è nato e nasce in un determinato contesto di anomia, disordine sociale e crisi generalizzata. Spariscono le certezze e le leggi in vigore si indeboliscono. La società e gli individui hanno difficoltà a vivere in tale situazione. Scienziati del settore sociale e storici come Eric Vogelin (Order and History,195; L. Götz, Entstehung der Ordnung 1954; Peter Berger, Rumor de Anjos: la società moderna e la riscoperta del soprannaturale,1973), hanno mostrato che gli esseri umani possiedono una tendenza naturale all’ordine. Là dove arrivano stabiliscono ordine e il loro habitat. Quando questo hábitat si degrada, si usa comunemente la violenza per stabilire un certo ordine, senza il quale non si forma la coesione sociale di convivenza.
La nicchia del fascismo incontra in questo disordine la sua fonte. Così alla fine della prima guerra mondiale nacque caos sociale specialmente in Germania e in Italia. L’uscita fu l’istaurazione di un sistema autoritario, di dominazione che monopolizzò la rappresentazione politica con l’aiuto di un unico partito di massa gerarchicamente organizzato, inquadrando tutte le istanze quella politica, quella economica e la cultura in un’ unica direzione. Questo fu possibile mediante un capo (Führer in Germania e il Duce in Italia) che organizzarono un stato autoritario e di terrore.
Come legittimazione simbolica si coltivavano i miti nazionali, gli eroi del passato e le antiche tradizioni generalmente in una cornice di grandi liturgie politiche inculcavano l’idea di rigenerazione nazionale. Specialmente in Germania i seguaci di Hitler si investirono della convinzione che la razza tedesca bianca è superiore a tutte le altre con il diritto di sottomettere e perfino di eliminare le razze inferiori.
La parola fascismo fu usata per la prima volta da Benito Mussolini nel 1915 mentre si creava il gruppo “Fasci di azione rivoluzionario”. Il fascismo deriva dalla parola Fascio (fasci) di verghe, strettamente legate tra di loro, con una scure fissata di fianco: una verga può essere spezzata, un fascio, difficilmente. Nel 1922/23 fondò il partito nazionale fascista che durò fino alla sconfitta, 1945. In Germania si stabilì a partire dal 1933 con Adolf Hitler che quando diventò cancelliere creò il nazionalsocialismo, il partito nazista che impose al paese una dura disciplina, spionaggio totale e terrore di Stato.
Il fascismo si presentò come anti comunista e anti capitalista, come una corporazione che supera le classi e crea una totalità sociale stretta. La vigilanza e la violenza diretta e il terrore e lo sterminio degli oppositori sono caratteristiche del fascismo storico di Mussolini e di Hitler e sono presenti anche nel Neo Fascismo.
Il fascismo non è mai sparito totalmente. Sempre ci sono gruppi mossi da un ideale archetipico fondamentale che pretende ordine a tutti i costi e in qualsiasi modo. È il Neo-fascismo attuale. Oggi in Brasile c’è una figura più ridicola che ideologica che propone il fascismo in nome del quale giustifica la violenza, la difesa della tortura e dei torturatori, della omofobia di altre deviazioni sociali. Sempre in nome di un ordine che deve essere forgiato contro l’attuale disordine vigente usando la violenza.
Il fascismo è stato sempre criminale. Creò la Shoà (eliminazione milioni di Ebrei). Usò la violenza come una forma di relazionarsi con la società per lungo tempo. La perversione maggiore della socialità umana. In Brasile non sarà differente. Qui non avrà l’opportunità di imporsi por el radicalismo che rapresenta.

Traduzione di Romano Baraglia e Lidia Arato

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