Leonardo Boff
In omaggio ai milioni di tifosi di calcio presenti a questi Mondiali, ho scritto questo elogio del piede, senza il quale non ci sarebbero né calcio né Coppa del Mondo. Ecco il testo completo, incentrato sul piede.
Se qualche extraterrestre venisse sulla Terra e notasse come gli umani trattano i loro piedi, sospetto che ne rimarrebbe scandalizzato. Sembra che considerino i piedi la parte meno nobile del corpo tanto da nasconderli. Peggio ancora, cercano di soffocarli con un pezzo di stoffa, chiamato calzino.
Poi strangolano i piedi con qualcosa di più duro, le scarpe di cuoio o da ginnastica. E non contenti, legano le scarpe con i piedi dentro, con dei lacci sottili, per assicurarsi che i piedi non si liberino.
E infine, scaricano tutto il peso del corpo sui piedi, costringendoli a odorare la polvere delle strade, a soffrire la durezza delle pietre e a sentire il fango delle pozzanghere.
Ma questa interpretazione dei piedi, fatta da alieni, è esteriore e sbagliata. Ciò che facciamo ai piedi è prendercene cura, poiché i piedi costituiscono il nostro naturale mezzo di trasporto. Quasi sempre andiamo a piedi scalzi in casa e sull’erba. Più ancora, i piedi sono il segno più evidente della nostra ominide. Abbiamo lasciato indietro il regno animale quando i nostri antenati antropoidi si sono alzati in piedi e hanno iniziato a camminare in posizione eretta, per vedere più lontano, consentendo lo sviluppo del cervello e la scoperta dei cibi migliori.
Anatomicamente i piedi sono un miracolo, con un dorso duro per assorbire gli attriti e una pianta coerente per proteggersi dalla ruvidezza del terreno.
Una rete di piccoli tendini assicura le articolazioni che forniscono equilibrio ai movimenti dei piedi. Cosa non fanno i ballerini con i piedi?! Ci sono persino persone che dipingono o scrivono con i piedi. Esistono quadri drammatici del grande pittore spagnolo Goya che li ha dipinti con i piedi.
Il piede è così importante che è stato scelto da molti popoli antichi e moderni, compresi gli anglo-sassoni, come unità di misura. Un piede corrisponde a 30,48 cm. La poesia, la forma più nobile di letteratura, ha bisogno dei piedi giusti per essere armoniosa, soprattutto la forma più elevata di poesia che è il sonetto.
Senza i piedi non avremmo il calcio, per il quale i piedi sono tutto. Persino i giornalisti della rivista LIBERTA si sono proposti di creare una propria selezione. È lo sport più creativo, vario e coinvolgente che esista. Solo con i piedi. La mano non vale, è consentita solo al portiere. Ma in quel caso, anche lui calcia di solito la palla con il piede.
Il piede nel calcio costituisce una metafora di ciò che meglio possiamo rappresentare: la felice combinazione di prestazione individuale e cooperazione di gruppo. Il calcio può essere una vera scuola di virtù: autocontrollo, tranquillità, gentilezza e la capacità di comprensione non replicando a un calcio con un calcio (in brasiliano ponta-pé). Poiché siamo umani e perdiamo il controllo, a volte può succedere. Ma non è permessa. Il giocatore che usa il piede in questo modo è ammonito con un cartellino giallo oppure punito con un cartellino rosso ed essere espulso. Senza il piede, non ci sarebbero campionati di calcio, tanto meno la Coppa del Mondo di calcio in Messico, negli Stati Uniti e in Canada.
I vari significati di piede ci permettono di fare l’elogio del piede.
In un mondo politicamente senza piedi né testa, con capi di Stato che entrano con i piedi al posto delle mani nei conflitti come nella Striscia di Gaza con Israele, in Ucraina con la Russia, in Congo e in Iran con gli Stati Uniti sempre in piedi di guerra con altri e contro il terrorismo, troviamo nel Campionato Mondiale di Calcio un piede per pensare a una società mondiale che dia piede a forme di convivenza amichevole e persino fraterna, incontrando un piede d’appoggio nell’entusiasmo dei tifosi di tutti i paesi. È una pena che tutto ciò sia stato distorto dal Presidente Trump, che ha dato un calcio (ponta-pé) a un famoso arbitro e a intere equipe tecniche.
Da un lato, dobbiamo stare con un piede dietro difronte gli utopismi; dall’altro, non dobbiamo tirare indietro il piede nella ricerca di forme civili di convivenza globale. Logicamente, questo mondo non arriva neppure ai piedi del sogno di tanti che desiderano un altro mondo possibile, tenendo i loro piedi ben piantati in un’incrollabile speranza umana.
Possiamo iniziare con il piede giusto fin da ora, schierandoci ai piedi delle vittime, anche se a volte dovremo fare un passo indietro a causa delle pressioni dei potenti e delle loro minacce. Ma battiamo i piedi (restiamo saldi) in questa sacra causa, sapendo che non si può raggiungere con il pé nas costas (voltando le spalle). Giammai andiamo dar no pé (arrendersi). Ma insisteremo e persisteremo batendo o pé (rimanendo saldi).
Oxalá, che i nostri parenti e amici non ci lascino a piedi. Altrimenti, soffriremo quanto un pé de cego che, poverino, si muove con un bastone e vive inciampando qua e là, facendosi male ai piedi.
Come si comprende, i piedi sono fondamentali in quasi tutto nella nostra vita. Essi danno piede (forniscono le basi) per tantissime cose. Quando vogliamo dormire comodamente, diciamo che dormiamo con i piedi divaricati (in spagnolo: dormir a piernas sueltas).
Questo testo augura buona fortuna alla Seleção Brasileira e anche ai giornalisti e commentatori della rivista LIBERTA dell’Instituto Conhecimento Liberta (ICL) che hanno deciso di creare la propria selezione. Chi si abbona alla rivista LIBERTA riceverà notizie con i piedi nella verità e commenti con testa e piedi. Manteniamoci sempre attenti e in piedi.
Leonardo Boff collabora settimanalmente con la rivista LIBERTA dall’Instituto Conhecimento Liberta (ICL)
(https://www.revistaliberta.com.br)
(Traduzione dal portoghese di Gianni Alioti)